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SODDISFATTI O RIMBORSATI
di FABIO VOLINO
Editor: GIUSEPPE FELICI

 

Una delle tante base HYDRA sparse per gli Stati Uniti, laddove dimorano l’amore ed il rispetto per il prossimo.
“C’è una breccia al livello sette!”.
“Uno o più intrusi sono penetrati nella base”.
“Mandare la sicurezza…”.
Un colpo di pistola alla tempia cancella per sempre la frase del terrorista.
“Chi è? Un uccello, un aereo? No, è… il vostro ipermegafico mercenario preferito. Arrivo presto, finisco presto e di solito non pulisco il water, ricordatevelo la prossima volta che vi verrà la diarrea con gli intrugli che trangugiate qui dentro. C’è il Barone? Vorrei tanto conoscere sua figlia per chiederle la mano… e mozzare quella di suo fratello! E poi quella frase… penetrato nella base, è molto equivoca, sapete?”.
“Ma è Dead… Ungh”. Colpo all’occhio.
“State att… Agh”. Colpo allo stomaco.
“Non lasciate che… Iargh!”. Colpo nelle parti basse.
“Ma cosa… Eeeiiii!”. Colpo alle gambe.
“Ehi, ma riuscite a completare una frase o no? Qui all’HYDRA chiediamo professionalità e per una frase mozzata altre due ne prendono il posto. Tranquilli, gente, non ho niente di personale contro di voi altrimenti avrei illustrato sulla vostra pelle i cento modi di torturare le persone insegnatemi dal pacifista Wang-Chen-Vaf-Fan-Cul-HYDRA. Meglio dell’Arte della Guerra, che non ho mai letto, ma i giudizi su Amazon sono tutti negativi”.
Uno ad uno i terroristi cadono sotto l’assalto del mercenario chiacchierone. Qualche loro colpo di pistola va a segno, ma il fattore rigenerante di Deadpool interviene e ripara la ferita in poco tempo: è per questo che si lancia in battaglia in modo così avventato, sa che non può accadergli praticamente nulla. E se per sfortuna dovesse capitargli qualcosa di drastico, uno come lui non ha più nulla da perdere (e no, non sperate che adesso vi raccontiamo la sua origine. Cancro, Arma X, Deadpool: semplice, no?).
Alla fine solo un piccolo manipolo di soldati HYDRA rimane a difendere il fortino. “Scopriremo chi c’è dietro a questo attacco, Deadpool” dice uno di loro con spavalderia “Un idiota come te non prende mai l’iniziativa”.
“I miei mandanti? Non ve li dirò mai. Non vi dirò mai che due giorni fa dei tizi con un costume giallo ed un caschetto da apicoltore mi hanno contattato e mi hanno dato le coordinate di questa base ordinandomi di raderla al suolo. Non lo farò mai, scordatevelo. E se per caso uno di voi dovesse rimanere vivo ed ordinare una controffensiva su quei TIZI DAL COSTUME GIALLO E DAL CASCHETTO DA APICOLTORE di cui non vi rivelerò mai l’identità, per me fa lo stesso. Se voi terroristi mi ammazzate tra voi mi fate solo un piacere”.
Come previsto tutti i terroristi vengono uccisi, tranne uno che viene solo gambizzato dal mercenario. Improvvisamente la maschera distesa di Deadpool si contrae mentre più cupo si fa il volto di colui il cui nome è da un po’ di tempo Wade Wilson.
Weasel, l’hai individuato?”.
“La porta di fronte a te, Wade” risponde il genio tuttofare che assiste Deadpool nelle sue missioni… a distanza di sicurezza e via radio.
Caricando a testa bassa Wade sfonda la porta. “Allora dove sta il Barone? C’è qualcuno che vorrebbe…”.
Gli risponde un ticchettio. 3… 2… 1…
“Merda in fricassea”.
Pur a distanza di sicurezza nel suo furgoncino, Weasel ode il rumore della base che esplode e le onde d’urto gli fanno perdere l’equilibrio. “Wade. Wade, ci sei? Rispondimi! Wade, Wade!”.
“Sono qui, piccolo insignificante germe dell’esistenza umana. Ho attivato il teleportatore giusto in tempo. Mi sembra chiaro che sono stato fregato! Hanno fregato moi! Perché fregare un bravo ragazzo come me che non farebbe male ad una mosca, impegnato in opere di carità, membro attivo (molto attivo) dei Fratelli per la Liberazione delle Supereroine in Minigonna e Hot Pants… Perché?”.
“Ehm, Wade” prova a dire la sua Weasel “Guarda che è già la quarta volta che provi questo trucco. Accetti un incarico HYDRA per distruggere una base AIM, e viceversa. Dopo un po’ ti scoprono. Quelli di AIM ti hanno dato il falso incarico di uccidere Strucker solo per farti ammazzare”.
“Per l’Isola di LOST! Vuoi dire che rischio di rimanere senza lavoro? E come faccio a pagare il mutuo di casa, a portare fuori la mia fidanzata, a dedicarmi all’hobby dello squartamento dei piccioni, a progettare la cancellazione dello Zilnawa dalle carte geografiche, a trovare una risposta a come mai la Slorenia sia al centro del mondo nonostante se la fili un solo sfigato…”.
“Torniamo indietro”.

