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Da War of the Realms nuove serie per Loki e il Punitore

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Attraverso il podcast Marvel's Pull List, la Marvel ha annunciato l'arrivo di due serie legate all'evento War of the Realms. La prima di 5 numeri, Punisher: Kill Krew, vede all'opera lo sceneggiatore Gerry Duggan e l'artista Juan Ferreyra. "Un uomo, dieci reami, guerra totale", è tutto quello che sappiamo del titolo.

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Daniel Kibblesmith e Oscar Bazaldua lanceranno, invece, una serie intitolata semplicemente Loki. Il personaggio avrà "una nuova direzione e alcune nuove responsabilità".

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Entrambi i titoli verranno esordiranno a luglio. Non ci sono, al momento, ulteriori dettagli.

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Killmonger protagonista di una miniserie Marvel

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Quest'inverno, l'iconico cattivo di Pantera Nera, Erik Killmonger, otterrà la sua miniserie in cinque parti scritta da Bryan Edward Hill e disegnata da Juan Ferreyra.

In un'intervista a Vulture, Hill ha dichiarato di voler "esplorare le scelte e i fallimenti che portano una persona a dedicare la propria vita alla vendetta, e come ciò accada. […] Per me la battaglia iconica tra Erik Killmonger e T'Challa è tragica. È qualcosa che non dovrebbe accadere. È un conflitto che nasce da un tragico equivoco e da un giovane che è stato strappato con violenza dalla propria casa".

Dalla cover diffusa dalla Marvel, si può vedere il character design del personaggio: lo stile di Killmonger sembra corrispondere a quello utilizzato nel film live-action di Black Panther, interpretato da Michael B. Jordan.
Questa mini-serie sembra prendere ispirazione dalla versione MCU creando, così, una versione inedita del personaggio. "Per me, la performance di Jordan è notevole perché anche nella sua “filosofia” puoi vedere che è ancora ferito", ha detto Hill a Vulture. "È una persona che si giustifica con la propria rabbia. E la rabbia è sempre paura sotto mentite spoglie. Ogni volta che vedi la rabbia, stai guardando la paura. Erik, nel film, per me, è un personaggio con molta paura".

Il primo numero di Killmonger uscirà negli USA il 5 dicembre.

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(Via SHH)

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Prometheus: Fire and stone, l’Alien Universe in espansione: la recensione

Il progetto dell’Alien Universe continua a prendere forma, ad ampliarsi e a legare ancora di più i propri sottoprodotti: l’unione dei brand di Aliens, di Predator e di Prometheus trova compimento nella maxisaga Fire and Stone.

Come già scritto nella recensione di Aliens, tutti i recenti prodotti fumettistici legati allo xenomorfo alieno contribuiscono a ricostruire l’ampia ed articolata saga iniziata nel 1979 col film diretto da Ridley Scott.
Fire and Stone: Prometheus, scritto da Paul Tobin e disegnato da Juan Ferreyra si pone, difatti, subito dopo l’omonima pellicola, sempre diretta da Scott, del 2012. Il film, forse il peggiore della saga, aveva lasciato aperti numerosi interrogativi a cui la serie a fumetti cerca, solo in parte, di dare risposta. Il pianeta che fa da setting al racconto è, infatti, il medesimo del film: LV-223. I protagonisti del fumetto dovranno svelare il mistero legato al fallimento della missione precedente. L’interrogativo più accattivante, e centrale della pellicola come del comic, è quello dell’identità e degli scopi degli Ingegneri: umanoidi giganti che, spinti dalle loro mire creazionistiche, sembrerebbe abbiano non solo contribuito alla nascita del genere umano, ma anche di altre specie aliene, tra cui gli stessi xenomorfi.

