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Comic(US) Book #7: Un mondo sotto destino, Ultimate Spider-Man: Incursion, Star Wars: l’Alta Repubblica...

  • Pubblicato in Focus

Sono diverse le novità che abbiamo preso in considerazione in questa nuova puntata. Innanzitutto, l’esordio di Joe Kelly e Pepe Larraz (presto affiancato da John Romita Jr.) su Amazing Spider-Man. Quindi, l’arrivo del crossover Un mondo sotto Destino e delle scorribande di Miles Morales nel nuovo Universo Ultimate. Infine, la prima volta in questa rubrica per una serie dedicata a Star Wars.

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Amazing Spider-Man 2 (875)
Spider-Man – Punto e a capo parte 2 e 3
Una boccata d’aria fresca. Ecco la sensazione che si prova leggendo l’inizio del ciclo di Joe Kelly su Amazing Spider-Man. Forse è solo la conseguenza di troppi anni di storie mediocri, per non dire pessime (quando non del tutto insensate, vedi alla voce Ragno-Goblin), ma lo scrittore statunitense sembra essere entrato subito in sintonia con il Tessiragnatele e il suo mondo, nonostante la difficoltà di dover gestire gli sconsiderati cambiamenti introdotti dai suoi predecessori (vedi alla voce Norman Osborn diventato buono). Le trame finora ci hanno mostrato un mix ben bilanciato di mistero, avventura e umorismo, oltre a una forte voglia di tornare ad ambientazioni più classiche, con avversari storici, che non si vedevano da tempo sulle pagine della testata.
È sicuramente ancora presto per tirare le somme del nuovo corso, ma il cambio di passo è indiscutibile.
Entrambi gli episodi di questo numero sono disegnati da un Pepe Larraz più in forma che mai. Le sue anatomie morbide e l’estremo dinamismo delle tavole contribuiscono in maniera decisiva a innalzare la qualità della serie.
Voto: 7,5

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Marvel miniserie 287-288
Un mondo sotto Destino 1 e 2
Dopo tutti i commenti negativi che abbiamo fatto sulla gestione di Ryan North dei Fantastici Quattro, non è difficile immaginare lo sconcerto con cui abbiamo accolto la notizia che ci sarebbe stato lui al timone del nuovo maxi-evento Marvel. Dobbiamo, però, riconoscere che i primi due capitoli di Un mondo sotto Destino non sono il disastro che avevamo preventivato. Certo, lo sceneggiatore canadese non rinuncia a fesserie come il Destino t-rex (da lui stesso introdotto in una storia del Quartetto, che definire imbarazzante è poco) ma, quantomeno, evita di infarcire la trama con il suo consueto umorismo dozzinale e scenette prive di spessore. Che poi il tono più grave dettato dal dominio assoluto di Victor Von Doom sul pianeta garantisca dei testi di alto livello è un altro discorso. L’impegno c’è e il risultato migliore North lo ottiene nella seconda parte, quando esplora l’ambiguo rapporto tra il sovrano di Latveria e Valeria Richards, tuttavia, siamo ancora lontani da una saga che possa considerarsi degna di essere tramandata ai posteri.
Molto buoni i disegni di R.B. Silva – ottimamente supportati dai bei colori di David Curiel – che ci sembra tornato ai fasti di Powers of X.
Voto: 6,5

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Fantastici Quattro 31 (465)
Fantastici Quattro – Dream Team
Aspettarsi che Ryan North ci conceda due storie accettabili nello stesso mese è, ovviamente, una pia illusione. L’inizio di Un mondo sotto Destino avrebbe dovuto spingerlo ad adottare un nuovo registro per le vicende di Mr. Fantastic e soci. E, invece, nulla. Ennesimo episodio in cui tutto si riduce a pure dinamiche famigliari, a dispetto di un racconto che, lodevolmente, è ancora una volta all’insegna della tolleranza verso le minoranze (qui rappresentate dai vampiri) e a una - tutto sommato - incisiva critica del populismo senza limiti di cui sono diventate preda le istituzioni occidentali negli ultimi anni.
Il cliffhanger nel finale del secondo capitolo della miniserie, però, sembrerebbe aprire le porte a sviluppi immediati per Ben Grimm decisamente più interessanti. Attendiamo speranzosi.
Disegni di Cory Smith che passano dal discreto allo scadente anche nella stessa pagina.
Voto: 5,5

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Iron Man 8 (143)
Iron Man – Il ribelle Iron Man parte due: accetta il tuo destino
Altro tie-in di Un mondo sotto Destino, ma di caratura ben diversa. Oltretutto, apprendiamo dalle note, che questa avrebbe dovuto essere la prima saga scritta da Spencer Ackerman, in seguito posticipata a causa dei ritardi accumulati dalla miniserie di North e Silva. Una notizia che, in sostanza, sembra debba considerarsi una sorta di giustificazione per le semplificazioni e i passaggi a vuoto riscontrati nei numeri precedenti (probabilmente concepiti e realizzati con un minor tempo a disposizione). Il clima che si respira è, effettivamente, piuttosto differente, il messaggio politico è molto più efficace e il supereroismo appare con maggiore evidenza un semplice mezzo per raccontare qualcosa di diverso. Il Tony Stark risoluto e pronto a tutto che compare in queste pagine è di un’ambiguità inattesa (sebbene votata alla sconfitta del Dottor Destino) e un chiaro tentativo di provare a spiegare alcune scelte molto discutibili della geopolitica statunitense, ancora dibattute dagli esperti di relazioni internazionali.
Peccato che, come già detto più volte, Julius Ohta, pur con qualche miglioramento rispetto ai primi episodi, non sia un disegnatore in grado di dare risalto a una narrazione di tale livello.
Voto: 7
P.S.: la Marvel in un panel presso il New York Comic Con ha appena annunciato il rilancio di Iron Man con nuovi autori. Ci spiace sinceramente per Ackerman, ma forse era una run già programmata in questo modo. Ci piacerebbe, tuttavia, che lo scrittore americano venisse presto coinvolto in altri progetti.

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Gli incredibili X-Men 11 (429)
X-Men – Gemella e X-Men
Dato che abbiamo menzionato il New York Comic Con, dalla kermesse della Grande Mela giunge anche la notizia che il prossimo disegnatore di questa collana sarà Tony S. Daniel, il quale, tuttavia – vista la periodicità quindicinale della testata - probabilmente si alternerà con un altro artista. Ryan Stegman sembra ormai volersi dedicare solo alle copertine, pertanto, speriamo almeno nella conferma di Netho Diaz, che, dopo un inizio un po’ incerto, ha mostrato di saper interpretare in maniera efficace i soggetti di Jed MacKay. Riguardo quest’ultimo, però, dobbiamo registrare un progressivo scivolamento verso un clima più scanzonato e fracassone, con una minore attenzione per la psicologia dei personaggi. Che si tratti di una normale pausa creativa, per concentrare gli sforzi sull’imminente Age of Revelation e sulla successiva fase delle vicende mutanti denominata Shadows of Tomorrow? Staremo a vedere.
Voto: 6
Incredibili X-Men – L’Arteria Nera, seconda parte: una mente infettiva
L’approccio di Gail Simone per la serie degli “X-Men della Louisiana” continua a piacerci un sacco. L’azione mischiata a un intimismo poco invasivo, ci pare una combinazione perfetta. Soprattutto quando, come in questa nuova minisaga, la storia viene contaminata con riflessioni sullo scomodo passato degli Stati Uniti. Ciononostante, bisogna dire che i nuovi giovani mutanti introdotti dalla scrittrice mancano un po’ di appeal e, tolti Rogue e Gambit, indiscussi protagonisti della testata, i teorici personaggi cardine del team (Wolverine incluso!), latitano inspiegabilmente.
Sempre piacevoli i disegni di David Marquez. Lo stile manga con cui ritrae i volti di alcuni character non penalizza assolutamente l’atmosfera suggestiva che traspira dalle sue tavole.
Voto: 7

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Ultimate Spider-Man 19
Spider-Man - Diciannove
Dopo aver sensibilmente alzato il ritmo, qualche episodio fa, Jonathan Hickman sembra ormai deciso a procedere verso Ultimate Endgame senza concedersi un attimo di pausa. Questo mese vediamo l’esordio della versione Ultimate di Emma Frost e, soprattutto, di Venom (anche se, secondo noi, il “look” di quest’ultimo somiglia un po’ troppo – e senza motivazioni credibili – a quello del personaggio classico). In più, la vicenda resta molto appassionante e dà costantemente l’impressione di riservare ulteriori sorprese.
Marco Checchetto, poi, “rischia” seriamente di essere ricordato come uno dei migliori ragno-artisti degli ultimi dieci anni.
Voto: 7

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Ultimates 14
Ultimates - Quattordici
Con un attento lavoro di world building (superiore perfino a quello di Hickman su Ultimate Spider-Man), tenacemente e ininterrottamente portato avanti in tutti i numeri, Deniz Camp ha trasformato la testata degli Ultimates in quella realmente imprescindibile per gli eventi di Terra 6160. Senza dimenticare il sottotesto politico, le trame nascoste, i misteri irrisolti e una caratterizzazione dei personaggi talmente matura, da indurci ogni mese a contare i giorni in attesa del nuovo episodio.
Ci viene anche il dubbio che la Marvel non abbia veramente capito con che autore avesse a che fare (cosa che non ci sorprenderebbe affatto, visto il basso livello degli editor attuali), altrimenti non avrebbe affidato i disegni a Juan Frigeri. Artista volenteroso, ma ancora acerbo per una serie di così alto valore.
Voto: 7,5

