Comic(US) Book #10: X-Men, L'era di Rivelazione, Thor, Fantastici Quattro e Ultimate Endgame
- Pubblicato in Focus
In questa puntata, spazio ad alcuni tie-in dell’Era di Rivelazione. Proseguono, poi, Imperial e Un mondo sotto Destino e cominciano le nuove run di Thor e dei Fantastici Quattro. Ma, soprattutto, è l’inizio della fine per il secondo Universo Ultimate.
Imperial 3
Sei: non badare al mondo
È tempo di scoprire chi c’è dietro il gigantesco complotto intergalattico che ha fatto precipitare l’Universo Marvel nel caos. E se l’identità di uno dei due “giocatori” era facilmente intuibile, molto meno lo era la seconda, la cui rivelazione permette a Jonathan Hickman di mantenere una residua dose di mistero su una trama che, a questo punto, sembra impensabile che possa già concludersi nel prossimo numero. Per il momento lo scrittore statunitense è stato molto bravo a calibrare i tempi narrativi e a districarsi con i tanti personaggi coinvolti nella vicenda, quindi, la sensazione è che le sorprese non siano ancora finite.
I colori di Federico Blee recuperano in luminosità rispetto agli episodi precedenti e a guadagnarci sono le tavole di Iban Coello e Federico Vicentini, aiutati pure dall’assenza di veri e propri passaggi action. Peccato che alcuni character storici vengano poco opportunamente rappresentati in versione manga style.
Voto: 7
Marvel miniserie 292
Un mondo sotto Destino 6: la coscienza del re
Preferiamo non commentare l’oscena copertina di Ben Harvey, dato che non è abitudine di questa rubrica fare uso di espressioni volgari, ma è ormai evidente che alla Marvel hanno perso del tutto il senso del ridicolo. Senza considerare che il capitolo ospitato in questo numero è, indiscutibilmente, il peggiore visto finora. E dire che, al di là della sconfortante prevedibilità con la quale Ryan North continua a utilizzare gli stereotipi attorno alla figura di Destino, l’episodio era partito abbastanza bene, con l’autoproclamatosi imperatore della Terra capace di mettere in difficoltà Mr. Fantastic dal punto di vista dialettico. Poi, però, Victor Von Doom si lascia banalmente accecare dalla rabbia, incurante dell’immagine che sta dando di sé in mondovisione. Da cui l’inevitabile domanda: è verosimile che un astuto manipolatore del suo livello non si renda conto delle conseguenze delle sue azioni? Ovviamente no. Si tratta di un errore strategico talmente assurdo, che neppure il più egocentrico dei dittatori commetterebbe e che, narrativamente parlando, si traduce in una clamorosa cantonata, impossibile da trascurare, anche di fronte ai bei disegni di R.B. Silva e agli sfavillanti colori di David Curiel.
Voto: 4
Fantastici Quattro 1 (470)
Fantastici Quattro – L’era straordinaria
Riparte da uno la prima testata della Marvel, che per l’occasione recupera (non sappiamo se per onorare il passato glorioso del Quartetto o se per l’ingiustificato orgoglio di chi adesso ne sta supervisionando le gesta) la dicitura “il fumetto più straordinario del mondo!”. A cambiare, però, è soltanto il comparto grafico, con l’arrivo dell’ottimo Humberto Ramos, molto bravo a smorzare il suo stile cartoonesco per adattarlo ai toni – finalmente, possiamo dirlo? – più drammatici della serie. Notevoli anche le numerose splash page e la scelta delle inquadrature, che accrescono di parecchio il pathos del racconto. Era effettivamente da un bel po’ di tempo che l’artista messicano non sembrava così in forma.
Confermato, invece, Ryan North ai testi, il quale – incrociando le dita – pare aver capito che non poteva continuare all’infinito a narrarci una scialba family comedy che di supereroistico aveva solo il nome.
Certo, l’insopportabile sciatteria con cui lo scrittore canadese gestisce gli eventi (sì, ci riferiamo proprio alle pagine iniziali che danno il via alla vicenda) non finirà mai di sorprenderci, tuttavia, il deciso cambio di passo è innegabile.
Per completezza, segnaliamo che in questo numero compare pure la storia di North e Ramos distribuita da Panini Comics durante il Free Comic Book Day di pochi mesi fa.
