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DC Comics: Convergence, anticipazioni di DiDio e primi personaggi

  • Pubblicato in News

"Eccoci, non solo a raccontarvi una storia che coinvolgerà tutti i personaggi e gli eroi da ogni epoca, ma che li metterà tutti insieme in un'unica storia, in un solo evento". Queste le parole del Co-Publisher della DC Comics, Dan DiDio, che hanno accompagnato la diffusione di un trailer del prossimo evento dell'editore, Convergence. "C'era un'espressione che accompagnò la pubblicazione di Crisis on Infinite Earths, 'mondi sopravvivono, mondi muoiono e niente sarà più lo stesso'. Bene, in Convergence seguiremo i mondi che sono morti".

Tra le varie anticipazioni offerte dallo stesso DiDio nel video in basso, il Publisher ci spiega che il motivo per il quale gli eroi non si sono ribellati contro il loro rapitore, Brainiac, è che non hanno realizzato cosa gli sia realmente successo, e semplicemente non hanno la forza per fare qualcosa, anche se, qualcosa fanno. "Tutti sanno che sono stati intrappolati sotto una cupola per circa un anno" continua DiDio, "loro stanno cercando disperatamente un modo per fugire. Alcuni dei nostri eroi provano a mantenere l'ordine, ma tutti hanno perso i propri poteri e a causa di questo, alcuni di loro hanno deciso di smettere".

Con Brainiac messo fuori gioco dopo gli eventi di Futures End, il suo malvagio apprendista, Tellos, entra nella cupola e assiste ad ogni battaglia. Come lo stesso DiDio ci anticipa, Tellos non è altro che un patchwork di Braniac con una forma umana, "il pianeta incarnato".

Convergence #0 esordirà il prossimo mercoledì 1 aprile, e continuerà per due mesi che, parole di DiDio, "sconvolgeranno i fan della DC di tutte le generazioni".

Inoltre, la DC sta iniziando a diffondere le prime schede dei personaggi che debutteranno il prossimo mese. Iniziamo col mostrarvi quella di Katar Hol, che apparirà sulle pagine di Convergence : Hawkman #1, di Jeff Parker e Tim Truman, il prossimo 22 aprile. Sempre nella gallery in basso sono disponibili altri profili, diffusi (via Newsarama) che comprendono inoltre quelli di Supergirl, Wonder Woman, the Justice League of America, Green Arrow, e Swamp Thing.

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Nove costumi eccentrici indossati da Superman, Batman e Wonder Woman

  • Pubblicato in Nerd

Loro sono il triumvirato del DC Universe, icone mondiali riconosciute praticamente in tutte le culture.
Da oltre 75 anni sono le colonne portanti dell'editoria a fumetti e le "svolte" narrative che li riguardano sono sempre al centro dell'attenzione mediatica.
Questa volta è il caso degli sviluppi legati al crossover Convergence che oltre ad aver portato alla chiusura di vecchie testate e al lancio di tantissime nuove, vedrà sostanziali cambiamenti di look da parte dei sopracitati personaggi, come vi abbiamo mostrato in una nostra news.
Se Wonder Woman si presenterà con un costume più guerresco, con maggiori protezioni e lame incorporate nei guanti, Superman recupererà lo stile che l'aveva caratterizzato nella celebre e recente run di Grant Morrison e Rags Morales ambientata 5 anni prima delle storie legate ai New 52. Per Batman, invece, il suo restyling dovrebbe avvicinarlo a qualcosa di molto simile a un "miliardario e supereroe in armatura".
Ovviamente non si tratta della prima volta che queste icone cambiano costume. Così abbiamo deciso, grazie a CBR di ricordare alcuni tra i più eccentrici costumi indossati da questi supereroi.

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Zur-En-Arrh Batman
Questo variopinto costume è una citazione di Grant Morrison (sempre lui) all'alieno Tlano del pianeta Zur-En-Arrh, apparso su Batman #113 del 1958. L'artista scozzese lo ripropone nella saga Batman R.I.P.. Zur-En-Arrh diventa in questo caso una "personalità di backup" che subentra a quella di Bruce Wayne in caso di forte stress emotivo e condizionamento mentale. Se in futuro avvisterete, quindi, un arlecchino aggirarsi per Gotham City non preoccupatevi: si tratta del buon vecchio Bats.

