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SUPERMAN - 65 anni più veloci di un proiettile Parte 7

IL RILANCIO POST-CRISIS: RICREARE UNA LEGGENDA

Dopo aver scritto e disegnato per anni serie importanti come FANTASTIC FOUR, ALPHA FLIGHT e INCREDIBLE HULK, l’autore di punta della Marvel, John Byrne, cominciò a trovarsi sempre più a disagio all’interno della Casa delle Idee a causa di contrasti con l’allora editor in chief, il grande (ma dispotico) Jim Shooter. Fu in quel momento che la DC colse la palla al balzo e chiamò Byrne per occuparsi del nuovo Superman post-Crisis, dandogli carta bianca; le sole imposizioni che ricevette riguardavano i nomi Clark Kent, Lois Lane, Jimmy Olsen, Perry White e “Daily Planet”, uniche cose che non dovevano essere modificate per mantenere riconoscibile il personaggio. Inutile dire che Byrne, dovendo scegliere tra una situazione che ormai trovava insopportabile e un incarico prestigioso che lo avrebbe posto per sempre nell’Olimpo degli autori di comics, scelse la seconda opzione. Fu così che nell’estate del 1986 uscì MAN OF STEEL, miniserie in 6 numeri che riscriveva le origini dell’Uomo d’Acciaio, aggiornandole per il pubblico degli anni ’80, scritta e disegnata da Byrne, che restituì al primo supereroe il successo che meritava.



Subito dopo, l’autore canadese iniziò ad occuparsi dei titoli regolari del Kryptoniano, ovvero ACTION COMICS e la nuova SUPERMAN Vol. II, che prendeva il posto del titolo originale del 1939, che non chiuse, ma cambiò nome in ADVENTURES OF SUPERMAN, affidata a Marv Wolfman e Jerry Ordway. La casa editrice prese contatti anche con Moore, ma lo scrittore inglese rifiutò, perché contrario all’operazione, convinto che cancellare la continuity classica fosse un errore.
Il Superman post-Crisis, anche se non troppo distante da quello conosciuto dal pubblico mondiale, presentava dei cambiamenti: i suoi poteri erano ridotti, era il solo sopravvissuto all’esplosione di Krypton, non aveva mai indossato il costume di Superboy ed era un personaggio più umano, spesso agitato da dubbi. Anche il mondo dei fumetti di Superman risultò cambiato, dato che Kal-El proveniva non più da un Krypton ricco e vitale, ma da un pianeta sterile e freddo (la sua storia sarebbe stata analizzata in seguito sempre da Byrne insieme a Mike Mignola nella miniserie WORLD OF KRYPTON Vol. II, 1988); Lex Luthor non era più il criminale in armatura un tempo amico di Superboy, ma un magnate che copriva le sue azioni criminali dietro una facciata di rispettabilità; Lois Lane era tornata ad essere quella delle prime storie di Siegel e Shuster, ovvero la giornalista d’assalto che non si lascia intimorire da niente e da nessuno; Lana Lang era molto meno solare di un tempo; i coniugi Kent, i genitori adottivi di Superman, a differenza dell’era pre-Crisis erano vivi e vegeti e quindi avevano l’importante ruolo di consiglieri e confidenti dell’Uomo d’Acciaio.
Il cambiamento più importante, però, fu forse quello di Clark Kent. Mentre il Superman pre-Crisis era molto devoto alle sue origini aliene, tanto da far aprire un museo su Krypton, a Metropolis, quello post-Crisis prova un grande rispetto nei confronti di Krypton e della sua storia, ma si sente un umano al 100 %. Per lui l’identità umana adesso è la più importante e Superman è solo il mezzo con cui può aiutare i bisognosi. Inoltre Byrne cercò di riprendere il discorso lasciato in sospeso negli anni ’70 con l’abbandono di O’Neil: perché Clark deve mostrarsi timido e impacciato, quando ha un lavoro prestigioso, è conosciuto e stimato da tutta la città e ha persino scritto dei romanzi di successo? Inoltre Clark cominciò a mostrare bisogni e desideri comuni agli uomini normali, ad esempio sentendosi attratto da Wonder Woman sin dal loro primo incontro durante la saga Legends (1986). La faccenda si risolse su ACTION COMICS 600 (1988) e da allora i due eroi sono amici.
