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Cento anni di Corrierino: il ricordo della redazione

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Quando qualcuno mi domanda "Da quanti anni leggi fumetti?" io rispondo sempre "Da prima ancora che imparassi a leggere!". E non è una bugia. Ho imparato a leggere in prima elementare, ma acquisto fumetti dall'età di tre.
Ovviamente fra le mie letture c'era il Corriere dei Piccoli, che poi si trasformò in Corrierino. All'epoca adoravo soprattutto Topolino, Corriere dei Piccoli e Tiramolla, il Giornalino di meno perché aveva anche storie per i più grandicelli (per questo iniziai a collezionarlo più in là) ed io preferivo storie con personaggi "cartooneschi". Una volta, ricordo, in edicola acquistai uno speciale estate, e quando lo rividi su eBay qualche anno fa, fu il mio primo acquisto on-line sul sito d'aste, mi iscrissi appositamente.
Ricordo benissimo il numero che segnò il passaggio da Corriere dei Piccoli a Corrierino. Era il 1993. Il giornale aveva la copertina che si apriva e, una volta aperta, c'era il nome nuovo della testata. Ricordo che l'avevo sempre con me e che lo definii il mio fumetto preferito, almeno all'epoca.
Ricordo quando in allegato c'erano le musicassette con le avventure a fumetti recitate. Ricordo anche una serie di animaletti da collezionare con cui giocavo spesso. Ricordo quando aumentò di duecento lire, lo presi, corsi a casa e uscii di nuovo per dare subito l'importo mancante all'edicolante.
Ricordo il Signor Bonaventura, Gino, le avventure di Fantozzi, le Tartarughe Ninja. Adoravo quel giornaletto, anche se a vederlo oggi la qualità non era poi così alta, ma per me all'epoca era la Bibbia.
Non ricordo come o perché smisi di acquistarlo, ma ricordo che l'ultima volta lo vidi con un nome ed un formato diverso e che poi non lo vidi più, almeno in edicola. Peccato che, in occasione del centenario, non ci sia stato un rilancio, magari allegato al Corriere, in fondo ci sono tanti supplementi. Peccato che non ci sia stata nemmeno una collana a volumi con le storie migliori, o magari che presentava le varie annate. Peccato, in fondo dobbiamo ringraziare lui per aver dato il via al nostro fumetto che, cent'anni dopo, vanta una delle migliori tradizioni al mondo. Buon anniversario Corrierino. (Gennaro Costanzo)

Il Corriere dei Piccoli era già nei suoi ultimi anni. Non so bene quanti ne mancassero alla fine, ma per me furono gli anni degli inizi. Delle prime letture, delle prime belle sensazioni scatenate da degli albetti di carta colorata. E spillata.
Poi è arrivato Topolino, più tardi ancora i supereroi. E fu la perdizione.
Fatto sta che la mia storia personale ha visto nel Corriere dei Piccoli il primo grande passo verso un mondo fatto di emozioni, di attese. Il primo appuntamento periodico con quel regno sconfinato chiamato edicola. Così pieno di fantasia, di miraggi a buon mercato, di sogni da non lasciar marcire. Che per un adulto forse saranno niente ma, per il bambino che ero, erano davvero tutto. (Simone Celli)

Il primo fumetto che io abbia mai letto era... Topolino.
Ok, ma il secondo era il Corrierino, a 7-8 anni. Lo iniziai a leggere a casa della mia babysitter che per qualche arcano motivo ne teneva annate intere. Probabilmente era per tenermi buono, cosa che gli è riuscita benissimo dato che le ho finito tutti i numeri rimanendo per ore affascinato da quelle storie, così diverse a volte dai canoni disneyani. Divenne il secondo fumetto acquistato da mia madre ed ogni mercoledì guai se non trovavamo Topolino e il Corrierino. (Riccardo Galardini)

Se penso al Corriere dei Piccoli, tre personaggi mi vengono in mente: la Pimpa di Altan; la Stefi della Nidasio ma, soprattutto, i mitici Ronfi di Adriano Carnevale. Per me erano la risposta italiana ai Puffi di Peyo: certo erano più pelosi, disegnati in maniera meno elegante, ma anche più genuini e meno spocchiosi... insomma più italiani!!!
Alle loro bellissime avventure era spesso affiancato un gadget cartaceo che potevi staccare dal centro della rivista; armato di forbice, colla e molta fantasia mi ero creato il mondo dei Ronfi in casa.
Avevo la loro funivia che arrivava dal pavimento fino alla sedia in cucina, la pista di automobilismo, le loro case... praticamente ho invaso casa nostra... per la gioia di mia madre.
A quel tempo c'erano molte riviste per bambini (oltre ad il Giornalino mi ricordo SLURP! e Snoopy, che pubblicava Calvin & Hobbes); ma i Ronfi del Corriere dei Piccoli hanno conservato un posto particolare nel mio cuore di bambino. Ronf. (Cris Tridello)

Mia madre mi raccontava che da neonato mi leggeva le onomatopee dei fumetti, era uno dei modi più efficaci per farmi ridere a crepapelle; poi a 4-5 anni obbligai i miei genitori ad insegnarmi a leggere, così da potermi godere da solo i fumetti. La mia passione si sviluppò, come per molti miei coetanei, col classico Topolino, con le riviste Warner con le storie di Bugs Bunny & Co., con qualche copia ingiallita di Geppo e Nonna Abelarda... e il Corrierino. Il Corrierino era qualcosa di diverso, perché non raccontava le avventure di un solo gruppo di personaggi o di un universo narrativo, ma al suo interno ci si trovavano i Puffi, Lucky Luke, Jacovitti, ReDiPicche e molti altri. Insomma, era una vera e propria rivista contenitore per bambini, la mia prima; pochissimo tempo dopo scoprii il Giornalino e Linus, ma la mia prima offerta così eterogenea di fumetti fu il Corrierino.
Ricordo ancora il passaggio da "Corriere dei Piccoli" a "Corrierino" nel '93, celebrato da una doppia copertina, identiche se non per il titolo della testata: all'epoca molti miei coetanei crescendo cominciavano a vergognarsi a comprare qualcosa che era rivolto "ai piccoli", e ricordo l'editoriale in cui il Direttore spiegava il cambiamento del nome proprio perché evidentemente nei cortili di molte scuole elementari c'erano bambini che lo snobbavano, come i miei compagni di classe. Oggi, col senno di poi, sintetizzerei tutto ciò con "tentativo di allargare il target", ma un bambino di 8 anni si ricorda le cose senza termini troppo specifici.
Ricordo una serie di musicassette allegate, ognuna delle quali con barzellette, una sorta di "radiodramma" di una storia a fumetti contenuta nella rivista, e ancora sigle dei cartoni, canzoni per bambini, rubriche, e interviste a personaggi dello spettacolo (ho un ricordo vividissimo di un'intervista a Paolo Vallesi, e di una ad Aleandro Baldi e Francesca Alotta, non mi spiego perché mi sia rimasta in mente una cosa simile dalla mia infanzia...).
Ricordo anche la chiusura della rivista nel 1995, che avvenne proprio nel momento in cui iniziavo ad esplorare altri tipi di fumetti (i primi manga, i primi supereroi) e la fine della testata è stato per me un vero e proprio passaggio di testimone; indubbiamente, però, considero il Corrierino una "nave scuola" che ha contribuito non poco a farmi conoscere e innamorare del medium fumetto. (Carlo Alberto Montori)



Redazione Comicus
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