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4 Words About: Zio Paperone, Il papero più potente della Terra

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4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Zio Paperone, Il papero più potente della Terra

Quando parlammo di Zio Paperone e il decino dell’infinito, dicemmo che sembrava il sunto di una storia più ampia e che Jason Aaron avrebbe dovuto sviluppare il soggetto in più albi. Dopo la lettura di Zio Paperone, Il papero più potente della Terra, saga in quattro episodi, la sensazione è invece opposta.
La storia vede una razza aliena, gli Intenditori, rubare tutti i tesori del pianeta, eccetto la fortuna di Paperone. Così, catturato “lo zione”, lo intrappolano nella sua stessa mente per scoprire dove sia nascosto il suo denaro. Quello che appare come un espediente potenzialmente molto interessante – far convivere Paperoni di epoche diverse – non viene però sfruttato appieno da Aaron, anche a causa di una trama eccessivamente dilatata e di personaggi spesso fuori fuoco. Altalenanti le prove dei numerosi artisti coinvolti: ottime quelle degli italiani (ma era prevedibile), decisamente meno convincenti quelle degli autori stranieri meno avvezzi agli albi Disney.

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Dettagli volume:
Editore: Panini Comics
Autore: Testi di Jason Aaron, disegni di AAVV
Formato: 13.9X18.6 cm, 160 x 4, B., col.
Genere: Umoristico
ISBN: 977112061132253653
Prezzo: 3,5 € x 4
Voto: 4,5

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4 Words About: The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi

Il debutto di Simone Bianchi negli States avviene nel 2004 in DC Comics, dove si fa notare con Shining Knight, ma è con la lunga esclusiva in Marvel (2006 - 2018) che l'artista lucchese si afferma nel mercato dei comics americani. Il suo stile pittorico - realista diventa immediatamente riconoscibile: il sapiente uso della china e dell'acrilico, combinata con la notevole capacità di giocare con i chiaroscuri, rende possibile la creazione di figure possenti, maestose, che sembrano scolpite. Abilità che Marvel è stata ben contenta di trasferire nei suoi albi, con cicli ormai storici di Wolverine e Thanos. È proprio ai villain della Casa delle Idee che Bianchi ha dedicato alcune delle sue tavole più iconiche, che Panini Comics ha raccolto in The Bad Guys Marvel Art of Simone Bianchi, un volume prezioso che, attraverso studi preliminari, bozzetti e pagine definitive consente al lettore di immergersi nell'arte di un pittore che è in egual misura eccellenza italiana e star internazionale.

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Dettagli volume:
Editore: Panini Comics
Autore: Simone Bianchi
Formato: 168 pp., 20.5X31 cm,  C., col.
Genere: Artbook
ISBN: 9791221928457
Prezzo: 35 €
Voto: 8

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Blame! Extra Master Edition – Cofanetto, recensione: gli spin-off del capolavoro di Nihei

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Quando si parla di Blame! di Tsutomu Nihei, si entra in uno dei territori più estremi e affascinanti del manga di fantascienza. Un’opera fatta di silenzi, architetture impossibili e un’umanità ridotta a comparsa, persa in una Megalopoli infinita che sembra avere una volontà propria.
La Master Edition raccoglie non solo la serie originale, ma anche tre spin-off che ampliano questo universo da prospettive molto diverse: NOiSE, La fuga dei pescatori della Base Elettrica e Blame! Academy and So On.
Prima di addentrarci negli spin-off, però, vale la pena spendere due parole sull’opera madre.

Blame! non è un manga facile. La trama è ridotta all’essenziale e spesso lasciata in secondo piano rispetto all’impatto visivo e all’atmosfera. Killy, il protagonista, attraversa livelli infiniti della Megastruttura alla ricerca del gene terminale di rete, ma ciò che resta davvero impresso è il senso di smarrimento e solitudine.
Nihei costruisce un mondo che non spiega, non guida, non consola. Il lettore è costretto a perdersi, proprio come i personaggi. È un’opera che richiede pazienza, ma che ripaga con una potenza visiva e concettuale rara nel panorama del manga.

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NOiSE: l’inizio della fine

Tra i tre spin-off, NOiSE è quello più direttamente legato alla serie principale. Ambientato prima degli eventi di Blame!, racconta le origini del collasso della società e la nascita delle entità che governeranno la Megastruttura.
La protagonista, Musubi Susono, si muove in un mondo ancora parzialmente umano, ma già segnato da una tecnologia fuori controllo. Rispetto a Blame!, la narrazione è più tradizionale e accessibile, senza rinunciare all’atmosfera cupa e claustrofobica tipica di Nihei.
NOiSE funziona come una tragedia annunciata: sapere cosa accadrà rende il racconto ancora più amaro. È uno spin-off essenziale per chi vuole comprendere le radici dell’universo di Blame!.
Voto: 7

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La fuga dei pescatori della Base Elettrica: sopravvivere ai margini

