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Comic(US) Book Annual: I migliori e i peggiori comic book del 2025

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Puntata speciale di Comic(US) Book in cui tiriamo le somme del 2025. Due liste di quattro titoli ciascuna che rappresentano, secondo noi, il meglio e il peggio di quanto è stato pubblicato in Italia nell’anno che sta per concludersi, nel classico albo spillato all’americana.

I QUATTRO MIGLIORI COMIC BOOK DEL 2025

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Batman e Robin: anno uno
Ribadiamo quello che abbiamo detto nella prima puntata di questa rubrica. Batman e Robin: anno uno è una maxiserie di livello altissimo, più che degna di un vero articolo di approfondimento (a cui faremo in modo di provvedere nelle prossime settimane). Non potevamo però non includerlo nella lista dei migliori comic book del 2025, anche perché nel corso dei suoi dodici numeri, non ha mai mostrato il minimo cedimento qualitativo.
Mark Waid e Chris Samnee si sono rivelati una coppia affiatatissima, arrivando persino a superare l’ottimo lavoro fatto nel loro celebre ciclo di Daredevil di diversi anni fa. Merito, a quanto pare, soprattutto di Samnee, che ha spinto fortissimamente per la realizzazione dell’opera (di cui, per giunta, è pure co-autore del soggetto), non risparmiandosi in nessuna vignetta, in ognuna delle quali (grazie anche ai bellissimi colori di Matheus Lopes) è riuscito a far convivere il suo tratto pulito e lineare (e dal fascinoso gusto retro, che ben si sposa a una rievocazione di questo tipo) con inquadrature altamente dinamiche. Waid, invece, confermando di trovarsi in uno dei momenti migliori della sua lunga carriera, ci regala una sceneggiatura scoppiettante, in cui ironia e drammaticità si amalgamano con estrema naturalezza, evitando che il suo conclamato amore per i personaggi possa trasformarsi in un limite narrativo. I testi sono leggeri, ma scolpiti su misura sulle caratteristiche dei protagonisti, che appaiono molto credibili tanto nella risolutezza delle loro azioni quanto nell’insicurezza derivante dall’inesperienza di entrambi.
Cosa dire di più? Naturalmente che speriamo che presto i due autori annuncino Batman e Robin: anno due.

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Absolute Wonder Woman

Per il poco che si è visto da noi, forse la palma di miglior serie dell’Universo Absolute dovrebbe essere assegnata a Martian Manhunter, ma, preferiamo premiare la testata dedicata a Wonder Woman, per l’altissimo livello qualitativo che gli autori sono riusciti a mantenere in tutti gli episodi pubblicati finora in Italia (quasi il triplo di quelli del fumetto di Deniz Camp e Javier Rodríguez). Inoltre, la Diana tratteggiata da Kelly Thompson è il personaggio che più di ogni altro pare incarnare lo spirito dark del nuovo universo DC. Non solo per il suo essere, contemporaneamente, sia una guerriera che una strega, ma anche perché immediatamente contrapposta a nemesi tanto mostruose, da rendere la vicenda ancora più tenebrosa. Tuttavia – ed è questo il pregio maggiore della serie - l’umanità sprigionata dall’eroina è realmente palpabile e ciò crea un legame empatico quasi indissolubile con il lettore. La Thompson è bravissima nel far emergere da subito una forte dicotomia nelle azioni di Diana, sovrapponendo al suo enorme coraggio insicurezze e fragilità teoricamente non associabili a una semidivinità. Il tutto raccontato attraverso una prosa potente, che – tolti i due episodi illustrati da Mattia De Iulis, comunque notevoli - non poteva trovare alleati migliori di Hayden Sherman e Jordie Bellaire per essere magnificata. L’artista statunitense sfoggia di continuo tavole visionarie e straordinariamente evocative, esaltate dall’incessante mutare della gabbia, che riescono nel difficile compito di suggestionarci con la mitologia greca pur essendo realizzate con un tratto modernissimo. Bellaire, invece, amalgamando tonalità grigie e spente a rossi infuocati e verdi fosforescenti ammanta la narrazione di cupezza e disperazione.

