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John Byrne concluderà il suo storico ciclo degli X-Men

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Dopo un'assenza di 25 anni in casa Marvel, John Byrne fa il suo ritorno ufficiale per continuare la sua celebre saga degli X-Men. Durante il San Diego Comic-Con 2025, è stato annunciato un accordo tra Marvel Comics e Abrams ComicArts per la pubblicazione di X-Men: Elsewhen. Il progetto, che Byrne ha sviluppato come webcomic amatoriale a partire dal 2018, verrà ora legittimato e distribuito su larga scala.

X-Men: Elsewhen sarà pubblicato da Abrams ComicArts attraverso la sua prestigiosa collana Marvel Arts. Sebbene la Marvel Comics non sia l'editore diretto, l'azienda è pienamente coinvolta in qualità di licenziataria.

L'opera riprende la narrazione esattamente da dove Byrne l'aveva interrotta, ovvero dopo il suo ultimo numero, X-Men #143 del 1981, e la drammatica conclusione della Saga di Fenice Nera. Elsewhen si propone come una realtà alternativa, esplorando la direzione che la storia avrebbe preso se Byrne ne avesse mantenuto il controllo, a partire da un presupposto fondamentale: Jean Grey non è morta al termine della saga.

Il webcomic, che conta già 32 albi, sarà completamente finalizzato per la stampa da un team di professionisti. A supervisionare il progetto ci sarà Chris Ryall, amico di lunga data ed editor di Byrne. Il team creativo che lo affiancherà è composto dall'inchiostratore Paul Wills, dai coloristi Lovern Kindzierski e Leonard O'Grady, e dal letterista Patrick Brosseau.

John Byrne aveva abbandonato la serie X-Men nel 1980 a causa di divergenze creative con lo scrittore Chris Claremont e l'editor di allora, Louise Simonson. I suoi rapporti con la Marvel rimasero tesi negli anni, culminando con la decisione di non collaborare più con la casa editrice dopo la cancellazione della serie X-Men: The Hidden Years.

"Dicono che non si può tornare a casa", ha dichiarato Byrne in un comunicato. "Si sbagliano".

Joseph Montagne, editore di Abrams ComicArts, ha espresso il suo entusiasmo: "Questo progetto è qualcosa di veramente raro. Offre la possibilità di rivisitare una delle run più iconiche della storia del fumetto, raccontata dalla voce del suo co-creatore originale".

X-Men: Elsewhen sarà raccolto in una collezione di tre volumi cartonati in formato deluxe. La pubblicazione del primo volume è fissata per aprile 2026.

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4 Words about: Marvel Masterseries - Fantastici Quattro di John Byrne 1: Ritorno alle origini

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4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Fantastici Quattro di John Byrne 1: Ritorno alle origini


Nel 1981, reduce da un ciclo leggendario su Uncanny X-Men, John Byrne prende in mano Fantastic Four come autore completo. La testata non naviga in buone acque,e i tempi gloriosi di Lee & Kirby appaiono lontani. Byrne, che è cresciuto con le loro storie, propone fin da subito un approccio semplice ma programmatico: "Back to the basics". L'autore ricondusse il Quartetto alla proprie origini, seppur in un contesto moderno: i Fantastici Quattro sono prima di tutto una famiglia, poi esploratori, solo in terza battuta supereroi. Nelle sue prime storie, pubblicate in questo volume, Byrne riportò in scena tutto il cast principale di avversari e comprimari del Quartetto, donandogli nuovamente spessore, con un ritorno all'epica, all'ambizione e alla grandezza che dovrebbero sempre caratterizzare la testata dei F4. I disegni plastici, improntati ad un ideale di bellezza, contribuirono a scolpire per sempre nella memoria la reputazione di questo ciclo come uno dei migliori mai apparsi sulla serie.

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Editore: Panini Comics
Autore: Testi e disegni di John Byrne
Genere: Superoistico
Formato: 15X23 cm, 416 pp., B., Col.
ISBN: 9791221912623
Prezzo: 11,90 €
Voto: 8,5

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Superman / Batman: Generazioni, recensione: l'epopea generazionale di John Byrne

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John Byrne è stato un esponente chiave del rinascimento del fumetto americano nel corso dei fatidici anni ’80, uno dei primi autori ad assurgere al ruolo di vera e propria superstar seguita da legioni di fan pronti ad acquistare qualsiasi testata realizzata dall’autore anglo-canadese. Dalla fine agli anni ’70, con il leggendario ciclo di Uncanny X-Men in coppia con Chris Claremont, passando attraverso gli anni ’80 segnati dalla lunghissima run su Fantastic Four e dal rilancio di Superman fino al ritorno in Marvel tra la fine del decennio ed i primi anni ’90 con successi come Avengers West Coast, Sensational She-Hulk e Namor, Byrne inanella una serie infinita di successi di pubblico e critica trasformando in oro tutto ciò che tocca. Poi qualcosa, col cambio di decade, si inceppa. Il feeling col grande pubblico, che non si era praticamente mai interrotto fin quasi dal suo debutto, subisce un ridimensionamento improvviso.

