Menu

Le prime tavole di Pepe Larraz per Spider-Man/Superman #1

  • Pubblicato in News

Sono state mostrate alcune tavole in anteprima realizzate da Pepe Larraz per Spider-Man/Superman #1, l'albo in uscita ad aprile 2026. La storia è scritta dall'autore bestseller del New York Times Brad Meltzer, al suo primo debutto su un'opera completa per la Marvel Comics, e vedrà Spider-Man e Superman uniti contro un'alleanza malvagia formata da Lex Luthor e Norman Osborn. Potete vedere l'anteprima qui di seguito.

mardcsmsupman2 0

mardcsmsupman2 1

mardcsmsupman2 2

mardcsmsupman2 3

mardcsmsupman2 4

L'albo, in formato oversized, presenterà inoltre una serie di storie bonus realizzate da alcuni dei più grandi nomi del fumetto americano:

Dan Slott e Marcos Martin invieranno Spider-Man Noir nell'ombra degli anni '30 per incontrare il Superman della Golden Age.
Geoff Johns tornerà alla Marvel per la sua prima storia dopo oltre 20 anni, riunendosi con Gary Frank per uno scontro tra la "Super-family" e la "Spider-family" innescato da Mysterio.
Jason Aaron e Russell Dauterman metteranno in scena un epico scontro con i simbionti che invadono Metropolis, in una storia che coinvolgerà la Potente Thor (Jane Foster), Wonder Woman e altri ancora.
Louise Simonson e Todd Nauck vedranno Acciaio (Steel) contrapposto a Hobgoblin.
Joe Kelly e Humberto Ramos realizzeranno un crossover ambientato nel campus con protagoniste Gwen Stacy e Lana Lang.
Brian Michael Bendis e Sara Pichelli riuniranno Miles Morales con Superman in un team-up imperdibile.

Leggi tutto...

Amazing Spider-Man verso il numero #1000: novità e variant di Lee Bermejo

  • Pubblicato in News

Marvel Comics ha annunciato che Amazing Spider-Man #11, in uscita il 3 settembre 2025, segnerà il 975° numero della serie e darà il via a una nuova fase editoriale in vista del traguardo storico del numero #1000.

La testata, attualmente firmata da Joe Kelly (testi), Pepe Larraz e John Romita Jr. (disegni), introdurrà un’impostazione narrativa duale: due Spider-Man saranno protagonisti in parallelo, uno attivo sulla Terra e l’altro impegnato in una serie di eventi a carattere cosmico. Il primo opererà in un contesto urbano dai toni più cupi, mentre il secondo sarà al centro di una linea narrativa ambientata in una galassia lontana, che vedrà anche l’introduzione di un nuovo personaggio, Symbie.

Come dichiarato da Joe Kelly, l’idea nasce dal desiderio di unire due dimensioni apparentemente opposte del personaggio:

"Amo raccontare storie di Spider-Man ambientate a Manhattan, ma anche metterlo fuori dal suo elemento. E cosa c’è di più lontano di un’avventura nello spazio profondo? Questa struttura ci permette di esplorare entrambi gli aspetti, mantenendo però un filo comune: Peter e i suoi conflitti interiori, che lo seguono ovunque vada."

A partire dallo stesso numero #11, Marvel pubblicherà anche una serie di 25 copertine variant realizzate da Lee Bermejo, intitolate Amazing Visions, che accompagneranno ogni numero fino ad Amazing Spider-Man #36, corrispondente all’albo celebrativo #1000. Le illustrazioni ripercorreranno alcuni tra i momenti più iconici della lunga storia editoriale dell’Uomo Ragno, a partire dalla sua origine fino alle saghe più recenti.

Lee Bermejo, illustratore premiato e nominato agli Eisner Award, ha commentato:

"Anche da bambino, mi chiedevo come funzionassero i lancia-ragnatele o come si infilasse davvero quel costume. Con queste copertine cerco di dare una mia interpretazione visiva a momenti fondamentali della storia di Spider-Man, mantenendo un senso di realtà, senza però rinunciare al lato fantastico del personaggio."

Secondo l’editor della serie Nick Lowe, la scelta di Bermejo per queste variant riflette l’obiettivo della casa editrice di rendere speciale il percorso fino al numero #1000:

"Lee ha la rara capacità di rendere nuovo ciò che abbiamo già visto decine di volte. Le sue copertine celebrano Spider-Man con uno sguardo originale, ma rispettoso della sua eredità."

Le Amazing Visions variant saranno disponibili sia in versione standard che virgin. I primi tre numeri in cui appariranno saranno:

Amazing Spider-Man #11 – in uscita il 3 settembre
Amazing Spider-Man #12 – in uscita il 17 settembre
Amazing Spider-Man #13 – in uscita il 1° ottobre

Trovate le immagine nella gallery in basso.