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Ultimate Spider-Man: Incursion 1-2
Ecco quella che si dice una mera operazione commerciale, assolutamente inutile all’economia dell’Universo Ultimate. Miles Morales viene catapultato su Terra 6160 assieme alla sorellina Billie e, nel tentativo di ritrovarla, vive varie vicissitudini, da un capo all’altro del pianeta. L’esilissima trama è stata studiata per permettere al giovane Spider-Man nato nel precedente Universo Ultimate di fare la conoscenza degli eroi di quello nuovo. I testi sono di Cody Ziglar e di uno svogliatissimo Deniz Camp, la cui scrittura pluristrutturata si intravede solo in pochissimi passaggi.
Anche a Jonas Scharf abbiamo visto fare di meglio. Alcune vignette sembrano proprio tirate via, senza preoccuparsi dell’inconsistenza degli sfondi, delle anatomie sbagliate e dei volti inespressivi.
Lasciatelo tranquillamente sugli scaffali delle vostre fumetterie. Non ne sentirete la mancanza.
Voto: 5

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Batman 118
Batman – Città morente: finale
Ed eccoci arrivati all’atto conclusivo del ciclo di Chip Zdarsky su Batman. Vari momenti della sua gestione hanno fatto storcere il naso ai seguaci più oltranzisti del Cavaliere Oscuro e, detto onestamente, anche noi abbiamo accolto con qualche riserva alcune decisioni che hanno scosso lo status quo del personaggio, ma l’ultimo arco narrativo ci ha definitivamente riconciliati con l’autore canadese. Il meglio lo si è visto nei capitoli precedenti, benché questo episodio finale riesca comunque a regalarci diversi passaggi degni di nota. Su tutti, l’intenso faccia a faccia tra Batman e Jim Gordon, in grado di far emergere in maniera molto verosimile le debolezze di entrambi.
Jorge Jiménez viene aiutato ai pennelli da Tony S. Daniel e l’amalgama funziona a meraviglia.
Voto: 7

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Justice League Unlimited 5
Justice League (senza titolo)
Mark Waid ha improvvisamente deciso di scoprire le carte, rivelando ai lettori che il fine ultimo di questa serie è quello di permettergli di esibire la sua enciclopedica conoscenza dell’Universo DC, ripescandone anfratti finiti da tempo nel limbo o character semidimenticati. Il divertimento dell’autore americano è talmente evidente, da risultare chiaramente percepibile. E sebbene la pretestuosità con cui Waid riesce a coinvolgere nella vicenda una miriade di personaggi sfiora, a tratti, il parossismo, la solidità della trama fa passare tutto in secondo piano. Questo è il vero punto di forza della collana, che - non ci stanchiamo di dirlo - non poteva trovare un artista migliore di Dan Mora per prendere forma.
Voto: 7,5

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Absolute Wonder Woman 5
Wonder Woman – L’ultima amazzone parte 5 di 5
Ormai facciamo fatica a trovare gli aggettivi per descrivere la bellezza di questa serie, che con il quinto numero giunge alla fine del suo primo arco narrativo. Kelly Thompson è forse l’autrice che meglio ha saputo interpretare questa rivisitazione in chiave oscura degli eroi di casa DC. Un merito ancora più grande se si considera l’ottimo lavoro fatto fin qui da Scott Snyder e Jason Aaron con le versioni absolute di Batman e Superman. La Diana che ammiriamo nelle splendide tavole di Hayden Sherman – del quale ci piace di nuovo magnificare la potenza visiva e l’ammaliante mutevolezza con cui le vignette vengono incastonate nelle pagine - riesce a far coesistere nobiltà e modestia, coraggio e paura, sacrificio e salvezza. Più umanità che divinità, quindi, in un racconto epico che nessun vero appassionato di fumetti può permettersi di ignorare.
Voto: 8

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Star Wars: l’Alta Repubblica 1 (48)
La paura dei Jedi, capitolo 1: un pianeta di paura
Evidentemente i fan di Star Wars in Italia sono davvero parecchi, altrimenti non si spiegherebbe come faccia una testata di questo tipo a essere ancora viva e vegeta, non potendo neppure vantare nelle sue pagine la presenza dei personaggi più famosi della saga. Per non parlare degli autori, nessuno dei quali può essere ritenuto una celebrità del comicdom americano. È vero che ai testi ritorna il bravo Cavan Scott, uno degli “architetti” dell’Alta Repubblica (il periodo che precede la caduta dei Jedi raccontata da George Lucas da La minaccia fantasma in poi, di cui fa parte anche la serie TV The Acolyte) e scrittore specializzato nella realizzazione di spin-off di vari franchise (oltre a Star Wars, Doctor Who su tutti), ma la sua fama è, appunto, circoscritta a coloro che si emozionano solo di fronte allo sfrigolio di una spada laser. Non si può negare, però, che i suoi personaggi siano ben caratterizzati e che il racconto proceda in maniera scorrevole e abbastanza coinvolgente. Meno esaltanti i disegni un po’ impersonali dell’italiana Marika Cresta.
Voto: 6,5

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Comic(US) Book #6: il punto dei mensili Marvel e DC... prima delle ferie!

  • Pubblicato in Focus

Puntata extralarge, in vista della pausa estiva, dove cercheremo di tirare le fila di quante più testate possibile. L’unica nuova uscita è l’antologico Justice League Unlimited Presenta, che speriamo ottenga il successo necessario a far tornare al formato comic book tante serie, ora pubblicate direttamente in volume.

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Timeslide
Torna il consueto albo annuale, attraverso il quale la Marvel anticipa le saghe che ci aspettano nell’immediato futuro. La storia, piuttosto scialba e inevitabilmente pretestuosa, è opera di Steve Foxe, autore dell’infima miniserie dedicata a Chasm, di qualche mese fa, che non riesce a infondere il minimo spessore neppure a due personaggi carismatici come Cable e Alfiere, i protagonisti della vicenda.
Purtroppo, i disegni di Ivan Fiorelli, dello stesso tenore della sceneggiatura, non contribuiscono a innalzare il livello dell’albo.
Se non siete dei completisti hardcore, potete tranquillamente farne a meno.
Voto: 5

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Iron Man 5 (140)
Iron Man – La macchina dell’ordine parte due: distruggi le macchine
Inutile perdere tempo a scrivere dell’insipida avventura in solitaria di Riri Williams (tratta dall’albo one shot Ironheart: Bad Chemistry), che occupa per intero il sesto numero di questa collana, per recuperare il finale della seconda minisaga scritta da Spencer Ackerman per il titolare della serie (episodio in cui, comunque, Ironheart affianca il protagonista). Lo sceneggiatore americano continua a miscelare abilmente l’azione pura con denunce più o meno scoperte di fatti allarmanti che hanno interessato gli Stati Uniti nel recente passato (argomenti trattati anche nei suoi articoli per The Guardian). Il ritmo è buono, così come la caratterizzazione dei personaggi, sebbene, a volte, alcuni passaggi tendano un po’ troppo al vuoto impatto scenico.
Sfortunatamente, segnaliamo che dal punto di vista grafico si arriva a malapena al minimo sindacale. Se già Julius Ohta non ci era sembrato all’altezza del suo compito, il suo momentaneo sostituto Javier Pina pare ancora più inadeguato (soprattutto nel disegnare i volti dei personaggi, costantemente inespressivi).
Voto: 6,5

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Fantastici Quattro 29 (463)
Fantastici Quattro – In ogni modo, forma o aspetto
Avevamo promesso che non avremmo più parlato dei Fantastici Quattro fino all’arrivo del crossover Un mondo sotto Destino, ma proprio non ce l’abbiamo fatta. Ryan North continua imperterrito con il suo “slice of life” supereroistico, affossando definitivamente il sense of wonder che aveva caratterizzato la testata anche nei suoi momenti più bui. Nell’episodio di questo numero, ci “delizia” con una banalissima metafora sull’accettazione della propria diversità, che vede protagonista – con sconcertante prevedibilità - la figlia adottiva skrull di Ben Grimm e Alicia Masters, in cui ha persino l’impudenza di ridicolizzare un character storico come l’Uomo Talpa.
Se poi aggiungiamo pure i disegni raccapriccianti di Steven Cummings, davvero non riusciamo a comprendere come abbia fatto una serie del genere a finire tra i candidati al premio Eisner di quest’anno per la miglior collana regolare (premio, poi, fortunatamente andato a Santos Sisters della Floating World).
Voto: 4,5

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L’incredibile Hulk 23 (126)
Hulk – Lupi del vecchio mondo parte 2
Come già riferito in alcune puntate di questa rubrica, un’altra serie ormai completamente fuori controllo è quella di Hulk e, dall’ultima volta che ne abbiamo scritto, le cose sono persino peggiorate. Se almeno nei primi capitoli della lunghissima saga horror, con cui Phillip Kennedy Johnson sta caratterizzando il suo ciclo, la storia della Primogenita poteva forse aver destato un parziale interesse nei lettori, gli ultimi episodi contengono solo un’accozzaglia di combattimenti sconclusionati, mostri risibili e colpi di scena senza senso.
Per di più, Nic Klein lascia spesso e volentieri – come in questo numero - l’incombenza dei disegni al pessimo (e siamo stati buoni!) Danny Earls. Quindi la domanda sorge spontanea: ma come fanno i vertici della Marvel a rimanere indifferenti di fronte a un simile scempio?
Voto: 4

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Capitan America 16 (183)
Capitan America – Finire all’inizio
Arriva a conclusione il ciclo di J. Michael Straczynski sulla testata di Capitan America. Una gestione cominciata molto bene, in cui pareva che lo sceneggiatore americano volesse mostrarci come lo spirito patriottico, lo sprezzo del pericolo, la determinazione e il senso di giustizia di Steve Rogers fossero già presenti nel gracile ragazzo cresciuto nella Brooklyn del Proibizionismo e della Grande Depressione, prima di assumere il siero del supersoldato. Un tema affrontato anche da altri autori, ma mai esplorato fino in fondo. Poi, però, la vicenda ha preso un’inaspettata svolta mistica, con il risultato di vedere il Vendicatore a Stelle e Strisce diventare l’improbabile pedina di un conflitto metafisico tra le incarnazioni della vita e della morte. Solo uno scrittore abile come Straczynski poteva rendere stimolante una storia del genere, tuttavia, confessiamo che la saga nel suo complesso ci ha lasciati un po’ straniti. Prima di congedarsi, l’autore statunitense decide di aggiungere un tassello al suo famoso ciclo di Thor, quando Asgard si trovava nei pressi di Broxton, in Oklahoma. La cittadina era andata distrutta durante la run del Dio del Tuono scritta da Donny Cates e Straczynski torna sul luogo del delitto per tentare di risolvere in meglio quel drammatico evento. La vicenda – tutto sommato piacevole, benché abbastanza scontata - vede coinvolto, oltre a Cap e Thor, anche Spider-Man, che, però, viene caratterizzato con una personalità a dir poco irritante, troppo simile a quella della sua attuale controparte cinematografica (che su grande schermo ha una sua logica e funziona benissimo, su carta assolutamente no) e, soprattutto, lontanissima dal personaggio sfaccettato e complesso che il creatore di Babylon 5 ha portato avanti con successo per anni.
Buoni i disegni di Carlos Magno, che pur se un po’ statici, mostrano un’eleganza che è ormai quasi una chimera sugli albi della Marvel.
Voto: 6,5

