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Stan Lee non farà più sessioni di autografi in pubblico

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A 95 anni, Stan Lee è una leggenda del fumetto e, come tale, onnipresente alle convention di tutto il mondo. Negli ultimi anni, il “Sorridente” ha ridotto le sue presenze negli Stati Uniti, terminando quelle in Canada e in Europa. Arriva oggi la notizia che non farà più sessioni di autografi pubblici.

Tuttavia, Desert Wind Comics ha pubblicizzato un elenco di tariffe per le firme di Lee, ma per motivi di sicurezza, le date e le posizioni esatte di questi eventi non sono state rivelate.

La salute e il benessere di Lee sono stati fonte di preoccupazione nell'ultimo anno. Oltre alla morte di sua moglie Joan, ci sono state segnalazioni di abusi sugli anziani e di cattiva amministrazione delle sue finanze.

Jonathan Bolerjack, assistente di Lee, ha detto a Bleeding Cool: "Per essere molto chiari, Stan al 100% non farà più convention pubbliche. Negli ultimi anni il suo benessere è stato compromesso dalle persone per un guadagno economico e quella pratica è finita".

(Via CBR)

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Stan Lee ricorda Steve Ditko

  • Pubblicato in News

Stan Lee ha diffuso un video su Twitter in cui commenta la morte di Steve Ditko, il disegnatore scomparso a fine giugno all'età di 90 anni con cui Lee ha creato Spider-Man e Doctor Strange. Lo scrittore ricorda l'artista con queste parole:

"Non posso chiudere la settimana senza dira una parola su Steve Ditko, Steve è stato sicuramente uno dei creatori più importanti nel settore dei fumetti, il suo talento era indescrivibile. Ho lavorato con lui per molti anni e mi ha sempre colpito il modo in cui interpretava tutto in termini di foto e immagini, movimenti e scene. Raccontava una storia come farebbe un buon regista. Penso che mancherà molto al pubblico, ai suoi fan, e sono sicuro si scriverà moltissimo su di lui col passare del tempo e io sarò uno di quelli che compreranno il libro. Hai davvero lasciato il segno nel mondo. Excelsior."

Ecco il video completo diffuso da Lee:

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La polizia indaga sugli abusi subiti da Stan Lee da parte del suo manager

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Il dipartimento di polizia di Los Angeles sta indagando sul reato di abuso di anziani relativo a Stan Lee, il co-creatore di 95enne dell'universo Marvel. Sebbene l'inchiesta sia stata lanciata a febbraio, è venuta alla luce solo ora dopo che a Lee è stato concesso un ordine restrittivo temporaneo contro Keya Morgan, il collezionista 42enne che negli ultimi mesi era diventato il più stretto consigliere di Lee.

Lo sceneggiatore ha pubblicato un video all'inizio di questa settimana dichiarando che Morgan è il suo unico partner e business manager e che tutti gli altri hanno dichiarato affermazioni false. Tuttavia, questo accadeva prima che Morgan venisse arrestato lunedì con l'accusa di aver presentato un rapporto falso della polizia circa degli uomini armati che che avrebbero tentato di estorcere dei soldi a Lee. È stato rilasciato con cauzione di 20.000 dollari. Secondo The Hollywood Reporter, l'ex avvocato di Lee, Tom Lallas, ha accettato di agire come tutore ad litem per lo scrittore.

Nei documenti processuali depositati mercoledì, Lallas ha affermato che Lee soffre di problemi di udito, di vista e di memoria e non è in grado di "resistere a un'influenza indebita", dando voce alle preoccupazioni espresse dai fan e dai colleghi del settore. Lallas ha valutato il patrimonio di Lee a oltre 50 milioni di dollari, il che lo rende un potenziale bersaglio per predatori finanziari. Joan Lee, moglie di Stan Lee, è morta a dicembre all'età di 93 anni. Da allora, uno dei soci di Lee è stato accusato di aver rubato 300.000$ dal suo conto in banca e di aver utilizzato 850.000$ per comprare un condominio. La stessa persona è accusata di aver ordinato a un'infermiera di utilizzare il sangue di Lee per autografare fumetti.

Morgan, che l'avvocato di Lee sostiene, "si è inserito nella vita del signor Lee come badante", ha detto a TMZ che le accuse sono una "caccia alle streghe" orchestrata dalla figlia e dall'avvocato di Lee. "Al 100% dimostrerò oltre ogni ombra di dubbio che le accuse contro di me sono false. E farò sicuramente un'azione legale contro chiunque stia inventando queste bugie. La verità verrà fuori."

(Via CBR)

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Le grandi storie dell'orrore, recensione: l'horror Marvel anni '50

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Gli anni ’50 furono per il fumetto americano un decennio di transizione, ma ugualmente molto importante, se non addirittura fondamentale. Dopo il boom dei comics dedicati ai supereroi, il genere sembrò aver esaurito tutto quello che aveva da dire e le testate, anche quelle più popolari, chiusero man mano. Furono pochi i supereroi che sopravvissero (fra cui Superman & Batman) mentre altri, durante il decennio, furono protagonisti di rilanci non particolarmente apprezzati.

