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Topolino 3000: intervista ad Andrea Freccero

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andrea frecceroAndrea Freccero
(Genova, 1968) è uno dei più apprezzati disegnatori disneyani grazie al suo stile moderno e dinamico. Per Topolino 3000 ha realizzato la copertina e i disegna della storia "Paperinik e la grande caccia alla numero 3000" su testi di Marco Bosco. Ogni mese, inoltre, possiamo apprezzare le sue cover su I Classici Disney e Paperinik Appgrade. Fra le sue storie più celebri ricordiamo: Petronius Paperonius e la calata dei barbari, Zio Paperone e il misterioso "inutile" e Paperino e l'ingombrante ospite petulante.

Salve Andrea e benvenuto su Comicus!

La prima domanda è rivolta al lettore prima che all'autore. Che ruolo ha avuto Topolino nella tua vita e quale è il tuo primo ricordo legato alla testata?

Ricordo perfettamente mia madre strapparmi dalle mani l'amato Topolino, non voleva che lo leggessi anche a tavola, non era colpa mia, ma di Romano Scarpa. Non andavo ancora a scuola, amavo quelle pagine ruvide e profumate di... carta, non mi serviva saper leggere, mi bastava scorrere lo sguardo su quelle magnifiche vignette, incredibilmente dense di atmosfera e suggestioni.
Ricordo un pomeriggio seduto sulle ginocchia di mio padre, eravamo seduti in cucina e io disegnavo un Pippo seguendo i suoi consigli, doveva essere il migliore possibile, l'avremmo spedito ad un concorso radiofonico.
Ero ancora alle elementari quando, sulla spiaggia, una signora mi vide copiare delle copertine di G.B Carpi, mi disse "Sei bravo! Da grande potresti disegnare fumetti!", da quel momento decisi che quella signora mi aveva regalato una grande idea.

Se dovessi sceglierne solo una, quali fra le tante storie pubblicate in questi 3000 numeri è particolarmente importante per te?

Fiuuuh! È dura doverne scegliere solo una, probabilmente se tu mi rifacessi questa domanda dieci volte, avresti dieci risposte differenti, ma sai cosa ti dico?
Sto realizzando, che l'autore che mi ha affascinato maggiormente, e già in tenera età, è stato Massimo De Vita.
Mi sbilancio, ma con determinazione, su due titoli per me fondamentali, "Zio Paperone e il giardino del piccolo Gik", scritta dal grande Cimino, e la "Saga della Spada di Ghiaccio".

Che differenze trovi nel Topolino di oggi rispetto al passato e perché credi che sia ancora così popolare?

Ci sono alcune differenze, il nostro modo di comunicare è cambiato, ma il cuore è rimasto immutato.
Topolino racconta i nostri "tic" quotidiani, talvolta le problematiche sociali, come per esempio il bullismo nelle scuole, le mode e molto altro, lo ha sempre fatto, creando anche personaggi che potessero raccontare un determinato periodo culturale, una su tutti Paperetta Ye Ye, oppure una determinata celebrazione storica, come i 150 anni dell'unità d'Italia oppure evento sportivo come i mondiali di calcio.
Non dimentichiamoci i grandi classici della letteratura, dalla Divina Commedia a Guerra e Pace ecc....
È recente la riuscitissima collaborazione con lo scrittore Andrea Camilleri, dimostrazione di quanto il fumetto sia ancora un media estremamente attuale.
Gli esempi e le citazioni potrebbero essere un milione, da sempre Topolino si è dimostrato profondamente radicato nella nostra società, esprimendone la cultura.
La cosa curiosa è il grande interesse che le nostre storie suscitano anche all'estero.
 
Parliamo del tuo lavoro. Ricordi la tua prima storia su Topolino? Ci racconti qualche dettaglio?

