MarvelIT è orgogliosa di presentare il 50° numero di una storica testata

PACE ETERNA
Parte 7: PACE, OVUNQUE SARAI
di FABIO VOLINO

I Vendicatori e Wasp creati da Stan Lee e Jack Kirby
L' Ordine creato da Fabio Volino
Visione creato da Roy Thomas e John Buscema
Carlo Monni Supervisione
Stan Lee/Jack Kirby/Roy Thomas Numi tutelari

"La pace è l' unica vittoria"
Il Mio Nome è Mai Più

 

PROLOGO

Come si può far affermare la pace? Il dialogo è il mezzo più auspicabile, ma a volte si rivela insufficiente. Certe volte si usa la forza, perchè altre persone godano del diritto di libertà e di scelta che chiunque dovrebbe possedere. Solo che talvolta capita di farsi trascinare dalla violenza e così alla fine il liberatore diviene lo spietato giustiziere.
Alcune settimane fa, i Vendicatori hanno dato vita all' Ordine, una versione più decisa e risoluta del loro gruppo. Hanno posto fine a guerre secolari, catturato supercriminali mai catturati prima d' ora, dato nuova speranza a molte persone. Ma per conseguire questi obiettivi a volte si sono fatti trascinare dal loro eccessivo desiderio di giustizia. Oggi, qualcuno con cui sono soliti combattere aprirà loro gli occhi su questa faccenda: ed alla fine nascerà qualcosa di nuovo.

Uno sperduto pianeta dalle strane geometrie. Poco tempo fa.

L' ultimo. L' ultimo della loro specie, poi potrà cominciare: l' essere plagiatore ripensa a tutto il suo percorso compiuto fino ad ora. Un percorso che ha origine da molto, molto lontano. Ha cercato questi esseri speciali in lungo e in largo per le galassie, scartando quelli da lui ritenuti inutili come colui che annota gli eventi del tempo. Decisamente insulso costui. Si rammarica tuttavia di non essere riuscito a trovare l' essere che colleziona cose e persone, avrebbe potuto tornargli utile. Dunque ecco l' ultimo, convincerlo non dovrebbe essere troppo difficile.
"En Dwi Gast, sono venuto a proporti una sfida" dice.
Lo scommettitore si guarda intorno, stupendosi nel vedere uno accanto all' altro sei suoi simili, poi chiede:"Che tipo di sfida?". La curiosità sul sapere chi sia il suo interlocutore viene rapidamente allontanata da questa esigenza di mettersi in gioco, la sua caratteristica fondamentale. E forse anche il suo punto debole.
"C'è un pianeta" afferma l' essere plagiatore "Su cui da tempo hai posto gli occhi. E che non perderai stavolta giocando a testa o croce. Un pianeta chiamato Terra".
"Non lo visito da tempo ed inoltre non ho alcun desiderio di rivederlo. Non mi attrae più".
"Tu sei un uomo intelligente, En Dwi Gast. Dunque guarda da te cosa sono stato in grado di fare: ho asservito alla mia volontà sei dei tuoi simili. Da solo. Qualunque livello di potere tu possa immaginare per me è sicuramente inferiore alle mie reali capacità. Ma tu sei fortunato, io ti stimo molto, ho ammirato le tue imprese, soprattutto quella grazie alla quale hai posto la tua specie aldilà della morte. O più recentemente, quando hai sfidato lo Straniero servendoti di alcuni di coloro che vedi qui ora. Dunque ti lascerò libertà di azione".
"E perchè...".
"Dovresti accettare? Perchè hai davanti a te la sfida più importante della tua vita, la posta in gioco finale più importante della tua vita".
"E quale sarebbe questa posta in gioco?".
"L' Universo".
E dopo aver appreso ciò, En Dwi Gast accetta. Di tutti quelli radunati dall' essere plagiatore è l' unico che non è stato plagiato: rimpiangerà presto questa sua condizione.

CAPITOLO 1: E VENNE UN GIORNO...

La scena di un massacro. Victor Von Doom trionfante, ai suoi piedi i Vendicatori.
"Ho fatto capire ai tuoi compagni di squadra, Clint Barton" dice "Cosa significhi intralciare la mia strada e sfidarmi. E voi avete oltrepassato ogni limite: avete distrutto il mio sifone, vi siete alleati al maledetto Reed Richards, il vostro alleato Namor si è preso gioco di me deridendomi ed infine vi siete fatti affidare la Slorenia per potermi spiare. Stolti. Scommetto che nemmeno voi potevate intuire che Destino vi avrebbe attaccato e sconfitto proprio qui, sul vostro stesso terreno. Una lezione che sicuramente...".
"Ehi, questo discorso fintamente trionfalistico va avanti ancora per molto?". Victor Von Doom, uomo notoriamente imperturbabile, fatica a trattenere un moto di sorpresa nel vedere Janet Van Dyne rialzarsi come se nulla fosse accaduto! "Perchè avremmo cose più urgenti da fare". Ed assieme a lei si rialzano tutti gli altri Vendicatori, senza un graffio!
"Che dici, Jan? La mia recita è stata credibile?" chiede Occhio di Falco.
"Sei stato magnifico, amico mio: sembravi davvero disperato. Ancora un po' e convincevi anche me".
"Quale follia o gioco è mai questo?" si domanda Von Doom.
"Ehi, Destino, dì cheese!".
Il monarca di Latveria fa appena in tempo a voltarsi che una raffica di anti-forza emessa dalla mazza di Thunderstrike ed una di Fluido Zero del Fante di Cuori lo investono in pieno, scaraventandolo contro un muro che viene sfondato e da lì proietta Von Doom in un' altra sala. La Stanza del Combattimento Simulato: qui ci si può scatenare senza problemi. Come Destino si rialza, si ritrova subito circondato dai Vendicatori che aveva sconfitto. O, meglio, che credeva di avere sconfitto.
"Sì, è proprio un bel gioco" dice Wasp "Si chiama 'Vediamo quante ossa riusciamo a spezzare al Dr. Destino'".

Slorenia.

"Lascia stare queste persone o la pagherai cara!" intima Wonder Man a Drakan Djorjevic.
Il tiranno, imperterrito, si rialza:"Fatti da parte tu, piuttosto".
Con un urlo di rabbia allora Simon Williams si scaglia contro colui che è stato marchiato dalla sua stessa maledizione. Il rumore dei due corpi ionici che cozzano è quasi assordante, colpi tremendi vengono inflitti da una parte e dall' altra. Poi Simon abbranca Drakan Djorjevic ed inizia a trascinarlo in alto: per quanto lotti e si dibatta, il tiranno non riesce a sfuggire alla presa.
"Lasciami, lasciami!" sbraita "Dove mi stai portando?".
"Dove potremo scatenarci e divertirci" è la risposta di Wonder Man.
Gli sloreni osservano rapiti questo insolito spettacolo, tirando poi un sospiro di sollievo. Visione vorrebbe andare in aiuto del suo ritrovato compagno di squadra, ma è ancora troppo danneggiato: può solo osservare il cielo... e sperare per il meglio.

Palazzo dei Vendicatori.

"Qualcosa non va" pensa Victor Von Doom "Qui sono all' opera forze ignote, che sfuggono persino alla mia comprensione! È inaccettabile". Tuttavia deve dimostrarsi sprezzante fino in fondo:"Illusi, per quanto abili siete non riuscirete mai...".
"A sconfiggere il potere di Destino!" esclamano all' unisono tutti gli altri Vendicatori.
"Sì, che palle, però" si preoccupa di commentare Occhio di Falco.
"Allora, Destino" dice Wasp "Vuoi che ti spieghiamo come abbiamo fatto? Scordatelo. Sappi solo questo: sei prevedibile. Sì, lo sei. Siamo pronti a questo scontro sin da quando ti abbiamo affrontato in Molavia ed avevamo concepito innumerevoli scenari e per ognuno di essi noi eravamo pronti. Tu sei incappato nello scenario nr. 1, una trappola davvero ben congegnata".
"Tu credi male...".
"Stai zitto, testa di cazzo!". Il Dr. Destino è stato definito in molti modi, ma così decisamente mai e la cosa lo lascia incredulo. Dopotutto lui le donne è abituato a dominarle e a schiacciarle sotto il suo tallone. Per un attimo gli sguardi dei due si incrociano: nei loro occhi si può leggere un unico sentimento, odio. Odio puro.
"Colpite duro!" grida Janet Van Dyne. E la battaglia infuria nuovamente.

Spazio.

Oltre le barriere del cielo, oltre la stratosfera, oltre la Terra stessa... fino a giungere nelle infinite distese dell' Universo. Qui Wonder Man ha trascinato Drakan Djorjevic, qui si deciderà il futuro di entrambi.
Senza dire nulla, il tiranno lancia contro l' eroe una scarica energetica, che però lui para senza problemi.
"Energia ionica?" pensa Simon "Ne ho quanta ne vuoi".
Ed un profluvio di potere investe in pieno Djorjevic, che arretra inesorabilmente, sopraffatto da tale forza. Ad un certo punto, però, riesce a sottrarvisi e riparte alla carica contro Wonder Man: sferra un pugno, ma Simon lo blocca come se per lui fosse una piuma. Poi dà una testata al tiranno, che si mette le mani sul capo per il dolore. Simon ne approfitta e lo abbranca da dietro, iniziando poi ad estendere la sua aura.
"Cosa vuoi fare?" chiede Djorjevic.
"Sai, il mio tempo su questo mondo potrebbe essere agli sgoccioli e ho deciso di accelerare ulteriormente questo processo. Ma prima di andarmene voglio farti un ultimo regalo, ti passerò tutta la mia energia ionica. E credimi... ne ho molta". Djorjevic prova a divincolarsi. "Chissà se riuscirai a contenere tutto questo potere" conclude Simon.
L' eroe espande al massimo la sua aura ionica, che trova terreno noto nell' aura di Drakan Djorjevic. Le due energie si combinano, dando vita ad una serie di piccole esplosioni senza suono ed alla nascita di un globo di luce che si espande a grandissima velocità.
"Fermo, non sai cosa stai facendo!" urla il tiranno "Così ci ucciderai tutti e due!".
"A dire il vero è proprio quello che ho intenzione di fare!" ribatte Wonder Man.
Le esplosioni aumentano di intensità, il globo di luce diventa sempre più grande, la vita di due persone è ad un bivio. La deflagrazione finale è capace di accecare persino le stelle.

Palazzo dei Vendicatori.

Raggi di vespa, morsi di vedova, anti-forza, Fluido Zero, urli sonici, raffiche sabbiose, raggi repulsori a piena potenza, raggi bio-elettrici, raffiche energetiche, frecce esplosive e molto altro ancora: ecco ciò che sta colpendo, all' unisono, il Dr. Destino. Un millesimo di respiro? Scordatevelo.
"Continuate a premere!" incita Wasp "Dovrà cedere prima o poi".
Lentamente, inesorabilmente, difese mistiche e tecnologiche cadono. Una dopo l' altra, dopo l' altra, dopo l' altra... finchè non ne rimane più nessuna.
"Ora!" grida Janet Van Dyne.
Ed il Dr. Destino viene colpito dalla raffica più potente di tutte.

Spazio.

Finalmente ripresosi, Visione si è diretto all' inseguimento dei due esseri ionici, ripercorrendone la scia energetica. Un percorso lungo, tortuoso, che lo ha portato infine davanti alle stelle, la Terra quasi un punto indefinito dietro di lui. Il sintezoide giunge infine nel luogo dove vi è la più alta concentrazione di energia e... si blocca. Intorno a lui non c'è nulla, solo il vuoto dello spazio. Possibile che Simon sia nuovamente scomparso nel nulla?
Poi in lontananza nota qualcosa: intensifica il suo apparato visivo e... sì, è lui, Wonder Man! E... l' aura ionica che era attorno a lui, l' ha perduta, ha di nuovo un aspetto umano. Deve aver sprecato davvero molta energia. È in stato di incoscienza e, per quanto Viz tenti di rianimarlo, non paiono esserci segni di ripresa.
Visione allora si carica in spalla il suo amico ed insieme a lui rientra nell' orbita terrestre. "Non ci abbandonerai stavolta, Simon" pensa "Stavolta no".

Palazzo dei Vendicatori.

Metà dell' armatura è in pezzi, i simboli magici presenti su di essa sono scomparsi e Victor Von Doom fatica a tenersi in piedi. E non è ancora finita: rialza il volto e si trova davanti Capitan America.
"Questo è per i moloviani" afferma l' eroe. Lo colpisce in pieno viso col suo scudo, facendo rotolare via la maschera di Destino, la quale viene pestata e fatta a pezzi dal piede corazzato di War Machine.
Von Doom sta per portarsi istintivamente le mani davanti al volto, perchè i Vendicatori non notino le sue cicatrici, quando Wasp lo afferra per la collottola e lo sbatte con violenza contro una parete.
"Allora, Destino, facciamo due chiacchiere. Credevi di poter venire qui, fare il bello ed il cattivo tempo come piace a te ed andartene tranquillo? Beh... non è piacevole commettere un grave errore di giudizio, vero? Dunque le cose stanno così, Destino: se tu proverai in futuro anche solo a torcere un capello a noi o ad uno dei nostri cari... sai già cosa potrà accaderti, te lo abbiamo appena dimostrato. Così perderai tutta la tua dignità. Ah no, quella l' hai già persa da tempo".
Victor Von Doom rialza il capo, fissando intensamente il volto di Janet, segnato da ferite come il suo. "Dignità?" mormora. Poi scoppia a ridere.

Slorenia.

Visione adagia Wonder Man sul terreno ed inizia a dare dei colpetti laddove dovrebbe esserci il cuore, per quanto tutti questi sforzi possano rivelarsi inutili. In effetti nessuno ha mai provato a rianimare un essere composto di energia ionica.
"Non ti arrendere, Simon!" incita il sintezoide.
Decide allora di provare una terapia d' urto: infila una mano nel petto di Wonder Man e si prepara a solidificarla. "Non ti arrendere... fratello!".
Un dolore lancinante percuote i corpi dei due eroi: Simon Williams si agita tra spasmi convulsi, per alcuni secondi, fino a quando si rialza di scatto, tirando un lungo sospiro. Un respiro di vita.
"V... Viz?" esclama intontito "Cosa è successo?".
"Abbiamo vinto" risponde il sintezoide "Abbiamo vinto".