Byrne può contare certamente su uno zoccolo duro di fan che lo segue ovunque, come nell’avventura di Next Men, realizzato fuori della “comfort zone” garantita da Marvel e DC, che esce per la Dark Horse nel 1991. Ma stanno cambiando i tempi e stanno cambiando i gusti. Nel 1992 nasce la Image Comics, fondata dai sette transfughi della Marvel capitanati da Todd McFarlane, Jim Lee e Rob Liefeld che in pochi anni, con collane che segnano record di vendite tutt’ora imbattuti come Spider-Man, X-Men e X-Force, hanno imposto uno stile grafico aggressivo e dirompente, seppur declinato dai tre in modo diverso, che straborda di azione spaccando letteralmente l’organizzazione classica della tavola. La “stile Image” contamina anche la produzione delle due major, oltre a provocare la nascita di etichette dal successo effimero determinate a cavalcare la moda del momento.

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Come contraltare a questo modo “tamarro” di fare fumetto, basato più sull’apparenza che sulla sostanza, si afferma negli stessi anni presso la DC Comics una produzione più letteraria, i cui alfieri sono i giovani autori inglesi della “British Invasion”, che sfocerà nella creazione della prestigiosa etichetta Vertigo. Ecco che in un “comicdom” che muta pelle nel giro di pochi anni, un autore come Byrne che ha sempre fatto del “back to the basics”, il ritorno alle origini, il suo motto, appare improvvisamente e ingiustamente datato. Mentre un autore coevo suo grande amico come Frank Miller trova un porto sicuro creando la saga noir di Sin City, che lo terrà occupato per tutti gli anni ’90, l’artista anglo-canadese si rifugia nella rivisitazione di un supereroismo di matrice classica, che sembra superato negli anni di maggior successo degli eroi steroidati e violenti targati Image.

In realtà opere come il lungo ciclo su Wonder Woman e Jack Kirby’s Fourth World, che lo tengono occupato negli anni che vanno dal 1995 al 1998, anticipano la tendenza che dominerà i comics di fine anni Novanta, ossia il ritorno in pompa magna del classicismo e la sua celebrazione come reazione alla lunga “sbornia” tamarra dovuta al successo dello stile “Image”. La summa del percorso controcorrente intrapreso da Byrne in questo controverso decennio è rappresentata da Superman/Batman: Generazioni, miniserie del 1999 che ha generato due sequel pubblicati rispettivamente nel 2001 e nel 2003, materiale che ora viene raccolto integralmente da Panini Comics in uno splendido omnibus.

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Per Batman e Superman, come per tutti gli eroi classici, gli anni ’90 sono stati un periodo terribilmente complicato. Saghe come La Morte di Superman o Knightfall, in cui un Cavaliere Oscuro reso invalido da Bane viene sostituito dal vigilante psicotico corazzato Azrael, rispondono al tentativo della DC di tenere al passo con nuovi tempi più oscuri le avventure delle sue due principali icone. Per la saga che ha in mente, Byrne deve avere mano libera rispetto al passato recente dei due personaggi: per questo sceglie di pubblicare Generazioni tra gli Elseworlds, la linea editoriale della DC Comics dedicate alle storie ambientate in mondi alternativi molto popolare all’epoca. La natura immaginaria della storia, dove per immaginaria si intende slegata dalla continuity ufficiale, consente all’autore di operare un "back to the basics" totale dei personaggi, tornando agli anni e all’atmosfera del loro debutto.

Byrne imbastisce una saga ambiziosissima che parte dal 1939, anno di debutto di Batman (Superman aveva esordito un anno prima), per poi svolgersi in tempo reale decennio dopo decennio. I personaggi quindi invecchiano, e l’Uomo d’Acciaio e il Crociato Incappucciato lasceranno progressivamente il campo ai loro eredi, anche se sorprenderanno il lettore con continui ed eterni ritorni di cui non sveliamo nulla per non rovinare il gusto un’eventuale lettura. La miccia di questa saga complessa e dal plot intrecciato si accende con l’incontro tra Superman e Batman a Gotham City alla fine degli anni ’30, dove dovranno superare la reciproca diffidenza e collaborare per debellare la minaccia di Ultra-Humanite. Nascerà un’amicizia che attraverserà i decenni e, nelle due serie successive, anche i secoli.

