
Talking Book è una rubrica insolita, un blocco note virtuale sul quale appuntare le fuggevoli chiacchierate che mi capita di scambiare con persone che operano professionalmente nel campo dei fumetti. Non è perciò un angolo dedicato ad interviste “istituzionali”, ma piuttosto conversazioni senza peli sulla lingua e casuali, ispirate, magari, dai discorsi ascoltati distrattamente sul tram o dalla notizia d’attualità del giorno.

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CUS: il tuo amore per Claudio Baglioni mi sorprende davvero molto, soprattutto alla luce dell’ispirazione che ti da … insomma conosco abbastanza bene l’opera di Baglioni e devo dire che fino alla realizzazione di Oltre (suo capolavoro secondo me) ha prodotto molte ottime canzoni sentimentali, e non riesco a capire come queste canzoni abbiano influenzato un’opera futuristica e visionaria come Oudeis. Mi spieghi meglio come ti ha influenzato la musica di Baglioni?
CdG: Claudio Baglioni mi ha influenzato sin da piccolo, e forse la colpa è della radio o della mamma :-)
A parte gli scherzi.
Claudio mi ha sempre suggestionato e incuriosito, soprattutto perché parla di sentimenti e viaggi, due temi che mi interessano perché rievocano ricordi dell’infanzia e dei primi amori. Chi non ha mai almeno un attimo o un secondo canticchiato una canzone di Claudio mentre era perso nel concetto dell’amore? Se poi aggiungete che rientro di diritto nella categoria dei nostalgici …
Passando nello specifico, con la realizzazione di “Oltre”, Claudio ha dato una svolta alla sua maturazione artistica, e ha dimostrato che il suo nome non è legato solo al brano “Questo piccolo grande Amore”.
“OLTRE” rappresenta perfettamente il suo flusso di coscienza puro, e di descrizione dell’istinto primordiale dei sentimenti che hanno composto la sua figura artistica fino a quel momento.
Dopo “Oltre” ci sono stati “IO SONO QUI” che descrive un se stesso cosciente del presente che vive. E poi “IL VIAGGIATORE SULLA CODA DEL TEMPO” che è una proiezione virtuale musicale del mondo sentimentale di Claudio.
Le uscite, troppo distanziate nel tempo, dei tasselli di questa trilogia di CD, hanno fatto si che li si vivesse in maniera slegata, rarefatta … in realtà i tre dischi rappresentano una sperimentazione musicale/narrativa molto coraggiosa, soprattutto se si considera che è stata realizzata da un autore affermato come Claudio; un autore che poteva starsene tranquillo e continuare a percorrere la rassicurante strada che il successo di “questo piccolo grande amore” (non dimentichiamo che è stata dichiarata come la canzone del secolo) gli aveva solcato.
Questo trittico di Cd contiene una maturazione, sia nella composizione dei testi sia nella raffinatezza delle combinazioni musicali (difficilissime da riprodurre), il tutto poi integrato al suo inconfondibile timbro vocale.
Ma la cosa che mi ha sconvolto è che Claudio ha strutturato il contenuto narrativo di questo trittico di CD rifacendosi ad un tema a me caro dall’infanzia: l’Odissea.
CUS: adesso inizio a capire dove mi vuoi condurre …
DdG: Infatti …
Il CD che mi ha avvicinato in maniera veramente forte, prepotente, a Claudio è “Io sono qui”, nel quale utilizza una terminologia scandita, termini tecnici di ripresa del cinema. Anche il CD è strutturato proprio un film.
Questo suo interesse al mondo dell’immagine ha aumentato la curiosità verso i concetti espressi da Claudio, e seguendo le successive opere, ho fantasticato lasciandomi trasportare dalle suggestioni che la sua musica mi suscitava… ho così avvertito la sensazione che stesse costruendo musicalmente la sua odissea.

Ho interpretato la creatività che lui ha infuso in questa trilogia in maniera molto personale … tanto personale che mi risulta difficile parlarne, dunque cercherò di farmi capire con alcuni esempi.