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Gli Avengers 23 (185)
West Coast Avengers – Il Vangelo di Ultron parte uno
Inizia su questo numero la nuova collana dei West Coast Avengers, in modo da permettere alla testata principale degli Eroi più potenti della Terra di allinearsi con il già menzionato crossover Un mondo sotto Destino. Il nome di Gerry Duggan negli ultimi anni è stato associato a cicli non proprio memorabili di personaggi importanti come Iron Man e gli X-Men, quindi, vederlo in veste di sceneggiatore di questa serie, non ci ha certo fatto fare i salti di gioia, soprattutto considerando che nel team è stato addirittura inserito un nemico spietato degli Avengers come Ultron, apparentemente deciso a redimersi. Tuttavia, la trama è meno superficiale del previsto e anche per quanto riguarda il robot assassino creato da Hank Pym, le cose potrebbero non essere come sembrano.
Ciò che, invece, abbiamo trovato veramente di basso livello sono i disegni di Danny Kim, assolutamente incapace di ritrarre Tony Stark (ma pure gli altri personaggi non se la passano molto meglio) in maniera accettabile.
Voto: 6

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L’immortale Thor 20 (310)
Thor – Storie di Asgard
Storia di passaggio, in cui il Dio del Tuono non compare praticamente mai, in attesa della saga che porterà alla già annunciata morte del protagonista, dove i personaggi principali sono vari comprimari della collana - a partire da Magni, il figlio di un Thor malvagio di un’altra dimensione e dell’Incantatrice, che è stato recentemente aggiunto al cast – i quali ci conducono in un breve viaggio alla scoperta di Asgard e dei suoi luoghi meno conosciuti. Al Ewing sembra aver trovato la quadra della serie, ma appare comunque non completamente a suo agio con l’epica dei miti norreni, preferendo coinvolgere Thor in vicende più “terrene”, come vittima degli intrighi del redivivo Dario Agger.
Impossibile dare un giudizio della parte grafica, perché l’episodio è stato realizzato da ben diciannove artisti diversi, i cui tratti differiscono sensibilmente l’uno dall’altro
Voto: 6

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Amazing Spider-Man 71 (871)
Gli spettacolari Spider-Men – Strano amore capitolo 5: il culto degli eroi e capitolo 6: salvarsi la vita
Per fortuna presto arriveranno Joe Kelly e la coppia Pepe Larraz/John Romita Jr., perché l’insulsaggine delle storie di Spider-Man cominciava davvero a stancarci. Del pessimo ciclo di Zeb Wells abbiamo già detto, ma finora avevamo volutamente evitato di parlare di questa orrenda maxiserie, che vede riuniti i due Spider-Men di Terra 616. Va bene che il target dichiarato è il pubblico young adult, però, evidentemente, ai piani alti della Marvel pensano che agli adolescenti americani interessino solo storielline superficiali, popolate da personaggi ridicoli, che sembrano usciti da un teen drama di serie Z. Greg Weisman farà veramente fatica a convincerci di essere uno scrittore di valore dopo questo obbrobrio.
Voto: 3

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Il nuovissimo Venom 4 (98)
Venom – Chi è il nuovo ospite? Parte 4
Se su Thor Al Ewing pare aver parzialmente recuperato la bussola, su Venom, invece, dà l’impressione di averla persa definitivamente. Infantilismi a tutto spiano (quindi non poteva mancare il coinvolgimento di M.O.D.O.K., ormai diventato il villain più ridicolo della Marvel), protagonisti ridotti a caricature, espedienti narrativi forzatissimi per giustificare l’inutile attesa per rivelare il nuovo ospite del simbionte… dobbiamo proseguire oltre?
Non possiamo dire di meglio dei disegni di Carlos Gómez, i quali, tolte poche vignette che, effettivamente, offrono un livello di dinamismo accettabile, sono perlopiù piatti e inespressivi. Per fortuna, almeno le copertine di Adam Kubert non scendono mai di qualità.
Voto: 4,5

MDEMK164ISBN 0
Daredevil 19 (164)
Daredevil – Riti di introduzione parte 17
Sarebbe bene che la Marvel cominciasse a fare una seria riflessione su Saladin Ahmed. Non discutiamo le sue capacità di scrittore, ma è evidente che quando viene messo a lavorare su personaggi con cui non è in sintonia, si preoccupa solo di caratterizzarli secondo i più comuni stereotipi associabili ad essi, senza essere in grado di catturarne l’essenza. La serie di Daredevil è emblematica sotto questo aspetto. Dopo un colpo di scena iniziale, oggettivamente efficace, che ha visto Matt Murdock risorgere nelle vesti di un sacerdote, successivamente alla sua morte all’Inferno per salvare l’amico Foggy Nelson, al termine del ciclo di Chip Zdarsky, la trama ha perso velocemente di appeal, prendendo direzioni narrative scontate e banali, fino ad arrivare alla svolta mistica (la quale, a quanto pare, sembra essere diventata il rifugio di ogni sceneggiatore in grave carenza di idee) degli ultimi episodi, che sta allontanando ancora di più la collana dalle sue atmosfere abituali. Per fortuna, almeno Aaron Kuder, pur senza raggiungere picchi artistici eclatanti, si sottrae a questa fiera della mediocrità. Ma se servisse una prova ulteriore dell’assenza di una reale supervisione redazionale, basti citare le copertine di John Romita Jr., le quali, spesso, non hanno alcuna attinenza con quello che succede all’interno dell’albo
Voto: 5

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Wolverine 7 (462)
Wolverine – Storia antica
Ancora peggio è il trattamento che Ahmed sta riservando a Wolverine. Dopo aver trasformato il Mutante Artigliato in una balia del nuovo Wendigo (la cui maledizione pare ormai più una farsa che una tragedia), ha fatto in modo che venisse preso di mira da un’assurdità come l’adamantino (una sorta di metallo vivente che ce l’ha con ogni essere umano che possiede parti del corpo in adamantio), per poi far ricomparire Romulus, un villain che la Marvel sembrava aver convenientemente messo da parte, vista l’autentica idiozia che si era inventato Jeph Loeb per le sue origini (un umanoide che, come Wolverine e altri, discenderebbe da un lupo ancestrale, anziché dalle scimmie), in una trama sempre più scadente che, per giunta, in maniera opportunistica, è stata collocata prima degli eventi che hanno interessato i diversi gruppi mutanti negli ultimi mesi, in modo da non dover intrecciare la storyline della testata personale di Logan con crossover vari. Inoltre, se nei primi episodi avevamo parzialmente preso le difese di Martín Cóccolo, ora dobbiamo ammettere che il disegnatore uruguagio non si sta dimostrando all’altezza di un personaggio importante come Wolverine.
Voto: 4,5
Laura Kinney: Wolverine – Compagno d’armi parte 1
Per fortuna esiste un altro character che si chiama Wolverine nell’universo Marvel classico, anche se la serie a lei dedicata, non può certo definirsi un capolavoro. Anzi, Erica Schultz, per conferire alle trame un po’ di freschezza narrativa, nel tentativo di catturare l’interesse dei lettori più giovani, tende a usare troppi luoghi comuni e a far interagire i personaggi in maniera piuttosto prevedibile, arrivando addirittura a snaturarli parzialmente. È successo con Daredevil/Elektra nei numeri precedenti e si ripete con Rivoluzione (il nuovo alter ego in costume di Bucky Barnes) in questo. Tutto sommato, però, la vicenda raccontata scorre abbastanza piacevolmente.
I disegni di Giada Belviso, invece, sono molto altalenanti, rivelando la poca dimestichezza dell’autrice per il genere supereroistico.
Voto: 6

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Gli incredibili X-Men 9 (427)
X-Men – Lavoro e libertà
Jed MacKay chiude con un finale pieno di ritmo e di combattimenti roboanti (supportato adeguatamente dalle tavole esplosive di Netho Diaz, migliorato notevolmente rispetto ai primi numeri e, ormai, vero titolare dei disegni della serie, dato che Ryan Stegman è sempre meno presente nei credit) la minisaga che ha coinvolto anche Alpha Flight. Lo sceneggiatore americano sembra essere definitivamente entrato in sintonia con i personaggi e la sua scrittura appare più compiuta in confronto a quella messa in mostra sulla testata degli Avengers.
Voto: 7
Gli incredibili X-Men – X-Manhunt parte 1: echi di follia
Inizia qui il primo, vero, crossover delle serie mutanti nel post Krakoa (benché non proprio tutte siano state incluse) dopo l’antipasto di Assalto a Graymalkin di qualche numero fa, da cui X-Manhunt, sostanzialmente, deriva. L’ottima Gail Simone non pare patire più di tanto la messa in stand-by delle trame introdotte finora (che, comunque, un piccolo spazio per proseguire lo trovano lo stesso) per dedicarsi alla nuova storia, anche perché, di fatto, gli eventi che conducono alla fuga di Charles Xavier sono perfettamente incastrati nella narrazione.
Tuttavia, visti i toni con cui la vicenda viene portata avanti, i disegni di Javier Garrón ci sono sembrati un po’ troppo cartooneschi
Voto: 7
X-Men – X-Manhunt parte 4: dei e mostri
Avvincente quarto capitolo di X-Manhunt, con un MacKay, e soprattutto un Netho Diaz, in gran spolvero. Trama di pura azione, gratificata dall’energico storytelling dell’artista brasiliano.
Voto: 7

