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Le cronache di Quemas: Alan Moore alla Marvel

I primi titoli dell'iniziativa Marvel Now sono ormai prossimi all'uscita negli USA, c'è molta attesa per conoscere quali e quanti cambiamenti porteranno le nuove serie però... c'è un problema.
Un MIO problema ad essere sinceri.
Non sono minimamente hypato.
Cioè, sia chiaro, gli autori coinvolti sono (quasi) tutti buoni tendenti all'ottimo, alcune serie date le premesse saranno sicuramente da tenere d'occhio... ma l'interesse, il mio interesse è praticamente rasoterra, è proprio lì, lo vedete? Attenti! Cavolo, l'avete pestato!

Ora, non vorrei fare discorsi da vecchio, perché ehy, io non lo sono assolutamente, avete mai sentito un vecchio utilizzare il termine "hypato"? Però ai miei tempi... oddio, sto per fare un discorso da vecchio... però ai miei tempi non era così.
All'inizio del secolo, di QUESTO secolo (non-sono-così-vecchio!!!), la Marvel attraversò un periodo di grandi cambiamenti, cambiamenti epocali.
Un periodo dove ogni annuncio era una festa, le fontane stillavano ambrosia e i treni forse non arrivano sempre in orario ma erano comunque dei gran bei treni.
Gli storici non si sono ancora pronunciati in proposito, ma è un periodo che va pressappoco dal 2001 fino al 2004, indicativamente, e andando a spanne, da Amazing Spider-Man 30 (l'inizio della run di J. M. Strackzinsky) fino a New X-Men 154 (l'ultimo numero della serie scritto da Grant Morrison).
Un periodo di tempo che molti, tra cui il sottoscritto, hanno ribattezzato come: la gestione Quemas.

Ora, per i più giovani i quasi miei coetanei più distratti chi o cos'era questo "Quemas"? Quemas era una bestia mitologica formata da un disegnatore di fumetti e un avvocato.
Oppure, detta in maniera meno fantasiosa, l'unione dei nomi di Joe Quesada, l'editor-in-chief di quegli anni, e Bill Jemas, l'allora presidente in carica della Marvel.
Insieme i due cercarono di rinnovare completamente la Marvel e non solo a livello di autori, andando a pescare direttamente dal serbatoio della Vertigo o delle case editrici indipendenti, ma anche e soprattutto a livello di immagine e contenuti.
Ed è per questo che ogni news, ogni minimo rumor che leggevo sulle riviste o sul web all'epoca mi provocava un entusiasmo e un hype ancora adesso insuperato, proprio perché si percepiva la loro intenzione di fare una vera e propria rivoluzione!

Per condividere quindi queste mie sensazioni con voi giovani diversamente anziani lettori, ho deciso di varare una rubrica ("una" perché probabilmente non avrà seguito, come nella migliore tradizione di comics addicted!) che racconterà quel magico periodo, supportata da retroscena quasi accurati e scansioni tratte da Wiz, rivista antologica della panini che pubblicava fumetti, news e articoli vari.
Oggi parleremo della più grande e tormentata storia d'amore del 21esimo secolo, ecco a voi:

Le cronache di Quemas: Alan Moore alla Marvel

Ma prima di tutto inauguriamo una nuova rubrica all'interno di una nuova rubrica!
 

I 1001 GRANDI PERCHÉ DEI COMICS AMERICANI

PERCHÉ n°0616:
Perché Alan Moore non ha mai lavorato per la Marvel (USA)?

Sono tante e varie le motivazioni per cui Alan Moore non ha mai lavorato per la Marvel (USA), per facilitare il mio compito ho deciso di riassumerle in 3 semplici punti:

La questione Marvel-Jack Kirby
Alan Moore è sempre stato un fervente sostenitore dei diritti degli autori nell'industria fumettistica E un grande ammiratore di Jack Kirby.
Negli anni '80 scoppiò la controversia sulla restituzione delle tavole originali di Kirby; in sintesi il RE rivoleva indietro i suoi disegni originali, e magari, intanto che c'era, essere riconosciuto come il creatore di Capitan America, gli avvocati della Marvel ci pensarono su, si fecero quattro risate e gli risposero... NO!
Il caso all'epoca ebbe parecchia risonanza, con tanto di autori indipendenti che dalle pagine dei loro fumetti indipendenti proponevano manifestazioni in piazza, boicottaggi e scioperi della fame.
Delle tre solo la storia dei boicottaggi è vera.
Alan Moore nel suo piccolo guardò male la Marvel e si fece un nodo alla barba.

