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Servizio streaming Disney: primi dettagli e costi della serie live-action di Star Wars

  • Pubblicato in Screen

Iniziano a delinearsi i contorni del nuovo servizio streaming della Disney in arrivo sulle piattaforme digitali e tv per il 2019.
Non si conoscono ancora il nome, il costo, l'offerta completa, ma è ormai certo che il successo o il fallimento saranno legati alla persona di Ricky Strauss, ex presidente marketing della Walt Disney Studios, promotore di film quali Black Panther, Star Wars: Il risveglio della forza e altri.

Il potenziale del servizio, dopo anche l'acquisizione da parte della Disney della 21st Century Fox, è davvero enorme ed è per questo che l'obiettivo dichiarato è assolutamente quello di, parola di Strauss, “Puntare sulla qualità”.
Di certo il mercato è ampio, la concorrenza elevata, ma il potenziale Disney resta senza dubbio smisurato.E le prime news sono davvero incoraggianti.

Sicura infatti la produzione di una serie tv legata al franchise Star Wars che avrà un budget di 100 milioni di dollari per un totale di 10 episodi (budget uguale quindi a quello di Games of Thrones), diretta da Jon Favreau (Iron Man, Il Libro della Giungla). In produzione anche altre serie (fra cui quelle di High School Musical e di Monster & Co.), il cui costo medio sarà di 25-30 milioni di dollari, e film, con budget fra i 20 e i 60 milioni di dollari. Su tutti, i live action di Lilli e il Vagabondo e La Spada nella Roccia. Ci saranno anche serie Marvel, oltre che serie animate fra cui Star Wars: The Clone Wars.
Il servizio sarà pensato e strutturato per le famiglie, non ci saranno infatti contenuti R-rated, l'offerta di unirà a ESPN+, una nuova applicazione sportiva, Hulu, servizio invece pensato per una platea più adulta e tutta la produzione National Geographic.

Per strutturare e valorizzare al meglio il suo servizio Disney rinuncerà al contratto siglato con Netflix per avere ovviamente l'esclusiva delle sue future produzioni mentre al momento non ci sono piani per le serie Marvel realizzate da Netflix.

(Via NYT)

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Disney/Fox: luci e ombre dell'affare del secolo

  • Pubblicato in Focus

Dopo settimane di rumor che si rincorrevano all’impazzata, lo scorso dicembre giunge la news ufficiale: la Disney fa un’offerta per la 21th Century Fox da 52,4 miliardi. L’affare, che sembra concluso, ha in realtà due grossi intoppi. Quello dell’Antitrust e il tentativo di intromissione da parte di Comcast che ha costretto la Disney a rilanciare l’offerta a 71,3 miliardi di dollari. Lo scorso 27 luglio, dopo circa 8 mesi, arriva l’ufficialità definitiva: la Fox è della Disney.
Una mossa del genere ha ripercussioni enormi nel mondo dell’intrattenimento, con non poche perplessita, tanto che qualcuno parla di monopolio ed è preoccupato dal nuovo scenario. Altri, invece, gioiscono all’idea della fusione dei due colossi. Vediamo, dunque, alcuni dei vantaggi e svantaggi di questa acquisizione, cosa comporti e perchè sia stata effettuata.

Come scrivevamo a novembre 2017: “il motivo che spingerebbe la Fox a vendere sarebbe dovuto al nuovo scenario del mondo dei media che vede l'ingresso in campo di colossi digitali come Google, Amazon, Facebook e Netflix e che richiede forze per contrastarle che la Fox non ha, ma la Disney sì. La Fox, dunque, sarebbe così più competitiva. Ricordiamo che la Disney avvierà una propria piattaforma di streaming nel 2019.
Per Disney, il vantaggio è rappresentato dall'opportunità di assumere il controllo di un altro studio cinematografico e di un asset di produzione televisiva significativa per la propria offerta streaming, espandendosi anche fuori patria grazie alla partnership Sky in Regno Unito, Germania e Italia.
Oltre allo studio cinematografico, alla produzione televisiva e alle attività internazionali come Star e Sky, Disney avrebbe anche reti di intrattenimento come FX e National Geographic.”

L'accordo comprende, dunque, 20th Century Fox, Fox Searchlight Pictures, Fox 2000, 20th Century Fox Television, FX Productions, Fox21, FX Networks, National Geographic Partners, Fox Sports Regional Networks, Fox Networks Group International, Star India le quote Fox di Hulu, Sky ed Endemol Shine Group.