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Eccezionali X-Men 7 (Immortal X-Men 36)
Eccezionali X-Men – Rivelazioni
Stranamente sfiorata solo di striscio dagli avvenimenti di X-Manhunt, la serie erede di New Mutants prosegue con i suoi tormenti giovanili e la difficoltà di accettazione della propria diversità da parte di alcuni membri. Episodio un po’ sottotono, dove la solitamente brava Eve L. Ewing – tolto il colpo di scena finale, inopinatamente suggerito dalla copertina - fa andare avanti la vicenda più per inerzia, che con sviluppi realmente interessanti.
Non aiutano i disegni, francamente modesti, di Carmen Carnero, che sembravano promettere meglio nei primi numeri.
Voto: 6
NYX – X-Manhunt parte 2: Charles
Di tutt’altro spessore, invece, NYX. Jackson Lanzing e Collin Kelly, validamente affiancati da un Francesco Mortarino che pare essere riuscito a mitigare le influenze manga del suo tratto, realizzano uno dei capitoli migliori di X-Manhunt. Oltretutto, perfettamente inserito nella loro trama principale, relativa alle macchinazioni di un Mojo più inquietante che mai. Peccato che la serie chiuderà con il prossimo numero.
Voto: 7
Tempesta – X-Manhunt parte 3: Thundercloud
Esordio della testata personale di Tempesta sulle pagine di Eccezionali X-Men (dopo la pubblicazione in volume dei primi numeri), dato il suo coinvolgimento diretto in X-Manhunt. La Dea dei Venti è ora il potentissimo avatar di Eternità e il bravo sceneggiatore nigeriano Murewa Ayodele ne approfitta per renderla protagonista di combattimenti altamente scenografici, supportato in maniera esemplare dall’ottimo Luciano Vecchio, molto abile anche nei passaggi più intimisti.
Voto: 7

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X-Force 9 (60)
X-Factor – X-Manhunt parte 5: i Summers dei giorni passati
Probabilmente il capitolo più debole di X-Manhunt. Vuoi per i testi di Mark Russell, che cerca di mantenere quel misto di drammaticità e ironia, con cui ha contrassegnato la nuova serie di X-Factor, ma che mal si adatta agli eventi narrati qui. Vuoi, anche, per i disegni di Bob Quinn, che soffrono lo stesso problema, specialmente quando occorre conferire maggiore “energia” alle tavole.
Voto: 6
X-Force – X-Manhunt parte 6: il valore di Shapley
Per X-Force, invece, vale il discorso opposto. Il crossover permette alla serie di uscire dalla routine in cui era precipitata negli ultimi episodi, rendendo le vicende del gruppo decisamente più interessanti e completando la trasformazione del personaggio di Sage nel vero cardine del team.
Discreti i disegni di Marcus To.
Voto: 6,5
X-Manhunt Omega
X-Manhunt finale: I sogni finiscono
La “caccia” a Charles Xavier termina in questo corposo one shot, scritto a quattro mani da Gail Simone e da Murewa Ayodele (di cui di entrambi abbiamo già decantato le lodi) che ci regalano uno struggente addio (si fa per dire, visto che il personaggio a breve riapparirà sulla maxiserie Imperial) all’ex leader degli X-Men. Peccato per le insensate esclamazioni stile robottoni giapponesi (dei quali le scene di battaglia vogliono essere un chiaro omaggio) che, fortunatamente, non penalizzano più di tanto lo svolgersi della trama.
Un discreto finale per il crossover, in un momento in cui i grandi eventi di Marvel e DC sono spesso banali e inconcludenti.
I disegni, che, spiace dirlo, non vanno oltre l’ordinario, sono opera di ben tre autori, Gleb Melnikov, Federica Mancin e Enid Balám.
Voto: 6,5

MUUSM017 0
Ultimate Spider-Man 17
Spider-Man - Diciassette
Dopo qualche episodio introspettivo e maggiormente incentrato a definire i tratti essenziali dei vari personaggi, per Jonathan Hickman è arrivato il momento di fare sul serio. Un processo, in realtà, cominciato già nei numeri scorsi con diversi colpi di scena inaspettati, tra cui l’identità di Mysterio, assolutamente imprevedibile. Lo scrittore americano alza decisamente il ritmo senza, però, rinunciare a far germogliare nuove sottotrame ancora difficili da decifrare. In questo episodio, oltretutto, Peter Parker fa praticamente da comparsa, ma gli altri protagonisti sono stati così ben caratterizzati nei capitoli precedenti e resi così importanti per la vicenda, che la cosa passa quasi inosservata.
David Messina, come già in altri numeri, sostituisce Marco Checchetto alle matite (anche se sarebbe meglio dire alla tavoletta grafica) e se la cava più che dignitosamente.
Voto: 7,5

MUUUL012ISBN 0
Ultimates 12
Ultimates - Dodici
Tempo di rivelazioni (e di qualche colpo di scena ben assestato) anche per gli Ultimates. Deniz Camp si conferma molto più a suo agio quando l’azione rimane sullo sfondo, pur dovendo destreggiarsi con parecchi personaggi, ai quali deve essere necessariamente concesso un minimo di spazio. Operazione difficile, visto che la sceneggiatura, pure in questo numero, tende inevitabilmente a focalizzarsi sui character con cui l’autore ha mostrato di essere più in sintonia, vale a dire Destino e Iron Lad. Oltretutto, alcuni passaggi vengono appesantiti da teorie scientifiche un po’ astruse che, però, sorprendentemente non tolgono vitalità alla vicenda né, di conseguenza, a un progressivo calo di interesse da parte del lettore.
Per quanto riguarda Juan Frigeri, invece, ribadiamo l’impressione che il suo tratto stia gradualmente migliorando, benché anche lui, come Camp, renda al meglio in assenza di scene particolarmente movimentate.
Voto: 7

MUUWO005ISBN 0
Ultimate Wolverine 5
Wolverine - Cinque
Approfittando della presenza del bravo Alex Lins ai disegni (capace di trasmettere un po’ di calore umano nei rapporti tra i personaggi, a dispetto dell’efferatezza delle scene di combattimento), Chris Condon comincia gradualmente a ritirare il velo disperante con cui aveva ammantato la vicenda finora, presentandoci pure un “ultimate” Sabretooth caratterizzato in maniera davvero inattesa. A guadagnarci è senz’altro la qualità del racconto, che pareva incamminarsi verso una direzione fin troppo prevedibile.
Voto:

M1BATM116 0
Batman 116
Batman – Città morente, parti tre e quattro
Pur sapendo che sulla testata del Cavaliere Oscuro arriverà a breve il seguito di Hush e poi un fuoriclasse come Matt Fraction ai testi, quasi ci dispiace che stia per finire il ciclo di Chip Zdarsky, perché questa sua ultima saga è sicuramente la migliore della sua gestione. Colpi di scena a ripetizione, ritmo che si adegua alla perfezione ai vari passaggi della vicenda, intrighi, ambiguità e una “zona grigia” piuttosto ampia in cui si muovono i personaggi, che cattura come meglio non si potrebbe il clima hardboiled di tante storie di Batman. E se Jorge Jimenez si prende una pausa (regalandoci, comunque, due splendide copertine), a non farlo rimpiangere arrivano il mazzucchelliano Jorge Fornés e un Tony Daniel in gran forma.
Voto: 7,5

M1SUPM076ISBN 0
Superman 23
Superwoman – Origini segrete
Lungo one shot attraverso il quale Joshua Williamson chiarisce come Lois Lane sia entrata in possesso di poteri paragonabili a quelli di Superman, con cui ci è stata mostrata al termine di Absolute Power. Tale rivelazione, tuttavia, si presenta da subito come una sorta di alibi narrativo, per scavare nell’intimità della protagonista e fare emergere i dilemmi e le emozioni generati da una simile trasformazione. I testi, però, sono un po’ troppo leggeri e solo nell’epilogo riescono a procurare qualche sussulto.
I disegni sono opera di tre autori diversi (Edwin Galmon, Laura Braga e Nikola Čižmešija), nessuno dei quali lascia veramente il segno.
Voto: 6
Superman – Super appuntamento
Ancora più marginale la storia tratta dalla collana regolare di Superman, utile soltanto a preannunciare le trame future (queste sì molto intriganti). È superfluo dire, invece, che le tavole di Dan Mora sono sempre un bel vedere.
Voto: 6

m1wowo064isbn 0
Wonder Woman 17
Wonder Woman – Furia parte due
Tom King ha mostrato già diverse volte di essere un autore capace di alleggerire le sue trame con intermezzi più frivoli, questo episodio, tuttavia, è sembrato un semplice esercizio di stile. Certo, gli omaggi al Tenente Colombo sono sfiziosi e simpatici, però vedere il Sovrano ridotto a macchietta e agire come un fesso, ci è parso del tutto fuori luogo.
Daniel Sampere si prende una pausa, ma a sostituirlo arriva il bravissimo Bruno Redondo, il quale, visto il tono della vicenda, non lo fa mai rimpiangere.
Voto: 6
Jimmy Olsen – La storia segreta del Sovrano
Dello stesso tenore, se non peggio, dato l’intento volutamente parodistico, la storiellina alla fine dell’albo. Un’operazione simile a quella fatta con i Supersons nei numeri precedenti, le cui “gesta”, però, erano sicuramente più divertenti.
Voto: 5,5

M1JULE034ISBN 0
Justice League Unlimited 3
Justice League Unlimited (senza titolo)
Mark Waid ingrana la quinta e – pur con qualche incertezza legata all’utilizzo di troppi personaggi – riesce a costruire una trama convincente, che mescola abilmente magia e fantascienza. Le carte da scoprire sono ancora parecchie, ma questo non gli impedisce di avviare nuove sottotrame, che si aggiungono a quelle già introdotte nel primo episodio.
Se poi, a tutto questo, aggiungiamo anche gli spettacolari e dettagliatissimi disegni di Dan Mora, capite bene che rinunciare a questa serie diventa quasi un atto masochistico.
Voto: 7,5

