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Alessandro Del Linz

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Inizia la caccia di Johnny Dynamic, intervista ad Andrea Dotta

Andrea Dotta, giovane autore classe 1989, dopo aver conseguito un diploma in animazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Chieri inizia la sua avventura nel mondo del fumetto collaborando con Studio Parlapà e Studio Arancia, lavorando su produzioni americane ed italiane come colorista e disegnatore. A queste collaborazioni se ne aggiungono altre, più o meno recenti, con altri editori come Renoir Comics, Eris Edizioni e Ragno Edizioni.
In occasione dell'uscita  del volume Johnny Dynamic, il suo ultimo lavoro edito da Manfont Edizioni, abbiamo colto l'occasione per intervistare l'autore di questa dinamica opera. Qui potete trovare la recensione.

Ciao Andrea e benvenuto su Comicus.
Partiamo da Johnny Dynamic, tuo primo libro a fumetti edito da Manfont Edizioni, presentato recentemente a Lucca Comics & Games. Come è nata l’idea dietro quest’opera e quanto tempo di lavorazione ha richiesto? Converrai con noi che un dito galattico e una mucca meccanico sono una strana coppia: hai preso spunto da qualche altra opera o hai semplicemente pensato alla cosa più strana che potesse venirti in mente?

Ciao Comicus! L'idea di Johnny Dynamic è nata nel 2011 quando stavo cercando la storia più matta da realizzare per l'albo No Comics di Eris Edizioni dove per la prima volta è apparso il nostro dito galattico. Dato che da quella storia ho riscontrato vari miei problemi di scrittura ho studiato e cercato di arrivare in due anni ad una qualità superiore. Arrivato al risultato voluto ho iniziato a gennaio 2013 la pubblicazione sul web delle prime storie delle migliaia che sono presenti nel mio taccuino. Ispirazioni? Doctor Who e Cartoon Network per storia e personaggi.

Ad eccezione dell'ultimo episodio in cui i disegni sono stati affidati a Simone Di Meo il resto del lavoro lo hai eseguito come autore completo: puoi parlarci dei pro e dei contro in cui ti sei imbattuto in entrambe le situazioni e di com'è stato vedere la tua creazione nelle mani di un altro disegnatore?
Sono una persona molto solitaria nel lavoro e poter lavorare su un mio progetto per intero mi permette di gestirlo e organizzarlo a mio modo. È positivo perché non devi litigare con nessuno e onori e fallimenti vanno a te.  È un bel rischio. Conoscendo questo mio limite ho scelto di lavorare con Simone di Meo per allenarmi fidandomi ciecamente del suo incredibile lavoro.

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Approfondiamo la tua partecipazione a Lucca Comics & Games 2014: il recente lavoro su Johnny Dynamic è nato come webcomic per poi trasferirsi su carta, come hai vissuto questo cambio di media e com'è stato l'incontro con i lettori con i quali eri abituato a rapportarti quasi esclusivamente sul web? Sei rimasto soddisfatto dall'avventura lucchese?
Soddisfatto è poco per dire quello che ho provato. Il web è un arma di distribuzione di massa molto efficace, ma il contatto umano non passa dalla rete e quindi l'incontro in fiera e su carta è necessario. Se rimanesse sul web rimarrebbe solo un bel gioco. I fan sono la benzina di questi prodotti e bisogna conoscerli!

In altre interviste hai fatto intendere che i webcomics sono l'ideale per i giovani autori esordienti per farsi conoscere. Com'è nata la tua avventura con Johnny Dynamic sulla rete? Vista la tua esperienza quali consigli potresti dare ad un giovane che vuole iniziare a pubblicare la sua creazione su internet?
Internet è potentissimo e può arrivare nella casa di chiunque nel mondo, ma c'è moltissima concorrenza e se si vuole spiccare dalla massa bisogna fare un prodotto impeccabile per non sprecare il proprio lavoro. I webcomics servono anche a questo, a dare prova della validità del proprio progetto, ma come prova del nove.