Rupert Murdoch, presidente esecutivo della 21st Century Fox, dichiarava: “Siamo estremamente orgogliosi di tutto ciò che abbiamo costruito alla 21st Century Fox, e credo fermamente che questa combinazione con Disney darà ancora più valore agli azionisti dato che la nuova Disney continua a impostare il ritmo in un'industria eccitante e dinamica”.
Dal canto suo Bob Iger, Presidente e Amministratore delegato di The Walt Disney Company, che manterrà la propria posizione fino al 2021, rilanciava:
"Siamo onorati e grati che Rupert Murdoch ci abbia affidato il futuro delle aziende che ha curato per tutta la vita, e siamo entusiasti di questa straordinaria opportunità di aumentare in modo significativo il nostro portafoglio di franchise e contenuti amati per migliorare notevolmente la nostra crescente offerta ai consumatori. L'accordo amplierà inoltre la nostra portata internazionale, consentendoci di offrire storytelling di livello mondiale e piattaforme di distribuzione innovative a più consumatori nei mercati chiave di tutto il mondo."

Il vantaggio, dunque, per le due realtà è reciproco, con la Fox che iper-valuta il proprio catalogo e Disney che mette le proprie mani su un’enormità di franchise ultra-redditizzi (Simpson, Avatar, Alien e infiniti altri). Questo non solo consentirà a quest'ultima di poter sfruttare le potenzialità della prima, ma soprattutto di offrire un pacchetto enorme in chiave pay-tv e piattaforma streaming. Su quest’ultima la Disney punta molto, tanto da annunciare serie inedite create appositamente per la piattaforma, come il ritorno di Star Wars: The Clone Wars e molto altro, a cui si affiancherà tutto il catalogo Disney, Marvel, Lucasfilm e, ora, quello Fox, inclusi canali tematici come National Geographic. Naturale che un'offerta del genere faccia gola ad ogni spettatore.

Ma l’aspetto su cui i fan si sono soffermati maggiormente è il ritorno a casa dei personaggi Marvel di cui la Fox possedeva i diritti, ovvero X-Men e Fantastici Quattro. Quando la Disney comprò la Marvel, per accordi precedenti, non poteva realizzare pellicole su personaggi i cui film erano in sviluppo presso altri studi se non dopo 5 anni di inutilizzo (vedi i casi di Daredevil e del Punitore). Per molti, dunque, l’arrivo sotto l’ala Disney di questi personaggi è un atto dovuto, al di là del lavoro che la Fox ha fatto soprattutto sui mutanti. L’idea di vedere sotto lo stesso tetto, e nello stesso film, eroi come Wolverine, Spider-Man e Capitan America, o di veder rilanciati degnamente i Fantastici Quattro, è il sogno di ogni nerd.

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Altri vantaggi sarebbero quelli di poter sfruttare le proprietà Fox anche per i parchi a tema e per i negozi Disney Store in tutto il mondo.
Per la Disney, infine, questa mossa consolida lo strapotere e la supremazia sugli altri studi che ora dovranno scontrarsi contro un colosso di proporzioni disumane.

Naturalmente, c’è l’altra faccia della medaglia, nonché diverse perplessità.
La prima riguarda quello che alcuni hanno definito un "monopolio dell’intrattenimento" o, comunque, una posizione ultra-dominante. La faccenda qui è alquanto complessa e delicata.
Chiariamo, se l’Antitrust ha dato l’ok è perché nell’acquisizione non erano inclusi canali di informazione come Fox news e quelli sportivi, visto che la Disney ha già i propri (ricordiamo che possiede la ABC). Il pericolo maggiore è stato dunque scansato a monte. D’altronde, la Disney non aveva un vero interesse nella loro acquisizione.

Riguardo invece le proprietà intellettuali, è difficile qui quantificare concretamente la soglia di dominio o monopolio che un’azienda possiede. Certo, la Disney ha già dalla sua un mondo sconfinato - e con la Fox ha raddoppiato le sue proprietà - tuttavia, esistono studi forti come la Warner, la Universal, la Columbia, oltre le nuove piattaforme come Netflix, che garantiscono una concorrenza valida sia sul fronte cinematografico che televisivo.
A livello di proprietà, inoltre, il mondo dei videogame e quello giapponese di anime e manga, offrono tutta una serie di marchi che possono competere a livello di immaginario contro quello Disney/Fox. Ma resta innegabile che la Disney ha ora una grossa fetta dell'intrattenimento occidentale nelle sue mani, sebbene concorrenza e varietà restino ancora presenti.