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Ultimates

Salita gradualmente (ma inesorabilmente) di tono, la serie dedicata alla nuova incarnazione degli Ultimates nella seconda metà dell’anno ha definitivamente sostituito Ultimate Spider-Man come albo portante di Terra 6160. Un ribaltone difficilmente prevedibile qualche mese fa e per certi versi sorprendente, dato che Jonathan Hickman viene tuttora considerato il demiurgo di questa seconda parentesi Ultimate. A ogni modo, un risultato del genere non è che la diretta conseguenza del talento di Deniz Camp, praticamente sconosciuto prima dell’esordio della testata, ma affermatosi velocemente come uno degli sceneggiatori più promettenti della sua generazione. A differenza di Hickman, maggiormente portato a mostrare scenari puramente supereroistici, con rari sottotesti di altra natura, l’autore turco-filippino sceglie spesso e volentieri la strada opposta, arricchendo le avventure del team di temi sociali e politici, attraverso i quali il mondo distopico del Creatore diventa una chiara metafora della deriva autoritaria a cui sta andando incontro l’America di oggi. Una decadenza morale e civile, alla quale Camp risponde con uno schietto messaggio di ribellione, che si riflette nelle azioni dei suoi personaggi più riottosi (Occhio di Falco, Luke Cage, She-Hulk), o nelle dissertazioni esistenziali di Destino, figura tormentata ed enigmatica, tra le più innovative del fumetto americano.
Non è un caso che proprio a Camp siano stati affidati i testi di Ultimate Endgame, l’evento che, apparentemente, segnerà la fine del secondo Universo Ultimate.

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Teenage Mutant Ninja Turtles

In maniera forse inaspettata, inseriamo come quarto miglior comic book del 2025 la nuova serie delle Tartarughe Ninja, che, in effetti, non era mai comparsa in questa rubrica. La nostra scelta è stata determinata dalla semplice constatazione che Jason Aaron sembra finalmente tornato a essere lo scrittore che avevamo apprezzato su Scalped, Southern Bastards e Thor, dopo parecchi anni inspiegabilmente sottotono spesi in vari progetti creator owned poco riusciti e, soprattutto, in una lunga run degli Avengers, quasi totalmente da dimenticare. A ulteriore prova della rinascita di Aaron citiamo pure l’ottimo Absolute Superman, che viene raramente preso in considerazione, solo perché oscurato da due meraviglie come Absolute Wonder Woman e Absolute Martian Manhunter. Ma il lavoro fatto con le creature di Peter Laird e Kevin Eastman si posiziona su un gradino più alto rispetto al kryptoniano “proletario” della DC, non fosse altro che per la difficoltà di raccontare qualcosa di nuovo su icone pop dalla storia pluridecennale. Il fumettista statunitense aggira brillantemente l’ostacolo coinvolgendo Raffaello & C. in una trama dove le vicende passate dei personaggi sono nominate solo di striscio, pur facendo capire chiaramente di conoscerle a fondo. Esattamente come dimostra di saper caratterizzare ognuno dei quattro protagonisti, che, difatti, non vengono mai snaturati. Una precisa strategia per attrarre nuovi lettori, evitando, tuttavia, di correre il rischio di perdere quelli storici. Aaron, in più, ci offre una rappresentazione estremamente matura delle quattro tartarughe mutanti, esplorandone in dettaglio i conflitti interiori, senza, però, rinunciare all’azione, che resta, necessariamente, una parte imprescindibile del racconto.
Inizialmente la serie prevedeva un artista diverso a ogni numero, finché Juan Ferreyra non ne è diventato il disegnatore titolare, esaltando con il suo stile tendente al grottesco, l’originale anima underground dei personaggi.

