
CUS: “La ballata del Corazza” si candida a diventare uno degli “eventi” fumettistici più interessanti di quest'anno di fumetti che volge ormai al termine. Si tratta infatti dell’adattamento a fumetti, realizzato da Onofrio Catacchio, dell’omonimo racconto scritto da Wu-Ming 2 [al secolo Roberto Cattabriga, uno dei cinque componenti del collettivo di scrittori Wu-Ming, autori dei bellissimi romanzi Q e 54 – NdStefano]. Ciao Onofrio, nel darti il consueto benvenuto sulle pagine virtuali di ComicUs ti invito immediatamente a parlarci di questo progetto che mescola fumetti e letteratura?
Onofrio Catacchio: "La Ballata del Corazza" è un racconto "open source" di Wu Ming2. La versione definitiva, integrata dai contributi dei visitatori del sito http://www.wumingfoundation.com., è disponibile sul medesimo come tutti i libri dei Wu Ming. Ora è anche un fumetto edito da Alta fedeltà, casa editrice non nuova a iniziative analoghe di commistione letterario/fumettistiche. La versione a fumetti è stata inserito nell'antologia mondadoriana Alta criminalità curata da Tito Faraci.
CUS: Bè, andiamoci piano con i “paroloni” in inglese! Quale è il significato di Open Source? E già che ci siamo, visto che ne parleremo di certo tra poco, che cosa è il Copyleft?
OC: L’Istituto Trentino di Cultura ha proposto un’iniziativa: scrivere racconti ispirati all’affresco del ciclo dei mesi della Torre Aquila di Trento. A Novembre ci sono i porci. Wu Ming 2 ha scritto il racconto e come se fosse un software «open source» cioè con un codice sorgente accessibile e modificabile da tutti, l'ha messo in rete, aperto a libere modifiche, mutazioni e integrazioni. Corazza è copyleft, liberamente riproducibile da chiunque purché non a scopo di lucro.
CUS: Come è nata questa tua collaborazione con wu-ming 2 e perché avete deciso di lavorare proprio su “la ballata del corazza”?
OC: Progetti come Corazza richiedono disegnatori in grado di sceneggiare e interpretare il testo. I miei precedenti (vedi Coliandro con Carlo Lucarelli) che risalgono ai tempi di Granata Press, casa editrice antesignana di tali iniziative, hanno spinto Marco Schiavone di Alta Fedeltà a propormi la realizzazione della Ballata. E poi vivo a Bologna, dove stanno pure i Wu Ming e ciò ha agevolato il lavoro. Anche se in realtà con Giovanni ci siamo visti solo all'inizio e alla fine, durante la realizzazione delle tavole abbiamo scambiato solo qualche mail di aggiornamento reciproco. In più, data la natura open source del testo, Giovanni mi ha lasciato la massima libertà di interpretazione.
CUS: Quale è stato il ruolo di Giovanni nello sviluppo de La ballata? Al termine del lavoro come ha giudicato la tua interpretazione del suo racconto?
OC: Con Giovanni ci siamo visti all'inizio per decidere preventivamente che tipo di taglio dare al lavoro, e alla fine, per una incisiva revisione finale dei testi che ha effettuato a tavole realizzate, limando e adattando i testi originali del racconto alla versione a fumetti. Mi è sembrato soddisfatto del risultato finale e lo sono anch'io, naturalmente restiamo in attesa del responso del pubblico...
CUS: Di cosa parla questo racconto?
OC: Della crescita esponenziale e invasiva di un allevamento di suini, una Dachau intensiva per porci, nel cuore di Castel Buratto. Del misterioso incidente occorso ad Elvio Corazza durante il ciclo di produzione del maialificio. Di come tutto ciò provochi l'esasperata reazione degli abitanti del circostante e del contributo decisivo del protagonista allo sviluppo della vicenda. La prima volta che ho letto la Ballata del Corazza mi sono tornate alla mente le storie che Scozzari pubblicava su Linus e Alter nel 78. Penso a racconti come "Fango", "Ossigeno" e ad alcuni episodi del suo Dr. Gek dell'epoca. Storie che per me, furono, e sono, fondamentali. Lo dico perché numerosi riferimenti a Scozzari compaiono guarda caso anche in "Lavorare con lentezza", il film di Guido Chiesa sceneggiato proprio insieme a Wu Ming2.