In questa fase, fu il parco testate della EC Comics, soprattutto grazie a testate memorabili quali Tales from the Crypt, The Vault of Horror, Weird Science e Weird Fantasy, a fiorire e in molti seguirono il loro esempio: fra questi troviamo Martin Goodman, fondatore e presidente della Timely, ovvero la futura Marvel. L’editore, che aveva perso fiducia nel settore puntando su altro, accolse bene la diminuzione di pagine dei comic book (da 64 a 48 prima, a 32 infine) che, per un prezzo di copertina invariato, garantiva un guadagno migliore a fronte di spese più contenute.
Nello stesso periodo, per la precisione nel 1951, Goodman decise anche di avviare una società di distribuzione propria, chiamata Atlas News Co., Inc., che portò a dare un nuovo marchio alle sue testate al posto del “vecchio” Timely.

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Nacquero in questo decennio serie quali Journey into Mystery, Menace, Strange Tales, Tales of Suspence e altre, alcune della quali diverranno famose in seguito per ospitare le prime avventure dei nuovi eroi Marvel. La formula di queste testate era semplice: storie brevi di 6-7 pagine, che presentassero una trama con un finale in grado di far sussultare il lettore. La redazione era composta da pochissime persone, e i disegnatori erano quasi tutti freelance, tuttavia grazie in particolare all’inventiva di un certo Stan Lee, le storie potevano vantare un ottimo livello qualitativo.

Le cose sembravano funzionare, finché nel 1954 non accadde l'impensabile. Lo psichiatra Fredric Wertham pubblicò infatti il volume Seduction of the Innocent in cui dimostrava la sua assurda teoria seconda la quale i fumetti sarebbero una delle principali cause della delinquenza giovanile. Il libro divenne un caso nazionale tanto da avere serie ripercussioni nel mondo del fumetto a cui seguirono - fra le altre cose - fallimenti, chiusure di intere testate nonché la istituzione di un codice di autoregolamentazione approvato dagli stessi editori che rassicurasse i genitori sull'affidabilità della lettura. La verve delle serie crime e horror, dunque, venne duramente colpita e questo spinse gli sceneggiatori ad aggirare l’ostacolo e ad accettare le regole o, in alternativa, a puntare sulle serie fantascientifiche.

Se le suddette vicende colpirono il mondo dell’editoria in toto, lo stesso Goodman ci mise del suo per complicare la situazione. Chiuso il suo ramo distributivo nel 1957, l’editore si affidò ad uno dei maggiori distributori nazionali - la American news company - che però a sua volta fallì di li a breve costringendo Goodman a un’alleanza col suo principale avversario (la National Comic, ovvero la DC) in un patto che gli consentiva la diffusione di solo 8 testate al mese, che l’editore trasformò - astutamente - in 16 bimestrali. Sembrava, insomma, l'inizio della fine. Tuttavia, qualcosa stava cambiando, e grazie al ritorno di Jack Kirby, che già collaborò con Goodman a inizio anni '40, e all’arrivo di artisti come John Romita Sr. e Steve Ditko, non solo il livello qualitativo restò alto, ma soprattutto si preparò il terreno per la rivoluzione Marvel di inizio anni ’60.

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Panini Comics ha deciso di varare una collana dedicata a queste storie partendo da quelle appartenenti al genere horror. Il volume si presenta, dunque, come un’elegante cartonato antologico in cui sono state selezionate un numero elevato di avventure restaurate che portano il totale delle pagine a 296. Il libro, che presenta anche un apparato redazionale inedito, è suddiviso in 5 capitoli, di cui i primi 3 dedicati alle storie anni ’50, un quarto più breve a quelle anni ’70, mentre il quinto e ultimo è composto da una breve storia umoristica che funge da parodia al genere. Una selezione ricca e soddisfacente, che spazia nei sottogeneri horror dalle minacce esterni a quelle più intime e nascoste, dai vampiri agli zombi, passando per fantasmi, mostri e così via.

Non ci troviamo dinanzi a pietre miliari della Nona Arte, Come già premesso nei redazionali dello stesso volume, ma a semplici storie che gli stessi autori sapevano che di lì a poco sarebbero state rimpiazzate nella memoria del lettore da altre. Tuttavia, proprio il loro dover catturare l’attenzione del pubblico, unito anche alla brevità delle stesse, rende queste avventure avvincenti e gradevoli ancora oggi a oltre 60 anni dalla loro pubblicazione originaria. Chi ama, dunque, le serie EC Comics e le storie stile Ai confini della realtà troverà qui pane per i propri denti. Inoltre, veder all’opera artisti come Lee, Dikto e Kirby prima dell’era Marvel non è secondario e aggiunge un valore immenso a questi lavori.

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Come anticipato sopra, il quarto capitolo è dedicato agli anni ’70, quando il genere horror tornò di moda e soprattutto spopolavano i vampiri. Abbiamo, dunque, una selezione di 5 avventure tratte da Vampire Tales in cui possiamo ammirare artisti quali Jim Steranko, John Romita Sr., Bernet e altri. Sono passati 20 anni da quando testate del genere spopolavano e questo appare evidente osservando le tavole in bianco e nero – in questa occasione – delle storie che presentano una narrazione più moderna e una costruzione della tavola più libera e con un tratto più contemporaneo.
Alla luce di quanto detto finora, non possiamo che consigliare l’acquisto del volume, per motivi storici ma non solo in quanto la lettura si è dimostrata appagante e degna di nota.

 

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