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Bonelli: annunciata la serie di Mercurio Loi di Alessandro Bilotta

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Come noto, Alessandro Bilotta era al lavoro su nuove storie di Mercurio Loi, personaggio apparso sulla testata Le Storie Bonelli. Ieri sera, in occasione del festival La Repubblica delle Idee, lo sceneggiatore e Michele Masiero hanno dato l’annuncio dell’uscita in primavera della serie dedicata al personaggio.

Al momento, sappiamo che la serie sarà a colori e che, fra i disegnatori coinvolti, ci sarà Giampiero Casertano, autore delle illustrazioni che vi mostriamo nella gallery in basso.
Restate con noi per ulteriori informazioni.

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Le Storie 38: Ramsey & Ramsey

L'editoria si evolve, ed evolvendosi costringe ad attuare scelte particolari. Negli ultimi anni il vistoso calo di lettori del fumetto “popolare” ha rimesso in discussione le politiche editoriali e le scelte produttive delle più importanti case editrici del suolo italico, costringendo a chiusure forzate, netti cambi di carreggiata e ad un restyling di personaggi storici come Dylan Dog o Diabolik.
In un periodo di continua innovazione e rinnovamento il colosso Sergio Bonelli Editore ha colto la palla al balzo proponendo con una certa lungimiranza la collana de Le Storie, dove il lettore casuale ogni mese può leggere una storia autoconclusiva creando così un perfetto prodotto "causal" capace di unire una fruibilità che non necessita alcuna conoscenza del personaggio ad un buon livello artistico.
Tra le storie uscite si sono toccati picchi di qualità che rendevano determinati volumi un unicum del genere e spesso questi lavori avevano come filo conduttore il nome di uno sceneggiatore: Alessandro Bilotta.

"Ramsey & Ramsey", il suo nuovo lavoro, è un thriller ambientato nella più classica delle Londre vittoriane che ancora non si è ripresa dallo spettro di un Jack lo Squartatore che pare ora esser tornato a mietere vittime. A risolvere l'impiccio ci saranno il buon Philp Wisdom, nuovo ispettore capo di Scottland Yard che deve scontrarsi con il pressapochismo dei suoi agenti, e due fratelli gemelli titolari di un'agenzia investigativa e dai caratteri completamente contrapposti: il brillante e bizzarro Arthur Ramsey ed il violento, e vizioso, Jack Ramsey. Ovviamente qui sta l'imbroglio dell'autore Bonelli ai "danni" del lettore che si aspetta una normale storia d'investigazione: il thiller è solo il palcoscenico su cui si muoveranno i personaggi che dovranno confrontarsi non solo con un killer ma con gli angoli più oscuri delle loro stesse menti.

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C'è tanto di From Hell in quest'opera, nel lavoro di Alan Moore gli omicidi erano la ritualità per far collimare due universi, due piani temporali, qui gli omicidi sono involontariamente il motore per far schiantare piccole esistenze l'una contro l'altra cambiando fragili equilibri che si erano riusciti a creare decadi addietro. Non più universi di spazio-tempo, ma intimi universi ad personam fatti di emozione-identità, in una caccia all'uomo che sconvolgerà le vite di tutti i partecipanti.
La tempesta d'indizi con i quali Bilotta e Michele Bertilorenzi si divertono a prenderci in giro e l'umanità di ogni situazione al di fuori dei protagonisti, con dialoghi curati che rendono reale ogni personaggio del volume indipendentemente dal suo peso nella storia, è solo l'ennesima ciliegina sulla torta di un'esecuzione esemplare che riesce nella rara impresa di far coincidere l'autoriale ed il popolare e di creare un prodotto da edicola con una potenza ed un livello qualitativo tale da considerarlo già una necessità per la propria biblioteca.

La figura dei tragici Ramsey è il punto gravitazionale della storia, l'ambivalenza antitetica di ognuno di loro è come un vortice che porta anche il mondo intorno a loro ad essere ambivalente, come il giorno e la notte, e scritta con un metodo minuzioso e scaltro che costringe il lettore (persino, lui – NOI - presi nel vortice) a nutrire dubbi e a schierarsi. C'è chi nel loro universo di genio, donne, profumi, droga e due ore di sonno a notte ci si adegua, diventando "doppio" come la dolce moglie di Arthur Ramsey e chi ci si scontra, rimanendone succube e consumato, fino a rivelarsi e a rivelarci personalità contorte del proprio carattere come appunto il giovane ed appassionato Philp Wisdom.
Il citazionismo d'autore e i riferimenti ai fatti veramente accaduti sono inside joke sui quali Bilotta non si appoggia per far progredire la trama.