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Paul Tobin, dunque, riprende li dove il film di Scott era terminato: gli xenomorfi sono “nati” e hanno popolato l’intero pianeta creando, a loro volta, ibridi animali. L’elemento che, indubbiamente, colpisce durante la lettura è l’atmosfera: sono pressoché assenti cunicoli bui di astronavi o la minaccia del vuoto dello spazio, ma, legando questo franchise a quello di Predator, la foresta che nasconde minacce sembra essere l’elemento di connessione adatto. Simile all’idea del film, la serie a fumetti vede l’azione svolgersi sul suolo del pianeta, permettendo agli autori – e, dunque, ai lettori – di esplorare le possibilità animalesche della fauna locale mostruosamente ibridata con gli xenomorfi: scimmie, tori, squali, solo alcune delle specie che, ora, fanno ufficialmente parte dell’Alien Universe. Come nella saga filmica di Predator la foresta, la natura, è inospitale e nasconde segreti e misteri che, parzialmente, nel corso della lettura verranno svelati. Dopotutto, Prometheus, è solo un capitolo della saga, non tutto può, e deve, essere rivelato.

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Il compito di Paul Tobin è triplice e perfettamente riuscito: recuperare la trama della pellicola cinematografica – che fa, dunque, da prequel non solo alla saga filmica, ma all’intero universo multimediale degli xenomorfi – di arricchire l’Alien Universe di elementi inediti e, contemporaneamente, legarlo nell’atmosfera all’altro brand parallelo, non con solo semplici easter egg, ma livellarlo ad un unicum narrativo che sia coerente. Ulteriore elemento inserito da Tobin per legare il suo racconto a quello filmico, è la scelta di introdurre, specie nella prima parte, un forte richiamo all’utilizzo del mezzo video: in Aliens di James Cameron del 1986, i marine protagonisti portano con loro delle telecamere con cui registrano la missione, così, anche i protagonisti del fumetto, sono spesso mostrati attraverso il filtro – chiaramente simulato dal disegno – di uno schermo o di una telecamera.

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Medesimo discorso lo si può applicare alle scelte visive di Juan Ferreyra: ampie splash page, costruzioni orizzontali a doppia pagina del layout e vertiginose inquadrature, indugiano verso uno sguardo cinematografico che conferisce un grande ritmo alla narrazione, specialmente nelle numerose scene d’azione. Se il disegno, forse, si concede un po' troppo alla deformazione anatomica, riesce ad essere funzionale al racconto e all’intero impianto artistico delle scene. Straordinariamente ripresi ed adattati sono, infatti, gli elementi iconici dell’Alien Universe: xenomorfi ed ingegneri su tutto, ma anche l’interno delle astronavi o le tute spaziali dei protagonisti.

Per i fan della saga di Alien questo è, indubbiamente, un periodo d’oro: non solo il fruitore ha la possibilità di esplorare su numerose traiettorie l’universo narrativo, ma anche di ricostruire il legame tra i diversi prodotti multimediali che già ha amato e conosciuto. Con l’imminente uscita di Alien Covenant questa parallela saga a fumetti non può che essere il compendium necessario per rivivere a tuttotondo l’affascinate terrore per i sibilanti xenomorfi.

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Anteprima di Suicide Squad: War Crimes Special #1

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Esce oggi, 31 agosto, Suicide Squad: War Crimes Special #1, primo numero di 48 pagine della nuova serie scritta da John Ostrander e disegnata da Carlos Rodriguez e Gus Vazquez. Juan Ferreyra è autore della cover.

Questa la sinossi ufficiale diffusa da DC Comics:
"Quando un politico americano è portato in Europa e processato per presunti crimini di guerra, gli USA devono recuperarlo da una nazione alleata prima che terribili verità vengano rivelate. Entra in scena la Suicide Squad, che ha già una volta assaltato l'Aia per salvare l'America dai suoi oscuri segreti. L'autore che ha iniziato una rivoluzione, John Ostrander, ritorna alla Suicide Squad per la prima volta dopo un decennio per raccontare una delle sue storie più audaci e sanguinose di sempre."

Di seguito, in gallery, l'anteprima di Suicide Squad: War Crimes Special #1.

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