M1SUSQ015ISBN 0
Justice League Unlimited presenta 1
The Question: all along the Watchtower – La morte alla mia porta
Interessante miniserie spin-off di Justice League Unlimited, che fonde in maniera brillante supereroismo e noir. Alex Segura si focalizza intelligentemente sulla psicologia dei personaggi, spezzettando la trama per confondere il lettore e alimentare il mistero.
Peccato per i disegni assolutamente anonimi di Cian Tormey.
Voto: 7
Esploratori dell’Ignoto – La vita segreta di Ace Morgan
Tornano anche gli Esploratori dell’Ignoto e Christopher Cantwell li coinvolge subito in una saga in cui, attraverso l’analisi delle conseguenze seguite alla scomparsa di Darkseid, ha nuovamente la possibilità di utilizzare la sua scrittura raffinata per mettere in luce i vari aspetti legati al concetto di divinità e la corruzione che ne può derivare.
Purtroppo, però, i grossolani disegni di Sean Izaakse sono del tutto inadeguati a una narrazione di questo tipo.
Voto: 6,5
Justice League: the Atom Project – Capitolo uno: collisione atomica
Ryan Parrott e John Ridley scelgono un approccio insolito per la vicenda, cercando un amalgama tra avventura e introspezione. Il risultato è buono, benché il modo in cui viene tratteggiato Capitan Atom sia così anomalo, da aver reso il personaggio quasi irriconoscibile.
Disegni molto classici di Mike Perkins, forse persino desueti, ma nettamente superiori rispetto allo stile impersonale che pare contraddistinguere gran parte delle nuove leve.
Voto: 7

M1ABBA003 0
Absolute Batman 3
Batman – Lo zoo, parte tre di cinque
Dopo un primo numero, in cui la trama imbastita da Scott Snyder aveva un po’ risentito della necessità di presentare scenario e personaggi, la vicenda diventa realmente appassionante e la caratterizzazione dei protagonisti – ma anche di parecchi comprimari - appare decisamente più compiuta e interessante. Inoltre, tra le varie novità introdotte, un’idea particolarmente riuscita (con sviluppi futuri del tutto imprevedibili) è l’ambiguo rapporto che lega Bruce Wayne a quelli che nell’universo DC classico sono tutti suoi avversari. Per il resto, Snyder conferma di immaginare il Batman “assoluto” come un combattente impulsivo e inarrestabile, ancora poco incline alla riflessione e al pragmatismo e Nick Dragotta lo asseconda con uno storytelling potente e dinamico.
Voto: 7,5

M1ABSU003ISBN 0
Absolute Superman 3
Superman – L’ultima polvere di Krypton parte tre: il ragazzo delle praterie viola
Tranne l’ultima pagina, utile ad alimentare il mistero attorno ai coniugi Kent, questo episodio è interamente dedicato a mostrarci, in un lungo flashback, il rapido avvicinarsi della fine di Krypton. Jason Aaron, come prevedibile, oltre a perfezionare la caratterizzazione di Kal-El (la quale ci dà modo di comprendere che nelle sequenze ambientate nel presente sulla Terra, in cui è un “adulto”, la sua età lo rende più vicino a Superboy che a Superman) e dei suoi genitori naturali, ne approfitta per manifestare esplicitamente la sua denuncia contro l’arroganza del potere, che pur di mantenere una posizione dominante, nega evidenze scientifiche inconfutabili, ben sapendo che, a farne le spese, saranno i normali cittadini, non chi ha i mezzi per garantirsi la salvezza in prossimità del disastro. Da questo punto di vista, la scrittura non si perde in ingenuità o in eccessi retorici, ma arriva direttamente al cuore della questione con forza e lucidità.
Sempre efficaci i disegni di Rafa Sandoval, aiutato anche dagli ottimi colori di Ulises Arreola.
Voto: 7

M1ABWW003ISBN 0
Absolute Wonder Woman 3
Wonder Woman – L’ultima amazzone parte 3 di 5
Fresca vincitrice di un meritatissimo premio Eisner come nuova serie regolare, Absolute Wonder Woman si conferma la testata migliore di questo oscuro universo alternativo di casa DC. Nella visione di Kelly Thompson Diana è una guerriera risoluta e indomabile, oltreché pronta a ogni sacrificio (uno in particolare vi colpirà come un maglio nello stomaco), al cui coraggio infinito dà forma un Hayden Sherman più evocativo che mai. Le sue tavole, contrassegnate da una gabbia in continua mutazione, contribuiscono in maniera affascinante a determinare la vigoria della trama.
Da non sottovalutare, infine, i colori di Jordi Bellaire, che con i suoi rossi intensi e i suoi verdi fosforescenti rende ancora più opprimente la cupa cappa grigia che avvolge perennemente il racconto.
Voto: 8

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Conan il barbaro 10 (28)
Conan – La battaglia della Pietra Nera parte III: viaggio nelle tenebre e parte IV: il futuro non è ancora scritto
Per quanto abbiamo trovato questo insolito crossover tra varie creazioni di Robert E. Howard (oltre a Conan compaiono Solomon Kane, El Borak e altri character nati dalla penna dello scrittore texano) piuttosto ammaliante, confessiamo di preferire le storie di Jim Zub dove il Cimmero è l’unico protagonista. Difatti, la necessità di concedere un minimo di spazio a tutti i personaggi tende a rendere la trama un po’ confusa e appesantita da troppe didascalie chiarificatrici. A ogni modo, stiamo parlando di una scrittura che si mantiene a un livello nettamente superiore rispetto alla media di DC e, soprattutto, Marvel.
Molto buone le tavole di Jonas Scharf, in particolare quelle in cui mette in mostra il suo spiccato gusto per il macabro.
Voto: 7

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Comic(US) Book #5: La fine di Absolute Power e l'inizio dell'All In e della linea Absolute

  • Pubblicato in Focus

Puntata quasi interamente dedicata alla più recente iniziativa editoriale della DC denominata All In, di cui l’Universo Absolute rappresenta la novità principale. Per l’occasione, recuperiamo anche il finale di Absolute Power, una sorta di prologo del nuovo corso della casa editrice californiana.

M1DCMI044 0
DC Crossover 44
Absolute Power – Capitolo quattro: scontro finale
Partiamo per una volta dal versante artistico e diciamo subito che solo nel primo e nel terzo capitolo ci è parso di vedere il Dan Mora a piena potenza, che abbiamo spesso ammirato su Batman/Superman: i migliori del mondo. Non che in questa quarta e ultima parte del crossover manchino le scene d’impatto e i disegni sopra la media, tuttavia, l’impressione che i troppi progetti assegnatigli dalla DC abbiano indotto il giovane autore costaricano a semplificare il suo tratto, per rispettare le consegne, resta piuttosto forte.
Diverso il discorso da fare per Mark Waid. La resa dei conti con Amanda Waller non offre particolari spunti di interesse. Ma, d’altra parte, non potevamo aspettarci chissà quale trovata a effetto, dato che Absolute Power è sostanzialmente servito a preparare il terreno all’All In di cui dicevamo nell’introduzione. Lo scrittore americano, quindi, si limita a chiudere la vicenda con coerenza anche se, con molto mestiere, riesce pure a donarci qualche passaggio di un certo spessore.
Voto: 6,5
Absolute Power: origini – In gabbia
Anche John Ridley usa il mestiere per concludere il “preludio” ad Absolute Power. Ciononostante, ancora una volta, ogni fase del racconto sa troppo di déjà vu e, soprattutto, Ridley non è Waid.
Non aiutano, come già nei precedenti capitoli, i disegni legnosi e poco espressivi di Alitha Martinez.
Voto: 5,5

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DC Crossover 45
DC All In Special – Alfa
Il nuovo starting point della DC ci viene raccontato in questo flipbook, in cui la storia intitolata Alfa rappresenta la parte ambientata nell’universo canonico dell’editore californiano. Ai testi troviamo Scott Snyder (tornato in DC proprio per gettare le basi dell’iniziativa All In e dell’Universo Absolute in particolare) e Joshua Williamson, che riportano in scena la Justice League, dopo il suo scioglimento di diversi anni fa. Poche tavole di presentazione che lasciano intendere il clima che si respirerà nella nuova serie del supergruppo e, poi, subito spazio all’azione con un devastante Darkseid fuso con lo Spettro e Booster Gold insolito protagonista delle pagine finali. Ad abbellire il tutto, un Daniel Sampere sempre più bravo
Voto: 7
DC All In Special – Omega
Con Darkseid come antagonista, non poteva non esserci un capitolo intitolato Omega, che introduce l’Universo Absolute, più cupo e minaccioso rispetto a quello classico.
Storia ancora di Snyder e Williamson, ma con Wes Craig ai pennelli, il cui tratto sporco e irregolare ben si adatta all’oscurità che il sovrano di Apokolips porta sempre con sé.
Voto: 7

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Absolute Batman 1

Batman – Lo zoo, parte uno di cinque
Se la DC voleva sorprenderci con l’Universo Absolute, non poteva trovare un inizio migliore. Scott Snyder reinventa (letteralmente) la leggenda di Batman, presentandoci un Bruce Wayne molto giovane e lontano dall’essere un miliardario, che pare aver subito un trauma simile - ma non identico - a quello della sua controparte classica. Ancora più importanti le differenze nei comprimari, su tutti un Alfred Pennyworth trasformato in una sorta di agente segreto. Unica costante, la caccia ai cattivi vestito da pipistrello. Il buon Scott, tuttavia, immagina un Cavaliero Oscuro istintivo e brutale - benché non privo di una sua morale – che coinvolge in scontri così violenti, da risultare, a volte, un po’ troppo sopra le righe.
Nick Dragotta si adegua al taglio “muscolare” della sceneggiatura, mostrandoci un Batman possente e strabordante, riuscendo, però, a fare in modo che questa caratteristica non penalizzi l’estrema dinamicità delle inquadrature
Voto: 6,5