Leggi tutto...

4 Words About: Amazing Spider-Man #1

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Amazing Spider-Man #1


Amazing Spider-Man #1 di Joe Kelly e Pepe Larraz è la rappresentazione concreta di come si debba fare il rilancio di una collana storica nel 2025: rispetto della tradizione abbinato ad una narrazione coinvolgente e a un look moderno, graficamente fresco. Kelly mette in fila tutti gli elementi classici di Amazing (Peter che cerca lavoro nella spassosa scena iniziale, il rapporto con i comprimari vecchi e nuovi, la minaccia dei villain), accompagnato dai disegni di un Larraz scatenato. Lo spagnolo stupisce con tavole ricche di dinamismo, plasticità, e con un talento unico nel far recitare i propri personaggi attraverso le espressioni del viso. Una prova di altissimo livello, a conferma che le testate ammiraglie devono essere affidate ai grandi artisti.
Azione, mistero, humour: il miglior rilancio di Spider-Man da molti anni a questa parte e puro "Back to the basics", ovvero il recupero dell'essenza del personaggio, ciò che lo rende speciale, portata ai giorni nostri.

amazing spider man 1 1

amazing spider man 1 2

Editore: Marvel Comics
Autori: Testi di Joe Kelly, disegni di Pepe Larraz, John Romita Jr.
Genere: Supereroistico
Formato: 17x26 cm, 40pp, S., col.
Prezzo: 5,99$
Voto: 8

Leggi tutto...

House Of X/Powers Of X - Complete Edition, recensione: la rivoluzione mutante di Jonathan Hickman

po ho x

Un lettore che si è avvicinato solo negli ultimi anni ai fumetti della Marvel, magari sull’onda del successo dei lungometraggi prodotti dai suoi studi cinematografici, troverà difficile credere che fino alla fine degli anni Novanta, oltre al sempreverde Spider-Man, tra le testate che occupavano ogni mese i primi posti delle classifiche di vendita americane non mancavano mai quelle dedicate agli X-Men e ai numerosi personaggi che ruotavano attorno a essi. Dagli anni Duemila in poi, però, la situazione ha cominciato progressivamente a cambiare, anche se le cifre pagate dalla Fox per mantenere i diritti di sfruttamento per il cinema di Wolverine e soci hanno sempre rappresentato per la Casa delle Idee uno stimolo per continuare a investire sulla qualità degli albi dei pupilli di Xavier. Risalgono a quel periodo, infatti, gli osannati cicli di Grant Morrison e Joss Whedon, tuttora considerati due capisaldi della storia editoriale dei Figli dell’Atomo. Ciononostante, proprio l’avvento del Marvel Cinematic Universe ha determinato un drastico cambio di prospettiva: la popolarità raggiunta dai vari Iron Man, Thor e Capitan America, a seguito delle loro riuscite trasposizioni su grande schermo, ha, infatti, portato i vertici della casa editrice newyorkese (probabilmente su richiesta della Disney, proprietaria della Marvel dal 2009) a spostare gradualmente i riflettori dagli X-Men agli Avengers.

Non che negli ultimi anni sulle varie testate dedicate ai mutanti non siano mancati team creativi degni di nota (solo per rimanere agli sceneggiatori abbiamo visto succedersi autori di grande talento come Matt Fraction, Ed Brubaker, Mike Carey, Brian Michael-Bendis e Jeff Lemire), ma l’impressione era che, aldilà della qualità dei singoli cicli narrativi – nessuno di essi memorabile, tuttavia – si fosse persa la visione a lungo termine, che aveva caratterizzato la leggendaria gestione di Chris Claremont. In altre parole, sembrava che gli Homo Superior continuassero ad arrivare in fumetteria solo per accontentare i (non pochi) fan ancora interessati a leggere le loro avventure. Quest’ultima è probabilmente la stessa ragione che, nel periodo in cui la Disney provava in tutti i modi a togliere visibilità ai personaggi controllati dalla Fox, ha evitato agli X-Men la cancellazione delle loro testate (come successo, invece, ai Fantastici Quattro), a cui ha contribuito anche il fallimentare tentativo di trasformare gli Inumani nei mutanti del nuovo secolo. Poi, nel 2019, lo studio cinematografico di Alien e Predator è entrato a far parte della Casa del Topo e così - in attesa di rivedere i personaggi al cinema sotto le insegne dei Marvel Studios - anche per gli X-Men è stato messo in cantiere un rilancio editoriale in grande stile.

