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Edizioni BD: in arrivo Briggs Land di Brian Wood e Insecto di Maria Llovet

  • Pubblicato in News

Da 4 ottobre Edizioni BD porta in libreria 2 interessanti novità: Briggs Land, la miniserie Dark Horse scritta da Brian Wood e disegnata da Mack Chater e Insecto, dall'autrice spagnola Maria Llovet. Trovate cover e info qui di seguito.

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BRIGGS LAND volume 1

Disponibile dal 4 ottobre in libreria e fumetteria – 15 euro – colori
In un angolo degli USA, i Briggs gestiscono con pugno di ferro una gigantesca comunità che rifiuta l'autorità del governo e prospera tra imprese criminali e guerriglia. Ma quando con un colpo di mano la matriarca della famiglia sottrae il controllo al marito, l'attenzione dell'FBI e i contrasti interni rischiamo di togliere ogni freno alla violenza facendo implodere la comunità. Il veterano Brian Wood (DMZ, Demo) scrive una serie che arriverà presto in TV grazie ai produttori di The Walking Dead!

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INSECTO

Disponibile dal 4 ottobre in libreria e fumetteria – 13 euro – b/n
Dopo l'esordio con Heartbeat, torna in Italia Maria Llovet, artista dall'estetica a metà tra i manga e la Valentina di Guido Crepax, già vincitrice della Medaglia di Bronzo nel 2012 all'International Manga Award. La storia tenera e disperata di Lucas e Lea, fratello e sorella con problemi a trovare il loro posto nel mondo: lui dislessico e allontanato da tutti, lei ribelle arrabbiata. La solitudine e l'isolamento li spingono ad abbandonarsi a una relazione tabù che non riescono a controllare e che li porterà al di là dei confini invalicabili della società.

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Una sitcom a fumetti, la recensione di Giant Days 1

Giant Days ha quel sapore di comicità all'americana a cui ci hanno abituato le serie tv di successo degli ultimi anni. Friends, Big Bang Theory, Scrubs, hanno tutte in comune, oltre all'essere sit-com, una comicità basata su situazioni ai limiti del verosimile, assurde e anche tragicomiche, personaggi iper-caratterizzati e assolutamente riconoscibili in ogni loro azione e dialoghi paradossali, spesso con frasi a effetto assolutamente inutili ai fini della trama. Giant Day è tutto questo.
John Allison, Max Sarin e Lissa Treiman, rispettivamente autore e disegnatori della serie, forniscono una panoramica di un dormitorio dell'Università dello Sheffild, che benché assolutamente inglese, ricorda quello che accosteremmo a un college-drama statunitense.

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Le protagoniste di questa opera sono tre ragazze, Esther, Daisy e Susan, ognuna caratterizzata secondo alcuni canoni classici della letteratura e del cinema. Esther è una bella e pallida ragazza goth, forte, determinata e “attira-guari”; Daisy è lo spirito libero, l'ingenua e composta matricola che deve ancora fare esperienza del mondo; infine Susan, asse portante del terzetto, indipendente, femminista e dalla battuta pronta. Insieme, le tre amiche affrontano i primi giorni di università accompagnate da alcuni amici, facendo nuove conoscenze, ma soprattutto ritrovandone di vecchie.
La storia comincia con il presentarci le tre protagoniste appena uscite dal liceo e pronte per una nuova vita lontane dalle famiglie, amiche da poche settimane e già inseparabili. Il dormitorio universitario, quel luogo in cui il caso governa le vite degli studenti, così caro alla letteratura anglosassone, ma poco comprensibile per un italiano, ricopre anche in questo caso un ruolo di primo piano, rendendo possibile l'incontro di Esther, Daisy e Susan

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Senza che la sceneggiatura risulti ovvia e noiosa, Allison rappresenta una sfilza di situazioni del tutto verosimili di vita quotidiana tra una lezione universitaria e l'altra. Le vicende che vengono mostrate non sono né avventurose, né tanto meno straordinarie, ma semplici parentesi che chiunque potrebbe aver sperimentato, presentate con una verve quasi surreale tipica delle sit-com.
I problemi delle tre ragazze ci appaiono tanto ordinari quanto però interessanti nel rappresentare tematiche di attualità della cultura moderna: amore, sesso, omosessualità, oggettificazione della donna e maschilismo. Del resto la serie è molto femminile per il punto di vista che viene presentato, con Susan voce fuori campo a risolvere i suoi problemi e quelli delle due amiche; problemi che appaiono sempre nuovi ad ogni episodio, risolvendosi nel finale di ciascun capitolo.
Con un'esagerazione tipica dei problemi adolescenziali, portati all'estremo dall'autore, si ottiene la comicità di cui si permea questo fumetto.

