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Le opere di Jiro Taniguchi con Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera

  • Pubblicato in News

Dal 27 aprile col Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport uscirà una collana dedicata al Maestro giapponese Jiro Taniguchi. Ogni volume, per un totale di 30 uscite, costerà 9,90€ più il prezzo del quotidiano.

Di seguito il piano completo dell'opera:

•  L'uomo che cammina - 27/04/2019
•  Allevare un cane e altri racconti - 04/05/2019
•  L'olmo e altri racconti - 11/05/2019
•  Al tempo di papà - 18/05/2019
•  Gli anni dolci - 25/05/2019
•  Gourmet - 01/06/2019
•  Gourmet 2 - 08/06/2019
•  Blanca - 15/06/2019
•  I cani degli dei - 22/06/2019
•  Il libro del vento - 29/06/2019
•  Ten no taka - Skyhawk - 06/07/2019
•  K. - 13/07/2019
•  Uno zoo d'inverno - 20/07/2019
•  SETON vol.1 - 27/07/2019
•  SETON vol.2 - 03/08/2019
•  SETON vol.3 - 10/08/2019
•  SETON vol.4 - 17/08/2019
•  La montagna magica - 24/08/2019
•  Garouden - 31/08/2019
•  Tokio killers - 07/09/2019
•  Furari - 14/09/2019
•  La vetta degli dei 1 - 21/09/2019
•  La vetta degli dei 2 - 28/09/2019
•  La vetta degli dei 3 - 05/10/2019
•  La vetta degli dei 4 - 12/10/2019
•  La vetta degli dei 5 - 19/10/2019
•  Quartieri lontani (In una lontana città) - 26/10/2019
•  Un cielo radioso - 02/11/2019
•  L'uomo della Tundra - 09/11/2019
•  La ragazza scomparsa - 16/11/2019

(Fonte Prima Edicola)

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S.H.I.E.L.D. – Architetti dell’infinito, recensione: la fine della reinvenzione dello Shield di Hickman e Weaver

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Nato dalle menti di Stan Lee e Jack Kirby, lo S.H.I.E.L.D. (Strategic Hazard Intervention, Espionage and Logistics Directorate) appare per la prima volta in Strange Tales 135 dell’agosto 1965 sulla scia di serie spionistiche di successo come Organizzazione U.N.C.L.E., l’ente anti-terroristico ha avuto come figura di spicco il colonnello Nick Fury e nei vari decenni ha subito numerosi cambiamenti diventando, dagli anni 2000 in poi, un elemento sempre più centrale dell’universo narrativo Marvel, raggiungendo anche una popolarità insperata grazie alla sua presenza nelle pellicole Marvel Studios e alla messa in onda del serial Agents of S H.I.E.L.D. sulla ABC.
 
Come già anticipato, nel corso degli anni lo S.H.I.E.L.D. è stato soggetto a cambiamenti riguardo il suo ruolo e a revisioni per quanto riguarda la sua storia. La più grande e interessante proviene dallo sceneggiatore Jonathan Hickman che, con le due miniserie intitolate semplicemente S.H.I.E.L.D., reinventa totalmente il senso e lo scopo dell’organizzazione, oltre che la sua storia.

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L’intuizione di Hickman, infatti, è quella di gettare le origini dell’organizzazione ben prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, come si credeva fino a poco prima, portandola addirittura ai tempi dell’Antico Egitto per respingere un’invasione aliena. Così facendo, lo S.H.I.E.L.D. diventa un ente millenario il cui scopo è sempre stato quello di difendere la Terra, dividendosi in due parti (Confraternita dello Scudo e Confraternita della Lancia) una in occidente, l’altra in oriente. Nel corso dei secoli le più illustri personalità hanno fatto parte dell’organizzazione, da Archimede a Leonardo da Vinci, passando per Galileo Galilei a Sir Isaac Newton e molti altri ancora, contribuendo alla crescita e allo sviluppo dello S.H.I.E.L.D.

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La vicenda narrativa parte dal 1952 quando Anthony Stark e Nathaniel Richards portato un ragazzo di nome Leonid (figlio adottivo di Nikola Tesla) in una Roma sotterranea e segreta alla scoperta della storia dello S.H.I.E.L.D. Così, Hickman identifica Leonid con il lettore finora ignaro della storia dell’organizzazione.

Lo sceneggiatore si dipana nei secoli tessendo una trama complessa e ricca di colpi di scena complicata dall’esistenza, ancora oggi, di due fazioni all’interno dello S.H.I.E.L.D. che portano avanti altrettante visioni contrapposte. Guidate dagli ancora vivi Leonardo e Newton, la prima - più positivista – ha piena fiducia nella scienza e nello sviluppo tecnologico come speranza di sopravvivenza per il futuro, la seconda propone invece una visione più nichilista nell’accettazione di un destino ormai scritto. Leonid, dunque, rappresenterà una sorta di ago della bilancia per il destino dello S.H.I.E.L.D. e dell’umanità.