Palazzo dei Vendicatori.

Victor Von Doom ride: una risata di scherno, denigratoria. Una risata di trionfo.
"Cos'hai da ridere?" gli chiede Wasp ad alta voce "Cosa c'è di tanto divertente?".
"Mi hai parlato di dignità" afferma il Dr. Destino "Tu mi hai parlato di dignità, ecco cosa c'è da ridere. Vi siete visti allo specchio ultimamente? Avete visto le vostre facce? In esse vi è una luce, ma non una luce benigna: è la stessa che brilla nei miei occhi".
"Non osare paragonarci a te, Destino!".
"Non dovrei? Sentiamo, avete già rinnegato dei vostri precedenti alleati?". USAgent, Silver Sable, Fantastici Quattro, Henry Gyrich. "Siete dovuti scendere a compromessi morali, che morali non erano?". I figli di Ultron. "Vi siete sbarazzati di gente che non era nelle vostre grazie?". Claude Unger. "Avete usato la giustizia a vostro uso e consumo, creandovela da soli?". La banda di pedofili di Detroit. "E soprattutto alcuni di voi hanno sofferto?". Sersi, Deathlok. "Sì, tutto questo è accaduto. Questa luce brilla soprattutto nei tuoi occhi, Janet Van Dyne. Vi siete comportati in modo equivoco e qualcuno dubita di voi: basta guardarsi intorno per accorgersene. Non è più necessario che io vi affronti e vi sconfigga: ci state già riuscendo benissimo da soli. Presto tra di voi inizierà una guerra globale per il potere: una guerra che nessuno vincerà".
"Non è vero!" grida Jan menando un ceffone a Destino.
Lui lo incassa con un macabro sorriso:"In altri tempi saresti morta qui, sul colpo, ma così non fai altro che confermare le mie parole. Pensatela come volete, agite come meglio credete. Alla fine la mia previsione si rivelerà esatta. Siete anche peggio di Richards, lui almeno una dignità ancora la possiede".
Wasp abbandona la presa su Von Doom:"Vattene subito via di qui".
Il monarca di Latveria agita le sue mani, anche se in modo meno fluido di prima, e sparisce... per riapparire nel suo castello. Qui rischia subito di avere un mancamento e cadere, ma non cede: non vuole mostrare alcun segno di debolezza, in primo luogo a sé stesso. Si reca presso un armadio, a passi lenti e misurati, dove prende una nuova maschera per ricoprire il suo volto segnato. Per fortuna nessuno è presente nei dintorni in questo momento, diversamente avrebbe dovuto ucciderlo. Poi Von Doom si adagia sul suo trono: occorrerà un adeguato sonno misticamente indotto per recuperare le forze. Destino si compiace comunque per quella sua ultima stoccata: perchè alla fine la vittoria è sua, non è così?
"L' Ordine" mormora "L' Ordine". Poi scoppia in una fragorosa risata.
Contemporaneamente, al Palazzo dei Vendicatori, Wasp si volta ad osservare i suoi compagni di squadra: hanno tutti il volto chinato. Il silenzio che segue, e che si protrae per svariati minuti anche quando escono dalla Stanza del Combattimento Simulato, è più eloquente di mille parole.

CAPITOLO 2: THE NEW AVENGERS

New York, ambasciata symkariana. Alcuni giorni dopo.

Un maggiordomo porta a Silver Sable un imponente mazzo di rose bianche.
"Chi le ha portate?" chiede la mercenaria.
"Ce le ha consegnate un corriere" risponde il maggiordomo "C'è comunque allegata una busta".
Una volta congedato il servitore, Silver Sable adagia le rose su un divano, poi strappa la busta quasi freneticamente. Dentro c'è un bigliettino ed un foglio fittamente scritto. La donna lascia momentaneamente da parte quest'ultimo e legge il messaggio sul bigliettino. Una frase chiara e sintetica:"Sei sempre la migliore".
Poi Silver Sable prende il foglio tra le sue mani:"Ciao, Silver, spero tu non sia ancora troppo arrabbiata con me. Qui di seguito vi sono i dettagli di un' operazione che sono certo tu vorrai intraprendere: il cliente paga molto bene. E se vuoi fare quattro chiacchiere con me... sai dove trovarmi".
Silver rialza il volto:"Sei un bastardo, William Baker" dice con un sorriso "Un grande, adorabile bastardo".

Slorenia.

Non ha avuto paura: quell' essere era potentissimo e letale, ma lui non è arretrato di un passo di fronte a lui. Anzi, alla fine in un certo senso l' ha sovrastato. Per Yaphet Mausen è più che una vittoria personale, è un trionfo comune. Il primo passo di una lunga strada che tuttavia è felice di intraprendere.
Si è gettato a capofitto nella stesura del suo nuovo libro: si intitola FENICE. Perchè come l' essere mitologico, anche la Slorenia è risorta dalle proprie ceneri. Ne ha già scritto 25 pagine e non accenna minimamente a fermarsi. E poi, quando arriverà la sera, si recherà da Milla. Ha imparato molte nuove parole della sua lingua. Yaphet Mausen sente che sta per nascere qualcosa di importante.

Palazzo dei Vendicatori.

"Aaron, Jocasta" dichiara Tony Stark "Se non funziona neanche stavolta, non so più cosa inventarmi".
"Ti capiamo" afferma Machine Man "Ma siamo certi che stavolta andrà tutto bene".
"Non ci deludere Michael" dice l' intelligenza artificiale come se Deathlok potesse udirla. Da quando i Devianti hanno cancellato tutta la sua memoria, e forse qualcosa di più di questo, il corpo senza vita di Michael Collins non ha più dato segni di ripresa. E ormai da troppo tempo giace su questo asettico tavolo operatorio.
"D' accordo" dice infine Tony "Aiutami a collegare questo cavo, Aaron. Ecco, una regolazione qui e... incrociamo le dita".
L' ex industriale chiude il piccolo sportello posto all' altezza del petto su cui stava lavorando, poi le sue mani si recano dietro la testa di Deathlok e premono un tasto invisibile situato all' interno della sua pelle artificiale. Il tasto di avvio, di un nuovo avvio.
Il led di un occhio di Deathlok si illumina e subito dopo il cyborg compie alcuni movimenti meccanici con le sue mani. "Unità operativa Deathlok attivata e pronta a ricevere ordini" dichiara la voce del computer.
"Ce l' abbiamo fatta!" esclama Jocasta, che poi però nota i volti sconsolati di Tony e Machine Man "Come mai quelle facce torve?" chiede dunque.
"Non hai sentito?" ribatte X-51 "Non era la voce di Michael, bensì qualcosa di assolutamente impersonale. Continueremo ad andare avanti, ma in me cresce sempre più il timore di aver perduto Michael per sempre".
"E di aver ridato vita ad una macchina assassina" conclude Tony Stark.

New Orleans.

Proprio quello che ci voleva per Monica Rambeau dopo tante tensioni: una giornata insieme ad Anna Michaels, la donna con cui sta vivendo una relazione. Sono in un bar, a bere qualche drink: ridono, scherzano tra loro, si tengono la mano come una qualsiasi coppia di amanti. A parte un paio di persone, nessuno le nota in modo strano o particolare. Pagato il conto, Anna fa uno scatto improvviso e bacia Monica su una guancia, molto vicino alle labbra. Queste innocue effusioni mettono ancora in imbarazzo l' afroamericana, vorrebbe che per ora il rapporto intimo tra loro due rimanesse nella sfera privata.
Si gira ad osservare gli altri avventori, che tuttavia stanno continuando nelle loro attività, non hanno prestato alcuna attenzione a quanto accaduto. Monica si vergogna di sé stessa quando avverte di aver tirato un sospiro di sollievo per questo. Dunque prende la mano della sua compagna e dice:"Andiamo".
Le due donne sono appena uscite dal locale quando un avventore si alza dal suo posto e le insegue, era uno di quelli che le osservava. Una volta che è a portata di udito, le apostrofa come:"Brutte lesbiche".
Monica si volta, mentre Anna tenta di trascinarla via. "Andiamocene, non ne vale la pena" sussurra.
"Dannate lesbiche" continua l' uomo "Brucerete vive all' Inferno, tutte. Il Paradiso non vuole gentaccia come voi".
"Non vuole nemmeno gli imbecilli" ribatte Monica.
"Come mi hai chiamato, puttana?" si fa avanti l' uomo, ora a pochi centimetri da lei.
"Ha sentito benissimo, stronzo bigotto".
Irato più per il secondo termine (di cui non conosce il significato, dunque si immagina chissà cosa) che per il primo, l' uomo grida:"Ti faccio vedere io!".
Sferra un pugno, ma Monica lo blocca con facilità. Poi inizia a stringere, a stringere sempre più. Un urlo di dolore esce dalla bocca dell' assalitore:"L... Lasciami andare". In risposta, la donna preme ancora di più.
"Monica, ti prego" interviene Anna "Ti prego, non farlo".
L' eroina osserva i suoi occhi: sta per piangere e lei non vuole farla piangere. Così getta da parte l' uomo. "Ti chiedo scusa, Anna, andiamo" dice infine.
L' uomo, a terra dolorante, non manca però di far sentire ancora la sua voce:"Quella troia mi ha violentato! Arrestatela, è la giusta punizione per quelle come lei!". Ma nessuno accontenta la sua richiesta: si fa sempre così del resto con gente come lui, ogni parola cade nel vuoto più assoluto.
Le due donne camminano, in silenzio, per lungo tempo. Finché Monica non si ferma e prende Anna per le spalle dicendo:"Ho deciso, non voglio più nascondermi, non voglio darti altre delusioni. Ti presenterò ai miei genitori".
E sul volto di Anna Michaels compare un sorriso.

Slorenia.

"Ragazzi, che batosta ci ha dato quel tizio" afferma Carbone "Se non fosse stato per Wonder Man, saremmo tutti morti".
"E allora, Charlie?" interviene Scorpione d' Argento "Intendi arrenderti così?".
"No, certo che no. Solo che... il nostro gruppo è appena rinato, mi sa che dobbiamo ancora trovare una intesa perfetta".
"E la troveremo, Charlie, la troveremo" conclude Atlas*.

* Sui prossimi numeri di Avengers Icons, si spera

Palazzo dei Vendicatori.

"Allora, Sersi, cosa devo fare con te?" si interroga Leonard Samson "Io sto cercando in tutti i modi di venirti incontro, ma tu non mi tendi nemmeno una mano".
Il silenzio è l' unica risposta per lui. Allora Doc si rialza dal pavimento e si mette di fronte a Sersi: anche se lei non desidera incrociare il suo sguardo, vuole parlarle faccia a faccia. "Voglio parlarti un po' di me, finora non l' ho mai fatto. Prima di dedicarmi a te, ero stato assegnato ad una prigione di massima sicurezza. Si chiamava il Cubo, sicuramente ne hai sentito parlare. Era un luogo in cui la parola umanità era stata cancellata: certo, vi erano rinchiusi criminali spietati, che avevano fatto del male a tante persone, ma nessuno a questo mondo merita di essere trattato come una bestia. Io mi sono ribellato ed ho rischiato di pagare con la mia vita, sono anche stato in coma per un paio di settimane, ma a qualcosa è servito: il Cubo oggi non esiste più ed i principali responsabili della sua creazione sono stati incriminati. Vedi, Sersi, il fatto è che se vuoi cambiare questo mondo avrai inevitabilmente la tua parte di sofferenza, perchè c'è gente che questo cambiamento non lo vuole. Solo che però poi non ti serve a nulla interiorizzare tale sofferenza, poichè un giorno essa vorrà uscire, trovare una valvola di sfogo. Ed allora a pagarne le conseguenze saranno le persone a te più vicine e più care. Quelle persone che ti vogliono bene e che non vogliono vederti in questo stato. Devi farlo almeno per loro...".
"Tu non sai cosa ho passato io".
Ha parlato finalmente! Per un istante Samson rimane bloccato per lo stupore poi dice:"No, Sersi, invece lo so. Confidati con me, posso aiutarti ad uscirne".
Ma per quanti sforzi faccia lo psichiatra, non riesce più a ricatturare l' attenzione dell' eterna. Tuttavia non si dispera: è riuscito ad agganciarla, a farle compiere il primo passo per farla uscire dal suo stato: ed è ansioso di farle compiere i successivi.
Un successo, contro tutte le critiche rivoltegli.

Brooklyn.

"Allora, Machete, cosa mi dici?" esclama Capitan America "Tutto bene nella Brigata? Salutami Batroc quando lo vedi, vorrei tanto incontrarlo".
"Perchè devi sempre metterti in mezzo, Capitano?" ribatte il mercenario lanciando i suoi coltelli contro l' eroe.
"È una mia pessima abitudine, lo riconosco" afferma Jeff Mace parandoli col suo scudo o schivandoli "Ma quando vedo un commercio di armi illegali in atto..." compie un imponente balzo e con due violenti pugni mette ko Machete "... non rispondo di me".
Poco dopo, la polizia porta via il criminale e la sua banda. Cap sta per andarsene quando nota qualcosa in lontananza. O meglio, qualcuno. Ma sì, è proprio Steve Rogers, cosa ci fa qui? Il suo predecessore alza una mano e fa il segno dell' OK. Jeff sorride e gli risponde in egual maniera. Poi Steve rapidamente sgattaiola via.
"Ha visto qualcosa?" chiede un poliziotto a Cap.
"Il mio passato e il mio futuro" risponde Jeff "Il mio passato e il mio futuro".

Albany, ufficio del senatore Sam Wilson.

