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L’influenza di Trevanian sull’opera di Frank Miller

Nel 1979 un giovane disegnatore originario del Maryland, ma cresciuto nel Vermont, dopo essersi fatto le ossa su alcune storie brevi dell’Uomo Ragno sulla testata The Amazing Spiderman, fu scelto dal talent scout Jim Shooter - anch’egli giovanissimo ma già editor-in-chief della Marvel Comics - quale nuovo disegnatore regolare della serie Daredevil, che versava in un periodo di crisi creativa e di vendite. Il giovane Frank Miller, dopo aver disegnato alcune storie sceneggiate da Roger McKenzie1, a partire dallo storico #168 intitolato “Elecktra” (con una “c” di troppo che verrà presto omessa), ne divenne l’autore completo, unendo alle matite anche i testi, sempre su chine del bravo Klaus Janson.

bullseye-elektra-daredevil-181

Con questa lunga run, divenuta celebre con il nome “Elektra Saga”2, Miller iniziò la sua inarrestabile ascesa nel comicdom americano, diventando poi, negli anni successivi, una star nel panorama del fumetto mondiale, ideando alcune delle opere fondamentali di quello che i critici hanno definito il “Rinascimento Americano” dei comics3.
Tutto ebbe inizio con quel primo soggetto, con il quale Frank Miller inserì il supereroe Daredevil (trad. “impavido”, “temerario” da sempre in Italia noto con il nome di Devil (Diavolo) da una intuizione di Luciano Secchi4) nel pantheon degli eroi immortali della letteratura disegnata.
Daredevil, ideato da Stan Lee e Bill Everett nel 1964, ispirandosi al supereroe omonimo (muto!) realizzato nel 1930 per la Lev Gleason Publications da Jack Binder e da Jack Cole e al detective non vedente Duncan McLain, creato dallo scrittore Baynard H. Kendrick, fino a quel momento era stato sempre un personaggio minore, quasi di serie B.

Nell’ideare l’importantissima figura del padre dell’eroe, il pugile “Battling” Jack Murdock5, Lee si ispirò invece chiaramente al pugile James J. Braddock, sebbene tale circostanza non sia riportata da alcuna fonte, né lo stesso “Smiling Stan” abbia mai dichiarato nulla in tal senso.
A suggerirlo non è solo l’evidente assonanza del nome, ma concorrono vari elementi indiziari: sono entrambi di origine irlandese, nati e cresciuti nel duro quartiere newyorkese di Hell's Kitchen, per sbarcare il lunario lavorano al porto di Hoboken, e, ovviamente, sono entrambi pugili. Anche le vicende biografiche di “Cinderella Man” Braddock riecheggiano ampiamente in quelle del suo epigono fumettistico: un pugile ormai finito che ritorna a vincere in maniera inaspettata una serie di incontri in cui non partiva con i favori del pronostico (riuscendo addirittura a togliere il titolo al detentore Max Baer), esattamente come “Battling Jack” Murdock, pugile in là negli anni e nella fase discendente della sua lunga carriera, ormai alcolizzato e divenuto uno “sfascia-teste” per conto di un boss locale, ricomincia a sconfiggere una lunga serie di avversari sul ring, prima di essere ammazzato dagli sgherri di Fixer per aver rifiutato di perdere deliberatamente contro Carl "Crusher" Creel6.

Battling-Jack

Frank Miller, nel suo lungo arco narrativo, ridefinisce il supereroe cieco, immergendolo in una atmosfera hard boiled alla Mickey Spillane7 e dando vita ad alcuni personaggi straordinari: ecco apparire la prima fidanzatina del college, la greca Elektra Natchios, figlia di un diplomatico, divenuta, a seguito dell’omicidio del padre, una spietata killer al soldo dei ninja della Mano, femme fatale chiaro omaggio alla Sand Saref di Will Eisner8. Ed ancora, il mentore Stick, vecchio burbero, anch’egli cieco, che si occupò dell’addestramento del giovane Matt e della stessa Elektra prima di espellerla dal suo ordine perché considerata troppo “impura” e piena di odio per gli assassini dell’amato genitore. Oltre poi a tutta una serie di indimenticabili personaggi minori che regalarono momenti di ironia e leggerezza alla serie (la coppia Turk e Grotto su tutti9), Miller caratterizzò in maniera straordinaria anche dei personaggi già appartenenti alla galassia dell’eroe, come il giornalista del Daily Bugle Ben Urich, il superboss Kingpin, che da nemico dell’Uomo Ragno divenne il principale antagonista di Devil, e soprattutto il killer Bullseye, creato qualche anno prima da Marv Wolfman e John Romita Sr.10, uno spietato assassino psicopatico dalle molteplici identità e dotato di una mira infallibile, nelle cui mani tutto diviene un’arma mortale.

