Interviste

Nato a Hueytown (Alabama, USA) il 21/3/1962 e appassionatissimo dei personaggi DC sin da bambino, Mark Waid è passato da esperto per riviste del settore come il Comic Buyers Guide ad editor di serie come la Doom Patrol di Morrison e Gotham by Gaslight, il primo Elseworld. Divenuto in seguito scrittore della serie regolare di Flash, ha rinnovato il mito del velocista scarlatto, inserendo nuovi personaggi e nuovi concetti. Ma l'opera che lo ha consacrato tra i grandi scrittori degli ultimi anni è stata Kingdom Come, apocalittico affresco con tutti i personaggi DC, ambientata in un futuro dove viene simbolizzata la lotta tra i classici supereroi e quelli della nuova generazione post-Image. La serie, apprezzatissima dai fans, ha ricevuto pareri discordi dai critici, e ha ottenuto un sequel, Kingdom. Waid ha lavorato anche per la Marvel, rivitalizzando Capitan America, scrivendo qualche storia per X-Men e narrando le gesta di Ka-Zar; e ha aiutato Joe Quesada su Ash. Dopo JLA Year One, e altri incarichi in casa DC dove ha potuto metter in mostra tutta la propria enorme conoscenza del DCU, Waid è passato ad occuparsi di progetti personali, come Empire. In tempi recenti, Mark ha scritto un ciclo di JLA (attualmente in corso in Italia) per poi passare alla Crossgen. Ma la notizia più sconvolgente è giunta poche settimane fa: Mark tornerà a lavorare col disegnatore Mike Wieringo (suo partner su Flash) per un nuovo corso di Fantastic Four.

L'intervista è stata realizzata il 18/01/2002 da Marco Rizzo. Ringraziamo KingSephirot, Meriadoc, Metatron e il mitico Dioccolo del forum Paninicomics per aver collaborato con le loro domande.

1-Cominciamo parlando del tuo recente ciclo su CAPTAIN AMERICA. Durante questo ciclo hai affrontato alcuni temi adulti, e adesso il personaggio sta per cambiare, sotto l’etichetta Marvel Knights. Cosa ne pensi? Non c’è più spazio per le classiche storie di Cap? La recente crisi potrebbe influenzare  il personaggio che simbolizza una nazione?

La mia speranza è che le sue avventure Marvel Knights verranno considerate “storie classiche”.  La Marvel doveva smettere molto tempo fa di trattare Capitan America come un supereroe e farlo essere la voce di una nazione. Uno degli argomenti che volevo disperatamente trattare durante il mio secondo ciclo – un argomento che mi fu vietato di trattare da quel furbacchione di un Editor in Chief [Bob Harras, NdR], storpiando quel ciclo – era che Cap sapeva di dover rappresentare il sogno americano, ma non aveva idea di cosa ciò SIGNIFICA nel 21° secolo. Sarebbe stato così facile e così appagante scrivere storie su Steve Rogers che cerca di definire se stesso e il suo posto nel mondo, e non sarebbe stato affatto difficile metterci quella buona dose di azione che è richiesta in un fumetto Marvel. Speriamo che i nuovi autori del personaggio siano più fortunati. Aspetto ansiosamente la loro versione di Cap.

2-Stai per tornare alla Marvel, sulle pagine di Fantastici Quattro. Perché hai accettato? Quali sono i tuoi piani per la serie?

La Marvel è cambiata TREMENDAMENTE  da quando l’ho lasciata, e in meglio.

L’impiego non è più basato sulla paura, ma su avventura e divertimento, PROPRIO COME NEI FUMETTI. Forse le altre case editrici seguiranno questo metodo. Grazie Joe Q e Bill J.