Per quanto mi riguarda, esiste un parallelo tra “Oltre” e la rappresentazione dell’Iliade, se quest’ultima è la preparazione alla guerra di Troia, la narrazione in maniera epistolare di scontri sentimentali, la raffigurazione di un “cambiamento del proprio Io”.
Proprio come una riflessione al passato di un soldato chiamato alla guerra.
La struttura di “Oltre” è ricca di duetti con cantanti e musicisti proprio come se si trattasse di una lotta, durante la quale ognuno degli artisti “duella” con Claudio mantenendo, tuttavia, le proprie caratteristiche, dando vita ad una armonia di sinergie unica. Se ascoltiamo separatamente tutti gli interventi degli ospiti e quelli di Claudio, sia dal punto di vista della musica sia da quello dei testi, ci si rende conto che li si può seguire tranquillamente, ognuno di essi ha un senso compiuto: la ricerca di se stessi prima di un grande evento.
“Io sono qui “ è il punto di raccordo tra “Oltre” e “Il viaggiatore sulla coda del tempo”, un disco all’interno del quale l’artista raffigura la consapevolezza di sé e la riflessione su ciò che egli rappresenta e sente di essere. C’è un passo che mi colpisce moltissimo proprio nel brano di “Io sono qui”:
e scriverò il mio nome
sui fogli della gente
fino a sapere come
mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiù sto
a chiedere perdono
se sono un uomo giusto
ma sono giusto un uomo
Mentre in “Oltre” Claudio era alla ricerca di sé, qui afferma la sua individualità e la consapevolezza dei suoi mezzi.
L’ultimo brano del disco, “l’ultimo omino”, è il principale esempio. Con una citazione di Blade Runner, Claudio non solo si congeda con un omaggio alla sua passione per la fantascienza:
battiti combattiti
che sia sconfitta o sia vittoria
che sia disfatta o che sia tutta gloria
in questa via
dove si gioca la partita
che noi combatteremo fino
all'ultima vita
all'ultimo omino
io ne ho viste cose che voi umani non potreste
immaginare.
navi in fiamme al largo delle coste di Orione
raggi B balenare nel buio presso le porte di
Tannoide.
e tutti quei momenti andranno persi nel tempo
come lacrime nella pioggia.
è tempo di morire.
game over
Con questi versi rappresenta, sempre paragonandola alla tematica dell’Odissea e dell’Iliade, la descrizione della guerra di Troia, vissuta e riflettuta, una presa di consapevolezza del proprio presente, proprio come fa Ulisse sulle spiagge di Troia prima di mettersi in viaggio per il ritorno a casa. E con il termine “è tempo di morire game over“ rappresenta una nuova nascita di sé e del proprio Io, come poi avviene ad Ulisse che da semplice protagonista tra altri nell’Iliade, diviene l’eroe per eccellenza nell’Odissea.
La fine di questo disco in realtà proietta narrativamente subito al terzo capitolo di questa trilogia “il viaggiatore sulla coda del tempo”, nel quale Claudio rappresenta un se stesso perso in un limbo fittizio, “virtuale”, alla ricerca della figura femminile di cui segue le tracce, e ditemi se quest’ultimo non rappresenta il viaggio dell’Odissea, dove Ulisse vuole tornare da Penelope.
Questo mio modo di interpretare la musica di Claudio, e di accostarla ad una saga immortale come l’Odissea, ha fatto sì che mi avvicinassi ancor più alla sua musica.
E gli esempi che ho fatto sono solo parte delle suggestioni che la sua musica mi ha fornito per Oudeis.
Personalmente so che agli occhi di chi leggerà questo mio intervento sarà difficile capire cosa voglio dire, e soprattutto mi rendo conto che è una sorta di analisi molto personale e se vogliamo visionaria, che spero non venga presa come un atto di presunzione, ma come tentativo di spiegare cosa provo quando ascolto Baglioni.