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Mod Wonder Woman
Correva l'anno 1968 e il mondo era nel pieno della "rivoluzione studentesca", o "sessuale" se vogliamo essere più precisi.
Wonder Woman non poteva non essere scalfita da tutto questo ed eccola così apparire nel #178 della sua serie regolare come una depotenziata paladina della giustizia, proprietaria di una boutique e allieva di un maestro d'arti marziali cinese.
Diciamo che l'ispirazione a Emma Peel della serie televisiva britannica Avengers è piuttosto palese...

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Superman rinato
Appena tornato in vita per reclamare il suo ruolo di unico e solo protettore di Metropolis, questa versione di Superman datata anni '90 (la famosa saga Reign of Superman dopo la morte di Kal-el per mano di Doomsday) non colpisce per la tutina nera con scudo d'acciaio a forma di "S" sul petto, bensì per il look alla Bon Jovi dei capelli del kryptoniano.

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Knightfall Batman
Lui è Jean-Paul Valley, ex Azrael, crociato dell'ordine di Saint Dumas, qui nelle vesti di Batman, dopo che Bane aveva spezzato la schiena di Bruce Wayne nella saga Knightfall. Siamo negli anni '90 e quindi questo costume rispecchia l'anima gotica del periodo con spuntroni, imbottiture e borchie.

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Mtv Wonder Woman
Protagonista di ogni cambiamento culturale e sempre alla moda, questa Wonder Woman degli anni '90 si ritrova ad indossare un look molto più da strada, in perfetto stile Janet Jackson, icona pop del periodo, con una short in pelle da biker, giacchetta trendy logata WW e bustino a mettere in evidenza il seno generoso. Da dea a rocker il passaggio è completo.

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Superman Blu
Correva l'anno 1998 e alla DC Comics erano in vena di citazioni. In questo caso della storia immaginaria dedicata a un Superman Rosso e un Superman Blu apparsa nel 1963 su Superman #162 scritta da Leo Dorfman e disegnata da Curt Swan.
In questa sorta di remake, Superman si trova a fronteggiare un vero e proprio cambio di poteri, basati sull'energia piuttosto che sulla solita forza prestanza fisica. Ed ecco così apparire questo nuovo costume bianco-blu fatto di zigzag, lampi e pelle color blu elettrico.

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Batman/Jason Todd
Quest'ennesimo costume dimostra come se ad indossare il mantello di Batman non siano Bruce Wayne o Dick Grayson, gli esiti diventano raccapriccianti. Questo costume è quello indossato da Jason Todd nella saga Battle for the Cowl con occhi rossi, maschera sadomaso di metallo, corna e due pistole. Potremmo dire che in quanto a cattivo gusto questo costume sorpassi di gran lunga persino quello appena citato di Knightfall.

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Trendy Wonder Woman
Praticamente ogni decade ha influenzato con le sue tendenze fashion il look dell'amazzone. Questa volta siamo nel 2010 e alle redini della seriee c'è J. Michael Straczynski.
Wonder Woman deve scoprire cos'è accaduto alla sua memoria e a Paradise Island. Lo farà con un giacchettino e degli attillatissimi leggins in pelle per un look più "alla moda" che da supereroe.

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New 52 Superman
Ed eccoci qui alla fine, con l'armatura adattabile kryptoniana indossata da Kal-El in questa versione New 52 del 2011.
Il collo alto e le cuciture senza fine pare non siamo mai state ben digerite dai fan, così come la sparizione delle mutande rosse sostituite da una versione "mono blu" del costume.
Pare proprio che nell'immaginario dei fan l'unico vero costume di Supes sia quello iconicamente rappresentato dall'amato mai troppo poco compianto Christopher Reeve.