I QUATTRO PEGGIORI COMIC BOOK DEL 2025

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I Fantastici Quattro

Tra le serie più brutte del 2025, non potevamo non includere quella dedicata ai Fantastici Quattro. Abbiamo spiegato varie volte in questa rubrica le ragioni del nostro giudizio negativo, ma tanto vale ripeterlo, dato che – per motivi a noi ignoti – le storie di Ryan North continuano ad avere un numero consistente di estimatori. Nessuno discute la bravura dello scrittore canadese. Finora, però, in ambito fumettistico, si è sempre distinto per opere rivolte a un pubblico di giovanissimi, caratterizzate da uno humor leggero e innocuo e con vicende che mettono in risalto l’amicizia e i legami famigliari. Temi trasportati di peso all’interno dei Fantastici Quattro, con la conseguenza di far perdere progressivamente alla collana ogni elemento che l’aveva resa famosa, primo fra tutti quel sense of wonder che permeava le storie di Stan Lee e Jack Kirby, ma che, poi, era stato coltivato anche dagli autori successivi (John Byrne e Walter Simonson in testa), persino in cicli meno riusciti come quello di Dan Slott, che ha preceduto proprio la gestione di North. Tutte le saghe viste al momento si sono, invece, esaurite in pochi numeri, senza una vera narrazione di lungo respiro. L’avventura è spesso risultata latitante a favore di scene casalinghe che avrebbero dovuto essere solo di contorno, ma che, al contrario, sono diventate largamente predominanti. I personaggi principali sono apparsi di frequente privi di spessore, se non addirittura ridotti a macchiette e i criminali sono stati quasi sempre utilizzati come semplici comparse. Non parliamo, poi, dell’aspetto grafico, dato che sulla testata dei Fab Four, negli ultimi due anni, si sono alternati alcuni dei peggiori disegnatori attualmente in forza alla Marvel.
Avevamo sperato che il film dei Marvel Studios con protagonisti Mr. Fantastic e soci potesse portare a una svolta anche nel team creativo del comic book e almeno sul fronte artistico è effettivamente arrivata una superstar come Humberto Ramos. North, però, è stato confermato alle sceneggiature, per cui immaginare un cambio di rotta nell’immediato futuro non è che una mera utopia.

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L’incredibile Hulk

Altra serie storica da tempo precipitata in un tunnel di mediocrità, da cui pare non essere più in grado di uscire è quella del Golia Verde. In questo caso le colpe della Marvel sono persino maggiori rispetto ai Fantastici Quattro, data l’evidente noncuranza con la quale i suoi supervisori hanno fatto in modo che la gestione di Phillip Kennedy Johnson si muovesse verso una direzione, in cui la presenza dell’alter ego di Bruce Banner venisse presto considerata superflua. Come spiegare altrimenti interi episodi ridotti a capitoli di una saga horror, dove personaggi praticamente mai visti prima hanno assunto un’importanza spropositata, diventando, di fatto, i veri protagonisti dell’albo (con tanto di noiosissime pagine di approfondimento di solo testo poste in coda al fumetto)? Le cose, poi, sono ulteriormente peggiorate, fino ad arrivare alle storie attuali, in cui Johnson (probabilmente più interessato a mettere a punto i dettagli della seconda fase del suo ciclo, dove Hulk verrà trasformato in un essere infernale) ha sostanzialmente abbandonato ogni tentativo di dare un minimo di coerenza alla vicenda in corso. I vari character sono ormai l’ombra di se stessi e la trama si trascina stancamente senza che succeda nulla di veramente rilevante, con l’aggravante di voler mantenere viva l’attenzione attraverso il ricorso sconclusionato a scene così raccapriccianti, da fare invidia agli slasher movie più efferati.
Per fortuna, almeno sul lato artistico, dopo troppi numeri sfigurati dagli imbarazzanti scarabocchi di Danny Earls, Nic Klein è tornato a disegnare con maggiore regolarità. Ma può davvero bastare la presenza di qualche bella tavola per considerare l’albo degno di essere letto?

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Ultimate Spider-Man: Incursion
Quando pensavamo che, pur con fisiologici alti e bassi, il nuovo Ultimate Universe potesse considerarsi un progetto narrativo compiuto, ecco arrivare questa miniserie, che è riuscita nell’arduo compito di far vacillare i nostri convincimenti. Scritta letteralmente con i piedi da Deniz Camp (lontano anni luce dall’autore che ci sta entusiasmando con Ultimates e Absolute Martian Manhunter) e Cody Ziglar (che, benché non si sia mai distinto con storie a fumetti degne di essere ricordate, ha sicuramente fatto di meglio), racconta l’arrivo di Miles Morales su Terra 6160. Attraverso soluzioni di trama talmente forzate che anche i più accondiscendenti tra i lettori faranno fatica ad accettare come sensate, lo Spider-Man del precedente Universo Ultimate incontra praticamente ogni eroe del mondo plasmato dal Creatore, così come parecchi dei “cattivi” più rappresentativi. Ciò che ne viene fuori è una vicenda senza capo né coda, popolata da personaggi piatti e totalmente irriconoscibili rispetto a quelli che compaiono sulle relative testate a loro dedicate, ma, soprattutto, con nessun vero collegamento con gli eventi che stanno portando dritti a Ultimate Endgame, se non la scoperta da parte di Destino (cioè il Reed Richards di Terra 6160) che il Creatore è in realtà il Reed Richards di un mondo che non esiste più. Una rivelazione che occupa un paio di pagine e che non può, di sicuro, essere considerata sufficiente a giustificare ben cinque numeri di nulla assoluto

