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Pinocchio - Storia di un bambino

A distanza di otto anni dall'uscita originaria, torna disponibile il lavoro che ebbe il merito di confermare il talento dell'autore toscano Ausonia, all'epoca già autore di numerose storie brevi per riviste come Heavy Metal e Blue. Consacrazione istantanea nel difficile mondo del fumetto d'autore europeo, Pinocchio si propone come un adattamento ampiamente rivisitato del classico Collodiano. Così, nell'ottica di un processo revisionale ininterrotto, l'autore ritorna sui propri passi e ci propone, questa volta con RW Lineachiara, un'edizione riveduta e corretta del proprio graphic novel d'esordio.

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La storia la conosciamo tutti. Ausonia prende l'amato classico della letteratura infanzia, capolavoro di didatticismo post-unitario in salsa rurale toscana, e ne ribalta buona parte delle prospettive. Quindi, se Pinocchio diventa qui un bambino di carne in un mondo di burattini (marionette, in realtà), Mastro Geppetto è un rude macellaio, e la fata turchina una squallida maîtresse. Non tutti i personaggi subiscono però il restyling ideologico, e ad esempio la coppia del Gatto e la Volpe rimangono due truffatori e potenziali assassini.

Forte indizio del pessimismo cosmico che contraddistinguerà la successiva carriera dell'autore, Pinocchio riprende quindi alcuni snodi classici del romanzo di Collodi, narrandoci i frustrati tentativi del nostro eroe – positivo, idealista e amante della verità, che qui gli provoca l'allungamento nasale – inserendo il tutto in una cornice retrospettiva in cui più narratori si affastellano per raccontare la propria versione dei fatti. Quindi, in una sorta di Rashomon distorto e deviato, la nozione stessa di verità diventa una dominante tematica intorno alla quale articolare una precisa riflessione di tipo sociale e, per certi versi, anche politica.

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Analizzando più da vicino il lavoro di adattamento, si nota subito come Ausonia abbia dato voce a elementi oppositivi o potenzialmente antiautoritari già presenti nell'opera originale, come l'estrema crudeltà popolare e la carica sovversiva di Lucignolo. Il contenimento ideologico di tale sovversione, che nell'originale è affidato all'happy ending rassicurante e pedagogico, è qui inscenato tramite una vera e propria opposizione materiale all'operato del nostro eroe di carne, opposizione portata avanti da un'articolazione granitica del potere (giudici e guardie) che ricorda da vicino le narrative distopiche dell'ultimo secolo. L'impianto eterologico (nel senso descritto da De Certeau come l'inserimento dell'alterità nel familiare) informa quindi un corto circuito letterario innescato anche dalla familiarità del lettore con uno dei testi cardine del patrimonio culturale italiano.

Parlando del comparto grafico, già di per se eccelso, possiamo notare la volontà da parte dell'autore di incupire e letteralmente sporcare le tavole per questa nuova edizione. Alla sottile variazione della gamma cromatica si associa la presenza di una sottile cornice alle pagine che, seppur riducendo ulteriormente le dimensioni, contribuisce al senso di coerenza interna. In ogni caso, le modifiche apportate sono davvero minimali, e valgono ancora le considerazioni già prodotte otto anni fa. Anche questa volta, la marcescenza è il leitmotiv sul quale improvvisare variazioni sul tema del grottesco e del disturbante. Particolarmente efficace è poi il character design, che in un anelito fisiognomico mostra il progressivo imbruttimento morale e materiale del nostro protagonista - fino all'agghiacciante finale. Il nuovo lettering, realizzato appositamente da Ausonia, impreziosisce ulteriormente il mood delle tavole; inoltre, “riempiendo” maggiormente le didascalie e i baloon– complice anche il formato ridotto rispetto all'originale – restituisce un migliorato impatto visivo.

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Segnaliamo in ultima battuta la felice scelta di proporre un'edizione più economica (complice anche il formato ridotto), nonché la gustosa white edition in edizione limitata, che ha permesso infinite possibilità di personalizzazione durante l'ultima Lucca Comics & Games. Per tutti questi motivi (e per tanti altri ancora) Pinocchio è, in definitiva, un'opera che non può mancare nella biblioteca degli appassionati del fumetto d'autore.

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