Menu

 

 

 

np6-6-28

Fumettisti, attori e lettori in ricordo di Stan Lee

  • Pubblicato in News

La morte di Stan Lee, avvenuta ieri, non ha lasciato indifferente il mondo del fumetto, del cinema e, naturalmente, ha colpito i fan di tutto il mondo che hanno mostrato tutto il loro affetto per il co-creatore dell'universo Marvel sui social.

Naturalmente, la stessa Marvel Comics, attraverso il suo sito ufficiale, e la Disney hanno diffuso un lungo comunicato in ricordo dell'autore.

"Oggi, Marvel Comics e The Walt Disney Company i fermano e riflettono con grande tristezza sulla morte del presidente emerito della Marvel, Stan Lee. Con grande cuore, porgiamo le nostre più sentite condoglianze a sua figlia e a suo fratello, e onoriamo e ricordiamo il creatore, la voce e il campione della Marvel."

Sono diversi gli artisti, fumettisti, attori, editori, editor che hanno ricordato il grande Stan. Addirittura, l'esercito americano e la Nasa hanno dedicato un post a Lee. Di seguito abbiamo raccolto una serie di testimonianze che ricordano con affetto e commozione Stan Lee.

Leggi tutto...

Addio a Stan Lee, co-creatore dell'universo Marvel

  • Pubblicato in News

Ci ha lasciati a 95 anni Stanley Martin Lieber, meglio noto con il nome di Stan Lee, celebre in tutto il mondo per aver co-creato l'universo Marvel.

A darne l'annuncio è stata la figlia di Lee al sito TMZ che riporta che un'autombulanza si è recata nella mattinata nell'abitazione dello sceneggiatore trasferendolo di corsa al Cedars-Sinai Medical Center, luogo in cui è deceduto. Lee aveva sofferto di diverse malattie nell'ultimo anno fra cui polmonite e problemi di vista.

Lee inizia a lavorare giovanissimo per Martin Goodman alla Timely Comics, futura Marvel Comics, e già nel 1941 appare un suo riempitivo su un albo di Captain America. Assumerà un ruolo sempre più importante nell'azienda e il successo arriverà a inizio anni '60 quando, insieme a Jack Kirby e a Steve Ditko, porrà le basi per il nuovo universo Marvel, creando personaggi quali i Fantastici 4, Spider-Man, Hulk, Avengers, X-Men, Iron Man e molti altri ancora.
Nostante la sua avanzata età, Lee fino alla fine ha lavorato a progetti personali e ha partecipato a numerosi camei per le pellicole Marvel Studios.
Nell'ultimo periodo, diversi problemi di salute e abusi da parte del suo manager, hanno destato non poche preoccupazioni.

Lee è sopravvissuto a sua figlia J.C. e a moglie di 69 anni, Joan, morta nel 2017.
La figlia di Lee ha dichiarato dice a TMZ: "Mio padre amava tutti i suoi fan, era l'uomo più grande e più rispettabile".

La Redazione di Comicus saluta con grande commozione e affetto Stan Lee per tutte le gioie che ci ha regalato nel corso degli anni. Grazie di tutto, Stan.

Leggi tutto...

Comicus cerca nuovi collaboratori

  • Pubblicato in News
Comicus è sempre alla ricerca di nuovi collaboratori per per garantire aggiornamenti sempre più frequenti e di qualità. Unisciti alla nostra redazione, cerchiamo appassionati di fumetti di ogni scuola e genere, nonché di cinema e animazione.
Se sei interessato a collaborare con noi, invia una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e ti spiegheremo tutto nei minimi dettagli.

Attualmente siamo in cerca di
- newser, sia di fumetti che di cinema e animazione;
- autori per pezzi critici con conoscenza approfondita del medium.

Ti contatteremo privatamente il prima possibile per approfondire i termini della collaborazione e per valutare insieme le tue prove.
Nel testo della mail, non dimenticare di inserire informazioni su di te ed il campo di interesse fra quelli sopra citati.

Contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., attendiamo solo te!

Leggi tutto...

Affrontare la proprie paure con l'ironia: intervista a Daniel Cuello

Per leggere la recensione di Guardati dal beluga magico, clicca qui.