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Deadpool/Batman – Batman/Deadpool

Chiudiamo con il peggio del 2025 con lo strombazzatissimo ritorno dei crossover tra Marvel e DC. Tralasciando le storielline a contorno, spesso inconsistenti o di livello così basso da costringerci a verificare più volte il nome degli autori, essendo rimasti letteralmente increduli per l’infima qualità di quello che avevamo appena letto (con un irriconoscibile Frank Miller a fare da capofila in questa fiera dell’orrido), sono in particolare le storie principali ad aver deluso su tutta la linea. Il match di andata, opera di Zeb Wells e di un apatico Greg Capullo, è l’ennesima riproposizione dell’infinito duello tra Batman e Joker, con Deadpool come terzo incomodo. La trama è talmente banale che non vale nemmeno la pena di provare a raccontarla, il pathos è inesistente e i personaggi sono caratterizzati in maniera così ridicola che, arrivati alla fine, abbiamo subito rimpianto i soldi spesi per acquistare una simile nefandezza.
Va poco meglio con la sfida di ritorno, dove Grant Morrison si esibisce in un inutile esercizio di stile metafumettistico, in cui l’unico passaggio veramente divertente è lo scambio di battute tra Batman e Deadpool, nel quale il Cavaliere Oscuro fa capire di ritenere il Mercenario Chiacchierone un’imitazione di Deathstroke della DC (cosa peraltro vera). Per il resto, un vuoto e pedante citazionismo, che ha il solo scopo di consentire a Morrison di autocelebrarsi. Scusate la battuta, ma sprecare il talento di Dan Mora con una storia del genere dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità.
Ciò che, però, abbiamo trovato realmente sgradevole è l’enorme superficialità con cui è stata realizzata l’intera operazione, dove il numero esagerato di copertine variant, è immediatamente apparso come un chiaro segnale della volontà di entrambe le case editrici di utilizzare un evento di questo tipo esclusivamente per fini speculativi.

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Deadpool/Batman, recensione: se un Cavaliere Oscuro incontra un Mercenario (Chiacchierone)

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Se i fumetti di supereroi sono la fiera dei sogni, nessun sogno a fumetti è più affascinante dell’incontro tra le icone delle due major del comicdom a stelle e strisce, Marvel e DC. Dal 1976, anno di uscita di The Battle of the Century: Superman vs Spider-man, i personaggi della Casa delle Idee si sono incontrati più volte fino all’evento del 1996, Marvel Vs DC, che rappresentò l’apoteosi del genere “crossover interaziendale”. Un grandissimo successo di pubblico, prezioso perché arrivò in un momento molto complicato per il settore (quello dell’esplosione della bolla speculativa che ebbe conseguenze nefaste, tra le quali il ricorso di Marvel stessa al Chapter 11 per avviare un complesso processo di ristrutturazione e salvarsi dalla bancarotta), che diede il via ad una lunga serie di crossoves tra i due editori che culminò, nel 2004, con quello più desiderato dai lettori: JLA Vs Avengers. Poi nulla per più di 20 anni, anche se nelle segrete stanze dei due editori l’idea di una nuova “wave” di incontri/scontri tra i propri personaggi non aveva mai perso di attualità. Nel 2020, nel numero finale di Doomsday Clock, Geoff Johns suggeriva tra gli eventi futuri che avrebbero atteso gli eroi DC uno scontro tra Superman, Thor e un “Golia Verde”, mentre la recente ristampa in omnibus di Marvel Vs Dc e delle storie dell’universo condiviso Amalgam hanno inaugurato una nuova collaborazione tra i due storici competitor in quella che si annuncia come una nuova ondata di crossover tra i rispettivi personaggi.