M1ABSU001ISBN 0
Absolute Superman 1

Superman - L’ultima polvere di Krypton parte 1: faccia a terra
Che la distruzione di Krypton sia una metafora del dissennato utilizzo delle risorse naturali da parte dell’uomo, già lo sappiamo, tuttavia, mai il messaggio è stato così chiaro e netto. Oltretutto, Jason Aaron non si ferma qui e in quella che appare come la serie Absolute più schierata politicamente, troviamo anche una critica feroce delle oligarchie e una severa condanna allo sfruttamento delle masse, a difesa delle quali si erge un Superman “proletario”, ancora segnato dall’emarginazione sociale vissuta sul suo pianeta. Come per Batman, non mancano le sorprese in questo Kal-El alternativo. Finora, però, ogni differenza ci è sembrata legittima e priva di forzature.
Rafa Sandoval si esprime con un tratto classico e senza fronzoli, benché sempre pronto a esplodere quando il tasso di drammaticità supera il livello di guardia.
Vedremo se i due autori saranno in grado di portare avanti la loro missione con la stessa intensità, ma l’inizio è decisamente promettente.
Voto:

M1ABWW001ISBN 0
Absolute Wonder Woman 1

Wonder Woman – L’ultima amazzone
La serie più dark di quelle viste finora nell’Universo Absolute. Non solo per i colori spenti e dominati dal rosso, ma anche per le origini di questa nuova Wonder Woman, affidata alle cure della maga Circe e costretta a crescere in un ambiente duro e pieno di insidie. Kelly Thompson tratteggia una Diana indomabile, allo stesso tempo strega e guerriera, più simile a Red Sonja che alla principessa di Themyscira dell’universo classico.
Hayden Sherman, da par suo, sceglie spesso di rinunciare alla prospettiva, usando come riferimento iconografico sia l’arte greca antica, che il Berserk di Kentaro Miura (da cui arriva pure lo spadone brandito dall’eroina). Lo storytelling è magistrale tanto nei momenti intimi, quanto nelle rabbiose battaglie contro i demoni, raffigurati con un aspetto davvero terrificante e così invasivi da sembrare quasi pronti a fuoriuscire dalle pagine.
Voto: 7,5

M1JULE032ISBN 0
Justice League Unlimited 1
Justice League – Justice League Unlimited
La testata cardine dell’All In della DC non poteva che essere governata da coloro che, in questo momento, sono – assieme a Tom King – i suoi autori più rappresentativi, Mark Waid e l’instancabile Dan Mora. Anzi, forse sarebbe meglio dire, i più adeguati. In effetti, solo lo scrittore di Kingdom Come, da profondo conoscitore della League quale è, avrebbe potuto ideare un episodio introduttivo, senza farlo sembrare tale. La vicenda parte subito con i pesi massimi del team in azione in vari scenari e il problema di descrivere cosa aspettarsi dalla serie viene aggirato con un abile escamotage narrativo, in cui Flash fa da tutor alla nuova recluta Air Wave che, alla fine, come ogni debut story che si rispetti, diventa, inevitabilmente, anche il risolutore della crisi.
A proposito di Mora, invece, a dispetto della sua proverbiale velocità nel produrre pagine iper-dettagliate e stracolme di personaggi, le bellissime tavole realizzate per Justice League Unlimited (e - come vedremo - per Superman) probabilmente giustificano le parziali semplificazioni nel tratto prima menzionate in Absolute Power. Un ben piccolo sacrificio, tuttavia, se poi il livello sarà sempre tanto alto quanto in questo primo capitolo.
Voto: 7

M1SUPM074ISBN 0
Superman 21
Superman – Le molte morti di Doomsday
Pure per Superman inizia il periodo All In e sulla testata americana che porta il suo nome ritroviamo ai testi Joshua Williamson, che abbiamo visto essere uno degli artefici del nuovo corso, ma - con Rafa Sandoval spostato sulla versione Absolute dell’Uomo d’Acciaio - ora affiancato dalla superstar Dan Mora, il quale non impiega molto a far vedere di che pasta è fatto. Anche perché l’opportunità di scatenarsi con le sue tavole spettacolari gli viene offerta dal ritorno di Doomsday (benché in una veste veramente inattesa). In verità, la trama cerca troppo spesso il colpo a effetto e introduce (o forse, in questo caso, sarebbe più giusto dire “reintroduce”) un’eroina con i superpoteri di cui non sentivamo affatto il bisogno, ma non possiamo negare di averla trovata piuttosto interessante.
Voto: 6,5
Superman – Immortale
Prosegue la storyline di Williamson legata alla ricomparsa di Doomsday, con un ritmo ancora più forsennato rispetto alla prima parte, che esalta un Mora assolutamente in forma. I misteri si infittiscono e questo contribuisce a rendere la vicenda decisamente avvincente.
Voto: 7

M1BATM114 0
Batman 114
Batman – Città morente parti uno e due
La gestione di Chip Zdarsky della testata americana Batman ha diviso critica e pubblico. Sappiamo, oltretutto, che a breve verrà sostituito da Matt Fraction (su Detective Comics, invece, ci sarà Tom Taylor). La nuova saga che comincia in questo numero però – inserita anch’essa nell’iniziativa All In – non dà affatto l’impressione di essere meno ambiziosa di quelle realizzate in precedenza. Colpi di scena a ripetizione (di cui uno che vi farà letteralmente sobbalzare sulla sedia), trama serrata e appassionante, intrighi di ogni genere e persino riferimenti neanche troppo velati all’attualità politica e sociale americana.
Senza considerare l’arte sopraffina di due fuoriclasse come Jorge Jiménez e Carmine Di Giandomenico. Cosa volere di più?
Voto: 7,5

M1WOWO062ISBN 0
Wonder Woman 15
Wonder Woman – Che senso ha Steve Trevor?
L’All In per Wonder Woman coincide con il ritorno di Tom King alla storyline del Sovrano, inopinatamente interrotta dai dimenticabili (per quanto gradevoli) tie-in con Absolute Power, che hanno comunque avuto il merito di concedere allo scrittore americano il tempo necessario per cesellare un episodio inseribile a pieno titolo nel novero delle sue opere più riuscite (a cui hanno sicuramente contribuito anche i superbi disegni di Daniel Sampere). In quale altro modo potremmo definire una storia dove i tempi scenici sono calibrati alla perfezione, a dispetto di una narrazione volutamente discontinua, per insinuare nei lettori il dubbio che gli sconvolgenti eventi mostrati nelle prime pagine non siano reali? Quando, poi, il dramma si concretizza, il racconto perde parte della sua irregolarità, arrivando a picchi di lirismo inaspettati. L’autore statunitense ha più volte fatto capire di non avere alcun timore a osare l’inosabile, ma quello che avviene in questo numero va persino oltre l’immaginabile. La grandezza di King, tuttavia, si nota in particolare in ciò che succede in seguito, con una Diana mai così umana e fragile, eppure - contemporaneamente - fiera e risoluta. Passaggi in cui anche un personaggio bistrattato come Steve Trevor riesce a trovare il suo ruolo e che raggiungono il loro climax in una tavola finale che è già leggenda.
Voto: 8

MFQUA461ISBN 0
Fantastici Quattro 27 (461)
Fantastici Quattro – Segnati dal destino
Questo episodio del Favoloso Quartetto ci permette di chiarire meglio ciò che pensiamo di Ryan North. Non lo riteniamo assolutamente un autore poco dotato, semplicemente non è lo sceneggiatore adatto a portare avanti la serie della prima famiglia della Marvel. E non ci riferiamo al fatto che non perde occasione di mostrare un’incredibile superficialità nel mescolare stregoneria e tecnologia (vi pare accettabile descrivere la cupola metallica che avvolge Latveria come un costrutto magico e non come il frutto del genio scientifico del Dottor Destino?), ma al non volere minimamente provare a incidere nella storia dei personaggi. Si limita a realizzare tanti racconti, essenzialmente scollegati l’uno dall’altro, nei quali di tutto quello che abbiamo imparato in oltre sessant’anni della Cosa e soci non si scorge quasi nulla. Passi (si fa per dire) la mancanza di sense of wonder. Chiudiamo pure un occhio (anche se sarebbe meglio chiuderli entrambi) sullo stile da telefilm anni Settanta (un incrocio tra La famiglia Bradford e Ralph Supermaxieroe) della sua scrittura. Vedere, però, la testata dove sono nati gli Skrull, gli Inumani, Pantera Nera, Silver Surfer (e potremmo continuare ancora a lungo) ridotta a una sequenza infinita di fill-in (perché è ciò che sono di fatto) è davvero difficile da digerire.
Emblematico, dicevamo, questo numero, in cui non neghiamo la presenza di idee brillanti, dialoghi ben congegnati e passaggi commuoventi. Cosa c’entri, tuttavia, l’impossibile storia d’amore tra la Torcia Umana e una bizzarra creatura femminile non umanoide con i Fantastici Quattro, proprio non lo capiamo. Certo, abbiamo l’ennesima soluzione fantascientifica di Mister Fantastic a risolvere la vicenda. Ma è veramente troppo poco.
Ciononostante, per sottolineare che il nostro non è un atteggiamento pregiudiziale, valuteremo questo episodio facendo finta che si tratti realmente di un fill-in ben riuscito. Se, però, non vedremo cambiamenti sostanziali con l’inizio di One World Under Doom (sempre scritto da North) e l’arrivo di Humberto Ramos ai disegni, saremo sicuramente molto meno indulgenti.
Voto: 6,5

MWREV003ISBN 0
Wolverine: Vendetta 3

Wolverine – Vendetta parte 4 e conclusione
Lo avevamo già scritto per il primo capitolo e il resto della miniserie non ha cambiato il nostro giudizio di una virgola. Non basta unire due celebrità del fumetto americano come Jonathan Hickman e Greg Capullo per rendere una saga memorabile, in special modo quando l’intento è solo quello di creare un evento per vendere qualche copia in più. L’artista statunitense, oltretutto, si è pure vantato di aver adottato il famoso “metodo Marvel”, quindi, a quanto pare, non ha seguito una vera e propria sceneggiatura, prendendosi parecchie libertà nella realizzazione delle tavole. Ce lo vedete, però, un autore meticoloso e perfezionista come Hickman mettersi a scrivere dialoghi sulla base di disegni su cui non ha quasi avuto voce in capitolo? No, appunto. E il risultato è una storia insulsa, buona soltanto per dare a Capullo la possibilità di divertirsi con sbudellamenti ed efferatezze di ogni tipo.
Ancora peggio, poi, se degli albi è stata realizzata un’inutile versione red band, che di sicuro non vale i 2€ in più da pagare rispetto all’edizione standard.
Voto: 5

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Comic(US) Book #4: La fine dell'Amazing Spider-Man di Zeb Wells, l'inizio del Nuovissimo Venom e molto altro...

