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Dylan Dog Experience al Napoli Teatro Festival Italia

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Riceviamo e pubblichiamo:

“DYLAN DOG – EXPERIENCE”
AL NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA
UN'ESPERIENZA IMMERSIVA PER LETTORI, APPASSIONATI E NON, DELL’INDAGATORE DELL‘INCUBO.
QUATTRO PASSI NELL'UNIVERSO DYLANIATO
Palazzo Venezia dal 14 al 23 giugno

Da metà giugno, al Napoli Teatro Festival Italia,arriva la nuova edizione della Dylan Dog Experience. ll concept – visitabile nel corso del Napoli Teatro Festival, dal 14 al 23 giugno – prevede una rapida ma intensa esperienza nel mondo del personaggio creato trent'anni fa da Tiziano Sclavi. Gli appassionati che si presenteranno durante i giorni del festival, avranno la possibilità di vivere una storia da protagonisti, immergendosi nei tòpoi della realtà “dylandoghiana” e in alcune indimenticabili ambientazioni del fumetto.

La sinergia tra il Napoli Teatro Festival Italia e COMICON continua dopo l’esperienza del 2017 con la realizzazione di un evento eccezionale, frutto della commistione di arti e linguaggi come il Teatro e il Fumetto. Un esperimento nato a Lucca Comics 2016, poi giunto a Napoli nella cornice del COMICON, e rinnovato in una nuova veste che lo vede inserito nel palinsesto di spettacoli di uno dei festival di Teatro più importanti d’Europa. La Dylan Dog - Experience è un’innovativa ed intensa esperienza dello spettatore nel mondo di uno dei più famosi personaggi della Sergio Bonelli Editore. Agli appassionati e i curiosi che parteciperanno all’evento durante il Napoli Teatro Festival 2019, sarà data la possibilità di vivere una storia da protagonisti, nei luoghi e in alcune ambientazioni del fumetto creato da Tiziano Sclavi.

“Dylan Dog - Experience” si svolgerà al Napoli Teatro Festival Italia dal 14 al 23 giugno, con diverse repliche giornaliere, lo spettacolo sarà fruibile da un numero limitato di spettatori per volta, che potranno prenotare prima la partecipazione. Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, si terrà in una location speciale, presso lo storico Palazzo Venezia di Napoli, in via Benedetto Croce 19, nel cuore del centro storico.

La performance condurrà gli spettatori nel mondo di Dylan Dog, dove incontreranno ed interagiranno con i personaggi chiave delle storie bonelliane, da Groucho a Bloch. Tutte le scenografie sono studiate per ricreare fedelmente, con la massima attenzione per i dettagli, quanto i lettori hanno amato nelle storie dell’Indagatore dell’Incubo, e i visitatori verranno portati, grazie a un artificio drammaturgico, letteralmente in una storia di Dylan Dog, indossando i panni del protagonista e cercando di risolvere un enigma.  

Il progetto e la cura di questo spettacolo sono di COMICON, in collaborazione con la Sergio Bonelli Editore e Napoli Teatro Festival Italia. Gli attori: Lea Landucci, Mauro Bruni, Daniela D’Argenio, Alfredo Massa, Martina Di Leva, Gianni Caputo, Daniele Fiorenzano, Lavinia Pini, Cecilia Lupoli, Valentina Di Leva.