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A sottolineare l'umorismo della storia uno splendido lavoro di disegno dallo stile umoristico e caricaturale, che riesce a mettere in rilievo gli elementi caratteristici dei personaggi, anche grazie alle tinte vive usate per la colorazione digitale da Whitney Cogar, mentre le vignette, molto regolari nella disposizione in pagina, scandiscono il tempo di sceneggiatura come fosse un'opera televisiva.
La serie, nata come web-comic e ora riproposta in volume da Edizione BD per l'Italia, è diventata una vera e propria pubblicazione ongoing grazie al successo ottenuto. Una storia a fumetti con protagonisti ragazzi e rivolta ad un pubblico di adolescenti, ma perfettamente godibile anche ai più grandi.

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Spazio profondo e horror nella nuova opera di Steve Niles, la recensione di The Disciples

Steve Niles, già autore della serie cinematografica 30 giorni di buio, torna sul suo genere preferito, l'horror, con The Diciples, opera a fumetti ambientata in un futuro in cui i viaggi spaziali sono una realtà quotidiana. The Diciples ha come protagonisti tre cacciatori di taglie, mercenari che per questa missione sono stati assunti da un facoltoso personaggio che ha chiesto loro di recuperare la figlia scappata su una colonia spaziale con il ricco capo di una setta, a cui fa riferimento il titolo della miniserie (“Discepoli” in inglese). La missione, però, nel più classico stile degli horror, non si rivelerà semplice come sospettavano Dagmar, Rick e Jules, i tre mercenari che tra apparizioni nello spazio profondo e spiriti dei morti, si troveranno ad affrontare dell'entità non esattamente amichevoli.

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In un connubio tra sci-fi e horror, l'opera fa propri una grande quantità di archetipi dei due generi, citando cult quali Alien di Ridley Scott, George A. Romero con i suoi morti viventi e anche i classici western nella caratterizzazione dei personaggi dei cacciatori di taglie.
La meta della squadra di avventurieri è Ganimede, luna di Giove, acquistata da Mccauley Richmond, ricco industriale e capo della setta, che ne ha fatto la terra utopistica della propria comunità religiosa. Il tragitto per raggiungere il gigante gassoso e il suo satellite inizia con un breve viaggio bordo della navetta del capitano della squadra, Rick; tale salto iperspaziale è anche pretesto per rispolverare un classico della fantascienza che ha perso negli ultimi decenni lo slancio che aveva originariamente, la space opera. Con questo singolo percorso fino a Giove, Niles fa calare il lettore nei temi più classici e puri della fantascienza: la curiosità dello spazio, l'entusiasmo della scoperta di nuovi mondi, la bellezza di pianeti alieni, tutto ciò traspare dalle parole di Dagmar, Rick e Jules arrivati in vista della loro destinazione. L'autore riesce così ad andare oltre la semplice rappresentazione di una realtà futura, con navette spaziali e pianeti lontani, che altrimenti sarebbe solo una cornice informe intorno alla vicenda spaventosa in cui rimangono invischiati i protagonisti. Ma arrivati in vista di Ganimede cominciano gli strani avvistamenti che porteranno l'equipaggio in una spirale di avvenimenti fuori dal comune. La comunità religiosa non esiste più, tutti, o quasi, sono stati uccisi da un'entità che viveva su quel satellite e disturbata dall'arrivo dell'uomo, mentre i protagonisti dovranno cercare di sopravvivere e portare a termine la missione.

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Le tavole di Christopher Mitten, dai tratti quasi tremolanti, ma sempre precise e puntuali nell'obbiettivo costituito dalle tematiche rappresentate, sono abbellite dagli splendidi colori di Jay Fotos, vera perla di questa miniserie, che con delle scelte semplici ma molto efficaci rende le vignette emblematiche e di facile lettura. La colorazione digitale piatta e poco particolareggiata per esempio sui volti, dà il meglio di sé sulla copertura dei campi larghi e degli ambienti illustrati da Mitten, riuscendo in un'accurata contrapposizione tra colori freddi e caldi.

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Il punto debole del volume è però la sceneggiatura. Le 94 tavole della storia sono di fin troppo rapida lettura, con contenuti horror poco convincenti che non arrivano del tutto al lettore; la velocità della storia fa sì che non si riesca a somatizzare la paura che un fumetto del genere dovrebbe suscitare, né a generare suspance o disgusto in quelle poche scene splatter presenti. Nella seconda parte della miniserie, in cui si concentrano i passaggi orrorifici, si assiste a un susseguirsi di eventi talmente rapidi da non averne quasi cognizione e che si risolvono in un finale irrilevante.
Nonostante gli eminenti modelli tirati in ballo da Niles, nessuna delle scelte prettamente horror si può dire riuscita a pieno, finendo per scivolare in numerosi cliché.

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