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Superman/Spider-Man, recensione: Quando Verità e Giustizia incontrano Grandi Responsabilità

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L’annuncio a dicembre di un nuovo crossover tra Superman e Spider-Man a cinquant’anni dalla prima, storica Battaglia del Secolo del 1976 aveva acceso gli entusiasmi di tutti i fan delusi dai due incontri non propriamente memorabili tra Batman e Deadpool. Ora che l’albo è finalmente uscito in Italia (per Panini Comics), possiamo rispondere alla fatidica domanda: com’è questo Superman/Spider-Man?
Diciamo subito che Superman/Spider-Man si allontana completamente dai territori “meta” dei due crossover precedenti: Mark Waid e Jorge Jiménez, team creativo stellare selezionato per l’occasione, realizzano una celebrazione del fumetto di supereroi classico e delle sue ragioni d’essere originali. Un “Back to the basics” all’essenza più pura dei supereroi americani in cui ottimismo ed eroismo, non inteso come sfoggio di capacità straordinarie fine e se stesso bensì come disponibilità all’altruismo, al sacrificio e alla resilienza, sono elementi ancora capaci di ispirare i lettori. Uscito negli States a marzo per DC Comics, che gioca “in casa” la prima parte dell’evento mentre Marvel si è occupata dell’albo di “ritorno” (a firma Brad Meltzer e Pepe Larraz, di prossima pubblicazione in Italia).

Questo nuovo Superman/Spider-Man si ispira al classico del 1976 fino a prendere le sembianze di un vero e proprio sequel diretto. Waid sceglie infatti di mutuare l’approccio scelto da Gerry Conway nel capostipite di tutti i team-up interaziendali, ovvero quello di non perdersi in complesse spiegazioni di come i due personaggi possano condividere lo stesso universo ma dare per scontato che lo facciano già. Ignorati completamente i complessi eventi multiversali del Marvel VS DC anni ’90, Superman e Spider-Man sono ritratti come amici di lungo corso, legati da un rapporto di stima reciproca iniziato molto probabilmente in quella mitica storia del 1976. In questo modo lo scrittore evita di dover pagar dazio ai cliché tipici di ogni team-up, ovvero la diffidenza iniziale che porta allo scontro inevitabile, fino al chiarimento che, spazzato via ogni malinteso, porta all’allenza tra i due eroi. Mark Waid, al contrario, sceglie di gettare il lettore immediatamente nel vivo dell’azione, anticipato dal preambolo in cui viene forgiata l’alleanza tra i due villain prescelti per l’occasione dallo scrittore: Brainiac e il Dottor Octopus. Se quest’ultimo aveva già interpretato il ruolo di avversario nell’albo del 1976 (condividendolo con Lex Luthor), Brainiac è invece una novità assoluta, e la minaccia per i nostri eroi e per la città di Metropolis arriverà proprio da lui. Infettato durante una delle sue razzie cosmiche da un non meglio precisato “virus mentale”, estremo ma inutile tentativo di salvarsi da parte della razza aliena attaccata dall’intelligenza artificiale più pericolosa dei comics, questi ottiene l’aiuto di un Doc Ock frustrato per il mancato riconoscimento del suo genio scientifico da parte della società. Facendo leva sui complessi di Octavius, Brainiac riesce a trasferire il virus sui cittadini ignari di Metropolis, trasferimento ottimizzato dalle capacità conduttive di una dose di kryptonite rubata dagli Star Labs. Proprio qui si recano in qualità di reporter e di fotografo Clark Kent e Peter Parker, decisi a divedersi lo scoop. Ma i due si rendono conto ben presto della gravità dell’accaduto, comprendendo che si tratta di un lavoro per Superman e Spider-Man.

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Come potete intuire i due salveranno la situazione (anche se non senza qualche difficoltà), quindi non ci dilungheremo sulla trama: è più interessante, piuttosto, soffermarci su quegli elementi che Waid mette bene in evidenza nello svolgimento della storia e che ne costituiscono l’architrave, ovvero i valori morali di cui i due personaggi sono portatori e che oggi è bene riaffermare, visti i tempi oscuri in cui viviamo. Non è la prima volta che lo scrittore si assume la responsabilità di ribadire questi concetti: Kingdome Come, con le debite proporzioni, era una celebrazione dei valori positivi che vivono nel fumetto di supereroi classico in opposizione alla violenza degli eroi oscuri in voga in quel periodo. Forte della sua esperienza con entrambi, in Superman/Spider-Man lo scrittore avverte l’esigenza di confermare cosa rende questi due personaggi la quintessenza del concetto stesso di supereroe, pur con un accenno di didascalismo che si fa comunque perdonare visto il sincero affetto e trasporto che Waid prova tanto per l’Uomo d’Acciaio quanto per l’Arrampicamuri. Il titolo della storia, “Verità, giustizia e grandi responsabilità”, è già indicativo dei valori rappresentati dai due personaggi. Superman è l’incarnazione della verità, della giustizia, della speranza e dell’ottimismo, ed è definito dalla capacità di ispirare, dalla bontà d’animo e dalla gentilezza, dalla scelta di non abusare di poteri che lo potrebbero rendere un dio tra gli uomini. Tentazione che non lo sfiora, perché la sua scelta di abbracciare l’umanità e di vivere tra gli uomini, lui profugo di una civiltà aliena, è compiuta e definitiva. Accanto all’ottimismo solare e “istituzionale” di Superman convive perfettamente, e ne è completamento ideale, la natura ironica ma non meno eroica di Spider-Man. Un personaggio che fin dai suoi esordi ha simboleggiato la capacità di non arrendersi davanti alle avversità che la vita può metterci di fronte, cercando di trovare sempre la forza per non spezzarsi e ripartire. Un concetto oggi chiamato resilienza, di cui il Tessiragnatele è davvero l’incarnazione. Waid, profondo conoscitore sia di Superman che di Spider-Man, eccelle nel ricordare quali sono le qualità e i valori morali che albergano nei due eroi e nel farlo ci restituisce il piacere di leggere una storia di supereroi dal gusto classico ma, soprattutto, ci ricorda perché ci siamo innamorati di questi personaggi da bambini. Ci ricorda, insomma, perché leggiamo storie di supereroi.