Dylan Dog - Experience

Napoli Teatro Festival Italia 2019 - Palazzo Venezia via Benedetto Croce, 19

14, 18, 19, 20, 21 giugno 2019 ore 17.00, 19.00, 21.00

15, 16, 22, 23 giugno 2019 ore 12.00, 17.00, 19.00, 21.00

Per prenotazioni ed info
https://www.comicon.it/

Creato da Tiziano Sclavi, Dylan Dog è il più celebre protagonista di una serie horror italiana (anche se "horror" è una definizione limitativa...). Pubblicate a partire dal 1986 da Sergio Bonelli Editore, le avventure di Dylan hanno infatti alternato l'orrore tradizionale con numerosi "omaggi" ai mostri classici (Frankenstein, l'Uomo Lupo, Dracula e tanti altri), allo splatter moderno dei film di Dario Argento e George Romero, ma anche al giallo, al surreale e al fantastico in genere, sempre comunque con grande ironia, ed evolvendosi, nel corso degli anni, verso una sorta di "sophisticated horror comedy". Con questi ingredienti, dapprima lentamente e poi in un crescendo sbalorditivo, è esploso il "fenomeno Dylan Dog", diventato il fumetto più venduto in Italia (tra inediti e ristampe ha raggiunto il milione di copie mensili). Non soltanto: per la prima volta, un fumetto a larga diffusione popolare si è anche affermato come fumetto d'autore, osannato dalla critica e dagli intellettuali più famosi. Dylan Dog è un detective privato che si occupa esclusivamente di casi insoliti, in tutte le sfumature del termine. Ha poco più di trent'anni, è inglese, vive a Londra in una casa piena di gadget "mostruosi" e con un campanello che invece di suonare lancia un urlo agghiacciante.

COMICON

COMICON è il festival internazionale del fumetto. È fra i più importante e impattante eventi di settore in Italia e in Europa, uno dei Festival di eccellenza della Campania, tra i più aggregativi e attesi dai giovani della regione e delle regioni limitrofe, tra i più visitati festival attrattori di flussi turistici e generanti un forte impatto economico sul territorio. L’edizione 2019 di COMICON ha visto 160.000 visitatori, con un record di presenze per il festival che ha accolto 300 ospiti, 500 eventi tra fumetti, cinema, serie tv, videogiochi, giochi di ruolo e performance live, oltre 350 espositori per un’area di più di 85.000 mq.

Sergio Bonelli Editore

Il nome Bonelli accompagna la più vasta produzione di letteratura disegnata, interamente italiana, che si sia data nel nostro Paese dal periodo prebellico a oggi. A dare inizio a questa imponente avventura editoriale è stato Giovanni Luigi Bonelli, creatore, tra i tanti personaggi cui la sua incontenibile fantasia ha dato vita, di quel Tex che è ormai diventato un'icona dell'immaginario collettivo, e non soltanto italiano. La passione per il racconto e per l'Avventura è sempre stata una fedele compagna per Gianluigi Bonelli. Dopo alcune esperienze in campo letterario, egli si rivolse (nel 1936) al fumetto, riversando tutta la sua esuberanza narrativa nella creazione di decine di personaggi e di storie, sia per "Il Vittorioso" che per l'”Audace", due riviste di fumetti tra le più prestigiose dell'epoca. E proprio la collaborazione all'"Audace" pose le basi per la nascita della Casa editrice che, circa dieci anni dopo, portò nelle edicole il fenomeno Tex, e che, nel corso della sua lunga vita, ha cambiato più volte denominazione. Edizioni Audace, Edizioni Araldo, Cepim, DaimPress, Altamira sono alcuni tra i tanti nomi che si sono succeduti o, in taluni periodi, addirittura sovrapposti, nel definirne l'identità, fino all'attuale Sergio Bonelli Editore, dal nome del figlio di Gianluigi e Tea Bonelli, egli stesso prolifico sceneggiatore e per lunghi anni alla guida della Fabbrica dei Sogni di via Buonarroti. Il cammino della Casa editrice nel corso dei decenni è stato ricco di centinaia di personaggi e migliaia di storie, che hanno animato gli oltre settant'anni dei fumetti targati Bonelli.

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Dylan Dog #393 – Casca il mondo, (-7 alla meteora!), recensione

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Le prime pagine di questo Dylan Dog #393, intitolato Casca il mondo, ci mostrano finalmente da vicino la meteora tanto chiacchierata negli albi precedenti e che, come più volte ripetuto sia dai personaggi che dagli autori sulle colonne dell’Horror Club (l’editoriale che accompagna ogni albo di DD), minaccia di scuotere le fondamenta della vita del nostro indagatore dell’incubo (oltre che dell’umanità intera).

