La vita, il fumetto, la musica e Claudio Baglioni ... una chiacchierata con Carmine di Giandomenico [prima parte]

La vita, il fumetto, la musica e Claudio Baglioni ... una chiacchierata con Carmine di Giandomenico [prima parte]

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Talking Book è una rubrica insolita, un blocco note virtuale sul quale appuntare le fuggevoli chiacchierate che mi capita di scambiare con persone che operano professionalmente nel campo dei fumetti. Non è perciò un angolo dedicato ad interviste “istituzionali”, ma piuttosto conversazioni senza peli sulla lingua e casuali, ispirate, magari, dai discorsi ascoltati distrattamente sul tram o dalla notizia d’attualità del giorno.





COMICUS: Una delle domande che più spesso mi è capitato di leggere durante un’intervista ad un disegnatore è se, mentre svolge il suo lavoro, ascolta musica. Nel caso di Carmine Di Giandomenico la risposta, anche alla luce del *rivoluzionario* proemio inserito all’interno di Oudeis, mi sembra scontata. Dunque, Carmine, oltre a darti un caloroso benvenuto su Talking Book, ti chiedo direttamente: che musica ascolti mentre lavori?

Carmine Di Giandomenico: La musica che ascolto mentre lavoro è variegata, passo da colonne sonore di film che mi hanno colpito (roba tipo: Blade Runner, Superman 1, Conan, Star Wars, Batman, Hulk, Spiderman e ultimamente tutto ciò che Denny Elfman ha realizzato ..) a colonne sonore di cartoni animati (cosette come Goldrake, Polimar, Judo Boy, Devilman ecc…), fino a canzoni di artisti attuali e del passato che mi danno delle suggestioni, soprattutto musica italiana.

In particolare mescolo i generi, inseguendo un mio stato d’animo, o una suggestione che devo afferrare per realizzare una tavola, in modo che la musica possa creare l’atmosfera e la visionarietà giusta per quello che voglio disegnare. Tra i cantanti e i gruppi italiani sono ci sono:
Claudio Baglioni
Renato Zero
Giorgio Gaber
Battisti
Mina
Dalla
De Gregori
Vecchioni
De Andrè
Battiato
Marlene Kunz
Subsonica
Bluvertigo
A.F.A.

Un po’ di tutto, e l’elenco è molto lungo. :o)

CUS: bè .. di certo non posso negarlo …

CdG: Come vedi sono generi che fanno a pugni tra loro, ma io non ascolto tutta la discografia di ognuno di loro, tranne che per uno, ma alcuni brani che mi colpiscono e che mi danno suggestioni da seguire. Soprattutto quando nell’ascolto si evince una ricerca sia della tematica e sia nel linguaggio e musicalità. Tra tutti comunque spicca e prediligo Claudio Baglioni, del quale ascolto tutto, è la mia passione, soprattutto perché tocca una parte della mia sensibilità artistica e di memoria, donandomi delle visioni o un immaginario che mi piace rappresentare, e non a caso, nel libro di Oudeis, ho inseguito proprio queste atmosfere dettate dalla musica che ascoltavo mentre lo realizzavo.

La mia passione per Baglioni mi ha portato prima a conoscere Baglioni stesso, e poi collaborare con lui per la realizzazione del suo sito ( www.patapan.it )

Come puoi vedere è tutto un po’ caotico, ma il ruolo della musica nel mio modo di improntare qualsiasi lavoro è fondamentale, soprattutto perché mi permette di fantasticare e giocare con la fantasia anche durante la lavorazione delle tavole, e a volte riesce a suggerirmi anche delle soluzioni.

Un mio desiderio è di poter unire delle forze comuni tra il mondo della musica e del disegno.
Cosa non facile, ma sono due arti che arrivano dirette a chi ci si pone di fronte, e sarebbe stupendo (ma resta un sogno in quanto idea complessa) poter realizzare una formula editoriale che li accomuni in qualche maniera, dove entrambe coesistono senza prevalere l’una sull’altra.

CUS: Fondere musica ed immagini disegnate e stampate su carta è un progetto decisamente ambizioso e di difficile realizzazione … al mondo sono davvero in pochi quelli che lo tentano, ed ancor meno quelli che riescono a creare questa commistione … tu hai tentato a far convivere musica e fumetti proprio nella tua ultima opera affidando la scrittura di un proemio introduttivo ad un musicista e fondendo, di fatto, l’introduzione al fumetto … come è nata l’idea di questa sperimentazione e come giudichi il risultato finale?

CdG: Si, lo ammetto! È una sfida ambiziosa e difficilissima da realizzare.
Una difficoltà dettata dal fatto che per rendere la fusione tra i generi non si deve illustrare e mettere le didascalie del testo della canzone come si fa generalmente.
Che poi è l’errore in cui molto spesso si cade … io preferisco ricreare una situazione che rievoca visivamente il brano musicale narrante.
In passato questo tipo di fusione l’ho sfruttata per un progetto editoriale con protagonista Claudio Baglioni, un progetto al quale ho lavorato con un artista, ma soprattutto un amico, del calibro di Cristian de Mattheis.



