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1-Cominciamo
parlando del tuo recente ciclo su CAPTAIN AMERICA. Durante questo
ciclo hai affrontato alcuni temi adulti, e adesso il personaggio sta
per cambiare, sotto l’etichetta Marvel Knights.
Cosa ne pensi? Non c’è più
spazio per le classiche storie di Cap?
La recente crisi potrebbe
influenzare il personaggio che simbolizza una nazione?
La mia speranza è che le sue
avventure Marvel Knights verranno considerate “storie classiche”. La
Marvel doveva smettere molto tempo fa di trattare Capitan America come
un supereroe e farlo essere la voce di una nazione. Uno degli
argomenti che volevo dispe ratamente
trattare durante il mio secondo ciclo – un argomento che mi fu vietato
di trattare da quel furbacchione di un Editor in Chief [Bob Harras,
NdR], storpiando quel ciclo – era che Cap sapeva di dover
rappresentare il sogno americano, ma non aveva idea di cosa ciò
SIGNIFICA nel 21° secolo. Sarebbe stato così facile e così appagante
scrivere storie su Steve Rogers che cerca di definire se stesso e il
suo posto nel mondo, e non sarebbe stato affatto difficile metterci
quella buona dose di azione che è richiesta in un fumetto Marvel.
Speriamo che i nuovi autori del personaggio siano più fortunati.
Aspetto ansiosamente la loro versione di Cap.
2-Stai per tornare
alla Marvel, sulle pagine di Fantastici Quattro.
Perché hai
accettato? Quali sono i tuoi piani per la serie?
La Marvel è cambiata TREMENDAMENTE da
quando l’ho lasciata, e in meglio.
L’impiego non è più basato sulla paura,
ma su avventura e divertimento, PROPRIO COME NEI FUMETTI. Forse le
altre case editrici seguiranno questo metodo. Grazie Joe Q e Bill J.
Ho accettato FANTASTIC FOUR per diverse
ragioni. Innanzitutto, Mike Wieringo era già stato nominato come
disegnatore, e lavorerei con in qualsiasi circostanza e su qualsiasi
cosa. Secondo, non sono particolarmente nostalgico riguardo ai
Fantastici Quattro perché ne sono diventato un fan negli ultimi anni,
e solo della roba di Stan & Jack. Ma soprattutto, ho accettato perché
al momento è l’incarico perfetto per me. FANTASTIC FOUR (il fumetto)
ed io, abbiamo una cosa terribile in comune: si amo
in giro da così tanto tempo, che corriamo il pericolo di diventare
totalmente irrilevanti, o almeno di essere percepiti come dei vecchi
dinosauri con nulla di nuovo da dire. E siccome il mio scopo nel 2002
è scrivere in modi in cui no mi avete mai visto scrivere prima (senza
rinunciare alle cose che so fare bene), penso che io e i F4 possiamo
aiutarci l’un l’altro.
3-Puoi
dirci qualcosa sul tuo imminente ciclo su F4? Seguirai l’approccio
classico di Pacheco?
Con tutto il dovuto rispetto, no. Non
ho nessun interesse a guardare indietro. Per 10 anni, durante l’intera
decade degli anni ’60, se volevi leggere qualcosa di nuovo nei comics,
qualcosa di radicale e scioccante e diverso da qualsiasi cosa vista
prima, i FANTASTIC FOUR era quello che cercavi. Nessun altro, i
Fantastici Quattro. Il mio scopo, il mio lavoro, e fare che sia di
nuovo così. Nuove idee usando la scienza del XXI secolo, che va oltre
i limiti… nuovi modi di raccontare le storie, nuovi modi di vedere i
personaggi… mentre prometto che Reed, Sue, Ben e Johnny rimarranno i
personaggi che conoscete e amate, ho in programma di mostrarli tutti
sotto una nuova luce. In particolare Reed. Reed è stato usato male da
scrittori senza immaginazione nel corso degli anni (specialmente non
sulle pagine di F4) diventando
Il-Tizio-Davanti-Il-Grosso-Macchinario-E-Spiega-Cosa-Fa. Yawn.
Ricordate, è lo stesso Reed Richards che, quando Stan & Jack erano in
carica, aveva la volontà e l’abilità di prendere a calci nel sedere
Sub Mariner quando Subby flirtava troppo con Sue. Reed è ancora l’uomo
più intelligente sulla Terra e Dio solo sa quanto mi piace scrivere di
geni, ma tornerà ad essere anche un uomo d’azione. Un po’ di Doc
Savage [personaggio dei fumetti e dei romanzi pulp, vedi Planetary,
NdR] e di Buckaroo Banzai [protagonista di un bizzarro film di
fantascienza di culto, NdR], con molto più fascino. Promesso.
4-Hai
lavorato per la Marvel e la DC e adesso sei uno degli scrittori di
punta della CrossGen. Qual è la differenza tra lavorare alla Crossgen
e in qualsiasi altra casa editrice?
Ummm…umm… pensando a qualcosa di
bello da dire…oh! Alla Crossgen, siccome tutta la produzione è sotto i
tuoi occhi, hai molto più controllo sull’aspetto finale del fumetto.