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Alle matite delle due serie troviamo Dustin Weaver che realizza tavole spettacolari, estremamente dinamiche per composizione e ricche di soluzioni visive. L’artista ha, inoltre, il gravoso compito di delineare in poche vignette epoche diverse, passando da un secolo all’altro, e il suo lavoro in tal senso è davvero eccellente.

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Il primo numero di S.H.I.E.L.D. è datato giugno 2010 e la pubblicazione prosegue spedita fino al febbraio 2012 quando la serie si interrompe a due soli albi dalla sua fine. Dovremmo attendere oltre sei anni per leggere gli ultimi due capitoli, raccolti ora nel volume Panini Comics S.H.I.E.L.D. – Architetti dell’infinito che include tutto il materiale (one-shot compresi) realizzato da Hickman e da Weaver. 368 pagine per un elegante cartonato oversize 18.3X27.7 cm per presentare degnamente uno dei lavori più interessante degli ultimi 10 anni della Marvel.

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Dark, sexy e sovversiva: la recensione di Chilling Adventures of Sabrina parte 2

  • Pubblicato in Screen

Più dark, più sexy, più sovversiva.
La seconda parte di Chilling Adventures of Sabrina sfrutta al meglio il potenziale espresso con lo scorso season finale, dimostrandosi di qualità nettamente superiore rispetto alla parte introduttiva. In un intrico fra arti magiche e lotta per l’emancipazione, i nove episodi che la compongono intrattengono senza annoiare mai e cominciano finalmente ad entrare nel vivo della faccenda.
Un po’ come Buffy, precursore indiscusso del genere, la serie usa metafore sovrannaturali per affrontare tematiche oltremodo reali, quali misoginia, sessismo, libero arbitrio, omofobia e identità di genere. Ciascuno dei personaggi affronta un proprio percorso, il che permette di procedere in maniere corale, pur non facendo perdere alla streghetta bionda la sua centralità; così facendo, Sabrina si dimostra uno show estremamente godibile, che unisce all’aspetto fantasy-esoterico spunti di riflessione inerenti ad argomenti ben più quotidiani.

Data la rimarcata centralità di un legame indissolubile fra la giovane Spellman ed i suoi amici mortali, alcuni dei quali anche in possesso di poteri propri, è lecito rimarcare il collegamento con la serie di Joss Whedon e con la Scooby Gang che per sette stagioni ha difeso Sunnydale dal male: come la Cacciatrice, Sabrina è leader indiscussa in quanto persona più potente e prescelta da una forza superiore, mentre Roz e Theo custodiscono potenziali per ora inesplorati e Harvey è il ragazzo della porta accanto della comitiva. Unico neo sta nel fatto che Sabrina sembra non avere mai momenti di incertezza o tentennamenti di sorta, il che allontana lo spettatore da lei e rende difficile provare empatia nei confronti del suo personaggio, nonostante l’ottima performance di Kiernan Shipka.
Neanche la rivelazione finale di Lucifero, manifestatosi in tutta la sua demoniaca presenza, sembra sconvolgerla al punto da farle perdere la tempra che la contraddistingue e che, francamente, appare eccessiva per una sedicenne. Nonostante ciò, la seconda parte di Chilling Adventures of Sabrina è quasi interamente esente da critiche e costruisce una mitologia estremamente interessante su cui lavorare per il futuro.

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Al contrario di quanto accaduto nella parte prima, stavolta gli episodi appaiono meno sconnessi l’uno dall’altro e la fotografia è nettamente migliorata, segno del fatto che probabilmente gli autori hanno raggiunto un livello di maggiore confidenza con la storia e che il budget è aumentato (lo dimostra anche una CGI di livello superiore rispetto al passato). Il ritmo in crescendo che ha contraddistinto questa seconda parte è il più adatto ad un prodotto che non ambisce certo ad essere d’élite, ma che invece mira ad attirare giovani e meno giovani, intellettuali e meno intellettuali.

Se dovesse continuare su questa linea, Chilling Adventures of Sabrina potrebbe facilmente diventare uno dei più interessanti originali Netflix prodotti finora ed uno dei migliori show fantasy degli ultimi anni.
Promosso a pieni voti allora. Che un miglioramento così netto ed improvviso sia frutto della magia?

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Addio Monkey Punch, creatore di Lupin III

  • Pubblicato in News

Si è spento a 81 anni Monkey Punch, noto in tutto il mondo per essere l'autore di Lupin III. Il mangaka, il cui vero nome era Kazuhiko Katō, ci ha lasciati lo scorso 11 aprile a causa di una polmonite.

Nato ad Hamanaka il 26 maggio 1937, Katō fa il suo esordio nel mondo del fumetto nel 1965 con la storia Playboy Nyumon (Come diventare un playboy) sulla rivista Manga Story. Il successo arriverà due anni dopo quando inizierà la pubblicazione su Weekly Manga Action della saga di Lupin III, che divenne un successo mondiale grazie anche agli anime prodotti nel corso degli anni.

L'artista, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita a Tokyo, è venuto spesso in Italia dove nel 2001 ha ricevuto anche il Romica d'oro a Roma.

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