La questione Marvelman-Miracleman
Negli anni '80, oltre a collaborare con la DC, Alan Moore scriveva la serie Marvelman, della quale deteneva anche parte dei diritti.
La Marvel insieme ad un avvocato che parlava in terza persona plurale, si impuntò nel voler far cambiare nome a Marvelman, secondo loro infatti qualsiasi fumetto con la scritta "marvel" in copertina doveva essere o di proprietà della marvel o sparire dalla faccia della Terra, perché la gente è stupida, dopo si confonde, e crede che la casa delle idee possa pubblicare anche dei fumetti belli. Non-sia-mai!
Alan Moore nel suo piccolo minacciò che se avessero continuato con questa ridicola pretesa non avrebbe maimaimaimai lavorato per loro. MAI.
La Marvel rispose: Stica! Noi abbiamo Bill Mantlo, Danny Fingeroth e Al Milgrom che ce ne facciamo di un Alex Moore?

La questione che Alan Moore odiava la DC.
E quindi perché lavorare per la Marvel?
Il mio vecchio maestro di judo, prima di espellermi dal corso per essermi dato un pugno da solo sul naso, mi raccontò una parabola Zen che sembra fatta apposta per descrivere questo punto:

Una grande casa editrice deve pubblicare un fumetto, non sapendo però scrivere decide di affidare il compito ad Alan Moore: " Puoi scrivermi un fumetto?" gli chiede.
"Fossi matto" risponde Alan Moore "se ti scrivo un fumetto poi dopo ti intascherai tutti i diritti dell'opera e in seguito potrai inflazionarla con prequel e spinoff di dubbia qualità non approvati da me medesimo". "Perché dovrei?" Incalza la casa editrice, "io non so scrivere fumetti e se mi intascassi tutti i diritti dell'opera poi tu non scriveresti più fumetti per me".
L'argomentazione è convincente, così Alan Moore comincia a scrivere quello che diventerà uno dei fumetti più famosi della storia.
Poco dopo averlo terminato però la grande casa editrice si intasca tutti i diritti dell'opera lasciando solo le briciole al povero scrittore. "Perché l'hai fatto? Facendo così in futuro non scriverò più fumetti per te e non mi fiderò mai più di nessuna altra grande casa editrice!" La risposta della casa editrice è essenziale: "Non potevo fare altrimenti, è nella mia natura... Suca!".

Oh, e poi viste le 2 questioni precedenti, ad Alan Moore la Marvel stava veramente ma veramente ma proprio veramente sulle scatole.

Chiarito questo, possiamo iniz... un momento, c'è un bambino paffutello con la mano alzata, dimmi bambino paffutello con la mano alzata, hai qualche domanda da pormi?

"Sì, ecco, volevo dire che non è vero niente che Alan Moore non ha mai lavorato per la Marvel (USA), ha scritto 3 pagine per l'albo benefico "X-Men:Heroes for Hope" ed ha contribuito all'albo "Heroes" dedicato alle vittime dell'attacco terroristico dell'11 settembre. E poi perché specificare Marvel aperta parentesi USA chiusa parentesi, Alan Moore ha scritto una storica run di Capitan Bretagna per la Marvel UK!!!"

Grazie per la domanda, bambino paffutello con la mano alzata, intanto ho specificato Marvel USA distinguendola da quella UK perché all'epoca erano praticamente due realtà editoriali separate.
Per quanto riguarda gli albi benefici erano... bhè albi benefici, Moore ha sempre avuto cuore per queste cose, ed in totale saranno state 5 pagine nell'arco di 30 anni, quindi wow! Come precisazione è stata fondamentale!
Capitano Picard, proceda...

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Bene, iniziamo.

Wiz (nuova serie) 9 del gennaio 2001
Non è passato tanto tempo dall'insediamento di Joe Quesada nel ruolo di eic che nella rubrica "Le bombe di Mister Bongo" incomincia a trapelare qualcosa:
(Chiedo anticipatamente scusa per la qualità di alcune scansioni, ma conoscete il detto: "quando un uomo con un volume brossurato incontra uno scanner, quello con il volume brossurato è un uomo morto.")

