
Stefano Priarone, soggettista per Zagor e Martin Mystere, saggista e giornalista. Autore eclettico e versatile, capace di scrivere di tutto. Ma soprattutto un nerd! Ciao Stefano, benvenuto su Talking Book! Nel tuo saggio NERD POWER (pubblicato recentemente nella collana le virgole edita da Tunuè) dichiari di essere un NERD. Potresti spiegarci perché, in altri termini, dici di essere uno sfigato e perché hai ritenuto che i tempi siano maturi per fare outing?
Stefano Priarone: Mica dico di essere uno sfigato! Dico di essere un nerd, e uno degli scopi del mio saggio é quello di dimostrare che essere un nerd non significa necessariamente essere uno sfigato, anzi!
Il fatto é che ho una serie di passioni (in primis i fumetti e le serie televisive) che sono considerate da nerd, ergo sono un nerd. Questo non vuol dire che sia simile al comic book guy dei Simpson (la classica icona del nerd).
CUS: e proprio qui ti volevo… nell’immaginario comune il nerd è uno sfigato, tu stesso all’inizio del saggio definisci il nerd come un soggetto che ha passioni poco accettate socialmente. Al termine del volume, invece, parli di una rivalutazione di questo personaggio, definendolo quasi come il fulcro della moderna società. Cosa è cambiato nell’immaginario comune?
SP: L’ìmmaginario della fiction è fatto sempre più da nerd, e quindi la figura del nerd è stata rivalutata. Inoltre, sono ormai soprattutto i nerd a leggere e ad andare al cinema, ergo i nerd adesso sono assurti al ruolo di protagonisti (sono loro che scrivono e dirigono e al tempo stesso sono loro che leggono e guardano).
CUS: Nel libro, nello spiegare la valenza sociale del nerd, ti avventuri in definizioni forse un po’ azzardate, arrivando a considerare tali anche personaggi illustri del calibro di Umberto Eco, Peter Jackson, Steven Spielberg e Papa Ratzinger. Cosa li rende nerd?
SP: L’essere appassionatissimi di determinate arti o discipline, e l’aver dedicato la vita alla propria passione. Spielberg poteva solo fare il regista, Jackson è un bambino grande che gioca con i giocattoli della sua infanzia (King Kong, gli zombi, il Signore degli Anelli) , Papa Ratzinger è un teologo nato.
CUS: Nonostante la rivalutazione di questa figura, l’uomo comune continua a osservare con riprovazione coloro che comprano fumetti o che discettano sulla valenza socio-politica dell’anticipazione dei fatti dell’11 settembre fatta in Watchmen da Alan Moore, mentre non prova nessun sentimento di incomprensione nei confronti di coloro che parlano di calcio o si scaldano per la politica. Come mai ci sono passioni socialmente accettate rispetto ad altre decisamente sottovalutate e banalizzate?
SP: Perché sì! Ci sono cose che sono comunque percepite più fighe di altre.
Io se al liceo mi facevo pitturare le unghie con i pennarelli da una mia compagnia e poi ero a sorpresa interrogato di filosofia e prendevo nove, suscitavo fra le mie compagne (peraltro in genere piuttosto bruttine) un’esplosione di indifferenza generale; se, dopo avermi visto, il figo della classe mi imitava, e veniva a sua volta interrogato e prendeva cinque, erano tutte a commentare: “Guarda, si è fatto interrogare con le unghie pitturate, che figo!”. (Episodio realmente accaduto).
CUS: Nell'introduzione a NERD POWER citi, tra gli appartenenti a questa categoria anche il sommo Umberto Eco. E proprio una bustina di Minerva scritta recentemente da Eco mi offre lo spunto per questa domanda. Sebbene l'argomento del tuo saggio sia abbastanza leggero, tu lo affronti con un approccio scientifico, quasi serioso. Citi fonti illustri, mescolandole con altre che lo sono un po’ meno. Una di queste è certamente Wikipendia, la web-enciclopedia rispetto alla cui attendibilità Eco ci mette in guardia. L'attingere informazioni da qualsiasi fonte utile è un altro tassello della nerd-culture? E come si fa ad evitare il rischio di incappare in informazioni errate?
SP: Se gli Illuministi hanno partorito l'enciclopedia, i nerd hanno dato vita alla Wiki.
La Wikipedia é curata dai nerd, dove altro avrei potuto trovare informazioni (peraltro spesso anche verificate altrove) sui nerd?