Villa Inferno. Laddove dimorano la cultura, le buone maniere ed il miglioramento interiore.
“Sai cosa manca a questo posto? La passera!”.
“E che ce ne facciamo dei volatili, Lightmaster?”.
“Non i passeri, C.F. Donne, qui non se ne sente neanche il profumo. Sì, dobbiamo avere anche noi la nostra Puffetta”.
Puffetta?”.
“Ma sì, quella che ha creato il Grande Puffo per far divertire tutti i Puffi”.
Mrrrr…”.
“Qualcosa che non va, Wade?” chiede Patch, il gestore del locale.
“No, niente”.
“Far divertire i Puffi?”.
“Ma sì, una bella orgia tutti insieme. A parte Vanitoso, che è gay, lui sta solo a guardare”.
“Forse al Grande Puffo non gli si rizza”.
Raaaahhhh…”.
“Ok, allora Vanitoso sta a guardare ed il Grande Puffo si trastulla da solo mentre Forzuto…”.
“ADESSO BASTA!” grida Deadpool voltandosi di scatto “Prima di tutto Puffetta non è stata inventata dal Grande Puffo, ma da Gargamella: voleva usarla come spia per farla infiltrare nel villaggio dei Puffi, ma la loro immensa bontà l’ha conquistata. La La La La La La, che schifo di canzoncina, basterebbe quella a sterminarli tutti. E poi questa faccenda dell’orgia… non ha senso. Voglio dire, là sotto, sotto quelle tutine bianche i Puffi non hanno niente: e che diavolo vivi a fare se non hai il pisello?”.
Un istante di contemplazione e poi… “Oh, Wade, ma perché devi essere il più intelligente?” dice Lightmaster.
“Se avete finito di sparare puffate” interviene Patch “Vorrei parlare con Wade”.
Il mercenario entra nella stanza privata del gestore del locale. “Cosa hai dunque per me, amico? Un colpo di stato, un assassinio politico, una ennesima fonte inattendibile da inserire in Wikipedia…”.
“Le tue quotazioni sono in forte calo, Deadpool” afferma senza mezzi termini Patch “Troppe missioni fallite negli ultimi tempi e troppe tue furbate, per dirla tutta. Questo ai clienti non piace. Inoltre andare in giro coi supergruppi non è che ti aiuta”.
“Ehi, parli dei Difensori? Ma quello è un non-supergruppo e se ne vantano pure! Hanno una base, dei componenti ufficiali e storici, uno statuto, ma è un non-supergruppo, questo è evidente. E poi ne fa parte il mio nuovo amore segreto, la Valchiria. Amico, quella ha delle poppe magnifiche e non basta: le protegge anche con un bikini di metallo! Ha scalzato Red Sonja dai miei sogni. Gente, nemmeno Jennifer Lopez ed il suo sedere assicurato sono arrivate a tanto. Che poi, chi avrà fatto la stima preventiva per quella polizza? Te lo immagini… ‘Ok, stimati professionisti, c’è da valutare il culo di Jennifer Lopez, qualche volontario?’ ‘IO, IO!’”.
Capendo di stare rischiando di diventare pazzo, Patch tira fuori un fascicolo. “Ho un incarico per te! Una persona che ha chiesto proprio di te. Non ha voluto dirmi il suo nome, so solo che sembrava disperato e chiedeva di essere raggiunta il prima possibile. Si trova poco fuori New York, in una elegante casa di cui mi ha mandato una foto per fax”.
“Elegante come la casa di Amytiville Horror? Parlo ovviamente del film originale e non dello schifosissimo remake, sai quello con quell’attore che non mi piace per niente. Se dovessero fare un film su di me, lui non avrebbe mai il mio ruolo! Sicuro!”. Patch gli consegna il fascicolo. “Ah, il brivido della missione”.