Ho accettato FANTASTIC FOUR per diverse ragioni. Innanzitutto, Mike Wieringo era già stato nominato come disegnatore, e lavorerei con in qualsiasi circostanza e su qualsiasi cosa. Secondo, non sono particolarmente nostalgico riguardo ai Fantastici Quattro perché ne sono diventato un fan negli ultimi anni, e solo della roba di Stan & Jack. Ma soprattutto, ho accettato perché al momento è l’incarico perfetto per me. FANTASTIC FOUR (il fumetto) ed io, abbiamo una cosa terribile in comune: siamo in giro da così tanto tempo, che corriamo il pericolo di diventare totalmente irrilevanti, o almeno di essere percepiti come dei vecchi dinosauri con nulla di nuovo da dire. E siccome il mio scopo nel 2002 è scrivere in modi in cui no mi avete mai visto scrivere prima (senza rinunciare alle cose che so fare bene), penso che io e i F4 possiamo aiutarci l’un l’altro.

3-Puoi dirci qualcosa sul tuo imminente ciclo su F4? Seguirai l’approccio classico di Pacheco?

Con tutto il dovuto rispetto, no. Non ho nessun interesse a guardare indietro. Per 10 anni, durante l’intera decade degli anni ’60, se volevi leggere qualcosa di nuovo nei comics, qualcosa di radicale e scioccante e diverso da qualsiasi cosa vista prima, i FANTASTIC FOUR era quello che cercavi. Nessun altro, i Fantastici Quattro. Il mio scopo, il mio lavoro, e fare che sia di nuovo così. Nuove idee usando la scienza del XXI secolo, che va oltre i limiti… nuovi modi di raccontare le storie, nuovi modi di vedere i personaggi… mentre prometto che Reed, Sue, Ben e Johnny rimarranno i personaggi che conoscete e amate, ho in programma di mostrarli tutti sotto una nuova luce. In particolare Reed. Reed è stato usato male da scrittori senza immaginazione nel corso degli anni (specialmente non sulle pagine di F4) diventando Il-Tizio-Davanti-Il-Grosso-Macchinario-E-Spiega-Cosa-Fa. Yawn. Ricordate, è lo stesso Reed Richards che, quando Stan & Jack erano in carica, aveva la volontà e l’abilità di prendere a calci nel sedere Sub Mariner quando Subby flirtava troppo con Sue. Reed è ancora l’uomo più intelligente sulla Terra e Dio solo sa quanto mi piace scrivere di geni, ma tornerà ad essere anche un uomo d’azione. Un po’ di Doc Savage [personaggio dei fumetti e dei romanzi pulp, vedi Planetary, NdR] e di Buckaroo Banzai [protagonista di un bizzarro film di fantascienza di culto, NdR], con molto più fascino. Promesso.

4-Hai lavorato per la Marvel e la DC e adesso sei uno degli scrittori di punta della CrossGen. Qual è la differenza tra lavorare alla Crossgen e in qualsiasi altra casa editrice?

Ummm…umm… pensando a qualcosa di bello da dire…oh! Alla Crossgen, siccome tutta la produzione è sotto i tuoi occhi, hai molto più controllo sull’aspetto finale del fumetto. Questo è molto buono.

5-Cosa ne pensi del progetto Vendicatori/JLA? Sei stato contattato per parteciparvi? Cosa ti aspetti da questo mega-crossover?

Mi aspetto che permetterà a Kurt di portare i suoi figli fino al college. Non vedo l’ora di leggerlo, e sfortunatamente, era stato annunciato circa un ora e mezzo dopo che avevo appena firmato il mio contratto esclusivo di un anno con la CrossGen, altrimenti lo avrei co-scritto con Kurt. Sono molto geloso.

6-Brian Hitch, Mike Wieringo, Andy Kubert, Barry Kitson e altri ancore. Con quale di questi disegnatori ti sei trovato meglio?

So che questa può sembrare una risposta trita e ritrita, ma davvero non ho dei preferiti. Certa gente è davvero sensazionale, come Wieringo o Steve Epting, perché la pensiamo così similmente che quando vedo i loro disegni trovo esattamente quello che avevo pensato, solo migliorato di tantissimo. Con Andy, o Barry o Butch Guice, è cosa avevo richiesto ma in immagini che non avrei mai immaginato, ciò mi aiuta  tenere la mia mente fresca e mi eccita se sto lavorando sulla trama o i dialoghi. 

