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Annunciata la serie Spectacular Spider-Man: Brand New Day di Dan Slott, Marcus To e Marcos Martin

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A maggio farà il suo esordio Spectacular Spider-Man: Brand New Day, nuova serie a fumetti che riporta l’attenzione su una delle fasi più significative della storia editoriale moderna dell’Uomo Ragno. Il progetto vede il ritorno di alcuni dei principali autori che hanno contribuito al ciclo originale tra il 2008 e il 2010.

La serie è scritta da Dan Slott e disegnata da Marcus To, con copertine firmate da Phil Jimenez. Saranno inoltre presenti storie brevi di supporto realizzate da Marcos Martin.

Il ciclo “Brand New Day” debuttò nel 2008 per Marvel Comics sotto la guida di Slott e di un gruppo di autori che includeva, tra gli altri, To, Jimenez e Martin, oggi nuovamente coinvolti nel progetto. La storyline si sviluppò per quasi tre anni, superando il centinaio di numeri, e contribuì a ridefinire il personaggio di Spider-Man nel XXI secolo.

La nuova serie si inserisce nella continuity fumettistica e propone una trama incentrata su un oggetto chiave: il Lexicon, un archivio contenente informazioni sull’impero criminale di Kingpin, alias Wilson Fisk. Dopo esserne entrato in possesso, Spider-Man si ritrova al centro di una contesa che coinvolge anche Mr. Negative e Frank Castle/Punisher. L’acquisizione del Lexicon, nata con l’obiettivo di rendere più sicura New York, finisce così per trasformarsi in una minaccia diretta per l’eroe.

Il primo numero, Spectacular Spider-Man: Brand New Day #1, sarà scritto da Slott, con disegni di To e Martin, copertina principale di Jimenez e variant cover realizzata da Pat Gleason. L’uscita è prevista per il 13 maggio.

Nelle dichiarazioni diffuse da Marvel, Slott ha sottolineato l’importanza del personaggio nella propria carriera e ha anticipato che la serie rivelerà nuovi segreti e introdurrà elementi destinati ad avere conseguenze rilevanti nell’attuale universo narrativo di Spider-Man, includendo anche storie brevi pensate per permettere a nuovi lettori di avvicinarsi al ciclo senza aver letto gli episodi originali di “Brand New Day”.

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4 Words About: Barrier

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Barrier


Arriva finalmente in Italia, grazie a Bao Publishing, Barrier, della consolidata coppia Brian K. Vaughan e Marcos Martín, uscito originariamente nel 2015 per la piattaforma online Panel Syndicate. In un tripudio di immagini psichedeliche (esaltate dai bellissimi colori di Muntsa Vicente), interrotte solo da brevi passaggi dedicati ad alcuni luoghi della Terra (tra cui, nelle pagine finali, un imprecisato – ma fortemente simbolico – scenario mediorientale), i due autori utilizzano metaforicamente un rapimento alieno, per rappresentare lo smarrimento e l’intrinseca fragilità umana, che di fronte a “barriere” linguistiche (volutamente esasperate dall’assenza di traduzioni), sociali o, semplicemente, di confine, sono troppo spesso portatori di violenze e intolleranze di ogni tipo. La prosa di Vaughan non pecca mai di retorica e ci restituisce personaggi sinceri e vitali, che Martín immerge in tavole immaginifiche, di chiare influenze lovercraftiane e wellsiane.

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Dati del volume
Editore: Bao Publishing
Autori: Testi di Brian K. Vaughan, disegni di Marcos Martín, colori di Muntsa Vicente
Genere: Fantascientifico
Formato: 24x16, 192 pp., C., col.
Prezzo: 25€
ISBN: 9791256211852
Voto: 8

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Lucca Comics & Games 2025, la parola a Brian K. Vaughan, Marcos Martin e Niko Henrichon

  • Pubblicato in Focus

Nella recente edizione di Lucca Comics & Games, grazie a Bao Publishing abbiamo avuto il piacere di partecipare, assieme ad altre testate, a una round table, in cui è stato possibile rivolgere alcune domande a Brian K. Vaughan, uno dei massimi scrittori contemporanei di fumetti (tra le sue opere più famose ricordiamo Y: l’ultimo uomo, Ex-Machina, Saga e Paper Girls) e ai due disegnatori che hanno lavorato con lui nei volumi presentati dall’editore milanese alla kermesse toscana: Marcos Martín, per Barrier e Niko Henrichon, per Spectators.
Per quanto la durata della discussione non abbia permesso più di una domanda a testa ai vari partecipanti, i temi affrontati e le risposte date dagli autori hanno comunque destato l’interesse generale.

Dei tre, Vaughan è quello che ha tenuto più di tutti la parola, poiché gli argomenti presi in esame hanno essenzialmente riguardato diversi aspetti della sua scrittura. Lo sceneggiatore americano ha in primo luogo condiviso la sua ammirazione per vari autori britannici (Alan Moore su tutti), in particolare per la loro capacità di raccontare gli Stati Uniti attraverso dettagli che gli scrittori locali non sono in grado di cogliere. Secondo la sua opinione, una delle rare eccezioni è Jason Aaron, che sia in Scalped che in Southern Bastards è riuscito nella difficile impresa di trascendere il suo essere americano, offrendoci una visione del suo paese da una prospettiva totalmente differente da quella tradizionale.