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Ad essere onesti la rubrica viaggiava sempre sulla strada dell'ironia e dell'esagerazione e al 90% riportava semplicemente rumor che poi si rivelavano infondati o gonfiati (tipo il rilancio della linea Epic che, vabbhè, magari un giorno di un futuro passato ci ritornerò), ma alcune volte (rare) le sparava talmente grosse che... ci beccava.
Quindi, chissà...

Una precisazione però, visto che molti di voi si chiederanno cosa fosse successo in quel periodo da far sperare a Joe Quesada che lo scrittore inglese potesse approdare alla Marvel, visti i loro precedenti trascorsi.

Bhè, intanto, dopo un periodo lontano dalle scene mainstream, il nostro Alan ritornò a occuparsi di progetti supereroistici, passando attraverso praticamente a tutte le sottoetichette della Image: prima con Spawn di Todd Mcfarlane, poi alla Awesome di Rob Liefeld, infine si sistemò con la Wildstorm di Jim Lee.
Ma... colpo di scena!!!!
Con un bieco barbatrucco la DC acquistò la Wildstorm comics da Jim Lee, con cui Alan Moore aveva firmato un contratto in esclusiva per la sua etichetta American's Best Comics, quindi involontariamente tornò a lavorare per l'odiata nemica!!!

E vi dirò, a distanza di anni sono convinto che alla DC della Wildstorm non gliene fosse mai fregata un'emerita, basta vedere che fine hanno fatto i personaggi e i brand di quella casa, tutto quello che gli importava era di fare uno scherzone ad Alan Moore.
Spendere centinaia di miglia di dollari per comprare una casa editrice e costringere un autore che aveva giurato vendetta tremenda vendetta a lavorare di nuovo per te?
Non ha prezzo.
A parte centinaia di migliaia di dollari, cioè.
Alan Moore ovviamente non la prese tanto bene.
E la Marvel? La Marvel era sempre nel suo cuore, nel primo numero della lega degli straordinari gentlemen, in una pagina di finte rèclame di fine '800, gli dedicò nientepopodimeno che una marca di perette vaginali.

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Ora, proviamo ad interpretare i vari segnali: Alan Moore è una bella ragazza con una barba che gli arriva fino alle caviglie, per una serie di sfortunati eventi si è rimessa con un suo ex odiatissimo che non può mollare per motivi vari (tipo, gli ha promesso la vacanza al mare in Polinesia).
Io, Marvel comics, sono un ragazzo piacente con una fama di scassaballe, ma che sta cercando di ripulirsi l'immagine, e sono invaghito di Alan Moore (chi non lo sarebbe? tutti quei peli facciali, mmm!), quindi quale momento migliore per provarci se non questo?
Pensateci, magari non la convinco a mollare la DC per me, ma ci sono alte probabilità che una botta per vendicarsi potrebbe anche concedermela!
Eppoi, perette vaginali, dai, se non è una dichiarazione d'amore quella...

Qualche mese dopo, su Wiz (nuova serie) 16 arriva la GRANDE notizia.

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La Marvel ha acquistato i diritti per i fumetti di Harry Potter!!!
Peccato solamente che non abbiano specificato per quale universo alternativo, perché un occhiata ce l'avrei sicuramente data.
No, la VERA grande notizia è il disgelo tra Marvel e Alan Moore.
Non mi è molto chiaro come un autore possa avere qualsivoglia diritto su storie e personaggi di proprietà di una casa editrice, ma ok, facciamo finta che Joe Quesada ha attraversato a nuoto l'Atlantico, è arrivato a Northampton in ginocchio per chiedere scusa ad Alan Moore e per convincerlo a lavorare per la Marvel.
Parola d'ordine: disgelo.

Nella colonna a fianco Mister Bongo gongola, neanche avesse condotto lui le trattative...

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Anzi, c'ha preso talmente tanto gusto che 3 mesi dopo, su Wiz (nuova serie) 19, sgancia un'altra bomba (dando però la colpa di questa a Wizard)...

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Alan Moore e Dave Gibbons sui Fantastici Quattro!! WAaaaaAAAaaahhHHHh!
Cioè, cavoli, non sentite l'hype a distanza di 10 anni?

2 mesi dopo una ulteriore GRANDE notizia

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Intanto c'è una interessante rivelazione: dopo Sandman, Batman e l'orsetto della Coccolino, Neil Gaiman ha creato anche Miracleman!!!
La questione di Miracleman invece è una storia lunga e complicata, che magari meriterebbe un post a parte che sicuramente non scriverò io, sappiate soltanto che i diritti del personaggio furono spartiti tra svariate persone: c'era chi deteneva il 10%, chi il 30% e chi il 15% col resto di due. Manco fosse un maiale, poi è ovvio che a fare stè robe si finisce in tribunale.
L'unica cosa certa comunque, è che Neil Gaiman ha ragione e Todd Mcfarlane torto. Sempre. Indipendentemente dal contesto.
Quindi la Marvel per ingraziarsi indirettamente Moore aiutò Neil Gaiman nelle sue beghe legali.

