GUERRA AGLI UMANI - Una chiacchierata con WU-MING 2 - [prima parte]

GUERRA AGLI UMANI - Una chiacchierata con WU-MING 2 - [prima parte]

A A A | Stampa |



Talking Book è una rubrica insolita, un blocco note virtuale sul quale appuntare le fuggevoli chiacchierate che mi capita di scambiare con persone che operano professionalmente nel campo dei fumetti. Non è perciò un angolo dedicato ad interviste “istituzionali”, ma piuttosto conversazioni senza peli sulla lingua e casuali, ispirate, magari, dai discorsi ascoltati distrattamente sul tram o dalla notizia d’attualità del giorno.







COMICUS: Con l’enigmatico nome di wu-ming si identifica un nutrito collettivo di scrittori nato dal seppuru [suicidio rituale giapponese – NdStefano] di Luther Blisset, collettivo di uomini e di idee che era salito agli onori della cronaca per il bellissimo libro Q. Cosa ha rappresentato per voi il passaggio da LB a WM? Cosa è cambiato nel vostro approccio al lavoro, ed alla vita, che non poteva più giustificare l’esistenza di Luther Blisset?

WU MING 2: Luther Blissett era un progetto a tutto campo. Wu Ming è il tentativo di utilizzare i principi guida di quell'esperienza in un ambito più specifico: quello della produzione narrativa, intesa in senso piuttosto ampio. Luther Blissett era una leggenda, un eroe popolare del tutto acefalo. Wu Ming è un aedo, un cantastorie con molte teste. In qualche modo, sono due figure complementari.

COMICUS: Quando avete deciso di dare una fine a Luther Blisset avete lasciato piena libertà di sfruttamento del nome del collettivo, anzi, chi avrebbe usato il nome Luther Blisset avrebbe idealmente concluso il rituale del suicidio [il seppuru, infatti, prevede che una terza persona provveda a tagliare il capo di colui che si è suicidato]. Ed in effetti, un po’ di tempo dopo la sua dipartita Luther Blisset è tornato a far parlare di sé. Materializzandosi ad una passata fiera del fumetto ha sottratto una tavola originale di Alex Ross ed ha rivendicato il furto. Cosa sapete di questa storia? E, in ogni caso, era questo l’erede che auspicavate di avere?

WU MING 2: Piccola correzione storica: il furto della tavola di Alex Ross è del marzo '95 (cfr "Venom", n.4). Il suicidio rituale di Blissett è del dicembre '99. Non si tratta dunque di un'azione "postuma" rispetto al nostro percorso. Tutt'altro. In generale, ci siamo sempre battuti per una fruizione gratuita delle opere dell'ingegno. Odiamo i musei, ma ancor più odiamo le mostre per collezionisti dove l'arte viene banalizzata come oggetto da possedere. La beffa più famosa di Luther Blissett, dopo il nostro suicidio, risale ai primi mesi del 2000: venne spacciato come reale un artista sloveno, Darko Maver, morto sotto i bombardamenti di Pristina. In realtà non era mai esistito e il catalogo delle sue opere attingeva alle immagini presenti sul sito di 'medicina legale' rotten.com. Le circostanze della morte, l'esistenza di un sito molto provocatorio, la falsa notizia di una grande retrospettiva a Ljubljana sono bastate a far pubblicare articoli su Maver da alcune delle riviste d'arte più famose e quotate d'Italia.

COMICUS: Da pochi giorni è stato distribuito in libreria il tuo primo romanzo solista, un libro il cui titolo non promette niente di buono per noi uomini della società pre-troglodita: Guerra agli Umani. Ci puoi anticipare di cosa parla questa tua prima opera solista?

WU MING 2: Mica facile. C'è chi dice che una buona storia si può riassumere in venti parole. Secondo me, una buona storia non si può riassumere... Comunque, si tratta di un individuo che decide di sperimentare una vita troglodita, primitiva, da uomo delle caverne, perché si è reso conto di non avere nulla da aspettarsi dalla sua esistenza civilizzata. In breve tempo, però, il suo esodo sulle montagne viene sconvolto da una valanga di situazioni e intrecci, a sottolineare che non esiste più un 'fuori' dove ritirarsi, forse si può disertare ma certo non si può fuggire.