L' uomo di colore sta esaminando alcuni documenti insieme alla sua assistente Leila Taylor quando il telefono del suo ufficio squilla. Prontamente solleva la cornetta:"Sì, pronto?".
"Sam, da quanto tempo, figliolo!".
"Chi parla?".
"Come, non mi riconosci? Strano, considerato che in tutto questo tempo hai fatto delle indagini su di me".
Il respiro di Sam si blocca per un attimo:"Arthur Ryker?".
"Proprio io, figliolo. Senti, io ti perdono in nome dell' amicizia che mi legava a tuo padre, ma sappi che non accetto intrusioni nella mia vita privata".
"Non era mia intenzione mancarti di rispetto. Solo che sarai certamente a conoscenza delle mie ultime vicissitudini e, sai com'è, mi si stanno aprendo nuove prospettive e gli squali si annidano ad ogni angolo. Magari una persona intelligente e che ne ha viste tante come te potrebbe darmi preziosi consigli".
All' altro capo del filo vi sono dei lunghi istanti di silenzio, poi:"Ho sempre pensato che sei un ragazzo premuroso, Sam. D' accordo, puoi venirmi a trovare. Ma ti avverto, in questo periodo sto conducendo un particolare progetto militare, dunque puoi ben immaginare le questioni di segretezza: l' ultimo tratto lo farai bendato".
"Ok, non c'è problema".
"È una possibilità unica quella che ti do, Sam. Non tradire la mia fiducia. Riceverai presto altre mie comunicazioni". Poi la comunicazione viene interrotta.
"Gran bel dilemma, eh?" interviene Leila Taylor, che ha compreso cosa è accaduto.
"Già" conferma Sam "Proprio un gran bel dilemma".

Esterno del Palazzo dei Vendicatori.

Un uomo osserva attentamente l' edificio: non lo rivedrà per un po' di tempo e sotto sotto gli dispiace. Non credeva si sarebbe affezionato tanto, non è da lui... o quasi.
Ad un tratto avverte qualcuno vicino a sé, una minuscola presenza che subito si ingrandisce. "Henry!" esclama Wasp "Che piacere rivederti".
"È un piacere reciproco... Janet".
"Allora ci hai ripensato? Vuoi tornare da noi?".
L' agente governativo scuote la testa:"No, ora ho un impegno più importante da portare avanti. Una famiglia".
"Oh, ma è stupendo! Sono felice per te".
Gyrich tende la mano:"Volevo complimentarmi con voi per quello che avete fatto: capisco il vostro silenzio nei miei confronti e dunque spero voi comprendiate il mio risentimento. I miei più sinceri auguri per il vostro futuro".
Jan gliela stringe:"Grazie, significa molto per noi".
Poi Gyrich si allontana, ma prima ha un' ultima cosa da dire:"Ah, ho fatto il nome di un mio eventuale successore ed incredibilmente si sono trovati d' accordo con me".
"Chi sarebbe?" chiede Wasp.
Lui sorride, evento quanto mai raro:"Beh, se ve lo dicessi vi toglierei la sorpresa".

Casa Bianca. Ufficio di Alden Rusk.

Consigliere Speciale del Presidente per gli affari Superumani. Ha lavorato molto per arrivare a questa posizione, ma alla fine ce l' ha fatta, era proprio quello che voleva. Da qui potrà andare avanti coi suoi scopi: perchè Alden Rusk è un uomo di potere e, come tutti gli uomini di potere, detiene dei segreti. Nel suo mirino soprattutto i Vendicatori, sì, loro saranno i primi...
In quel momento la porta si apre violentemente e va a sbattere contro la sua faccia.
"Signor Rusk!" entra un tizio dall' aspetto giovanile con lo skate in mano "Non immaginerà mai qual è il mio nuovo incarico!".
"Ross! Bruddo... Mi hai roddo il naso!".
"Mi sono sempre chiesto come mai in questi casi l' unica lettere dell' alfabeto a rimanere colpita sia la T. Cos'hanno la B o la F di diverso ad esempio?".
"Fuori!".
E questo dovrebbe essere il suo uomo migliore sul campo? Oh beh, c'è sempre il figlio di Sikorsky...

Africa.

Un lampo blu si ferma improvvisamente davanti all' inumana Crystal. "Amore mio, sono tornato".
"Pietro! Com'è andata la tua missione in Liberia?".
"Liscia come l' olio: i soliti guerriglieri civili che volevano depredare le scorte di cibo e medicinali per la gente povera. Ma ora lascia che coccoli questa bella bambina". E così dicendo Quicksilver prende in braccio sua figlia Luna.
Ma c'è qualcosa che non sfugge alla sua compagna. "Sei pensieroso, vedo".
Lui annuisce:"Sì. Mi manca mia sorella, mi manca addirittura Occhio di Falco. Mi mancano i Vendicatori... non ne ho mai abbastanza".
"Senza contare che coi loro mezzi, i Vendicatori potrebbero aiutarci a capire la vera portata dei poteri di Luna" continua Crystal, che condivide le stesse sensazioni. "E a scoprire cosa sia accaduto alla mia famiglia. Inizio ad essere seriamente preoccupata".
Vi è qualche secondo di silenzio, poi Quicksilver dice:"Allora andiamo!".
"Sì, direi che abbiamo atteso anche troppo" annuisce l' Inumana.

St. Mary Hospital.

"Diane? Diane, tesoro, svegliati".
Lentamente la donna riapre gli occhi:"Oh, Walter, mi sento uno straccio".
"Tranquilla" la conforta suo marito "I dottori dicono che ti riprenderai presto". Poi Walter Newell si siede sul letto e le prende la mano:"Sai, ho riflettuto molto in questi giorni, dopo il mio scontro con lo Squalo Tigre, e sono giunto alla conclusione che la vita da supereroe non fa per me: troppi rischi ed inoltre metto in pericolo le persone che amo. Continuerò comunque a collaborare coi Vendicatori, ma chiederò loro di limitare il mio apporto al campo scientifico: ritengo che anche questo sia fondamentale".
"Sei sicuro di questa tua decisione?" gli chiede Diane Arliss "Hai fatto molto come Stingray".
"Ne sono sicurissimo. Anche perchè... voglio che il nostro rapporto si evolva, aumenti... di un' unità per così dire".
"Oh, Walter, un figlio? Lo vuoi davvero?".
"Sì, mi sento pronto. Se anche tu sei d' accordo, ovviamente".
Diane lo abbraccia:"Chiaro che lo sono".

Manhattan.

"Sì!" esclama Hank Pym "Finalmente ho trovato l' equazione giusta per completare la mia formula. Grazie ad essa potrò risolvere la teoria di...".
Una immagine olografica compare in quel momento davanti a lui. "Hank, ho bisogno di te".
"Visione? Hai un bel concetto di privacy, a quanto pare. Comunque non credo mi interessi, voglio prendermi un periodo di pausa da queste contorte vicende supereroistiche e tornare ad occuparmi di ciò che più mi piace".
"Ma infatti io non ho bisogno dell' eroe Giant-Man, ma dello scienziato Hank Pym".
"Tu... hai bisogno? Credevo che i Vendicatori...".
"I Vendicatori stanno per cambiare e tu ne sei la chiave".
"Addirittura. Non so, forse Jan non gradirebbe...".
"Ti aspettiamo tutti da tempo... ragazzone".
"Ah beh, Visione, quando mi chiami col mio nomignolo sfondi una porta aperta. D' accordo, accetto la tua proposta, verrò al più presto".
"Grazie". E senza aggiungere altro, Visione svanisce, lasciando un Hank pensieroso. "I Vendicatori che cambiano... ancora. Cosa ha in mente quel sintezoide?".

New Jersey.

Susan Feaver ha visto i notiziari alla televisione, dicevano che quel tiranno era stato sconfitto da Wonder Man. Ma sono passati diversi giorni ormai e Simon non si è più fatto sentire. Susan si è già rassegnata quando da lonrano nota una scia familiare. Sì, è proprio lui!
Wonder Man atterra nel suo giardino e le si avvicina:"Ciao, Susan, scusa il ritardo ma mi sono dovuto sottoporre ad infiniti esami". E così dicendo abbandona la sua aura ionica.
"Ma... puoi tornare normale ora!" esclama Susan.
"Già, è per questo che mi hanno voluto ispezionare in lungo e in largo. Per usare le immortali parole di She-Hulk, mi hanno esplorato in posti che nemmeno sapevo di avere. Volevano accertarsi che non impazzissi di nuovo ed in effetti non avevano tutti i torti. In ogni caso, sono venuto qui per ringraziarti, Susan".
"Ringraziarmi?".
"Mi hai aperto gli occhi, mi hai dato una lezione importante: che non bisogna mai abbandonare i propri sogni, anche quando le cose si fanno difficili. Ebbene, io ho un sogno, riprendermi la mia azienda, ed intendo portarlo avanti ad ogni costo".
"Ma è magnifico!". Susan dice il vero: la felicità di Simon è anche la sua.
"E voglio che tu mi faccia una promessa: che mi aiuterai a realizzarlo".
"Cosa?".
"Sei una ragazza intelligente, sono sicuro che puoi renderti utile in mille modi. Ovviamente, se non lo desideri...".
Stare continuamente al fianco del suo idolo Simon Williams? Non potrebbe desiderare altro. "Accetto" dice cercando di non far trasparire la sua emozione.
"Allora mi terrò in stretto contatto con te" afferma Wonder Man "Beh, sanciamo il nostro accordo con una bella stretta di mano".
La presa di Simon è poderosa, ma anche Susan non scherza.

Slorenia.

È un gran momento per Joy Mercado: ha tre articoli bomba in mano, ognuno capace di farle vincere svariati premi. L' intervista a Visione; l' attacco di Drakan Djorjevic; la storia di Yaphet Mausen. Sicuramente verrà dato ampio risalto al secondo... e forse è questo il problema. Se il racconto dello scrittore asiatico venisse relegato in seconda, terza o ultima pagina, in pochi lo noterebbero e non avrebbe il giusto impatto. No, quell' uomo ha già sofferto troppo ed inoltre Joy è convinta di poter trarre da questa storia un grande articolo.
È deciso, dunque: pretenderà da Jameson che il suo articolo compaia in prima pagina, a costo di doversi dimettere.

Palazzo dei Vendicatori.

Non riesce a crederci ancora, Wanda Maximoff è incredula di fronte a ciò che ha compiuto. Ha annullato tutte le magie del Dr. Destino, si è dimostrata più potente di lui. Però... non è stata lei fino in fondo, è stato il suo bambino. Non è ancora nato e già ha fatto sfoggio di un tremendo potere, cosa accadrà quando verrà al mondo? Secondo le parole di Strange, sarà un essere il cui potere molti ambiranno, già la sua vita è segnata. Scarlet si porta le mani al volto: non è giusto che vada così, proteggerà suo figlio con tutte le sue forze. È la cosa più importante che ha, nessuno gliela porterà via.

Soho.

Marcy Steele osserva suo figlio mentre si diverte con alcuni videogames. Un breve momento di gioia in un' esistenza sempre più tormentata. Dopo la sua breve visita, Thunderstrike non si è più fatto vedere: tempo che le è servito per riflettere su ciò che le ha detto. Non è il suo ex marito Eric, solo una pallida copia: è inutile che provi ad inseguire un amore ormai morto e spera che anche Kevin riesca a farsene presto una ragione. Per il bene di tutti loro.
Dall' esterno, non visto, Bloodaxe la osserva: non permetterà che qualcuno faccia del male a questa famiglia, ma non è la sola di cui si deve occupare. Ci sono altre persone malvagie, altre persone che devono essere punite.

Lemuria.

"Il procedimento è iniziato" dichiara Phastos.
"È stata Yrdisis la prima a presentarsi come volontaria, vero?" chiede Ikaris.
"Esatto" conferma Kro "Per amore del vostro Khoryphos farebbe qualsiasi cosa".
"Ora, come si suol dire, bisogna solo aspettare".
"Già. E sarà una lunga attesa in ogni caso: ma se potrà far sì che i Devianti tornino a procreare, a perpetuare la specie, allora ne sarà valsa la pena".

Spazio.

"La Terra non è un obiettivo facile" dice En Dwi Gast "Non lo è mai stato, persino Galactus ha fallito".
"Galan, sì" mormora l' essere plagiatore "Ma lui si è sempre affidato a persone inaffidabili. Io invece non posso fallire, non quando ho al mio fianco sette Antichi dell' Universo!".
"E l' attacco a quella donna dalla pelle dorata?".
"L' inizio... di una grande opera di ricostruzione".
Ord Zyonyz (il Giardiniere); Kamo Tharnn (il Possessore); Maht Pacle (il Cancellatore); Tryco Slatterus (il Campione); Arvell Miknazethret (il Corridore); Tath Ki (il Contemplatore); En Dwi Gast (il Gran Maestro).
"Ed è solo l' inizio" afferma l' essere plagiatore.

CAPITOLO 3: OUT OF ORDER

Palazzo dei Vendicatori.

