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Il Codacons denuncia Corto Maltese perché istiga al fumo

  • Pubblicato in News

Nonostante il Codacons ci abbia abituato a battaglie spesso sopra le righe, la nuova iniziativa dell'associazione per la tutela dei diritti dei consumatori questa volta non può non farci sorridere. Sul sito ufficiale del Codacons, infatti, leggiamo che l'associazione ha denunciato Corto Maltese in quanto il fumetto di Hugo Pratt istiga al fumo.

Ecco alcuni passaggi che vi riportiamo:

"Una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e alla Procura della Repubblica di Roma riguardo la nuova storia inedita di Corto Maltese, ‘Equatoria’, in regalo con il quotidiano La Repubblica e in cui il protagonista è raffigurato spesso con la sigaretta tra le labbra.

Il Codacons interviene contro quello che potrebbe rappresentare “un invito subliminale a fumare”: un messaggio scorretto, ineducativo, fuorviante e pericolosissimo, soprattutto per i giovani lettori, per il continuo e ripetuto lasciarsi andare, da parte del personaggio del popolare fumetto, al vizio del fumo.

Com’è noto infatti, Corto Maltese, l’avventuriero romantico e ironico, si caratterizza quale fumatore: il che potrebbe integrare una possibile violazione del divieto di propaganda pubblicitaria dei prodotti da tabacco nonché una forma di pubblicità pericolosa contenente messaggi di istigazione al fumo, in particolare verso i minorenni."

L'annuncio si conclude in questo modo:

""Una vera campagna di civiltà non promuove certo la sigaretta e il fumo utilizzando l’immagine di un personaggio amato dai lettori ma mira a sensibilizzare la collettività sulle gravi problematiche e conseguenze, spesso mortali, connesse al tabagismo”, commenta il Presidente Carlo Rienzi. “Per questo ci aspettiamo che Maltese ‘smetta’ di fumare, ovvero che venga finalmente eliminata la sigaretta dai disegni, cosa che non avvenne per Tex Willer. Nel frattempo, in attesa di questa saggia decisione segnaliamo il caso alle autorità competenti”, conclude."

Noi, non possiamo che commentare prendendo in prestito le stesse parole di Corto:

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Wonder Woman vietato in Libano per via della nazionalità israeliana di Gal Gadot

  • Pubblicato in Screen

Il Ministero dell'Economia e del Commercio del Libano ha ufficialmente vietato la proiezione della pellicola Wonder Woman (qui la nostra recensione) per via della nazionalità israeliana di Gal Gadot e del suo supporto ad Israele nella lotta contro il terrorismo di Hamas nella questione Israelo-Palestinese. Libano e Israele da diverse decadi sono impegnati in una tregua armata sempre sul filo del rasoio, con tensioni socio-politiche sempre alle stelle.

Vige difatti una legge in Libano per vietare e boicottare i prodotti israeliani ed è necessario un voto di 6 ministri per bloccarne la diffusione e, in questo caso, la proiezione. Così è stato, quindi niente spettacolo nei cinema libanesi, ma le copie pirata circolano già nel paese.

Ricordiamo anche che Gadot è stata incoronata Miss Israele 13 anni fa, oltre ad aver prestato servizio nelle forze armate come da obbligo di legge.

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Il disegno di Spider-Woman che Milo Manara regala a Frank Cho riaccende le polemiche

  • Pubblicato in News

Vi ricordate la polemica sulla cover di Milo Manara per Spider-Woman? La posizione sexy della protagonista aveva suscitato un polverone in America, ma vari artisti avevano mostrato la loro solidarietà al nostro connazionale Manara. Fra queste persone c'era Frank Cho, che realizzò una sua versione di Spider-Woman a sostegno del disegnatore italiano, utilizzando poi la posa per numerosi personaggi. I due si sono incontrati a Lucca Comics & Games 2016 e hanno ricordato questo particolare momento in una conferenza, parlando di censura e molto altro. Manara ha regalato, dunque, un'illustrazione a Cho, che, a sua volta, ha riacceso le polemiche.

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L'editor, e attivista femminista Donna Dickens (HitFixHarpy e BuzzFeed) ha pubblicato il seguente post su Twitter:

Molti autori ed editor, oltre che semplici lettori, hanno commentato il disegno e la risposto alla critica censura/rappresentazione della donna. Anche vari siti internazionali hanno rilanciato la discussione a riguardo, come BleedingCool, The Mary Sue e Movie Pilot.

Addirittura, l'artista brasiliana Ana Koehler, membro di Lady's Comics ha raffigurato Cho e Manara nelle stesse posizioni in cui i due hanno disegnato Spider-Woman.

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Insomma, la tematica è calda, come dimostra proprio il recente caso di Cho su Wonder Woman o quello di Scott Campbell sulla nuova "Iron Man". Voi cosa ne pensate?

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Come i cinesi aggirano la censura per Death Note e i manga vietati

  • Pubblicato in News

Via avevamo già parlato in un precedente articolo di alcuni manga la cui vendita era stata vietata in diversi paesi del mondo. Tra questi avevamo segnalato la posizione di Death Note, manga scritto da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata, la cui diffusione è stata bloccata in Cina. La stessa sorte è toccata anche ad altri 37 manga finiti nella stretta maglia della censura del Governo Centrale di Pechino. 

Nonostante questo divieto, però, sui social media cinesi il topic dedicato all'opera di Ōba è uno dei più diffusi. Post contenenti l'hashtag #DeathNote sono stati letti oltre 100 milioni di volte su Weibo, così come sono centinaia di migliaia le conversazioni. Continuando a scorrere anche in altri social possiamo trovare sia commenti circa la versione cinematografica del manga ma anche come condividere immagini o aggirare la censura.

Lo scorso mese di aprile Pechino ha annunciato che ci sarebbe stato un giro di vite sui siti con materiale "violento" o "pornografico", e veniva richiesto a quelli che trasmettono programmi televisivi e film stranieri una licenza. Bisogna "proteggere il sano sviluppo dei giovani", sono state le parole dell'Ufficiale del Ministero della Cultura, Liu Qiang, all'agenzia ufficiale Xinhua.

Jonathan Clements, autore di Anime: A History, ha dichiarato alla BBC Trending radio di non essere sorpreso da questo provvedimento. "Le autorità cinesi sono solite mantenere un certo grado di permeabilità nei loro divieti. Non si vuole rendere al 100% irreperibile il materiale in questione, quanto rendere la reperibilità più difficile alle persone che ne sono realmente interessate. Un divieto come questo, dunque, vuole semplicemente limitare l'accesso casuale a quei contenuti".

Le autorità cinesi e i media giapponesi sono stati in conflitto per decenni. Ma Clements è convinto che grazie a manga ed anime il clima possa allentarsi. "Se parli con un gruppo di giovani cinesi ti renderai conto che nelle loro conversazioni trovi soventi richiami a spettacoli giapponesi. Non li guardano attraverso canali legali, sebbene ci sia un interesse generale su questo materiale, il che alimenta un certo rispetto sottotraccia per la cultura nipponica".

(Via BBC)

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