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Leonardo Cantone

Leonardo Cantone

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Jugband Blues, recensione: viaggio nella mente di Syd Barrett

Jugband Blues

Il decennio degli anni ‘60 ha segnato globalmente incidenti mutazioni sociali e culturali i cui riverberi possiamo avvertirli ancora oggi. Tutte le arti hanno subito un “rivoluzione”, non solo nella volontà di indagare il loro contemporaneo sociale, ma hanno conquistato la libertà di poter sperimentare con i loro linguaggi specifici. La musica è stata una di queste.
Le più grandi figure musicali sono nate in quegli anni: i Doors, i Led Zeppelin, i Deep Purple (solo per citarne alcuni), con i loro front runner assunti a guru non solo musicali ma esistenziali. Tra questi, nel 1965, nacquero i Pink Floyd, con Syd Barret come demiurgo del gruppo.

Jugband Blues, edito dalla Edizioni NPE, scritto da Matteo Regattin e disegnato da Simone Perrazone, esplora la vita “dannata” e l’articolata figura artistica di Barret.
L’esplosione delle “droghe” negli anni ’60 ha fortemente condizionato la produzione artistica (specialmente musicale) di una figura come l’ex leader dei Pink Floyd, e gli autori del graphic novel, riescono nel difficile compito di non banalizzare la figura del “poeta maledetto”, dell’artista che non ha fatto delle droghe un “passatempo”, quanto una “rivoluzione culturale”.

Jugband Blues 1

Prendendo le fila del racconto dall'unico album realizzato sotto la direzione di Syd Barrett, The Piper at the Gates of Dawn, Regattin interpreta la vita di Barrett accompagnando l’artista a due “personaggi”: il ratto e la talpa del settimo capitolo de Il vento tra i salici (da cui prese il titolo dell’album), in cui i due animaletti, attratti dalla musica di un flauto, incontrano il dio Pan. Lo sceneggiatore, dunque, offre la chiave di lettura non solo per comprendere il graphic novel ma anche per inquadrare l’esistenza di Barrett. Artista poliedrico (era anche un pittore) per Syd la musica era motivo di esplorazione, di conoscenza, di tensione divina, non verso un Dio di qualche religione in particolare, quanto strumento attraverso il quale il “piccolo essere umano” può essere proiettato verso una dimensione più grande, altra, extra-umana, costantemente in divenire.

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I disegni di Simone Perazzone, dunque, descrivono questa sorta di biografia emotiva di Barret, raffigurando scenari onirici dal gusto psichedelico (proprio della musica dell’artista) e dalla forte connotazione onirica, riuscendo a tratteggiare le poetiche parole del musicista, ancorandole al tessuto psicologico del personaggio. Vaste splash-page - che si interrompono solo a causa del limite naturale della pagina - si uniscono in un flusso unico, come un paesaggio continuo, metafora della mente allucinata di Barrett, in cui il musicista vaga. Ma la tavola diventa anche contenitore di piccole vignette descrittive, evocative, narrative, finalizzate – in tandem con le aperture visive delle splash page – a raffigurare la brillante, quanto caotica, mente del protagonista.

Jugband Blues 3

Jugband Blues, il cui titolo riprende l’ultima canzone a firma di Barrett per i Pink Floyd, riesca a costituirsi non tanto come biografia “documentaristica” dell’ex leader del gruppo ma, prendendo i momenti salienti della sua vita, ne esplora l’arte, la contraddizione tra essere ed apparire, l’anelito verso un altro tipo di esistenza la cui strada per raggiungerla è quella della Musica.
L’inusuale orizzontale formato delle tavole e, di conseguenza, del volume, riesce ad esprimere con grande forza la sensazione di assistere più ad un flusso di coscienza, che ad un mero racconto.

Stan Lee non farà più sessioni di autografi in pubblico

A 95 anni, Stan Lee è una leggenda del fumetto e, come tale, onnipresente alle convention di tutto il mondo. Negli ultimi anni, il “Sorridente” ha ridotto le sue presenze negli Stati Uniti, terminando quelle in Canada e in Europa. Arriva oggi la notizia che non farà più sessioni di autografi pubblici.

Tuttavia, Desert Wind Comics ha pubblicizzato un elenco di tariffe per le firme di Lee, ma per motivi di sicurezza, le date e le posizioni esatte di questi eventi non sono state rivelate.

La salute e il benessere di Lee sono stati fonte di preoccupazione nell'ultimo anno. Oltre alla morte di sua moglie Joan, ci sono state segnalazioni di abusi sugli anziani e di cattiva amministrazione delle sue finanze.

Jonathan Bolerjack, assistente di Lee, ha detto a Bleeding Cool: "Per essere molto chiari, Stan al 100% non farà più convention pubbliche. Negli ultimi anni il suo benessere è stato compromesso dalle persone per un guadagno economico e quella pratica è finita".