  • Pubblicato in Focus

Puntata un po’ più estesa del solito di Comic(US) Book, necessaria a presentare collane finora assenti da questa rubrica. Da segnalare, inoltre, l’addio di Zeb Wells come sceneggiatore di Amazing Spider-Man, l’arrivo di Ultimate Wolverine e l’inizio del nuovo ciclo di Venom.

MIRNA138ISBN 0
Iron Man 3 (138)

Iron Man – La guerra Stark-Roxxon parte 3: crimine organizzato
Non vogliamo dire che con il finale di questa prima minisaga ci siamo ricreduti sulle capacità di Spencer Ackerman, perché non è così, dato che i suoi testi si confermano intelligenti e pieni di spunti interessanti. Tuttavia, il coinvolgimento nella vicenda di Belasco (l’ex padrone del Limbo) e di altre non meglio precisate entità soprannaturali, ci è sembrata una scelta un po’ stravagante, che ha parzialmente indebolito il forte messaggio di denuncia contro il capitalismo amorale e senza scrupoli dei primi due numeri.
Il tratto di Julius Ohta, benché supportato da Jethro Morales su qualche pagina, continua a non entusiasmarci, ma all’autore brasiliano va almeno riconosciuto il merito di aver ideato graficamente la nuova affascinante armatura steampunk indossata da Tony Stark, con tanto di spada gigante (una recente moda dei comic book, visto che pure Magik ne brandisce una simile, così come la versione absolute di Wonder Woman, che presto vedremo anche in Italia).
Voto: 6,5

MTHOR306ISBN 0
L’immortale Thor 16 (306)
Thor – Il ritorno del re
Con le storie del Dio del Tuono, Al Ewing continua a mostrare una scrittura pericolosamente in bilico tra il ridicolo involontario e la narrazione epica di alto livello. Per fortuna, in questo numero a prevalere è la seconda, anche se, dopo una frettolosa chiusura della trama che ha visto il figlio di Odino confrontarsi con Nyx, Zeus e Loki, la vicenda si riduce a un ritorno ad Asgard del protagonista e a un ambiguo – e francamente poco funzionale - incontro di quest’ultimo con l’Incantatrice. Non sorprende, quindi, che il vero punto di forza dell’episodio siano gli inquietanti prodromi delle saghe a venire, con la ricomparsa di un avversario che pensavamo fuori gioco (almeno per un po’ di tempo).
Disegni di Jan Bazaldua più sciatti del solito.
Voto: 6

MHUDI122ISBN 0
L’incredibile Hulk 19 (122)
Hulk – La città degli idoli parte 1
Prosegue la serie dedicata alla Primogenita… Alt! Come dite? Il protagonista della testata è Hulk, non la Primogenita? Effettivamente avevamo notato un capellone muscoloso e dalla pelle verde saltellare in qualche vignetta e biascicare due o tre parole. Ci era sembrato, però, solo un semplice comprimario (per giunta neanche caratterizzato così bene).
Scusate l’ironia, ma onestamente, non sappiamo più cosa dire della conduzione di Phillip Kennedy Johnson che, oltre a deliziarci con un banalissimo accostamento di Las Vegas al paganesimo, ha reso il Gigante di Smeraldo sempre più marginale, in una saga horror dove, obbiettivamente, il suo ruolo potrebbe essere assegnato a un altro personaggio, senza scorgere alcuna differenza.
Unica nota positiva: il ritorno di Nic Klein ai disegni.
Voto: 5,5

MGIXM423 0
Gli incredibili X-Men 5 (423)
X-Men – Abbaiare
Jed MacKay mette momentaneamente da parte l’azione per concentrarsi sulla caratterizzazione dei personaggi, molti dei quali – come nella miglior tradizione mutante – afflitti da vari tormenti. L’impressione che l’autore canadese abbia un debole per Temper (uno dei character con meno storia alle spalle e, quindi, più facile da gestire) sembra confermarsi in questo episodio, dove la giovane eroina, in compagnia di Magik, risponde alla richiesta di aiuto di una ragazzina che ha appena scoperto di essere un Homo Superior.
MacKay appare, invece, poco in sintonia con personaggi impegnativi come Magneto senza, però, che tale limite arrivi a penalizzare i suoi dialoghi, dotati di buona introspezione e profondità.
Netho Diaz risulta, al solito, rigido nella rappresentazione dei volti, ma la sua prova, rispetto ai numeri precedenti, è nel complesso soddisfacente.
Voto: 6,5
Gli incredibili X-Men – Onda rossa: finale
Gail Simone conclude il suo primo arco narrativo con un episodio dove mescola abilmente action, horror (quasi esclusivamente appannaggio della spaventosa Sarah Gaunt) e tanta commozione (impossibile rimanere indifferenti di fronte al piccolo Harvey X). Rogue sempre più leader del gruppo e figura a tutto tondo, a cui la fumettista americana ha restituito uno spessore che pareva aver perso negli ultimi anni.
David Marquez ai pennelli è una gioia per gli occhi.
Voto: 7
Gli incredibili X-Men – il cambiamento di noi stessi
Episodio di passaggio, utile ad approfondire le personalità dei giovani mutanti appena entrati a far parte del team, dei quali sappiamo ancora molto poco. Intanto comincia a manifestarsi il piano ordito dalla machiavellica Corina Ellis, le cui conseguenze saranno già evidenti nel prossimo numero.
La sceneggiatura della Simone merita meno elogi del solito, soprattutto per una rappresentazione di Wolverine non proprio convincente, ma è sempre da considerare oltre la media rispetto ad altre testate di pari importanza.
I disegni di Javier Garrón sono di qualità incostante, anche perché, a volte si ha l’impressione che l’artista spagnolo voglia provare a imitare, senza che ce ne sia realmente il bisogno, lo stile di Marquez, piuttosto differente dal suo.
Voto: 6,5

MDEAD172ISBN 0
Deadpool 5 (172)
Deadpool - La morte di Wade Wilson parte 3 e 4
Cody Ziglar e Alexis Quasarano sembrano davvero divertirsi molto a scrivere le storie del Mercenario Chiacchierone, mostrando pure di saper gestire con talento tutto l’eccentrico cast a contorno. In questa saga scherzano sull’ennesima morte del protagonista e il suo – ovviamente repentino – ritorno dall’aldilà. È, quindi, l’ironia a farla da padrona, con la conseguenza, però, di vedere alcuni character in una versione piuttosto distante da quella abituale. A partire da M.O.D.O.K. (che compare come villain di questo numero), ormai già trasformato da altri - inclusi gli sceneggiatori dei Marvel Studios - in una parodia di sé stesso, ma anche un cinico doppiogiochista come Taskmaster. A ogni modo, ciò che troviamo veramente fastidioso è il tentativo di ricorrere alla metanarrazione, pure quando del tutto inopportuna rispetto alla vicenda raccontata. Capiamo che sia un segno distintivo del titolare della testata, ma perché utilizzarla a sproposito e senza nessuna reale necessità? Fortunatamente si tratta di passaggi rapidi e (quasi) indolori, che non incidono sulla qualità delle storie.
Sul versante artistico, sia i disegni di Rogê Antônio che quelli di Andrea Di Vito appaiono in linea con i toni della serie.
Voto: 6,5

MAMAZ281 0
Amazing Spider-Man 63 (863)
Spider-Man – Sbaglio mortale parte 4 e conclusione
Con una lunga saga in cinque parti, termina il travagliato ciclo di Zeb Wells, che nei proclami iniziali avrebbe dovuto rilanciare la testata del Tessiragnatele ma che, invece, verrà probabilmente considerato uno dei peggiori nella storia del personaggio. Frutto di tante decisioni dissennate (in particolare quelle riguardanti Mary Jane, improvvisamente legata sentimentalmente a un character insignificante come Paul Rabin e, successivamente, addirittura trasformata nella nuova Jackpot), svolte narrative annunciate come clamorose, poi rivelatesi totalmente irrilevanti (su tutte, la morte di Ms. Marvel, tornata in vita in un batter d’occhio) e un’assoluta incapacità di correggere gli errori dei suoi predecessori (vedi la mutazione di Ben Reilly in Chasm o Norman Osborn entrato definitivamente a far parte dei “buoni”). Fedele alle sue scelte, lo sceneggiatore americano ne rivendica con orgoglio la legittimità negli insipidi raccontini a corollario della vicenda principale, posti in fondo all’albo, ciononostante, in un raro momento di lucidità, riesce almeno a congedarsi portando a conclusione l’unica sottotrama degna di essere ricordata, quella relativa a Lapide e alla sua scalata al potere criminale di New York. Oltretutto, tolta qualche sbavatura, fino al penultimo capitolo - il primo dei due pubblicati in questo numero (albo a cui si riferisce il nostro giudizio e non al ciclo per intero, per il quale saremmo stati molto più severi) - il racconto è effettivamente avvincente e lascia non pochi rimpianti su cosa Wells sarebbe stato in grado di fare se avesse evitato di dedicare troppo spazio a trascurabili villain di sua creazione, di cui nessuno conservava memoria, sciocchezze come il Ragno-Goblin e altre amenità simili. Peccato, però, che proprio l’episodio finale della saga non si dimostri all’altezza dei precedenti, con colpi di scena dosati male e un epilogo buonista abbastanza prevedibile.
Ai disegni ritroviamo il titolare della serie John Romita Jr. il quale, forse non sarà più il grande autore di qualche anno fa, ma diversamente da tanti presunti “artisti” di oggi, è ancora capace di regalare parecchie emozioni.
Voto: 6