Questo è molto buono.
5-Cosa ne pensi del
progetto Vendicatori/JLA? Sei stato contattato per parteciparvi? Cosa
ti aspetti da questo mega-crossover?
Mi aspetto che permetterà a Kurt di
portare i suoi figli fino al college. Non vedo l’ora di leggerlo, e
sfortunatamente, era stato annunciato circa un ora e mezzo dopo che
avevo appena firmato il mio contratto esclusivo di un anno con la
CrossGen, altrimenti lo avrei co-scritto con Kurt. Sono molto geloso.
6-Brian
Hitch, Mike Wieringo, Andy Kubert, Barry Kitson e altri ancore. Con
quale di questi disegnatori ti sei trovato meglio?
So che questa può sembrare una
risposta trita e ritrita, ma davvero non ho dei preferiti. Certa gente
è davvero sensazionale, come Wieringo o Steve Epting, perché la
pensiamo così similmente che quando vedo i loro disegni trovo
esattamente quello che avevo pensato, solo migliorato di tantissimo.
Con Andy, o Barry o Butch Guice, è cosa avevo richiesto ma in immagini
che non avrei mai immaginato, ciò mi aiuta tenere la mia mente fresca
e mi eccita se sto lavorando sulla trama o i dialoghi.
7-Quanto è
importante essere un lettore di fumetti da tanto tempo (con un’enorme
conoscenza dei personaggi) per essere un buono scrittore?
Niente.
Assolutamente niente. Sono certo che
conoscere la continuity aiuta molto, ma non è necessario. Infatti,
sostengo che alcune delle storie migliori vengono da scrittori che
conoscono le basi del personaggio e li interpretano usando la loro
visione personale. È importante che conoscano le basi, quelle cose
inviolabili che sono proprie del personaggio e della sua personalità,
dei suoi metodi, e del suo mondo, ma non è per nulla migliore di altri
uno scrittore di SUPERMAN che conosce tutti e dodici i ti pi
di Kryptonite.
8-Kingdom
Come ha rappresentato un momento epico per la DC Comics, forse il più
grande dal tempo di Crisis. Puoi svelarci qualche retroscena della
stesura di questo capolavoro? Lavoreresti ancora con Alex Ross?
Sicuramente, anche se non sono sicuro
del contrario; Alex tende a lavorare per un certo periodo con uno
scrittore, per poi cambiare aria senza voltarsi indietro. Onestamente,
è stato detto tanto su Kingdom Come, che non ho più niente di nuovo da
dire. Sono felice che sia stato recepito bene, sono compiaciuto che
sia piaciuto, sono orgoglioso del mio lavoro, ma vorrei che la gente
smettesse di nominarlo in una stessa frase con DARK KNIGHT e WATCHMEN.
Non c’entra nulla. Diversamente da queste due magnifiche serie,
KINGDOM COME non ha ridefinito il modo in cui sono fatti i fumetti.
Forse un giorno sarò capace di dare un contributo del genere,
speriamo.
9-Quali
sono le
tue serie preferite
adesso? Solitamente segui una serie dopo che smetti di scriverla?
Non sempre.
Continuo a seguire Flash perché apprezzo il lavoro di Geoff [Johns] e
Scott [Kolins], ma è come rivedere una vecchia fiamma, è un po’ duro e
dolce e amaro allo stesso tmepo.
Lo stesso con Cap. Seguo Impulse perché
credo che Todd DeZago da una buona interpretazione del personaggio.
Desiderei solo che la DC smettesse di trattarlo come un fumetto di
supereroi, perché non lo è, non lo è mai stato. È una sitcom. Quando è
scritto come un fumetto di supereroi, muore. [Una recente notizia da
Impulse #75 come ultimo numero della serie, N.d.R.] Cosa leggo per
ora? Leggo a seconda degli autori, ultimamente: qualunque cosa di
Grant Morrison, Tom Peyer, Judd Winick, Paul Jenkins, Devin Grayson,
scrittori che mostrano una “voce” diversa.
E adesso, il nostro
solito gioco delle associazioni!
-Mark Alessi
Perseguitato
-Joe Quesada
Pericoloso (nel senso buono)
-Bandiere
Danno ispirazione
-E-Comics
Difficili da
leggere
-Crisis
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaauuuuuughhh
-Darkseid
Classico
-Ruse
Difficile. (I più delle volte, mi
prende tre volte più tempo degli altri fumetti per scriverlo, il modo
di parlare, il periodo, non vengono naturalmente, e scrivere dialoghi
scanzonati è DIFFICILE)
-Grayson
Eh. Buona questa.
"Amore". Che dire? (si, siamo ancora buoni amici. E per chi forse mi
sta ascoltando, per la milionesima volta, dico che lei aveva una
carriera molto prima che mi incontrasse, e continua ad averla ancora
adesso che non stiamo più insieme. Dunque basta agire come se questa
straordinaria scrittrice abbia semplicemente trovato il modo giusto
per entrare nel settore.)
E dopo questa misteriosa frecciatina,
ringraziamo e salutiamo Mark. |