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Addio allo storico sceneggiatore Gerry Conway, papà del Punitore e di Ms. Marvel

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Ci ha lasciati all’età di 73 anni Gerry Conway, tra gli sceneggiatori più importanti della storia del fumetto americano.

Nel corso della sua carriera, Conway è stato una figura centrale sia per Marvel Comics che per DC Comics, distinguendosi per una produzione vasta e influente iniziata già in giovane età.

Tra i contributi più significativi della sua carriera figura la celebre storyline di The Amazing Spider-Man che porta alla morte di Gwen Stacy, considerata uno degli snodi più importanti nella storia del fumetto supereroistico. Per Marvel, Conway è stato inoltre co-creatore del Punisher, introdotto nel 1974 e divenuto uno degli anti-eroi più iconici della casa editrice.

Secondo quanto riportato, Conway è stato anche co-creatore di Ms. Marvel (nella sua incarnazione originale, Carol Danvers) e ha ricoperto il ruolo di Editor-in-Chief in Marvel per un breve periodo.

La sua attività si è estesa anche alla DC Comics, dove ha co-creato personaggi come Firestorm, Jason Todd (il secondo Robin), Power Girl e ha scritto a lungo serie di primo piano come Justice League of America, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’universo narrativo dell’editore.

Nel ricordarlo, Marvel Comics ha sottolineato in un comunicato ufficiale il ruolo fondamentale di Conway nella costruzione di storie e personaggi che hanno lasciato un’impronta duratura nella cultura pop e nell’immaginario collettivo.

Con la scomparsa di Gerry Conway, il fumetto perde una delle sue firme più autorevoli, protagonista di una stagione creativa che ha contribuito a ridefinire il linguaggio e le ambizioni della narrazione supereroistica.

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Gerry Conway rivendica il logo del Punitore per Black Lives Matter e lancia una linea di shirt

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Gerry Conway, co-creatore del Punitore, ha lanciato una campagna per rivendicare l'uso del logo del personaggio da quelle che descrive come "forze di oppressione" e che invece dovrebbe essere un nuovo simbolo per il movimento Black Lives Matter.

"Per troppo tempo, i simboli associati a un personaggio che ho co-creato sono stati cooptati da forze di oppressione e per intimidire i neri americani", ha detto Conway nell'annuncio. "Questo personaggio e questa immagine non sono mai stati intesi come simbolo di oppressione. Questo è un simbolo di un fallimento sistematico di una giustizia equa. È tempo di rivendicare questo simbolo per la giusta causa e per Black Lives Matter."

Conway ha lanciato una linea di t-shirt intitolata "Black Lives Matter - Skulls for Justice" con diverse magliette che utilizzano l'iconografia Punisher e la scritta Black Lives Matter.

"È una collezione di t-shirt disegnate da artisti che raccolgono fondi per #BlackLivesMatters #BLM rivendicando un simbolo di oppressione come simbolo di giustizia", ​​ha twittato Conway. "Le prime quattro shirt sono disponibili per l'acquisto da ora e una nuova verrà aggiunta ogni due giorni."

Le prime maglie sono state disegnate da Wess Hancock, Demonte Price, Don Nguyen e Nate Powell. Potete vederle nella gallery in basso.

Il logo Punisher è stato progettato da Conway, con le revisioni dell'allora art director della Marvel John Romita.

Intanto, la Marvel sta vagliando azioni legali contro che utilizza il logo del Punitore illegalmente per scopi razzisti.

(Via Newsarama)

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Spider-Man Collection 18: la morte degli Stacy, recensione

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Fin dal suo esordio, Spider-Man è stato uno degli eroi più amati e seguiti della Marvel divenendo ben presto il portabandiera della casa editrice. Peter Parker era un eroe, ma anche un ragazzo comune e incarnava alla perfezione il concetto di “supereroe con superproblemi”.
In Amazing Fantasy 15 del 1962, albo del suo esordio, un lutto colpisce il giovane: suo zio Ben viene ucciso da un ladro che poco prima, nelle vesti di Spider-Man, aveva lasciato fuggire. Il senso di colpa è tale da motivarlo a diventare un giustiziere.

Da quel momento, la vita di Peter non sarà certo tutta rosa e fiori: non solo i problemi dovuti al suo elter ego in costume ma anche le rinunce che il suo ruolo comporta, così come la fragile salute della Zia May, le bollette da pagare, le ragazze, gli amici e tanto altro ancora rendono le vicende di Amazing Spider-Man un mix di dramma, commedia e azione.
Se i toni si erano leggermente alleggeriti con l’addio di Steve Ditko e l’arrivo di John Romita, una nuova tragedia stava per sconvolgere la vita di Peter.
Nonostante i molti drammi vissuti, la morte non aveva sfiorato più la vita del ragazzo dopo quanto accaduto a zio Ben. Così, dopo 8 anni – nel 1970 -, Stan Lee e Romita decidono di scuotere profondamente la vita del giovane eliminando per sempre il Capitano George Stacy.

Stacy era, in quel momento, un personaggio importante per la serie: padre della sua attuale ragazza Gwen, il capitano era per Peter una figura paterna, contrapposta a quella burbera di J.J. Jameson, che aveva accolto di buon grado il rapporto fra lui e sua figlia. Non solo, Stacy aveva intuito che il ragazzo fosse Spider-Man, pur conservando questa scoperta per sé.

