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Bonelli annuncia il Dylan Dog Wedding Box

  • Pubblicato in News

Sul sito ufficiale Bonelli è stato annunciato lo speciale Dylan Dog Wedding Box, che verrà presentato a Lucca Comics & Games. Potete trovare le info e le immagini qui di seguito.

"Su internet se ne parla da tanto: con l'uscita del numero 400, la serie dedicata a Dylan Dog non sarà più la stessa! Ma prima ancora dell'arrivo della meteora, nel numero 399, un altro grande evento sconvolge la vita dell'Indagatore dell'Incubo: un matrimonio. Il suo matrimonio!

Oggi sposi è scritto da Roberto Recchioni con i disegni di Marco Nizzoli, Luca Casalanguida, Nicola Mari, Sergio Gerasi e Angelo Stano. Un pool d'eccezione per un numero d'eccezione, che sarà in edicola a partire dal 29 novembre ma che troverete nei nostri stand lucchesi (e anche nel nostro Shop online e al Bonelli Point di Milano) all'interno della prestigiosa Dylan Dog Wedding Box.

L'ormai tradizionale scatola di legno che compone la Dylan Dog Wedding Box viene venduta al prezzo di 29,90 euro. Al suo interno, la versione "regular" di Oggi sposi, una versione variant con copertina bianca (venduta anche separatamente), una versione variant con copertina nera e una nuova versione con colorazione "pop" di "Finché morte non vi separi". In più, l'esclusiva partecipazione nuziale, una speciale fialetta di bolle di sapone e un peculiare anello di fidanzamento."

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Dylan Dog: James Wan e Atomic Monster con Bonelli per produrre la serie tv

  • Pubblicato in Screen

Riceviamo e pubblichiamo:

JAMES WAN E LA SUA ATOMIC MONSTER CON BONELLI ENTERTAINMENT PER PRODURRE LA SERIE TV DEDICATA AL FUMETTO HORROR CULT  “DYLAN DOG” 

7 Ottobre 2019 –Los Angeles / Milano 

Atomic Monster di James Wan sarà al fianco della Casa editrice di fumetti Sergio Bonelli Editore per realizzare una serie TV in lingua inglese basata sul fumetto cultDylan Dog.

“Dylan Dog,” creato da Tiziano Sclavi, si svilupperà come una serie live-action in 10 episodi, ispirata al popolare fumetto che vede protagonista il celebre “Indagatore dell’incubo” alle prese con mostri, fantasmi, vampiri, lupi mannari e zombi. La serie, nata 33 anni fa e pubblicata negli Stati Uniti da Dark Horse Comics, vanta un catalogo di oltre 500 storie a fumetti e dal suo debutto a oggi ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo.

Per Bonelli Entertainment, la divisione che sviluppa i progetti cinematografici e televisivi basati sui personaggi della Casa editrice, i produttori esecutivi saranno Vincenzo Sarno (Bonelli) e Giovanni Cova (QMI), con la supervisione di Michele Masiero e Simone Airoldi. Per Atomic Monster, i produttori esecutivi saranno James Wan e Michael Clear, con la supervisione di Rob Hackett.

“James Wan e Atomic Monster sono maestri del genere horror e hanno una profonda sensibilità circa il modo migliore di adattare i fumetti allo schermo” spiega Davide Bonelli. “Siamo entusiasti del fatto che una squadra come questa sia al lavoro su uno dei nostri personaggi più importanti”.

“Dylan Dog è uno dei miei fumetti preferiti di sempre” aggiunge James Wan (regista diAquaman,dell’universo diThe Conjuringe diMalignant,di prossima uscita). “Sono stato iniziato per la prima volta alle storie dell’Indagatore dell’Incubo al liceo, dai miei amici europei. Anche se in quel momento non ho capito il testo a causa della lingua, ho facilmente ricostruito la storia attraverso i bellissimi disegni e i riferimenti al genere horror. Sono emozionato all’idea di collaborare con Sergio Bonelli Editore per portare tutto questo sullo schermo”.