L’onore di aprire le danze è toccato a Deadpool (per Marvel) e a Batman (per DC), con un albo di “andata” prodotto dalla Case delle Idee e uno di “ritorno” confezionato dalla Distinta Concorrenza. Se non sorprende la scelta di Batman in casa DC, probabilmente il personaggio più popolare del settore, il sorpasso di Deadpool su compagni di scuderia Marvel più classici ci racconta della rimodulazione delle gerarchie avvenuta in un ventennio in cui i cinecomic hanno lasciato una forte impronta sull’immaginario popolare – e quelli con protagonista il Mercenario Chiacchierone, soprattutto l’ultimo condiviso con Wolverine, sono sicuramente tra questi.
Deadpool/Batman è finalmente uscito anche in Italia per Panini Comics (Batman/Deadpool è appena uscito in USA mentre scriviamo, ndr.), e nonostante la sua importanza storica di primo crossover Marvel/DC prodotto dopo vent’anni di attesa l’albo suscita una domanda che non può restare inevasa: insomma, com’è questo Deadpool/Batman?

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Si tratta di una lettura divertente, giocata principalmente sulla contrapposizione tra la loquacità irriverente e non di rado irritante di Wade Wilson e l’abituale umore cupo del ben più taciturno Batman. Se la scelta dell’artista, il “figliol prodigo” in Marvel Greg Capullo è quasi scontata, sorprende invece la scelta di affidare l’evento alla penna di uno Zeb Wells che è stato l’autore di un recente ciclo di Amazing Spider-Man accolto tutt’altro che bene, salvo poi rifarsi come sceneggiatore del già citato Deadpool/Wolverine.
La storia si apre con Deadpool che irrompe nella Wayne Manor, citando l’iconica scena di Batman Anno Uno, dichiarando ad un contrariato più che allarmato Bruce Wayne di essere alla ricerca di Batman, e di aver accettato denaro da un misterioso committente per la sua cattura. È una scena che serve a Wells per dare il via all’azione e per far sciorinare a Wade qualche battuta, ma che sul piano narrativo non ha molto senso. L’azione si sposta poi sul tetto del Gotham City Police Department: il commissario Gordon ha acceso il bat-segnale per contattare Batman ed avvertirlo che il Joker ha rubato dei componenti chimici con i quali progetta di avvelenare la città, ma viene sorpreso dall’apparizione di Deadpool che viene affrontato, e sconfitto da Batman. Cosa possibile solamente perché, a suo dire, non ha voluto estrarre le sue pistole sapendo che il Cavaliere Oscuro ha un pessimo rapporto con le armi da fuoco e ha preferito evitare di turbarlo. Si tratta dell’unica battuta che ci ha strappato un sorriso e, insieme ad una inevitabile citazione di Robin che rimanda al famigerato Seduction of the Innocent del Dr. Wertham, uno dei pochi casi in cui Wells si avventura in territori “meta” pur avendo a disposizione il personaggio “meta” per eccellenza.

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Come da copione, lo scontro iniziale è il viatico per un’alleanza tra Batman e Deadpool che riserverà sorprese solo a chi non ha dimestichezze con questo tipo di avventura. Se è vero che tutti i team-up presentano dei passaggi narrativi ai quali non ci si può sottrarre, bisogna dire che tutti gli sviluppi e gli snodi di questa storia sarebbero ampiamente prevedibili anche da un lettore non particolarmente smaliziato. Giravolte, doppi e tripli giochi “telefonati” in una storia godibile, ma che non brilla particolarmente per originalità, ambizione e consapevolezza di rappresentare un evento atteso per più di venti anni. Spicca sicuramente più della sceneggiatura il comparto grafico, affidato ad una superstar della matita come Greg Capullo. Capullo è un artista solido, da più di trent’anni uno dei migliori disegnatori di comic-book su piazza, e anche per Deadpool/Batman consegna tavole all’altezza della sua fama, nonostante la pochezza della sceneggiatura non gli consenta di sbizzarrirsi in grandi scene d’azione, a parte la già citata scena sul tetto e lo sbrigativo finale. È un Capullo più pop, questo ritornato in Marvel dopo tanti anni, meno dark rispetto all’artista che nel frattempo ha realizzato lunghissimi cicli di Spawn e Batman. Su quest’ultimo, in particolare, aveva funzionato molto bene la collaborazione con l’inchiostratore Jonathan Glapion e il colorista FCO Plascencia. Non è invece altrettanto felice il connubio con le chine del veterano Tim Townsend, che non arricchiscono il tratto di Capullo come sapevano fare quelle di Glapion, e con i colori troppo invasivi di Alex Sinclair che appiattiscono il risultato finale.

