WHAT IF…? presenta
DEADPOOL #3

“INTERLUDIO”

(OVVERO UNO DI QUEI RACCONTI CON TANTE

CHIACCHERE E POCA AZIONE…)
di Igor della Libera

 

Villa Inferno…
Eh no, ragazzi, questa volta iniziamo dall’Egitto, quello moderno.
Qui giorni fa alcuni studiosi hanno riportato alla luce l’entrata della piramide del misterioso faraone Aram Set.
Ora, non sono gli scopritori a percorrerne le gallerie e i cunicoli, ad invadere dopo secoli la pace delle sale ove riposano le mummie del faraone e dei suoi cari, bensì dei misteriosi individui avvolti in mantelli scuri su cui risaltano due geroglifici dalla strana forma. Per chi fosse digiuno di egiziano antico scritto, quei segni bislacchi rappresentano il sigillo del sacerdote personale del faraone, il potente Nephrus. Due di loro sono rimasti indietro. Si guardano illuminati dalle torce. Uno dei due:
- Non ci saremo mica persi…e se lo abbiamo fatto è per colpa tua…ti sei fermato a vedere quella statua d’oro sapendo che l’avidità è spesso presagio di morte…
Il compagno, accendendosi una sigaretta con la fiamma della torcia:
- Calmati Sadeth… non ci siamo persi. E poi quando i nostri compagni non ci vedranno dietro di loro, manderanno qualcuno a recuperarci.
Sentono un rumore sordo alle loro spalle. Qualcosa che li riempie di paura.
E’ il suono di un meccanismo che dopo secoli si è risvegliato. Si chiedono cosa accadrà. Quello che realmente succede vanifica tutte le loro ipotesi.
Due enormi mani avvolte in bende biancastre li afferrano per il mantello. Loro si girano vedendo il volto truce di una terribile mummia. L’essere:
- Bene… al Cairo i vostri amichetti non mentivano. Avete fatto in modo che un archeologo compiacente rispolverasse queste vecchie rovine. Siete alla ricerca del cadavere di quel mago da strapazzo, di Nephrus… perché volete riportarlo in vita? Calmatevi non sono qui per impedirlo… io ho bisogno di Nephrus perché, se sono una mummia con un barlume di umanità, lo devo a lui… voi mi capite…
All’improvviso un rumore riempie il cunicolo e i due adepti della misteriosa setta egiziana vedono arrivare contro di loro e la mummia un’enorme pietra. I due provano a divincolarsi. La Mummia:
- Aha!! Dimenticavo la pietra… certe volte sono proprio maldestro… urto delle leve che non andrebbero toccate…
Il masso interrompe il discorso schiacciando contro la parete la mummia e i due uomini. C’è un attimo di silenzio, poi la pietra si apre in due ed emerge tra la roccia che si sbriciola, la Mummia. Tiene in mano i mantelli dei due sgherri. Quello che resta di loro sono solo delle evidenti chiazze di sangue che sporcano le sue bende. La Mummia:
- Alla fine ci sono dei vantaggi ad essere un mostro indistruttibile… certo che ora dovrò passare giornate intere a smacchiarmi il vestito…
La mummia sparisce sul fondo del corridoio lasciando dietro di se i mantelli con le insegne di Nephrus.

Villa Inferno…
Niente da fare, ora siamo in una casetta alla periferia della città abitata da un’onesta vecchietta cieca e dal mercenario chiacchierone Deadpool. Oggi c’è un ospite a pranzo ed è il Gladiatore. Be’, c’è anche Weasel. ma questo non interessa a nessuno. I quattro (anzi, ora sono in tre perché l’anziana signora è in cucina) sono intorno ad un tavolo e sembra a tutti gli effetti una rimpatriata tra vecchi amici. Deadpool, mangiando un cosciotto di pollo:
- Allora ti chiami Melvin Potter… e hai scelto di fare il cattivo perché credevi che i super eroi derivassero i loro poteri dai costumi che indossavano. Scusa se te lo dico, ma non hai tutte le rotelle al suo posto…
Il Gladiatore, prendendo dell’insalata:
- Ero giovane…
Weasel, spalmando del burro d’arachidi sul pane:
- Se ne fanno di cose stupide da giovani. Ma scusa, credevi veramente che un tizio che so come Iron Man fosse un super eroe solo perché indossava un costume particolare… magari pensavi che quel fesso… di Capitan Marvel… quello che è morto di cancro… fosse invincibile perché aveva dei braccialetti fighi…
Deadpool guarda storto il suo collega.
- Sai una cosa, Weasel? Mi sto pentendo di averti invitato… insomma, con Melvin stiamo facendo dei discorsi seri…alta filosofia, e tu intervieni… a sproposito…
Il Gladiatore, tagliando la carne con le lame del costume:
- Lascia stare Deadpool. Dobbiamo diventare tutti amici. E ho gradito molto il tuo invito. E’ tutto squisito…
Deadpool, nell’orecchio:
- Non chiedere troppo zucchero nel caffè, perché la vecchia è cieca come l’Uomo Talpa… e lo scambia sempre con il sale… Alfreda la cieca è il nome dell’arzilla signora che ora sta tornando dalla cucina, dove è andata a prendere il dolce.
- Indovinate un po’… cosa abbiamo…
Deadpool, usando uno stuzzicadenti:
- Torta di mele… perché è l’unica cosa che ti riesce… per il resto l’unica differenza tra delle scorie radioattive e la tua cucina… è che le prime  uccidono subito…
Alfreda:
- Deadpool…qualcuno prima o poi ti taglierà quella linguaccia… mi chiedo… come mai il cancro che ricopre tutto il tuo corpo ti abbia lasciata intatta la bocca…
Deadpool:
- Qualcuno deve pur portare il verbo nel mondo… ho già prenotato una croce… e Weasel sta già contando i trenta denari…
Il Gladiatore, prendendo il suo bicchiere:
- Propongo un brindisi… ai miei nuovi amici…
Deadpool:
- Certo… ma stai attento: se provi a fregarmi il lavoro a Villa Inferno…
Il Gladiatore, stringendo a sé Deadpool:
- Siamo una coppia… e … insomma, tu sei forte… non come quell’idiota del Matador…