Voto: 6,5 
Il mortale Thor 1 (317)
Thor – Né dei né maestri
Anche la serie del Dio del Tuono ricomincia da uno, a seguito dell’apparente morte del personaggio raccontata nei numeri scorsi. E pure qui a cambiare è solo il disegnatore, con il ritorno sulla testata dopo parecchi anni di Pasqual Ferry. L’artista spagnolo, nel tempo, ha modificato di molto il suo stile, perdendo progressivamente le influenze nipponiche che avevano contraddistinto l’inizio della sua carriera. Le sue figure sono ora meno plastiche e i suoi volti sono meno puliti. Si percepisce, insomma, la volontà di riavvicinarsi al fumetto europeo, con una sensibilità più da graphic novel che da semplice comic book.
Al Ewing, per contro, decide di omaggiare Walter Simonson recuperando l’identità di Sigurd Jarlson. Un espediente ingegnoso, utile a inserire il personaggio in un contesto a prima vista lontano dai miti norreni. Il protagonista di questo episodio introduttivo sembra, infatti, una specie di Punisher in versione proletaria, le cui azioni vengono mostrate con un grado di crudezza decisamente inatteso. La trama, però, è ancora troppo approssimativa per riuscire a catturare il lettore.
Voto: 6
Avengers 30 (192)
I Nuovi Avengers – Killuminati parte uno
Cercare di sfruttare il richiamo mediatico di un film è un’operazione più che legittima, molto meno lo è scimmiottarne senza logica le trovate narrative. Questa serie era stata inizialmente pubblicizzata con il nome di New Thunderbolts, benché come la bella – ma purtroppo sfortunata al botteghino – pellicola di Jake Schreier, il titolo avesse alla fine un asterisco dal significato enigmatico. Le ultime scene del lungometraggio hanno, poi, risolto brillantemente il mistero e noi abbiamo subito capito (anche se sarebbe più corretto dire temuto) quale potesse essere la “geniale” mossa che di lì a poco sarebbe seguita nei fumetti. E infatti, puntuale come le tasse, la testata ha cambiato nome in New Avengers. Un biglietto da visita non proprio incoraggiante per l’albo che, tuttavia, è passato immediatamente in secondo piano una volta lettone il contenuto. Facendo pure finta di non assistere a Bucky Barnes che rinnega nel giro di due vignette la sua identità di Rivoluzione, che ha determinato le sue azioni negli ultimi anni (ennesimo, insensato, appiattimento alla continuity del Marvel Cinematic Universe), a scambi di battute e scenette romantiche tra il Soldato d’Inverno e la Vedova Nera che sembrano usciti da un action movie di infima categoria, a una Laura Kinney buona solo a mostrare fiumi di sangue del tutto gratuiti e a criminali storici utilizzati a casaccio, ciò che veramente ci ha fatto sgranare gli occhi per lo sconcerto è l’arrivo di una squadra di villain (i quali, a quanto pare, verranno chiamati con il ridicolo nome di Killuminati) che, al contrario di essere l’inquietante versione distorta del gruppo creato da Brian Michael Bendis e Steve McNiven, ne sembra una grossolana parodia. Come Sam Humphries abbia potuto concepire un obbrobrio del genere sfugge letteralmente alla nostra comprensione, lasciandoci pure il dispiacere di vedere l’incolpevole Ton Lima prodigarsi inutilmente ai disegni per rendere il risultato meno disastroso.
Voto: 4
West Coast Avengers – La guerra di Ultron parte cinque
Termina la sua corsa, piuttosto mestamente, questa miniserie che – non facciamo fatica a capirne le ragioni – non ha ottenuto il riscontro di pubblico sperato. L’inizio, tutto sommato, ci era parso promettente poi, però, Gerry Duggan - come ormai costantemente gli capita - spreca banalmente i buoni spunti con cui aveva introdotto questa nuova formazione degli Avengers della Costa Ovest con un finale che solo di rado si mantiene su un livello di drammaticità accettabile.
Danny Kim ha migliorato via via il suo tratto, ma non così tanto da farci ritenere le sue tavole degne di nota.