CUS: un progetto a fumetti su Claudio Baglioni?

CdG: Sì, si trattava di una storia in tre parti, con sviluppi tribali Maori, un presente surreale, e un futuro ipotetico, dove Baglioni era sempre presente come protagonista.

Il progetto editoriale piacque moltissimo a Claudio, che lo approvò, ma purtroppo si bloccò perché la casa editrice che doveva curarne la pubblicazione non riuscì a trovare un accordo, forse perché non avevamo nomi famosi (questo quello che mi è stato riferito), e forse anche per una certa differenza di vedute riguardo gli accordi economici.

Il progetto poi fu trasformato in un CD virtuale interattivo, ma anche in questo secondo caso si trattò di un nulla di fatto: la Sony, che avrebbe dovuto realizzarlo, decise di bloccare il progetto perché, in seguito a delle ricerche di mercato, la storia fu giudicata troppo complessa per un pubblico di massa.

A parte queste piccole sventure del progetto *musica/disegno*, la mia passione per Baglioni è sempre rimasta immutata, e mi è rimasto impresso nella memoria il modo in cui Claudio ci salutò dopo l’ultima riunione (con un gesto che avrebbe dovuto fare nella nostra storia).

Come noti con Baglioni ho avuto sempre il pallino di voler realizzare qualcosa di legato al disegno, e questo perché lo reputo uno tra i pochi cantanti che ha una visione creativa a 360°.



Il destino ha voluto soddisfare questo mio desiderio e così ci ha fatto incontrare per la realizzazione del suo sito, per il quale ho realizzato i disegni in bianco e nero con un “concetto” e un “modulo”, che lo rappresentasse.

CUS: Una lunga esperienza di tentativi di commistione tra musica e fumetti che ti ha portato a Oudeis, giusto?

CdG: La fusione tra le due arti in Oudeis è data dall’intro strutturato come un poema greco psichico, realizzato magistralmente da Fabrizio Tavernelli, il cantante degli A.F.A.

L’idea è nata mentre realizzavo Oudeis. Volevo una sottolineatura decisa e marcata dell’elemento musicale, con l’intervento di un personaggio appartenente alla musica. Così, Andrea Ciccarelli e Marco Marastoni hanno pensato proprio a Tavernelli, e mi hanno dato il CD degli A.F.A… CD che ho ascoltato e studiato attentamente, scoprendo che Taver era perfetto per quello che ricercavo da tempo… dal momento che anche lui attua una ricerca dell’Io in una dimensione virtuale e suggestiva, proiettata dal testo e dalla sua musica. E il brano che mi ha sconvolto per la sua linearità perfetta con il mio progetto Oudeis è “Nomade psichico”.
In molti hanno apprezzato tale proiezione dal mondo musicale, con un intro interpretato come il testo di una canzone, soprattutto perché proietta il lettore già nelle suggestioni illustrate nel libro.
Penso si tratti di una innovazione, una cosa nuova e soprattutto mai fatta in un fumetto italiano, almeno a mia memoria….(spero di non sbagliarmi :-)

CUS: potrei sbagliarmi anche io … ma mi sembra proprio che tu abbia ragione. Torniamo alle tue passioni, vero interesse di questo Talking book … il tuo amore per Claudio Baglioni mi sorprende davvero molto, soprattutto alla luce dell’ispirazione che ti da … insomma, conosco abbastanza bene l’opera di Baglioni, e devo dire che fino alla realizzazione di Oltre (suo capolavoro secondo me) ha prodotto molte ottime canzoni sentimentali, e non riesco a capire come queste canzoni abbiano influenzato un’opera futuristica e visionaria come Oudeis. Mi spieghi meglio come ti ha influenzato la musica di Baglioni?

CdG: Claudio Baglioni mi ha influenzato sin da piccolo, e forse la colpa è della radio o della mamma :-)
A parte gli scherzi.

Claudio mi ha sempre suggestionato e incuriosito, soprattutto perché parla di sentimenti e viaggi, due temi che mi interessano perché rievocano ricordi dell’infanzia e dei primi amori. Chi non ha mai almeno per un attimo o un secondo canticchiato una canzone di Claudio mentre era perso nel concetto dell’amore? Se poi aggiungete che rientro di diritto nella categoria dei nostalgici …

Passando nello specifico, con la realizzazione di “Oltre”, Claudio ha dato una svolta alla sua maturazione artistica, e ha dimostrato che il suo nome non è legato solo al brano “Questo piccolo grande amore”.



[1 - Continua]

Intervista raccolta via e-mail tra il 16 novembre 2004 e il 2 dicembre 2004




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[by Stefano Perullo] [09-03-05]