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Dal punto di vista artistico la storia è baciata dal talento di una superstar assoluta dei nostri giorni, un top artist che con Superman/Spider-Man compie un ulteriore balzo in avanti nella classifica dei migliori disegnatori del settore. Nonostante la giovane età Jorge Jiménez è ormai una certezza dell’industria del fumetto statunitense, un “blockbuster artist” che nonostante il successo raggiunto non smette di evolversi e consolidare il suo stile. Le influenze manga degli inizi sono tuttora ben presenti, ma convivono ormai in una sintesi perfetta con la tradizione del fumetto americano di cui Jiménez è espressione moderna e radiosa. L’artista consegna tavole ad elevatissimo tasso di spettacolarità attraversate allo stesso tempo da quella che è la sua capacità più spiccata, ovvero quella di saper fare recitare i suoi personaggi. Moderno ma con un occhio rivolto ai classici, come nella bella tavola in cui omaggia Steve Ditko e il “Capitolo Finale” di Spider-Man (a proposito della “resilienza” di cui parlavamo prima).

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In chiusura, un accenno alle “backup stories” che più ci hanno convinto tra quelle che chiudono l’albo, una carrellata di racconti brevi che, tra alti e bassi, offre almeno un paio di proposte da segnalare. La nostra scelta ricade su quella che apre la sequenza e su quella che la chiude. Nella prima, due superstar come Tom King e Jim Lee ci propongono l’incontro tra le “metà del cielo” dei due eroi, Lois Lane e Mary Jane Watson. Una lunga chiacchierata dal sapore “meta” tra due personaggi femminili forti, intente ad aiutare i passeggeri coinvolti nell’attacco di una Sentinella ad un autobus, mentre Superman e Spider-Man salvano la situazione. Una breve storia che è diventata subito di culto per la splash page con la quale Lee torna a disegnare un X-Man dopo 34 anni (se non vivete su Marte saprete già di quale membro del gruppo stiamo parlando). Il parallelismo tra Lois e MJ operato dagli autori rivela che in DC (che ha prodotto l’albo) hanno le idee molto più chiare che in Marvel circa quella che dovrebbe essere la natura del rapporto tra la Rossa e Peter, avvitati da due decenni in una serie di scelte editoriali incomprensibili dovute più a puntigli ideologici che a reale convinzione.

A sorpresa la nostra storia secondaria preferita si è rivelata essere quella che chiude l’albo e che sulla carta era la più assurda: l’incontro, nel segno del compianto Gerry Conway ideatore di entrambi i personaggi, tra Punisher e Power Girl. Un improbabile ma esilarante team-up in un locale per appuntamenti al buio firmato da Gail Simone (qui più in palla rispetto alla mediocre run di Uncanny X-Men attualmente in corso) e Belen Ortega, con una promessa di esito finale decisamente piccante, ma opportunamente e  pudicamente tenuto dietro le quinte.

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Adria Arjona sarà Maxima nel sequel di Superman Man of Tomorrow

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L’attrice Adria Arjona entrerà ufficialmente nel nuovo DC Universe cinematografico guidato da James Gunn. Secondo quanto riportato da Variety, Arjona ha ottenuto il ruolo di Maxima nel sequel di Superman, intitolato Superman: Man of Tomorrow.

Il personaggio di Maxima, nei fumetti DC, è una regina aliena che nel corso delle storie è stata sia antagonista sia potenziale interesse sentimentale dell’Uomo d’Acciaio. La scelta di Arjona arriva dopo una fase di casting che, sempre secondo Variety, ha visto coinvolte anche Eva De Dominici, Sydney Chandler e Grace Van Patten.

Il film sarà scritto e diretto dallo stesso Gunn e vedrà il ritorno di David Corenswet nel ruolo di Superman e Nicholas Hoult in quello di Lex Luthor. Nella nuova storia, i due personaggi saranno costretti a collaborare per affrontare una minaccia superiore rappresentata da Brainiac, interpretato da Lars Eidinger.

