ULTRON IMPERATIVE
Parte 2: FIGLIO
di FABIO VOLINO
Riassunto: I Vendicatori si sono recati in Slorenia per catturare Alkhema, ma vi hanno trovato dei robot loro replicanti. Ora li hanno distrutti e devono affrontare l' ira di una... madre.
Quartier generale dei Vendicatori della Costa Ovest. Qualche tempo prima.
"Hai mai pensato di avere dei figli, Clint?" chiede Barbara Morse.
L' arciere sgrana gli occhi:"Figli?".
"Sì, hai capito bene. Sai, con questa insolita pace che è regnata durante la cosiddetta Crociata dell' Infinito, ho riflettuto molto: ti confesso che, dopo tutto quello che abbiamo passato in questi anni, non mi dispiacerebbe allontanarmi da questa vita, costruirmi una... famiglia. Piacerebbe anche a te?".
Occhio di Falco ci pensa un attimo, poi risponde:"Sì, accanto a te mi piacerebbe moltissimo".
"Non c'è niente che più desideri che avere dei figli" conclude Barbara.
Slorenia. Ora.
"Assassini! Avete ucciso i miei figli e per questo ve la farò pagare cara!" urla Alkhema.
"Tu non farai proprio nulla" dice Occhio di Falco avanzando "Non infangherai più la memoria di una straordinaria donna". Nell' arco Clint ha incoccato una freccia particolare, dono speciale di Pantera Nera durante l' ultima visita dell' arciere in Wakanda. Una freccia al vibranio.
È stata Wasp a richiederla, sapeva che un giorno non lontano sarebbe servita.
"Intendi forse la memoria di questa donna?". Il tono di Alkhema cambia, diventa più suadente. E cambia anche la sua voce, ora è quella di Barbara Morse!
E Clint Barton si blocca sul posto: nessun uomo ha la possibilità di risentire la voce della propria moglie perduta, se non grazie a frammenti di passato che con la tecnologia moderna assumono in quest' epoca le forme più svariate. Ma sono eventi già vissuti, che non possono darti nulla se non acuire il tuo dolore. Queste invece sono parole nuove, che danno all' arciere un falso sentimento: la speranza.
Poiché oggi il fantasma di sua moglie non è più tale.
"Dai, tira quella dannata freccia" lo esorta Capitan America, ma Clint non gli presta ascolto.
"Ti ritieni invincibile, superiore a noi, vero Alkhema?" interviene allora Scarlet.
"Certo: io non uccido un mio simile, un mio figlio. Voi umani sì. Siete la razza più abietta che abbia mai solcato questo pianeta. Voglio eliminare gli inferiori, il cancro di questo mondo, per dar vita ad una razza migliore".
"Queste stesse parole le pronunciava un tizio brutto e mingherlino tanti decenni fa. Forse non sei così superiore a noi come credi".
"Pensala come vuoi: sei figlia di un infame ebreo dopotutto".
"E poi hai un punto debole".
"I tuoi poteri magici non possono farmi più nulla: in questo tempo ho trovato accorgimenti contro di essi".
"Contro i miei vecchi poteri, sì. Ma i nuovi...". Dunque Wanda si volta verso i suoi compagni di squadra:"Potete colpirla ora, ragazzi: ho indebolito la sua corazza".
Detto fatto: l' unione combinata dei poteri e delle capacità di tutti i presenti, Clint Barton escluso, dà vita ad una sorta di immenso raggio energetico che centra in pieno Alkhema. E la manda in mille pezzi.
Olympia.
"Un nostro simile?" esclama sbigottito Ikaris "Ne sei sicura?".
"Sicurissima" risponde Sersi "Su certe cose non ci si sbaglia mai".
Il leader degli Eterni cammina con passo ansioso su e giù per la stanza, poi si ferma e si rivolge nuovamente a Sersi:"È una notizia che mi allieta per più di un motivo. Senti anche tu come l' arrivo di una grande minaccia? Un grande conflitto?".
"Sì" risponde l' Eterna "I miei sogni sono molto turbati ultimamente".
"Sono certo, lo sento dentro di me, che ha a che fare con Ghaur e i Devianti: sarà l' ultimo atto della nostra lotta secolare".
"Ma li abbiamo battuti diverse volte...".
"Sersi, considera questo: sai quanti siamo rimasti ad Olympia? Sei: tu, io, Arex, Thena, Phastos e Sprite. Alcuni come Makkari non si vedono da tempo, altri come Zuras e mio padre Virako sono irreperibili, altri infine come il valoroso Gilgamesh sono... morti. Parola un po' insolita se applicata a noi. I Devianti, invece, anche se ultimamente hanno dovuto subire gravi perdite, sono molti di più. Ironico pensare che i nostri più grandi avversari abbiano coltivato un ideale che a noi manca da secoli: l' unione".