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Senza perdere tempo in un inutile riassunto di una trama molto articolata e complessa, diremo che la narrazione di Generazioni procede con salti di decade in decade, in modo che ciascun capitolo rappresenti l’omaggio di Byrne ad una particolare epoca della storia dei due personaggi e quindi del fumetto. Così dalla Golden Age di Jerry Siegel & Joe Shuster e Bill Finger & Bob Kane si passa alla Silver Age con le sue atmosfere fantascientifiche per poi arrivare alla Bronze Age con atmosfere nuovamente più cupe dagli anni ’70 in poi, capitolo in cui l’artista omaggia, tra gli altri, il grande Neal Adams, maestro che è stato il più grande punto di riferimento per il Byrne disegnatore. D’obbligo, ovviamente, una parte ambientata negli anni ’80, decennio che ha rappresentato il momento di maggior splendore nella carriera dell’autore, con un nuovo Batman particolarmente tetro che rimanda agli umori fumettistici di quegli anni. Da li in poi Byrne si proietta nel futuro, con l’entrata in scena di nuovi personaggi che vanno ad unirsi a quelli già presentati nei precedenti capitoli, e che vanno a comporre una vera e propria epopea dedicata alle dinastie Kent e Wayne.

Se Generazioni II ha il compito  sostanziale di riempire i buchi di trama lasciati in sospeso dalla prima miniserie, Generazioni III (inedita finora in Italia) è invece la tranche più ambiziosa del lotto, a partire dalle dimensioni. Una maxiserie in 12 episodi che racconta del piano di invasione della Terra, da parte degli accoliti di Darkseid, che si snoda attraverso i secoli. Un piano machiavellico e complesso costruito dal Signore di Apokolips attraverso viaggi nel tempo e quei paradossi temporali che da sempre sono un leitmotiv della produzione di Byrne, vedi alla voce Next Men.

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Superman/Batman: Generazioni non è stilisticamente uniforme, e corrisponde ad almeno due fasi diverse della carriera di John Byrne come disegnatore. Le prime due parti vedono all’opera il suo tipico stile di anni ’90, lontano dalla pulizia che le chine di collaboratori storici come Terry Austin conferivano al suo tratto negli anni ’80. È un segno più grezzo, meno attento agli sfondi ma più concentrato sulle figure che restano potenti e capaci di rubare l’occhio come ai vecchi tempi. Generazioni III vede Byrne alle prese con una sintesi del suo stile ancora più marcata. Il tratto è più grossolano, ma le tavole restano comunque di grande impatto e capaci di trasmettere tutta l’emozione che un fumetto di supereroi dovrebbe saper trasmettere. Sono pagine, quelle di questo splendido omnibus, che riporteranno il lettore della generazione cresciuta con Byrne alle origini della propria fascinazione per i comics. La ragione sta nella capacità dell’autore di cogliere l’essenza del genere, cioè il gusto per l’avventura di stampo classico che ha saputo declinare lungo il corso della sua straordinaria carriera. Avventura accompagnata come sempre da matite eleganti e potenti, che lo hanno reso un beniamino per generazioni di fan. Aggiungiamo però che, per apprezzare appieno Generazioni, è necessario recuperare la fascinazione per la meraviglia che ci caratterizzava come lettori da ragazzi. Essere disposti a farci avvolgere e cullare da un sense of wonder ormai perduto e di cui queste pagine sono piene.

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Panini ristampa il Superman di John Byrne in formato bonelleide

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Panini Comics, dopo il ciclo di Batman di Scott Snyder e Greg Capullo, ristamperà in formato bonelleide - nella collana DC Best Seller - il Superman di John Byrne.

Il ciclo è uno dei più importanti per il personaggio e lo rilancia nel post-Crisis del 1986 reinventandolo. Si parte dalla miniserie in sei albi The Man of Steel per poi approdare sulle serie regolari mensili.

Il primo numero di questa ristampa partirà a gennaio, gli albi avranno una foliazione di 100 pagine e il costo di 4,90€. Per il primo numero è disponibile una versione variant con tre spille al prezzo di 6,90€. Di seguito trovate tutti i dettagli.

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