COMICUS: Il protagonista di GUERRA AGLI UMANI è Marco “Walden”, un uomo apparentemente comune che, stanco di vivere in una società in cui si spreca – tra le altre cose – l’acqua potabile per farsi un bidè, decide di abbandonare la società civile per vivere in una caverna, tornando ad una vita primitiva, pura. Una decisione del genere, secondo te, rappresenta una resa o una soluzione possibile?

WU MING 2: Va detto che Walden non aspira a una vita 'pura'. Uno dei suoi ritornelli è che l'Uomo Nuovo non conosce purezza, che la nuova civiltà è un seme in una discarica: fiorirà tra i rifiuti o non fiorirà affatto.
Certo il romanzo non vuole suggerire un percorso primitivista, anzi. La scelta di Marco contiene molta auto-ironia. Tuttavia, contiene alcuni elementi di una possibile soluzione: il fatto di chiudere i conti con la Speranza, con l'idea di un futuro ricco di promesse che giustifichi le lotte di oggi. Questi sono tempi in cui occorre essere disperatamente felici. Abbiamo bisogno di scelte che ci facciano stare meglio subito, anche se parziali, incomplete a tratti incoerenti. Abbiamo bisogno di una somma di cambiamenti individuali che modifichino la percezione collettiva della realtà. Abbiamo bisogno di salvarci il culo il più collettivamente possibile. Abbiamo bisogno di un'autonomia, fatta di piccole defezioni e diserzioni, che sappia farsi rete e garantire felicità senza diventare il fortino del prossimo assedio.

COMICUS: Marco “Walden” si auto-proclama supereroe troglodita, il primo anello di una nuova catena evolutiva; un uomo che ha deciso di ripercorrere i passi di quel pesce che, migliaia di anni fa, decise di uscire dall’acqua e vivere nel fango, trasformandosi in un anfibio. In cosa ci dobbiamo trasformare per uscire dal tunnel che la società occidentale sembra aver imboccato?

WU MING 2: Credo si tratti in particolare di una rivoluzione dei consumi, e dunque dello stile di vita della parte ricca del pianeta. Certo, contano molto anche le scelte strutturali, di lungo periodo, i cambiamenti su vasta scala. Tuttavia una maggiore consapevolezza del nostro ruolo di consumatori - e dunque di affamatori, assassini, sfruttatori e devastatori del pianeta - mi pare un buon punto di partenza.

COMICUS: so che questa domanda sarà scontata … come è cambiato il tuo approccio alla scrittura in quest’opera solista? Sei stato creativamente più libero di esprimerti?

WU MING 2: Non è stato un grande cambiamento. Certo, c'è più spazio per l'improvvisazione, che però non significa più spazio creativo. Solo che quando scrivi in gruppo devi avere molto chiaro ogni passaggio di ogni capitolo. Quando sei da solo alcune soluzioni le puoi cercare in tempo reale, scrivendo. Soprattutto, ci sono stati momenti in cui mi è mancata la penna degli altri, magari perché mi ero bloccato su un capitolo e sapevo benissimo che un altro Wu Ming - per le sue caratteristiche - avrebbe potuto scriverlo di getto e togliermi dall'empasse.


COMICUS: Come si articola il lavoro quando scrivete opere “corali”? Come vi suddividete il lavoro e come controllate l’uno il lavoro dell’altro?

WU MING 2: Si parte con una jam session di idee. Molte finiscono nel cestino, ma il meno possibile (al contrario del brainstorming aziendale che raccomanda di tenere un'idea e scartarne 99. Troppi ambiti dell'esistenza hanno a che fare con la penuria e l'austerity. Con le storie, almeno, vogliamo vivere nell'abbondanza.)
Poi si passa alla scalettatura di massima: un primo soggetto che si approfondisce sempre più, con zoomate successive. Il finale di solito resta aperto: meglio scoprirlo scrivendo (altrimenti, se sai già come va a finire, rischi di annoiarti)
Poi si procede capitolo per capitolo. Cosa succede? Cosa fa il personaggio?
Ci si suddivide i capitoli, con l'accortezza che nessuno deve 'tenere' troppo spesso lo stesso personaggio (è scrittura collettiva, non Dungeons & Dragons).
Poi ci scambiamo il materiale con svariate e-mail. Ognuno lavora sui capitoli degli atri: integra, taglia, incolla, riscrive. Infine ci troviamo e montiamo il tutto, anche se ci sono capitoli che vanno bene fin da subito, così come sono. A quel punto li mettiamo da parte e aspettiamo di averne scritti un po' per riprendere di nuovo tutto in mano e rileggere alla luce degli sviluppi successivi. Di nuovo il frullatore che amalgama gli stili viene messo in funzione. Di nuovo si lima, si gratta, si inserisce e si cestina.
E così via, fino alla fine.

