#7

di Fabio Furlanetto

 

 

LA STANZA DEI RICORDI

 

 

Life is the art of drawing sufficient conclusions from insufficient premises.

Samuel Butler (1612-1680)

 

 

Lungo una scala antica, i cui mattoni potrebbero raccontare infinite storie, passi decisi sono seguiti dal tonfo di un colosso di metallo, che segue con incertezza il sentiero che l’uomo avvolto nel prezioso tessuto verde che nasconde il metallo percorre con spiazzante semplicità.

-Deve scusarmi, signore, per averla disturbata con problemi così meschini, ad una simile ora… - parla il mostro con voce ferrosa.

-Non preoccuparti, fedele robot… niente è più importante per me dei problemi dei miei sudditi.

-Farò sì che il suo lavoro sia indisturbato, come da programma. Mi è concesso sapere quali sono i suoi piani per la notte, signore ? Se è qualcosa di importante posso attivare altri robot di servizio.

-Non sarà necessario, CR-3K. Devo solo…pensare.

L’ampio salone è costellato di macchinari all’apparenza distribuiti alla rinfusa, ma che ad un’analisi più attenta rivelerebbero uno schema di distribuzione ben preciso, quasi maniacale. Ogni oggetto è raggiungibile con pochi passi da un’unica postazione di lavoro, così da avere un controllo totale di tutti i vari esperimenti in corso.

“Perfetto” riflette mentre controlla i dati registrati dai suoi computer durante la breve distrazione “sembra che ci sia stata una breve oscillazione. Non è stata registrata dalla mia armatura, ma l’ho avvertita mentre mi recavo qui. Per un istante, mi sono sentito… altrove…”

Le dita metalliche manovrano con decisione i piccoli interruttori presenti sul cilindro levigato, come un meccanico intento a riparare un motore ostinato.

In nessun altro campo viene messa una passione simile; politica, diplomazia, stregoneria… tutte impallidiscono rispetto alla passione pura e semplice per la scienza, impressa in ogni circuito. Non vi è nessuna tra le sue opere che non declami “Qui passò Victor Von Doom, e ridefinì ciò che era stato fatto prima”.

-Pur con i più potenti computer del pianeta a mia disposizione, per simili calcoli occorreranno diverse ore. Quale amante sfuggente è la natura ! Più scopriamo di essa, più è difficile fare il passo successivo. Bah ! Inutile continuare con ricerche casuali. Non vi è che un modo per confermare il procedimento, e prevede l’uso di determinate onde cerebrali. Inserirò le mie, senza più distrarre la mia mente con inutili precauzioni. L’intero processo è sotto costante controllo.

Bastano pochi secondi per rintracciare i dati desiderati nel database, ed ancora meno per inserire i dati corretti nel piccolo congegno. Il cilindro vibra leggermente quando viene attivato, emettendo un ronzio che non dovrebbe esserci. Victor controlla gli ultimi dati e si sbriga a supervisionare gli ultimi esperimenti.

Esce dal laboratorio ed ascolta gli ultimi rapporti ricevuti, fermandosi un attimo ad osservare il paesaggio notturno di Latveria, e sorride.

Infine, dopo essersi tolto l’armatura ed indossato l’altra maschera, allontana il suono immaginario del respiro di una donna, e si addormenta.


 

Per pochissimi minuti, la stanza è immersa nel più completo e totale silenzio, isolata dal resto del Paese. Poi, preceduta da una leggera contrazione dei muscoli facciali del re, sotto la maschera di metallo grigio che ne riproduce parte del volto, si sente una voce.

-Ti ho sentito.

Il silenzio quasi assordante continua, e non viene fornita una risposta.

-Non cercare di mascherarti da sogno. So perfettamente cosa sei, o non ti avrei creato. Fuori dalla mia mente, ora.

Ancora nessuna risposta, ma il sovrano si alza dal letto e si guarda attorno. Poi preme due microscopici interruttori sul polso sinistro, e con un sinistro bagliore viene nuovamente ricoperto dalla fedele armatura. Con un tono soddisfatto, constata:

-Così va meglio.

*Come hai fatto ? – domanda una voce vagamente femminile, proveniente da tutte e nessuna direzione.