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Swamp Thing di Alan Moore: 1 - Grandi Opere Vertigo

Corre l’anno 1983 e la scena dei comics americani è dominata dalla Marvel. La cura di Jim Shooter, eccentrico e dispotico editor in chief,  iniziata alla fine del decennio precedente, ha sortito i frutti sperati partorendo cicli fondamentali nella storia del fumetto americano come Uncanny X-Men di Chris Claremont & John Byrne, Daredevil di Frank Miller, Fantastic Four di Byrne e Thor di Walt Simonson. I fumetti DC, ancora realizzati da vecchie glorie della Silver Age come Curt Swan o da vecchi leoni come Gerry Conway, Gene Colan e Don Heck, transfughi dalla Marvel a seguito dell’instaurazione del regime Shooter, appaiono inevitabilmente in ritardo se confrontati con le memorabili run sopra citate. Ma è solo la quiete prima della più grande tempesta che sconvolgerà il fumetto americano degli anni '80 e che passerà alla storia come British Invasion: apripista di questa vera e propria rivoluzione stilistica e di contenuti sarà un giovane scrittore dal futuro luminoso, Alan Moore.

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Moore, inglese di Northampton, nel 1983 è pressoché uno sconosciuto per il mercato americano, ma il suo lavoro sulle celebri riviste antologiche inglesi 2000AD e Warrior, attira l’attenzione di Len Wein, editor della DC. Wein, con un passato importante di scrittore alla Marvel (sua l’ideazione, tra gli altri, del personaggio di Wolverine), è preoccupato per le sorti di The Saga of The Swamp Thing, testata dedicata al personaggio della Cosa della Palude, character dalle storie a tinte horror da lui stesso creato un decennio prima per le matite di Bernie Wrightson. Nonostante un film dedicato al personaggio diretto da Wes Craven uscito l’anno precedente, le vendite colano a picco, nel disinteresse generale. Wein, all’epoca editor della testata, si mette alla ricerca di uno scrittore che possa portare nuova linfa vitale alla serie e la scelta ricade sul giovane Moore. L’editor americano era infatti un sincero estimatore del lavoro seminale di Moore su serie come Marvelman (dove aveva iniziato il discorso del revisionismo dei supereroi, successivamente ampliato nei lavori americani) e V for Vendetta. Siamo lontani dall’epoca di Internet e dei Social Network, ma Wein riesce a procurarsi il numero di telefono di Moore e a formulargli la fatidica proposta. Dopo un’iniziale incredulità, Moore accetta e il resto è storia.

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Il primo volume della nuova edizione Deluxe, curata da Rw Lion, contiene gli episodi 20-27. Con l’episodio 20, spesso saltato nelle prime raccolte della saga, Moore chiude le trame sviluppate dal precedente sceneggiatore: l'episodio 21, la seminale Lezione di anatomia, è unanimemente considerato lo starting point dello sceneggiatore di Northampton. In sole 23 pagine Moore sconvolge completamente il mondo della Cosa della Palude, operando un ribaltamento di prospettiva mai visto fino ad allora nel fumetto supereroistico americano. Alla fine dell’episodio Swamp Thing non è più un essere umano tramutato in mostro da un esperimento scientifico andato storto, ma l’avatar di una forza primordiale, il Verde, contrapposto al Rosso, il mondo animale. La sua ricerca non è più quella dell’umanità perduta (o, come scoprirà, mai posseduta perché innesto artificioso di ricordi non propri) ma, alla luce di questa drammatica scoperta, quella del proprio posto nel mondo. Swamp Thing di Moore è probabilmente il primo fumetto mainstream ad avere una fortissima connotazione ecologista e ambientalista, anticipando di pochi anni l’Animal Man di Grant Morrison. Memorabile la rappresentazione della Justice League, ritratta come un consesso di semidei che discute delle cose degli uomini con distacco, chiusi nel loro satellite in orbita intorno alla Terra: menzione speciale per la descrizione di Flash, che Moore definisce in poche parole “un uomo che si muove così velocemente che la sua vita è una galleria infinita di statue”.