po ho x 1

A condurre le danze, è stato chiamato Jonathan Hickman, che negli ultimi tempi aveva dato l’impressione di essere più interessato alle sue opere creator-owned, ma nel recente passato al timone di progetti molto importanti per la Marvel, tra cui due lunghi e fondamentali cicli dei Fab Four e degli Avengers e vari cross-over di grande portata (Infinity, Secret Wars). L’approccio dello scrittore americano è fin da subito radicale e il nuovo status dei mutanti viene portato alla luce attraverso due miniserie di sei numeri – House of X e Powers of X – così dense di avvenimenti, nuove rivelazioni e possibili indizi per saghe future, da essere già considerate uno degli eventi più importanti del fumetto americano degli ultimi anni.

Inizialmente pubblicate in Italia nel classico albetto spillato, sono state ora riunite da Panini in un poderoso volume cartonato (sulla scorta dell’analoga edizione d’oltreoceano), caratterizzato da un formato un po’ più grande rispetto a quello standard dei comic book, utile a valorizzare l’ottimo lavoro ai disegni di Pepe Larraz e R.B. Silva. Oltretutto, pur avendo scenari diversi, le due miniserie sono strettamente interconnesse l’una con l’altra, a costituire un’unica storia, che, se letta tutta d’un fiato, permette di apprezzare ancora di più il gigantesco affresco elaborato da Hickman. Noto per la sua notevole inventiva e per essere un world builder di altissimo livello, in House of X/Powers of X lo scrittore americano mette a frutto entrambe queste capacità, realizzando forse la sua migliore opera a tema supereroistico, riuscendo anche nella difficile impresa di far ripartire quasi da zero l’universo mutante senza tradire eccessivamente decenni di continuity.

po ho x 2

Come accennato sopra, l’inizio è già di per sé rivoluzionario: Charles Xavier rinuncia definitivamente all’integrazione degli Uomini X nella comunità umana e perfezionando i tentativi andati a vuoto di Genosha e Utopia, crea una vera nazione indipendente per tutti i possessori del gene X. Il luogo prescelto è l’isola vivente di Krakoa, anch’essa un mutante, di cui viene esplorata più a fondo l’origine e la natura. Poi con una spericolata, ma abilissima, operazione di ret-con Hickman ci fa sapere che, contrariamente a quanto ci è stato raccontato per anni, pure Moira McTaggert è un Homo Superior, con il potere di rinascere più volte dopo essere morta, tornando sempre nell’utero materno originale, ma con una mente già adulta e i ricordi delle sue vite precedenti. Da queste due premesse, parte una trama complessa e fitta di dettagli che oltre a descrivere i primi passi nel mondo della nuova nazione mutante, mostra l’inevitabile reazione negativa di una parte dell’umanità, spaventata all’idea di dover trattare con uno stato sovrano guidato dagli Uomini X. Frange deviate dello S.H.I.E.L.D. e dello S.W.O.R.D. ed ex membri dell’A.I.M. e di altri gruppi segreti del mondo Marvel uniscono le loro forze per dar vita all’Orchis, un’organizzazione transnazionale votata alla cancellazione della minaccia mutante. Proprio l’assalto alla stazione solare dell’Orchis è uno dei passaggi più trascinanti e ricchi di pathos delle due miniserie: in un crescendo drammatico e intensissimo vediamo cadere o sacrificarsi alcuni degli X-Men più popolari, nel tentativo di fermare l’attivazione di Mother Mold, l’anello mancante nell’evoluzione delle Sentinelle, che porterà alla nascita delle unità Nimrod, i robot stermina-mutanti definitivi.

Gli spunti, le idee, la ridefinizione continua di fondamentali passaggi passati e futuri della storia degli X-Men sono così tanti da richiedere un’alternanza continua tra tavole a fumetti e pagine di approfondimento puramente testuali, le quali, sorprendentemente, riescono a essere esaustive senza appesantire troppo la lettura. Non contento, lo scrittore americano elabora addirittura un nuovo alfabeto, grazie al quale costruisce parole in “krakoano” (la nuova lingua dei mutanti, telepaticamente impressa a tutti gli abitanti dell’isola), che inserisce nei vari intermezzi privi di vignette. Il risultato finale è maestoso e affascinante, oltreché capace di accontentare sia i nuovi lettori che i fan di lunga data. Consapevole della difficoltà di riscrivere interi capitoli dell’epopea mutante senza cadere in contraddizione con quanto narrato dagli autori che lo hanno preceduto, Hickman dedica pochi passaggi al passato degli Uomini X, concentrandosi soprattutto sulla nuova realtà krakoana (che costituisce l’ossatura di House of X) e sul futuro dei Figli dell’Atomo. Oltretutto, i frequenti flash-forward (che, invece, formano la parte più consistente di Powers of X, tanto che la “X” della testata deve essere letta come il dieci romano – base esponenziale delle diverse epoche descritte nella miniserie – e non come un riferimento al gene mutante) rappresentano la parte più intrigante del racconto e confermano la predisposizione dello scrittore americano a contaminare di continuo il fumetto supereroistico con elementi presi dalla fantascienza classica (una tendenza messa in mostra in particolare sulle pagine dei Fantastici Quattro e nelle due miniserie dedicate alla versione esoterica dello S.H.I.E.L.D.). Inevitabili, quindi, i riferimenti a una saga memorabile come Giorni di un futuro passato, di cui ci viene data una visione più ampia e, forse, ancora più disperante e la ripresa del collettivo tecno-organico di Phalanx, fatalmente e asetticamente immaginato come il punto di arrivo dell’evoluzione della vita sulla Terra.

