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Le cover inedite di Frank Miller per Panini per i 40 anni di Daredevil: Rinascita e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

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Panini Comics celebrerà il 40° anniversario di Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Daredevil: Rinascita con due nuove edizioni di pregio in grande formato, entrambe disponibili in anteprima a Lucca Comics & Games 2026.

Le due pubblicazioni saranno caratterizzate da nuove copertine inedite realizzate per l’occasione per l’editore da Frank Miller, autore di entrambe le opere, con i colori di Alex Sinclair. Per Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro, pubblicato originariamente nel 1986, l’artwork inedito offre una nuova interpretazione del Cavaliere Oscuro. Analoga operazione è stata realizzata per Daredevil: Rinascita, la storia scritta e disegnata da Frank Miller insieme a David Mazzucchelli, incentrata sulla caduta e sulla rinascita di Matt Murdock.

Come anticipato, Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro – Edizione 40° Anniversario e Daredevil: Rinascita – Edizione 40° Anniversario, saranno presentate al pubblico durante Lucca Comics & Games 2026, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre, dove Miller sarà ospite della manifestazione in collaborazione con Panini Comics. Entrambi i volumi saranno poi disponibili a novembre in fumetteria e su panini.it.

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Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, le nuove cover di Frank Miller e Jim Lee per il 40º anniversario

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In occasione dei quarant'anni dalla pubblicazione originale del 1986, DC Comics celebrerà il capolavoro di Frank Miller, Klaus Janson e Lynn Varley con una speciale edizione Facsimile del primo numero di Batman: The Dark Knight Returns. L'uscita, prevista negli Stati Uniti per il 25 febbraio 2026, riprodurrà fedelmente l’albo storico, accompagnandolo con una serie di varianti esclusive.

Per questa ricorrenza, Bleeding Cool riporta che, oltre alla cover regolare, l'albo sarà disponibile con:

- Una nuova variant cover firmata da Frank Miller nel suo stile artistico più recente.

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- Una variant cover realizzata da Jim Lee, attuale Presidente, Publisher e CCO di DC Comics.

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- Versioni "foil" (metallizzate) e una "blank sketch" (copertina bianca per sketch personalizzati), che potete vedere nella gallery in basso.

Le celebrazioni proseguiranno anche nei mesi successivi: è stata infatti già anticipata una variant per il terzo numero della serie facsimile, prevista per aprile, che porterà la firma di Frank Quitely.

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Pubblicato originariamente come miniserie in quattro numeri, The Dark Knight Returns racconta un futuro alternativo in cui un Bruce Wayne cinquantacinquenne, logorato fisicamente e tormentato dai fantasmi del passato, decide di tornare in azione dieci anni dopo il suo ritiro.

L'opera di Miller è universalmente riconosciuta per aver traghettato il genere supereroistico verso toni più maturi e psicologicamente complessi, influenzando profondamente il cinema, dalle pellicole di Tim Burton e Christopher Nolan fino al Batman di Zack Snyder.

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Deadpool/Batman, recensione: se un Cavaliere Oscuro incontra un Mercenario (Chiacchierone)

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Se i fumetti di supereroi sono la fiera dei sogni, nessun sogno a fumetti è più affascinante dell’incontro tra le icone delle due major del comicdom a stelle e strisce, Marvel e DC. Dal 1976, anno di uscita di The Battle of the Century: Superman vs Spider-man, i personaggi della Casa delle Idee si sono incontrati più volte fino all’evento del 1996, Marvel Vs DC, che rappresentò l’apoteosi del genere “crossover interaziendale”. Un grandissimo successo di pubblico, prezioso perché arrivò in un momento molto complicato per il settore (quello dell’esplosione della bolla speculativa che ebbe conseguenze nefaste, tra le quali il ricorso di Marvel stessa al Chapter 11 per avviare un complesso processo di ristrutturazione e salvarsi dalla bancarotta), che diede il via ad una lunga serie di crossoves tra i due editori che culminò, nel 2004, con quello più desiderato dai lettori: JLA Vs Avengers. Poi nulla per più di 20 anni, anche se nelle segrete stanze dei due editori l’idea di una nuova “wave” di incontri/scontri tra i propri personaggi non aveva mai perso di attualità. Nel 2020, nel numero finale di Doomsday Clock, Geoff Johns suggeriva tra gli eventi futuri che avrebbero atteso gli eroi DC uno scontro tra Superman, Thor e un “Golia Verde”, mentre la recente ristampa in omnibus di Marvel Vs Dc e delle storie dell’universo condiviso Amalgam hanno inaugurato una nuova collaborazione tra i due storici competitor in quella che si annuncia come una nuova ondata di crossover tra i rispettivi personaggi.