7-Quanto è importante essere un lettore di fumetti da tanto tempo (con un’enorme conoscenza dei personaggi) per essere un buono scrittore?

Niente. Assolutamente niente. Sono certo che conoscere la continuity aiuta molto, ma non è necessario. Infatti, sostengo che alcune delle storie migliori vengono da scrittori che conoscono le basi del personaggio e li interpretano usando la loro visione personale. È importante che conoscano le basi, quelle cose inviolabili che sono proprie del personaggio e della sua personalità, dei suoi metodi, e del suo mondo, ma non è per nulla migliore di altri uno scrittore di SUPERMAN che conosce tutti e dodici i tipi di Kryptonite.

8-Kingdom Come ha rappresentato un momento epico per la DC Comics, forse il più grande dal tempo di Crisis. Puoi svelarci qualche retroscena della stesura di questo capolavoro? Lavoreresti ancora con Alex Ross?

Sicuramente, anche se non sono sicuro del contrario; Alex tende a lavorare per un certo periodo con uno scrittore, per poi cambiare aria senza voltarsi indietro. Onestamente, è stato detto tanto su Kingdom Come, che non ho più niente di nuovo da dire. Sono felice che sia stato recepito bene, sono compiaciuto che sia piaciuto, sono orgoglioso del mio lavoro, ma vorrei che la gente smettesse di nominarlo in una stessa frase con DARK KNIGHT e WATCHMEN. Non c’entra nulla. Diversamente da queste due magnifiche serie, KINGDOM COME non ha ridefinito il modo in cui sono fatti i fumetti. Forse un giorno sarò capace di dare un contributo del genere, speriamo. 

9-Quali sono le tue serie preferite adesso? Solitamente segui una serie dopo che smetti di scriverla?

Non sempre. Continuo a seguire Flash perché apprezzo il lavoro di Geoff [Johns] e Scott [Kolins], ma è come rivedere una vecchia fiamma, è un po’ duro e dolce e amaro allo stesso tmepo.

Lo stesso con Cap. Seguo Impulse perché credo che Todd DeZago da una buona interpretazione del personaggio. Desiderei solo che la DC smettesse di trattarlo come un fumetto di supereroi, perché non lo è, non lo è mai stato. È una sitcom. Quando è scritto come un fumetto di supereroi, muore. [Una recente notizia da Impulse #75 come ultimo numero della serie, N.d.R.] Cosa leggo per ora? Leggo a seconda degli autori, ultimamente: qualunque cosa di Grant Morrison, Tom Peyer, Judd Winick, Paul Jenkins, Devin Grayson, scrittori che mostrano una “voce” diversa.

E adesso, il nostro solito gioco delle associazioni!

-Mark Alessi

Perseguitato

-Joe Quesada

Pericoloso (nel senso buono)

-Bandiere

Danno ispirazione

-E-Comics

Difficili da leggere

-Crisis

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaauuuuuughhh

-Darkseid

Classico

-Ruse

Difficile(I più delle volte, mi prende tre volte più tempo degli altri fumetti per scriverlo, il modo di parlare, il periodo, non vengono naturalmente, e scrivere dialoghi scanzonati è DIFFICILE)

-Grayson

Eh. Buona questa. "Amore". Che dire? (si, siamo ancora buoni amici. E per chi forse mi sta ascoltando, per la milionesima volta, dico che lei aveva una carriera molto prima che mi incontrasse, e continua ad averla ancora adesso che non stiamo più insieme. Dunque basta agire come se questa straordinaria scrittrice abbia semplicemente trovato il modo giusto per entrare nel settore.)

E dopo questa misteriosa frecciatina, ringraziamo e salutiamo Mark.

 

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