"E cosa potremo fare allora contro di loro?".
"Credo che la risposta sia una sola: dovremo richiamare l' Uni-Cervello!".
Slorenia.
"Come dicevo prima" afferma Wasp "Ottimo lavoro di squadra. Ora non dobbiamo fare altro che togliere loro l' Imperativo Ultron e...".
"Fermi tutti!" intima in quel momento una voce possente. Quella di Dum Dum Dugan. Accanto a lui un manipolo di agenti SHIELD ed un altro giovane ragazzo che gli somiglia. "Cosa ci fate qui?".
"Dove sta scritto che dobbiamo rendervi conto di tutti i nostri spostamenti?" domanda piccato Wonder Man.
Dugan non sa cosa rispondere, dunque prosegue:"In ogni caso siamo qui dietro mandato dell' ONU: dobbiamo prendere in consegna Alkhema".
"Dugan, no, cazzo!" impreca Wasp.
Una simile parola pronunciata da una persona solitamente compita e a modo come Janet Van Dyne turba l' anziano soldato, che allontana lo sguardo da lei e si rivolge ai suoi uomini:"Forza, raccogliete tutto".
"E se noi non fossimo d' accordo?" esclama con tono minaccioso l' Uomo Sabbia.
"Cosa significa tutto questo?".
"Niente, non significa niente" dice Wasp frapponendosi tra i due "Comunque, Dugan, tu stesso hai detto che siete qui unicamente per Alkhema. Dunque tutto ciò che non riguarda lei... non vi appartiene".
"Cosa? Ma non potete!".
"Protesta pure davanti al Consiglio di Sicurezza, vediamo chi avrà ragione. Scarlet, raccogli i resti degli altri robot. E mi raccomando, lascia tutta quanta Alkhema nelle loro mani, non vogliamo di certo guai con lo SHIELD".
Terminata l' opera, i Vendicatori si apprestano ad uscire dal rifugio sotto le macerie, ma prima Jan ha un' altra cosa da dire:"Comunque i miei complimenti, Dugan: probabilmente lo SHIELD sapeva già di questo posto, ma ha avuto paura di intervenire ed ha aspettato i pezzi grossi per fare il suo consueto lavoro sporco. Ecco il grande scudo dell' umanità di Nick Fury".
"E tu, Cap, non dici niente?" ribatte Dum Dum.
"Ho visto anche troppo marcio per questa giornata" replica seccamente Jeff Mace.
Una volta che gli eroi sono usciti, il giovane si avvicina a Dugan:"Nonno, ma chi si credono di essere? Come si permettono di trattarci così?".
"Timothy, hai osservato bene il loro sguardo?".
"Lo sguardo?".
"Esatto: ho incontrato molte persone nella mia lunga vita. Ma uno sguardo duro, deciso ed implacabile come quello che ho notato nei Vendicatori non l' avevo mai visto prima. Dio ci perdoni se mai noi dello SHIELD dovessimo affrontarli".
"Perché?".
"Perché verremmo sbaragliati".
Lemuria.
Seduto sul suo scranno infranto, l' Alto Sacerdote Ghaur medita sulle recenti, tragiche sconfitte: da quando assorbì il potere del Celestiale Dormiente, passando per quando tentò di evocare Set il dio serpente, fino all' ultima batosta su Olympia. E gli Eterni, la vera razza impura, ci sono ancora: uno dei tanti errori dei dannati Celestiali, atroci creatori e distruttori al tempo stesso della sua genia. Ricorda spesso quel giorno, e come non potrebbe? Vede il Celestiale Nero che uccide centinaia di suoi simili e lui che può solo osservare il massacro. Anche se Lemuria è stata ricostruita da allora, la ferita rimane. E non si rimarginerà mai.
"Cosa ci rimane, Kro?" chiede al suo un tempo fidato generale "Siamo rimasti solamente in 137 e ci avviamo inesorabilmente verso l' estinzione. Ormai anche la vendetta mi appare futile".
In sostituzione di Kro, arriva un' altra voce:"Le cose possono cambiare".
"Chi sei tu?" domanda il generale Deviante "No, aspetta, ti riconosco: sei la Deviante di nome Ereshkigal!".
"Alla fine sono tornata tra la mia gente".
"Per quale motivo?" chiede Ghaur.
"Abbiamo un obiettivo in comune, Alto Sacerdote" risponde Ereshkigal "Gli Eterni. E nei miei viaggi dimensionali ho scoperto una cosa molto interessante".
"Sarebbe a dire?".
"L' arma che li annienterà definitivamente".
Slorenia.
Usciti all' esterno, i Vendicatori scaricano le loro tensioni.
"Simon" dice Wasp "Che ti è preso? Sembravi fuori di te, durante la battaglia".
"Sto bene, Jan, davvero. Tutta questa vicenda mi ha... colpito personalmente, certamente tu capirai".
L' eroina non può ribattere poichè la sua attenzione viene in quel momento attirata da quanto sta accadendo davanti a lei.
"Si può sapere perchè non hai tirato quella freccia?" sbotta Capitan America.
"La voce di quel robot" spiega Occhio di Falco "Era quella di mia moglie".
"Sì, ma cosa vuol dire? Mica...".
Clint allora dà uno spintone a Mace, facendolo ruzzolare a terra:"Mia moglie è morta!" urla "Hai capito, ora?".
Songbird si frappone tra i due:"Clint, calmati. E tu, Cap, piantala di fare il saccente come il tuo predecessore".
"Smettetela tutti quanti!" interviene Wasp "Capisco che, per come sono andate le cose, possiate sentirvi frustrati, ma scaricare la tensione tra di noi non ci aiuterà di certo. E comunque la domanda di Capitan America era più che legittima. Occhio di Falco, non voglio più vederti esitare in quel modo, stavolta ci è andata bene, ma la prossima uno di noi potrebbe rimanere ferito".
"Ma...".
"Niente ma. E ora, Scarlet...".
"Jan?".
"Sì, Visione, cosa c'è?".
"Tra la concitazione della battaglia e quel che ne è seguito nessuno di noi se n'è accorto, ma manca il robot replicante di Henry Pym!".
Wasp rimane pensierosa per qualche secondo, poi dice:"Ho come l' impressione che Hank stia per venire a trovarci".
Da qualche parte.
Ha osservato tutto, in silenzio come sempre: ha visto i suoi fratelli e sua... madre distrutti da quegli strani esseri. Non è intervenuto, non aveva alcuna intenzione di farlo. Quello che è accaduto è una cosa di poco conto, farsi coinvolgere in una simile baruffa non si addice ad una personalità superiore quale è la sua. Lui ha individuato il male nei suoi fratelli, l' ha estirpato e loro come lo ricambiano? Facendo la guerra. Non meritano più le sue attenzioni.
Ora deve dedicarsi alla sua ultima e più importante missione prima di dar vita ad una nuova razza. Entrerà nella storia, deve darsi un nome, non è un semplice replicante di Henry Pym: nei suoi database ne trova uno adatto. Adam. Il primo di molti.
Palazzo dei Vendicatori.
"Ragazzi" esclama Giant-Man "Questo vostro teletrasporto è davvero fenomenale. Posso esaminarlo?".
"Magari un altro giorno, Hank" ribatte Janet Van Dyne "Ora ci sono questioni più pressanti. Mentre ti contattavamo, un tuo... collega ha effettuato un esame preliminare".
"Anche se, a dire il vero" afferma la persona in questione "Non ho scoperto nulla. Ciao, Hank".
"Ciao, Scott... esimio collega. Cosa intendi esattamente con nulla?".
"Ho rinverdito i vecchi fasti di quando tu entrasti nel corpo di Visione. Mi sono rimpicciolito per vedere di scovare nei resti di quei robot quello che viene definito Imperativo Ultron, ma non ne ho trovato traccia".
Il volto di Giant-Man si rabbuia:"Ultron, eh? Alla fine si ritorna sempre a lui, al mio 'figlio' assassino".
"Ma stavolta è diverso, Hank" dice Wasp "Stavolta abbiamo individuato il suo punto più debole. Se lo SHIELD non si fosse messo di mezzo ora non dovremmo più preoccuparcene".
"Mi sembri un po' troppo ottimista, Jan".
"È il mio peggior difetto, Hank"
ribatte lei con tono apparentemente piccato.
Pym osserva intensamente il volto di lei, poi annuisce:"Mettiamoci al lavoro".
Alcune ore dopo arriva il responso dallo scienziato:"Confermo l' impressione iniziale di Ant-Man: stando a quanto riferitomi da Visione ed analizzando i diagrammi di Jocasta, posso affermare con certezza che in questi robot non vi è alcuna traccia del cosiddetto Imperativo Ultron".
"Ma come è possibile questo?" chiede Occhio di Falco "Ultron ha commesso un errore così madornale?".
"No, non è da lui" risponde Pym "Piuttosto una teoria ce l' ho e... mi intriga e terrorizza al tempo stesso. Vedete questi mini-cd? Al loro interno vi sono i nostri schemi mentali. Ultron ha creato la sua progenie, ma facendo leva sui nostri peggiori istinti".
"Quegli istinti che mi portarono a voler dominare il mondo" dice Visione.
"A me ad entrare nei Signori del Male" gli fa eco Simon Williams.
"Che mi fecero diventare Scarlet Nera" conclude Wanda Maximoff.
Jan non dice niente per non turbare ulteriormente l' atmosfera: ma lei sa, tutti sanno, che la sua replicante è stata forgiata sul suo senso di frustrazione e rabbia che provava al tempo in cui Hank la picchiava.
"Sono composti di un materiale ultraresistente" continua Giant-Man "Tanto che hanno assorbito l' impatto dell' energia ionica e del Fluido Zero. A parte questo, comunque, come mi avete riferito c'è un robot ancora in libertà, il mio sosia metallico. Ecco, chiunque di voi sa che ho una personalità molto... particolare".
"Spiegati meglio, Hank" esclama Wasp "Cosa può essere accaduto?".
"Chiaramente Ultron non avrebbe sprecato tante forze per creare una sua copia. No, io lo conosco bene: ha voluto fare quello che io volevo fare con lui. Dare vita ad una nuova razza. E per questo ha modellato il primo della specie, il suo Adamo, sulle fattezze di suo padre, in tutto e per tutto. Con noi gli psicanalisti farebbero faville. Ma a mio avviso 'Adamo' ha rinnegato il suo Dio".
"Intendi dire che sarebbe stato lui ad annullare nei suoi fratelli l' Imperativo?" chiede una stupefatta Jan. Hank annuisce. La donna si passa una mano sulla fronte:"Sempre più pazzesco".
In quel momento Scott Lang entra nella stanza:"Gente, alla televisione c'è qualcosa che secondo me dovreste vedere".
I Vendicatori si recano davanti allo schermo, occupato dal volto di una giornalista a loro nota:"... McLaren, eccezionalmente in diretta da Bruxelles. La notizia era trapelata qualche ora fa, ma adesso ha trovato conferma: la robot senziente di nome Alkhema è stata catturata in seguito ad una brillante operazione di un reparto speciale delle forze di pace ONU".
"Quelli dello SHIELD... che fottuti bugiardi" commenta Wonder Man.
"La notizia è ancora più importante" continua la McLaren "Se si considera che Alkhema è ritenuta una complice di Ultron, colui che tempo fa sterminò l' intera popolazione della Slorenia. Ora verrà trasferita al tribunale penale internazionale dell' Aja, dove verrà giudicata".
"Giudicata?" si domanda Songbird "E per cosa?".
"Sai" spiega Occhio di Falco "Se la si considera un pezzo di metallo è più facile... condannarla a morte".
"Ma secondo te, Clint, è un essere vivente come noi? Ti prego, non arrabbiarti e rispondimi con sincerità".
L' arciere ciondola la testa con fare pensieroso:"Mi sono posto mille volte questa domanda, non sono mai riuscito a darmi una risposta". Ma dovrà trovarla al più presto, non può più vivere perseguitato da un' ombra, lo deve se non a sé stesso quantomeno a Belinda.
"È un dilemma che presto anche noi dovremo affrontare" fa notare Wasp "Quando dovremo decidere se distruggere o meno quei mini-cd con i nostri schemi mentali. Rechiamoci comunque a l' Aja, per... tenere d' occhio la situazione".
"Io purtroppo devo lasciarvi" annuncia Ant-Man "Sharon si preoccupa se ritardo a casa. Comunque, quando avrete bisogno di me, sapete dove trovarmi".
"Buon ritorno in Wakanda" lo saluta Scarlet agitando le sue mani per il teletrasporto "E salutaci Pantera Nera quando lo vedi".
Congedato Lang, Jan dice:"Voglio evitare ogni problema chiamando un ulteriore pezzo da novanta: Thunderstrike".
"Secondo voi si sta ambientando?" chiede Melissa.
"Tutti saremmo sconvolti se fossimo al suo posto, ma a me pare si stia impegnando.
Ora, però, abbiamo un altro problema di cui occuparci".
Da qualche parte.
Deve estirpare il male, ma per far ciò dovrà ricrearlo: quale sublime ironia. Sua madre non ha voluto essere liberata da esso e per questo dovrà pagare. Non sarà una cosa semplice, ma alla fine ce la farà. Così per svariate ore Adam lavora incessantemente, ridando vita a ciò che deve annientare, con tanto di tumore maligno incorporato.