E di scosse ce ne sono in abbondanza, in questo numero scritto da Barbara Baraldi e disegnato da Bruno Brindisi, e non solo metaforiche: a suonare il campanello del civico 4 di Craven Road in questo numero, infatti, c’è una bambina, Lucy Hamilton in cerca della madre, rimasta intrappolata sotto le macerie a seguito di una serie di terremoti limitati, misteriosamente, all’East End londinese.
Barbara Baraldi pesca direttamente dalle sue personali esperienze del terremoto in Emilia del 2012 per creare un’ambientazione credibile e particolareggiata: le tendopoli, la ricerca dei superstiti, i tentativi di rientrare nelle proprie case pericolanti per recuperare quanto rimasto, gli inevitabili sciacalli a caccia di preziosi, tutti dettagli che rendono bene l’idea di cosa succeda dopo un forte terremoto.

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La trama tuttavia, nonostante l’innegabile (e ottimo) lavoro di caratterizzazione delle ambientazioni, difetta di una certa scarnezza delle vicende di Lucy, in parte riducibile al solo colpo di scena finale (che non sveleremo) e che viene compensata inserendo una serie di personaggi e di situazioni a nostro avviso superflui o addirittura pretestuosi (su tutti Arya, impegnata come volontaria nell’assitenza ai terremotati), creando così nel lettore, se non confusione, l’impressione che gli eventi si avvicendino in maniera slegata.
Fra i difetti dobbiamo includere, inoltre, una certa stucchevolezza dei dialoghi e di alcune didascalie, specie nei punti chiave della storia: è un peccato che la resa realistica delle ambientazioni finisca per cozzare con frasi troppo smielate e inverosimili da parte dei personaggi. Ben riusciti, invece, sono i siparietti comici affidati, come di consueto, a Groucho.
Appena accennata in questo numero (sebbene si tratti di un accenno importante) è invece la storyline della meteora e che aggiunge un altro tassello ad un mosaico di cui ancora non si riesce ad indovinare l’immagine. Globale.

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Per quanto riguarda l’aspetto grafico, l’albo si apre con la bella copertina (questa volta più minimalista del solito) di Gigi Cavenago, che in un forte contrasto cromatico fra le tinte del rosso e quelle del nero, ci mostra un Dylan intrappolato sotto le macerie di una Londra devastata.
I disegni, invece, sono affidati a Bruno Brindisi, disegnatore di lunga data di Dylan Dog, che confeziona una serie di tavole ben riuscite e funzionali alla storia senza intaccare la consueta griglia bonelliana. Buona la resa di personaggi e ambientazioni, specie in notturna, quando le ombre e i chiaroscuri (realizzati attraverso i retini) conferiscono la giusta tridimensionalità ai corpi ed agli spazi, nonché l’attenzione per alcuni dettagli che contribuiscono a rendere solida la caratterizzazione delle situazioni.

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Dylan Dog incontra il rapper Salmo in un albo speciale

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È statao annunciato sul sito della Sergio Bonelli Editore che Dylan Dog incontrerà in un fumetto il rapper Salmo in un albo speciale di 32 pagine allegato a Dylan Dog 395 in vendita dal 30 luglio. Di seguito i dettagli annunciati dall'editore:

"Nel numero 395 di Dylan Dog, scritto e disegnato da Carlo Ambrosiniin edicola dal 30 luglio, l'arrivo della meteora che sconvolgerà il mondo dell'Indagatore dell'Incubo si fa sempre più imminente. Ma soprattutto, presenta in allegato un albo speciale di 32 pagine contenente un fumetto scritto da Roberto Recchioni a partire da un'idea del rapper Salmo, che in carriera ha collezionato 26 dischi di platino e 21 dischi d'oro, superando anche i 378 milioni di visualizzazioni su YouTube.

«Salmo e Dylan Dog sono delle icone popolari con molte cose in comune, dal loro amore per l'horror allo schierarsi sempre dalla parte del diverso, dell'emarginato, del freak» dichiara Recchioni a proposito di questo incredibile incontro fumettistico. «Divisi, hanno fatto molto. Uniti, saranno inarrestabili!»"