Ovviamente la parte che più ci interessa è quella che se Gaiman approda alla marvel, il passo con Alan Moore sarà breve, brevissimo, cioè sembra una sorta british invasion però cronologicamente al contrario:
Warren Ellis, Garth Ennis, Mark Millar, Peter Milligan, Grant Morrison, Neil Gaiman e...e...
No, non lo dico, pur sapendo come andrà finire non voglio gufarmi, chissà magari questa volta il finale sarà diverso.
E intanto... HYPE!HYPE!HYPE!HYPE!HYPE!

(Sì, ok, va bene, bambino paffutello con la mano alzata in fin di vita, alcuni di questi autori hanno lavorato per la Marvel già prima dell'arrivo della gestione Quemas, resta il fatto che la cronologia al contrario rimane comunque in parte accurata, ma soprattutto NON AMMAZZARMI L'HYPE!!!!)

Wiz (nuova serie) 23 del Marzo 2002, piccola nota di colore: Joe Quesada è pronto a tutto, anche al sacrificio supremo!

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Alan Moore approva: gli organi riproduttivi degli esseri umani hanno una grande valore nei rituali magici.

Però a quanto pare Joe Quesada è un contaballe della peggior specie, esattamente 1 mese dopo:

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La cosa sarà ormai cronaca conosciuta, ma su wiz non ho trovato news in merito da scannerizzare, quindi andrò a memoria, fornendovi una rappresentazione romanzata ma sufficientemente accurata della vicenda:

Luglio 2001
Alan Moore ha concesso udienza a Joe Quesada nella sua casa a Northampton, tramite l'imposizione della mani gli cura le escoriazioni alle ginocchia e i suoi problemi al fegato.
Moltiplica pani e pesci per una frugale merende e convince Joe Quesada a bere il suo sangue "È buono! Ha il sapore del succo di mirtilli!" rivelerà in seguito l'eic della Marvel.
Dopo lunghe trattative il Sommo concede alla Marvel l'autorizzazione a ristampare le vecchie storie di Capitan Bretagna, ma vuole comunque avere l'ultima parola in proposito:
(segue un monologo inventato ma al 75% accurato)

"Ok, avete il mio consenso di ristampare le vecchie storie di Capitan Bretagna.
Ok, scriverò l'introduzione al volume.
Ok, in futuro quando mi intervisteranno dirò che al momento la Marvel non è poi tanto male.
Ok, toglierò il malocchio che ho lanciato a tutti i dirigenti Marvel 20 anni fa.
Farò tutto questo però ad una condizione: all'interno del volume deve essere segnalato che i diritti dell'edizione sono miei, capito? ©Alan Moore, va bene? Vuoi che te lo scriva? MELINDAAAA!!!!! DOVE SONO I POST IT????? No? Te lo ricordi? Bene, mi raccomando però, MI RACCOMANDO!!"

In un qualche imprecisato mese del 2002, esce la prima edizione della ristampa di Capitan Bretagna e... rullo di tamburi... non c'è alcuna traccia di quella scritta!
Alan Moore non prende la cosa tanto bene.

La motivazione ufficiale della Marvel è:
"Non potevo fare altrimenti, è nella mia natura... Suca!"

No, scherzo, ecco la vera motivazione:
"Ci scusiamo profondamente, purtroppo c'è stato un errore di natura tipografica e... SUCAx2!!!!!"

Comunque nelle ristampe successive ripareranno all'errore, anche nell'edizione italiana:

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Pace fatta quindi? Insomma, diciamo che dopo questa vicenda, il rapporto tra le due parti si è parecchio raffreddato sfiorando l'indifferenza, che è sicuramente meglio del clima d'odio di qualche anno fa, ma rimane un atteggiamento che non porta da nessuna parte.

Infatti su Wiz 30, in un intervista, le intenzione di Alan Moore nei confronti della Marvel sembrano piuttosto chiare e non lasciano particolari speranze in proposito.

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A quanto pare quel nodo alla barba è ancora lì.
La fine, quindi? Purtroppo sì.