CUS: Chi è Elvio Corazza? Un martire, uno sprovveduto, un rivoluzionario, una vittima del caso od un eroe?
OC: Corazza è tutto ciò che hai elencato. E' il motore della vicenda. Il bastone tra le ruote, che intralcia la marcia trionfale orchestrata da De Biase per gli impianti della porcilaia. Accontentiamoci della Ballata che lo celebra e non approfondiamo.
CUS: Tra tanta ironia si avverte una forte denuncia degli allevamenti intensivi e dei
metodi disumani con cui gli animali vengono trasformati in esemplari da riproduzione continua. Lo sfruttamento e la snaturazione della vita degli animali da allevamento, secondo te è uno dei dazi da pagare al progresso della nostra specie?
OC: Non stiamo meglio dei maiali di Corazza. Mutatis mutandis la nostra specie è aggiogata ad analoghe catene, in cima alle quali nessuno sa più chi ci sia, o se ci sia qualcuno. Sembra una storia di Philip K. Dick.
CUS: Wu-Ming è un collettivo di scrittori che, nei confronti del mercato librario, ha adottato delle regole ben precise, regole che potremmo definire in completa controtendenza con quelle tradizionali del settore. In particolare, tu cosa ne pensi del copyleft e della campagna a favore dell’utilizzo di carta riciclata non inquinante per la pubblicazione dei propri libri?
OC: Anche la versione a fumetti di Corazza è "regolata" dal copyleft come tutte le altre pubblicazioni di Wu Ming. Giovanni mi ha comunicato che il download del fumetto ha appena toccato quota mille. Inoltre è stampato sulla stessa carta ecosostenibile sbiancata senza l'uso di cloro utilizzata per tutti i libri del collettivo. Come disegnatore ho la mia fetta di responsabilità per quanto riguarda il consumo di carta. In qualche modo l'utilizzo della riciclata per il Corazza mi mette in un certa misura a posto con la coscienza. Credo sia la prima volta che viene utilizzato questo tipo di carta nell'editoria a fumetti italiana.
CUS: Credo anche io che questo tipo di carta sia stato adottato per la prima volta in ambito fumettistico… eppure la carta mi sembra ottima, la grammatura abbastanza elevata ed il rendimento della stampa perfetto. Mi chiedo, quali magagne nasconde la carta Munken Print? Secondo te, perché una soluzione ecosostenibile non è adottata dalla tutti gli editori?
OC: Mi avevano messo in guardia sull'utilizzo della riciclata per la riproduzione dei disegni e invece sono rimasto anch'io molto soddisfatto del risultato. Ho visto un cartonato francese prodotto da Greenpeace e ti assicuro che anche per il colore la resa della riciclata non inquinante è altissima. Spero che Corazza possa in qualche modo costituire un precedente in questo senso. Perchè si tratta soprattutto di pigrizia: lo stampatore ha della carta in magazzino e cerca di farti stampare su quella, pochi si prendono la briga di esigere la munken print o qualsiasi altro tipo di carta che corrisponda ai parametri stabiliti da Greenpeace. Credo che Schiavone abbia avuto il suo bel da fare per trovarla. Naturalmente per editori più grossi è molto più semplice considerati peso contrattuale e tiratura. Per quanto mi riguarda d'ora in poi per i miei libri chiederò agli editori di utilizzare questo tipo di carta.
CUS: Ho la sensazione che l’adattamento di un’opera concepita e sviluppata per un preciso mezzo di espressione riesca quasi sempre a creare una sorta di insoddisfazione nei confronti di coloro che ne hanno usufruito nella loro forma originaria. Ad esempio, capita di sovente di assistere alla proiezione di un film tratto da un romanzo e di ascoltare le critiche velenosissime di chi quel romanzo ha amato e sente che non sia stato rispettato nella sua trasposizione cinematografica. Tu hai il timore di deludere i fan di wu-ming?