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Come anticipato, l’albo contiene alcune “back-up story”, più o meno riuscite.
In La pistola e la spada Chip Zdarsky e Terry & Rachel Dodson ci mostrano una linea temporale in cui Capitan America e Wonder Woman sono amici e fonte di ispirazione reciproca fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Zdarsky propone spunti interessanti come la condivisione a patrimonio comune dei personaggi Marvel e DC di eventi che hanno fatto la storia dei due universi, da Crisis on Infinite Earths a Civil War; lo stile plastico dei coniugi Dodson ci regala come d’abitudine tavole di pregevole fattura anche se non sufficientemente curate nelle scene corali, dove alcuni personaggi sullo sfondo sono appena abbozzati (di George Pérez non ne nascono evidentemente più).

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Simpatica e dedicata ad un pubblico giovane la partita di pallavolo tra i ghiacci tra Krypto il Super-cane e lo squalo Jeff (di Kelly Thompson e Gurihiru), a cui segue la storia a nostro avviso più interessante del lotto. In Il Rosso e il Verde Kevin Smith ritorna ai due personaggi che ha contribuito a salvare dall’oblio tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, ovvero Daredevil e Green Arrow, e li fa incontrare in una riuscitissima short story dai toni urban in cui affrontano i ninja della Mano e della Lega degli Assassini. Il tutto con toni scanzonati da buddy movie e la nascita di un amicizia da celebrare con un buon bicchiere. A corredare il tutto, una prova eccellente di Adam Kubert che firma le sue migliori tavole da parecchi anni a questa parte.

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Se due pagine sono troppo poche per apprezzare l’ingresso di Rocket Raccoon nel Corpo delle Lanterne Verdi ad opera di Al Ewing e Dike Ruan, ci crea un po' di disagio dover parlare del contributo del leggendario Frank Miller a quest’albo. Chi scrive è un grande ammiratore di Miller e lo ritiene un monumento del fumetto americano, ma probabilmente siamo arrivati ad un punto (basti pensare alle sue ultime, controverse, cover) in cui i suoi nuovi lavori sottraggono alla sua leggenda più di quanto aggiungono. In Resa dei conti si affrontano sostanzialmente due caricature, quella di Batman versione Cavaliere Oscuro e di Vecchio Logan, in una breve storia della trama inconsistente che si sviluppa su tre tavole con tratto grezzo ad approssimativo.

La prima apparizione (a firma di Ryan North e Ryan Stegman) di Logo, mash-up tra Lobo e Wolverine che sembra annunciare il ritorno dei personaggi Amalgam, chiude un albo sulla cui qualità disomogenea si può comunque chiudere un occhio. Per la sua importanza storica, con il ritorno in pompa magna dei crossover tra Marvel e DC dopo tanti anni, e per la sua capacità simbolica di rappresentare su carta quella grande fabbrica dei sogni che è l’industria del fumetto dei supereroi americani.

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I crossover Marvel e DC fra Batman e Deadpool arriveranno in Italia a novembre

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Dopo l'annuncio da parte di Marvel e DC Comics, Panini Comics ha annunciato che pubblicherà gli attesissimi crossover Deadpool/Batman e Batman/Deadpool a breve distanza dall'uscita americana. Trovate di seguito tutti i dettagli diffusi dall'editore.  

"Il Gruppo Panini pubblicherà le versioni internazionali dei crossover Marvel/DC e DC/Marvel con protagonisti Deadpool e Batman

A breve distanza dalle loro date di pubblicazioni nordamericane, Deadpool/Batman e Batman/Deadpool saranno tradotti e pubblicati dal Gruppo Panini in Italia, Argentina, Austria, Brasile, Chile, Colombia, Messico, Perù, Spagna e Svizzera.

I due nuovi crossover a fumetti realizzati dalle case editrici di punta americane DC e Marvel stanno per arrivare in grande stile e i due attesi fumetti one-shot saranno tradotti e pubblicati dal Gruppo Panini in Italia, Argentina, Austria, Brasile, Chile, Colombia, Messico, Perù, Spagna e Svizzera, a brevissima distanza dalle loro date di pubblicazione nordamericane.

