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Goran Parlov in riabilitazione dopo un ictus

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Il fumettista croato Goran Parlov, noto per le sue collaborazioni in Marvel e in Bonelli, si sta riprendendo da un ictus che lo ha colpito lunedì 28 ottobre. L'artista ha rivelato il suo stato in un tweet, assicurando ai fan che si sta riprendendo bene.

"10 giorni fa, lunedì sera, sono stato colpito da un ictus e mi hanno ricoverato al pronto soccorso. Mi sto riprendendo bene. Non sono più in terapia intensiva e domani andrò in un centro di riabilitazione motoria. L'obiettivo è di riottenere il pieno controllo della parte sinistra del corpo."

Molti autori hanno risposto al tweet di Parlov augurandogli pronta guarigione. Un augurio a cui noi di Comicus ci uniamo.

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Garth Ennis è al lavoro su due nuove miniserie di Punisher

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Garth Ennis ha annunciato che è al lavoro su due nuove serie limitate con protagonista il Punitore per la Marvel, come riportato in un'intervista rilasciata al sito del Lakes International Comic Art Festival.

"Ho due miniserie di Punisher in arrivo: Soviet, disegnata da Jacen Burrows, in uscita a novembre, e Get Fury, con le matite di Goran Parlov, prevista per il prossimo anno."

Questa sarebbe la prima opera di Ennis con Burrows alla Marvel, dopo i lavori con la Avatar su 303, Chronicles of Wormwood e Crossed. Parlov, invecem ha lavorato a lungo con Ennis alla Marvel su Punisher, Punisher MAX: The Platoon e Fury Max.

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Le prime tavole di Punisher: The Platoon di Garth Ennis e Goran Parlov

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Nel corso della nostra intervista a Goran Parlov effettuata a Lucca Comics & Games 2016, l'artista ci anticipò l'uscita di una nuova storia del Punitore scritta da Garth Ennis, autore di un ciclo storico del personaggio nonché uno degli scrittori che infuse più personalità a questo antieroe. Ora Newsarama ha diffuso in rete le prime tavole di questa serie in 6 numeri, Punisher: The Platoon, che uscirà prossimamente e che vedrà un giovane Frank Castle affrontare per la prima volta gli orrori della guerra, prima ancora di quanto visto in Reborn, dove Frank è ormai al suo terzo turno in Vietnam. Una storia che potrebbe essere considerata il battesimo del fuoco del personaggio.

Trovate nella gallery in basso alcune tavole della storia, sia a colori che in bianco e nero.

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Starlight, il ritorno all'avventura di Mark Millar e Goran Parlov: la recensione

Introdurre Mark Millar, uno degli autori più noti e seguiti del mondo dei comics, è quasi un esercizio di stile. Dopo essersi fatto un nome scrivendo su svariate testate sia DC che Marvel fra gli anni ’90 e gli anni 00, lo sceneggiatore scozzese da una decina di anni cura principalmente fumetti di propria creazione, accompagnato dagli artisti migliori in circolazione, sotto l’etichetta Millarword. Le sue idee, che spesso si concludono nell’arco di un’unica miniserie di pochi albi, tendono ad essere tanto semplici quanto guidate da un’illuminazione di fondo che le rende avvincenti nonché originali e pronte per essere consegnate al cinema. L’abilità nella scrittura, poi, fa il resto. Non fa eccezione Starlight, realizzato in coppia con il croato Goran Parlov.

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La storia narra le vicende di Duke McQueen, un signore attempato ed ex-pilota, che un tempo è stato un eroe su un pianeta alieno. Sulla Terra, però, l’unica persona che gli crede è sua moglie, purtroppo scomparsa. Nonostante il lutto familiare, i figli di Duke trascurano il padre persi nei loro impegni quotidiani. Solo quando un ragazzo proveniente dal pianeta alieno che aveva salvato 40 anni prima lo convince a tornare per sventare la terribile minaccia di una dittatura esterna, Duke avrà il proprio riscatto.

Una delle caratteristiche tipiche di Millar è quella di giocare con i concetti chiave dei supereroi, sovvertirli o trattare tematiche e situazioni che non sarebbero possibili negli universi canonici come quelli delle due big americane Marvel e DC. In questo caso, quello dell’autore scozzese è un chiaro omaggio ai fumetti d’avventura classici americani, agli eroi spaziali come Flash Gordon, nonché alla leggerezza di quelle letture. Starlight, infatti, non ha una trama particolarmente intricata ed è narrato con gran naturalezza e semplicità, il che non è un difetto. Millar riesce in poche pagine a creare un universo narrativo nuovo e funzionante, attingendo al genere a cui si rifà, ma mettendoci molto del proprio. Bastano poche battute a dare spessore e tridimensionalità ai personaggi che risultano sì riconoscibili perché appartenenti ad archetipi, ma non per questo scontati.

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Una riflessione che emerge da quest’opera, inoltre, riguarda il ruolo degli anziani nella nostra società e i rapporti familiari che diamo per scontati. Seppur il tono dell’avventura resta sempre leggero e l’happy ending non manca, la parte iniziale che mostra un Duke sbeffeggiato dai ragazzini e messo da parte dai propri figli, che per giunta non danno credito al suo passato da eroe, mostra un quadro triste che fin troppe volte vediamo nella realtà. L’invito di Millar, dunque, è quello di rispettare e dedicare anche solo un po’ del nostro tempo alle persone davvero importanti della nostra vita.

Dal punto di vista grafico, Goran Parlov traduce in maniera perfetto lo stile narrativo asciutto di Millar grazie a un tratto quanto mai essenziale e dinamico. Il suo stile, completamente adatto al mercato americano, non rinuncia a evocare rimandi europei con qualche strizzatina d’occhio al fumetto franco-belga. La colorazione netta e brillante di Ive Svorcina, che tende sempre a virare nelle tonalità ciano e magenta quando ne ha l’occasione, fa il resto.

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Un lavoro non seminale ma riuscito questo Starlight, di cui spiace vederne le potenzialità narrative concludersi in questo volume unico. Ottima, come sempre l’edizione italiana curata da Panini Comics nel suo ormai consueto cartonato di ottima fattura, seppur condito da un paio di refusi nel lettering.

 

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