OC: Mettiamola così: alla maggior parte degli scrittori, fumettari, artisti etc. piace l'idea che una propria opera venga trasposta in un media diverso da quello di origine. L'idea della trasponibilità è bella, attrae pubblico e autori, ma il prodotto finale è sempre una cosa diversa dall'originale, al quale sono entrambi affezionati. E' lo scotto che si paga per vedere ciò che ci piace valicare il confine tra media differenti.
OC: Io, benchè autorizzato a prendermi tutte le libertà necessarie all'adattamento a fumetti, sono rimasto fedele alla "forma" e al "ritmo" del racconto. Ti faccio un esempio: De Biase è un dirigente del maialificio in cui è ambientata la vicenda, nel racconto comunica ripetutamente via e-mail con la Direzione Generale dello stabilimento. Con Giovanni avevamo ipotizzato di trasformare il testo delle mail di De Biase in dialoghi telefonici per rendere più scorrevole la sceneggiatura. Poi ho escogitato la soluzione grafica delle silouette che mi ha consentito di lasciare inalterati sia i testi che la formulazione delle mail senza dover tradire la "confezione" a fumetti...
Non so se Corazza sia piaciuto o meno ai fan di Wu Ming2, sono curioso di conoscerne le reazioni, anche quelle dei lettori abituali di fumetti rispetto alla Ballata...
CUS: Il racconto di Wu Ming2 è pienissimo di riferimenti alla realtà dei nostri giorni… per certi versi potrebbe essere definito un racconto “militante”, sin dall’inizio in cui, con molta ironia, si pone l’accento sul lavoro per cui Elvio Corazza viene assunto definendolo come “uno di quei lavori che gli italiani non vogliono fare più”. Quali difficoltà hai incontrato nel trasporre in immagini lo spirito del racconto?
OC: Più che una difficoltà mi sono trovato a dover decidere tra due possibilità di realizzazione del lavoro: smontare tutto il racconto e farlo diventare un fumetto "classico" o lavorarci, come poi ho deciso di fare, attenendomi non solo alla "storia" ma anche alla "forma" del racconto. Le difficoltà, superato questo passaggio, sono state quelle consuete in fase di sceneggiatura: suddivisione in pagine, vignette, passaggi temporali, soluzioni grafiche etc., roba di routine insomma.

CUS: Prima de La Ballata avevi già collaborato con Lucarelli su Coliandro… cosa ti piace del rapporto tra fumetti e letteratura scritta?
OC: Che è fisiologico. La narrativa è la miniera a cui ci si approvvigiona per raccontare storie a fumetti.
Pratt ha ri-raccontato i classici dell'avventura che aveva letto in gioventù e tradotto a fumetti i testi ermetici che collezionava nella maturità.
In Italia da qualche tempo sembra essersi dissolto il diaframma che separava la narrativa e il fumetto, per gli scrittori è diventato quasi uno status avere una versione a fumetti del proprio racconto o del proprio romanzo.
I racconti di Coliandro sono stati scritti da Lucarelli appositamente per i fumetti mentre Corazza è stato un percorso di guerra per quanto riguarda l'interpretazione e una sfida per gli argomenti trattati.
Non mi interessa l'”adattamento” o la “riduzione” a fumetti di un testo letterario, a meno che non si parli di Classici con la maiuscola tipo il Jeckyll e Hyde di Mattotti/Kramsky.
Naturalmente se il fumetto nasce da una storia “originale” preferisco.
CUS: Terminata la tua esperienza con la Ballata, quale sarà il tuo prossimo progetto? In futuro di vedremo ancora alle prese con Nathan Never?