E comunque a volte anche Eco dormicchia, quanto e più di Omero: in una Bustina del '91 profetizzava che i cellulari sarebbero stati un fallimento, perché a suo dire solo adulteri, medici e capi di stato avrebbero potuto servirsene. La previsione non si é propriamente realizzata (o forse é perché ci sono svariati miliardi di adulteri...).
CUS: Magari il professor Eco provava solo ad essere ottimista! Ti è mai capitato di fare un lungo viaggio in treno, magari stringendo tra le mani un bel libro o un fumetto che eri desideroso di leggere, mentre al tuo fianco sedeva qualcuno impegnato ad ascoltare tutte le tremila suonerie presenti sul suo cellulare?
SP: Passo molto tempo in treno, e adoro leggere (a volte in un viaggio di poco più di un’ora in treno riesco a leggermi un intero saggio), ma, se uno non si limita a sperimentare la sua suoneria, e parla, mi piace ascoltarlo. Sono sensibile alle storie, e ascoltando i discorsi al telefono delle persone di fronte (non è possibile evitarlo neanche volendo), ci si imbatte in tante storie interessanti, dalla trentenne che ha lasciato il marito per uno più ricco, e per questo ha litigato con la madre, alla ragazza che (con insincerità estrema) finge di consolare l’amica tradita dal ragazzo.
Senz’altro, vorrei/dovrei scrivere più fiction, ho tante storie da raccontare, in romanzi o in fumetti.
CUS: i nerd sono tolleranti?
SP: Molti nerd mica tanto, basta che uno scrittore faccia un errore di continuity che lo si bastona duramente, io personalmente invece direi di sì, mi trovo bene con tanti e differenti tipi di persone (basta che uno non attacchi la sheovanità…).
CUS: proviamo a fare un giochino… io ti cito una serie di situazioni e tu, un po’ alla Celentano, mi dici cosa è Nerd e cosa non lo è…
SP: OK, ma sappi che ci sono vari modi di essere nerd (nerd classico, nerd postmoderno o sheovanico), come del resto ci sono hard rock, heavy metal, grunge, ecc.
iniziamo: Comprare i classici del Fumetto di Repubblica
SP: Soft nerd
CUS: arrabbiarsi perché nel film dei Fantastici Quattro le origini dei personaggi sono diverse da quelle raccontate da Lee & Kirby
SP: Hardcore nerd, nerdosità estrema! Ma è nerd (sia pure in senso sheovanico ;-), anche giustificare il film perché, c’è Jessica Alba, ben diversa dalla Sue wasp dei fumetti, ma tremendamente sexy :o)
CUS: Leggere Nerd Power
SP: E’ cosa buona e giusta. Chiunque, nerd o no, dovrebbe farlo!
CUS: Lamentarsi perché Legolas e Gimli, nella trilogia di Peter Jackson, ricordano più Stanlio & Ollio che due rudi guerrieri
SP: Heavy hardcore nerd.
CUS: vestire il cane con il cappottino
SP: Non nerd (troppo mainstream).
CUS: frequentare forum di discussione
SP: Dipende da che forum, a volte certi sono molto nerd, altri meno, diciamo mainstream nerd, al massimo.
CUS: vendere la propria anima su e-bay (è capitato davvero!)
SP: Più che altro è un modo per attirare l’attenzione, diciamo glam-nerd, al limite.
CUS: Comprare e leggere fumetti…
SP: Un tempo non era nerd, adesso è leggermente nerd.
CUS: comprare, leggere e imbustare fumetti…
SP: Mainstream nerd (ti confesso che non imbusto i miei fumetti, mai fatto, la busta mi sembra una cintura di castità, preferisco averli tutti - e sono migliaia, in due case diverse! – a disposizione per leggerli o consultarli in caso di articoli, libri o sceneggiature).
CUS: comprare e imbustare fumetti senza leggerli
SP: Harcore nerd (‘nuff said, per usare un’altra nerd-espressione).
CUS: guardare in TV i nuovi episodi di Montalbano di Camilleri
SP: Non nerd.
CUS: guardare in TV i serial televisivi americani come 24, CSI, OC, Lost…
SP: Softcore nerd.
CUS: non riuscire a chiudere occhio la notte prima di una partita decisiva della propria squadra del cuore
SP: Nerd.
Colgo l’occasione per fare un appello agli juventini (so che tu non lo sei, ma io, come Cammo, che hai già intervistato, sì): cercate di evitare di mandare pensieri negativi alla Juventus in Champions. Se la Juve gioca peggio in Coppa per me è anche grazie al fatto che troppi juventini non credono che possa vincere, le mandano negatività.
Questo è un messaggio ipernerd, anche un po’ delirante, lo ammetto!