Wasp è nella Stanza del Combattimento Simulato, ad osservare il luogo dove si è svolta la battaglia contro il Dr. Destino. Il luogo che le ha lasciato un gran vuoto dentro. Ad un tratto avverte una presenza dietro di sé: si volta e si trova di fronte Visione.
"Oh, sei tornato" dice la donna.
"Mi è stato riferito cosa è accaduto" si limita a dire il sintezoide.
"Decisamente non una grande giornata" commenta Janet.
Visione incrocia le braccia al petto, poi dice:"E questo è l' atto finale. Doveva giungere prima o poi".
"L' atto finale di cosa?".
Viz la osserva dritto in faccia:"Non mi sono mai fidato di questa nostra nuova impostazione. Di questo... Ordine".
"Tu non... mai fidato...".
"Gli intenti potevano essere buoni, ma gli obiettivi generici. Distruggere tutte le armi? Bisognerebbe includere me, Machine Man e molti altri".
"Ma sai bene che...".
"Io lo so, tu lo sai. Ma lo sanno anche tutti gli altri, tutti quelli che verranno? No, come gruppo non possiamo permetterci simili rischi".
"Però non puoi ignorare il resto" ribatte Wasp.
"E non intendo farlo: anzi, è ad esso che a mio parere bisogna guardare per ripartire. Ripartire, sì. Abbiamo portato la pace a Olympia, a Lemuria, in Slokovia e in Slorenia. Dobbiamo continuare su questa strada, dobbiamo diventare una vera e propria forza di pace".
"Ma lo siamo già".
"Allora possiamo migliorare".
Wasp volge il capo dall' altra parte, poi chiede:"Visione, da quando stai meditando una simile manovra?".
"Sin da quando sono rientrato nel gruppo. All' inizio ho aderito ai vostri nuovi metodi, per valutarli e metterli a confronto coi miei. E sono giunto alla conclusione che i miei sono quelli più giusti da perseguire: per questo sono sempre restato in disparte nelle ultime missioni, aspettavo il momento più adatto. E questo momento è arrivato".
"E la Slorenia?".
"Il primo mattone di una grande opera che dovremo costruire. Insieme, cambiando. Credo molto in essa ed ho molte proposte di cui vorrei discutere con te".
"Va bene, allora andiamo nella sala...".
Visione la blocca prendendola per un braccio:"Ma prima mi devi dimostrare di essere pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
Jan sorride stentatamente:"Dai, Viz, non è divertente".
"Dimostrami di essere pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Dimostrare? Non ti devo dimostrare un bel niente!" sbotta lei.
"Allora non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Lasciami!" strattona Jan.
"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
Wasp riesce a liberarsi ed inizia a dirigersi verso l' uscita, ma Visione le sbarra la strada:"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Fatti da parte!".
Il sintezoide la afferra nuovamente per un braccio:"Sai, da quando ho una mia personalità vedo il mondo con occhi diversi. Ed anche le persone. E ti capisco: tu coltivi una grande rabbia dentro di te. È nata con ogni probabilità in seguito ai problemi avuti col tuo ex marito ed è cresciuta col tempo, trovando il suo apice nella recente crisi su Olympia. Lì hai perso la tua innocenza, ma non significa che tu debba per questo corrompere te e coloro che stanno accanto a te".
"Non ti permetto di psicanalizzarmi".
"Ma questa rabbia ha trovato il suo sfogo nei modi sbagliati" continua imperterrito Visione "Devi liberartene. Fallo ora, subito".
"Lasciami stare!". Jan riesce ancora una volta a liberarsi.
"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Fammi passare!".
"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Fatti da parte!". E Wasp lancia numerosi raggi di vespa contro il sintezoide, il quale rende il suo corpo duro come il diamante, riuscendo ad incassarli, seppur con fatica.
"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
Jan abbandona i raggi di vespa e si scaglia contro Visione, colpendolo a mani nude al petto. Fortunatamente il sintezoide ha già abbandonato la sua resistente densità, altrimenti la donna si sarebbe già rotta le mani.
"Basta! Basta! Basta!" grida lei.
"Non sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
"Bas... B...". Poi Jan si accascia, si porta le mani al volto ed inizia a piangere. Silenziosamente ma dolorosamente. Viz la lascia così per circa un minuto, poi si inginocchia e le poggia una mano sulla spalla. "Io non credo di poter più sopportare questa tensione" dice la donna tra i singhiozzi "Sto pensando di abbandonare tutto".
"No, non devi farlo" la esorta Visione "Hai avuto una giusta intuizione, bisogna solo apportarvi alcune correzioni. Insieme possiamo farcela".
"I... Insieme?".
Poi Visione prende il mento di Jan tra le sue dita e le si avvicina, fino a che le loro labbra si toccano. Il bacio dura alcuni secondi, al termine dei quali Wasp si divincola, seppur non in modo frenetico.
"Cosa... Cosa significa questo?" chiede Jan.
"La mia nuova personalità ti trova affascinante" risponde Viz "E vuole stare accanto a te".
"Insomma... ti sei innamorato di me?".
Il sintezoide annuisce, provocando un lieve rossore sulle guance di Janet Van Dyne, evento per lei decisamente raro. "Io... non so cosa dire".
"So che è una rivelazione che ti ha colto di sorpresa, ma ti chiedo solo di pensarci. Vediamo se possiamo riuscire come coppia prima di dire che è impossibile. Proviamoci".
"Provarci?". Wasp si rialza e ripensa a come Visione le sia stato vicino in questi ultimi, difficili tempi. Vicino soprattutto moralmente. È la persona che ha più cara al mondo, sì, la persona. "Provarci, sì. Sono pronta".
Visione le prende le mani:"Sì, ora sei pronta ad essere la leader dei Vendicatori".
Jan sorride:"Sono riuscita a convincerti, dunque. Ma secondo te, dalle ceneri dell' Ordine cosa nascerà?".
"Chissà" ribatte Visione "Magari un... Nuovo Ordine!".
Per portare pace, ovunque sarai.
PACE.

FINE

Dedicato a Stan Lee, Jack Kirby, Don Heck, Roy Thomas, John Buscema, Tom Palmer Sal Buscema, Gene Colan, Barry Windsor-Smith, Neal Adams, Steve Englehart, George Tuska, George Perez, Gerry Conway, Jim Shooter, John Byrne, David Michelinie, Roger Stern, Al Milgrom, Walter Simonson, Bob Harras, Steve Epting, Kurt Busiek e Mark Gruenwald

I VENDICATORI PRESENTANO:
V

GIANT-MAN in:
MICROMEGA
di NICK THOMPSON

Janet Van Dyne sta vivendo l’ esperienza più bella della sua vita. Un uomo la stringe, appassionato. Finalmente! È l' uomo che ama, e che l'ha sempre amata. Lei lo rispetta e lo ammira per ciò che è. Lui ricambia. Ciò che stanno per fare è il giusto, dovuto coronamento di una sana storia d’ amore. E di passione. Lei è Janet Van Dyne, ereditiera e metaumana, due Elite differenti che la classificano allo stesso modo. Lui non è Hank Pym.
"Tonnyyymmh".
"Jan? Jan? EHI!".
L’ uomo che invece le ha appena rovinato il suo sogno erotico ricorrente preferito, invece, sì!

"L' ombra gigantesca di una creatura semidimenticata interrompe Henry Pym, a.k.a Ant-man I, a.k.a Giant-Man, a.k.a. Golia (se aggiungessi bianco sarebbe solo inutile o anche razzista?), a.k.a. Calabrone (non Verde, bensì Yellowjacket, e in questo caso è il diritto d' autore a volerlo…), a.k.a. il fallito che, in un momento di estremo pericolo, spaesato e confuso, si mette pensare ad un racconto satirico apparso su un "sotto Playboy” che sfotticchiava le sue disavventure matrimoniali. Ah, stiamo parlando dello stesso testa d' uovo (per carità, non mettiamoci a rivangare anche sulle sue fu arcinemesi…) che, grazie al suo tuorlo grigiastro, è in grado di fuggire alla morte per schiacciamento, risolvere una biquadratica a mente e fare un monologo in terza persona mentre cerca un nuovo posto sicuro, magari sotto il "divano”, per riparare il suo nuovo "Pym-Beam”. Cioè IO (a proposito, il risultato è x1=-2, x2=+2, x3=-2i, x4=+2i). Forza, Henry, pensa bene. E vola bene. Veloce e preciso. Pensa a come faceva Jerry a buggerare Tom, in tutti quei Saturday Morning Cartoons che ti sei sorbito da piccolo. No, lui non volava. Meglio Titti, allora. Forza, devo farcela, ancora uno sforzo, e a Silvestro roderà il… SÌ! Salvo! Sono salvo". RASP, RASP, RASP (rumore di zampe che si allungano e artigliano per raggiungere la piccola preda umana). "Per ora…".

Interludio:"Come siamo arrivati a questo?”
THE DAY BEFORE

Paesaggio invernale. Pista nera di una qualche istallazione sciistica? Due figure scendono velocemente, memori delle tante Aspen, Cortina e Saint Moritz della loro vita, inguantate in costumi alle molecole instabili molto più caldi delle interiora di qualunque animale, e molto meno fetide e imbarazzanti ecologisticamente.
Hank: "Te lo avevo detto, che sarebbe stato divertente!".
Jan: "Non avevo dubbi!".
I due ex-coniugi si fermano in uno spiazzo. Lei, elegantemente. Lui, più goffo, cade su un piccolo ammasso non proprio bianco. Lei ride. Lui le tira raffiche di sfere gelate, fino a che lei non grida basta. Ridono tutti e due.
Hank: "E quando eravamo sposati, ti lamentavi perché non ti portavo mai da nessuna parte! Quanto è forte questa gita?".
Jan: "Batte gran parte di quanto abbiamo fatto assieme. E a proposito di battute, batte sicuramente essere battuti dal proprio marito…".
C’è un momento di silenzio tra i due. Gli sguardi si abbassano, poi si incrociano nuovamente. Hank: "Non sapevo ti piacessero i giochi di parole…".
Jan: "Perché credi mi sia chiamata Wasp?".
Entrambi ridono, sollevati.
Jan: "Mi hai portato qui per quale motivo, Hank? Stringere di nuovo i rapporti, ri-provarci?".
Hank: "No, no. Ho 3 P.h.D. Capisco quando è finita. Volevo solo, DA AMICO, portarti in un posto piacevole. Sì, anche scusarmi per gli anni da marito noioso. Per quelli da marito indecente, invece, so che non c’è modo di fare ammenda".
Jan: "Piantala, Hank. Riesco a scherzarci, ormai. L' ho superato. Ma, comunque, grazie. Grazie per il break. Ultimamente, con le mie responsabilità nei Vendicatori...".
Hank: "Non dirmi di più! È uno dei motivi principali. Lo so che la pressione deve essere terribile. Quindi rilassati, Scia, fai pupazzi di neve. Tieni".
Lui si avvicina. Raccoglie una manciata pulitissima e fredda. Gliela offre. Lei la assaggia. Hank: "Buona, eh? E nota, nessuna battuta a sfondo sessuale uscirà dalla mia bocca se continui a leccare…".
Jan: "Scemo! Hank Pym, uno scienziato come te!".
Hank: "Anche Dulbecco ha visto Gola Profonda! Credimi, lo so per certo. È andato col padre di Reed. Me lo ha detto lui".
Dopo altre facezie, i due scendono ancora con gli sci, e si fermano di nuovo Hank: "Jan, non ho proprio combinato molto, eh?".
Jan: "In che senso? Sì, a letto non eri...".
Hank: "No, basta scherzare. Intendo come uomo, come scienziato, come Supereroe".
Jan: "Come Supereroe: hai sconfitto i Signori del male da solo. Come scienziato: hai scoperto le particelle Pym. Come uomo: hai superato svariati esaurimenti nervosi. Ti basta? Diavolo, Hank, ci risiamo con la tua autostima?".
Hank: "Sì, ma ti sei scordata che, come Supereroe: mi sono rivoltato contro i miei compagni Vendicatori. Come scienziato: ho creato Ultron. E, peggio di tutte, come uomo ti ho quasi rovinato la vita".
Jan: "Te lo ripeto per l’ ultima volta, Hank: perdonati. Io ti ho perdonato. E con questo il capitolo dell’ uomo è chiuso. CHIUSO. Quanto al resto, ti posso dire una cosa, Hank: se non sei contento di quello che hai fatto, è il momento di tentare ancora. Con i Vendicatori, se vuoi, o da solo. Purché tu non continui a piangerti addosso. FAI. Ed ora devo proprio andarmene Hank. La Communicard. E in più, si sta sciogliendo tutto".
Lei fa uscire le sue piccole ali da insetto dopo essersi tolta gli sci. Vola via, lasciando lui a rimuginare un po', prima di andarsene.

"Cameriere! C’è una Vespa nel mio gelato!". L’ ululato della signora del tavolo 7, in un bistrot Newyorchese, rende noto al cameriere che gli ex-signori Pym saranno da aggiungere alle coppie famose che hanno frequentato il Café Heck.

Fine dell' interludio

RASP, RASP, RASP. "Hank Pym, devi farcela! Prima o poi riuscirà ad escogitare qualcosa per prendermi. Ed io non posso venire divorato qui, adesso. Proprio ora che mi ero rimesso in gioco. No, la fine del topo proprio no".
Due occhi brillano nell' oscurità, unici insieme alle luci che provengono dall' elmo dello scienziato, e che ne rivelano esistenza e posizione.
"Ops, a quanto sembra anche la parte del topo è prenotata. E in effetti io ero l' uomo formica, che nella catena alimentare…".
La creatura si getta contro l' intruso, che può solo esclamare:"Speriamo che il raggio funzioni. Altrimenti, addio, Mesoverso".

Isola dei Mostri, arcipelago delle Curilii.

"Beh, non è andata proprio come prevedevo, ma almeno non ho distrutto il pianeta".
A parlare è un Hank Pym più sollevato, dall' alto dei suoi 120 piani. Oggi ha conquistato due vittorie: è riuscito a proiettarsi nel Macroverso, e nel farlo non ha ucciso sé stesso e neppure alterato la gravitazione del sistema solare, non crescendo abbastanza e diventando un corpo celeste in più. E, cosa più importante, è riuscito ad uscirne vivo.
Certo, molti rimangono gli interrogativi: come è possibile che le Particelle Pym siano state sufficienti per farlo crescere così? Dove hanno preso abbastanza massa per fargli superare i confini del nostro universo(ora noto come il Mesoverso…)? Perché vedeva e respirava normalmente, là (avrà a che vedere con il Principio antropico forte”, si chiede)? E ad essi cercherà di dare risposta. Certo, questo laboratorio portatile (ah, le particelle Pym…) approntato all' Isola dei Mostri per la sicurezza (credete, se lasciati in pace, soprattutto dall' Uomo Talpa, i mostri sono docilissimi…) e la solitudine necessaria è andato. E levarsi dalla suola i resti di Taboo sarà piuttosto complesso. Tuttavia, Henry è felice. Crede di nuovo nelle sue possibilità.
"Crepa d’Invidia, Fred McMurray!" riesce a dire, ancora una volta con la testa tra le nuvole.

Epilogo. Il Macroverso.

I "padroni di casa" sono furenti col loro "gatto". È da quando lo hanno trovato che non fa che dare problemi. Ma stavolta ha superato ogni limite! Lo puniranno, per aver ridotto così il "divano". Sì, una bella "castrazione" dovrebbe calmarne i bollori. E a nulla valgono le rimostranze della creatura, conscia che l' essere umano poteva riportarlo nel suo universo, così come altri umani lo avevano da esso scacciato. Povero, povero Gormuu!