La mia prima vera pubblicazione fu "Zio Paperone e il biribidio verde", scritta dal grandissimo Giorgio Pezzin. Era una storia su quattro strisce e disegnata a quattro mani con il mio maestro G. B. Carpi, ma inchiostrata interamente dal chi vi scrive nel lontano 1989, la testata era Paperino Mese.
Ricordo che Carpi mi fece sedere al suo tavolo da disegno e mi disse, "Ora fammi vedere come inchiostri!", fu terribile, mi tremavano le mani, da quel tavolo da disegno erano "decollati" molti dei grandi capolavori Disney di sempre, io li conosevo a memoria. Feci una figuraccia. E lui se la rise sotto i baffi. Era uno straordinario concentrato di genovesità, avaro di parole ma dal cuore generoso, gli devo moltissimo.
La prima pubblicazione diciamo ufficiale, fu "Topolino e il grosso caso" (Topolino n° 1775 del 1989) scritta dall'amico Carlo Panaro.
Una volta terminate tutte le tavole a matita, Carpi mi disse di rifare tutto il lavoro, su quelle matite avevo sudato sei mesi e non la presi benissimo.
Mi insegnò però che ogni piccola conquista deve essere guadagnata con fatica, si può sempre migliorare, se osserviamo il nostro lavoro con spirito critico e costruttivo.
     
3000 frecceroRiguardo la tua storia su Topolino 3000, "Paperinik e la grande caccia alla numero 3000", cosa ci puoi dire a riguardo?

Si sviluppa su una ventina di tavole, Amelia incrocia Paperink, fatto di per sè abbastanza particolare. E poi abbiamo una moneta rara e fortunata quanto la mitica uno, ovvero la numero tremila. La fattucchiera farà di tutto per venirne in possesso. Per conoscere il resto basterà fiondarsi in edicola! È un numero davvero corposo.
Credo comunque di potervi anticipare la prima tavola.

Parliamo della copertina, di cui sei l'autore. Cosa rappresenta per te realizzare la cover di un numero tanto importante? Come è nato il concept e come si è giunti alla sua versione finale?
(Potete vedere le varie bozze per la copertina nella gallery in basso, ndr.)

La cover doveva essere dedicata alla moltitudine di personaggi che hanno reso Topolino una testata storica, sono loro che hanno permesso a tutti noi di raggiungere la mirabolante altitudine di quota tremila. Ricordo invece che la mia prima idea fu quella di riproporre la cover numero 1, ma con una sequenza che raccontasse l'evoluzione del personaggio nel corso degli anni, partendo magari da "Steamboat Willie" e passando da quello di Floyd Goddredson oppure da quello raccontato nell'Apprendista Stregone di "Fantasia". Ma ero decisamente "fuori tema", e la redazione aveva le idee piuttosto chiare.
Con Vito Notarnicola cercammo una strada in un certo senso più grafica e particolare, ma senza riuscire a convincere il direttore. Alla fine, dopo diecimila passaggi e ripensamenti, arrivammo a quello che vedete oggi. Anche sul colore fu difficile prendere una decisione. Proposi una versione più "leggera", la potete trovare sul mio blog, temevo davvero che la copertina risultasse troppo carica. Alla fine decisero di affidare la situazione alla bravissima Mirka Andolfo. Appena vidi il risultato ne fui davvero entusuasta, però ancora oggi non saprei decidermi quale versione tra le due avrebbe reso al meglio.

Attualmente a cosa stai lavorando? Ti rivedremo presto su Topolino?

In questo momento sono al lavoro su una storia con Paperink per Egmont Heapa, Editore nord europeo, molto probabilmente la vederemo pubblicata anche in Italia sul mio amato Topo.
Sto anche disegnando la campagna pubblicitaria per il gadget estivo del settimanale, che sarà una bellissima....ops! È ancora top secret!
E poi sono sempre a rincorrere le mie copertine, I Classici Disney, Paperink Appgrade, e molte altre anche all'estero...ho sempre qualche consegna... il giorno prima.

Ringraziamo Andrea Freccero per la sua disponibilità.

Grazie a voi, buon Topolino 3000 a tutti!!!

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