L’onore di aprire le danze è toccato a Deadpool (per Marvel) e a Batman (per DC), con un albo di “andata” prodotto dalla Case delle Idee e uno di “ritorno” confezionato dalla Distinta Concorrenza. Se non sorprende la scelta di Batman in casa DC, probabilmente il personaggio più popolare del settore, il sorpasso di Deadpool su compagni di scuderia Marvel più classici ci racconta della rimodulazione delle gerarchie avvenuta in un ventennio in cui i cinecomic hanno lasciato una forte impronta sull’immaginario popolare – e quelli con protagonista il Mercenario Chiacchierone, soprattutto l’ultimo condiviso con Wolverine, sono sicuramente tra questi.
Deadpool/Batman è finalmente uscito anche in Italia per Panini Comics (Batman/Deadpool è appena uscito in USA mentre scriviamo, ndr.), e nonostante la sua importanza storica di primo crossover Marvel/DC prodotto dopo vent’anni di attesa l’albo suscita una domanda che non può restare inevasa: insomma, com’è questo Deadpool/Batman?

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Si tratta di una lettura divertente, giocata principalmente sulla contrapposizione tra la loquacità irriverente e non di rado irritante di Wade Wilson e l’abituale umore cupo del ben più taciturno Batman. Se la scelta dell’artista, il “figliol prodigo” in Marvel Greg Capullo è quasi scontata, sorprende invece la scelta di affidare l’evento alla penna di uno Zeb Wells che è stato l’autore di un recente ciclo di Amazing Spider-Man accolto tutt’altro che bene, salvo poi rifarsi come sceneggiatore del già citato Deadpool/Wolverine.
La storia si apre con Deadpool che irrompe nella Wayne Manor, citando l’iconica scena di Batman Anno Uno, dichiarando ad un contrariato più che allarmato Bruce Wayne di essere alla ricerca di Batman, e di aver accettato denaro da un misterioso committente per la sua cattura. È una scena che serve a Wells per dare il via all’azione e per far sciorinare a Wade qualche battuta, ma che sul piano narrativo non ha molto senso. L’azione si sposta poi sul tetto del Gotham City Police Department: il commissario Gordon ha acceso il bat-segnale per contattare Batman ed avvertirlo che il Joker ha rubato dei componenti chimici con i quali progetta di avvelenare la città, ma viene sorpreso dall’apparizione di Deadpool che viene affrontato, e sconfitto da Batman. Cosa possibile solamente perché, a suo dire, non ha voluto estrarre le sue pistole sapendo che il Cavaliere Oscuro ha un pessimo rapporto con le armi da fuoco e ha preferito evitare di turbarlo. Si tratta dell’unica battuta che ci ha strappato un sorriso e, insieme ad una inevitabile citazione di Robin che rimanda al famigerato Seduction of the Innocent del Dr. Wertham, uno dei pochi casi in cui Wells si avventura in territori “meta” pur avendo a disposizione il personaggio “meta” per eccellenza.

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Come da copione, lo scontro iniziale è il viatico per un’alleanza tra Batman e Deadpool che riserverà sorprese solo a chi non ha dimestichezze con questo tipo di avventura. Se è vero che tutti i team-up presentano dei passaggi narrativi ai quali non ci si può sottrarre, bisogna dire che tutti gli sviluppi e gli snodi di questa storia sarebbero ampiamente prevedibili anche da un lettore non particolarmente smaliziato. Giravolte, doppi e tripli giochi “telefonati” in una storia godibile, ma che non brilla particolarmente per originalità, ambizione e consapevolezza di rappresentare un evento atteso per più di venti anni. Spicca sicuramente più della sceneggiatura il comparto grafico, affidato ad una superstar della matita come Greg Capullo. Capullo è un artista solido, da più di trent’anni uno dei migliori disegnatori di comic-book su piazza, e anche per Deadpool/Batman consegna tavole all’altezza della sua fama, nonostante la pochezza della sceneggiatura non gli consenta di sbizzarrirsi in grandi scene d’azione, a parte la già citata scena sul tetto e lo sbrigativo finale. È un Capullo più pop, questo ritornato in Marvel dopo tanti anni, meno dark rispetto all’artista che nel frattempo ha realizzato lunghissimi cicli di Spawn e Batman. Su quest’ultimo, in particolare, aveva funzionato molto bene la collaborazione con l’inchiostratore Jonathan Glapion e il colorista FCO Plascencia. Non è invece altrettanto felice il connubio con le chine del veterano Tim Townsend, che non arricchiscono il tratto di Capullo come sapevano fare quelle di Glapion, e con i colori troppo invasivi di Alex Sinclair che appiattiscono il risultato finale.