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Dylan Dog #392 - Il primordio (-8 alla meteora!), recensione

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Immaginate che la realtà (la vita, l’universo e tutto quanto, per citare Douglas Adams) non sia così solida e intaccabile come pensate, che se non si è ancora dissolta lasciandoci a galleggiare nel nulla è grazie a qualcuno che, come Atlante che reggeva il mondo sulla schiena, si preoccupi di custodirla il più intatta possibile. E immaginate che questo qualcuno (o anche più d’uno, perché no?) ci riesca grazie a degli antichi artefatti capaci di stirare e spiegazzare a piacimento il tessuto del reale. Immaginate, ora, che una persona qualunque, da un momento all’altro, si ritrovi per caso a dover svolgere il faticosissimo compito di evitare che la realtà vada in briciole. Un compito arduo e ingrato, no?

È da queste premesse che parte il Dylan Dog #392, intitolato Il primordio, scritto da Paola Barbato e Roberto Recchioni e disegnato da Paolo Martinello, sesto numero del ciclo della meteora che dal #387 minaccia di spazzare via l’umanità intera. In questo numero, infatti, che si apre con un prologo ambientato il quell’outback australiano così carico di leggende e magia, fonte di ispirazione per tante storie di Martin Mystère (il Buon Vecchio Zio Marty, BVZM, per i fan), seguiamo le traversie di una misteriosa statuetta di pietra che, passando di mano in mano, non può che arrivare infine dal nostro indimenticabile indagatore dell’incubo in jeans e camicia rossa.

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La statuetta, naturalmente, non è un oggetto qualunque: manipolandola, infatti, è possibile distorcere lo spazio in maniere impensabili, dilatandolo e moltiplicandolo, come Dylan scoprirà nel corso dell’albo. Gli toccherà quindi capire come gestire questo enorme potere e per quale scopo i primi, mostruose divinità tentacolari che sembrano uscite da un racconto di Lovecraft, vogliono che sia lui ad avere il primordio (questo il nome della statuetta, che assieme ad altri cinque manufatti, permette di tenere la realtà sotto controllo).

Paola Barbato e Roberto Recchioni mescolano una serie di elementi molto diversi fra loro per scrivere una storia abbastanza lontana da quelle lette negli ultimi numeri: mancano lo splatter, il gore e l’orrore incontrati negli altri albi, sostituiti dalle atmosfere perturbanti, quasi da realismo magico, che si possono trovare in molte puntate di Ai confini della realtà. Un’avventura atipica, quindi, forse molto più familiare al detective dell’impossibile, il già citato BVZM, che all’indagatore dell’incubo. Un’avventura, diciamolo, poco avventurosa e che forse difetta di ritmo: i pochi colpi di scena (con l’eccezione della sequenza narrativa in chiusura) non riescono davvero a stupire e uno in particolare, che non sveleremo, sa vagamente di retcon (un retcon però non del tutto implausibile e che rievoca un elemento risalente addirittura al DD #63).
Non mancano i consueti riferimenti alla cultura pop, dal già citato Lovecraft a certo Neil Gaiman di American Gods, sebbene in alcuni casi alcuni riferimenti stonino un po’ con l’atmosfera generale della storia (in particolare, un paio di scambi fra Dylan e Groucho).

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Le tavole sono affidate a Paolo Martinello (Dylan Dog – Cronache dal pianeta dei morti), che gestisce bene la resa delle espressioni del viso e sfrutta al massimo l’espediente della manipolazione della realtà, confezionando alcune vignette a metà strada fra i sogni di Christopher Nolan in Inception e le geometrie impossibili di Maurits Cornelis Escher (espedienti ripresi anche da Gigi Cavenago per la copertina, tutta nei toni dell’arancio). Piacevole anche la resa visiva di alcune delle creature lovecraftiane, complici anche gli ottimi chiaroscuri di Martinello che rendono bene le anatomie mostruose dei primi. Peccato, tuttavia, che ad un’impostazione grafica così solida non si accompagni una trama altrettanto avvincente.

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