Qui, vicino e lontano dalla realtà, c’è un terreno che un tempo era forte e rigoglioso, ma poi ha dovuto arrendersi al più pericoloso dei supercriminali: la speculazione edilizia! Sono sorte case su case, e solo dopo ci si è accorti che a parte l’automobile non c’erano nelle immediate vicinanze mezzi diretti per arrivare in città, senza contare il peccato più grave. Che il più vicino supermercato fosse, orrore, a più di cinque chilometri di distanza: i facoltosi clienti di quelle ville mica potevano accontentarsi dei discount. E così in breve tempo tutte quelle case sono state demolite. Non è così raro, soprattutto in un campo dove raramente si pensa con il cervello. Solo un edificio è rimasto.
“Altro che Amytiville commenta Deadpool “’Sta casa è quella di THE RING, il cliente cerca di fregarmi”.
Il mercenario non si fa colpire dall’aura di silenzio che lo circonda e si avvicina alla soglia canticchiando un motivetto di una delle sue saghe cinematografiche preferite, visto che si identifica molto nel protagonista. Yo-Ho… Nel volto, vivo o morto, Deadpool ti seguirà”.
Improvvisamente però una botola nascosta sotto l’erba si apre sotto di lui, che precipita in una conduttura d’acciaio mentre da piccoli fori esce un gas soporifero. “No, per favore, non la classica scena dell’eroe che precipita nell’oblio”.
Ed il nostro mercenario precipita nell’oblio (scusa, Wade, esigenze narrative).