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Sono stati scritti saggi sulla prosa di Alan Moore e non ci dilungheremo ulteriormente nell’analisi, ma a una rilettura di queste storie dopo tanti anni appare evidente il motivo di un impatto tale da cambiare il corso della storia del fumetto americano: una scrittura simile, che non è azzardato paragonare allo stream of conscioussness della letteratura Joyciana, non aveva mai nobilitato le didascalie di un fumetto prima di allora. Quindi ecco perché Swamp Thing, ecco perché oggi: i volumi di questa nuova edizione deluxe ci danno l’occasione di riscoprire l’opera che ha importato negli States il discorso del revisionismo supereroistico, cominciato da Moore in patria col celebre Marvelman/Miracleman, e che porterà da li a pochi anni al trionfo di Watchmen, allo sbarco nel mercato americano di altri giovani sceneggiatori inglesi come Neil Gaiman, Grant Morrison, Peter Milligan e Jamie Delano, e alla conseguente creazione di una sottoetichetta dedicata ai loro lavori, la Vertigo.

Non si possono non citare le matite dettagliate di Stephen Bissette e le chine ombrose ed evocative di John Totleben, che si amalgano alla perfezione alla prosa di Moore nella sua rappresentazione di un mondo fatto di paludi, misteri e strani incontri.
Una ristampa preziosa per un’opera imperdibile, che non ha perso nulla del suo impatto dirompente.

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Cancellata per proteste la variant di Batgirl del Joker ispirata a The Killing Joke di Alan Moore

  • Pubblicato in News

La settimana scorsa vi abbiamo mostrato le 25 variant cover che la DC ha deciso di dedicare al Joker in occasione del 75° anniversario della sua prima apparizione. Ha suscitato, però, molte critiche la variant di Batgirl #41, ad opera di Rafael Albuquerque, che vi mostraimo qui di seguito.

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Il disegno, infatti, è ispirato a alla celebre storia di Alan Moore e di Brian Bolland Batman: The Killing Joke del 1988 in cui Barbara Gordon/Batgirl viene colpita e paralizzata dal Joker. Ed è stato comunemente interpretato, anche se non definitivamente stabilito all'interno della storia, che il personaggio è stato anche violentato sessualmente.

La cover ha susciato critiche da parte dei fan perché ricorda un periodo buio della storia del personaggio a differenza di quello attuale molto più solare ad opera del team creativo composto da Cameron Stewart, Brenden Fletcher e Babs Tarr. Così, dopo vari editoriali critici e il lancio dell'hastag #changethecover, la DC Comics ha deciso di non stampare la copertina.

"La mia intenzione era di non ferire o scontentare nessuno attraverso la mia arte" ha dichiarato Albuquerque, "Per questo motivo, ho raccomandato alla DC di non pubblicare la cover". L'artista specifica: "La mia varian di Batgirl è stata progettata per rendere omaggio a un fumetto che ammiro molto, e che so essere uno dei preferiti di molti lettori. The Killing Joke fa parte del canone di Batgirl e, artisticamente, non ho potuto evitare di ritrarre il rapporto traumatico tra Barbara Gordon e il Joker. Per me, era solo una cover raccapricciante che ha riportato qualcosa dal passato del personaggio che ero in grado di interpretare artisticamente. Ma è ormai chiaro che per gli altri ha toccato un nervo molto importante. Io rispetto queste opinioni e, nonostante la discussione possa essere considerata giusta o sbagliata, nessuna di esse può essere screditata".

La DC, ha così risposto:
"Pubblichiamo fumetti sui più grandi eroi del mondo, e sui cattivi più cattivi che si possa immaginare. Le variant cover del Joker per giugno sono una celebrazione per il suo 75° anniversario.
Indipendentemente dal fatto che i fan possano apprezzare l'omaggio di Rafael Albuquerque a The Killing Joke di Alan Moore o lo trovino in contrasto con l'attuale tono dei fumetti di Batgirl, le minacce di violenza e le molestie sono sbagliate e non hanno alcun posto nei fumetti o nella società. Difendiamo il nostro talento creativo, e su su richiesta di Rafael, la DC Comics non pubblicherà la variant di Batgirl".

E voi, cosa ne pensate?

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