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Nel ciclo di storie che vanno da Amazing Spider-Man 88 a ASM 92, possiamo leggere le vicende relative alla morte del personaggio giunta durante una battaglia fra Spider-Man e il Doctor Octopus. Spider-Man riesce a immobilizzare le braccia metalliche del suo nemico ma, come conseguenza di quest’azione, gli arti artificiali di Dock Ock urtano un camino riversando diverse macerie sulla strada. Il capitano Stacy morirà, travolto dai resti delle macerie, per salvare la vita a un bambino.

L’intento degli autori, coadiuvati alla matite da Gil Kane, che sostituisce Romita in quasi tutti gli albi, era non solo quello di alzare il tasso di drammaticità della serie con un colpo ad effetto, ma anche di imprimere una nuova sterzata alle dinamiche narrative per le trame successive. Spider-Man, infatti, viene additato come responsabile della morte del capitano portando Gwen ad odiare l’eroe in maschera. Un Peter, dunque, già con numerosi sensi di colpa, dovrà anche convivere col il peso dell’odio della sua ragazza. Seguiranno conseguenze che porteranno i due giovani a vivere un periodo di crisi.

Nonostante il tono sia fortemente drammatico, gli autori narrano il tutto senza indugiare troppo con una rappresentazione eccessiva e patetica, smorzando il tutto con molta azione e con un’apparizione – abbastanza superflua – dell’Uomo Ghiaccio.

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Il tono drammatico sarà maggiore, però, nel secondo ciclo del volume che propone Amazing Spider-Man 121 e 122 con la nota morte di Gwen Stacy.
Sono passati tre anni e Lee, Romita e Kane, insieme a Gerry Conway e a Roy Thomas, decidono di compiere qualcosa di impensabile fino a quel momento: uccidere la ragazza del protagonista. Una storia che cambierà per sempre il fumetto americano segnando la fine dell’era dell’innocenza. Un delitto commesso a più mani, con gli autori che per anni si sono rimbalzati la responsabilità, come raccontato in questo vecchio articolo.

La vicenda parte in quarta con un Harry Osborn sofferente a causa dalla sua dipendenza dalla droga. Ma il peggio sta per arrivare, Norman Osborn ricorda di essere Goblin, dopo anni di offuscamento mentale, così cattura Gwen per vendicarsi di Peter e la getta dal George Washington Bridge. La ragazza morirà, probabilmente a causa del contraccolpo ricevuto dalla ragnatela lanciata da Spider-Man stesso per salvarla. Completamente fuori di sé, l’eroe affronterà in seguito Goblin che resterà ucciso dal suo stesso aliante (almeno momentaneamente, il personaggio tornerà dopo oltre 20 anni).

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La storia è un classico e raggiunge non solo una forte carica emotiva, ma anche uno degli apici qualitativi di Amazing Spider-Man.
Sulle motivazioni dell’uccisione di Gwen si è discusso a lungo: probabilmente si voleva una nuova morte ad effetto per mostrare che tutto poteva accadere, ma questo non basta. È probabile che gli autori volessero dare un’ulteriore svolta a Peter Parker e alla serie di Spider-Man, ma che, soprattutto, ritenessero Gwen un personaggio fin troppo perfettino e poco interessante. In particolare, sembra che la ragazza non sia mai particolarmente piaciuta a Romita: nota era, infatti, la sua predilezione per Mary Jane, a cui aveva dato le fattezze. D’altro avviso Lee che, invece, voleva far sposare i due giovani. Fatto sta che l’ultima tavola di Amazing Spider-Man 122 è emblematica in tal senso.
Mary Jane si trova nell’appartamento di Peter che, dopo la lotta con Goblin, arriva a casa affranto. La ragazza cerca di consolare l’amico che la caccia via offendendola profondamente dandole, in sintesi, dalla frivola. Mary Jane, d’altronde, fino a quel momento era stata delineata come una ragazza allegra e spensierata, ma proprio da questa tavola possiamo vedere la sua trasformazione nel personaggio che amiamo. La ragazza, infatti, decide di restare ugualmente accanto a Peter, in una scena che mostra tutta l’umanità di questi personaggi.

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Spider-Man Collection 18: la morte degli Stacy è sicuramente un must have per chi non ha mai letto questo ciclo classico di storie, o per chi vuole averne un’edizione cartonata degna. Peccato solo per l’assenza di Amazing Spider-Man 123, un epilogo in cui viene mostrato il funerale di Gwen.

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Erik Larsen, Gerry Conway e Mark Bagley realizzeranno una nuova storia di Spider-Man

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Erik Larsen, Gerry Conway e Mark Bagley, autori classici dell'Uomo Ragno, torneranno sul personaggio a settembre in un albo one shot dal titolo Spider-Man: Going Big.

Non sono stati rivelati dettagli sulla storia, tuttavia Marvel.com annuncia che sarà un'avventura misteriosa che che vi terrà col dubbio fino all'ultima pagina. Going Big viene anche presentato come parte delle celebrazioni dell'80° anniversario della Marvel. Non è chiaro se questa storia di Spider-Man ha a che fare coi recenti teaser che fungevano da conto alla rovescia.

Larsen e Conway co-scriveranno la storia con le matite di Larsen, Bagley e altri artisti non anccora annunciati. Larsen è anche l'autore della cover che potete vedere qui di seguito.

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(Via Newsarama)

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