Daniel Cuello, dopo il successo di Residenzia Arcadia, pubblicato da Bao Publishing, torna con un nuovo libro, dove raccoglie le sue strip più famose ma inserisce un racconto breve molto intenso e personale. Lo abbiamo intervistato al Napoli Comicon 2018, dove abbiamo affrontato temi importanti e caldi. Soprattutto in questo momento storico.

Come mai la scelta di creare una storia insieme alle tue famose strip?
Ci tenevo tanto a raccontare qualcosa di personale, un momento ben preciso della mia vita, quello che stavo vivendo mentre pensavo alla storia. Nel racconto faccio fare un salto al mio personaggio. Un salto nei miei “passati”, ma non solo: l’ho trasportato dalle strip a qualcosa di più strutturato ed elaborato. Una cosa di cui sentivo il bisogno, ho molte cose da raccontare e volevo partire da questa.

Tra prologo e capitoli c’è un intermezzo delle tue strip più famose, come mai questa scelta di spezzare la continuità?
Tutte le strip e il racconto sono ambientate nello stesso universo: nella realtà. Per quanto esasperata e alcune volte no sense, parlo sempre della realtà che mi circonda. Certe strip possono non sembrare verosimili, ma sono tutte “sincere”, basate su eventi che mi accadono realmente. Fanno parte del racconto complessivo, anche se sembrano lontane dal tema del racconto.

COVER GUARDATI DAL BELUGA MAGICO

Ricordi e malinconia, senso di esclusione, integrazione e appartenenza. Cosa ti ha spinto a scrivere ora di questi temi? C’è stata una necessità particolare o qualche stimolo che ha innescato la storia?
Erano cose che vivevo mentre scrivevo il racconto. Avevo la necessità di esternarle e un racconto mi sembrava il modo migliore anche per liberarmene, in un certo senso. Sarà retorico, però per me è stato terapeutico. Liberarsi da certi pesi emotivi che mi stavano schiacciando è stato come prenderne coscienza e sono riuscito a esorcizzarli alleggerendomi un pochino.

Visti i temi affrontanti, il personaggio potrebbe essere ampliato...
Infatti uno dei miei obiettivi è quello di farlo crescere. Questo è solo l’inizio, In futuro ci saranno altri sviluppi. Ho molte cose in serbo per “il personaggio”. Anche se al momento mi sto occupando di cose diverse.

Anche il tono è molto particolare.
Sì, ci tenevo a essere ironico. Ci sono temi molto importanti che non volevo raccontare in modo pesante. Si parla di appartenenza, esclusione e malinconia, persino depressione, tematiche che non vorrei trattare in modo patetico. Mi piace arrivarci in modo ironico, appunto, e un po’ per volta. Con la prima lettura magari viene da sorridere, mentre con la seconda si notano sfumature più celate ma presenti. Questo perché chi lo legge non deve sentirsi appesantito, deve poterlo leggere senza stufarsi, così da cogliere poi il messaggio sottostante. È un espediente, è il mio modo di raccontare. Anche perché è proprio il mio modo di vedere la vita: c’è sempre comicità e drammaticità, è il metodo narrativo che più mi rappresenta.

Il bambino menzionato nel racconto, sei tu realmente oppure è solo uno spunto narrativo? C’è un motivo particolare? E perché come rappresentazione della paura c’è proprio il Beluga?
Il bambino è effettivamente il me bambino. Cioè, io realmente avevo quella maglietta a righe. Divido la mia vita, un po’ come fanno tutti, in grandi capitoli. C’è il capitolo uno, Argentina, fino a quando avevo 8 anni. Sono stato catapultato in Italia ed è iniziato un altro capitolo. È iniziata l’adolescenza, in Italia, e quello è stato un altro capitolo ancora, e così via fino ad oggi.