Ovviamente un’operazione del genere spaccò in due il pubblico, diviso tra i favorevoli, contenti di vedere il loro eroe finalmente svecchiato per le nuove generazioni e i contrari, che videro nel nuovo corso di Superman la fine del personaggio che avevano seguito per anni. John Byrne, però, non riuscì a fare tutto ciò che progettava, visto che alcune sue idee avrebbero modificato troppo radicalmente il personaggio: l’autore, infatti, voleva che fosse la madre di Kal-El, Lara, a raggiungere la Terra per poi partorire e morire subito dopo sul nostro pianeta di fronte ai Kent. Graficamente il Superman di Byrne è stato uno dei migliori, il primo vero Uomo d’Acciaio moderno, versione aggiornata di quello di Curt Swan. Su ADVENTURES OF SUPERMAN, Jerry Ordway preferiva ispirarsi a Wayne Boring, disegnando un Big blue boy possente e sovrumano.
Durante il loro ciclo di storie, Byrne e Wolfman ricrearono tutto il cast delle avventure di Superman riscrivendo le origini di Bizarro (MAN OF STEEL 5, 1986), Metallo (SUPERMAN Vol. II 1, 1986), Mr. Mxyzptlk (SUPERMAN Vol. II 11, 1987), il Burlone (SUPERMAN Vol. II 16, 1987), Brainiac (ADVENTURES OF SUPERMAN 438, 1988) e tutti gli altri nemici di Kal-El e introducendo nuovi comprimari, come Catherine “Cat Grant”, spregiudicata reporter di cronaca rosa con alle spalle una vita da ragazza madre, il professor Emil Hamilton, scienziato imbrogliato da Luthor (ADVENTURES OF SUPERMAN 424, 1986), José Delgado, ovvero il vigilante Gangbuster, “Bibbo” Bibbowski, il più grande fan di “Suppeman” (ADVENTURES OF SUPERMAN 428, 1987) e Maggie Sawyer, capitano di polizia omosessuale (SUPERMAN Vol. II 4, 1986). I supercriminali divennero sempre più numerosi con l’arrivo di Bloodsport (SUPERMAN Vol. II 4, 1986), Sfuriata (SUPERMAN Vol. II 7, 1987) e Silver Banshee (ACTION COMICS 595, 1987).
Uno dei meriti dell’autore fu quello di risolvere il problema della Legione dei Supereroi: durante la Silver Age la Legione si era ispirata a Superboy, ma come poteva avere le stesse origini nel post-Crisis se non esisteva nessun Ragazzo d’Acciaio? La spiegazione fu data da Byrne e da Paul Levitz in SUPERMAN Vol. II 8, ACTION COMICS 591 e LEGION OF SUPER HEROES 37/38 (1987): la Legione aveva veramente conosciuto Superboy, ma in un universo alternativo, l’Universo Tasca creato dal criminale Cacciatore del tempo. Il rapporto con Batman fu totalmente rivisitato: i due eroi non erano più gli amiconi di WORLD’S FINEST, ma due personaggi spesso in contrasto a causa dei differenti metodi utilizzati nella lotta contro il crimine. I due comunque si rispettano a vicenda e Superman si fida tanto di Batman da lasciargli l’unico pezzo di Kryptonite esistente sulla Terra, al termine della saga Un cavaliere oscuro a Metropolis (SUPERMAN Vol. II 44, ADVENTURES OF SUPERMAN 467 e ACTION COMICS 654, 1990).