Voto: 5
Radioattivo Spider-Man 1 (L’Uomo Ragno 884)
Spider-Man – Uno di noi parte 1
Se qualcuno dubitava del valore di Joe Kelly come scrittore, ecco che a fugare ogni dubbio è arrivata questa affascinante versione di Spider-Man, afflitto da strane mutazioni corporee, che si candida seriamente a essere l’unico personaggio degno di nota all’interno del mondo distopico creato da Rivelazione. L’autore statunitense ci mostra un Peter Parker costretto a proteggersi dal Virus-X assumendo dosi controllate di radiazioni, che lo fiaccano pesantemente nel fisico, ma non gli impediscono di ergersi a paladino dei reietti di Lowtown, una zona di New York che accoglie chi si oppone all’erede di Apocalisse. Ad aiutarlo nella sua missione – e a fare in modo che le radiazioni non lo uccidano – la sua compagna di vita (!) Cecilia Reyes. In più, una zia May come non l’avete mai vista.
Kev Walker ha un tratto molto personale, che porta a una rappresentazione del Tessiragnatele un po’ straniante. Tuttavia, i volti piagati dalla fatica e dal dolore, con cui ritrae i due amanti, accrescono notevolmente il clima tragico che si respira nella vicenda.
Preferiamo, invece, non entrare nei dettagli delle tre storielline tratte da Marvel’s Voices: Spider-Verse che completano l’albo, dato che solo quella con protagonista Miles Morales si salva a stento dalla mediocrità assoluta (e siamo stati buoni!).
Voto: 7
Iron & Frost 1 (Iron Man 147)
Iron & Frost parte uno
In attesa del nuovo ciclo di Iron Man a opera di Joshua Williamson e Carmen Carnero, anche Tony Stark viene coinvolto nell’Era di Rivelazione e per l’occasione ritrova come partner la sua “quasi” moglie Emma Frost. I testi sono di Cavan Scott, noto per essere uno degli attuali cantori (pure nei fumetti) delle gesta dei Cavalieri Jedi, che mostra di avere una discreta conoscenza dei personaggi, sebbene gli eventi scorrano un po’ troppo rapidamente, senza un vero approfondimento delle personalità e delle motivazioni che muovono i protagonisti. Non ci sorprenderebbe, quindi, se il contributo di questo tie-in alla saga nel suo complesso si dimostrerà nullo o poco più.
Decisamente scarsi i disegni di Ruairí Coleman.
Voto: 6
L’ultimo Wolverine 1 (Wolverine 469)
Wolverine – Una giornata diversa
Se Radioattivo Spider-Man ci è sembrato finora il miglior “derivato” dell’Era di Rivelazione, L’ultimo Wolverine rischia, invece, di guadagnarsi la palma di nefandezza dell’anno. Quando credevamo di esserci finalmente liberati del Wendigo in versione furry, cosa ti combina Saladin Ahmed? Pensa bene di ripescarlo (naturalmente senza neppure lo straccio di una spiegazione del perché il giovane Leonard, conosciuto nei primi numeri di questo mensile, sia tornato preda della maledizione), facendolo diventare – udite, udite – il nuovo Wolverine! E se già una simile decisione non vi apparisse del tutto insensata – considerando che, al massimo, sarebbe stato più logico farne una variante alternativa di Bestia – tenete presente che lo scrittore americano e il suo degno compare, il disegnatore messicano Edgar Salazar, hanno spinto ancora più a fondo il dito nella piaga, facendo sfoggiare all’ormai ex mostro cannibale una pettinatura che ricalca quella di Logan!
Scusate, ma non abbiamo la forza di proseguire oltre.
Voto: 3
Sabretooth – Andando altrove
Anche Erica Schultz non ha smesso di fare danni, sebbene le cose vadano senz’altro meglio che con Ahmed. Tuttavia, le vicende di Laura Kinney hanno ormai assunto i contorni di una soap opera famigliare, che coinvolge cloni e figli di Wolverine, a cui si è aggiunto pure un certo Zane Creed, presunto rampollo di Sabretooth, già deceduto prima ancora di apparire nelle storie. Anche la nostra Laura è diventata madre (L’Era di Rivelazione si svolge dieci anni nel futuro) e, al di là della sua decisione di vestire i panni che furono di Victor Creed e di stare dalla parte di Doug Ramsey, il resto non è altro che un insieme di pretestuosi battibecchi tra “parenti” e il preludio a voltafaccia abbastanza scontati.
