Menu

Image Comics annuncia Red Roots, la nuova serie horror di Lorenzo De Felici

  • Pubblicato in News

Image Comics ha ufficializzato il lancio di Red Roots, una nuova serie regolare di genere horror scritta e disegnata interamente da Lorenzo De Felici. L’artista, già co-creatore insieme allo scrittore Robert Kirkman di Oblivion Song e di Void Rivals per l’Energon Universe, torna a collaborare con l’editore statunitense in veste di autore completo per questo progetto originale.

La serie è descritta ufficialmente come un racconto in cui le vite di un killer professionista e di un’insegnante di scuola superiore risultano vincolate da una “forza misteriosa e terrificante”. Questo elemento costituisce al momento il nucleo narrativo noto del primo numero, senza ulteriori dettagli sulla trama o sui personaggi oltre a questa premessa.

Red Roots #1 è atteso nelle fumetterie statunitensi mercoledì 22 aprile 2026 con copertine multiple e distribuzione anche su piattaforme digitali.

red roots 1

red roots 2

red roots 3

red roots 4

red roots 5

red roots 6

red roots 7

red roots 8

Leggi tutto...

Frank Miller e Todd McFarlane di nuovo insieme dopo oltre 30 anni per una copertina di Spawn

  • Pubblicato in News

Questo settembre, il numero 3 della serie The Curse of Sherlee Johnson segnerà un momento storico per l'universo di Spawn con l'uscita di due nuove variant cover realizzate dall'icona del fumetto Frank Miller. Una di queste vedrà la collaborazione diretta con il creatore di Spawn, Todd McFarlane.

L'albo presenterà una prima variant di Miller, la sua prima copertina per Spawn in 25 anni, con matite e chine dello stesso artista e colori di Alex Sinclair. Il pezzo forte, tuttavia, sarà un'edizione incentive 1:25 in bianco e nero con le matite di Miller inchiostrate da McFarlane stesso. Questo evento segna la prima volta che i due artisti condividono i credits di una copertina da Wizard Magazine #32 del 1994, e la loro prima collaborazione in assoluto all'interno del mondo di Spawn.

McFarlane ha commentato la reunion: "Lavorare con gli amici è sempre divertente. Lavorare con Frank Miller è ancora meglio. Il suo impatto sui fumetti è innegabile, e poter collaborare di nuovo a decenni di distanza mi fa sentire di nuovo un ragazzino euforico".

Miller ha aggiunto: "Todd e io abbiamo iniziato a fare fumetti per la stessa ragione: la gioia di crearli. Ogni tanto, riusciamo a farlo insieme - e ci sentiamo di nuovo come un paio di ragazzini".

Oltre alle storiche copertine di Miller e McFarlane, l'albo includerà anche variant del team creativo principale della serie, composto da Daniel Henriques e Jonathan Glapion, con il colorista FCO Plascencia e il letterista AndWorld Design. Henriques ha definito la collaborazione "un sogno che si avvera", mentre Glapion ha aggiunto che avere sia Miller che McFarlane che prestano il loro talento alla serie è stato "un onore e un'emozione".

The Curse of Sherlee Johnson #3 arriverà nelle fumetterie statunitensi il 17 settembre.

frank miller spawn1

frank miller spawn2

Leggi tutto...

Dracula: Universal Monster, nuova serie per Tynion IV e Simmonds

  • Pubblicato in News

Il maestro dell’horror James Tynion IV e il disegnatore Martin Simmonds, mentre si godono una pausa di riflessione dalle indagini del Department Of Truth, edito in Italia da Panini Comics in formato HC e al momento fermo al numero 3 (22 numeri all’attivo nel mercato USA), rivolgono la loro attenzione alla più grande icona pop dell’horror: Dracula.

Nonostante nei decenni sia ormai smisurato il numero di storie raccontate sul personaggio, Tynion è convinto di avere l’idea vincente per narrare qualcosa di diverso e insolito, dalle forte tinte horror.

Dracula:Universal Monster, mini di 4 numeri, è solo la prima parte di un progetto più ampio che Skybound intende dedicare ai film horror targati Universal.

La versione cinematografica Universal Monster di Dracula, fonte di ispirazione del progetto, e passata agli onori della cronaca per le sue tinte urban, è stata interpretata da Bela Lugosi per la regia di Tod Browning, nel 1931.

dracula 1

dracula 2

Leggi tutto...

Newburn Vol. 1, recensione: il noir secondo Chip Zdarsky e Jacob Phillips

Newburn 0

Fin dal 2014, quando vinse il suo primo Eisner Award (al quale poi ne sono seguiti altri tre, più una pioggia di Harvey Award e diverse onorificenze minori), in veste di co-autore di Sex Criminals - premiata quell’anno come migliore nuova serie - Chip Zdarsky si è imposto come uno dei cartoonist più importanti del comicdom americano. Già pochi mesi dopo quel prestigioso riconoscimento, sono arrivate varie collaborazioni con Marvel e DC, tra le quali – limitando l’elenco a quelle che continuano tuttora – è bene ricordare il lungo ciclo di Daredevil iniziato nel 2019 (e avviato a concludersi negli USA questa estate) e Failsafe, la controversa saga di Batman che sta facendo discutere critici e appassionati da entrambi i lati dell’oceano.
Come molti altri sceneggiatori, però, Zdarsky mostra di dare il meglio di sé quando è libero di muoversi senza vincoli creativi o quando non deve preoccuparsi delle richieste di qualche editor. Ne è un chiaro esempio la recente Newburn, serie Image realizzata in coppia con Jacob Phillips, sbarcata da poco pure in Italia grazie a Saldapress.