Questo spin-off, realizzato da Koutarou Sekine sotto la supervisione di Nihei, sposta lo sguardo lontano dalle grandi dinamiche cosmiche per concentrarsi su un gruppo di sopravvissuti: pescatori che vivono ai margini della Megastruttura e tentano di sfuggire a un ambiente sempre più ostile.
Qui Blame! diventa quasi un racconto post-apocalittico classico, ma filtrato dallo stile di Nihei. Il focus è sull’umanità residua, sulle relazioni, sulla paura e sulla necessità di muoversi per non soccombere.
È una storia più breve e lineare, ma proprio per questo efficace nel mostrare quanto l’universo di Blame! sia crudele non solo su scala gigantesca, ma anche nella vita quotidiana di chi prova semplicemente a sopravvivere.
Voto: 7

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Blame! Academy and So On: la parodia che spiazza

Blame! Academy and So On è l’anomalia della raccolta. Una serie di storie brevi che rilegge personaggi e situazioni di Blame! in chiave comica e parodistica, spesso ambientandoli in contesti scolastici o assurdi.
Il cambio di tono è netto e potrebbe spiazzare chi cerca la stessa atmosfera dell’opera originale. Tuttavia, questo spin-off mostra un lato diverso di Nihei, capace di giocare con il proprio immaginario e di smontarlo con ironia.
Non è una lettura indispensabile, ma è interessante come curiosità e come pausa leggera all’interno di un universo notoriamente opprimente. Un universo che regge più punti di vista.
Voto: 7 1/2

I tre spin-off di Blame! dimostrano quanto l’universo creato da Tsutomu Nihei sia solido e versatile.
NOiSE approfondisce le origini, La fuga dei pescatori della Base Elettrica restituisce centralità all’essere umano, mentre Academy and So On sperimenta con il lato ironico e metanarrativo.
Nel complesso, la Master Edition non si limita a riproporre un classico, ma offre una visione più ampia e sfaccettata di uno dei mondi più radicali del manga moderno.

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Paperone in Atlantide, recensione: il sogno, il potere e l’abisso nella nuova epopea di Fabio Celoni

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Una delle caratteristiche più affascinanti del fumetto Disney è la capacità di far convivere versioni diverse – talvolta alternative, talvolta persino contraddittorie – dello stesso mito o evento. È una libertà narrativa che permette agli autori di costruire universi autonomi e personali, senza essere vincolati a una continuity rigida. Il mito di Atlantide ne è un esempio emblematico: più volte affrontato nel fumetto disneyano, è oggi al centro anche della lunga saga orchestrata da Casty su Topolino, con al fianco Pippo ed Eurasia Tost.

In questo solco si inserisce Paperone in Atlantide, il nuovo colossal in quattro parti firmato da Fabio Celoni, che torna come autore unico a circa tre anni dalla celebrata saga Il destino di Paperone, realizzata per il 75° anniversario del personaggio.

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La vicenda si apre con un prologo di undici pagine completamente mute: un inizio potente e cinematografico che vede Paperone, solo al timone del Tallero, affrontare una tempesta furibonda fino a sprofondare, apparentemente, negli abissi. La notizia della sua scomparsa rimbalza sui notiziari e raggiunge i nipoti, che – temendo il peggio – si mettono sulle sue tracce. Scoprono così che lo “zione” era partito alla ricerca di Atlantide.

La prima parte della storia è attraversata da una tensione palpabile: Paperino e Qui, Quo, Qua, seguiti a distanza da un misterioso papero vestito di rosso, giungono nel mitico regno sommerso. Qui li attende una rivelazione sorprendente: Paperone è vivo ed è addirittura diventato re di Atlantide. Ma qualcosa non torna. Il magnate ha perso la memoria e, irriconoscibile nelle sue decisioni, arriva perfino a far imprigionare i propri nipoti. Come sia giunto fin lì e cosa lo abbia trasformato sono interrogativi che Celoni scioglie gradualmente nel corso dei quattro episodi, mantenendo costante la suspense.

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La trama è articolata e stratificata. Alle minacce esterne – incarnate dal misterioso inseguitore in rosso – si affianca una complessa situazione politica interna: una fazione di rinnegati, i “Disillusi”, offrirà un aiuto inaspettato ai protagonisti. L’avventura intreccia mistero, azione e riflessione con equilibrio, evitando tempi morti e sviluppando con coerenza ogni snodo narrativo. Al centro emergono temi profondi come l’ambizione, il peso dei sogni, le illusioni e la corruzione morale: elementi che danno spessore al racconto e ne ampliano la portata oltre la dimensione puramente avventurosa.

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Sul piano visivo, l’opera conferma la statura artistica di Celoni. Il suo tratto ricco di tratteggi, talvolta barocco, costruisce un’Atlantide maestosa e inquietante. La regia è sempre dinamica: si alternano tavole a gabbia regolare di sei vignette, composizioni più ardite che sfociano in splash page – anche doppie – e sequenze mute di grande forza espressiva rendendo la componente grafica parte integrante della narrazione, capace di amplificarne tensione e pathos. Da citare l'evocativa colorazione ad opera di Alessandra Amorotti.

L’attesa per quest’opera era alta, e può dirsi ampiamente ripagata. Con Paperone in Atlantide, Fabio Celoni firma un racconto ambizioso e maturo, confermandosi come una delle voci più autorevoli e riconoscibili del fumetto disneyano contemporaneo.

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