Il 1979 è anche l’anno della pubblicazione del romanzo Shibumi. Il ritorno delle gru di Trevanian, pseudonimo dell’autore americano Rodney William Whitaker11.
Intendimento di questo articolo è mettere in luce l’evidente – eppur mai evidenziato finora – parallelismo fra l’opera del fumettista del Vermont ed il romanzo, pubblicato proprio nell’anno del suo debutto sulla testata che lo renderà celebre. E, a contrario, le evidenti influenze del fumetto Daredevil sul romanzo stesso.
Il protagonista di “Shibumi”, Nikolaj Alexandrovic Hel, addestrato in Giappone dal maestro Otake-san, è un esperto nella tecnica del “nudo uccidere”, un sistema che permette di utilizzare i comuni oggetti di uso quotidiano come armi mortali. “È stato calcolato che, per Nikolaj Hel, una qualsiasi stanza occidentale contiene poco meno di duecento armi letali”12. Inoltre Hel possiede il senso di prossimità, che gli consente di percepire qualsiasi pericolo imminente.
A ben vedere dunque Hel si pone esattamente a metà strada fra Devil, cieco ma con tutti gli altri sensi acuiti in maniera sovrannaturale e dotato di una sorta di sesto senso “radar” che gli permette di captare tutto ciò che gli accade intorno, e il suo arcinemico Bullseye, anch’egli un killer a pagamento nelle cui mani tutto diventa un'arma mortale, villain creato tre anni prima sulle pagine del fumetto Daredevil, e riproposto con una magistrale caratterizzazione da Frank Miller13.
Del fumettista americano è inoltre ben nota ai fan e alla critica la passione per il Giappone ed in particolare per il manga Lone Wolf and Cub14, palesatasi inequivocabilmente non solo nell’“Elektra saga” (ove abbondano ninja, sensei, samurai e quant’altro) ma anche nella prima storica miniserie di Wolverine15, o in Ronin, per i tipi della la DC Comics16.

shibumi

Ma ciò che probabilmente nessuno ha mai evidenziato è che nelle opere summenzionate riecheggiano numerose citazioni di “Shibumi”: ad esempio la miniserie di Wolverine del 1982 è ambientata proprio nella terra del Sol Levante, e vede il burbero mutante canadese protagonista di una giovanile storia d’amore con l’amata Mariko. Nome che – forse non casualmente – coincide con quello della prima fidanzata di Nikolaj Hel, destinata purtroppo a perire nel bombardamento atomico della sua città, Hiroshima. Nella mini di Ronin, invece, Miller dedica un ruolo chiave al computer Virgo, l'intelligenza artificiale al centro del complesso ultratecnologico Aquarius, così come nelle prime pagine del romanzo17, Trevanian aveva presentato l’onnisciente computer Ciccione, perché «se vivevi nell’occidente industrializzato Ciccione ti aveva in pugno»18.
Proseguendo nell’analisi comparativa, occorre inoltre evidenziare non poche similitudini tra Diamond, principale avversario dell'assassino Nikolaj con il suo attendente Llewellyn, ed il superboss Kingpin, nemesi di Devil, con il suo fido Wesley.

Tutta la parte iniziale del romanzo sembra invero essere chiaramente fonte d’ispirazione per le storie di Devil di Miller: in molteplici episodi della serie, infatti, Kingpin è seduto nel suo ufficio ad osservare proiezioni di diapositive e filmini “raccontati” asetticamente dal fido Wesley, depositario poi dei conseguenti ordini del boss, esattamente come Diamond con Lewellyn nell’incipit della storia. Le similitudini diventano davvero enormi se si prende come termine di raffronto la saga Born Again del 1986, opera seminale nella vita editoriale di Devil19.
Infatti, confrontando il disegno criminoso attuato da Kingpin per distruggere l’avvocato Matt Murdock con quello eseguito da Diamond nei confronti di Nikolaj Hel, emergono con forza tutte le analogie fra la pluripremiata run del 1986 ed il romanzo del 1979: così come Kingpin, scoperta l’identità segreta del suo arcinemico, decide di colpirne l’alter ego, facendogli bloccare tutti i conti dalle banche e dal fisco e costringendo un ufficiale di Polizia, il Tenente Nick Manolis, a giurare di averlo visto corrompere un testimone in un processo – accusa che gli costerà l’interdizione dall’esercizio della professione legale – infine facendogli saltare in aria la casa, allo stesso modo Diamond colpisce economicamente il nemico, facendo sparire gli atti di compravendita dei suoi terreni in Wyoming (che vengono intestati alla “Casa Madre”), poi prelevandogli tutti i soldi dai conti in Svizzera, infine incendiandogli il castello d’Etchebar, la sua meravigliosa dimora nei Paesi Baschi.