Unico pezzo di Kryptonite, dicevo, perché, a differenza dell’era pre-Crisis, nel post-Crisis un solo frammento di Krypton ha raggiunto la Terra conficcandosi nel razzo di Kal-El. Tra l’altro, come scoperto dall’Uomo d’Acciaio in SUPERMAN Vol. II 18 (1988), lo stesso Krypton non era esploso in mille pezzi ma in pochi, enormi frammenti rimasti all’interno dell’atmosfera del pianeta.
Byrne lasciò il personaggio dopo circa due anni a causa di incomprensioni con la dirigenza DC con La saga di Supergirl (SUPERMAN Vol. II 21/22 e ADVENTURES OF SUPERMAN 444, 1988), storia che reintrodusse nell’Universo DC la Ragazza d’Acciaio, ora non più la cugina di Kal-El, ma un essere mutaforma composto di protomateria di nome Matrice proveniente dal già citato Universo Tasca.
Proprio in quel mondo alternativo Superman si trovò per la prima volta dai tempi della guerra ad uccidere dei suoi nemici, tre Kryptoniani che avevano sterminato l’intera popolazione di quella Terra. Questa fu la prova che Superman non era più un essere infallibile, ma un uomo capace di avere paura e di compiere atti sbagliati in casi estremi per proteggere gli innocenti. Già qualche tempo prima (ADVENTURES OF SUPERMAN 427, 1987) l’ancora inesperto Superman post- Crisis aveva “invaso” la nazione fittizia del Qurac perché i suoi terroristi non attaccassero più Metropolis, dimostrando che in certi casi un superuomo deve agire, compiendo scelte non sempre piacevoli per difendere gli innocenti. Forse il Superman Silver Age non avrebbe mai attaccato uno stato di sua iniziativa per prevenire nuovi attacchi terroristici, ma quello era un supereroe infallibile. Quello post-Crisis, invece, è prima di tutto un uomo, sebbene dotato di grandi poteri. E gli uomini, anche in buona fede, possono sbagliare.
Con l’abbandono di John Byrne il testimone passò in mano a Jerry Ordway, Roger Stern e quello che sarebbe stato l’autore principale degli anni ’90, Dan Jurgens, che portarono avanti la vicenda del senso di colpa dell’Azzurrone per l’omicidio dei Kryptoniani, prima con la crisi di identità che lo portava ad agire inconsapevolmente di notte come Gangbuster e poi con la saga Esilio nello spazio (SUPERMAN 28/33, ADVENTURES OF SUPERMAN 451/456 e ACTION COMICS ANNUAL 2, 1989), e continuarono a seguire la strada tracciata da Byrne nel 1986, mostrando ai lettori, tra le altre cose, il fidanzamento di Clark e Lois e il tanto atteso momento della rivelazione del segreto di Clark alla sua amata (ACTION COMICS 662, 1990). Grandi eventi coinvolsero Lex Luthor, che morì apparentemente in un incidente aereo, ma che in realtà aveva fatto trasferire il suo cervello in un corpo clonato e più giovane, poiché quello originale era stato affetto da un tumore a causa del suo anello di Kryptonite usato per tenere lontano Superman (ACTION COMICS 660, 1990). Lex si presentò quindi a Metropolis come suo figlio Lex Luthor II (ACTION COMICS 671, 1991) e per diverso tempo riuscì ad ingannare tutta la città, compresi Superman e Supergirl, che si innamorò di lui. Nel 1991 alle tre serie già esistenti si aggiunse il nuovo mensile SUPERMAN: THE MAN OF STEEL, curato da Louise Simonson e Jon Bogdanove. Adesso era possibile trovare Superman nei comics shop una volta alla settimana e questo permetteva agli autori di organizzare le sue avventure pubblicandole in un continuo crossover settimanale. Un metodo, questo, che risultò piuttosto efficace per presentare gli eventi che stavano per accadere, già utilizzato sui mensili di Batman e poi imitato dalla Marvel con le serie degli X-Men e soprattutto dell’Uomo Ragno.







Francesco Vanagolli
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