MVNOM095 0
Il nuovissimo Venom 1 (95)
Venom - Chi è il nuovo ospite? Parte 1
Inutile negare la difficoltà di giudicare questo numero cercando di ignorare le sconcertanti notizie arrivate dagli USA relative all’identità del nuovo ospite del simbionte, dopo la conclusione dell’aberrante Venom War. Anche perché Al Ewing (la cui qualità di scrittura - come visto pure nella serie di Thor - sta precipitando a livelli allarmanti), ancora ai testi in questa ripartenza della collana, invece di risolvere il mistero già nel primo episodio, decide di tirarla per le lunghe, forzando la narrazione in maniera alquanto discutibile, pur di confondere il lettore, senza preoccuparsi della trama dozzinale e per nulla appassionante, che ne deriva.
A rendere il tutto più sgradevole, ci pensano, poi, gli impersonali disegni di Carlos Gómez.
Voto: 4,5

MSMMM041 0
Miles Morales: Spider-Man 17 (41)
Miles Morales - Penne e piume parte 2 e 3
Non sappiamo se sia per l’assenza di Alexis Quasarano come coautore ai testi, ma le sceneggiature di Cody Ziglar per Miles Morales ci sembrano decisamente a un livello inferiore rispetto a quelle realizzate per Deadpool. Vuoi per tematiche e una rappresentazione dei personaggi troppo sbilanciata verso un target “young adult”, vuoi per scarso feeling con il protagonista (che, per chi non lo sapesse, è stato trasformato in un vampiro nell’ignobile maxievento Blood Hunt di qualche mese fa), sta di fatto che scovare spunti interessanti nella trama di questo numero è un’impresa quasi disperata. Se poi aggiungiamo un Avvoltoio piuttosto patetico e un Black Panther assolutamente irriconoscibile, comprimari di lusso (?) di una vicenda stracolma di luoghi comuni, trovare la voglia di acquistare l’albo successivo per vedere come va a finire diventa una mera illusione.
Non aiutano le tavole - dinamiche quanto si vuole, ma senz’anima - di Federico Vicentini, del quale proprio non riusciamo a digerire il modo in cui ritrae i volti dei vari character.
Voto: 5

MSPBO012ISBN 0
Spider-Boy 12
Spider-Boy – Il ragazzo senza paura capitolo 1: in debito con il Diavolo
Come confermato dallo sceneggiatore Dan Slott, il target dichiarato di questa serie sono i preadolescenti, pertanto ragazzini fino ai 12-13 anni d’età. Ma dato che la testata si piazza spesso e volentieri nella top 30 delle vendite USA è evidente che interessi anche a un buon numero di lettori più grandi. Come ciò sia possibile resta un mistero, considerando che le storie, benché godibili, hanno uno stile di scrittura che guarda in maniera palese a un pubblico di giovanissimi. Pure il tratto cartoonesco di Paco Medina è assolutamente in linea con i testi disimpegnati di Slott quindi, per quanto sconfortante sia un simile ragionamento, questo forse chiarisce come l’insulsa gestione di Ryan North per i Fantastici Quattro – caratterizzata da un registro narrativo vicino a quello di Spider-Boy - continui a raccogliere consensi anche da parte di parecchi adulti.
P.S.: La nostra valutazione tiene naturalmente conto solo dei lettori a cui la collana è rivolta.
Voto: 6,5

MUUWO001ISBN 0
Ultimate Wolverine 1
Wolverine - Uno
Dopo il prologo apparso in fondo a Ultimate Universe: Un anno dopo, inizia la maxiserie dedicata al Wolverine di Terra 6160. A scriverla è Chris Condon, noto soprattutto per That Texas Blood, un western dai toni noir parzialmente pubblicato in Italia dalla Cosmo, che in questo primo numero alterna l’azione serrata e violentissima della vicenda principale con vari flashback, utili ad alimentare il mistero sulla vera identità del protagonista. Lo sceneggiatore americano pare conoscere bene la storia “canonica” dei diversi personaggi coinvolti e la reinterpreta in maniera efficace, benché succeda ancora troppo poco per poter esprimere un giudizio definitivo sulla reale qualità della trama.
Discreti i disegni di Alessandro Cappuccio, per quanto il suo stile ricco di chiaroscuri e atmosfere rarefatte si adatti più a serie di ambientazione urbana come quelle intitolate a Moon Knight, il character che lo ha reso un beniamino dei lettori.
Voto: 6,5

MUUUL008ISBN 0
Ultimates 8
Ultimates - Otto
Peccato che Deniz Camp ogni tanto soffra di ansia da prestazione, lasciandosi andare a trovate sconclusionate come gli “iper-conquistatori” o la “super-diplomazia” messi in bocca alla versione Ultimate di Capitan Marvel, a sua volta portavoce dei Guardiani della Galassia di questo universo alternativo che, a seguito degli interventi nel flusso del tempo del Creatore, rischiano di essere cancellati dall’esistenza. Dicevamo peccato, perché nel complesso l’episodio è molto piacevole (persino i disegni di Juan Frigeri ci sembrano migliori del solito) vista la ricchezza di nuovi, seducenti personaggi, affascinanti paradossi spazio-temporali e gustose citazioni di varie saghe storiche, senza che ci sia bisogno di ricorrere a iperboli del tutto superflue all’economia del racconto.
A ogni modo, si tratta di piccole mancanze, giustificabili con la giovane età dell’autore. La serie resta la più interessante di quelle ambientate su Terra 6160.
Voto: 7

MUUSM013 0
Ultimate Spider-Man 13
Spider-Man – Tredici
Se Deniz Camp è una fucina creativa a pieno regime, Jonathan Hickman non è certo da meno. In questo numero gioca a reinterpretare Venom, la Terra Selvaggia (astutamente fusa con un altro classico luogo immaginario dell’universo Marvel tradizionale) e vari noti villain. Riguardo questi ultimi, la caratterizzazione di Kraven ci è parsa, in verità, un po’ manierata, ma aspettiamo di leggere il seguito prima di esprimere un giudizio definitivo. A ogni modo, arrivati al tredicesimo episodio, si ha l’impressione che lo sceneggiatore americano non sia completamente soddisfatto di tutte le sottotrame introdotte, quasi come se fosse ancora in pieno world building. L’inventiva di Hickman è notoriamente sbalorditiva, speriamo che - come successo talvolta in passato - questa sua qualità non gli si ritorca contro.
A illustrare il tutto, un Marco Checchetto davvero in gran forma.
Voto: 7

M1WOWO060ISBN 0
Wonder Woman 13
Wonder Woman – “Riunione”
Dopo aver preso le misure ad Absolute Power (di cui questo episodio è un tie-in), Tom King pare quasi tornato al suo consueto livello di scrittura, stemperando la drammaticità della vicenda con molta ironia e limitando il suo raggio d’azione a pochi personaggi, tra i quali un Damian Wayne ottimamente caratterizzato. La trama è forse un po’ leggerina, ma, d’altra parte, King sta solo gestendo la transizione dettata dal maxievento DC di questi mesi, in attesa di tornare alla storyline dei primi numeri.
Tony Daniel sembra mostrare una maggiore predisposizione nella rappresentazione delle figure femminili tuttavia, anche grazie ai colori di Leonardo Paciarotti, le sue tavole sono nel complesso adeguate al contesto
Voto: 6,5
Supersons – “Le origini segrete di Trinity, la figlia di Wonder Woman”
Gustosissima rilettura degli eventi narrati negli ultimi due albi, secondo la “visione” di Damian Wayne. A dispetto dei modesti disegni di Khary Randolph, un episodio spassoso, raccontato da King con evidente divertimento.
Voto: 7

M1DCSE028 0
Batman e Robin 12
Batman e Robin – Fino alla morte!
Seconda parte di un’avventura che vede Batman e Robin all’inseguimento di Bane, rifugiatosi sull’Isola dei Dinosauri, di cui in breve tempo è diventato il padrone assoluto.
Storia dai due volti: rievocando alcuni momenti importanti del suo passato in compagnia di Alfred Pennyworth, Joshua Williamson scava efficacemente nella psicologia di Damian Wayne mentre, contemporaneamente, nella vicenda principale dà libero sfogo a un’azione senza freni, dominata da personaggi un po’ troppo sopra le righe. L’insieme tende, in qualche passaggio, a sfiorare la parodia, ma il risultato finale è tutto sommato gradevole.
Juan Ferreyra è molto abile ad adattare il suo stile di disegno ai vari registri narrativi scelti da Williamson, ci piace, però, soprattutto nelle sequenze in cui può mettere in mostra il suo tratto estremamente cinetico.
Voto: 6,5

M1BTMA057ISBN 0
Batman/Superman: i migliori del mondo 26
Joker/Luthor - I peggiori del mondo
Se Mark Waid non fosse obbligato a lavorare controvoglia su Absolute Power, non ci sarebbe la necessità di parlare spesso di questa serie, anche solo per ricordare, a chi ha la memoria corta, le qualità di un veterano dei comic book come lui, autore in passato di saghe formidabili e tornato, da qualche anno, al suo abituale (altissimo) livello di scrittura. In questo numero, da profondo conoscitore della Silver Age del fumetto americano, si diletta a rivisitare il primo incontro tra Lex Luthor e il Joker, con la solita dose di ironia, un impagabile gusto citazionista e una trama imprevedibile (pur nella sua linearità). Con Dan Mora impegnato su altri fronti (il bravissimo artista costaricano si limita a illustrare il prologo della prossima avventura in compagnia di Mr. Mxyzptlk e Bat-Mito, che non vediamo l’ora di leggere) la parte grafica viene affidata a Steve Pugh, che dona alla storia un’efficace atmosfera vintage.
Voto: 7

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