GUARDATI DAL BELUGA MAGICO 4

Andiamo un attimo off-topic, anche se nemmeno tanto. Quando sei arrivato in Italia com’è stato?
Io sono stato fortunato, ti dirò. Per due semplici motivi: sono bianco e sono argentino. Questa cosa, vista dagli altri, non mi fa percepire come straniero, “sono uno di loro”. Questo ti fa capire quanto il razzismo sia una questione di pura percezione di chi il razzismo lo fa. Se fossi stato anche solo un po’ più scuro avrebbero avuto qualcosa di cui lamentarsi, pur mantenendo tutto il resto identico. Questo, non posso negarlo, mi ha aiutato. Però ho vissuto sempre con questa strana sensazione di non sentirmi mai completamente a casa in Italia e non sentirmi più a casa neanche quando tornavo in Argentina. Perché vieni visto dagli argentini come uno che se n'è andato. Addirittura mi chiamavano “tano”, un appellativo che viene dato agli Italiani. Anche loro mi vedevano come straniero e in Italia ovviamente mi dicevano che ero straniero perché venivo dall’Argentina. Non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte. Penso che chi è andato a vivere da un’altra parte, soprattutto da piccolo, capisce perfettamente di cosa sto parlando. Hai tutto l’imprinting del tuo paese ma anche l’accumulo culturale del luogo in cui ti trovi. Non riesci a trovare il punto preciso di equilibrio. Capita a tutti gli immigrati di prima generazione e, ripeto, io sono stato “fortunato”. Per quelli che hanno vissuto questo distacco è normalissimo sentirsi in questo modo. L'aspetto positivo è che ti apre la mente, vedi le cose da più prospettive. Avere un occhio dentro e un occhio fuori mi fa vedere i pregi e i difetti dell’Argentina come dell’Italia. Questo meccanismo è visibile in Residenza Arcadia. I personaggi sono sì stronzi, ma ne mostro sia i pregi che i difetti.
Per rispondere alla questione della rappresentazione della paura ti posso dire “perché è innocuo”. Il Beluga è il panda dei mari, totalmente inoffensivo. La paura, per certi versi, è un qualcosa che provi solo tu. È la tua immaginazione, un tuo modo di vedere le cose e la realtà. Quando ho fatto la strip da cui è nato tutto il libro, quella riportata anche nella quarta di copertina, mi serviva un colpo di scena, dovevo sfruttare qualcosa di non spaventoso, per far comprendere il concetto. Intorno al Beluga, infatti, ci sono persino un arcobaleno e delle stelline, non fanno paura, anzi, sembra tutto bello.

Tecnicamente la struttura del libro è divisa in atti. Ogni intermezzo rispetta precisamente delle categorie delle strip. C’è la fiction, l’amico disturbatore, Piero Angela, le riflessioni al pc. Alcune sembrano il preludio del tema della storia inedita ed arrivano quasi subito prima dell’inizio del capitolo. Sono state pensate per la storia oppure è una coincidenza? Dato che sono già online da tempo, le hai pensato in precedenza al libro e con finalità su esso?
Sì, ho cercato di fare una divisione per tema. Non so se ci sono riuscito alla perfezione, ma era questo il mio intento. Per risponderti alla coincidenza o meno, ti dico subito che alcune son state create ad hoc per la storia breve. Sono totalmente inedite e non si trovano sul web. Quella che ha dato il via al tutto, come ti dicevo prima, è quella del Beluga Magico, che ho ampliato ed elaborato, fino ad arrivare al racconto breve.

Alcune strip presenti sul web sono quasi premonitrici. Come se aleggiasse già nell’aria questo racconto.
Sì, anche se in un primo momento possono sembrare totalmente scollegate tra di loro, nel libro ho dato alle strip la continuità che c’è hanno nel mio cervello, come se fosse una serie televisiva divisa in tanti capitoletti. Ci sono personaggi ricorrenti, guest star e gag ricorrenti. Prendiamo Piero Angela: lui torna spesso, perché è un personaggio che mi piace. Appare anche nel racconto breve, per dare questo senso di continuità. Volevo che il racconto avesse la stessa atmosfera delle strip. Non doveva essere una cosa a sé stante o totalmente nuova, altrimenti avrebbe stonato con l'insieme.
 
Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Stai già lavorando a qualcosa?
Non posso dire granché in realtà, ho già in programma e in lavorazione il prossimo libro, che uscirà nel 2019. Sarà un graphic novel autoconclusivo, con personaggi nuovi e totalmente inediti. Non c’entra né con Residenza Arcadia, né con il Beluga. Vedrete!

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.