Leggendo Johnny Dynamic non si può fare a meno di notare una sequenza delle immagini e una caratteristica delle inquadrature tipicamente cinematografica. Osservando la tua formazione si può constatare che hai una specializzazione nel campo dell'animazione: quanto ha influito questo nella realizzazione del tuo lavoro? Non sono nuovi i casi in cui, ad esempio, alcuni autori sono stati chiamati a lavorare nel mondo del fumetto direttamente dal cinema o dalle produzioni di serie tv. Pensi che una poliedricità a livello di esperienze in diversi campi creativi possa dare un qualcosa in più al media fumetto?
Bisogna ammettere che ora come ora le immagini in movimento sono molto più attraenti del fumetto e dell'illustrazione. Il pubblico va seguito in piccola parte e la conoscenza di cinema e animazione di sicuro aiuta molto a comprendere il gusto attuale. Penso che il fumetto possa solo giovarne a prendere spunto da serie tv e serie animate.

Analizziamo ora l'aspetto più creativo che sta dietro alla realizzazione di un fumetto. In qualità di autore completo, qual è il fattore scatenante che ti fa iniziare a raccontare e disegnare una storia, in particolar modo per quanto riguarda Johnny Dynamic? Alcuni autori vogliono trasmettere un messaggio e creano una storia attorno a questo, altri partono da un'idea che può essere anche il finale e ci costruiscono una storia per arrivarci, altri ancora partono dal personaggio e poi ci creano un mondo attorno. Le vie del processo creativo sono innumerevoli e diversissime tra loro, potresti descriverci la tua?
Io per Johnny Dynamic sono partito dal personaggio, dal dito. Poi ho pensato all'ambientazione e al carattere che mi sarebbe piaciuto dare alla storia compreso lo stile grafico ed infine dopo tutto questo lavoro mi son chiesto: “Perché un lettore dovrebbe perdere tempo a leggere questo fumetto?”. E allora ho capito che non c'è storia se non c'è un messaggio da trasmettere, più è sincero il messaggio e più dovrebbe essere facile arrivare ai sentimenti di una persona che condivide il tuo stesso pensiero. Comunicare è il senso primario del fumetto e su questo ho basato il mio lavoro.

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Come ci hai appena detto la comunicazione in un fumetto è fondamentale e  leggendo Johnny Dynamic si può notare che si tratta di episodi autoconclusivi che seppur in modo ironico trattano diversi temi quali l'amore o la speranza e altro ancora: cerchi di trasmettere un messaggio impregnato da principi universali nelle tue creazioni?
Cerco di parlare di principi attuali e che io stesso in questo periodo storico provo. Alcuni come l'amore sono senza tempo, ma altri come la speranza penso siano molto attuali. Andando avanti vorrei cercare di basarmi sempre più su nevrosi della nostra società e problemi di cui tutti parlano... Ovviamente traviati dalla mia visione stramba.

Il primo volume di Johnny Dynamic è stato pubblicato: quali sono le tue aspettative per il futuro? Continuerai a farti conoscere sul web con questo personaggio o con altre creazioni, oppure l'obiettivo è quello di continuare a proporre le tue opere in cartaceo?
Penso che l'avventura con i webcomics pubblicati in rete sia stata un'ottima esperienza ed anche il pubblico si è mostrato entusiasta grazie anche a siti, blog e youtuber che ne hanno parlato. È la strada giusta per me e spero di ricominciare al più presto con nuove storie di Johnny Dynamic e altri progetti completamente diversi.

Johnny Dynamic - Inizia la Caccia

Per leggere l'intervista, clicca qui.

Quando si rimane impressionati in modo positivo da una lettura è un gran bel giorno, e quando il merito non appartiene al solito prodotto mainstream bensì a una neonata produzione italiana la soddisfazione è ancora maggiore. Così a volte capita di navigare su internet e d'imbattersi in uno di questi prodotti: tra la miriade di webcomic che infestano la rete nella speranza di farsi notare, facendosi conoscere sui social network oltre che nei siti specializzati, è difficile scovarne uno che faccia la differenza, che sia realizzato in modo professionale, che leggendolo ti faccia pensare "ma questa è roba forte"; leggendo Jhonny Dynamic, realizzato dal giovane Andrea Dotta, non bisogna stupirsi di formulare un tale pensiero.
Nato come webcomic questo fumetto di recente si è trasferito sulla carta andando a comporre un volume presentato a Lucca Comics & Games 2014. Jhonny Dynamic - Inizia la Caccia, questo il titolo del brossurato a colori edito da Manfont Edizioni, raccoglie alcuni degli episodi già apparsi in rete con l'aggiunta di un inedito disegnato da Simone Di Meo.