HULK
di MR. T

Un appartamento residenziale in Svizzera, presso il CERN, il laboratorio di fisica delle particelle più grande del mondo.
Bruce Banner è a letto; un letto a due piazze. Girato su un fianco, all’ estremo del materasso, occupa solo una piccola parte della depressione lasciata da una forma familiare ben più grossa. Indossa solo un paio di mutande. Per terra, buttati a terra con non troppa cura, un elegante vestito italiano color antracite, taglia extralarge.

Mente e corpo non sono separati.

La sveglia suona le 7.00 del mattino. Banner si alza, sembra riposato; non si cura affatto del letto, ma raccoglie i vestiti e li posa su una poltrona di pelle ai piedi del letto.

Ho imparato a guardare ad essi come osservo i sistemi fisici.
È una questione di forze, di equilibri.

Banner esce dalla stanza e si ferma in salotto. Accende la televisione quando le passa accanto. Fa zapping disinteressato col telecomando e si ferma sulle news dagli esteri della CNN.

L' uomo è in equilibrio dinamico con se stesso e l'ambiente, così come l'  universo è coerente in virtù dell'  equilibrio degli elementi e delle forze che lo costituiscono.

Bruce alza il volume, poi si reca in bagno; lascia la porta aperta ed entra nel box doccia.

Hulk nasce dalla rabbia.
La mia rabbia inespressa.

Ted Pierce, inviato a Bangkok, racconta gli ultimi incredibili eventi: i vertici di una rete internazionale di pedofili è stata letteralmente spazzata via da un misterioso individuo dall’ aspetto ributtante e dalla presenza terrorizzante.

Lotta e difende nel suo modo distorto il piccolo Bruce che subisce gli altri.
Il piccolo Bruce abusato, inadeguato, abbandonato, vulnerabile, disprezzato e criticato.

A detta dei pochi testimoni oculari, continua Ted, un mostro alto due metri nero come la morte, avrebbe ridotto in macerie alcune delle residenze di noti malavitosi e di insospettabili esponenti politici. Ciò che è certo è che alcuni di essi sono stati barbaramente mutilati, sembra mangiati vivi.

Il suo odio per me è in realtà un sentimento ambivalente.
Non può fare a meno di me, perché io non posso fare a meno di lui.

C’è un filmato, presumibilmente girato dal mostro, in cui uno di questi cadaveri “parla” a nome del suo assassino, sollecitando i turisti che si trovassero in vacanza a pensarci due volte prima di approcciare sessualmente un altro bambino.

Lui è me e io sono lui.
A volte penso che lo sappia, ma non voglia ammetterlo.
Lascia a me questa confessione e sento il suo odio verso sé/me, ma allo stesso tempo avverto il suo orgoglio, il suo piacere quando mi rendo conto che lui è qui per proteggermi, perché io non ne ho mai avuto il coraggio.

L’ opinione pubblica è shockata, conclude Pierce, le autorità sconcertate, sembrano per ora brancolare nel buio; i bambini sono silenziosi e hanno in volto un sorriso di compiacenza malcelato.

Hulk esiste per dare voce ad un parte di me che trova nella trasgressione l' espressione di un' identità desiderata, ma in fondo temuta.

Segue una pubblicità.
Bruce esce dalla doccia, prende il telecomando, spegne la TV e torna in camera, a vestirsi per andare al lavoro.

E ora, abbiamo trovato un nuovo equilibrio.
Io faccio quello che ho sempre amato e lui, beh…
lotta contro i prepotenti e difende i deboli, incarnando la loro rabbia, a modo suo.

Sulla parete opposta a quella d’ ingresso del bagno, c’è una bacheca, al suo interno una cornice custodisce diversi ritagli di giornale appiccicati con delle puntine ad un pannello di sughero: tutti i ritagli parlano di misteriosi attacchi a malavitosi e uomini intoccabili, di smantellamenti di cartelli di narcotrafficanti, di annientamenti di eserciti di regimi mediorientali e di rese di terroristi internazionali che il governo spiega lacunosamente. Ma ci sono anche notizie meno enfatizzate, come casi domestici di aggressori che confessano terrorizzati e due ritagli con protagonista Bruce Banner. Uno, in particolare, riporta la premiazione presso il CERN del dottor Bruce Banner, per l’ innovazione significativa rappresentata dal nuovo acceleratore di particelle per la ricerca e lo sviluppo della terapia oncologica che lo scienziato ha realizzato alcuni mesi prima. Banner è stato fotografato in un momento di grande gioia, ma non tutti sono partecipi della sua emozione; in un angolo, se si fa attenzione, si scorge un collega tutt’altro che sereno: il suo sguardo fisso su Bruce è truce, sarà a causa del dolore che il braccio e il busto ingessati gli procurano? Ma la cosa più strana, che stona con l’ idilliaca e piacevole rappresentazione, è quella scritta verde sul ritaglio di giornale, l’ unica in tutta la bacheca, fatta con un pennarello e che finisce sul pannello di sughero:"Ti ho parato il culo un’ altra volta, Banner!".
Quando esce di casa e chiude dietro di sé la porta d’ ingresso, Bruce non si volta a guardarla. Non gli serve.

A modo suo, ogni equilibrio richiede un prezzo da pagare.

IRON MAN in:
QUALCOSA CHE VALE
di CARLO MONNI

Palazzo dei Vendicatori.

Il suo nome è Anthony Edward Stark e questa, un tempo, era casa sua, la casa di città della sua famiglia, per essere esatti. Sono passati anni da quando ha deciso di metterla a disposizione dei Vendicatori, il gruppo di cui lui stesso è uno dei fondatori. Già, perché Tony Stark non è solo un industriale, un milionario, un playboy, un ex alcolizzato, è anche, ma non sono in molti a saperlo, il supereroe in armatura chiamato Iron Man ed è in quest’ultima veste che percorre i corridoi del palazzo. I suoi occhi si soffermano su una foto che ritrae il primo, ormai leggendario, nucleo dei Vendicatori. Cinque eroi tutti alle prime armi, animati da un grande entusiasmo e da buone intenzioni. Le buone intenzioni sono rimaste, ma che ne è stato dell’ entusiasmo?
Che razza di domande da farsi. Iron Man entra nella cucina vuota, apre il frigorifero e ne estrae una bottiglietta d’ acqua minerale. In un angolo vede una bottiglia di vino. Non è passato molto tempo da quando avrebbe bevuto un bicchiere del liquido in quella bottiglia… e un altro… e un altro ancora. Quei giorni sono finiti, grazie a Dio, ma la tentazione rimane, per fortuna c’è ancora la forza di volontà. Tony versa l’ acqua in un bicchiere, poi solleva la visiera dell’ elmetto. Iron Man è forse una delle sue migliori realizzazioni ed anche ora che divide con altri il ruolo ed i doveri ad esso inerenti, deve ammettere che indossare l’ armatura gli dà sempre un brivido particolare. Un’ altra cosa di cui va fiero è l’ aver fondato i Vendicatori. Hanno avuto i loro problemi, le loro crisi, hanno a volte fatto scelte sbagliate, ma non hanno mai smesso di lavorare per il bene della gente comune e questo è molto importante, no?
Un lieve tossicchiare alle sue spalle lo avverte di un presenza nella stanza. Come immaginava, è Jarvis, il fedele maggiordomo dei Vendicatori e, prima ancora, della famiglia Stark, uno dei privilegiati che conoscono il segreto di Iron Man.
"È un piacere rivederla signore" dice "Sono felice di vedere che sta bene".
"Grazie Jarvis, in effetti dopo l’ intervento del Dottor Santini mi sento rimesso a nuovo ed era ora".
"Se mi è permesso dirlo signore, lei aveva… ehm… sottoposto il suo fisico a troppi strapazzi per troppo tempo".
"Hai ragione Jarvis. Vorrei provare a cambiare, se non altro perché adesso ho una famiglia, dei figli, a cui pensare, nuove responsabilità a cui non posso e non voglio sottrarmi. Non so se ne sarò capace, però".
"Ci proverà ed è questo che conta. Io credo che suo padre e sua madre avrebbero di che essere orgogliosi di lei".
"Dici? Francamente non so se esserne tanto sicuro...".
Il discorso viene improvvisamente interrotto dal notiziario TV:"Ultima ora: il crollo di un edificio nel Lower East Side ha lasciato intrappolate sotto le macerie non meno di dieci persone. I soccorsi stanno arrivando, ma ci si chiede quanto ci vorrà per liberare le persone intrappolate tra cu sembra ci siano dei bambini. Ma ora sentiamo il nostro inviato sul posto".
Tony riabbassa la visiera. "Jarvis, pare che ci sia del lavoro per me".
"Non perda tempo, Padron Tony, avviserò io gli altri".
"Sei davvero prezioso Jarvis".
Iron Man ha appena finito la frase che già è in volo verso il suo obiettivo. Per quante domande si faccia su sé stesso, non si tirerà indietro quando c’è bisogno di lui. Quando ha creato Iron Man è stato solo per salvare la sua vita, ma se ha continuato ad esserlo, quando ne ha creato la leggenda lo ha fatto perché chi era indifeso avesse un suo campione, un cavaliere in scintillante armatura come quelli dei racconti che leggeva da bambino. Di certo non sarà mai puro come Galahad e forse non riuscirà mai nemmeno ad essere all’ altezza di Lancillotto, con tutte le sue debolezze umane, ma di una cosa Tony Stark è certo: non smetterà mai di provarci ed in fondo è questo che conta veramente.

THOR in:
È UNA BELLA VITA
di rossointoccabile

Il vento, impetuoso, spazza le cime degli alberi, piegandole.
Gocce gelide, grandi come la falange di un mignolo, cadono, trascinate dal vento, quasi orizzontalmente.
Le nubi, nere come la notte, avvampano, scambiandosi scariche elettriche capaci di abbattere un palazzo.
E il signore delle tempeste, le braccia allargate, il martello stretto nella mano destra, chiuso in un pugno così stretto che le nocche avvampano di bianco, bagnato e grondante dalla testa ai piedi, ride, mentre il suo potere scatenato estingue l’incendio che da ora, oramai, rivendica il suo tributo d’alberi, di ossigeno, di vita.
I lampi salutano il loro signore, saltando di nube in nube, mentre la pioggia raddoppia la sua potenza. Un mare, denso e gelato, si riversa sulle fiamme che nulla possono per opporsi alla potenza di un dio.
Il signore del tuono, sempre ridendo, esaltato dal fracasso che le nubi gli tributano, vola attraverso il vento impetuoso fin dove, bloccati da alberi caduti e, fino a pochi istanti prima, dalle fiamme, gli occupanti di un’ambulanza attendono che l’autista capisca come può togliersi di lì.
Mentre atterra in mezzo al fango e alla cenere, la pioggia inizia a placarsi e il suo riso incontrollabile viene rimpiazzato da un sorriso, colmo di luce, come solo chi ha chiarezza di pensiero può indossare sul volto. Per lui tutto è facile, nessun ostacolo insuperabile, nessun orrore irresistibile, nessuna furia inarrestabile. La sua mente è come un pesciolino in un torrente[1].
"A bordo, miei cari amici, e tenetevi ben saldi". La sua voce è come il tuono.
Mentre tra le nubi, che velocemente si disperdono, spunta il sole, egli con la sinistra solleva il mezzo come fosse il giocattolo di un bimbo. La destra ruota il martello sopra la testa, poi fa come per scagliarlo e con un leggero strappo l’inerzia è vinta e la gravità non rappresenta più un vincolo.
Nel tempo del suo attributo e del suo nome, Mjolnir trasporta il suo signore e il di lui fardello oltre le basse montagne, fino al luogo di cura che è il loro obiettivo.

L’ospedale di un paesino della campagna inglese non è un luogo a grosso traffico supereroistico.
Quindi è con il naso per aria che il poco personale accoglie la figura volante che si staglia contro il sole.
Un colosso biondo che con la destra ruota un pesante martello da guerra sopra la testa e con la sinistra sostiene un’ambulanza.
Thor, il signore della tempesta, atterra e deposita lentamente il suo pesante fardello.
Poi ruota il martello sopra la testa e svanisce, velocemente, nel cielo.

La ricognizione aerea dà i suoi frutti, sotto di lui, il signore del lampo intravede una macchia verde e viola ed una piccola fiamma che stenta ad allargarsi, fra la vegetazione bagnata.
*Dai colori potrebbe essere chiunque.* è il pensiero del dio del tuono, mentre si precipita sul piromane.
Atterra proprio sulle fiamme, che estingue col piede.
"Ignoro la ragione per cui mio fratello abbia donato un tale potere a qualcuno dagli orizzonti così limitati, Garthwaite. Immagino che stimoli il suo incomprensibile senso dell’umorismo che qualcuno con una forza sufficiente ad essere il campione di numerosi mondi non riesca a concepire, né per altro a ben eseguire, un lavoro che qualsiasi tirapiedi alle prime armi considererebbe insultante accettare".
Il Demolitore guarda con astio Thor, poi lo colpisce col suo piede di porco.
Il dio del tuono viene scagliato lontano, mentre le nubi si addensano, nere e minacciose.
"Non so perché mi dai la caccia, biondino, speravo che cambiando continente mi sarei liberato dei supereroi, ma è evidente che né la tua forza né il tuo tentativo d’insultarmi sono sufficienti a fronteggiare il mio potere".
Thor si rialza, barcollante.
"Sciocco. Molte volte ho avuto modo di pesare il tuo potere e ben lo conosco. Invero sei forte, ma questo non puoi considerarlo un vantaggio, se ti confronti con Thor, il signore del lampo".
Dal cielo cade una immensa colonna di luce, che colpisce in pieno, malgrado la sua incerta traiettoria, l’arma del Demolitore.
"Co…" fa appena in tempo ad esclamare, prima di abbattersi in terra svenuto.