born-again prima

A ben vedere sono davvero tante le analogie e le similitudini fra le opere dei due autori, Trevanian e Miller, due grandi esponenti della letteratura americana moderna; a parere dello scrivente fra gli autori che hanno ispirato l’opera di Frank Miller (almeno fino al 1986), accanto a quelli accreditati dal fumettista del Vermont come Will Eisner, Neal Adams e Hugo Pratt, merita senz’altro di essere annoverato anche il romanziere americano, venuto purtroppo a mancare il 13 dicembre del 2005.

Note:

1 Daredevil #158-161, 163-167. Disegni, su testi di Roger McKenzie e David Michelinie (solo n.167) (1979–1980), prima pubblicazione italiana “L'Uomo Ragno 1^ serie” #279-280, Editoriale Corno, Milano, 1981 e L'Uomo Ragno 2^ serie #33-34,37-38,41-42,44,46-50, Editoriale Corno, Milano, 1983.

2 Daredevil #168–184, 191 (testi/disegni, 1981–83); #185-190 (testi, disegni di Klaus Janson, 1982–83). Prima pubblicazione italiana “Fantastici Quattro” #1-7,9-25, Edizioni Star Comics, Bosco (Pg), 1988-1991. L’intero ciclo è stato pubblicato dalla Panini Comics in un volume da collezione di 840 pagine, in edizione cartonata deluxe con sovracoperta, dal titolo “Devil di Frank Miller Omnibus” (2011). Il volume, esaurito, è stato di recente ristampato (2015). Degna di menzione anche l’edizione di RCS nella collana “Supereroi: Le grandi saghe” #24 che contiene gli episodi #168-169, 174-182 e 190. Nella collana Marvel Mega di Panini Comics #5-6 (1996-1997), fu invece pubblicata la versione supervisionata direttamente da Miller estrapolando gli episodi in cui era apparsa solo Elektra (una sorta di director’s cut).

3 A partire dagli anni Ottanta, una nuova generazione di fumettisti dà il via al cosiddetto "revisionismo" del genere supereroico: è l’“American Renaissance”, che toccherà il suo zenit nel 1986, anno magico anche per Miller, autore del “Ritorno del Cavaliere Oscuro”, celeberrima graphic novel di Batman, ma anche delle pittoriche “Elektra: Assassin” e “Daredevil: Love&War” in coppia con il klimtiano Bill Sienkiewicz e di una miniserie che, segnando il suo ritorno ai testi della collana regolare Daredevil, diventerà una delle più apprezzate di sempre dai lettori Marvel di tutto il mondo con il nome “Born Again”, grazie anche ai disegni di uno straordinario David Mazzucchelli (in coppia con il quale darà vita nel 1987 ad un'altra pietra miliare, “Batman: Year One”).

4 Luciano Secchi, alias Max Bunker, creatore di Satanik, Alan Ford e Kriminal, fra i tanti. Con la sua casa editrice, l’Editoriale Corno di Milano, nel 1970 pubblicò i primi due albi contenenti fumetti Marvel in Italia, “L’Uomo Ragno” e “L’Incredibile Devil”, scatenando la mania per i Supereroi nel Belpaese. Anni dopo la chiusura della Corno, sul finire degli anni ’80, con la sua nuova casa editrice MBP (Max Bunker Press) tornò a pubblicare comics americani, sulle testate Grandi Eroi Marvel e Supercomics.

5 Al quale sono state intitolate due splendide storie: “Daredevil: Battling Jack Murdock” dell’italiano Carmine Di Giandomenico con dialoghi di Zeb Wells (2007), miniserie di 4 numeri della Collana Marvel Knights, pubblicato in Italia in un volume brossurato della Panini Comics e “Daredevil:Father” di Joe Quesada (2004-2006), miniserie di sei numeri della linea Marvel Knights che ha avuto una lunga gestazione a causa degli impegni dell'artista, all’epoca editor-in-chief della Marvel. Prima ed. italiana, Devil&Hulk #118-122 e 126.

