Comicon Bergamo 2026: tanti autori, tante mostre ma pochi editori
- Scritto da Redazione Comicus
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Giunta ormai alla quarta edizione, la costola bergamasca del Comicon sta provando a crescere di livello, per colmare il gap, in termini di importanza e popolarità (ma anche di offerta di contenuti), che ancora la separa dalla kermesse capostipite napoletana.
Un segnale che testimonia l’intenzione degli organizzatori di procedere in questa direzione è il folto gruppo di autori invitati, tra i quali non possiamo non citare Dave McKean (ospite di Comicon Edizioni, che del grande artista britannico ha portato in anteprima in fiera il secondo volume di Pictures That Tick), Lee Bermejo, Salvador Larroca, Pasqual Ferry, Yasuhiro Nightow (il creatore del manga Trigun, letteralmente sommerso dai fan), Fero Pe, a cui vanno aggiunti gli italiani Leo Ortolani (magister della manifestazione, così come a Napoli), Silver (presente allo stand di Tomodachi Press, in occasione dell’uscita del set di carte collazionabili dedicate a Lupo Alberto), Tanino Liberatore, Carmine Di Giandomenico, Andrea Sorrentino, Lorenzo Pastrovicchio, Giada Perissinotto e, per la gioia dei più piccini, Fraffrog e Sio con la loro Gigaciao.

Occorre sottolineare, tuttavia, che nonostante lo sforzo di cercare un equilibrio tra le varie anime della cultura pop, senza far prevalere l’una sull’altra, la parte più propriamente fumettistica della convention, come già negli anni precedenti, si è dimostrata un po’ sotto le aspettative, con sempre meno case editrici presenti, se non attraverso negozi specializzati locali (Panini e J-Pop in primis). Anche escludendo Sergio Bonelli Editore, Rizzoli Lizard e Oblomov, che solitamente preferiscono prendere parte a festival di maggior richiamo, era difficile non notare l’assenza di Bao, Tunuè, Coconino, Star Comics, Dynit e Toshokan. Quest’ultima, in particolare, che, non di rado, abbiamo trovato con una piccola postazione pure in manifestazioni minori. Scelte che contrastano con la decisione di partecipare per la prima volta di NPE (il cui banco, però, era spesso snobbato dal pubblico) o di investire in stand di dimensioni più o meno grandi come Mirage/Shockdom, Saldapress e ReNoir (dove domenica era possibile incontrare il maestro dell’animazione Bruno Bozzetto).
Modesta anche la rappresentanza di fumetterie e di rivenditori di materiale collezionistico (tavole originali, albi di antiquariato), soprattutto se confrontata con l’area molto estesa riservata al cosiddetto “pop market” (nome altisonante con il quale sono state raggruppate le tante – troppe – bancarelle che offrivano semplice paccottiglia, solo lontanamente riconducibile alla letteratura disegnata) e all’Asian Village, prevalentemente frequentato da amanti del cosplay e del K-pop, benché sembrasse maggiormente diretto a visitatori incuriositi dalla cultura orientale in generale (con tanto di ricostruzioni di abitazioni tradizionali giapponesi e chioschi in cui veniva servito cibo coreano) e non dai manga in particolare.

Si è rivelata, invece, buona la proposta espositiva, con varie mostre, piccole ma interessanti, quali “Leologia. Stratigrafia di un fumettista”, la stessa già vista a Napoli, dedicata a Leo Ortolani, “Cosmic Pop! Le galassie visive di Nicoletta Baldari”, focalizzata sulla brava artista romana, ospite anche lei a Bergamo, autrice del bellissimo poster di questa edizione e da diversi anni all’opera su molti franchise della Disney e su alcune serie della DC e di altri editori americani, in cui ha fatto confluire tutta la sua passione per i colori sgargianti e luminosissimi, “Spell Bound. Magia e poteri attraverso l’arte di Jacopo Camagni”, un sentito omaggio al compianto cartoonist bolognese, prematuramente scomparso qualche mese fa e, infine, l’originale “Polska a Bergamo. Il fumetto polacco contemporaneo”, che presentava appunto tavole di vari autori polacchi, riversate, poi, in un catalogo sullo stesso tema.
Da apprezzare pure lo spazio destinato alle piccole realtà editoriali, fucine di creatività spesso ignorate nei grandi eventi, che nella manifestazione orobica erano, al contrario, situate a ridosso degli stand principali.
In conclusione, a dispetto dei numerosi visitatori (molti dei quali, però, attratti dall’area gaming, che occupava un intero padiglione), il Bergamo Comicon stenta ancora a spiccare il volo, sebbene sembri possedere le potenzialità per diventare, nel Nord Italia, una valida alternativa a Cartoomics, che dopo essersi fusa con la Milan Games Week e nonostante la regolare presenza di autori importanti (per il 2026 sono già stati annunciati Mark Waid, John Romita Jr., Bill Morrison e Posuka Demizu) fatica a recuperare la posizione di assoluta rilevanza, che rivestiva nel panorama fieristico nazionale dedicato alla Nona Arte, prima dello stop imposto dalla pandemia di Covid-19.
Nella gallery in basso trovate una ricca gallery di foto dalla mostra.
Redazione Comicus
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