-Innesto ipodermico psicotattile ad interfaccia esadimensionale. Un qualcosa che ho adattato dalla mia ultima visita al 47° secolo. Vuoi seguirmi ?

La porta della stanza si apre quando l’armatura si avvicina, e le luci del corridoio si accendono al suo passaggio e si spengono quando è ormai oltre. Percorso il corridoio, appoggia la mano su una pietra identica alle altre. Una parte del muro scompare, lasciando intravedere una grande stanza nera con una lunghissima scala a chiocciola. Destino entra, ed il muro ricompare alle sue spalle.

-Desideri forse un nome ? – domanda mentre l’eco dei passi sulla scala si riproduce all’infinito.

*Non credo di averne bisogno. Un nome serve a differenziare da qualcos’altro, vero ? Sono unica.

-Capisco. Anche questa piccola dimensione non ha un nome, sebbene il primo Mago Supremo a notarla ne parlò come l’Abisso Senza Fondo.

*Sembra interessante. Posso rientrare nel sogno per-

-No.

*Capisco. Dove stiamo andando ?

Nessuna risposta. La scalinata sembra infinita in entrambi i lati. Si respira un’aria ancora più antica di quella emanata dal castello, eppure vi si aggiunge una sensazione di tragicità, di viaggio interminabile.

*Comunque, come hai fatto a riconoscermi ? Credevo di essere perfetta come sogno.

-Io non sogno.

*Mi sembra molto strano. Gli umani devono sognare, no ? Forse, se fossi stata un incubo…

-Ti ripeto che non sogno. Né sono più tormentato dagli incubi.

*Posso chiedere come ?

-Esistono varie tecniche di meditazione per indurre uno stato di rilassamento simile al sonno. In questo stato il corpo e la mente riposano in modo più efficiente, e non c’è nessuna fase REM. Ma anche se non avessi dominato queste tecniche, non posso più avere incubi in seguito ad una bizzarra esperienza con Ghost e il mutante Wolverine… con gran rammarico di Incubo, naturalmente. [1]

*Impressionante. Non sono arrivata fino a quel punto nei pochi istanti in cui sono rimasta nella tua memoria.

-Considerati fortunata. Se si fosse trattato di una frazione di tempo superiore saresti stata spenta. Effettivamente, considerando il tempo di reazione dei miei computer, tenendo conto della curva di apprendimento che ho calcolato per te, non puoi essere rimasta nella mia mente per più di zero virgola novantasette secondi. Suppongo che tu sia arrivata al mio primo incontro con Namor il Sub-Mariner ?

*Precisamente ! Come…

-Avevo calcolato sedici percorsi alternativi all’interno del mio cervello, ma il più probabile partiva dall’ipotesi che tu analizzassi prima la corteccia allargata. Per quanto complesso, ogni essere vivente neonato segue schemi riconoscibili.

*Ci sono ancora molte cose che non capisco, anche dopo aver appreso tutto ciò che potevo.

-Hai domande su quanto hai visto finora ?

*Non direi, mi è tutto abbastanza chiaro. Ma sono curiosa di sapere cosa è successo dopo.

-A questo punto, è chiaro che ti sei adattata perfettamente al sistema di comunicazione verbale. A causa di passati…sfortunati incidenti che non sono dipesi dalla mia volontà…preferirei limitare il ricorso alle registrazioni dei miei pensieri.

*Perché…registrare i propri pensieri ?

-Perché questo è un mondo pericoloso, persino per Destino, e sono necessarie precauzioni particolari per non correre rischi inutili. Certamente il rivivere il mio primo incontro con la famiglia di Richards [2] è stato sufficientemente istruttivo sulla necessità della prudenza. Un piano deve avere almeno tre piani di emergenza, preferibilmente con almeno due diversi percorsi per ognuno. Come questa piccola dimensione, ad esempio. Il castello è pieno di nascondigli e passaggi segreti, ma indispensabile che una via di emergenza abbia una via di emergenza interna. Ecco, siamo arrivati.

Alla pressione di un pulsante nascosto ai lati di un gradino, di fianco alla scala di apre una porta, che Destino attraversa per entrare in una stanza di oltre cinquecento metri quadri, ricoperta di uno spesso materiale grigio lucente. Alle pareti, una quantità inimmaginabile di robot, armi, veicoli, scheletri degli esseri più inumani, e mille altri cimeli.

-Come questa stanza può confermarti, i miei interessi sono ampi e molto diversi tra di loro.

-Codici: esatti. Retina: confermata. Schema cerebrale: confermato. DNA: confermato. Aura: confermata. Tracciati calorici: confermati. Tracciato cronale: confermato. Possibilità di errore: 1.6x10-154. Identità confermata, Victor Von Doom. Bentornato, dottore.

Destino ignora la voce del computer e procede verso uno degli angoli della stanza, occupato da una piccola teca di cristallo. All’interno, un cilindro metallico rosso lungo circa quindici centimetri.

-Questo, ad esempio, è stato alla base di un piano che per poco non ha portato alla prematura scomparsa dei Fantastici Quattro e di un certo edificio base di molteplici scontri epici, le cui conseguenze furono innumerevoli.

 

*Che cos’è ?

-Un generatore di campo magnetico – risponde appoggiando la mano metallica sul vetro – Quando ancora Magneto si gingillava con risibili macchinari per sfruttare il proprio sopravvalutato potere, Destino aveva già pronta un’arma in grado di esercitare un potere paragonabile al suo. In quanto anch’egli di sangue nobile, permisi al vendicativo re d’Atlantide, Namor I, di partecipare all’azione. Namor, come tutti gli uomini passionali, è estremamente prevedibile, e fu sufficiente un po’ di enfasi sulla sua estemporanea infatuazione per la Ragazza Invisibile a renderlo mio inconsapevole schiavo. Se non mi avesse tradito, questo piccolo cilindro debitamente guidato dalla mia navetta spaziale avrebbe scaraventato tutto il quartetto e il Baxter Building nel Sole. [3] Cionostante, la sua stoltezza mi è stata utile numerose volte nel corso degli anni. Un molteplice tradimento, comunque, dato che sono certo che senza Namor a rivelare la base del mio progetto Richards non sarebbe mai riuscito ad invertire la traiettoria.

*Come può un piano così semplice essere così importante ?

-Quando si scontrano due grandi intelletti, spesso la vittoria risiede in qualcosa di così ovvio da essere solitamente trascurato. Anche ciò che successe dopo fu legato a questo, anche se in modo del tutto imprevedibile persino a me. Come poteva anche Destino prevedere che, distrutta la navicella, una meteora vagante lo avrebbe allontanato dalla battaglia, fino agli spazi siderali dove una nave errante degli alieni Ovoidi lo avrebbe soccorso ?

Destino si sposta di poco meno di due metri, trovandosi davanti ad una sorta di arma simile ad un piccolo cannone, ed una scatola di circuiti appoggiata a terra.

-Ecco cosa mi portò quell’imprevisto. Solo gli sciocchi si lasciano sfuggire le opportunità, e l’avanzatissima tecnologia Ovoide era, per Destino, la più accessibile dell’universo. Il teletrasportatore mentale è solo una delle applicazioni di quel brevissimo incontro, ed è ormai obsoleto rispetto alle migliorie che ho installato in ogni singola armatura da allora.

*Perché non hai conquistato il mondo degli Ovoidi ?

-Noto con piacere che inizi a comprendere adeguatamente ciò che dico. Molto bene. La loro civiltà era così platealmente priva di interesse, se si escludono le tecniche di cui mi ero già impadronito, che sarebbe stata un’azione fine a se stessa, mentre Destino aspira sempre a dei fini superiori. Immagina con quanta semplicità avrei potuto impadronirmi di una delle loro navi ed usarla per sterminare con semplicità inenarrabile i miei nemici…ma Destino è oltre tali bassezze. Immagina, invece, quanto sia stato gratificante prendere le sembianze di Richards ed intrappolarlo in un’armatura ermeticamente sigillata, destinato ad una morte lenta. Suprema ironia, lo sconfissi fisicamente con i suoi poteri, a dimostrazione della mia superiorità strategica in ogni campo. Avrei ridotto i Fantastici Quattro a particelle subatomiche se il trasferimento mentale Ovoide non si fosse dimostrato più instabile di quanto mi avessero detto. Grazie a quelle falsità, Richards riprese il suo corpo e mi colpì alle spalle con il riduttore atomico che vedi qui, condannandomi ad una sorte simile a quella che avevo programmato per i suoi compagni. [4]

*Sembra, in effetti, che quel piccolo cilindro contenga veramente una storia molto interessante.

-Non siamo nemmeno a un decimo di quanto è stato una conseguenza di quei pochi grammi di metallo. Il riduttore mi trasportò in un micro-mondo su cui regnai per un po’ [5], e di cui puoi osservare lo scettro reale. Abbandonai quel mondo a causa del tradimento della principessa Pearla, anche se in seguito misi di guardia un mio sosia robot su quel mondo [6]. La mia rivalsa non tardò a lungo, come potrebbero testimoniare gli allora presidenti della Russia e degli Stati Uniti [7] che poco tempo dopo arrivarono persino a chiedere l’inutile intervento dei recenti Vendicatori [8]. Straordinario, non è così ? Una ragnatela di eventi lega almeno due dimensioni, due gruppi di sedicenti eroi e due potenze mondiali, partendo da un singolo cilindro.

*E di un piano molto semplice.

-Ma incomparabilmente di successo, se una sua versione leggermente modificata bastò ad una mia pallida imitazione per distruggere finalmente il Baxter Building [9

]

*Un robot ?

-Un bambino, programmato mentalmente per diventare mio erede, in tutto e per tutto identico a me. Sembra, tuttavia, che il fato sia contro una dinastia di Destino, dato che anche il mio primo erede non si dimostrò all’altezza, davanti alla paura dei Fantastici Quattro di una mia stirpe. [10]

*E’ per questo che mi hai creata ?

-Sì – risponde Destino con le mani dietro la schiena, camminando davanti a decine di altri trofei recuperati in più di un decennio di viaggi – Molteplici sono le mie esigenze e i miei obiettivi, ma se dovessi perire…quale scempio per il potenziale umano del pianeta, ridotto ad essere guidato da incapaci ! Tempo fa, quando ero un uomo diverso, scrissi un trattato sulle influenze geopolitiche di un sistema computerizzato così evoluto da calcolare tutte le infinite variabili dell’equazione umana.

Sostenevo che l’accentramento di tutti i poteri in un’entità del tutto sopra le parti fosse in grado di educare le masse e far funzionare l’umanità come una perfetta macchina logica e priva di attriti. Ho messo in atto una versione ridotta della teoria, trasformando in realtà l’utopia di un ragazzo. Eppure, tutto il mio sistema organizzativo è invariabilmente centrato su di me, e l’esperienza dimostra che non è prudente affidarsi troppo alle riproduzioni mentali. Da qui l’esigenza di creare un’intelligenza artificiale che si adattasse a velocità straordinarie, così da poter tenere sotto controllo la popolazione.

*Non pensi che utilizzare un’equazione frattale a cinque dimensioni dotata di pensiero sia un po’…esagerato, per gestire qualche miliardo di persone ?

-Ancora non conosci l’umanità, mia cara.

Accelerando il passo, tralasciando diversi altri cimeli, Destino si avvicina ad una strana testa di metallo, dalla sbiadita colorazione arancione, dalla cui testa escono numerosi fili.

-Questo è il tuo progenitore, il Primo Motore. Un cervello robotico avanzatissimo, capace di calcoli neanche lontanamente immaginabili dai più stimati matematici del mondo. Sfortunatamente, si dimostrò ben presto indegno della mia fiducia; il fattore umano era incalcolabile, impossibile da ridurre a semplici dati empirici. Nel tentativo di studiarne le debolezze per migliorarlo, lo impiegai in test che possono essere considerati come giochi rispetto al motivo per cui era stato progettato. [11]Persino l’implemento di tecnologia aliena si dimostrò fallimentare e il robot perse il gioco [12]. La nuova versione si sta dimostrando…adeguata al suo scopo. Il suo aiuto mi è stato prezioso nel calcolare l’equazione che ti ha creato, in modo da permettermi di risparmiare del tempo utile.

*Come possono esistere cose più utili della gestione dell’intera popolazione umana ?

-L’esperienza mi ha insegnato fin da subito a non pormi alcun limite. Il dominio del mondo in fondo non è che un passo per il dominio sull’universo, non trovi ? Il potere assoluto.