"Non sappiamo come ringraziarti, Thor. Erano giorni che scoppiavano qua e la incendi, chiaramente dolosi, che riuscivamo a fronteggiare a malapena. È una fortuna che tu ti sia assunto il peso di arrivare fin qui".
"Non c’è alcun peso per me nel farlo. Sono il signore del lampo, il campione del mio popolo. Viaggio tra i mondi per lottare per i miei ideali, banchettare e difendere i più deboli. È una bella vita da vivere".

Namor: Segui il mio consiglio, dio del tuono! E tieniti al di fuori di tutto ciò.
Thor: Non posso, sono un Vendicatore e ho giurato di proteggere gli innocenti, arresta la tua follia o assaggerai nuovamente il mio martello.

Fantastici 4 n. 158 



[1] Ebbene si, era irresistibile, ammettetelo

WASP in:
LASCIARSI IL PASSATO ALLE SPALLE
di FABIO VOLINO

Palazzo dei Vendicatori.

Reduce da un incontro chiarificatore con Visione, che le ha riservato più di una sorpresa, Wasp percorre gli ampi corridoi di questo edificio, a volte incrociando lo sguardo di alcuni suoi compagni di squadra e salutandoli. Ad un tratto si ferma davanti a due ritratti: nel primo è raffigurata la prima, mitica formazione dei Vendicatori (ovvero, per quei due o tre che non la conoscessero, lei, Hank, Thor, Hulk e Iron Man); nel secondo è stato immortalato il giorno del matrimonio tra lei e Hank Pym. Quanto tempo è passato da allora e come è diversa la Wasp di oggi da quella di alcuni anni fa. Dalla Wasp che pensava solo al trucco e agli abiti eleganti alla Wasp piena di responsabilità e con alle spalle alcune tragedie e perdite.
In quel momento qualcuno richiama la sua attenzione. Lei si volta e si trova davanti Jarvis con un vassoio in mano. "Gradisce una tazza di the?" chiede il maggiordomo.
"Sì, con molto piacere" risponde Jan. Lo sorseggia lentamente, assaporando ogni istante, poi dice:"Edwin, se ti ho offeso in qualche modo in questi ultimi tempi ti chiedo scusa. Sono stata molto scostante e questo non va a mio merito".
"Non si preoccupi, miss Janet. Non ha nulla di cui scusarsi. E approfitto della situazione per darle il bentornata tra noi".
Wasp gli si avvicina e lo abbraccia teneramente:"Non so come faremmo senza di te".
"A volte me lo chiedo anch'io" sorride Jarvis.
Poi i due si incamminano. "Sai, Edwin, mi sa che dobbiamo fare qualcosa per questi lividi" dice Jan.
"Sono pienamente d' accordo".
"E mi sa che è tempo che smetta di dire parolacce. Non è da leader dei Vendicatori. Dopotutto... rimango pur sempre la meravigliosa Wasp, no?".

I VENDICATORI presentano:
LA QUARTA VITA DI BILL FOSTER
Parte 4: LA PREDA

Seattle, Palazzo dei Congressi.

Finisce tutto qui: l' odissea di Bill Foster, le vendette di Spacca-Atomi, il destino di molte persone... È iniziato con un botto, terminerà con un sussurro.
"UCCIDERE TALIA KRUMA!" urla il Super-Androide Modello F-4.
Tutti fuggono impauriti, mentre Bill Foster afferra qualcosa all' interno della sua giacca. Contemporaneamente, Dale West estrae il suo cellulare e sta per comporre un codice, poi si blocca improvvisamente ed osserva Kayla Ballantine, con sguardo colpevole.
"Cosa aspetti?" esclama la donna "Fai quello che devi, anche se non mi piace".
Dale annuisce, termina di comporre il codice e pochi secondi dopo l' armatura di Metallo, prima riposta accuratamente all' interno della sua valigetta (in perfetto Tony Stark style) attornia il suo corpo.
Il Super-Androide avanza e spacca i tavoli col suo incedere, i proiettili delle guardie di sicurezza che rimbalzano tutti sulla sua pelle e così poco dopo le guardie vengono tutte stese. Sul palco tutti sono scappati, tranne Talia Kruma, la preda: potrebbe andarsene anche lei, ma a cosa servirebbe? Sa chi c'è dietro tutta questa faccenda e se fuggisse ora ci sarebbe un' altra occasione e poi un' altra ed un' altra ancora. Basta fuggire, basta, questa vicenda finirà stasera.
"Vieni fuori, Spacca-Atomi!" grida "Non fare il codardo". Poi viene scossa da altri potenti colpi di tosse. Farley Denton la ascolta, col fuggi fuggi generale è stato per lui un gioco da ragazzi entrare all' interno del Palazzo dei Congressi. Codardo? Sì, forse lo è, ma non è certo una sua preoccupazione ora.
Ad un tratto qualcosa blocca l' avanzata del Super-Androide: delle potenti fiammate. Emesse dall' armatura di Metallo. "Vediamo come ti comporti coi pezzi grossi, mostro!" grida Dale West.
Si comporta molto bene, mi sa. La creazione del Pensatore Pazzo afferra un tavolo e lo scaglia contro Metallo, che non è in grado di evitarlo. L' impatto è durissimo e lo proietta contro una parete, che rimane incrinata. Ma Dale non demorde e riparte all' attacco, usando stavolta l' approccio diretto: si avvicina al Super-Androide e lo colpisce con un perfetto gancio al volto. Ma il suo avversario incassa facilmente il pugno e prova a replicare: stavolta Dale è pronto ed evita l' attacco seppur di pochi centimetri.
"Cosa stai aspettando, Bill?" esorta Celia Jackson "C'è un solo modo con cui tu puoi aiutare Dale".
"Cos'è quello strano liquido?" chiede Kayla Ballantine.
"Il siero della crescita" risponde Bill Foster.
"Cosa? Sei un supereroe anche tu?".
"Ah, hai ragione Celia: è questo il mio destino, è questo ciò che voglio essere!".
Bill poggia la fiala sul suo collo, poi preme lo stantuffo fino in fondo. Il siero entra nel suo organismo e rapidamente inizia il suo lavoro.
"Senti" dice Celia "Dopo la trasfusione della Donna Ragno, lo scombussolamento delle tue capacità da parte di Erik Josten e quella strana esperienza in quell' altro mondo... credi che funzionerà?".
"Immagino che lo scopriremo...". Bill non riesce a completare la frase: improvvisamente cade a terra, scosso da violente convulsioni.
"Santo Cielo!" esclama Kayla "Cosa gli prende?".
"Aiutami a tenerlo fermo!" la esorta Celia gettandosi su di lui.
"Cosa?".
"Aiutami, dobbiamo aspettare che il siero termini la sua opera".
Seppur esitante, la segretaria si inginocchia e in qualche modo le due donne, che hanno preso entrambe lezioni di autodifesa per motivi differenti, riescono a tenere bloccato Bill. Poi tutto improvvisamente si ferma e l' uomo cessa di agitarsi.
"No, non può essere vero!" esclama Kayla.
"Non farci questo, Bill!" grida Celia "Non provarci!". La donna batte un pugno sul petto dell' uomo, che emette un profondo sospiro e riprende i sensi.
E poi accade: il nuovo siero interagisce con le forze mistiche ancora presenti nel corpo dell' uomo dal tempo del suo viaggio nel Microverso. La scienza si unisce alla magia e nasce qualcosa di straordinario. Il corpo di Bill inizia a crescere, a crescere, a crescere. Aspetta, Bill, il tuo vestito non è stato ideato da Janet... Sigh, troppo tardi. I tessuti si strappano, fino a che davanti alle due donne si erge un colosso nudo di quattro metri.
"Però..." commenta Kayla notando indovinate un po' voi cosa.
Dopo un comprensibile rossore, Bill rapidamente afferra un tendone presente all' interno della sala e, col costume più insolito di tutti i tempi, ritorna finalmente a calcare le scene supereroistiche nei panni di...
"Il Golia Nero?" esclama Dale West "Aspetta un attimo, eri tu il Golia Nero?".
Così dicendo Metallo abbassa la guardia ed il Super-Androide ne approfitta subito: lo centra con un pugno al petto e lo spedisce dritto contro una parete (un' altra), che viene perforata dalla possente armatura dell' aspirante eroe.
Seppur sconvolto, Bill non esita: avanza e mena un potente fendente contro il volto del Super-Androide. Niente. Anzi, non proprio niente. La pelle sintetica dell' essere muta aspetto e diviene una copia perfetta (con tanto di tendone attorno alle parti delicate) del Golia Nero!
"UCCIDERE SUPEREROI!" grida.

Palazzo dei Vendicatori.

Greer Grant Nelson, sola in una stanza, passeggia nervosamente: nella sua mente una sola cosa. Una sola parola: SHLERYNT. Significa qualcosa, qualcosa che lei conosce, ne è certa. Una cosa? E se non fosse una cosa? Se fosse... una persona?
"Shlerynt, Shlerynt, Shlerynt" mormora la donna. Poi improvvisamente si blocca. "No, non può essere... Non può essere ancora viva".
Ma dentro di sé, Greer Nelson sa che è così.

Seattle, Palazzo dei Congressi.

"UCCIDERE SUPEREROI!" esclama il Super-Androide Modello F-4, di cui tutto si può dire tranne che non abbia le idee chiare. Con un pugno sorprende Bill Foster e lo manda riverso sul pavimento: a questa altezza lo spazio a disposizione viene rapidamente coperto e la testa dell' uomo cozza contro una parete. Ma lui lotta e riesce a non perdere i sensi: rialza lo sguardo e vede il robot che si sta ancora dirigendo verso Talia Kruma, immobile come se fosse paralizzata dal terrore. Ma tutto prova in questo momento Talia tranne la paura. Bill si rimette in piedi ed abbranca alle spalle il Super-Androide, che attualmente ha le sue fattezze.
"Apprendere, imparare, adattare" dice costui e la sua forma cambia ancora. Diviene una forma infuocata, quella della Torcia Umana. Bill urla di dolore ed è costretto a lasciarlo andare. Il Super-Androide prova ad approfittarne lanciando delle raffiche infuocate, una delle quali raggiunge l' uomo ad un fianco strappandogli un altro urlo di dolore. L' invenzione del Pensatore Pazzo sta per incalzare la dose quando sente qualcosa alle sue spalle: si volta e vede Talia Kruma afferrare una pistola di una guardia svenuta. Vicino a lei si avvicinano immediatamente Celia Jackson e Kayla Ballantine.
"Se proverai a fargli ancora del male" dice Talia "Ti combatterò, non mi importa cosa mi accadrà o come ce la farò, ma ti giuro che ti distruggerò".
"Ehi, fiammiferino!". Un' altra voce, l' ha già sentita. Metallo... si è ripreso! E inonda il corpo dell' essere di uno strano materiale.
"Non te l' aspettavi, eh? È asbesto!". E non chiedetemi perchè Dale se lo porti dietro, considerato che è un materiale vietato e cancerogeno.
"Apprendere, imparare, adattare" dice nuovamente il Super-Androide mutando nuovamente aspetto. Ora è la Cosa!
Ma non fa quasi in tempo a completare la sua trasformazione che un violento pugno lo centra al volto. "Puoi assumere tutte le forme che vuoi" dice il Golia Nero "Io ti sconfiggerò".
Bill inizia a colpire l' essere con una gragnuola di colpi, senza usare alcuna tecnica particolare o seguendo un certo schema: è guidato solo dalla sua rabbia cieca.
"Adattare, adattare, adattare" dice il Super-Androide. Ma l' intenso attacco a cui è sottoposto non gli consente di cambiare forma. E poco dopo anche Metallo si unisce allo slugfest, con le sue raffiche energetiche.
"Stanne fuori, Dale!" lo esorta però Bill.
"Cosa? Ma...".
"Via!". Ha appena capito che continuando così non si approderà a nulla. Ma nello stesso tempo ha intravisto un modo per sconfiggere il Super-Androide.
Si sposta rapidamente, fino a mettersi nel posto giusto. Poi riduce leggermente la sua altezza. Vede il Super-Androide avanzare verso di lui, perfetto, proprio quello che vuole. "Forza, colpiscimi, vediamo quanto sei forte!" lo invita Bill.
L' essere non si fa pregare ulteriormente e mena un pugno, ma il Golia Nero si sposta prontamente: ed il fendente del Super-Androide va dritto contro un... generatore elettrico.
Migliaia di volt iniziano a percorrere il corpo dell' essere, che assume una luminescenza quasi soprannaturale. "Imparare, adattare, adattare" dice "Non... Non posso adattare!" è il suo ultimo disperato grido prima che la sua pelle sintetica inizi a bruciare, a consumarsi interamente. Fino a che della creazione del Pensatore Pazzo non rimane che un mucchio di cenere nera.
"Bravo, Bill, lo hai..." inizia Metallo prima che una raffica energetica lo colpisca alle spalle e lo faccia crollare al suolo.
"Tu!" avanza lo Spacca-Atomi "Dunque sei stato tu a sventare tutti i miei piani. Ora mi occuperò di te, poi di Talia Kruma!".

Da qualche parte.

C'era una volta (e c'è ancora in un qualche luogo non di questo mondo) una mistica cittadella di nome K'Un-L'Un: molti hanno solcato le sue leggendarie strade e molti altri guerrieri questa città ha forgiato. Ma essa ha un insidioso nemico cui deve fare fronte: una razza di alieni vegetali dal nome impronunciabile di H'Ylthri. Nonostante l' aspetto, non si deve sottovalutare nè denigrare questa razza, può essere molto pericolosa.
Lo sa bene quest'uomo, che si fa chiamare Mr. Smith. Costui ha già incontrato alcuni rappresentanti degli H'Ylthri in passato, ha forgiato con loro un' alleanza poichè riteneva che i loro scopi coincidessero. Ma alla fine è stato tradito. Ora non cerca vendetta, ormai ha abbandonato simili banali obiettivi: cerca la conoscenza di quella razza aliena, quella razza aliena che molti anni fa gli indicò la strada da perseguire sotto forma di un intenso raggio di luce. Gliela preleverà e trionferà. Ne è certo, perchè lui è Mr. Smith. Sam Smithers. L' Uomo Pianta!