Ha, poi, tenuto a precisare che sia Martín che Henrichon non sono solo dei semplici collaboratori, ma veri e propri amici. Con l’artista spagnolo, soprattutto, che conosce da oltre venticinque anni, può anche capitare di battibeccare, alla fine, però, arrivano sempre al risultato desiderato da entrambi. In più, la fiducia reciproca ha garantito la realizzazione di storie meno convenzionali, senza il timore di andare incontro a un insuccesso commerciale. Un aspetto che diventa secondario se, come ha ammesso Vaughan, l’attaccamento verso tali opere è quasi paragonabile a quello che nutre per i suoi figli. Lo stesso dicasi nel caso sopraggiungano necessità che impongano una pausa nel lavoro. I tre autori considerano più importante occuparsi della propria vita che portare avanti con regolarità una serie. Saga, da questo punto di vista, è stato un chiaro esempio di ciò: quando Fiona Staples è diventata madre, si è deciso di comune accordo di sospendere la testata per un periodo abbastanza lungo, pur sapendo che avrebbe potuto esserci un’emorragia di lettori. Nella realtà, alla ripresa della serie, i dati di vendita non hanno mostrato alcuna flessione, confermando l’alto livello di maturità raggiunto dal pubblico contemporaneo.

La discussione è, quindi, proseguita sul fumetto come linguaggio: secondo i tre autori la sua universalità, favorita dall’uso delle immagini, è in grado di superare gli ostacoli correlati al solo testo scritto. Da qui l’utilizzo a scopo propagandistico che ne hanno fatto i governi nel corso della storia dell’ultimo secolo. Martín ha, comunque, sottolineato che tale facilità di fruizione permette di poter affrontare qualunque argomento, avvicinando i giovani (che sono i naturali “consumatori” di albi a fumetti) a tematiche che altrimenti per loro sarebbero molto più ostiche da recepire.
A tal proposito, Vaughan ha evidenziato che proprio Barrier mette in rilievo le potenzialità del fumetto come mezzo espressivo, dato che solo grazie alle sue caratteristiche è possibile oltrepassare le “barriere” linguistiche alla base del racconto (lo scrittore americano ha pure confessato che sono stati impiegati molti termini gergali nella sceneggiatura, con il semplice obiettivo di spingere il lettore a utilizzare le immagini per comprendere il contenuto del testo).
In aggiunta a ciò, Vaughan ha fatto presente che, avendo lavorato per cinema e TV, ha dovuto far fronte alle pressioni esercitate dalle corporation per evitare di mettere in scena controversie e problematiche varie, a differenza di un graphic novel, dove sostanzialmente si può parlare di ogni cosa.
Un aspetto rimarcato anche da Martín, il quale, pur nella consapevolezza che la limitata diffusione dei comic book non permette la trasmissione di un determinato messaggio a una vasta platea, sapere di poter agire più liberamente diventa una medicina per lo sconforto che coglie gli autori, quando un fumetto di successo viene depotenziato del suo significato, a seguito dell’adattamento in altri media.

Per quanto riguarda la nostra domanda, essa è stata:
"Nelle opere di Brian è sempre presente una forte componente metaforica. Questa caratteristica mette in difficoltà i disegnatori, che necessitano di un confronto continuo con lo scrittore, o la lunga collaborazione permette di intuire immediatamente cosa viene richiesto nella sceneggiatura? Inoltre, questo tipo di narrazione è una delle cause che ha allontanato Brian dal fumetto mainstream o si è trattato semplicemente della volontà di poter disporre di una maggiore libertà creativa?”

Martín (visibilmente divertito, ndr): Purtroppo sì, mi tocca comunicare spesso con Brian. Scherzi a parte, in genere leggo prima il soggetto, dopodiché mi confronto più volte con Brian per comprendere come rappresentare graficamente quello che ha descritto nel testo. Ricordo, per esempio, che quando lavorammo a Private Eye, l’idea alla base dell’opera mi colpì molto. Proprio per essere sicuro di mantenere la forza del fumetto nei disegni, io e Brian siamo rimasti costantemente in contatto.

Henrichon: Ho trovato subito interessante il soggetto di Spectators, anche se, inizialmente, dopo aver letto le prime pagine di sceneggiatura, non capivo dove sarebbe andato a parare. Discutendo frequentemente con Brian, alla fine tutto è risultato chiaro e credo che ne sia uscito un ottimo lavoro.

Vaughan: Secondo me, il vero mainstream non è scrivere una storia di Spider-Man o Batman, ma avere sempre nuove idee. Il piacere di collaborare con Marcos e Niko nasce esattamente da questa considerazione, dato che so che entrambi la pensano come me.

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4 Words About: Friday 3

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4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Friday 3 - È di nuovo Natale


Terzo e ultimo volume per Friday, l'opera che ha unito i talenti di Ed Brubaker e Marcos Martín, un vero e proprio gioiello del fumetto americano degli ultimi anni. Friday è tornata per le vacanze di Natale a King's Hill, la cittadina del New England dove è cresciuta, solo per veder morire Lancelot Jones, il suo migliore amico e compagno di mille indagini. Ma come sono andate davvero le cose, e cosa c'entrano la massoneria e il folklore locale? Mistery in cui il poliziesco incontra lo young adult, Friday è una sintesi riuscitissima tra romanzo investigativo classico, giallo, teen drama, atmosfere lovecraftiane ideata da due maestri del fumetto. La prosa di Brubaker è di qualità altissima, così come i disegni di Marcos Martín. Quest'ultimo è il più raffinato tra gli artisti appartenenti all'ondata iberica che ha travolto i comics negli ultimi anni: le soluzioni grafiche da lui escogitate, uniche ed inimitabili, sono vere e proprie gemme di pop-art che incantano il lettore.

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Dati del volume
Editore: Saldapress
Autori: Testi di Ed Brubaker, disegni di Marcos Martín
Genere: Crime
Formato: 16,8x25,6, 136 pp., C., col.
Prezzo: 21€
ISBN: 9791254614839
Voto: 8

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