Disegni di Valentina Pinti tra lo scadente e il pessimo.
Voto: 5
Ultimate Endgame 1
Uno
Comincia qui la saga che segnerà (forse) la fine del nuovo Universo Ultimate ed è l’eccellente Deniz Camp a condurre le danze. Gli ideali rivoluzionari con cui l’autore turco-filippino ha infarcito la serie degli Ultimates nei mesi scorsi hanno, di fatto, prevalso sulla visione - sicuramente più intrigante, ma anche meno trascinante dal punto di vista emotivo – di Jonathan Hickman. Camp parte subito a spron battuto, con un prologo a ritroso nel tempo, dove, grazie a un Jonas Scharf finalmente in palla, il lettore riesce a percepire in maniera quasi tangibile l’estrema perversione che anima le azioni del Creatore. Tornati nel presente, gli eventi si succedono a ritmo accelerato, fino all’annunciato sollevamento della Cupola, che catapulta parte dei protagonisti in uno scenario del tutto inaspettato, al quale è probabile che Hickman abbia contribuito in modo significativo, anche se non accreditato.
Abbiamo già detto di Scharf. Molte pagine, però, sono opera dei coniugi Terry e Rachel Dodson, che, negli ultimi anni hanno, in verità, perso lo smalto di un tempo.
A ogni modo, un grande inizio.
Voto: 7,5
Ultimate Universe
Due anni dopo
Nuovo albetto fuoriserie che segna il secondo anniversario di Terra 6160, dopo l’insipido speciale di dodici mesi fa. Questa volta Deniz Camp (aiutato dall’efficace Alex Paknadel) scatena il suo lato più immaginifico, riprendendo i suoi “iperbolici” Guardiani della Galassia, conosciuti, in precedenza, sulla testata degli Ultimates.
Impegnati nel tentativo disperato di salvare il loro futuro, apparentemente cancellato dalle manipolazioni del Creatore, i viaggi di questi eroi spazio-temporali diventano lo sfondo di avventure allucinate e caleidoscopiche, dove la logica e le leggi della fisica vengono completamente ribaltate, nel segno della fantasia più sfrenata. Non tutto si incastra alla perfezione e alcuni passaggi sono, francamente, fin troppo surreali (questo perché i vari disegnatori coinvolti - dei quali il nostro preferito è il grande Javier Pulido - non contengono minimamente il loro estro artistico), ma il risultato finale è indubbiamente affascinante.
Voto: 7
Wonder Woman 24
Wonder Woman – Un’isola di uomini e topi parte 1
Terminato (per ora) lo scontro tra Diana e il Sovrano, Tom King coinvolge la Principessa delle Amazzoni in una nuova saga, di cui si era vista una sorta di introduzione nel numero precedente. Lo scrittore americano si diverte per l’ennesima volta a rielaborare in versione moderna uno dei bizzarri criminali che popolavano le testate DC negli anni Sessanta, tale Mouse Man, che, nelle sue mani, diviene il sinistro despota di un’isola dove scorrazzano topi giganti e, al cui confronto, persino la Corea del Nord sembra un paese liberale. La nostra eroina, tuttavia, sceglie di agire in contrasto alle decisioni della Justice League, pertanto aspettiamoci conseguenze, al momento, del tutto imprevedibili.
Daniel Sampere ai disegni è sempre garanzia di qualità.
Voto: 7
Absolute Batman 10
Batman – Abominio parte 2
Mai ci saremmo aspettati di vedere in una testata supereroistica un body horror così estremo come quello che ci viene offerto dalla premiata ditta Scott Snyder-Nick Dragotta in questo episodio. L’apparizione di Mr. Freeze di un paio di numeri fa ne era stata un’avvisaglia, ma, complice pure la violenza inaudita che caratterizza gli scontri tra Batman e Bane, i due autori americani danno l’impressione di voler mettere da parte ogni freno inibitore, per mostrarci in tutta la loro sgradevolezza, le cose inimmaginabili di cui è capace il Bruce Wayne di questo nuovo universo DC, pur di riuscire a fuggire dalla sua prigionia.
Impossibile staccare gli occhi dalle pagine, nelle quali si alternano sequenze iper-dinamiche, scenari ansiogeni e vignette dalla potenza visiva enorme.
Voto: 8