Ad accompagnare lo sceneggiatore in questa sfida, come già anticipato, c'è il talentuoso Michele Bertilorenzi, autore capace di farsi notare sia in Italia (anche sue le matite per il rilancio di Kriminal) che all'estero in case di prim'ordine come DC e Marvel (per la quale ha lavorato su personaggi del calibro di Daredevil e Dark Wolverine, tra gli altri). Il tratto del disegnatore è preciso ed intenso, non lesina nei dettagli di Londra e riesce ad essere un ulteriore valore aggiunto quando caratterizza con pochi e fini tratti i due gemelli, così uguali eppure così diversi. Nelle scene di lotta, poi, si sente il background dei comics americani che contibruisce a creare una conclusione dinamica ed epica in un combattimento brutale dal taglio cinematografico.

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"Ramsey & Ramsey" è l'ennesima dimostrazione di come il talento di Bilotta sia mutevole e di come lo sceneggiatore riesca a costruire, partendo da una qualsiasi storia o spunto storico, una complicata ragnatela di drammi, tanto incredibile quanto apprezzabile, e di come la famigerata gabbia bonelliana sia per lui e Bertilorenzi uno stimolo per muovere trame e situazioni più innovative di quelle viste in altri volumi. Un narratore talmente abile da far accettare a tutti (sia al lettore più attento, sia a quello casuale) il compromesso intrinseco di ogni sua storia, dove personaggi ed avvenimenti trascendono dalle normali logiche narrative e divengono metafore, a volte dolci e a volte provocatorie... sempre spiazzanti.
Il viaggio con Ramsey & Ramsey è un dramma mozzafiato al quale assistiamo inermi; e come spettatori basiti finiamo a sperare, fin all'ultima vignetta dell'ultima pagina, di poter far qualcosa per ciascuno dei protagonisti.

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Anteprime de le prossime due "Storie" Bonelli

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Sul sito ufficiale Bonelli è stato pubblicato il nuovo Giornale con le anteprime delle serie dei prossimi due mesi. Focalizziamo la nostra attenzione sulla collana Le Storie. Come noto, il prossimo albo, in uscita l'11 novembre, vedrà l'atteso ritorno dello sceneggiatore Alessandro Bilotta questa volta in coppia con Michele Bertilorenzi ai disegni. La storia che i due autori hanno realizzato si intitola "Ramsey & Ramsey" e la sinossi recita "Jack lo Squartatore è tornato! Questo, almeno, è ciò di cui sono convinti a Scotland Yard, ma il giovane ispettore Philip Wisdom la pensa diversamente… Per lui, però, la strada è in salita, perché il killer sembra inafferrabile e gli indizi scarseggiano. Sarà l’incontro con i misteriosi gemelli Arthur e Jack Ramsey – tenaci e astuti investigatori – a cambiare il corso dell’indagine…".

Il mese successivo, invece, sarà disponibile il numero 39 della collana, dal titolo Neogenesi, scritto da Carlo Ambrosini e disegnato da Giulio Camagni, la cui breve sinossi recita "Una terribile epidemia colpisce l'umanità, costringendola a percorrere a ritroso la scala evolutiva...".

Nella gallery in basso potete evdere alcune tavole di anteprima con le cover di Aldo Di Gennaro.

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Dylan Dog: Alessandro Bilotta ci parla del pianeta dei morti

A inizio anno abbiamo intervistato Alessandro Bilotta, in occasione dell'albo de Le Storie Bonelli Mercurio Loi, e abbiamo parlato della sua nuova avventura legata alla versione alternativa di Dylan Dog del "pianeta dei morti". Da qualche giorno è in edicola lo speciale "La casa delle memorie", disegnato da Giampiero Casertano, che dà il via a una serie a cadenza annuale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Bilotta per approfondire un po' l'argomento...

Ciao Alessandro, bentornato su Comicus.

L'idea per questa nuova avventura, e in generale per questa serie nella serie, era già nella tua mente da tempo o si è palesata dopo l'opportunità di scrivere gli speciali annuali in maniera costante?
L’idea di trasformare il Gigante nella serie annuale del Pianeta dei Morti è venuta a Roberto Recchioni. Il mondo del futuro di Dylan Dog offriva tante prospettive che ancora non avevo esplorato, è stato un lavoro successivo approfondirle e creare una vera e propria serie con comprimari e sottotrame.