Seattle.

Finalmente l' ha a portata di mano. L' uomo che ha rovinato la vita a lui, a Dale, a Kayla, a Celia, ma soprattutto a Talia. Ha già attentato due volte alla sua vita, ha mandato dei supercriminali contro la sua azienda, uno dei quali ha ferito Celia, infine si è finto qualcun altro per attuare un complicato piano di omicidio...*

* Ragazzi, ne sono successe di cose dal nr. 27

Spacca-Atomi ha fatto tutto questo ed ora Bill Foster ce l' ha a portata di mano: bene. Farley Denton spara una raffica energetica contro di lui, ma il Golia Nero si tuffa in avanti e la evita. Arriva a pochi centimetri dal criminale e, prima che costui possa reagire, con un calcio gli fa perdere l' equilibrio. Poi, mentre cade verso di lui, lo centra con un pugno al volto che lo manda a svariati metri di distanza. Bill si rialza subito, ma Spacca-Atomi è più veloce di lui e con una raffica lo colpisce al petto: ma l' eroe non arretra, non cede.
"Cadi, maledetto, cadi!" grida Farley Denton. Ma i suoi desideri non si avverano e desiste. Allora il criminale prova a passare all' approccio diretto e cerca di sorprendere il Golia Nero con un calcio al petto: Bill però lo blocca e lo tira violentemente verso di lui. Ed un altro pugno parte. Ma lo Spacca-Atomi non vola via: Bill lo tiene ben saldo al piede e continua a tirarlo e a colpirlo, a tirarlo e a colpirlo.
"F... Fermo" dice ad un certo punto il criminale "Se crei una frattura nella mia armatura ci ucciderai tutti".
Qualcosa nel tono della sua voce rende a Bill veritiere le parole di Farley Denton: così lo lascia cadere a terra. "Se proverai un' altra volta a farci del male" esclama "Non ci andrò così leggero!". Poi nota un portone della sala aprirsi. Questa vicenda è finita e con meno spargimento di sangue del previsto.
"Sei... un servo corrotto..." inizia Spacca-Atomi.
"Guarda chi si vede!". Una voce familiare per il criminale. "Finalmente riusciamo a mettere le mani su di te. Sono davvero deluso di te, mi avevi dato un' altra impressione al nostro precedente incontro" afferma War Machine. Dietro di lui vi sono l' Uomo Sabbia, il Fante di Cuori e Songbird.
Farley Denton prova a rialzarsi. "Ah, prima che tu tenti qualsiasi tipo di sortita" continua James Rhodes "Sappi questo: abbiamo appena preso a calci in culo il Mandarino"*.

* Quantomeno a Jim piace pensarlo: V. Iron Man 26/28

"D' accordo, so che per me non c'è più alcuna speranza" dice il criminale "Mi arrendo".
L' Uomo Sabbia e il Fante di Cuori mettono delle manette speciali attorno a lui, ma prima di portarlo via qualcuno interviene.
"Aspettate".
"Talia?" esclama Bill "Ma cosa...".
"Voglio fare un patto con te" dice la donna rivolgendosi allo Spacca-Atomi.
Il volto di costui si riempie di stupore:"Un patto?".
"Ma mi devi promettere che cambierai".
"In cosa consisterebbe questo patto?" chiede Denton, sospettoso.
"Sai, quel macchinario che mi avevi presentato quando ti fingevi un' industriale, quello capace di eliminare lo scorie nucleari? Ho dato un' occhiata ai tuoi schemi e... non sono per nulla campati in aria, si vede che c'è stato del lavoro dietro. Dunque il patto è questo: io metto in produzione questo dispositivo, ti offro una percentuale sui guadagni e tu in cambio righerai dritto da questo momento in poi".
"Perchè fai questo?".
"Mi sembri solo una persona che è stata mal guidata, piuttosto che uno spietato criminale. So che puoi cambiare".
Spacca-Atomi osserva intensamente il volto di Talia, poi dice:"Nessuno aveva mai fatto una cosa simile per me. Io... accetto il patto: mi hai dato una grande gioia, so che metterai in atto ciò che hai detto. Le tue parole sono sincere".
"Sono sempre stata sincera".
"Forse non sei... una ladra del nuovo millennio".
"Talia, ne sei sicura?" le chiede Bill Foster.
"Certo. Ehi, se puoi torna alla mia altezza". Bill esegue e la donna lo abbranca alle spalle. "Se non sbaglio abbiamo una cosa in sospeso".
"No, fermi!" grida Spacca-Atomi.
"Ehi, cosa vuoi ancora?" chiede Songbird.
"Io... mi dispiace, mi dispiace che sia andata così. Soprattutto dopo quanto è accaduto ora. Vedi, il mio corpo è saturo di radiazioni che solo la mia armatura riesce a contenere: quando mi sono finto Henry Ryan ho usato una speciale pelle sintetica per mascherare le mie fattezze. Ma baciandoti più volte potrei... averti contaminato". Talia si divincola da Bill, sconvolta. "Mi dispiace davvero".
"Portatelo via" dice War Machine ai suoi compagni. Poi si avvicina alla donna:"Se mi segue, potremo verificare subito le affermazioni di Spacca-Atomi".
"Vengo".
"Ed io ti seguo" dice subito Bill.
"Anche noi" si fanno avanti Kayla e Celia.
"Allora andiamo" conclude War Machine "Ah, un attimo, Golia Nero: ho qui per te un regalo da parte di Hank Pym. E ne hai bisogno perchè, lasciatelo dire, il tuo costume fa schifo".
"Sono d' accordo".
Bill afferra una sorta di pacchetto, che poco dopo si apre ad allungare un vestito blu, con mascherina dello stesso colore e calzari, guanti e cintura gialli. Un costume ben noto all' uomo che sorride. Un rapido cambio d' abiti e... "Sono tornato!" esclama "Da ora e per sempre... il Golia Nero!".
Tutti escono e qualche secondo dopo...
"Uhn, gente" si riprende Metallo "Avete preso il numero di targa di quel tir che mi ha investito?".

Ambulatorio di Hell's Kitchen. Qualche giorno dopo.

"MISTERIOSO SUPEREROE SALVA LA GIORNATA" titola il Daily Bugle. Ma per una donna che opera in questo quartiere non è niente affatto misterioso.
"Ah, Bill!" pensa Claire Temple, la sua ex moglie "Ci sei di nuovo cascato. Per fortuna che non sono lì accanto a te a condividere questa tua nuova follia: ti auguro comunque tutto il bene di questo mondo".

Manhattan.

"Ti aspettiamo tutti da tempo... ragazzone".
"Ah beh, Visione, quando mi chiami col mio nomignolo sfondi una porta aperta. D' accordo, accetto la tua proposta, verrò al più presto".
"Grazie". E senza aggiungere altro, Visione svanisce, lasciando un Hank pensieroso. "I Vendicatori che cambiano... ancora. Cosa ha in mente quel sintezoide?".
Ma lo scienziato dovrà attendere per trovare la risposta a questa domanda poichè in quel momento qualcuno bussa alla porta. Va ad aprire e...
"Bill! Che piacere rivederti".
"Ciao, Hank. Sono venuto per ringraziarti per quello che hai fatto per me".
"Di nulla, solo un piacere ad un amico".
"Spero dunque non te la prenderai con me se ti chiedo un altro favore".
"Cos'è successo?".
"Talia potrebbe essere stata contaminata dalle radiazioni: ho bisogno che tu la esamini e scopra una cura se necessario".
"Lo farò. Comunque... a quanto pare alla fine hai fatto la tua scelta, eh?".
"Sì. E non la rimpiango".
"Speriamo continui ad essere così. Allora... andiamo a trovare la tua ragazza, non c'è un secondo da perdere".

Kruma International. Quella sera.

È rimasto solo lui, gli altri sono tutti andati a casa. Voleva rimanere solo, a pensare, alla piega che ha preso la sua vita: poche settimane fa era solo un dipendente della REvolution, senza troppi assilli o problemi. Poi nella sua esistenza è rientrata Talia e tutto è cambiato: l' amore a volte gioca brutti scherzi. Adesso lei dovrà sottoporsi ad accurati esami, mentre Bill dovrà recarsi in Giappone per concludere i primi contratti con alcuni clienti esteri dell' azienda: ha provato a tirarsi indietro, ma Talia non gliel'ha permesso. Quella cara ragazza.
In quel momento qualcosa alla televisione attira la sua attenzione:"Ultima ora: il crollo di un edificio nel Lower East Side ha lasciato intrappolate sotto le macerie non meno di dieci persone. I soccorsi stanno arrivando, ma ci si chiede quanto ci vorrà per liberare le persone intrappolate tra cu sembra ci siano dei bambini. Ma ora sentiamo il nostro inviato sul posto".
È a pochi isolati da qui, potrebbe intervenire. Potrebbe? Dovrebbe? Certo che può. Certo che deve. Lui è Bill Foster, è il Golia Nero: è un supereroe. Un grande cuore, uno spirito indomito.

FINE

I MITS presentano:
THE VERY BEST OF THE AVENGERS
di FABIO VOLINO & FABIO FURLANETTO

"Però" commenta Ant-Man "Ma chi l' avrebbe mai detto?".
"Cosa stai guardando, Scott?".
"Oh, Jan, ciao. Stavo ammirando le imprese dei vostri ultimi mesi, prima che mi aggregassi a voi: certo che ne avete passate di tutti i colori".
"Già, gli ultimi mesi..." mormora Wasp "Credo che come gruppo non abbiamo mai affrontato un momento così intenso in passato. Cosa osservavi in particolare?".
"Oh, leggiucchiavo qui e là. Ma magari tu puoi farmi da cicerone, se non ti dispiace".
"Certo che no. Partiamo da... Sì, da qui, da dove tutto è iniziato".

LA SCONFITTA DI KANG
Da Vendicatori 16

Il tiranno temporale si volta all' indirizzo della voce e sorride:"Occhio di Falco, ancora in piedi dopotutto. Scusa, ma cosa intendi fare? Ti reggi a malapena in piedi, ma anche se fossi in piena forza non potresti ottenere alcunché".
"Cosa intendo fare è ovvio, e vediamo se non potrò ottenere nulla. Nella mia faretra sono rimaste quindici frecce e giuro su quanto ho di più caro che almeno una di esse riuscirà a colpirti!". Kang non aggiunge nulla e quasi apre le braccia in segno di invito.
Clint Barton lancia la sua prima freccia, ma a quattro metri da Kang cozza contro il suo campo di forza. Imperterrito, l' arciere lancia altre quattro frecce. Stesso identico risultato.
"Vuoi ancora continuare?" chiede il tiranno temporale.
Risposta ovvia: solo che Falco non sente più la sua gamba sinistra ed è costretto a posarla a terra, appoggiandosi sul ginocchio. Ma può ancora lanciare. Altre cinque frecce, nulla.
"Veramente, Occhio di Falco, non mi sei mai sembrato tanto patetico come ora".
Falco perde l' appoggio anche della sua gamba destra: ora è in ginocchio, sembra quasi implorante di fronte a Kang. Altre quattro frecce, altri quattro tiri a vuoto. Con pazienza e decisione, Clint Barton incocca l' ultima freccia nel suo arco.
L' ultima freccia, poi non ci sarà più alcuna speranza. Onestamente Clint Barton non ha la minima idea di come riuscirà a colpire Kang, il suo campo di forza lo proteggerà come ha finora fatto. Eppure, l' arciere non vuole arrendersi, non vuole dare al tiranno una dimostrazione ulteriore della sua inferiorità, del suo essere insignificante. Lui non è affatto un essere insignificante e glielo dimostrerà.
L' arco si tende, nello stesso momento in cui la vista di Falco si offusca, ma non deve svenire adesso! Falco non ce la fa più, ma deve, deve resistere. Tende ancora di più l' arco, come a dare maggior vigore alla sua arma. Poi la freccia parte! Anche se, per colpa della vista offuscata, Falco non è riuscito a mirare al petto, ma solo al ginocchio destro del tiranno temporale.
Kang, sorridendo malignamente, la attende annoiato: questa sciarada è durata anche troppo, è tempo di partire per nuove conquiste e di sbarazzarsi dei Vendicatori. Quasi non fa caso alla freccia che viene verso di lui. Dieci metri. Prima sarà la volta del ventunesimo secolo… Otto metri. Poi del ventesimo, ha sempre adorato quell' era… Sei metri. E non bisogna dimenticarsi del diciannovesimo, ha qualche conto in sospeso anche lì… Quattro metri. E come primo atto della sua reggenza… Tre metri.
Cosa?
"Non…". Due metri.
"È…". Un metro.
"Possibileeeee!!!!". E la freccia colpisce Kang al ginocchio destro!

"Ricevemmo l' aiuto di Moonstone per quella faccenda" spiega Wasp "Ed insieme a lei esiliammo Kang: da quel giorno non ci ha più tormentato, forse non è un caso. Ed alla fine Immortus ci diede l' ispirazione per fondare l' Ordine, che nacque poche settimane dopo, al termine dell' invasione infernale. Ed il primo risultato conseguito fu bloccare un progetto che minacciava il mondo intero. Ed anche lì arrivo un aiuto inaspettato".