COMICUS: GUERRA AGLI UMANI è il primo romanzo in Italia ad essere stampato su carta ecosostenibile. Mi puoi spiegare cosa significa?

WU MING 2: E' carta riciclata al 100%, prodotta a ciclo chiuso (cioé riutilizzando l'acqua) e sbiancata senza utilizzare cloro.

COMICUS: E’ stato duro convincere l’editore ad adottare questo tipo di carta?

WU MING 2: Convincerlo no, ma è stata dura arrivarci. Ci sono inerzie produttive difficili da forzare. I tecnici fanno resistenza. Agitano pregiudizi vecchi di vent'anni, tipo che la carta ricilata costa l'iradiddio, o che per produrla si inquina ancora di più, o che si straccia appena la tocchi...Le case editrici hanno i loro fornitori e fanno fatica a cambiarli. Le cartiere che producono grandi tirature di carta ricilata per libri sono poche. Tutto questo ha fatto sì che dall'ufficio tecnico arrivasse la proposta di stampare su carta riciclata al 20%, la stessa usata per Harry Potter, ma priva delle specifiche indicate da Greenpeace nella campagna di cui siamo firmatari, "Scrittori per le Foreste". Abbiamo chiesto che il libro non venisse stampato finché non si trovava la carta giusta. Abbiamo aspettato un mese (ma ci avevano detto che sarebbe stato molto di più). Alla fine, abbiamo vinto una battaglia importante, non tanto con l'editore, quanto col pregiudizio.

COMICUS: Dal momento che questa carta potrebbe rappresentare la giusta mediazione tra le esigenze di chi, come me, ama i libri, e la carta stampata in genere, e quelle di chi vuole, giustamente, preservare l’ambiente, perché gli editori non adottano questo tipo di carta per la totalità delle loro produzioni? Ha forse un costo maggiore?

WU MING 2: Al contrario: più ne usi, meno ti costa. Ripeto: il problema sono le inerzie produttive e i pregiudizi. Noi abbiamo fatto un primo passo. Abbiamo dimostrato che è possibile. Altri scrittori seguiranno. Ma l'importante è che il cambiamento diventi strutturale, slegato dalla scelte ecologiste del singolo autore. In questo, anche i lettori possono fare la loro parte: sul sito greenpeace.it c'è un sondaggio sul desiderio di libri ecosostenibili, per dimostrare agli editori che hanno solo da guadagnarci a fare libri rispettosi dell'ambiente.

COMICUS: la scelta di far proclamare marco “Walden” supereroe dipende, in qualche modo, da una tua passione per questo genere di fumetti?

WU MING 2: "Supereroe troglodita" mi sembrava un concetto che esprimesse bene tutti i limiti dell'impresa di Marco... Poi, come sappiamo dai tempi dell'Uomo Ragno, non esiste supereroe senza superproblemi. Non posso definirmi un appassionato di fumetti (per rispetto dei veri appassionati), ma è chiaro che nessuno di noi sarebbe la stessa persona senza I Fantastici Quattro, Batman & Robin e Spiderman

COMICUS: Da un po’ di tempo circola voce che stiate preparando, in collaborazione con Onofrio Catacchio, un vostro romanzo grafico per i tipi di Alta Fedeltà. A che punto siete con la realizzazione di questo attesissimo esordio nelle nuvole parlanti?

WU MING 2: Siamo sul pezzo. Onofrio ha finito di sceneggiare, ha realizzato le copertine, ha iniziato le tavole.