Easton Newburn è un investigatore privato di New York al soldo di tutte le principali organizzazioni criminali della città. Temuto e rispettato, gode di una sorta di immunità presso la malavita, garantita dall’assoluta neutralità dei suoi giudizi, tesi a non privilegiare nessuna delle famiglie mafiose coinvolte e a mantenere l’equilibrio necessario a evitare sanguinose guerre tra gang. Una scomoda verità di cui è consapevole anche la polizia, rassegnata a farsi da parte pur di non intralciare le sue indagini.

Newburn 1

Con echi che richiamano serie televisive di successo come l’acclamata The Wire e, ancora di più, Mayor of Kingstown, Newburn possiede tutte le caratteristiche che hanno portato il noir a essere uno dei generi cardine della fiction contemporanea. La New York in cui si muove il protagonista non è la metropoli da cartolina illuminata dai grattacieli di Manhattan, visibile in molte produzioni hollywoodiane, ma una città soffocata dal crimine, che domina indisturbato su bassifondi popolati da un’umanità meschina e senza ideali. Un luogo dove la linea di demarcazione tra bene e male è sottilissima, tanto da rendere quasi naturale venire a patti con chi sta dalla parte opposta della barricata - sia in un senso che nell’altro - pur di ottenere qualcosa per il proprio tornaconto o per evitare che atti sconsiderati sfocino in tragedie peggiori, in cui nessuno sarebbe al sicuro. Di conseguenza, che in un simile scenario il protagonista possa essere un ex poliziotto cinico e disilluso, che ha deciso di arricchirsi mettendosi al servizio della malavita, non appare poi così sorprendente (sebbene non ridimensioni minimamente la brillante idea avuta da Zdarsky per il personaggio). Inoltre, ragionando in termini meramente contenutistici, difficile non prendere in considerazione come punti di riferimento fumettistici di una serie con queste caratteristiche la pluripremiata Criminal di Ed Brubaker e Sean Phillips (padre di Jacob) e diverse opere hard boiled di Greg Rucka.

Newburn 2

È pur vero, però, che, tolto il clima torbido che ammanta ogni episodio, il modo in cui Newburn arriva alla soluzione dei casi, spesso contraddice il realismo che, almeno in teoria, dovrebbe improntare la vicenda. Alludiamo al fatto che il protagonista mostra sempre di possedere un fiuto investigativo infallibile e di disporre di continui assi nella manica, anche in situazioni estremamente intricate. È questo l’unico apparente difetto della serie, benché, detto onestamente, Zdarsky non dia mai veramente l’impressione di voler replicare la formula di Criminal o di altre opere simili. Gli omaggi - forse pure inconsapevoli - a Brubaker e Rucka paiono semplicemente un tentativo di portare allo scoperto le inquietudini dei diversi character, al fine di rendere plausibile l’ambigua moralità di Newburn, per quanto essa, a dispetto del fascino che possa esercitare sugli smaliziati lettori di oggi una versione scorretta dei vari Sam Spade e Philip Marlowe, nasconda, con ogni probabilità, molto di più.
L’autore canadese, infatti, si rivela particolarmente abile nel mostrare - almeno per ora - solo i tratti essenziali del protagonista, centellinando le informazioni che lo riguardano in mezzo alle vicende private degli altri personaggi, in primis Emily, l’aiutante di Newburn, della quale, in maniera forse troppo prevedibile, scopriamo presto un passato non meno turbolento di quello dei diversi comprimari.
A ogni modo, al netto di qualche ingenuità, la lettura del volume rimane appassionante dalla prima all’ultima pagina e le scelte fatte fin qui dal buon Chip ci sembrano tutte sostanzialmente condivisibili.

Newburn 3

Passando al comparto grafico, se la scrittura di Zdarsky ricorda a tratti quella di Brubaker, persino più marcate sono le somiglianze tra i disegni di Jacob Phillips e quelli di suo padre Sean, tanto da rendere ancora più verosimile l’accostamento tra Newburn e Criminal. A un’analisi meno superficiale, tuttavia, risulta abbastanza evidente che, benché entrambi operino in maniera convincente sui primi piani dei personaggi, lasciando che siano le espressioni dei loro volti a parlare, piuttosto che l’eloquenza dei dialoghi, Jacob, quando prova a fare sue alcune caratteristiche stilistiche del genitore, a volte sembra mancare di spontaneità. Per esempio, se nelle tavole di Sean i giochi di ombre, il netto predominio dei dettagli e la scelta delle inquadrature concorrono in modo determinante ad arricchire la narrazione, in Newburn gli stessi espedienti “tecnici” appaiono più come una forzatura necessaria a far diventare meno anonima la costruzione delle vignette o a ridurre la staticità dei personaggi. Ciò non significa che il lavoro di Phillips Jr. sia di bassa qualità, ma è innegabile che gran parte dell’atmosfera che si respira nelle pagine del libro derivi soprattutto dall’uso magistrale dei colori, che è sempre stato il vero punto di forza dell'artista britannico (e di cui hanno spesso beneficiato anche le opere di Sean), piuttosto che dal segno essenziale – e inevitabilmente un po’ piatto – che contraddistingue le sue figure.
Probabilmente, il problema di Jacob è solo la giovane età. Il talento c’è e si vede, e con il padre a fargli da mentore non potrà che fiorire rapidamente.

Per finire, ottima, come di consueto, la confezione del volume da parte di Saldapress, per una serie che promette realmente di diventare una delle nuove hit della casa editrice.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS