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4 Words About: The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi

Il debutto di Simone Bianchi negli States avviene nel 2004 in DC Comics, dove si fa notare con Shining Knight, ma è con la lunga esclusiva in Marvel (2006 - 2018) che l'artista lucchese si afferma nel mercato dei comics americani. Il suo stile pittorico - realista diventa immediatamente riconoscibile: il sapiente uso della china e dell'acrilico, combinata con la notevole capacità di giocare con i chiaroscuri, rende possibile la creazione di figure possenti, maestose, che sembrano scolpite. Abilità che Marvel è stata ben contenta di trasferire nei suoi albi, con cicli ormai storici di Wolverine e Thanos. È proprio ai villain della Casa delle Idee che Bianchi ha dedicato alcune delle sue tavole più iconiche, che Panini Comics ha raccolto in The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi, un volume prezioso che, attraverso studi preliminari, bozzetti e pagine definitive consente al lettore di immergersi nell'arte di un pittore che è in egual misura eccellenza italiana e star internazionale.

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Dettagli volume:
Editore: Panini Comics
Autore: Simone Bianchi
Formato: 168 pp., 20.5X31 cm,  C., col.
Genere: Artbook
ISBN: 9791221928457
Prezzo: 35 €
Voto: 8

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Loki: Agente di Asgard, recensione: vivere non è difficile, potendo poi rinascere

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La più grande curiosità tra le tante che circondava l’uscita del Thor di Kenneth Branagh, che arrivò sugli schermi nel 2011, riguardava il modo in cui il più grande interprete contemporaneo del canone shakespeariano si sarebbe approcciato ai fumetti Marvel e alla saga del Dio del Tuono in particolare. Le scaramucce asgardiane tra il tonante e il fratellastro Loki, da sempre afflitto da complesso di inferiorità nei suoi confronti, costituivano un soggetto ideale per le qualità di drammaturgo di Branagh. Il regista pagò il giusto tributo alla spettacolarità tipica di un blockbuster hollywoodiano, lasciando all’ottimo cast da lui selezionato il compito di portare in vita i conflitti di una famiglia disfunzionale di divinità norrene già raccontate su carta da Stan Lee, Jack Kirby e gli autori che ad essi si succedettero. Il più grande merito di Branagh fu quello di assegnare la parte di Loki ad un attore fino a quel momento sconosciuto, Tom Hiddleston, che seppe regalare tridimensionalità e spessore psicologico ad un personaggio che, nella sua versione cartacea, era troppo spesso relegato alla parte di villain monocorde condannato a ripetere ad oltranza il suo ruolo di perfido tessitore di intrighi.

Contemporaneamente, anche nelle pagine dei fumetti Loki conosceva un’evoluzione che lo avrebbe portato ad allontanarsi dalla caratterizzazione classica di Lee, Kirby e John Buscema, quella del Dio dell’Inganno sempre dedito ad ordire complotti e congiure. Il culmine dell’evento Assedio del 2010 vide Loki morire, in una catarsi che lo riscattò dall’ennesimo piano da lui ordito ai danni di Asgard, ovvero l’invasione del Reame Dorato da parte di Norman Osborn e dei suoi Dark Avengers. Prima di morire e desideroso di sottrarsi ad un eterno ciclo di morti e rinascite che lo vede sempre nei panni di una divinità malevola, Loki stringe un accordo con Hela per cancellare il suo nome dal Libro di Hel, in modo da avere tutti i suoi peccati cancellati e poter vivere libero dal passato la successiva reincarnazione, che lo vede nei panni di una versione fanciullesca di sé stesso. Un Loki bambino, immemore della sua vita precedente, che vive a Parigi facendo il borseggiatore, ritrovato da Thor e da lui riportato al cospetto di una Asgard ancora diffidente nei suoi confronti a causa delle malefatte compiute dalla sua precedente incarnazione. La natura benevola del giovane dio finiranno invece per procurargli l’affetto degli asgardiani e del fratellastro. Le vicende di “Kid Loki” sono al centro di Journey into Mystery, acclamata serie scritta da Kieron Gillen, al termine della quale Loki guadagna un nuovo aspetto adolescenziale. È in tal guisa che lo ritroviamo in Loki: Agent of Asgard, serie del 2014 scritta da Al Ewing che Panini Comics raccoglie in volume, approfittando della contemporanea uscita, su Disney+ della serie tv in cui il Dio delle Menzogne è interpretato ancora una volta da Tom Hiddleston.

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Il significato del titolo viene spiegato fin dal primo numero: Loki ha accettato di svolgere missioni per conto della “Madre di tutti”, un triumvirato al femminile costituito da Freiya, Gea e Idunn che governa la nuova versione di Asgard denominata “Asgardia”. In cambio, uno dei peccati compiuti nella sua vita precedente verrà cancellato per ogni incarico completato. La missione principale affidatagli dalle Madre di tutti consiste nel recuperare gli asgardiani che, scampati al Ragnarok e alle successive resurrezioni, hanno scelto di vivere su Midgard (la nostra Terra) nascondendosi dallo sguardo di Asgard. Tra questi ci sono vecchie conoscenze come Lorelei, la sorella di Amora, l’Incantatrice, e Sigfrido, il primo eroe della mitologia norrena. Quello che Loki non sa, ma scoprirà presto, è che una sua versione futura e malvagia auto denominatasi “Re Loki” lo sta manipolando, in accordo con la Madre di tutti a cui ha garantito la salvezza di Asgard. La storia si svolge così su due piani: il presente, in cui il giovane Loki ricorre comunque al vecchio schema dell’intrigo, stavolta declinato a fin di bene, per poter svolgere le sue missioni, e un futuro che sembra già scritto dal suo alter-ego. Sembra, perché anche questa volta Loki combatterà per non rassegnarsi ad un destino già prestabilito.

Il tono scanzonato scelto da Ewing per il suo Loki: Agent of Asgard, in netto contrasto con quello tradizionalmente più austero delle classiche storie di Thor non deve ingannare il lettore: la run dello scrittore britannico è in realtà un raffinato trattatello di mitopoiesi a fumetti, un elogio del potere del racconto. Un percorso di redenzione che si estrinseca attraverso una nuova narrazione che l’io fa a se stesso. Cos’è una bugia se non una storia, afferma Loki nel momento clou del volume? Ecco allora che il “Dio delle Menzogne” lascia il campo al “Dio delle Storie”, in un processo di autodeterminazione del sé che sfocia nel metatestuale.

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Un tema complesso che Ewing svolge con disinvoltura, nonostante la serie debba pagare l’inevitabile tributo di ben tre incroci con altrettanti eventi nell’arco di soli diciassette numeri: Original Sin, Axis e Secret Wars. Il tie-in col primo evento servì ad introdurre nell’universo Marvel Angela, il personaggio creato da Neil Gaiman sulle pagine di Spawn che lo scrittore di Sandman concesse alla Casa delle Idee dopo la vittoria della nota disputa legale contro Todd McFarlane. Si tratta di una sequenza narrativamente indipendente dal resto del volume, all’insegna di un’operazione di retcon non del tutto riuscita, che si fa notare soprattutto per le matite spettacolari del nostro Simone Bianchi, peraltro non in forma come in altre occasioni. I capitoli inseriti nel contesto di Axis sono invece i più deboli dell’intero tomo, ma sono più validi di quanto lo fosse l’evento in sé. Ewing sfrutta la trovata dell’inversione di ruoli tra buoni e cattivi per approfondire ulteriormente le motivazioni del rinnovato Loki. Pienamente funzionale al progetto dello scrittore britannico è invece l’incrocio con Secret Wars, che occupa la parte finale del volume. La fine dell’Universo Marvel orchestrata nella miniserie del 2015 da Jonathan Hickman fornisce al Loki di Ewing l’occasione di fare un reset della propria esistenza e di prepararsi al prossimo ciclo della realtà senza un passato ingombrante con cui dover fare i conti. È notevole il modo in cui Ewing sfrutta come occasione narrativa il fardello di cross-over aziendali a cui dover pagare dazio riuscendo comunque a portare in porto il suo progetto, una riflessione sul ruolo del mito nell’arte popolare, e del racconto come stratagemma salvifico che determina la vera identità dell’io, mettendolo al riparo dai pregiudizi degli altri.

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Il compito di accompagnare i testi dello scrittore inglese è affidato allo storytelling fluido del connazionale Lee Garbett, caratterizzato da un tratto muscolare tipico della tradizione del fumetto supereroistico statunitense. Garbett sforna tavole spettacolari e ricche di azione grazie ad una matita potente che, seppur non dotata di particolari guizzi stilistici, è capace di esaltare i passaggi più epici dello script di Ewing. Un comparto artistico solido, piacevolmente classico, che è un compendio ideale alle trame imbastite dallo sceneggiatore inglese.