COMICUS: Mi puoi anticipare di cosa parlerà?

WU MING 2: E' la versione a fumetti di un racconto "La Ballata del Corazza", scritto come se fosse un programma open source. Forse la cosa migliore è suggerire a chi è interessato di visitare l'apposita sezione sul nostro sito, e di scaricarsi il racconto che è, come sempre, in versione copyleft a disposizione di chiunque. www.wumingfoundation.com/italiano/comunitari.htm

COMICUS: tempo fa sul forum di discussione del nostro sito fu indetto un sondaggio inerente gli autori che si desiderava vedere all’opera sulle avventure di classici personaggi dei fumetti italiani … in molti vi designarono come scrittori ideali di Tex Willer. Che ne pensate? Vi piacerebbe?

WU MING 2: Forse, per restare in area Bonelli, ci piacerebbe ancora di più provare a rinverdire i fasti del vecchio Mr No, il nostro bonelliano preferito, che ormai da tempo mostra segni di inarrestabile decandenza. Comunque, anche Tex non sarebbe male...



L'OSPITE DELLA SETTIMANA:
Nel gennaio 2000, una quinta persona si unisce agli autori di Q e nasce una nuova band di narratori, Wu Ming ("anonimo" in cinese mandarino).
Il nome della band è inteso come un tributo alla dissidenza e un rifiuto del ruolo dell'Autore come star. Le identità dei cinque membri di Wu Ming non sono segrete, solo che riteniamo le nostre opere più importanti delle singole biografie o dei volti.
Ciascun membro di Wu Ming ha un "nome d'arte" composto da quello del gruppo più una cifra determinata dall'ordine alfabetico dei nostri cognomi.
Dalla sua fondazione, il collettivo ha prodotto romanzi e opere di non-fiction. L'opera più impegnativa è senza dubbio 54, romanzo con decine di personaggi (compreso l'attore Cary Grant), anch'esso tradotto in diverse lingue. Dal romanzo è stato tratto un cd con musiche degli Yo Yo Mundi e voci recitanti di Marco Baliani, Giuseppe Cederna e Fabrizio Pagella (Il Manifesto/Mescal, 2004)
Nel corso del 2004 usciranno per Einaudi i romanzi "solisti" di due membri della band (Wu Ming 2 e Wu Ming 1). Non è il primo esperimento del genere: nel 2001 l'editore Fanucci aveva dato alle stampa Havana Glam di Wu Ming 5.
Nell'autunno 2004 uscirà nelle sale il film di Guido Chiesa Lavorare con lentezza, su Radio Alice e il movimento del '77 a Bologna, scritto da Guido Chiesa e Wu Ming.
Le nostre posizioni sul copyright , gli esperimenti di scrittura collettiva , le nostre newsletters ( Giap e Nandropausa ) e, non ultime, le centinaia di incontri coi lettori tenuti in tutta Italia e non solo, hanno reso Wu Ming ciò che oggi è, di qualunque cosa si tratti.

fonte: http://www.wumingfoundation.com/italiano/presentazione.htm

BIBLIOGRAFIA
Bibliografia

Q (Einaudi, Torino 1999)
Asce di guerra (scritto con Vitaliano Ravagli, Tropea, Milano 2000 - di prossima ripubblicazione per Einaudi)
Havana Glam (romanzo solista di Wu Ming 5, Fanucci, Roma 2001)
54 (Einaudi, Torino 2002)
Esta revolución no tiene rostro (raccolta di articoli, racconti e scritti vari, Acuarela, Madrid 2002)
Giap! (raccolta di articoli, racconti e scritti vari, Einaudi, Torino 2003)
Guerra agli umani (romanzo solista di Wu Ming 2, Einaudi, Torino 2004)



Per saperne di più sull'arte e le idee del collettivo WU MING, per leggere i loro romanzi o racconti, informarvi riguardo i molteplici progetti collaterali, collegatevi al sito fonte: http://www.wumingfoundation.com/italiano/presentazione.htm




Se volete scrivermi in privato per darmi consigli, suggerimenti o fare delle critiche non esitate a scrivere a stefano@mega-news.it




Per leggere i precedenti Talking Book clicca su Rubriche

[by Stefano Perullo] [22-06-04]