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Mercoledì 11 Gennaio 2012 01:01

Bao, Miller e il Sacro Terrore

Scritto da  Alfredo Goffredi
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holyterror_p063-latimesCome ormai ben saprete, sarà BAO l'editore italiano di Holy Terror, l'ultimo fumetto realizzato da Frank Miller di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi.

Appena siamo venuti a conoscenza della notizia, noi di Comicus abbiamo subito contattato Michele Foschini, direttore creativo e publishing manager, e Caterina Marietti, amministratore delegato, per sondare i motivi di questa particolare scelta editoriale. Cogliendo l'occasione della disponibilità di Michele e Caterina, abbiamo scelto di non limitarci a domandare il perché e il percome, prendendo in prestito il loro sguardo di editore, ma, prima ancora, il loro parere di lettori sul tanto dibattuto Sacro Terrore (questo sarà il titolo dell'edizione italiana). 

Su espressa richiesta dello staff Bao, scegliamo di pubblicare questo scambio solo ora, così da non alterare in alcun modo i piani di marketing previsti per il volume.

Prima di tutto parliamo della scelta editoriale di pubblicare in italia Holy Terror. Una scelta coraggiosa, considerati i tanti e ripetuti attacchi ai suoi contenuti. Cosa vi ha fatto dire "ok, lo facciamo"?

Frank Miller è un autore imprescindibile. Piaccia o no, il suo lavoro, qualunque suo lavoro, merita di essere pubblicato. Ci siamo interrogati su quanto potesse essere importante la controversia sorta attorno a questo libro e poi ci siamo resi conto che non era quello il punto: volevamo vedere quel libro in italiano, e con il nostro logo in copertina.

Perché avete deciso di tradurre il titolo?

Perché un libro va sempre contestualizzato rispetto alla cultura del paese in cui sarà pubblicato. E il titolo è il primo biglietto da visita dell'opera; deve essere comprensibile al maggior numero di lettori possibile. Siamo certi che se si fossero intitolati "Uccidere un tordo" e "Le uve della rabbia" non sarebbero stati romanzi meno geniali, ma noi siamo contenti che li abbiano tradotti in "Il buio oltre la siepe" e "Furore", francamente.

Holy Terror è forse l'opera più controversa e criticata di Frank Miller, per il suo essere strettamente legata a tematiche ancora delicate negli States, come l'11 settembre, l'islam, il terrorismo. Voi, che di certo avrete già letto il volume originale, cosa ne pensate?

A non sapere nulla delle critiche, l'opera non si discosta dal consueto narrare di Miller. C'è la coscienza sociale e politica dell'autore, ma non è una storia apologetica. Semmai, è molto lineare nel suo svolgimento.

Avete riscontrato nella  lettura i toni propagandistici a cui la maggior parte della critica statunitense (e non) fa riferimento?

È una storia narrata con rabbia e che parla di rabbia. Fixer, il protagonista, non propone una soluzione al terrorismo di stampo religioso: la sua città subisce un attacco e reagisce, con esasperata brutalità. Che è, peraltro, una modalità emotiva che Miller sa raccontare come nessun altro nel fumetto occidentale.

La visione fascistoide di Miller, in molti suoi fumetti, non è certo una novità, ma all'uscita di Holy Terror tutti hanno gridato allo scandalo. Un'esagerazione?

Secondo noi sì. Di questo libro si è parlato moltissimo prima ancora che uscisse. Se i critici volevano affossarlo, farlo passare inosservato, hanno decisamente sbagliato strategia.

Accettare gli eccessi di Miller sembrava più facile quando questi erano sostenuti da una grande storia e da buoni disegni. Gran parte dei siti statunitensi, tuttavia, affrontando Holy Terror parla di debolezza nella trama e disegni sbrigativi, solo in minima parte riconducibili a quelli del Miller che fu. Come giudicate, da editori, il lavoro di scrittura e visualizzazione svolto da Miller su Holy Terror?

La storia è, decisamente, quintessenzialmente milleriana. Si vede che diverse sequenze sono state concepite in diversi momenti, ma ci sono tavole di una qualità eccelsa e dialoghi degni di Dashiell Hammett, che si alternano a momenti in cui i riferimenti a personaggi realmente esistenti (Obama, Michael Moore, la scena liberal americana in genere) stridono, con il loro realismo caricaturale, con le sequenze più sospese e d'atmosfera.

Per concludere, torniamo all'edizione italiana: si è già detto sulla vostra pagina facebook che il volume sarà cartonato. Rispetterete il formato originario o - come è accaduto per altre vostre pubblicazioni - lo modificherete? E se sì in che modo?

Il formato sarà pressoché lo stesso. Il motivo di certe alterazioni è dovuto per lo più al fatto che il foglio macchina americano è di formato diverso da quello europeo e rispettare il formato originale causerebbe uno spreco di quasi il 40% di carta. L'opera sarà rispettata e la veste sarà, lo diciamo senza timore di offendere Legendary Comics, ancora più curata e di qualità dell'originale.

Avete in mente anche per questo una lavorazione tipografica particolare, edizioni variant e "deluxe"?

Ci stiamo pensando. Quel che è certo è che sarà un libro realizzato con tutta la cura che i lettori hanno imparato ad aspettarsi da BAO.

Commenti  

 
0 #5 The Passenger 2012-01-13 13:10
Sacro Terrore non si può sentire e il paragone con Furore è anacronistico....nel 2012 si può, anzi si deve lasciare un titolo così immediato in inglese. Se lo tradurrete, anzi visto che lo farete, verrà una pagliacciata.
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+1 #4 Claudio 2012-01-12 13:10
Le etichette sono comode, grazie a loro si evita di ragionare, si potrebbe scrivere un saggio sulla visione politica che traspare dalle opere di Miller e di come questa si sia evoluta negli anni, ma certo, bollarla come “fascistoide” senza nemmeno premunirsi di mettere le virgolette è molto più semplice (specialmente da parte di chi non condivide certe discutibili prese di posizione), ma è anche oserei dire piuttosto superficiale…
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+2 #3 Estempo 2012-01-11 19:58
In effetti una brutta abitudine di un'infinità di commentatori non di destra è considerare fascista qualsiasi posizione non lassista, buonista o pacifista, a prescindere dal suo effettivo mettere in discussione la democrazia o dal suo esprimere sentimenti comuni delle masse.

Ora la politica interna ed estera degli USA potrà anche essere considerata odiosa, ma si è sempre fondata sul consenso quasi plebiscitario del suo popolaccio: quindi chi la critica dovrebbe interrogarsi sui possibili inconvenienti della democrazia, più che blaterare sul fascismo che quella, del resto, ha realizzato nella sostanza, pur seppellendolo nelle forme pagliaccesche (che in genere sono le uniche che turbano le coscienze liberal).

Cmq tutto questo parlare ha di certo tratto l'attenzione generale sul volume di Miller, a costo zero (un applauso agli addetti al marketing); se qualcuno me lo regasse ne sarei contento, altrimenti lo sfoglierò in fumetteria e giudicherò il valore del sacrificio... :)
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0 #2 Claudio 2012-01-11 12:08
Comunque dubito fortemente che acquisterò mai tale volume.
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+2 #1 Claudio 2012-01-11 12:06
A quanto pare "la visione fascistoide di Miller" ora non è più nemmeno un'opinione (discutibile) ma viene addirittura spacciata in un'intervista come dato di fatto...
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