Ci spostiamo a Villa Inferno.
Macché!! Noi andiamo nei sordidi recessi della periferia in una fabbrica che, se siete stati attenti e diligenti lettori, dovreste ormai conoscere. Qui, per chi non avesse fatto i compiti, ULTIMATUM (la nota associazione terroristica anarcoide) sta testando su delle cavie umane gli effetti della droga che intende mettere in commercio, che è una versione rinnovata di quella che anni fa trasformò due giovani in Cloak e Dagger.
Ora ad altri due ragazzi è stata iniettata la terribile sostanza. L’esperimento riuscirà solo se, come ULTIMATUM spera, la droga darà dei superpoteri ai ragazzi. I terroristi guardano i due giovani contorcersi legati a due lettini dentro delle incubatrici di vetro. Uno dei terroristi:
- Stanno soffrendo come cani… io non ce la faccio a guardare… sono solo dei ragazzi… non è questo che pensavo quando sono entrato nel gruppo…
Il compagno, facendo scattare la sicura della pistola:
- Ogni causa esige delle vittime… dei sacrifici…- alza l’arma – Ogni causa non lascia spazio a dei ripensamenti…- punta l’arma contro l’amico, mentre sullo sfondo i ragazzi si contorcono e attraverso il vetro è chiara e palpabile la loro sofferenza – E in ogni causa i traditori pagano con la vita… le proprie colpe…
Spara, e gli altri terroristi vedendo il loro compagno cadere a terra si chiedono se il loro nuovo capo sia solo un pazzo psicopatico. Ma non c’è tempo per darsi delle risposte, perché il macchinario collegato all’incubatrice è percorso da flash di luce azzurrolognola. Qualcuno grida:
- Un sovraccarico!
Poi la macchina esplode. Subito delle fiamme lambiscono la fabbrica e si alza un fumo. ULTIMATUM non ci mette molto a domare l’incendio, ma quando il fumo si è diradato nell’incubatrice ci sono solo i due letti con le manette divelte. Il capo:
- I ragazzi sono fuggiti… dobbiamo recuperarli!
Un altro:
- L’incendio richiamerà in zona polizia e pompieri, finiremo per essere scoperti…
Il capo:
- Questa fabbrica nasconde un sacco di rifugi dove aspettare che cessi la tempesta… ci serve qualcuno che ci aiuti a trovare i due ragazzi… qualcuno di fidato…

A casa di Alfreda la cieca, davanti ai quattro commensali ci sono piatti sporchi e residui di cibo.
Deadpool:
- Non credo che riuscirò a muovere un passo… nemmeno per buttarmi sul letto…
Il Gladiatore:
- Avremmo bisogno di un po’ di moto… per digerire tutta questa buona roba…
Weasel:
- Certo, un po’ di esercizio…
Ma di colpo suona il telefono. Deadpool e Weasel si alzano e vanno verso il ricevitore .Questo è rosso, con una D nera un po’ sbavata pitturata sopra.
- E’ la linea riservata… Patch ha bisogno di noi…
Deadpool prova a muovere un armadio. Weasel, ironico:
- Non ti ricordi… non è più l’armadio che nasconde l’entrata della base… ma la scaffalatura…
In un attimo i due, seguiti da Gladiatore, vengono catapultati in cantina dove c’è una specie di base operativa. C’è un monitor tenuto insieme dal nastro adesivo e un’auto scassata. Deadpool solleva il telefono:
- Patch… sei tu, che piacere sentirti… mi stavo giusto chiedendo quando avrei sentito la tua bella voce… sei ancora arrabbiato perché ho preso i soldi dalla signora Ringer senza interpellarti? Dai, è acqua passata… cosa, vuoi affogarmi con quell’acqua? Dimmi, cosa c’è… sì… ULTIMATUM… sì, ho capito, i terroristi… cercano chi?… va bene… Deadpool e il suo gruppo arrivano subito…
Deadpool mette giù il telefono, mentre Gladiatore si chiede perplesso:
- Questo posto mi ricorda qualcosa… l’ho già visto…
Deadpool:
- Ci siamo trasferiti qui perché Alfreda non voleva che occupassimo tutto il secondo piano… è stata una fortuna scoprire questa stanza sotterranea… per Weasel è roba che risale al proibizionismo…
Il Gladiatore:
- E come ci andiamo dal capo? Con quella bagnarola?
Weasel, toccando un bottone con la D:
- No, con il teletrasporto… mica siamo dei dinosauri… solo a Gotham City si spostano ancora in macchina!
Deadpool, mentre scompare:
- Per la cronaca: il catorcio serve solo per coprire il calco in gesso di un paio di cadaveri…
Spariscono.

Continua…
L’appuntamento è per la prossima puntata, dove la caccia ai super ragazzi comincerà e dove un nuovo gruppo di super criminali si formerà, senza dimenticare che la Mummia tra noi tornerà… Igor Della Libera.