Quanto tempo è passato? Minuti, secondi, giorni? Ma a voi ve ne frega qualcosa? No, chiaro. Deadpool riprende i sensi e…
“Per quelle stronzette delle ragazze Gilmore esclama “Sono precipitato nel Pinball di Windows. No, aspetta, non vedo il tunnel iperspaziale che non si riesce mai a beccare: dannato Bill Gates!”.
In quel momento un megaschermo cala dall’alto, da un soffitto totalmente bianco. E su quello schermo compare una persona. Il ‘cliente’ di Deadpool.
Benve…”.
“Ehi, guarda un po’ chi si rivede, ma è un papillon quello? Ma li mettono ancora in commercio? E c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di indossarli? Ti faccio i miei complimenti, perché per il resto non c’è molto di cui andare fieri. Anche quei capelli rossi, su, sono passati di moda: solo nei fumetti funzionano sempre perché così i coloristi si guadagnano il loro stipendio…”.
Io…”.
“Amico che ho già incontrato in un precedente team-up, devo dire che hai un bell’ambientino qui. Ehi, un’accoglienza migliore non mi avrebbe fatto schifo… magari anche un drink. Il mio preferito è il Bloody Mary: molto Bloody, poco Mary, come potrai facilmente intuire. Purtroppo non lo bevono più nei telefilm e nei film, c’è questa ipocrisia che l’alcool fa male. Solo perché brucia le tue cellule cerebrali, andiamo, per quello che servono al giorno d’oggi…”.
Devo…”.
“Sono in un flipper antiquato, quindi tu sei un reduce degli anni ’80. Evolviti, adesso c’è la PS4. E se senti nostalgia scaricati il Mame32 e non venire a scocciare me che ho di meglio da fare… Ad esempio tra un paio d’ore devo andare ad imboccare un’amica cieca: minestra corretta al veleno per topi, la mia specialità. In alternativa uso i precotti…”.
“INSOMMA, VUOI STARE ZITTO UN ISTANTE?”.
Deadpool tace per un attimo e il non più tanto misterioso personaggio ne approfitta subito. “Come stavo dicendo, sono Arcade ed oggi ti ucciderò”.
“Che cavolo stai dicendo, Willis?”.
“Fai tutte le battute che vuoi, non ti servirà. Sei calato nella nuova versione di Mondo Assassino, più sfavillante che mai, piena di nuovi trucchi…”.
“Se questo è un messaggio promozionale puoi rimborsarmi subito?”.
Arcade fatica a trattenersi. “Tu sarai il primo soggetto. Una volta che mi sarò liberato di te, e dopo averti conosciuto sono certo che il mondo me ne sarà grato, consegnerò il tuo cadavere allo Xavier Institute ed anche gli X-Men diventeranno mie vittime”.
“Ti illudi, quelli mica si preoccupano di me. Cioè, un tempo avevo tra loro un’amica, ma non mi parla da più di un anno: effetti collaterali del tornare alle vecchie abitudini. Ma cosa può esserci di male nell’ammazzare una ventina di persone a settimana?”.
Arcade non lo sta ad ascoltare (e non sappiamo come ci riesca), poi preme un pulsante. “Che il gioco inizi!”.
“Signorsì, signor Ranger, signore. Ma ti avverto, vincerò io perché sono più intelligente della media degli orsi, eh eh eh eh”.
Subito dopo una grossa pallina da flipper investe il mercenario, che comincia ad essere sballottato lungo i vari muri del nuovo Mondo Assassino.
Porc… Putt… Ladr… Schif… ‘Sta cosa va così veloce che non riesco nemmeno a finire una parolaccia. Ora so cosa prova Michael Douglas quando se la fa con Catherine Zeta-Tettona Jones, ecco perché ha divorziato! Ah, Michael, dovevi lasciar fare a me…”.
Wade scopre che Arcade ha deciso di lasciargli addosso la sua spada, probabilmente per sfogare il suo perverso senso del divertimento, così Deadpool la estrae e con un movimento rapido taglia in due la pallina, che scivola via verso il game over. Ma Wade non si è accorto di essere finito sopra un tasto. Arcade lo preme ed il mercenario si trova proiettato in alto.
“Houston, le mie chiappe hanno un problema. E vedo un buco nero davanti a me. Scotty, capovolgi per la ventesima volta le leggi della fisica. È morto, Jim. Sono un androideeeee!!!! No, il tunnel iperspaziale, no!”.
E Deadpool viene scaraventato nell’infinito (che è il classico termine che si usa quando non si ha ben chiaro come dire che il personaggio si ritrova in un altro scenario senza capire bene come sia arrivato lì).
“Forse questo non è stato il migliore dei miei piani strampalati” commenta Arcade.