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Johnny è un cacciatore di taglie che vive nello spazio profondo, in un luogo dove la vita dalle più variegate sembianze è presente su molti pianeti, occupandosi di far rispettare la legge quando i corpi di polizia falliscono. Ha un assistente, come ogni buon cacciatore di taglie, che lo aiuta nelle sue missioni ad alto rischio. Fino a qui nulla di strano. Se però diciamo che Johnny è un dito galattico, un gigantesco pollice dotato di un'enorme forza fisica, trasformatosi in un essere così particolare a causa del tocco di un dito radioattivo, allora la situazione si fa molto più particolare. Ma non è finita qui, infatti la sua assistente è una mucca che svolge i ruoli di autista e meccanico, fra gli altri, e che risponde al nome di Korova. Ora che conosciamo meglio la strana coppia ci rendiamo conto che Jhonny Dynamic non racconta la classica storia già vista.
Uno dei punti di forza di quest'opera è la caratterizzazione dei protagonisti che si integrano perfettamente andando a creare un duo equilibrato e complementare: Jhonny non sarebbe lo stesso senza la sua assistente Korova e viceversa. Questo cacciatore di taglie è il protagonista che non ti aspetti: borioso e sarcastico, ama i soldi e il successo, odia i deboli. Sembra che abbia solo aspetti negativi, ma leggendo le sue avventure non si può non affezionarcisi, in fin dei conti è un duro dal cuore tenero... anche se odia i deboli. Sono questi contrasti, centellinati sapientemente da Dotta all'interno della storia, a farti apprezzare le battute e gli accadimenti presentati con tempistiche narrative ammirabili. I dialoghi taglienti si susseguono pagina dopo pagina, senza lasciare tempi morti, ma senza esagerare diventando troppo serrati. All'interno dei singoli episodi viene lasciato il giusto spazio al sarcasmo, alla malinconia, al sentimento, alle dinamiche botte spaziali. Ognuno di questi aspetti è coordinato in modo tale da non prevaricare sugli altri, raggiungendo il gusto climax che sfocia in un epilogo ben studiato. Ed è proprio questa sensazione di studio e di attenzione dei particolari che fa apprezzare l'opera ancora di più, in quanto si percepisce l'impegno che l'autore ha messo nella realizzazione di ogni tavola.
Da contraltare a Jhonny troviamo Korova, la mucca che ascolta inni della madre patria Russia per darsi coraggio. Timida, sentimentale, paurosa e impacciata, con i suoi comportamenti cerca di tirar fuori il lato tenero di Jhonny, ma il più delle volte risulta essere una missione impossibile, anche se non si può non apprezzarne lo sforzo a ogni tentativo.

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In questo volume sono presenti tre episodi autoconclusivi, ma che in ogni caso fanno parte di una macro storia dal respiro più ampio. Non mancano i riferimenti al passato del protagonista che riaffiorano di tanto in tanto, con la certezza che la questione verrà ripresa più avanti. Facciamo la conoscenza di vari comprimari, alleati e antagonisti, e scopriamo qualcosa di più anche sul passato di Korova e sul mondo, lo spazio profondo, nel quale sono ambientate le avventure.
Gli stessi villain, pur facendo la propria comparsa solo per un episodio, sono ben caratterizzati: hanno una storia da raccontare, un passato da scoprire e che fa capire il motivo per il quale sono arrivati a quel punto. Sotto certi aspetti sono molto più umani del protagonista stesso, invertendo la banale assegnazione di ruoli tra buoni e cattivi.