(Via CBR)

Dave Bautista lascerà Guardiani delle Galassia vol. 3 se non verrà usato lo script di James Gunn

L'attore Dave Bautista è stato molto critico nei confronti della decisione della Disney di licenziare il regista e sceneggiatore James Gunn di Guardians of the Galaxy Vol. 3 a seguito di controversi e vecchi tweet del regista. Oggi, l'attore ha annunciato che chiederà alla Disney di rimuoverlo dal film in uscita se la sceneggiatura di Gunn non dovesse essere utilizzata.

"Nessuno difende i suoi tweet, ma questa è stata una campagna diffamatoria su un uomo buono", ha detto Bautista in un'intervista a ShortList. "Ho parlato con Chris Pratt il giorno dopo che è successo e lui è un po' religioso, quindi ha voluto tempo per pregare e capirlo, ma io ero più come: 'Fot****vi. Questa è una cazzata. James è una delle persone più gentili e rispettabili che abbia mai incontrato".

Bautista ha dichiarato che un Guardians of the Galaxy Vol. 3 senza Gunn non è quello per cui ha firmato: “farei un disservizio a James se non lo facessi", ha continuato l’interprete di Drax.

In un tweet, l'attore aveva dichiarato: "Farò ciò che sono legalmente obbligato a fare ma [Guardiani] senza [James Gunn] non è quello per cui ho firmato. GOTG senza [James Gunn] non è GOTG. E sono anche piuttosto nauseato a lavorare per qualcuno che autorizza una campagna diffamatoria da parte dei fascisti #cybernazis."

Lo stesso cast del film aveva già firmato una lettera aperta a favore del regista. Numerose altre celebrità sono venute in aiuto di Gunn sin dal suo licenziamento. Sia Selma Blair che Michael Rooker hanno lasciato Twitter. Anche gli autori Rob Liefeld e Jim Starlin sono intervenuti sul licenziamento di Gunn, con il primo a domandarsi pubblicamente "cosa è successo al perdono?".

Un regista sostitutivo non è stato ancora annunciato per Guardians of the Galaxy Vol. 3 Una petizione fan-made per convincere la Disney a riassumere Gunn per il film è attualmente in corso e raccolto quasi 370.000 firme. Non è stata ancora rivelata la data di uscita della pellicola.

Un'estate italiana, recensione: un noir calcistico nell'Italia del '90

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Il gioco del calcio, in Italia, non è solo uno sport, è una passione bruciante. Per alcuni un sogno, per altri una vocazione. E tra questi c’è chi trasforma il proprio talento calcistico nel lavoro di una vita.
Da questa premessa inizia il graphic novel scritto da Enrico Brizzi e disegnato da Denis Medri.
Il protagonista è Yuri Salati, promessa del calcio italiano degli anni ’80 che, a causa di un disastroso infortunio ha dovuto riscrivere la propria carriera e riconsiderare la propria vita, scegliendo una strada pericolosa: nell’estate del 1990, proprio durante il Mondiale di Calcio, accompagnato da un ignaro amico d’infanzia, Flavio, ha un incarico come corriere di un pallone da calcio “particolare” per conto di un boss criminale. Ciò che quel torrido giorno d’estate ha in serbo per Yuri non potrà che essere tragicamente inaspettato.

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Quella messa in piedi da Enrico Brizzi è un racconto di formazione dolorosa, a volte obbligata, a volte negata, spesso fraintesa. È la parabola ascendente e discendente di un uomo che, vuoi per il destino, vuoi per scelte sbagliate più o meno consapevoli, ha trasformato il sogno in incubo.
Il Mondiale di Italia ’90, per Brizzi è strumento per restituire un immaginario nostalgico, e, contemporaneamente, dare una chiave di lettura agli eventi, un commento e persino un ritmo all’evoluzione della trama. Un’estate italiana ha l’impronta del poliziottesco anni ’80 e la costruzione narrativa del noir.

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Tre sono i principali piani temporali che si mescolano per ricostruire la storia: il presente, quel maledetto giorno della partita Argentina-Camerun, il passato da campione di Yuri, e il passato fondativo di quello che era solo un ragazzino alla ricerca di una propria dimensione nel mondo. Ogni temporalità serve a Brizzi per restituire non solo la complessità tragica della figura di Yuri, ma anche per ricostruire tre epoche diverse lontane nel tempo, ma estremamente vicine all’immaginario del lettore.

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Complice fondamentale di questa ricostruzione è il disegno di Denis Medri. Con linee leggere, vezzi caricaturali e un'attenta ricostruzione iconica, il lavoro di Medri sorregge con forza il testo di Brizzi. Recuperando anche, con fare citazionista, le “immagini” dell’epoca (tra screen televisivi e figurine di calciatori) il disegnatore crea tavole stratificate ricche di dettagli, la cui gabbia “libera” gli permette di condensare più momenti e più sensazioni con grande efficacia narrativa.

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Il volume edito dalla Panini Comics per la collana 9L è un cartonato di grande pregio, a partire la carta, la cui grammatura esalta le scelte coloristiche di Medri, sempre capaci, con il solo colpo d’occhio, di catturare l’atmosfera temporale ed emotiva dei personaggi.

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