IL PROGETTO ARMAGEDDON
Da Avengers Icons 13

"Dove intendi andare, Crossfire?" chiede Elton Healey.
"Lo sai bene" risponde l' ex agente CIA "Sto per digitare i codici che attiveranno il Progetto Armageddon".
"Te lo impedirò".
"Vuoi impedirmi cosa? Guardati: tremi sulle gambe, tossisci sangue, sei allo stremo delle forze. E poi cosa vorresti ottenere? Credi davvero che un singolo atto fintamente eroico possa riparare ad una vita di fallimenti?".
Urlando di rabbia, Oddball si lancia contro Crossfire, che però riesce ad evitare facilmente il suo attacco e a portare due rapidi pugni al petto ed alla mascella del giocoliere, che crolla al tappeto.
"Più semplice del previsto" commenta Darren Cross, che scavalca il corpo di Oddball per dirigersi verso i computer. Ma subito qualcuno, con una possente stretta, gli blocca un piede. "Cosa? Sei ancora cosciente, Oddball? Lasciami subito andare!". In risposta Elton stringe ancor di più.
Crossfire prova a trascinarsi in avanti, a liberarsi della presa col piede libero, ma senza alcun risultato: questo presunto fallito gli sta rifilando la più sonora sconfitta della sua vita.
Infine Oddball, con una rapidità incredibile, estrae una delle sue sfere, l' ultima sfera, e la poggia sulla gamba del criminale:"Questo l' ho imparato da te, Crossfire" dice "Per sconfiggere un nemico devi sempre attaccarlo alle spalle".
Poi una potente scarica elettrica percorre i loro due corpi.
"Ce... Ce l' ho fatta?" chiede.
"Sì, Elton" dice Occhio di Falco "Sei stato straordinario. Ora tranquillo che ti porto subito all' ospedale".
"Risparmia le tue forze, non ce la farò. In realtà non mi importa molto. Morirò come ho sempre vissuto, da grande perdente".
"Non sei un perdente, Elton. Oggi mi hai aiutato ad ottenere una importante vittoria, sei un eroe quanto me".
"Non darmela a bere, non è vero. Non cercare di dare un significato alla mia vita senza valore. So la verità, non sono un eroe, sono un vile codardo. Non sono niente".
Poi gli occhi di Elton Healey si chiudono per sempre.
"No, amico, non è affatto vero. E ti prometto questo: non verrai dimenticato, non è quello che ti meriti".
Nel Palazzo dei Vendicatori, nella sala trofei sul pianerottolo del secondo piano, dove vengono celebrati i più grandi trionfi degli Eroi più potenti della Terra... Oddball vive ancora!

COSTUME DA BATTAGLIA DI ODDBALL, VALOROSO AVVERSARIO DEI VENDICATORI

"Ah, ora mi spiego il perchè di quel costume" esclama Ant-Man "Però, Jan, queste storie sono davvero appassionanti. Vai avanti".
"Con la nostra nuova impostazione dimostrammo subito di fare sul serio, facendo qualcosa che prima non era riuscita a nessuno".

LA CATTURA DEL CAPO
Da Capitan Marvel 24

"Ehm… Marv, avete trovato qualcosa di strano, per caso?".
"Abbiamo appena iniziato, Rick… perchè?
"Perchè i Syeki, qui, hanno detto che devi scappare. La tua Coscienza Cosmica non rileva niente?".
"Più che altro mi stavo concentrando sul Capo, ma mi basta un secondo per..."
L’ immagine diventa sfocata per qualche istante, ed è una fortuna che Rick non possa vedere il ghigno del Capo. Poi, quando Genis riapre gli occhi, smette di trattenere il Capo ed urla agli altri Vendicatori:"Scappate!".
"Capitan Marvel, cosa…" inizia a protestare Visione, ma Genis lo sta già spingendo verso il buco che ha fatto nel muro.
"Non ho tempo per spiegare! Andatevene subito, questo posto sta per saltare in aria!".
Anche se la sua espressione non è delle più convinte, Visione afferra War Machine ed entrambi passano attraverso il soffitto; Photon scompare letteralmente in un lampo.
"Non posso dire che questa occasione fosse del tutto attesa, ma di certo la accolgo volentieri" ridacchia il Capo, il cui corpo inizia a diventare trasparente.
Genis lo afferra mentre è ancora solido, e le Nega-Bande brillano di energia.
"Scordatelo. Vivo o morto, tu verrai con me".
Sul ghiaccio ricoperto di neve, quattro esseri sfidano apertamente il freddo mattutino. In questo deserto ghiacciato in mezzo al niente, adesso c'è un enorme cratere fumante.
"Capitan Marvel era ancora dentro?" chiede l’ Uomo Sabbia, camminando dolorosamente per i cristalli di vetro al suo interno, ancora da riassorbire.
"Non riesco a ricevere il suo segnale; il comunicatore deve essersi danneggiato durante l’ esplosione" spiega Visione.
"Potrei ispezionare le macerie alla velocità della luce e… No, non sembra sia necessario".
In mezzo alla colonna di fumo è chiaramente visibile un raggio di luce, che dopo aver circondato il resto della nube atterra a poca distanza da loro. È ovviamente Genis, illeso se non per qualche chiazza di fuliggine sul costume. Tiene saldo il corpo svenuto del Capo, a testa in giù a causa della pesantezza del suo cranio. Diverse parti del suo esoscheletro sono state strappate con forza.
"Credo che questo sia vostro, Vendicatori".
"Anche tu fai parte della squadra, Genis" risponde Photon dandogli una leggera pacca sulle spalle "Nessuno è mai riuscito a catturare il Capo. Ed è quasi esclusivamente merito tuo".

"Già, la cattura del Capo non era mai riuscita a nessuno" afferma Wasp "Noi ce l' abbiamo fatta. È il primo di molti tabù che contiamo di infrangere".
"Ma è vero che avete anche salvato un' entità cosmica?" chiede Ant-Man.
"Sì: un' esperienza davvero... intensa".

SALVARE IL MODELLATORE
Da Vendicatori Annual 1

"Si sta lasciando morire?" esclama Maelstrom "Cosa vuol dire?".
"Vuol dire esattamente questo" ribatte Molecola.
"E tu come hai fatto a capirlo?".
"L' ho capito perchè anch' io ho provato questo insano desiderio più di una volta nella mia vita".
"Forse dovevi realizzarlo".
"Ma so anche" continua Owen Reece rivolgendosi al Modellatore di Mondi "Che non è affatto una soluzione: una persona ha tante cose da dare al mondo, nel tuo caso all' Universo, per arrendersi così".
"Tu allora cosa proponi?" gli chiede il Modellatore.
"Ti rendi conto di cosa hai in mano? Puoi creare della materia dal nulla, puoi dare il dono della vita: hai una grande responsabilità nelle tue mani, gettarla così al vento solo perchè ti ritieni inadeguato quando invece hai dimostrato il contrario, beh... è da idioti! Il grande potere, la grande responsabilità... ti dice niente tutto questo? Non ti devi arrendere così. Non suicidarti, Modellatore, hai ancora molto da dare a questo Universo".
Contemporaneamente vi è un lampo ed un portale quantico si apre a poca distanza: da esso escono gli eroi precedentemente catturati dal Modellatore. Quasar ha potuto sentire solo l' ultima frase pronunciata da Owen Reece, ma sa che ha fatto la cosa giusta:"Molecola dice il vero, Modellatore. E noi possiamo aiutarti...".
"Owen Reece della Terra" lo chiama il Modellatore di Mondi. Lui si volta. "Non è mia abitudine ma… desidero… ringraziarti per la tua assistenza. Se non fosse stato per te non avrei potuto avere questa nuova possibilità. Chissà che le mie creazioni non possano, un giorno, curarmi dalla mia mancanza di immaginazione. Dovrei fare qualcosa per voi, forse esaudire alcuni vostri desideri" offre il Modellatore, avvicinandosi. Ma poco oltre la sua posizione viene fermato da una barriera di energia, totalmente impenetrabile persino per un essere del suo rango. "Peccato… onorerò il mio debito dedicandomi alle mie creazioni. Di nuovo grazie e… addio".

"Catturare criminali ricercatissimi, salvare entità cosmiche" dice Scott Lang "Vi divertite con poco, io al massimo affronto il Dr. Nemesis".
"Ma il successo più importante, più bello, ma per molti versi anche più traumatico è sicuramente questo" conclude Janet Van Dyne.

LA FINE DELLA GUERRA
Da Vendicatori 41/42

"Vuoi ancora soffrire?" chiede Ghaur a Wasp.
"Sei tu quello che soffrirà" ribatte Janet.
In quel momento altre sei persone discendono dal cielo, accanto agli eroi. Sei Eterni: Virako, Cybele, Kingo Sunen, Dafne, Khoryphos e Mirone. Nel vedere i loro compagni crocifissi inorridiscono.
"Chi fa del male ai nostri figli non merita di vivere" dichiara Virako.
Ghaur interrompe ogni possibile approfondimento o discussione:"Ora". E l' Anti-Cervello viene riattivato.
Di nuovo spasmi, di nuovo urla di dolore, di nuovo sofferenza. Ma qualcosa è cambiato: l' intensità è decisamente minore della prima volta e nessuno crolla. Anzi, avanzano, avanzano...
"Più forte, più forte!" incita Ghaur.
E come prima qualcuno è totalmente immune ai suoi effetti: Thunderstrike e... Rick Jones? E attorno a lui vi è una insolita aura.
"Rick, fammi uscire!" lo esorta Capitan Marvel "I Vendicatori sono in difficoltà".
"Aspetta, Genis, c'è qualcosa che...".
Nelle ultime ore, gli Eterni che risiedevano su Olympia hanno subito ogni tipo di tortura, ma non si sono mai arresi. Ora, con l' Anti-Cervello indebolito dall' uso eccessivo, i suoi effetti iniziano a calare. Dapprima Ikaris e gli altri hanno riacquistato un barlume di coscienza, poi hanno dato vita alla loro reazione, individuando il soggetto adatto ad essa.
"Perchè hai scelto quel ragazzo, Ikaris?" chiede telepaticamente Thena.
"C'è un grande potere nascosto dentro di lui, se riusciamo ad attivarlo...".
"Rick, datti una mossa!" esorta ancora Genis.
"Aspettaspettaspetta... SÌ! La sento, Genis!".
"Cosa?".
"La Forza del Destino! Si è attivata ancora una volta. E... E... ORAAAA!".
E come accadde tempo prima, dalla mente di Rick Jones prendono forma altri esseri, non supereroi, ma Eterni, prelevati da vari punti del lontano passato grazie all' unione mentale che ha condiviso con Ikaris e la sua genia.
"Ma quello è mio fratello Ajak!" pensa Arex.
"E vi è anche Gilgamesh" aggiunge Thena.
"Ed Utnapishtim" continua Phastos.
"Ed anche... anche..." balbetta emozionato Sprite.
"C'è anche Zuras!" conclude Ikaris "Il grande Zuras si è unito a noi per questa battaglia".
"Vai, Marv!" esclama Rick sbattendo le negabande "E prendili a calci in culo anche da parte mia".
Sersi afferra Ghaur per il bavero, poi alza il suo pugno. Resta sospeso in aria per diversi secondi finchè... "No" dice l' eterna abbassando il pugno e gettando a terra l' Alto Sacerdote "Ormai è finita, sarebbe un gesto inutile. Un gesto di vendetta, non voglio perseguirla".
"Siete... delle codarde" biascica Ghaur "Non avete come me il coraggio di prendere decisioni difficili ed estreme".
"No, Ghaur" replica Janet "Mostrando pietà verso di te abbiamo dimostrato di esserti superiori. Una umana e un' eterna, due donne, che sconfiggono colui che si proclama leader dei Devianti: riesci a concepire un' umiliazione peggiore? Te la trascinerai dietro per secoli, non te ne libererai mai".
"Kro, voglio che questo giorno sancisca la fine definitiva della guerra Eterni/Devianti. Non più Guerra, ma Pace Eterna. Cosa dici?". Ed il leader degli Eterni tende la sua mano.
Come se fosse una coreografia attentamente studiata, in quel momento si forma un capannello di persone attorno ad Ikaris e Kro. Eterni e Devianti uniti, per la prima volta nella storia.
Il leader del popolo sottomarino ricambia il gesto e stringe con calore la mano del suo alleato:"Dico che accetto".
Questo evento storico è accolto dapprima da un silenzio innaturale, poi qualcuno inizia timidamente a battere le mani. Ed alcuni istanti dopo vi è un boato collettivo di giubilo ed acclamazione.

"Una giornata veramente storica, non la dimenticherò mai" commenta Wasp.
"Jan, ma ci sono molte altre cose da narrare" interloquisce Ant-Man "I vostri scontri con Ultron, Graviton e...".
"Facciamo così, Scott: ne riparliamo tra altre cinquanta avventure, d' accordo?" conclude la donna sorridendo. Finalmente un sorriso sul suo volto, non vi compariva da diverso tempo. Questa è davvero la fine di un' era e l' inizio di una nuova.

MAI LA FINE (ALMENO FINO AL 100!) E GRAZIE A CHI MI HA SEGUITO FIN QUI
FABIO VOLINO

Note dell' Autore: E così, dopo Uomo Ragno, un' altra storica testata Marvel(IT) raggiunge l' altrettanto storico traguardo delle cinquanta uscite. Diversamente da Spidey, tuttavia, c'è una differenza forse non da poco: che lo scrittore è stato sempre lo stesso (il sentitamente vostro, coadiuvato nei primi numeri dal baldo Andrea Antonazzo). Cinquanta numeri in cui sono accadute molte cose, in cui mi sono divertito a sconvolgere un po' alcuni aspetti storici dei Vendicatori, a cominciare dal numero di componenti, passando per lo status di riserve, fino ad arrivare ai metodi utilizzati. Il glorioso passato non ci sarà più, sostituito da qualcos'altro, da una nuova visione (termine non casuale) che si concretizzerà nei prossimi... cinquanta numeri, diciamo. Altro non posso dirvi dunque che restare sintonizzati. Due nomi però ve li faccio: Ronan, Impero Kree.
Per ora ringrazio i miei quattro coscrittori responsabili dei miniracconti sui Vendicatori originali, soprattutto per le mie continue rotture di scatole: degli stoici. Avrete certo capito il significato del titolo collettivo: V sta per Vendicatori, certo, ma è anche il numero latino cinque. Cinque, come i Vendicatori originali; cinque, come gli scrittori cimentatisi con questa minisaga. E, mentre Bill Foster si prepara a raggiungere nuove vette, l' ultima storia ci mostra che un po' di cose sono accadute ultimamente: sintomo di quanto questo universo narrativo sia vivo e pulsante, sempre in movimento. Infine grazie a chi, per scelta, piacere o sadomasochismo ha letto tutte queste cinquanta storie ed aspetta ansiosamente o quasi ogni nuova uscita. Vedrò di non deludervi troppo in futuro su questo versante. Alla prossima!