OC: Ho appena terminato un episodio di Nathan scritto da Piani. Sto lavorando a una storia di Roberto Recchioni che si intitola “Il gigante” e che dovrebbe uscire prossimamente su uno dei settimanali Eura e sto iniziando a lavorare su un progetto "cross-mediale" intitolato “La fattoria degli anormali” che coinvolge teatro,
animazione 3d e fumetto e anche in questo caso mi occuperò, tra l'altro, di maiali. E sono alle prese con il testo di Luigi Bernardi per una storia di Fantomas da realizzare per “Alta Fedeltà”. Nel tempo che resta mi occupo di www.onofriocatacchio.com
CUS: Tu sei uno dei pochi autori (oltre te in mente mi viene solo Giuseppe Palumbo) che riesce a passare dalla produzione di fumetti seriali, magari con gabbia fissa come i Bonelli, ad una più ricercata ed aurorale, cimentandoti, nel contempo, con il bianco e nero ed il colore senza apparentemente incontrare alcun problema. Da cosa deriva il tuo eclettismo, e che costo, in un paese che in quanto a fumetti pare non amare gli scossoni e gli sperimentalismi, ti induce a sostenere?
OC: Ci hai preso. Io e Palumbo abbiamo iniziato assieme a fare fumetti. All'epoca (anni ottanta del secolo scorso) le riviste di fumetto ospitavano lavori di maestri come Moebius e Magnus, Pazienza, Scozzari e Munoz, autori che hanno scritto, disegnato e colorato le proprie storie. Da aspiranti fumettisti ci siamo formati sul loro esempio. E poi abbiamo fatto anche vita di redazione, Giuseppe con Frigidaire, io con Granata press: a parte le competenze tecniche che ti lascia una simile esperienza impari a confrontarti con altre teste e ad allargare l'orizzonte espressivo del tuo lavoro. Naturalmente c'entrano anche una certa sensibilità personale e un certo amore per il rischio. Come diceva Pazienza in questo lavoro ci sono i "datori di lavoro del proprio talento e gli schiavi della passione"...
CUS: in un panorama produttivo in cui si privilegiano spesso i “rapporti esclusivi”, i molteplici editori con i quali collabori come valutano questa tua “libertà”? E quanto costa essere liberi?
OC: A parte Bonelli, e credo solo per Tex, direi che nessuna realtà editoriale italiana può offrire seriamente un rapporto di esclusiva agli autori. Naturalmente se qualcuno ha proposte di matrimonio dispostissimo a valutarle.
Io in linea di massima sono altamente fedele, tuttavia ci sono progetti che non rientrano nei piani editoriali del tuo editore di riferimento o proposte che ti arrivano da altre latitudini e la libera uscita, se non esiste un patto d'acciaio, di solito me la consento... Poi sulla scelta tra essere liberi o aggiogati ognuno fa le sua e paga il prezzo, in termini professionali e non, che ritiene più opportuno.
CUS: Da autore completo, quale è il tuo sogno nel cassetto?
OC: Da autore completo? Rimettere mano al colonnello Vostok.
CUS: Credimi, ne ero più che certo! Grazie della bella chiacchierata e della pazienza smisurata che hai dimostrato!
Intervista raccolta via e.mail tra il 21 febbraio e il 22 Ottobre del 2005
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Talking Book riprende il suo consueto ciclo di aggiornamenti, ma il Tributo alla Memoria di Enzo Baldoni non finisce qui. Molti autori hanno aderito a questa iniziativa e molti sono attualmente in procinto di aderire. Accedere alla pagina che racchiude tutte le parole e immagini scritte e disegnate per Baldoni sarà semplicissimo: sarà infatti necessario semplicemente cliccare sulla bella immagine realizzata da Paco Desiato.
Proprio in questi giorni, inoltre, il settimanale DIARIO , rivista per la quale Enzo Baldoni scriveva ha indetto una raccolta di firme affinchè il presidente della Repubblica conferisca la medaglia d'oro al valor civile alla memoria a "un giornalista rigoroso e coraggioso". Un appello che condividiamo in pieno e che vi invitiamo a sottoscrivere.
Talking Book non raccoglie interviste “istituzionali”, ma piuttosto conversazioni senza peli sulla lingua e casuali, ispirate, magari, dai discorsi ascoltati distrattamente sul tram o dalla notizia d’attualità del giorno, con professionisti del mondo del fumetto.
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