CUS: Tu sei pazzo!! Scherzi a parte … sono quasi senza parole … di certo sono un insensibile, ma non avrei mai immaginato di poter ascoltare una interpretazione così complessa e visionaria dell’opera di Claudio Baglioni … hai mai avuto modo di parlarne con lui? Di trasmettere queste tue sensazioni all’artista che è stato in grado di trasmettertele?
:o) grazie per il pazzo.
Spero solo di non aver fatto girare la testa a chi legge.
Claudio sa di Oudeis e di quello che la sua musica ha scaturito; infatti il nostro ritrovarci dopo le prime vicende, è stato proprio grazie ad Oudeis.
Ne ho parlato con lui e il suo agente, Guido Tognetti, il quale è rimasto veramente sconvolto dall’idea di questo progetto.
Soprattutto (parole loro), erano rimasti colpiti dalla visionarietà complessiva, molto simile a quella descritta dalle canzoni di Claudio.
Ed è stato proprio grazie ad Oudeis, trasformatosi in una sorta di biglietto da visita, che ho intrapreso la collaborazione con Claudio per la realizzazione del suo sito ufficiale, la città virtuale www.patapan.it .
Per quanto riguarda il parlare delle sensazioni e suggestioni riguardo la sua musica, è avvenuto a stretto contatto durante la realizzazione del suo sito, per cui ho realizzato i disegni in bianco e nero della città intera, con un concetto che rappresentasse Claudio.
A parte la visionarietà futuristica per cui il cantante ha un debole, volevo che la tecnologia fosse rappresentativa e musicalmente viva, cercando di mantenere lo spirito di Claudio integro.
E ragionando e ascoltando, ho realizzato graficamente una tecnologia tubolare, mi spiego meglio: molto spesso, quando si raffigura la tecnologia, la si descrive all’interno di moduli parallelepipedi, oppure facendo vedere computer affiancati, ecc…
Per la città virtuale, la scelta del modulo da utilizzare e plasmare non era il computer circoscritto in una forma rigida, ma il tubo, che è utilizzato dai grandi illustratori di fantascienza come Giger e Darrow .
La scelta del tubo mi permetteva di plasmarlo e di concepire delle sinuosità in stile liberty, in modo da realizzare una città sì futuristica, con una tecnologia non fredda, ma organica e viva come la musica, e allo stesso tempo con la sensazione di una storia vissuta, derivante dal passato, proprio come il concetto strutturale delle canzoni di Claudio.
Inoltre, se ci pensiamo, proprio la chiave di violino con cui si inizia a scrivere uno spartito musicale, si può considerare il primo grafismo liberty per eccellenza, prima della nascita della corrente artistica stessa.
Tutti questi concetti sono stati presi e discussi durante i nostri incontri, dove Claudio ha sempre dimostrato un grande interesse per l’evoluzione dei disegni, e li ha seguiti, supervisionandoli uno per uno.
Ė stata un’esperienza dura dal punto di vista lavorativo, per via delle scadenze strette per ogni sezione e animazioni comprese, ma ricca emotivamente, che mi ha fatto scoprire il dietro le quinte del mondo di Claudio, facendomi conoscere persone straordinare dal punto di vista umano, che mi hanno accolto come in una grande famiglia.

b>CUS: Potresti rivelarmi qualche passaggio particolare, qualche singola suggestione che si è tramutata in un momento di Oudeis?
Tutto Oudeis raccoglie la suggestione della musica di Claudio, e parte da suggestioni singole e separate, ma assemblate e mescolate, realizzando uno spirito di fondo che segue una narrativa baglioniana, se vogliamo. La struttura della narrazione tra i due mondi, quello visionario e quello reale, che si mescolano, è identica a quella di in un brano di Baglioni.
Ascoltandolo si nota che all’interno di un qualsiasi brano, ci sono tematiche diverse e sentimentalmente opposte, che convivono e si sviluppano all’interno del brano stesso.