Panini Comics presenta l’intero ciclo del Loki: Agent of Asgard di Al Ewing in un corposo volume della linea di cartonati giganti Marvel Deluxe, occasione da non perdere per riscoprire i primi passi di uno dei più acclamati sceneggiatori della Marvel attuale e per accompagnare la visione della serie tv interpretata da Tom Hiddleston.

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Il manifesto di Etna Comics 2019 firmato da Simone Bianchi

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Riceviamo e pubblichiamo:

"È Gammazita la protagonista del Manifesto di Etna Comics 2019 firmato da Simone Bianchi

È il Tredicesimo secolo. Lei è catanese, bellissima e virtuosa. Futura sposa, fiduciosa e innamorata. Il caldo sole della sua terra sembra splendere privo di nubi sul suo orizzonte. Eppure un destino orribile sta per abbattersi a tradimento sulla sua vita.

Un soldato francese si invaghisce della sua bellezza, la segue ovunque, la importuna, la vuole ad ogni costo. Anche a quello di non darle scampo nel giorno per lei più bello.
È tutto pronto per quel matrimonio tanto desiderato ma che, nessuno poteva immaginare, non sarebbe mai stato celebrato.

Radiosa e trepidante, si reca come ogni giorno a prendere l’acqua. Il suo aguzzino è lì. Arrogante, impietoso, la afferra con violenza. Vuole farla sua, costi quel che costi. Nessuno scampo, nessuna via d’uscita se non quella di lanciarsi giù dal pozzo e scegliere la morte piuttosto che cedere al disonore.
È Gammazita il nome di quella giovane ragazza che non avrebbe mai provato la felicità di veder coronato il suo sogno d’amore.

La sua tragica fine destò una commozione così profonda tra i catanesi da diventare leggenda e, per le sue concittadine, nei secoli, modello di straordinaria virtù, integrità morale e patriottismo.
Gli stessi valori che oggi trovano spazio nel Manifesto 2019 di Etna Comics, catturati e riproposti dalla sapiente mano del grande Simone Bianchi, anche quest’anno tra i big della kermesse.

Dopo il paladino Uzeta e il mago Eliodoro, nel solco della valorizzazione dei miti e delle leggende legati alla città di Catania, il Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop dedica la sua immagina grafica a Gammazita e a quel pozzo, che porta il suo nome, attorno al quale, di generazione in generazione, sarebbero state tramandate altre storie e diversi particolari.

Versioni che hanno arricchito il racconto, modificandolo, romanzandolo e mettendo in mezzo nuovi dettagli e personaggi di contorno.

E così le tracce rosse di ferro, visibili ancora oggi sulle pareti dell’omonimo pozzo, nel quartiere ebraico della Judeca Suttana, sono sempre state per tutti il sangue versato dalla povera fanciulla nel suo terribile volo verso la fine.

Gambe lunghe, vita stretta, seno prorompente. L’artista toscano, matita di punta della Marvel, immagina Gammazita secondo gli stessi canoni di bellezza utilizzati per le sue supereroine: formose, sensuali e dalla chioma fluente.

Un po’ come Medusa, che ha nei capelli il suo punto di forza, o Tempesta, dalle sembianze quasi ultraterrene.
Bellissime, intelligenti e dotate di un’incredibile forza caratteriale, come la protagonista del Manifesto, disposta a tutto pur di non cedere al male.

A lei e a tutte le donne vittime di violenza Etna Comics dedica la sua immagine 2019. Perché i fiumi di sangue versati per la becera follia dei loro assassini siano da monito per una società che possa finalmente smettere di restare impotente a guardare."

Manifesto Etna Comics 2019

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Il trailer di Sharkey the Bounty Hunter, il fumetto Netflix di Mark Millar e Simone Bianchi

  • Pubblicato in News

Uscirà il prossimo 20 febbraio il primo numero di Sharkey the Bounty Hunter, la nuova serie a fumetti del Millarworld, targata Netflix, ad opera di Mark Millar e Simone Bianchi. Ora è stato diffuso un trailer che presenta la serie. Potete vedere il video qui di seguito.

Sharkey the Bounty Hunter è una commedia d'azione fantascientifica in cui un cacciatore di taglie e il suo aiutante, di soli 10 anni, viaggiano per la galassia a bordo di un camion di gelati a razzo.
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