Siamo oltre la metà di questa agonia, resistete ancora un po’ e poi forse non sentirete più parlare di Deadpool (seeee, va beh, aspetta e spera).
Wade si ritrova in… ma tanto ve lo dice lui.
“Ragazzi, non ricevevo una batosta così forte da quando Big Bertha mi ha schiacciato sotto il suo culone cellulitico… beh, a ripensarci non è che sia stata un’esperienza poi così brutta. Ehi, ma che… una stanza degli specchi magici? La cosa più tamarra che esista al mondo e che nessun luna park al mondo accetta di ospitare più? Gente, ci sono più specchi qui che gay in DESPERATE HOUSEWIVES e ce ne vuole…”.
La voce di Arcade emerge dal nulla. “Ti aspetta ancora un lungo sentiero di agonia, Deadpool…”.
“Eh, ma che cavolo dici? Ma perché parli come un supercriminale da fumetto? Dire:’E ora sono cazzi amari per te, Deadpool’, no?”.
“Beh, ecco, non era una frase così incisiva”.
“Di incisivo ci sarà la mia dentatura quando ti staccherò la faccia a morsi”.
“Senti, bello, qui dentro sono io che comando, ok?”.
“Ah, se lo dici tu, scarto di SCARY MOVIE 5…”.
“Te la sei cercata”.
Una parete si solleva in alto ed al suo posto compaiono delle mitragliatrici che cominciano a sparare. Deadpool è molto agile ed evita le sventagliate di proiettili, che però centrano i vari specchi rompendoli in mille frammenti. Con un rapido balzo Wade riesce ad avvicinarsi alle armi facendosi centrare solo un paio di volte ai fianchi e, sopportando il dolore, con la sua spada le taglia in due. Ma quando ricade a terra una brutta sorpresa lo attende.
Aaaahhh… Ma… Aaaahhhh… Sto seguendo le orme di Annie Lennox, sto camminando sui vetri rotti, che doloreeeee!!!!! Schifoso di un RPG SurvivalHorror Platform Konami Capcom, ora mi sono stancato davvero!”.
“Siamo solo all’inizio, Deadpool” ritorna la voce di Arcade “C’è ancora il percorso infuocato e poi la stanza delle lame, senza contare quella con le pareti che si chiudono a sorpresa”.
“Ed il privè, no? Ascoltami, bene: questa faccenda è durata più di un brano degli anni ’70 dei Led Zeppelin, dunque fin troppo. Adesso vengo da te e… ti faccio vedere chi sono davvero”.
Con la sua spada Deadpool crea un buco nella parete e vi si infila, scomparendo alla vista. Arcade lo cerca a lungo con le sue telecamere, ma invano. “Dove ti sei andato a cacciare? Mostrati se ne hai…”.
L’esplosione del muro alle sue spalle interrompe il suo proclama e lo scaraventa dall’altra parte, è un miracolo che alla fine ne ottenga solo una costola incrinata.
“Ed anche questa volta il team Deadpool è costretto a menarvi alla velocità della luce!” irrompe il mercenario, che pianta la sua spada al lato destro di dove Arcade è stato proiettato. “Ora avrai la tua dose di divertimento”.
Arcade pensa che per lui sia giunta la fine, così grande è la sua sorpresa quando Wade lo rialza in piedi e… lo abbraccia!
“Grazie, grazie, grazie! Mi hai fatto sentire vivo come non mai!”. Arcade vorrebbe ribattere qualcosa, ma è abbastanza certo di stare già impazzendo senza che debba da solo peggiorare la situazione. Deadpool si toglie la maschera e rivela il suo volto devastato. “Ecco, vedi? Questo è il volto che devo osservare ogni giorno allo specchio. Un volto che odio, come odio me stesso. E questo mio odio lo proietto sul mondo intero. Io odio tutti, senza alcuna esclusione, e uccido tutti… basta che venga pagato. Ma quando qualcuno mi mette davanti a una sfida senza chiedere niente in cambio, è allora che dimentico davvero chi sono, che dimentico il mio odio. Certo, adesso quel momento è passato, quindi…”.
Arcade riceve un pugno in faccia e il suo naso inizia a sanguinare copiosamente.
Deadpool si allontana. “Tra cinque minuti faccio esplodere questo posto con la dinamite che ho trovato nel tuo magazzino. Che tu sia qui dentro o meno… a me non importa”.
Arcade rimane lì ancora qualche secondo. C’è molto denaro nella sua cassaforte, potrebbe costruire un nuovo Mondo Assassino per gli X-Men… poi comincia a correre a più non posso verso l’uscita.