Finché un rozzo modello di robot dalla testa tristemente nota, un ghigno stampato sulla sua bocca, è davanti a lui. Così Adam attende, attende, attende. Fino a quando la testa non inizia ad animarsi, a risplendere di rinnovata luce.
Ed il Male cammina ancora sulla Terra:"Ultron è tornato!".
CONTINUA...
ARACNE & LA DONNA RAGNO in:
MADRI (seconda parte)
Detroit.
Qui si è recata Charlotte Witter, l' attuale Donna Ragno, per sventare un traffico di pedofilia. Disgraziatamente per lei, anche Aracne stava indagando sulla stessa pista. E, per usare un eufemismo, queste due donne non sono
granché amiche.
Con uno scatto improvviso Julia Carpenter balza verso la Donna Ragno e le sferra un potente gancio al viso:"Questo è per avermi rubato i poteri e l' alias!".
"Senti chi parla, brutta stronza, come se tu detenessi l' esclusiva sul mio nome di battaglia. E poi ti pare bello colpire una donna inci...". La prostituta di alto bordo si blocca, ormai ha detto una parola di troppo.
"Ehi, cosa stavi dicendo? Sei... incinta? Sei incinta! Ma hai perso totalmente la testa?".
"Della mia vita faccio quello che voglio e tu lasciami in pace".
"Hai consultato il bambino su questa tua scelta? Ha avuto parola su ciò?".
"Non cominciare a farmi la morale e ad essere saccente come solo voi eroi riuscite ad essere. Non sono come voi, faccio tutto questo solo perchè mi diverte, perchè mi fornisce ciò che più bramo: la fama, le apparizioni sui giornali, la gente che parla di me elogiandomi. Credo sia uno stile di vita decisamente migliore di quello che conduci tu: scommetto che la tua vita sociale è uno schifo".
"Sei brava a giudicare persone che non conosci".
"Anche tu, a quanto pare".
Aracne esita per qualche secondo, poi dice:"Come sei giunta fin qua?".
"Secondo te? Indagando, facendo qualche domanda alle persone giuste, stimolandole nel modo opportuno...".
"Mi fai schifo".
"Sai quanto me ne frega".
Vi è ancora qualche secondo di silenzio, ancora interrotto da Aracne:"Sto investigando su questo orribile traffico da settimane ed ho capito una cosa: che non sono episodi isolati, ma che rientra tutto in una, è brutto dirlo ma è così, precisa strategia commerciale".
Per la prima volta il volto di Charlotte tradisce un moto di sorpresa:"Insomma, per queste persone violentare i bambini è solo una questione di business?".
"Non per queste persone" precisa Julia indicando uno dei trafficanti steso dalla Donna Ragno "Ma le menti criminali che stanno dietro loro. Chissà, forse sono persone che vestono in doppiopetto, che trattano in questo mercato con la stessa sfrontatezza che userebbero se dovessero vendere... gelati".
"Che pervertiti".
"Non credo proprio, è alquanto probabile siano eterosessuali. Persone normali, che incontri per strada, con cui bevi un caffè al bar, che hanno la faccia pulita. Ma le mani decisamente sporche".
"Insomma, il dio denaro vince sempre alla fin fine" commenta Charlotte "Fottendosene di tutto e di tutti".
"Esatto, ma tu questo già lo sapevi, vero?".
"S... Sì" risponde la Donna Ragno con un po' di incertezza.
"Proprio un bel mondo quello che si prospetta per tuo figlio... E con una educatrice come te...".
Charlotte afferra per il costume Julia, che non pare impressionata:"La devi piantare di insultarmi! Che ne sai di quello che provo per questo bambino? Magari è la creatura a cui donerò tutto il mio amore di... madre". Che suono strano ha per lei questa parola.
Julia si allontana dalla stretta:"Hai ragione, ho espresso un giudizio affrettato. Comunque sappi che ti terrò d' occhio, sempre, ed al primo sgarro verso di lui o di lei la paghi cara. Ora la polizia sta per arrivare, ce ne andiamo?".
"Per fare cosa?".
"Andiamo a scovare i mandanti di questi bastardi. Ho sentito cosa ha detto quell' uomo dopo la tua... esortazione".
"Perché mi vuoi con te? Credevo mi odiassi".
"Io ti odio, infatti, fin nel profondo del mio cuore. E sarà per sempre così, dopo che ho visto cosa fai per vivere. Ma so bene che non riuscirò a liberarmi di te prima che questa faccenda sia conclusa. Vuoi la tua foto sbattuta in prima pagina sul giornale e farai di tutto per ottenerla".
"Sei una donna molto perspicace, brava. È a questo punto che gli eroi di turno mettono temporaneamente da parte le loro divergenze e si danno una bella stretta di mano?".
"Scordatela, puttana".
"Sai, credo che questo sia l' inizio di una splendida inimicizia".
Un minuto dopo giungono sul posto le volanti della polizia e trovano, oltre a numerose cassette e materiale pedofilo, i loro smerciatori avvolte in tele psichiche: respirano a malapena, ancora un po' e forse qualcuno avrebbe rischiato di soffocare.
Intanto, sui tetti di questa città, è appena nata una delle più insolite alleanze di sempre.
CONTINUA...
GYRICH & DRAGOLUNA in:
SHOCK
New York.
Il suo nome è Henry Peter Gyrich, è un agente governativo che ultimamente ha messo in discussione gran parte di ciò in cui credeva. Da accanito critico dei Vendicatori e dei supereroi a, se non proprio loro sostenitore, quantomeno tollerante nei loro confronti. Ed oggi sta per compiere un altro passo verso questo obiettivo: poichè, se fino a qualche settimana fa, gli aveste chiesto se avrebbe mai invocato l' aiuto di un eroe, lui vi avrebbe guardato con faccia torva e risposto sprezzantemente di no. Ma appunto, molte cose sono cambiate da quel giorno. E ciò che sta per fare oggi lo fa in nome della persona per lui più preziosa al mondo.
Oggi ha un appuntamento presso la sede americana della Fondazione Scientifica,
con una certa persona nella fattispecie. Alla fine la sua lunga attesa termina e
davanti a lui si para una donna calva dallo sguardo di ghiaccio:"Buongiorno, Miss Douglas"
saluta.
"Cosa vuole?" è la fredda domanda di Dragoluna.
"Sa, sono certo che le sue doti potrebbero tornare utili per una importante
faccenda che...".
"Non so se possa esistere qualcosa di più disgustoso che sentire lei che invano tenta di adularmi. Comunque ho poco tempo da perdere e le ho letto la mente: la mia risposta è no".
"Cosa? Ma perchè mai?".
"Lei è un oscuro burocrate, Mr. Gyrich, che non ha a cuore i veri interessi della gente perchè è troppo impegnato a far stendere tappeti rossi al suo passaggio. Inoltre sappia che la Guardia dell' Infinito conosce molto bene il ruolo da lei avuto nella diffusione delle Sentinelle. E dunque, visto che i Vendicatori non vogliono farlo, ci penso io a darle una lezione di umiltà. Addio".
Heather Douglas prova ad aggirare l' agente governativo, ma costui l' afferra saldamente per un braccio:"Stronza arrogante, si tratta di mio figlio. Mio figlio! Non le ha fatto nulla di male e lei lo condanna senza appello!".
"Mi lasci subito andare". Gyrich esegue. "È fortunato che io non sia una persona impulsiva, altrimenti a quest' ora sarebbe già riverso sul marciapiede, a sbavare. Ma perchè sprecare forze per nulla?".
"Dunque è questo il rispetto che i componenti della Guardia dell' Infinito nutrono verso le persone sfortunate? Alla televisione ed ai giornali avevate dato tutt'
altra impressione. Sono molto deluso".
Dragoluna decide allora di aver tormentato abbastanza Gyrich, voleva accertarsi
se era davvero cambiato come aveva sentito. La risposta è un secco no.
Normalmente non gli fornirebbe alcun aiuto, ma in questo caso non si tratta di
lui:"Senta, se vengo per alcuni minuti ed esamino la situazione mi lascerà in pace?".
"Ha la mia parola" risponde l' agente governativo con tono speranzoso.
"Che per me non è garanzia di certezza. Comunque andiamo".
St. Mary Hospital.
Dragoluna osserva David Gyrich, il bambino riverso su un letto in stato catatonico ormai da tanto tempo. Poche cose possono colpirla emotivamente, vedere un bambino a cui è stata privata la sua innocenza è una di queste, le ricorda un' altra bambina che tempo fa venne coinvolta insieme a suo padre in un incidente stradale. E da quel momento la sua vita cambiò per sempre, eternamente tesa ad una perfezione a cui mai giungerà.
"Dunque lei vorrebbe che..." inizia la donna.
"Che coi suoi poteri telepatici curasse mio figlio dal trauma che ha dovuto subire" risponde Gyrich "È possibile?".
"Sì. Ma perchè ha voluto il mio aiuto?".
"Può leggere la mia mente per sapere la risposta".
"Vero, ma voglio che lei lo dica a voce alta, le parole hanno un significato diverso così".
L' agente governativo china il capo, poi lo rialza, tensione dietro i suoi occhiali:"Perché... perchè sono giunto a ritenere che se esistono i supereroi allora questo mondo deve essere meno tetro del previsto. L' importante, però, è che i loro poteri vengano tenuti sempre sott'occhio".
Grossomodo, quello che Dragoluna voleva sentirgli dire fin dall' inizio.
"Sorprendente che ci siano voluti più di venti Vendicatori per farglielo capire" commenta Heather, che poi torna a rivolgere la sua attenzione a David. Posa la mano sinistra sulla sua fronte e la mano destra su quella del ragazzo, stabilendo così un contatto telepatico. Inizialmente vi è il buio assoluto, poi improvvisamente appare qualche sprazzo di luce, qualche lampo di memoria.
Il primo flash: un criminale con uno strano costume blu con strisce bianche. Le pare di ricordare che si chiamasse Blizzard... oppure Jack Frost. Il suo volto è vicinissimo, Heather sta vedendo tutto come lo videro gli occhi del ragazzo. "Ehi, ragazzino, vuoi giocare a fare il duro?" è l' esclamazione del criminale.
Secondo flash: Blizzard tira un violento ceffone a David:"Stai zitto!".
Terzo flash: Blizzard dà le spalle al ragazzo, urlando ad una finestra:"Iron Man, se provi a catturarmi uccido l' ostaggio!".
Quarto flash, l' ultimo e alquanto sfocato, si sta già precipitando nell' oblio: Blizzard è stato catturato e viene caricato su una volante della polizia, Iron Man vicino a lui per impedirgli di fuggire. Poi David viene caricato su una barella, c'è una donna accanto a lui che piange continuamente, ma prima ancora che le portiere dell' ambulanza si chiudano il mondo del ragazzo diventa totalmente nero.
Questo è lo shock che ha segnato la sua vita e che rischia di continuare a farlo. Di nuovo Heather ripensa a quella ragazza e a quell' incidente di tanto tempo fa, poi inizia ad agire sulla mente di David: con la maestria e la capacità affinate nel corso degli anni fa in modo di separare il trauma dalla mente del ragazzo e cancellarne ogni traccia. Semplice... perfetto. E la luce comincia ad apparire.
Dragoluna allora interrompe il contatto telepatico e, pochi secondi dopo, un lieve sorriso compare sul suo volto quando vede gli occhi di David animarsi, tornare ad una piena vitalità. Con voce roca si rivolge a Gyrich:"Pa... Papà, cosa ci faccio qui?".
L' agente governativo rimane immobile, sul suo volto si può leggere tutta la tensione e l' ansia che ha accumulato in questi minuti. Poi corre ad abbracciare suo figlio: non sa cosa dire, ma ci sarà molto tempo per parlare in futuro.
Dragoluna sta per uscire dalla stanza quando lui la richiama:"Miss Douglas, la ringrazio e mi scusi se l' ho trattata male. Le sarò eterno...".
"Non mi ringrazi, Mr. Gyrich" è la sua replica "L' ho fatto unicamente per quel ragazzo, nulla più. La mia opinione su di lei non è affatto mutata. Addio".
Una volta uscita dall' ospedale, Heather si alza in volo, senza una meta precisa dove andare. Continua a pensare a David, ora ha nuovamente una famiglia, un padre a cui volere bene. Ha molti anni davanti a sé, gli anni migliori. Quella ragazza, per via di quel tragico incidente, questa possibilità non l' ha avuta, quegli anni li ha perduti e non torneranno più. Una lacrima scende sulla sua guancia, lei l' asciuga prontamente:"Deve essermi andata della polvere negli occhi" si giustifica.
FINE
I VENDICATORI presentano:
KILL BILL Vol. I
Parte 2: LEZIONI DI VITA
Aeroporto LaGuardia.
"Che ne dici se diventassimo vostri fornitori ufficiali, Peter?" esclama Talia Kruma "Del resto la Starcore per i propri componenti si è sempre affidata a diverse ditte, magari è tempo che questa cosa cambi".
"Non è una risposta facile quella che mi chiedi, amica mia" ribatte Peter Corbeau "Non vorrei sembrare scortese, ma ci troviamo bene con la situazione attuale".
"Con noi vi troverete ancora meglio!". Il tono di voce della donna si alza leggermente. "Non ti impongo di accettare subito, solo vieni a dare un' occhiata a quello che facciamo, valuta con calma. Poi riferiscimi la tua decisione: qualunque essa sia, io la accetterò.
Ma non rifiutare a priori la mia proposta, non è da te".
Corbeau rimane in silenzio per alcuni secondi, poi risponde:"D' accordo, Talia, ci sai decisamente fare con gli affari. Andiamo a
fare una visita alla Kruma International. Sicura che non sarò di disturbo?".
"Certo che no: è un' azienda tranquilla dove non succede mai nulla di nulla".
Kruma International.
Una raffica di proiettili colpisce ancora il muro di fronte a Bill Foster, alcuni metri alla sua destra. Si è riparato dietro un angolo insieme al suo amico Dale West per sfuggire alla furia del criminale Youngblood, che è irrotto qui esortando tutti i dipendenti della Kruma ad andarsene. Con spavalderia ed incoscienza Bill e Dale sono rimasti.
"Ora mi ricordo dove ho già sentito parlare di questo tizio" esclama Dale West "Ha assalito la Oracle alcune settimane fa, a quanto pare è specializzato in questo genere di cose".
"E quella volta come lo hanno sconfitto?" chiede Bill Foster.
"Avevano il Cavaliere Nero dalla loro".
"Quel Namor McKenzie ha tutte le fortune".
"Allora, voi due" incita Youngblood "Vi decidete ad andarvene o no? Peggio per voi, io vi ho avvertito". E nuove raffiche di proiettili partono.
"Bill, c'è un solo modo per fermarlo. Tu fai sì di tenerlo impegnato per qualche minuto".
"E come?" domanda l' uomo, ma il suo amico si è già avviato lungo il corridoio, dalla parte opposta rispetto a dove si trova Youngblood, si sta dirigendo
dunque verso il suo laboratorio. Bill rimane incerto per qualche secondo, poi urla:"Ehi, mi arrendo, mi arrendo! Ora esco con le mani alzate!".
"Bravo, scelta saggia" commenta il criminale "Hai un minuto per uscire da qui, poi non mi importa dove ti trovi, io abbatto questo posto. La mia bomba a tempo è già pronta per essere attivata".
Con coraggio Bill esce dal suo nascondiglio, le mani sopra la testa, trovandosi di fronte al mercenario dai capelli bianchi. Cristo santo, quante armi che ha! Si incammina, sta per oltrepassarlo. "Stupido, molto stupido ed avventato quello che vuoi fare" pensa. Ma lo fa comunque: compie un incredibile scatto e colpisce con tutta la sua forza Youngblood al volto. Bill quasi si rompe le nocche, il criminale è come se non avesse sentito nulla.
"Stupido, molto stupido" commenta il criminale puntando una delle sue pistole alla tempia di Bill.
"L' ho pensato anch' io".
"Yaaaaahhhh!". Un calcio coglie improvvisamente Youngblood, ancora al volto, e gli fa perdere la presa sulla sua arma.
"Ne ho abbastanza di voi supercriminali".
Bill inizialmente rimane incredulo:"Kayla Ballantine? Ma dove ha imparato quella mossa di karate?"
pensa. Poi non perde tempo: il criminale è stato colto di sorpresa, bisogna approfittarne. Riparte alla carica, concentrandosi stavolta sullo stomaco del criminale, più... malleabile. Kayla è ancora al suo fianco, pare una furia e tenta di privare Youngblood di tutte le sue armi: impresa certo non facile.
"Ora basta!" grida il mercenario, cogliendo di sorpresa i due e mandandoli a sbattere contro una parete. Il dolore lancinante che corre lungo la loro schiena li blocca sul posto. Intanto il criminale raccoglie una sua pistola:"Niente male, bella, mi hai ricordato un' altra donna tosta che ho incontrato tempo fa. Ma ora...".
Il volto di Youngblood ricorderà a lungo questa giornata, poichè in quel momento un vaso gli va a sbattere contro,
andando in frantumi. D' istinto il criminale fa fuoco contro il suo assalitore.
"Celia!" si dispera Bill. È stata ferita ad una spalla e, barcollando, crolla al tappeto. "Bastardo! Ti...".
"Tu non farai più...". Niente era la parola che il criminale voleva pronunciare, ma viene bruscamente troncato da una raffica energetica che lo spedisce contro una parete: l' urto provoca alcune crepe.
Ma la sorpresa di Bill è più che altro incentrata sul responsabile di tutto ciò:"Dale? Ma che ci fai in quell' armatura?".
"Sei spacciato, feccia" esclama con finta spavalderia Dale West "Lascia subito stare queste persone o subirai l' ira di... ehm... Metallo!".
CONTINUA...
PROSSIMAMENTE
Europa Unita, Vendicatori Uniti