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Come anticipato, l’albo contiene alcune “back-up story”, più o meno riuscite.
In La pistola e la spada Chip Zdarsky e Terry & Rachel Dodson ci mostrano una linea temporale in cui Capitan America e Wonder Woman sono amici e fonte di ispirazione reciproca fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Zdarsky propone spunti interessanti come la condivisione a patrimonio comune dei personaggi Marvel e DC di eventi che hanno fatto la storia dei due universi, da Crisis on Infinite Earths a Civil War; lo stile plastico dei coniugi Dodson ci regala come d’abitudine tavole di pregevole fattura anche se non sufficientemente curate nelle scene corali, dove alcuni personaggi sullo sfondo sono appena abbozzati (di George Pérez non ne nascono evidentemente più).

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Simpatica e dedicata ad un pubblico giovane la partita di pallavolo tra i ghiacci tra Krypto il Super-cane e lo squalo Jeff (di Kelly Thompson e Gurihiru), a cui segue la storia a nostro avviso più interessante del lotto. In Il Rosso e il Verde Kevin Smith ritorna ai due personaggi che ha contribuito a salvare dall’oblio tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, ovvero Daredevil e Green Arrow, e li fa incontrare in una riuscitissima short story dai toni urban in cui affrontano i ninja della Mano e della Lega degli Assassini. Il tutto con toni scanzonati da buddy movie e la nascita di un amicizia da celebrare con un buon bicchiere. A corredare il tutto, una prova eccellente di Adam Kubert che firma le sue migliori tavole da parecchi anni a questa parte.

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Se due pagine sono troppo poche per apprezzare l’ingresso di Rocket Raccoon nel Corpo delle Lanterne Verdi ad opera di Al Ewing e Dike Ruan, ci crea un po' di disagio dover parlare del contributo del leggendario Frank Miller a quest’albo. Chi scrive è un grande ammiratore di Miller e lo ritiene un monumento del fumetto americano, ma probabilmente siamo arrivati ad un punto (basti pensare alle sue ultime, controverse, cover) in cui i suoi nuovi lavori sottraggono alla sua leggenda più di quanto aggiungono. In Resa dei conti si affrontano sostanzialmente due caricature, quella di Batman versione Cavaliere Oscuro e di Vecchio Logan, in una breve storia della trama inconsistente che si sviluppa su tre tavole con tratto grezzo ad approssimativo.

La prima apparizione (a firma di Ryan North e Ryan Stegman) di Logo, mash-up tra Lobo e Wolverine che sembra annunciare il ritorno dei personaggi Amalgam, chiude un albo sulla cui qualità disomogenea si può comunque chiudere un occhio. Per la sua importanza storica, con il ritorno in pompa magna dei crossover tra Marvel e DC dopo tanti anni, e per la sua capacità simbolica di rappresentare su carta quella grande fabbrica dei sogni che è l’industria del fumetto dei supereroi americani.

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Frank Miller e Todd McFarlane di nuovo insieme dopo oltre 30 anni per una copertina di Spawn

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Questo settembre, il numero 3 della serie The Curse of Sherlee Johnson segnerà un momento storico per l'universo di Spawn con l'uscita di due nuove variant cover realizzate dall'icona del fumetto Frank Miller. Una di queste vedrà la collaborazione diretta con il creatore di Spawn, Todd McFarlane.

L'albo presenterà una prima variant di Miller, la sua prima copertina per Spawn in 25 anni, con matite e chine dello stesso artista e colori di Alex Sinclair. Il pezzo forte, tuttavia, sarà un'edizione incentive 1:25 in bianco e nero con le matite di Miller inchiostrate da McFarlane stesso. Questo evento segna la prima volta che i due artisti condividono i credits di una copertina da Wizard Magazine #32 del 1994, e la loro prima collaborazione in assoluto all'interno del mondo di Spawn.

McFarlane ha commentato la reunion: "Lavorare con gli amici è sempre divertente. Lavorare con Frank Miller è ancora meglio. Il suo impatto sui fumetti è innegabile, e poter collaborare di nuovo a decenni di distanza mi fa sentire di nuovo un ragazzino euforico".

Miller ha aggiunto: "Todd e io abbiamo iniziato a fare fumetti per la stessa ragione: la gioia di crearli. Ogni tanto, riusciamo a farlo insieme - e ci sentiamo di nuovo come un paio di ragazzini".

Oltre alle storiche copertine di Miller e McFarlane, l'albo includerà anche variant del team creativo principale della serie, composto da Daniel Henriques e Jonathan Glapion, con il colorista FCO Plascencia e il letterista AndWorld Design. Henriques ha definito la collaborazione "un sogno che si avvera", mentre Glapion ha aggiunto che avere sia Miller che McFarlane che prestano il loro talento alla serie è stato "un onore e un'emozione".

The Curse of Sherlee Johnson #3 arriverà nelle fumetterie statunitensi il 17 settembre.

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