Altro aspetto che desta preoccupazione è la gestione delle proprietà Fox che adotterà la Disney, ossia una potenziale “snaturamento” dalla visione della casa di Topolino e dalla loro politica interna. È ovvio che al momento risulta poco chiaro come quest’aspetto si evolverà. In particolare non è chiaro se gli studi FOX manterranno un assetto proprio e il più indipendente possibile, o se verranno modificati in maniera massiccia. Nel pacchetto Fox ci sono prodotti come I Griffin e Alien che poco si conciliano con la politica Disney, e registi come James Cameron che hanno un potere pressoché illimitato nelle loro produzioni. È dunque plausibile che la Disney possa concedere una certa indipendenza ai prodotti Fox, ma al momento nulla è trapelato, dunque dovremmo attendere gli ulteriori sviluppi.

In particolare, la preoccupazione maggiore è quella di un’uniformità contenutistica e artistica. Fox e Disney non erano solo due studi concorrenti (tra l’altro, i rapporti fra i due sono sempre stati pessimi e – per questo – la loro unione risulta ancora più sorprendente) ma rappresentavano anche modi differenti di fare cinema e tv. Come si concilieranno è tutto da vedere, ma è ovvio che una visione univoca a livello artistico possa impoverire solamente l’offerta. Dunque, ben venga la possibilità di vedere un film degli X-Men impostato come una pellicola Marvel Studios, ma se questo valesse per tutta la produzione sarebbe un vero peccato.

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Un aspetto poco preso in considerazione riguarda invece la distribuzione. Le produzioni Fox e Disney si sono sempre mosse in modo indipendente, ma dal momento in cui nasce l'unione delle due, potrebbero ostacolarsi a vicenda. Sarà dunque necessario creare un calendario che non crei problemi ai singoli film nelle sale, e non è detto che il numero di pellicole non possa diminuire per non mettersi da soli i bastoni fra le ruote. Senza contare, inoltre, che studi differenti hanno maggior interesse a sviluppare i propri franchise. Per la Disney sarà un’impresa dedicare la stessa attenzione a ogni proprietà ed è difficile che i loro sviluppi non si intralcino fra loro. Pensiamo, ad esempio, come la Fox abbia valorizzato un franchise come il Pianeta delle Scimmie, la Disney avrebbe profuso gli stessi sforzi se avesse posseduto i diritti della saga?
Gli stessi X-Men hanno prosperato al cinema grazie a questa divisione, e i Marvel Studios si sono concentrati su personaggi che difficilmente avremmo visto al cinema (Ant-Man, Guardiani della Galassia) se avessero avuto i diritti anche sui mutanti e sugli F4.

Dobbiamo dunque attendere per valutare le conseguenze di questa acquisizione. La nascita di questo colosso porterà vantaggi soprattutto nella creazione di una piattaforma digitale e televisiva, ma nasconde criticità in ambito creativo che al momento non possiamo ancora valutare. Bisognerà attendere qualche anno per considerare appieno gli effetti di questa operazione e se per i consumatori sia stato un bene o un male.

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Ufficiale: La FOX è della Disney

  • Pubblicato in Screen

Ora è ufficiale, la Disney ha comprato la Fox. Dopo mesi di incertezze, di attesa, di rilanci da parte di concorrenti e di offerte a rialzo, ormai l'operazione è conclusa.

Questa mattina, gli azionisti di 21st Century Fox e della Walt Disney Company si sono riuniti a New York e hanno approvato l'offerta da 71,3 miliardi di dollari dopo appena 10 minuti di riunione. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha già approvato la transazione. Secondo Variety, il CFO della 21st Century Fox John Nallen avrebbe riferito agli azionisti che la fusione dovrebbe essere completata nella prima metà del 2019.

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Panini Disney: chiuse PK Giant e Definitive Collection, ma l'editore promette novità a riguardo per il 2019

  • Pubblicato in News

Sul nuovo numero di Anteprima, fra le varie novità, sono state segnalate la chiusura di 3 testate Disney, ovvero Parodie Collection, PK Giant e Definitive Collection nei mesi di settembre e ottobre. La chiusura delle ultime due, sopratutto, ha generato molti malumori da parte dei lettori visto che lasciano in sospeso le storie al loro interno. 

Sulla pagina Facebook di Topolino, l'editore ha spiegato i motivi della chiusura e promesso che nel 2019 verranno colmate le lacune di queste chiusure. Di seguito il post completo dell'editore. Restate sintonizzati su Comicus per ulteriori aggiornamenti.

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