CUS: non riuscire a chiudere occhio la notte dopo una sconfitta in una partita decisiva della propria squadra del cuore
SP: Non nerd, direi (soffrire dopo è molto più tipico che soffrire prima).
Una cosa sheovanicamente nerd è immaginare i possibili trofei vinti dalla propria squadra. Ad esempio, nelle mie fantasie la Juventus ha vinto sei Champions e 30 scudetti (mica sono poi così lontano dalla realtà…) e Agassi dodici slam anziché (per ora) otto.
CUS: Sulle pagine di John Doe, serie a fumetti realizzata da Bartoli e Recchioni per l’Eura Editoriale, è possibile leggere dialoghi come questo: “Capisco che la nostra macchina sia indistruttibile… ma come pensi che la tireremo fuori da questo stagno?” “Forse un simpatico gnometto verde ci aiuterà a sviluppare i nostri poteri telecinetici…. Un tipico omaggio di un nerd in grado di essere percepito solo da nerd… ora che i nerd sono cresciuti, si sono affermati e siedono posti di comando non si corre il rischio che iniziano a dialogare in modalità che sono comprensibili solo a loro?
SP: Le citazioni ci sono ormai da parecchi anni, vedi Dylan Dog (e anche prima). La postmodernità è citazionista. L’importante è che la storia sia interessante anche per chi certe citazioni non le capisce. I Simpson sono ipercitazionisti, ma non è necessario saper cogliere tutte le loro citazioni per apprezzarli.
CUS: Nel tuo libro citi diverse volte Dan Slott… cosa lo rende uno scrittore “Nerd-Friendly”?
SP: Il fatto che sia evidente come lui sia cresciuto leggendo fumetti: nelle sue storie c’è un amore per la continuity (anche se magari lui stesso non la rispetta al 100%), per i classici stilemi Marvel.
Ho appena letto la sua miniserie dell’Uomo Ragno & la Torcia Umana ed è una delle più belle storie di Spider degli ultimi anni. Legata al passato (omaggia vari periodi e autori dell’Uomo Ragno) e al tempo stesso originale (vedi ad esempio il finale, quasi commovente, che non svelo per non spoilerare).
CUS: C’è una sezione del tuo saggio la cui lettura mi ha divertito ed appassionato, parlo di quella dedicata ai Trekkies (o forse erano i Trekkers?)… secondo te, dove finisce la passione ed inizia la follia?
SP: C’è una “sottile linea rossa” (tanto per citare l’orrido film di Malick) fra follia e passione, ma per me la vera follia è quando shininghianamente scrivi: Il mattino ha l’oro in bocca (oppure Too Work and No Beer Make Homer Furious, cito a memoria, mi sa che sbaglio, ma il senso era quello), per il resto tutto è quasi “normale” (te l’ho detto che sono un tipo tollerante…).
CUS: Mi spiegheresti in che consiste la religione sheovanica?
SP: Nell’onorare Sheovan, cioè me stesso, visto che Sheovan è il mio alter ego. In pratica, definisco sheovanicamente nerd tutto quello che mi piace. Spero che anche tu diventerai un discepolo di Sheovan (inoltre, la religione sheovanica prevede la doppia appartenenza: si può contemporaneamente essere cattolici, buddisti, musulman, atei e discepoli di Sheovan).
DISCLAIMER per i meno ironici: non ho intenzione di fondare una religione (anche se avere legioni di fan sexy pronte ad esaudire tutti i miei voleri non mi dispiacerebbe), sto scherzando!
Ho comunque in mente una serie di racconti e romanzi ambientati in quello che chiamo lo Sheovan-verso, un universo nel quale la religione sheovanica ha una sua importanza. Artificio che voglio usare per collegare tutte le mie opere di fiction, un po’ come, in maniera diversa ha fatto Stephen King collegando tutti i suoi romanzi tramite la saga della Torre Nera (e questa è un’idea davvero nerd!).
CUS: Un'ultima domanda… Che mondo sarebbe un mondo senza nerd??
SP: Non esisterebbe, o almeno non sarebbe questo mondo: molti grandi pensatori e scienziati erano nerd, anche se non li percepiamo come tali o anche se all’epoca il termine non esisteva.
Libri influentissimi come “Il Principe” di Nicolò Machiavelli, “La ricchezza delle nazioni” (il titolo originale, più nerdoso, è più lungo) di Adam Smith, “Il Capitale” di Karl Marx, sono, nella loro complessità, delle vere opere nerd.
Sarebbe, per dirlo alla nerd, come la Terra-2 del Superman pre Crisis!