Cinque minuti e un secondo dopo, Wade Wilson osserva le fiamme elevarsi dall’edificio del criminale. “Adoro il sapore del criminale arrostito al mattino”.

Una delle tante basi AIM sparse per gli Stati Uniti, laddove dimorano l’amore per la scienza, i cubi e i caschi da apicoltori… per le api no, invece.
“C’è una breccia al livello sette!”.
“Uno o più intrusi sono penetrati nella base”.
Deadpool irrompe nella base. “Salve, gente. C’è mica lo Scienziato Inferiore da queste parti? Ero passato a fargli un…”.
In uno dei rari momenti in cui rimane sorpreso, rimanendo senza parole, Wade Wilson nota che soldati HYDRA sono presenti al fianco dei componenti dell’AIM.
“Sì, Deadpool. Sei riuscito a fare quello che nessun altro di noi aveva mai realizzato: riunire HYDRA e AIM. Per un solo obiettivo: farti a pezzettini!”.
“Senti, spedisco cartoline di Natale a tutte le famiglie delle persone che uccido. Dimmi il tuo, così facciamo prima”.
“Sono l’agente Bob!”.
“Ascolta, so quali mosse di danza state per fare… no, aspetta, non era così… ho già vissuto questa danza centomiliardidimiliardidivolte nel mio cervello… no, un attimo… quindi non importa che tu sia leone o gazzella… Ah, lasciate perdere! Adoro essere me!”.
E parte all’attacco!

LA SEMPRE AGOGNATA FINE

Note: Che ci crediate o meno, i primi due paragrafi di questa storia sono stati scritti almeno quattro anni fa, da qui il riferimento ai Difensori che Deadpool ha incontrato dal 51 in poi della nostra serie... quando ancora noi avevamo una serie di Difensori composta principalmente da femmine... uhm, mi ricorda qualcosa. In ogni caso quei due paragrafi erano stati abbandonati a loro stessi e questa storia per un po' è finita nella biblioteca di Lucien.
Poi un giorno mi ricapitano i due paragrafi sottomano e ne scrivo un altro paio... per fermarmi ancora. Una pausa non indifferente. Poi un'ultimo sforzo, una revisione per attualizzare un po' il tutto (quando ho cominciato la PS4 non c'era e Michael Douglas era ancora sposato...) ed è fatta! Spero che il tutto sia piaciuto nonostante qualche battuta un po' troppo triviale. Il problema col personaggio di Deadpool è fargli trovare qualcosa da dire: attenzione, non sto dicendo che è difficile non farlo parlare (mettere in bocca cavolate a un personaggio è cosa che riesce benissimo a chiunque), ma appunto... dare un senso ai suoi dialoghi. Perchè Deadpool non parla mai a sproposito... e per questo è il personaggio più insopportabile del Marvel Universe!
Vi lascio con l'elenco delle varie "bombe di cultura pop", come le definiscono oggi. Divertitevi a scovarle: Apocalypse Now, Apollo 13, Arnold, Authority, Donnie Darko, Pirati Dei Caraibi, Pokemon, Star Trek, Yoghi. Ed anche questa storia è pubblicata... alla faccia di Lucien! Quindi ne ideo subito un'altra: Deadpool contro Ultron! Chissà se mai la vedremo.
Tranquillo, Wade, quell'attore non ha mai interpretato il tuo personaggio, ehm...

Deadpool ritornerà!