6 Il quale, anni dopo, incarcerato per omicidio per aver ucciso volontariamente un avversario sul ring, ingerendo un'erba magica donatagli da Loki, Dio degli Inganni e fratellastro di Thor, acquisì la capacità di imitare la struttura molecolare di ogni materiale al semplice contatto, divenendo il villain The Absorbing Man ("Uomo Assorbente").

7 Frank Morrison Spillane (New York, 9 marzo 1918 – Murrells Inlet, 17 luglio 2006), creatore di Mike Hammer e padre della letteratura hard boiled insieme a Dashiell Hammett e Raymond Chandler, all’inizio della sua carriera aveva lavorato come scrittore di fumetti per le principali case editrici americane, fra cui la Timely (antenata della Marvel), scrivendo storie di Capitan America e della Torcia Umana originale.

8 Will Eisner, (New York, 6 marzo 1917 – 3 gennaio 2005), considerato il padre della graphic novel, è stato uno dei più importanti autori di fumetti di tutti i tempi. Creatore di The Spirit (pubblicato dal 1940 fino al 1952 e poi più volte ristampato, in Italia dapprima sulla rivista Eureka poi da Kappa Edizioni nei 15 volumi cartonati deluxe “Gli Archivi di Spirit”), trasposto sul grande schermo proprio da Frank Miller (autore di sceneggiatura e regia) nel 2008. Si consiglia anche la lettura di W.Eisner/F. Miller, “Conversazione sul fumetto”, Kappa Edizioni (collana Svaghi), 2005, 300 p., ill., brossurato, in cui l’allievo (Miller) incontra il Maestro (Eisner).

9 Turk’s Grotto, ovvero la Grotta del Turco, si trova a Gaeta (LT). Probabilmente è stato il nome di questa grotta a suggerire a Frank Miller il nome del compare di Turk Barrett, apparso per la prima volta in Daredevil #69, ottobre 1970. Per le vicende comiche i due sono stati accomunati a Tayete e Kazibe, creati da Don McGregor nella spendida serie Panther’s Rage, di recente ripubblicata in volume cartonato dalla Panini.

10 Prima apparizione in Daredevil #131 (Marzo 1976) su matite di Bob Brown e chine di Klaus Janson. In Italia “L'Uomo Ragno 1^ serie” #201, Editoriale Corno. Nel film Daredevil (2003) è stato interpretato, senza costume e con un tatuaggio scarnificato a forma di bersaglio al centro della fronte, dall’attore Colin Farrell.

11 TREVANIAN, Shibumi, Il ritorno delle gru, 1979, riedito da Bompiani.

12 Cf. TREVANIAN, op.cit, pag. 306.

13 Nel romanzo Alexander uccide il suo patrigno Kishikawa in carcere con una matita con la quale (apparentemente) colpisce la vena della tempia. È in grado di utilizzare “armi incredibili come un pettine da tasca, una cannuccia da aranciata, un foglio di carta piegato in quattro, la chiave di una porta, una lampadina elettrica.. Quest’uomo ti strozzerebbe con l’elastico delle sue mutande…” (Shibumi, pag. 306). Di Bullseye, ex multis, merita menzione d’onore uno degli omicidi più celebri di tutta la storia del fumetto americano: l’assassinio di Elektra, cui recide la carotide con una carta da poker (per poi finirla con il suo stesso sai) in quella che costituisce la vignetta più simbolicamente rappresentativa della bellissima storia “L'ultima mano” (Daredevil #181, in Italia “Fantastici Quattro” Star Comics #15).

14 Manga creato dallo scrittore Kazuo Koike e dal disegnatore Goseki Kojima nel 1970. Frank Miller disegnò le cover della sua prima pubblicazione americana ad opera della First Comics.

15 A distanza di 7 anni dalla prima apparizione in una storia di Hulk, l’artigliato mutante canadese creato da Len Wein & Herb Trimpe, nel 1982 ottenne la sua prima miniserie, affidata a due superstar: il suo padre adottivo Chris Claremont, cui si deve la caratterizzazione del personaggio nelle storie degli X-Men, e per l’appunto, Frank Miller.

16 Ronin, DC Comics, miniserie in 6 numeri tra il 1983 ed il 1984, testi e disegni di Frank Miller, colori Lynn Varley. Prima edizione italiana: Rizzoli Milano Libri, 1991.

17 TREVANIAN, op.cit., pagg. 30 e ss.

18 TREVANIAN, op.cit., pag. 33.

19 Daredevil #224-233 (testi, disegni di David Mazzucchelli, 1986). Prima pubblicazione italiana “Fantastici Quattro” #37-43, Edizioni Star Comics, Bosco (Pg), 1991.

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