Dotta ha conseguito il diploma in animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia e ha iniziato a lavorare nel campo del fumetto come colorista e disegnatore. Sapendo questo si può capire il motivo per il quale le tavole sono caratterizzate da una composizione che rende la sequenzialità delle immagini molto simile a un prodotto animato, passando da splash page a particolari composizioni delle tavole in cui le vignette ci mostrano le varie inquadrature dal taglio cinematografico. Soprattutto le scene d'azione, le scazzottate spaziali nelle quali Jhonny si lancia senza pensarci due volte, risultano chiare e al tempo stesso fluide e dinamiche. Il tratto cartoon, che richiama quello di Adventure Time, è caratterizzato da un'inchiostrazione che si limita al contorno delle figure lasciando il lavoro di donare volume agli oggetti, grazie a sfumature e a giochi di ombre e luci, alla colorazione; e qui torniamo al curriculum dell'autore, che già impegnato come colorista in passato, rimette in mostra in quest'opera le sue doti presentandoci vari effetti in ogni tavola che ne esaltano le caratteristiche e alternando colori caldi e freddi in modo gradevole ed equilibrato.
Nel terzo episodio le matite sono affidate a Di Meo che continua il buon lavoro realizzato dal suo collega mantenendo lo stesso stile e conferendo coerenza, dal punto di vista grafico, all'opera.
Dei tre episodi presenti in questo volume il terzo è probabilmente il più debole, non dal punto di vista grafico, bensì per il fatto che la coppia di protagonisti viene "divisa" e per quasi tutto l'episodio vediamo Korova alternarsi tra passato e presente presentandoci alcuni retroscena della sua vita. Viene quindi a mancare uno dei punti di forza che ha contraddistinto le altre storie, ovvero l'incontro/scontro di due personaggi così diversi come Jhonny e Korova, ma che insieme danno il meglio di loro stessi.

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Jhonny Dynamic - Inizia la Caccia, all'interno di un mercato dominato dai prodotti mainstream provenienti dall'estero e non solo, si rivela una sorpresa positiva realizzata da un giovane autore italiano. Un fumetto che non ha le pretese di diventare un best seller, ma che dopo essersi fatto spazio su internet ha conquistato la carta, presentandosi agli appassionati di fumetto italiani e facendo notare che a volte le buone storie si trovano anche in quei prodotti che spesso fanno difficoltà ad arrivare agli occhi dei lettori. Un primo tassello promettente, una solida base sulla quale costruire nuove storie ed espandere quelle già narrate, nell'attesa di vedere se la maturazione di Dotta come autore porterà i suoi frutti.

Il ritorno del Meta-Barone a giugno 2016

Il Meta-Barone, personaggio creato da Alejandro Jodorowsky e Moebius nel 1980, ritornerà in una nuova serie edita da Humanoids. La data di uscita è prevista per giugno 2016.

Il Meta-Barone ha fatto la sua prima apparizione nella spettacolare saga de L'Incal, serie fantascientifica realizzata da Jodorowsky e Moebius, per poi apparire nella saga La Casta dei Meta-Baroni scritta sempre da Jodorowsky ma disegnata da Juan Giménez. Nel raccontarne le gesta alcune questioni riguardanti l'ultimo dei Meta-Baroni erano rimaste irrisolte, ma nella serie di prossima uscita sarà svelata parte del mistero, grazie a quattro volumi di 108 pagine che saranno rilasciati ogni otto mesi.

Basata sul soggetto di Jodorowsky questa nuova saga sarà scritta da Jerry Frissen e ogni volume sarà disegnato da un differente artista. Al momento sono stati annunciati come disegnatori, rispettivamente del primo e del secondo volume, Valentin Secher e Niko Henrichon.

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Little Nemo approda gratis su GoComics

Il 15 ottobre scorso la strip Little Nemo ha compiuto 109 anni e, in concomitanza con tale evento, questo storico fumetto è approdato sul portale GoComics che pubblicherà la serie quotidianamente gratis.
 
La creazione di Winsor McCay, apparsa per la prima volta nel 1905 sul New York Herald, vede per protagonista un bambino che ogni notte vive nei suoi sogni delle fantastiche avventure. L'obiettivo di Nemo è quello di incontrare la principessa del regno di Slumberland, la quale sta cercando un compagno di giochi, ma l'impresa quasi sempre è ostacolata da vari impedimenti fino alla classica vignetta finale in cui il protagonista si risveglia bruscamente.

Di seguito potete ammirare la prima strip della serie.

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