Il prossimo appuntamento per Atomic Monster sarà conThe Conjuring 3, con Vera Farmiga and Patrick Wilson, in uscita l’11 settembre 2020.  La società è al momento impegnata nella produzione diThere’s Someone Inside Your House per Netflix, diMortal Kombat per New Line e, per Starlight Media and Midas Innovation, diMalignant,diretto dallo stesso James Wan. Per la tv, Atomic Monster sta lavorando alla quarta stagione diMacGyver per CBS e ha da poco concluso la produzione della serie Swamp Thing per DC Universe.

Sergio Bonelli Editore, fondata nel 1941, è una delle Case editrici di fumetto più importanti del mondo. Le storie dei suoi personaggi sono distribuite in oltre 35 paesi. Bonelli Entertainment, la divisione di Sergio Bonelli Editore che sviluppa progetti cinematografici e televisivi basati sui suoi fumetti, è attualmente impegnata nella realizzazione di un film live action, prodotto con Eagle Pictures e Brandon Box e in uscita nel 2020, che vedrà protagonista il personaggio di Dampyr. Per la tv, Bonelli Entertainment sta co-producendo con Rai la serie animata basata sul personaggio di Dragonero. Prossimamente, sul versante editoriale, Sergio Bonelli Editore collaborerà con DC Comics per una serie di graphic novel in cui personaggi dell'universo DC e quelli dell’universo Bonelli uniranno le forze in una serie di crossover a fumetti.

Wan è rappresentato da Paradigm, Stacey Testro International e dall’avvocato David Fox.

Bonelli è rappresentata da Bonelli Erede e dagli avvocati Giovanni Guglielmetti e Pasquale Tammaro.

DD WAN

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Dylan Dog #397 – Morbo M, (-3 alla meteora!), recensione

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Dopo la guerra del precedente #396, questo Dylan Dog #397 è tutto consacrato ad un altro dei quattro cavalieri dell’apocalisse, ovvero la pestilenza, come il titolo "Morbo M" lascia subito intendere. Si tratta di una consacrazione più suggerita che effettivamente realizzata, sia chiaro: se il precedente numero lasciava spazio ad una buona dose di violenza e di splatter, il numero di questo mese sembra essere più incentrato sulle atmosfere e sui dialoghi che sull’azione vera e propria.

Londra è infatti preda del cosiddetto “morbo della meteora”, una malattia multiforme e inarrestabile che sembra non avere cura: ai contagiati, temuti e odiati dalla popolazione sana, non resta che nascondersi o finire reclusi negli ospedali ormai sovraffollati. È in questa Londra vittima dell’epidemia che troviamo il nostro affezionato indagatore dell’incubo intento ad occuparsi di Billie Matter, una vittima del morbo il cui corpo rischia di consumarsi lentamente fino alla morte. Si tratta del punto di inizio di una storia che vedrà Dylan ed il vecchio ex-ispettore Bloch alla ricerca di una cura portandolo ad indagare sui rari sopravvissuti alla malattia, i figli della meteora e su una serie di esperimenti condotti al centro di ricerche di Stockton.

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Come già anticipato, si tratta di un albo in cui l’azione riveste un ruolo quasi irrilevante se rapportato ai dialoghi e alle atmosfere, che oscillano fra il surreale, il perturbante e l’orrido, come nel romanzo (anche questo a tema epidemie) Cecità dello scrittore portoghese José Saramago. Non ci si stupisce, dunque, che questo numero sia opera dello stesso team dell’ottima miniserie Ut di qualche anno fa, con Paola Barbato ai testi (ormai presenza quasi fissa sulla testata) e Corrado Roi alle matite. Nel complesso si tratta di una storia interessante, ricca di spunti di riflessione e la cui ambigua conclusione promette sviluppi interessanti nei numeri futuri. Peccato, tuttavia, per alcune piccole forzature nella trama che potranno far storcere il naso ai lettori meno avvezzi alle atmosfere più surreali e astratte.