E mi sembra giusto chiudere questa intervista con una frase che ben pochi possono capire, è così tipicamente nerd!
TALKING WHO'S WHO: Stefano Priarone
Stefano Priarone è nato lo stesso anno di Pete Sampras (ma ha sempre preferito Andre Agassi).
E’ redattore del settimanale locale L’Ovadese e scrive, fra gli altri, per Urania, Matchpoint, Scuola di fumetto, If, Telefilm Magazine, per la Collana Almanacchi della Sergio Bonelli Editore e per l'americano The Comics Journal.
Ha scritto soggetti per la Bonelli (Zagor, Martin Mystère) e vari libri, come i tre Zagor Index (con Angelo Palumbo e Giampiero Belardinelli) editi da Paolo Ferriani, i due saggi-biografia Mr Fantasy I mondi segreti di Tolkien (Passigli 2002) e Stephen King L'Uomo vestito di incubi (Aliberti 2004), entrambi con Luca Crovi e Fumettari (con Moreno Burattini) di prossima uscita per le Edizioni Sonda.
E’ tra i fondatori della webzine di critica fumettistica Prospettiva Globale www.prospettivaglobale.com dove scrive con il nome di Sheovan, il suo alter ego demoniaco.
Si considera un “nerd postmoderno” alla Seth Cohen del serial televisivo The OC e pensa che soltanto ai dittatori romani e ai pibe de oro argentini dovrebbe essere consentito parlare di se stessi in terza persona.
Si scusa se questa bio è simile ad altre sue online, ma nel frattempo non ha fatto molto altro (appena conquisterà il mondo ve lo farà sapere).
Intervista raccolta via mail nel mese di marzo 2006
PROSSIMO APPUNTAMENTO: Martedì 2 maggio
TALKIN' NEWS
inguineMAH!gazine #9 - 2006
ALLAN ANTLIFF & GIANLUCA COSTANTINI, FELIPE H. CAVA & MONIQUE BROUILLARD, HANNES PASQUALINI, MAJA VASELINOVIC, NICOLE SCHULMAN
PAPER RESISTANCE, WOSTOK
Ci si può abbonare a "inguineMAH!gazine" in diversi modi:
1) Versando sul conto corrente postale n.11859485 (intestato a Fernandel, Via Col di Lana n.23 - 48100 Ravenna) 15,00 euro (che è il costo di un abbonamento annuale a "inguineMAH!gazine", costituito da 3 numeri previsti nel corso dell'anno) specificando la causale, "abbonamento a Inguine".
Ricorda: l'abbonamento per l'estero costa 25,00 euro.
2) Con un bonifico bancario effettuando il versamento (15.00 o 25.00 euro a seconda se si tratti di abbonamento interno o estero) su: Banca Popolare di Ravenna, Agenzia A, via Castel S. Pietro 28, Ravenna.
Coordinate bancarie (iban) IT94 CIN: M ABI: 05640 CAB: 13018
Conto: 000000006468 BIC: RAPOIT2B
3) Un'alternativa molto semplice è quella di spedire in busta chiusa i 15,00 o i 25,00 euro, all'indirizzo di (Fernandel, Via Col di Lana n.23 - 48100 Ravenna).
4) Infine, possibilità valida solo per l'Italia, si può ricevere in contrassegno il primo numero utile della rivista, pagando al postino 17,00 (il costo dell'abbonamento + 2,00 euro di spese postali).
Per altre informazioni: fernandel@fernandel.it
ANCORA SU MAURO PADOVANI
Sull'ultimo numero della rivista ursina WOOF! (19), edita da Altroquando (celebre libreria di Palermo) c'è un interessante e dettagliato articolo sulle opere di Mauro Padovani. Chiunque voglia approfondire la conoscenza di questo autore non potrà farsi sfuggire questa rivista (dai contenuti decisamente adulti).
MOON, IL MIO NOME E' HARRY MOON
Si chiamerà Harry Moon il nuovo personaggio creato dalla fantasiosa coppia costituita da Federico Memola e Giacomo Pueroni. Si tratterà di una serie di spionaggio ambientata nel futuro con gli alieni nel ruolo che fu, durante gli anni della guerra fredda, dei Russi. L'appuntamento è fissato per la prossima fiera di Lucca, quando le edizioni 001 distribuiranno il numero zero... poi se son rose...
Talking Book non raccoglie interviste “istituzionali”, ma piuttosto conversazioni senza peli sulla lingua e casuali, ispirate, magari, dai discorsi ascoltati distrattamente sul tram o dalla notizia d’attualità del giorno, con professionisti del mondo del fumetto.