EPILOGO

Alan Moore ha abbandonato il mondo dei comics mainstream, di nuovo.
Tempo fa annunciò che sarebbe andato in pensione, ma tra nuove mini della lega degli straordinari gentlemen, robe varie per la avatar press e cancheri telematici indirizzati al progetto before watchmen, sembra ancora discretamente attivo.

La Marvel continua a pubblicare fumetti, come ha sempre fatto e come sempre farà.
Nessuno di questi però sarà mai scritto da Alan Moore.

PROSSIMAMENTE:
MangaverSe! X-MEn! TSunami! Bill JemaS! Origin!

 

 

 

 

Nessuno testicolo è stato sacrificato durante la realizzazione di questo post, la redazione di comics addicted non si assume però la responsabilità dei testicoli dei lettori.
©Alan Moore

Movie Simpsons

Segnaliamo un simpatico tumblr dove vengano postati (quasi) quotidianamente confronti tra le citazioni/parodie filmiche dei Simpson con i film originali citati.
La cosa interessante è vedere quanto alcune di queste citazioni siano fedeli all'originale letteralmente fotogramma per fotogramma!
Eccone un po':

Psycho

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simps0

Shining

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Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo, mondo!

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Terminator 2

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Pulp Fiction

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Batman

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simps10

Altre gif sul simpatico-tumblr.

More DC Outing: Il Film

Attenzione! In questa news potreste scoprire il nuovo orientamento sessuale di un supereroe DC!

Ispirato dalla recenti vicende in casa DC, Rob Black, regista e produttore di film per adulti, ha deciso di inserire nella sua prossima pellicola Justice League XXX 3D (che potrebbe o non potrebbe essere il seguito di questa pietra miliare della cinematografia mondiale, inspiegabilmente snobbata sia dall'academy che dagli AVN award) una sequenza homosex con protagonista Lanterna Verde.
Per il ruolo del crociato di smeraldo è già stato scelto l'attore Adam Killian.

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Qui ripreso durante una imitazione particolarmente somigliante di Kledi.

Ora vi chiederete chi sarà il suo sidekick in questa mirabolante impresa?
Nightwing!
Dick Grayson, ex-partner di Batman (nella lotta contro il crimine), e uno dei nomi più gettonati di sempre quando si discute di supereroi che potrebbero cambiare sponda! Anche in questi giorni, nonostante le dichiarazioni dei dirigenti DC lo escludessero, molti lettori continuavano comunque a indicarlo come probabile candidato per l'outing (lui o un altro ex-robin, calcolando che 2 su 3 sono al momento scritti da Scott Lobdell anch'io avrei puntato su uno di loro).

E così, ancora una volta, l'industria pornografica accontenta i lettori appassionati di comics e arriva là dove nessuna casa editrice ha mai osato prima!

[via BleedingCool]

PDV: Il peggior nemico dei supereroi

Il costume.
Tanto sembrano fighi, resistenti, iconici, colorati e senza cerniere nei fumetti, quanto nella vita vera risultano essere, all'atto pratico, degli strumenti di tortura medievali.

Avevamo accennato qualcosa della fantastica esperienza dell'uomo che 40 kg fa era conosciuto come Val Kilmer, e ritorniamo sull'argomento grazie a due curiose dichiarazioni degli attori che interpretano quelli che sono probabilmente i due supereroi più amati al cinema e sulla carta.

Christian Bale:

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[via Huffingtonpost]

Quindi nell'ordine:
Poison Ivy, Mr Freeze, Due facce, l'Enigmista, Catwoman, il Pinguino, lo spaventapasseri, Qui Gon'Ghul, Joel Schumacher, il doppiaggio italiano e il Joker.
Tutti loro ci hanno provato ma l'unico che è arrivato tanto così ad uccidere Batman è stato il suo stesso cappuccio!!!

Ricordiamo comunque che il costume di Batman nei film è sempre stata fonte di parecchi grattacapi: Michael Keaton non riusciva a girare la testa, Val Kilmer rischiava continuamente di farsela addosso e George Clooney aveva i bat-capezzoli, ma il costume era l'ultimo dei problemi in quel film...

E a proposito di persone che se la fanno addosso, ecco il giovane amazing spider-man che adora le lasagne e odia i lunedì: Andrew Garfield!

pdvamazing

[via Mtv.com]

Wow!
Questo sì che è portare il concetto "supereroi con superproblemi" ad un nuovo livello!

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