Prendendone una come, mi chiedi, possiamo partire dalle prime pagine di Oudeis, dove il protagonista parte da una spiaggia fittizia, per ritrovarsi in una città del futuro ignota, nella quale si sente escluso e perso.
E la suggestione di tale stato d’animo è scaturita dal brano di Claudio “ Chi c’è in ascolto”, e per chi non la conosce ecco il passaggio che mi ha coinvolto, fatto fantasticare e creare la figura di Oudeis.
Seguite soprattutto il ritornello:
accendi questa notte di cristalli liquidi
il cielo è un crocevia di mille brividi
di satelliti che tracciano segnali nitidi
che seguono la via di mondi ripidi
chissà se queste macchine che parlano per noi
ci riavvicinano o ci allontanano
quando sembra di sfiorarsi e invece in mezzo restano
dei ponti levatoi che non si abbassano mai
io non sono di qui
io son di passaggio
io sono in mezzo al mio viaggio
sono io che ti invio un messaggio
da maggio io vengo e vado dietro a un miraggio
di un domani che inganna da lontano
e porta me lontano da domani
e che mi stringe a sé
in questo tempo avvolto
chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto

Allego il testo perché penso che spieghi meglio di parole e concetti ciò che è una mia interpretazione personale.
A parte questo, leggendolo, o meglio ascoltandolo, con le prime pagine di Oudeis, vedrete che la narratività del brano musicale si accompagna alla scansione narrativa delle immagini.
Anche il brano “Io sarò”:
io mi alzai su dalla mia immagine
come da un altare
e cercai nella voragine
la terra sotto il mare
camminai un deserto arido
tra dirupi e gole
poi lanciai un cuore impavido
nel cielo dietro il sole
traversai labirinti e portici
delle mie visioni
mi lasciai in mezzo ai vortici
di splendide illusioni
io violai le bugie dei codici
come vedi potremo continuare fino a notte fonda :o) come la realizzazione di una tesi di laurea :o)
Ma risparmio il martirio :o) .
Scherzo…., spero che arrivi il rapporto tra Oudeis e la musica.
CUS: A sentir le tue parole, Oudeis sembra un’opera concepita come doppio tributo alle tue fantasie ed all’arte di Baglioni … Ma Claudio sa dell’esistenza di quest’opera? L’ha letta? E se l’ha letta che giudizio ne ha dato?
Baglioni sa dell’esistenza di Oudeis, purtroppo ancora non l’ha letto, perché ancora devo spedirgli la copia che gli avevo promesso.
E una volta consegnato, spero che, tra tutti i suoi impegni possa trovare il tempo di dare un suo giudizio su Oudeis.
In più aspetto giudizi non solo da Baglioni, ma anche da altri personaggi che ammiro e che ho trovato in linea con la mia opera, e che non appartengono al mondo della musica.
CUS: A questo punto non ti puoi tirare indietro: qual è la tua hit-list di Baglioni? Quali sono i 15 successi da ascoltare e riascoltare?
Le canzoni che ascolto maggiormente sono:
Amori in corso
Acqua dalla luna
Dov’è dov’è
Io sono qui
Fammi andar via
Nudo di donna
La via dei colori
Quante volte
Io sarò
Chi c’e in ascolto
Sono Io
Grand’uomo
Patapàn
Ecc.. ecc…, senza dimenticare le canzoni che lo hanno segnato come “Porta Portese”, “ Signora Lia”, e l’intramontabile “ Questo piccolo grande amore”.
Spero che sia stata una bella chiacchierata e che soprattutto sia riuscito a trasmettere nelle risposte almeno una piccola percentuale delle suggestioni che la musica può donare nell’ascoltarla.
[2 - fine]

Un singolare progetto creativo sviluppato da Carmine su richiesta di Claudio Baglioni
Intervista raccolta via e-mail tra il 16 novembre 2004 e il 2 dicembre 2004
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