Il primo albo crossover che uscirà è DEADPOOL/BATMAN, pubblicato in USA da Marvel, e presenta ai testi della storia principale Zeb Wells (The Amazing Spider-Man) e ai disegni Greg Capullo (Wolverine: Revenge, Batman). Nella storia principale, Wade Wilson raggiungerà Gotham City per un lavoro su commissione, ma per completarlo, dovrà incrociare la sua strada con quella del protettore della città… Batman!

L’albo Deadpool/Batman, composto da 64 pagine in totale, conterrà anche diversi team-up tra eroi Marvel e DC, come Daredevil/Freccia Verde, di Kevin Smith (l’amatissimo regista di Clerks, nonché prolifico scrittore di comics) e Adam Kubert, o Capitan America/Wonder Woman di Chip Zdarsky e Terry Dodson, ma anche Jeff lo Squalo di terra/Krypto di Kelly Thompson e Gurihiru, Rocket Racoon/Lanterna Verde di Al Ewing e Dike Ruan e, soprattutto, Vecchio Logan/Batman Cavaliere Oscuro, del leggendario Frank Miller, che per l’occasione torna a scrivere e disegnare.

Il secondo albo crossover che uscirà è BATMAN/DEADPOOL, pubblicato da DC e la cui storia principale è realizzata da due autori leggendari: Grant Morrison (Batman, The Invisibles) e Dan Mora (Justice League Unlimited, World’s Finest). In questo fumetto non saranno solo i due supereroi a scontrarsi, ma anche e soprattutto due filosofie di fumetto, due archetipi: oscurità contro caos, trauma contro comicità, in un crescendo di situazioni che rompono i confini della realtà… e della quarta parete.

A completare l’albo DC Batman/Deadpool anche una serie di storie aggiuntive, inclusa una scritta a sei mani da Scott Snyder, James Tynion IV e Joshua Williamson e disegnata da Hayden Sherman con protagonisti John Constantine e Doctor Strange, una di Tom Taylor e Bruno Redondo con Nightwing e Wolverine, un’altra di Mariko Tamaki e Amanda Conner con Harley Quinn e Hulk e, per concludere una storia breve di G. Willow Wilson e Denys Cowan con protagonisti Static e Ms. Marvel.

In Italia, Deadpool/Batman sarà disponibile in anteprima a Lucca Comics & Games 2025 presso lo stand Panini Comics e, a partire dal 6 novembre, anche in edicola, fumetteria e su panini.it. Batman/Deadpool debutterà, invece a fine novembre in occasione della Milan Games Week & Cartoomics. Ad accompagnare la versione regular dei due albi anche numerose copertine variant celebrative."

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Nuovi team-up nelle backup stories di Deadpool/Batman

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Come vi avevamo già riportato, dopo oltre vent’anni di attesa, Marvel e DC Comics tornano a collaborare con Marvel/DC: Deadpool/Batman #1, un albo speciale che debutterà il prossimo 17 settembre 2025. La storia principale vedrà protagonisti Deadpool e Batman, scritta da Zeb Wells e disegnata da Greg Capullo.

Il progetto non si limiterà a questo incontro: l’albo includerà anche storie brevi che metteranno insieme altri eroi dei due universi. Tra queste:

- Daredevil e Green Arrow, con testi di Kevin Smith e disegni di Adam Kubert

- Capitan America e Wonder Woman
, scritti da Chip Zdarsky con disegni di Terry Dodson

- Jeff the Land Shark e Krypto
, a cura di Kelly Thompson e Gurihiru

Per l’occasione, verranno pubblicate anche variant cover dedicate a ciascuna delle storie, tra cui quelle firmate da Marco Checchetto e Gurihiru, oltre a una copertina panoramica realizzata da Greg Capullo.

"È stato un progetto divertente da realizzare, pieno di connessioni inaspettate tra i due universi," ha dichiarato l'editor Mark Basso, anticipando che ci saranno ulteriori sorprese in arrivo.

Gli autori coinvolti hanno espresso grande entusiasmo. Chip Zdarsky ha descritto la sua storia come un’opportunità per esplorare l’incontro tra due simboli di forza e pace come Captain America e Wonder Woman. Kelly Thompson ha definito il team-up tra Jeff e Krypto "un vero onore" e "una di quelle occasioni che rendono questo lavoro speciale." 

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