po ho x 3

Giocando, poi, con il singolare potere di Moira X (come è stata ribattezzata la McTaggert), Hickman mischia di continuo le carte, non chiarendo mai veramente se la vicenda principale faccia parte del continuum temporale canonico (quello di Terra-616) o se si riferisca ad avvenimenti di una dimensione parallela. Inoltre, per nulla spaventato all’idea di dover gestire così tanti personaggi (una qualità già evidenziata nella sua gestione degli Avengers), l’autore della South Carolina si concede anche il lusso di crearne di nuovi, a cui offre uno spazio persino maggiore di quello messo a disposizione di alcuni teorici protagonisti. House of X/Powers of X è, tuttavia, un fumetto corale e tolta Moira X (l’unica figura veramente imprescindibile nella trama ordita da Hickman) gli altri personaggi appaiono solo il tempo necessario a portare avanti gli eventi in maniera coerente, senza nessun vero approfondimento psicologico. È probabile che questa sia stata una scelta precisa da parte dello scrittore americano, al fine di evitare di snaturare character con cui non aveva ancora dimestichezza. Questo, però, non gli ha impedito di apportare modifiche significative a un villain come Apocalisse, il cui ruolo nella nuova gerarchia mutante stona un po’ con la storia del personaggio (ma lo si diceva anche di Magneto, quando Claremont decise di rivoluzionarne caratteristiche e motivazioni).

Infine, a rileggere ora le due miniserie, anche alcuni dettagli della vicenda, che sul momento erano apparsi poco chiari o difficilmente inquadrabili nel contesto generale, diventano perfettamente comprensibili (ne è un esempio il brevissimo passaggio che allude al crossover X of Swords, terminato in Italia poche settimane fa), a testimonianza della grande solidità del lavoro di Hickman e una dimostrazione ulteriore della sua bravura nel saper pianificare gli eventi nel lungo periodo.

po ho x 4

Per quanto riguarda i disegni, sia lo spagnolo Pepe Larraz che il brasiliano R.B. Silva, sebbene chiaramente distinguibili nel tratto (più attento ai chiaroscuri e morbido nelle forme il primo, più lineare e pulito il secondo), riescono a raggiungere una singolare omogeneità di stile nella costruzione delle tavole, dove a prevalere sono la forte dinamicità, la ricchezza dei dettagli, e la perfetta anatomia dei personaggi. Per di più, la continua ripresa di alcune inquadrature aiuta a rendere più fluidi e trascinanti i testi di Hickman, che, a volte, paiono veramente in simbiosi con il comparto artistico, in cui non è neppure da sottovalutare l’ottima prova ai colori del messicano Marte Gracia.

Significativamente intitolato dal suo autore Dawn of X, il nuovo corso mutante non poteva trovare un inizio migliore. Le collane regolari che ne sono seguite (tutte ripartite da uno, come è ormai consuetudine) hanno mantenuto l’impostazione delle due miniserie e pur con inevitabili differenze qualitative (guardando solo ai testi, oltre a Hickman quello che ci sta piacendo di più è Benjamin Percy, mentre sul lato opposto abbiamo, per ora, Gerry Duggan e Leah Williams) sembrano avere effettivamente restituito ai personaggi il perduto splendore, tanto che non passa mese senza che non venga annunciata una nuova iniziativa a loro dedicata. Tra queste, quella che solletica di più la nostra fantasia è l’imminente miniserie Inferno, presentata proprio come il seguito di House of X/Powers of X e considerando che a scriverla sarà ancora una volta il buon Jonathan, le premesse affinché possa regalarci le stesse emozioni della saga capostipite sembrano esserci già tutte.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS