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Il senatore Maurizio Gasparri porta Due Spicci di Zerocalcare in parlamento

Negli ultimi giorni la serie animata Due spicci, nuova produzione Netflix firmata da Zerocalcare (di cui vi abbiamo palato qui), è al centro di un dibattito pubblico nato a partire da alcune segnalazioni anonime relative alle condizioni di lavoro nella fase di realizzazione.

La vicenda prende avvio il 27 maggio, giorno di uscita della serie, quando la pagina Instagram dell’Unione Italiana Animatori (UN!TA) ha pubblicato — poi rimosso nel giro di poco tempo — una serie di testimonianze attribuite a presunti collaboratori della produzione. Le segnalazioni riguardavano compensi ritenuti molto bassi, indicati in alcuni casi intorno ai 6 euro lordi l’ora, oltre a presunti carichi di lavoro superiori rispetto a quanto inizialmente concordato con Movimenti Production, società che ha realizzato la serie insieme a DogHead Animation.

Secondo quanto riportato, le testimonianze parlavano anche dell’utilizzo di partite IVA in contesti descritti come assimilabili a rapporti di lavoro subordinato e di modifiche organizzative che avrebbero inciso sui tempi di consegna. Altre ricostruzioni, tuttavia, hanno offerto una versione differente, sostenendo che il minutaggio complessivo della serie non sarebbe variato rispetto a quanto previsto inizialmente.

Il caso ha avuto anche una risonanza politica. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha presentato un’interrogazione al Ministero del Lavoro chiedendo verifiche sulle condizioni contrattuali applicate ai collaboratori coinvolti nella produzione. Nella sua iniziativa, Gasparri ha sottolineato la presunta contraddizione tra i temi della serie, incentrati anche sulla precarietà lavorativa, e le accuse emerse dalle testimonianze riportate dalla stampa.

A seguito delle segnalazioni rilanciate anche da Il Giornale, che ha dato ampio spazio al caso, Movimenti Production ha respinto le contestazioni, definendole infondate e basate su dichiarazioni anonime non verificabili. La società ha dichiarato di non aver mai adottato condizioni contrattuali illegittime e di aver sempre operato nel rispetto delle normative del settore, ribadendo inoltre di non aver ricevuto segnalazioni formali attraverso le associazioni di categoria.

“In queste ore ci stiamo trovando davanti a un attacco inaccettabile, partito da Un!ta, un collettivo di persone che non rappresentano una realtà sindacale e si celano dietro l’anonimato di una pagina sui social media, attraverso la pubblicazione di una serie di accuse prive di alcuna attendibilità e che respingiamo con forza”, ha affermato la casa di produzione della serie. “Tanto Movimenti Production quanto DogHead Animation tutelano da sempre il lavoro e i lavoratori del mondo dell’animazione e non hanno mai proposto condizioni contrattuali fuori legge, né hanno mai posto in essere condotte di sfruttamento del lavoro”.

Successivamente, UN!TA è intervenuta nuovamente per chiarire la propria posizione, spiegando che la rimozione dei contenuti era avvenuta nell’ambito di una risposta legale alla diffida ricevuta, con l’obiettivo dichiarato di mantenere apertura al confronto e senza che ciò costituisse ammissione di responsabilità o ritrattazione delle segnalazioni.

Al momento non si espresso ancora l'autore romano a riguardo della vicenda.

Fonti:
Il Post, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Open

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