Venendo alla questione della continuity della meteora, dobbiamo purtroppo constatare come manchi un effettivo legame con la macrotrama messa in piedi sinora da Recchioni: non è sufficiente modificare leggermente nomi e situazioni ed attribuire la causa scatenante delle vicende ad una lontana (ma ormai non più tanto) meteora malvagia per costruire una buona continuity; non sono neanche sufficienti le poche pagine di raccordo ad inizio e fine albo (per quanto stuzzicanti) a garantire consistenza a una storia più grande che si fa attendere da ormai molti mesi.

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Il comparto artistico è anticipato dalla bella copertina, tutta virata sui toni acidi, di Gigi Cavenago ed è affidato, come già detto, a Corrado Roi. Quest'ultimo, senza stravolgere la tradizionale griglia bonelliana, confeziona un buon numero, estremamente funzionale alla narrazione della Barbato: si respira qui l’atmosfera del precedente Ut, specie nella resa dei malati orrendamente deformati dal morbo che contrasta sia con la bellezza dei personaggi femminili, in cui Roi eccelle, sia con l’asetticità e la linearità delle ambientazioni ospedaliere. Unica pecca, la resa del volto di Dylan Dog, a nostro avviso troppo affilato e al limite dell’androgino.

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Dylan Dog #396 – Il suo nome era guerra, (-4 alla meteora!), recensione

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L’apocalisse si avvicina, quantomeno nel mondo cartaceo di Dylan Dog, e come il testo giovanneo prescrive, verrà anticipata da presagi, profeti ed emissari della fine. E, fra questi, la palma dei più celebri (e scenografici) ambasciatori della catastrofe va ai quattro cavalieri dell’Apocalisse: Guerra, Pestilenza, Carestia e Morte. Il riferimento ad almeno uno dei quattro cavalieri era dunque d’obbligo, tanto più che il conto alla rovescia della meteora orchestrata da Roberto Recchioni strilla in copertina un vertiginoso -4: ed il riferimento non si fa attendere, in questo Dylan Dog #396, intitolato appunto Il suo nome era guerra, scritto da Giovanni Eccher e disegnato da Luigi Siniscalchi.

Nonostante l’eco biblica del titolo, tuttavia, non ci sono cavalli né cavalieri in questa storia: la guerra rappresentata nelle pagine di questo albo è reale ed appartiene al passato dell’ispettore Carpenter, che scopriamo aver combattuto in Iraq nei reparti speciali. Quando i suoi ex-commilitoni inizieranno ad impazzire ed a compiere stragi, toccherà a lui ed a Dylan cercare di venire a capo dell’ondata di violenza scatenatasi per le strade di Londra.

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Eccher svolge un buon lavoro di approfondimento del personaggio di Tyron Carpenter (e in parte, di quello di Rania Rakim), ponendolo al centro di una vicenda che contribuisce a dare sostanza ad un personaggio a nostro avviso poco presente finora. Sebbene lo spunto narrativo non sia poi molto originale e la componente della condizione di reduce di Carpenter sia a nostro avviso sotto-rappresentata, la storia scorre piacevolmente fino al colpo di scena finale che promette interessanti ripercussioni negli albi a venire. Buona la gestione di Groucho, in secondo piano ma risolutivo dove la trama lo richiede.

Per quanto riguarda poi la continuity della meteora, questo albo è il primo in cui la classica autoconclusività delle storie di Dylan Dog si integra in maniera omogenea con le necessità narrative di un ciclo più ampio: sebbene il contributo alla trama della meteora in questo numero non sia enorme, le poche novità introdotte si amalgamano bene con il resto della storia, senza sequenze finali o iniziali del tutto slegate a dagli esiti posticci come negli albi precedenti.

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Il comparto artistico, anticipato dalle copertine sempre impeccabili di Gigi Cavenago, è affidato a Luigi Siniscalchi, che non osa particolarmente nella strutturazione delle tavole: raramente la classicissima 3x2 bonelliana viene sovvertita, con la parziale eccezione delle ultime pagine della storia che costituiscono una sequenza muta ottimamente riuscita. Quanto ai disegni, il tratto veloce ed espressionista di Siniscalchi si adatta bene ad una storia ricca di azione come questa, con un buoni risultati anche nella resa dei volti, grotteschi e contratti, di alcuni personaggi, oltre che di alcune sequenze splatter che non vi anticipiamo.

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