Mantova Comics, day 3: What's next?

Mantova Comics, day 3: What's next?

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La sinergia tra Mantova Comics e Comicus ha riunito quest’anno alcuni dei protagonisti assoluti del panorama fumettistico italiano, offrendo un incontro ed un’occasione di riflessione davvero unici sulla situazione attuale del fumetto in Italia.
Il nostro Marco Rizzo ha moderato un palco prestigioso che ha raccolto l’autore e rappresentante di Aurea (ex Eura Editoriale) Lorenzo Bartoli, Dario Gulli e Simone Bovini di Star Comics, Marco Lupoi di Panini, Gianfranco Cordara per la Disney, Francesco Settembre in rappresentanza dell’ A.F.U.I. (Associazione Fumetterie Italiane).
Lo stesso parterre, gremito, è stato impreziosito dalla presenza e dal contributo di Sergio Bonelli e Roberto Recchioni.

Il confronto si è aperto su cosa è stato il 2009 per il fumetto o per lo meno come è stato percepito dalle diverse realtà presenti in sala, visto che le risposte sono state tra le più variegate.
Così Bartoli ci ha raccontato del suo licenziamento, della fine dell’Eura e della nascita sulle sue ceneri dell’Edizioni Aurea, lamentando un’indiscussa contrazione del mercato. Gli ha fatto eco Bonelli, denunciando un calo costante di anno in anno delle vendite, una lenta emorragia, arginata dalle due testate intramontabili di Tex e Dylan Dog.
Il contributo della Star Comics è stato più orientato all’ottimismo, con un’offerta comunque ampliata ed in crescita e con la testimonianza che le cose buone vendono sempre.

Decisamente positivo il resoconto di Disney e Panini.
Cordara ha parlato di un anno buono, in cui la crisi è stata circoscritta, il fumetto ne ha risentito ma si è potuto reagire alle perdite con l’indotto del fumetto, digitale, gadget ed altro ancora.
Per Lupoi il 2009 è stato senza mezzi termini un anno soddisfacente; il fatturato complessivo è stato incoraggiante, soprattutto sulle nuove sfide intraprese nel mondo dei varia, come i manga ed il fumetto americano “extra Marvel”.
Settembre ha smorzato, com’era prevedibile, i toni, raccontandoci una realtà difficile per le fumetterie, una realtà di chiusure di esercizio o comunque di forti tagli alle spese.
Ciò ha introdotto all’argomento successivo, la crisi del fumetto italiano ed i suoi motivi.
 
Settembre l’ha individuato, almeno per ciò che riguarda le fumetterie, nella concorrenza quasi sleale delle grandi fiere, dove case piccole e grandi vi arrivano con numeri lancio o comunque in anticipo anche di un mese sulla grande distribuzione. Inoltre ha denunciato il vantaggio delle edicole di poter fare leva sul reso e quindi sulla possibilità di acquistare quantità maggiori e su di un sistema di regole vecchio di vent’anni.
Edicole e fumetterie fanno in realtà parte di due tipi di contratti e di regolamentazione nella distribuzione completamente diversi, ha spiegato Alex Bertani. L’argomento è parso molto caro a Bonelli e grazie a questo incontro forse, magari vedremo un domani le sue testate anche in fumetteria.
Il fenomeno edicola, con i suoi pro e contro, è un fenomeno tutto italiano, sono stati concordi tutti. In più Cordara ha sottolineato che il clima culturale italiano non ha mai favorito, raccogliendo la denuncia di Sergio Bonelli, il fumetto come espressione popolare, relegandolo sempre ad una forma di arte secondaria o addirittura inferiore.
I giovani non leggono più in generale ed il fumetto è stato sostituito dall’offerta tecnologica sempre più invadente; la Disney perde terreno con i suoi personaggi mito, una volta serbatoio di baby-lettori, futuri consumatori di Tex e Spider-Man. Si è perso il fumetto di fascia intermedia, legato all’età adolescenziale e, come correttamente ha osservato Lupoi, occorre cercarlo, pare con successo, nei manga giapponesi.

Il futuro? Bonelli è parso piuttosto pessimista, descrivendo un avvenire fatto di piccole entità artigianali, in cui il fumetto finirà davvero in nicchie molto ristrette, ma poi ha colto il suggerimento di Recchioni e Bartoli secondo i quali una crisi come questa, che dura da quasi 20 anni, non è una crisi oppure in qualche modo sono già stati prodotti anticorpi adeguati. Lupoi e Cordara vedono nel digitale il futuro incontrovertibile del fumetto, che prima o poi abbandonerà la carta, come la musica i cd, avendo ragione di tutti coloro che nostalgicamente hanno cercato di opporvisi; anzi, ha aggiunto Lupoi, fra non molto il cartaceo sarà un pezzo da museo o collezione come il vinile. La Sony, gli ha fatto eco Cordara, uscirà presto anche in Italia con fumetti per PlayStation.

Nonostante tutto, la conclusione del dibattito è stata orientata dall'ottimismo.
L’Aurea riproporrà John Doe ed uscirà con una nuova rivista di oltre 100 pagine con esordienti e veterani del fumetto italiano. La Bonelli sta proponendo e continuerà a proporre nuove miniserie, sicuramente un’innovazione per la casa editrice milanese, non molto gradita ma favorita dal pubblico ha ammesso Bonelli, che scherzosamente ha raccontato di pregare sempre le divinità per la scoperta di un nuovo personaggio come Dylan Dog. La Star Comics e la Panini stanno ampliando notevolmente l’offerta, affacciandosi su tipologie di fumetto nuove od alternative all’ambito rodato; per esempio Lupoi ha annunciato che la Panini investirà molto su otto nuove riviste dedicate ai più piccoli. La Disney infine continuerà ad investire su tutto ciò che è "contorno" nel fumetto e a fare affidamento in mancanza di contenuti proprietari, sulla forza economica per acquistarne di non suoi, come mostrato recentemente con la Marvel; al ché Sergio Bonelli, scatenando l’applauso divertito della sala, si è detto subito pronto a discutere i termini per la vendita della propria azienda.

La conclusione inevitabile al termine del dibattito è stata la conferma di un mercato dalle diverse sfaccettature e dalle esperienze più disparate; di questo incontro che ha prodotto un dibattito fiume, vibrante, entusiasmante e soprattutto divertente, nonostante l'argomento ostico e così pragmatico, questa news non potrà mai esserne totale e fedele cronaca, ma un pallido ed incompleto resoconto.
Ma l’interesse attorno alla salute del fumetto italiano è alto e non solo da parte degli addetti ai lavori; la risposta delle presenze in sala, letteralmente gremita, è stata impensabile, forse il miglior auspicio, il segno più forte di speranza e amore per la Nona Arte.

[by Francesco Borgoglio] [01-03-10]