Il cast comprenderà inoltre Rachel Brosnahan (Lois Lane), Skyler Gisondo (Jimmy Olsen), Sara Sampaio (Eve Teschmacher), Isabela Merced (Hawkgirl), Nathan Fillion (Guy Gardner), Edi Gathegi (Mister Terrific) e Aaron Pierre (John Stewart/Green Lantern).

Le riprese sono in procinto di iniziare ad Atlanta, mentre l’uscita del film è prevista per il 9 luglio 2027.

Arjona è nota al grande pubblico per il suo ruolo nella serie Andor e per film come Hit Man, Father of the Bride e Blink Twice. Tra i suoi prossimi progetti figura anche il remake di The Thomas Crown Affair, in cui reciterà accanto a Michael B. Jordan per Amazon MGM Studios.

Secondo quanto riportato, DC Studios non ha rilasciato commenti ufficiali sul casting.

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Le prime tavole di Pepe Larraz per Spider-Man/Superman #1

  • Pubblicato in News

Sono state mostrate alcune tavole in anteprima realizzate da Pepe Larraz per Spider-Man/Superman #1, l'albo in uscita ad aprile 2026. La storia è scritta dall'autore bestseller del New York Times Brad Meltzer, al suo primo debutto su un'opera completa per la Marvel Comics, e vedrà Spider-Man e Superman uniti contro un'alleanza malvagia formata da Lex Luthor e Norman Osborn. Potete vedere l'anteprima qui di seguito.

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L'albo, in formato oversized, presenterà inoltre una serie di storie bonus realizzate da alcuni dei più grandi nomi del fumetto americano:

Dan Slott e Marcos Martin invieranno Spider-Man Noir nell'ombra degli anni '30 per incontrare il Superman della Golden Age.
Geoff Johns tornerà alla Marvel per la sua prima storia dopo oltre 20 anni, riunendosi con Gary Frank per uno scontro tra la "Super-family" e la "Spider-family" innescato da Mysterio.
Jason Aaron e Russell Dauterman metteranno in scena un epico scontro con i simbionti che invadono Metropolis, in una storia che coinvolgerà la Potente Thor (Jane Foster), Wonder Woman e altri ancora.
Louise Simonson e Todd Nauck vedranno Acciaio (Steel) contrapposto a Hobgoblin.
Joe Kelly e Humberto Ramos realizzeranno un crossover ambientato nel campus con protagoniste Gwen Stacy e Lana Lang.
Brian Michael Bendis e Sara Pichelli riuniranno Miles Morales con Superman in un team-up imperdibile.

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DC Comics annuncia Bizarro: Year None di Kevin Smith, Eric Carrasco e Nick Pitarra

  • Pubblicato in News

DC Comics ha ufficialmente annunciato Bizarro: Year None, una nuova miniserie in quattro numeri che si propone di esplorare le origini di uno dei personaggi più singolari del proprio universo: il duplicato speculare di Superman.

La serie è scritta a quattro mani da Kevin Smith (Green Arrow) e Eric Carrasco (Supergirl), mentre il comparto grafico e le copertine principali sono affidati a Nick Pitarra (The Manhattan Projects). Gli autori hanno descritto l'opera come la versione "definitiva e indefinita" degli inizi di Bizarro, puntando a mantenere intatto il fascino contraddittorio e fuori dagli schemi del personaggio.

La trama segue Jimmy Olsen e Perry White mentre abbandonano la redazione del Daily Planet per intraprendere un viaggio nello spazio profondo. La loro spedizione li condurrà in una dimensione distorta che ricalca in modo inquietante la città di Metropolis, dove un leggendario quotidiano viene trattato come una vera e propria sacra scrittura.

Nel corso dell'indagine, Jimmy e Perry cercheranno di svelare la verità dietro questo mondo deforme e la figura misteriosa che ne occupa il centro. La narrazione esplorerà la natura di Bizarro, ponendosi il dubbio se sia un fan maldestro di Superman, una forza di puro caos o una entità del tutto differente.

Smith e Carrasco mirano a bilanciare elementi di commedia, emozione e fantascienza, abbracciando la "logica al contrario" tipica del protagonista. Sul fronte visivo, lo stile dettagliato di Pitarra è stato scelto per conferire un'intensità realistica a un'ambientazione surreale, con l'obiettivo di rendere il mondo di Bizarro familiare e, allo stesso tempo, profondamente inquietante.

Bizarro: Year None si preannuncia dunque come un racconto delle origini che intende unire il ridicolo a una dimensione più sentita e bizzarra.
Di seguito, la cover di Nick Pitarra e le variant di Ibrahim Moustafa e Frank Quitely.

BIZARRO YEAR NONE 1 MAIN COVER

BIZARRO YEAR NONE 1 OTO VARIANT MOUSTAFA

BIZARRO YEAR ONE 1 OTO VARIANT QUITELY

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