Una cosa non chiarita è se la saga proseguirà a tempo illimitato o se sono previsti un numero (magari ancora non definito) di albi. Insomma, conosci già la fine della tua lunga saga?
C’è un grande, eventuale sviluppo finale che ho già immaginato, ma che è e resterà per il momento solo nella mia mente. So come andrà a finire, ma quanto durerà sarà deciso come sempre dai lettori.

Il Dylan che ha delineato è decisamente diverso da quello della serie regolare: pessimista, disilluso, poco reattivo. Eppure, nel racconto sembra pian piano riscoprire sé stesso. Come delineeresti a parole il profilo di questo Dylan?
È un Dylan Dog che ha vissuto qualcosa da cui non si torna indietro e di cui è in parte responsabile. Nonostante il suo pessimismo e la sua mancanza di reazione, io vedo un percorso, molto lento, che lo porterà a tornare a mettersi in gioco, prima del tragico finale già scritto.

Il tuo Dylan è differente non solo come personalità ma anche per il tipo di storie narrata rispetto a quello originario, considerando lo scenario alternativo. Quanta libertà di movimento ti è stata concessa dalla Bonelli, e da Recchioni in particolare, e quali richieste invece ti sono state fatte?
Devo dirti che Recchioni mi ha lasciato grande libertà, consentendomi di lavorare con una serenità che per me poi significa grande creatività.

Dai i precedenti capitoli della saga, si notava una continuity abbastanza serrata fra una storia e l'altra. Leggendo questo primo numero, sembra che l'intenzione sia di proseguire su questa strada, giusto? Inoltre, considerando quanto accaduto in precedenza, e leggendo il finale della storia, sembra che tutto possa accadere, e non è solo un modo di dire. E' una sensazione corretta, dobbiamo "temere il peggio"?
È una serie progettata perché avvenga il peggio in tutte le sue forme. Nonostante sappiamo che tutto terminerà con la morte di Dylan Dog, ci sono degli eventi che hanno dimostrato che la morte non è la cosa peggiore in questo futuro prossimo. Tuttavia ci sarà spazio per molte atmosfere, anche nelle esperienze che vivrà Dylan Dog, che non sarà e non potrà restare solo un depresso attaccato alla bottiglia. Anche se sto semplificando, spero che nessuno lo abbia interpretato solo così.

In quest'avventura abbiamo visto alcuni personaggi che immaginiamo diventeranno ricorrenti. Cosa puoi dirci su questi nuovi comprimari?
Immagino che ti riferisci al sergente Jenkins e a Werner. La prima diventerà un comprimario importante, ma questo penso si capisca anche da quello che Dylan Dog scopre andando a casa sua, mentre Werner sarà protagonista del secondo episodio, poi vedremo.

Una piccola curiosità: abbiamo notato un omaggio a Tiziano Sclavi e ad Angelo Stano in due personaggi apparsi nella storia. È stata una tua idea o di Casertano?
È stata un’idea mia, spesso visualizzo i dettagli della storia in maniera maniacale. Pensavo che spettasse ai creatori di Dylan Dog decidere se accettare o meno una sua richiesta di morte assistita.

Nella tua precedente intervista con Comicus, emerse che sei a lavoro anche sulla serie regolare di Dylan. Ci puoi dire qualcosa di più ora?
Ho scritto diverse storie per la serie mensile di Dylan Dog, ma, per un motivo o l’altro, nessuna di queste è in programmazione.

Passando ad altro, come procede il lavoro su Mercurio Loi, che novità puoi anticiparci a riguardo?
Diciamo che Mercurio Loi e le sue trame sono ancora avvolte nei misteri di Roma.

In un'intervista al sito Romadaleggere, hai dichiarato che ti piacerebbe lavorare su Tex, spendendo per lui parole di sconfinata ammirazione. Cosa rende per te così unico questo personaggio? C'è qualcosa che bolle in pentola?
Niente bolle in pentola. Il western è un genere meraviglioso che ha ancora moltissimo da raccontare e che nella cultura contemporanea è stato mantenuto vivo solo dalla Bonelli. Penso semplicemente che Tex sia un mito con cui confrontarsi. Senza sfidarlo a duello, per carità, ma vedendo come privilegio l’occasione di farsi una cavalcata insieme, lasciandosi precedere di un paio di metri.

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