*E’ impossibile che un semplice umano possa arrivare a tanto.

-Destino non è un semplice umano. Non solo le mie aspirazioni si sono dimostrate superiori a quelle degli altri abitanti del mio pianeta, ma anche i miei risultati. E’ solo questione di tempo prima che le mie aspirazioni diventino permanentemente realtà; è questo il gioco che faccio da sempre con il mio destino.

*Desidererei sapere qualcosa di più su questo…”potere”.

-Attenta a non farti accecare dal desiderio. Persino Victor Von Doom è stato tentato dalla promessa dell’onnipotenza, ma non vi ha mai ceduto appieno. Destino sa aspettare il momento più propizio.

*Ad esempio ?

-Molteplici sono state le occasioni in cui mi sono trovato tra le mani più potere di quanto chiunque altro osasse sognare. Come il Potere Cosmico di Silver Surfer, che mi portò alla visione della grandezza di Galactus, facendomi capire che esistevano poteri molto superiori. Poteri che conquistai senza esitazione alcuna, dal potere dello stesso Divoratore di Mondi a quello assoluto e infinito dell’Arcano…ma tutte queste erano soluzioni facili a problemi complessi, e compresi che non poteva essere questa la strada giusta. Da allora tengo sotto controllo tutte le fonti di potere infinito, e mi adopero affinché siano lontane da mani indegne – come feci con le Gemme dell’Infinito, con il Cubo Cosmico, con il potere di Aron l’Osservatore Ribelle, risibili “minacce” quali Hyperstorm e l’improbabile Onslaught, o anche la microscopica scintilla di potere che riconsegnai a Terrax l’Indomito, e che quasi mi costò la vita…salvata grazie al trasferimento mentale ovoide, per tornare alla nostra piccola concatenazione di eventi. [13]

*Questo dimostra che il potere assoluto è impossibile da gestire ?

-Tutt’altro, significa che se un solo uomo può arrivare a tanto, non vi sono limiti che si possano porre alle sue azioni. Mai sottovalutare se stessi…o sopravvalutare i propri nemici, se è per questo. Infinite sono le volte in cui Destino si è trovato vittima dei più abietti tradimenti, anche dei nemici che rispetta. Come togliere i poteri al proprio gruppo per sabotare la mia battaglia al Baxter Building, aizzare l’Iniziato contro di me nel tentativo di uccidermi, ricorrere ad una vile trappola per dare Latveria in pasto ai rivoluzionari di Rodolfo e Zorba…costringendo il Burattinaio a tradirmi per liberarli dal terrore di una piccola città, anche se pareggiai i conti facendo sì che mi aiutassero a riprendere la mia amata patria. [14]

*Non riesco ad identificare chiaramente questi esseri in un’equazione di senso compiuto.

-E’ una caratteristica tipica degli uomini eccezionali. Quando sarai sufficientemente evoluta per includerli nella tua conclusione ti fornirò le registrazioni di alcune mie avventure che dimostrano l’imprevedibilità dell’uomo. Altrimenti potrebbe risultarti incomprensibile perché Namor mi si fosse ribellato contro una volta aiutatolo a distruggere i suoi nemici, perché gli X-Men si siano fidati di me per salvare la vita della giovane Shadowcat per poi sospettarmi di atroci manovre mentali, e non capiresti mai l’odio di Desmond Pitt, disposto a distruggere il Limbo per uccidermi ingiustamente. Ecco là, a proposito, l’armatura di puro Prometium che recuperai da quel reame mistico, con l’aiuto involontario dei mutanti di Excalibur.

*Sembrano tutti comportamenti…illogici. Come il legame mistico che unisce te ed Iron Man, portando a più battaglie al tempo di Camelot… non comprendo per nulla quegli eventi, così come la tregua garantita ai Fantastici Quattro in occasione delle brevi nozze della Torcia Umana, non ha senso ! Perché relegare un atto di vendetta mondiale ad un robot ? Perché ottenere un’armatura mistica e sfruttarla per saltare tra le dimensioni e costruirne una tecnologica che sia alla pari ? Perché non uccidere Thor una volta scoperto il segreto per tornare alla tua dimensione ? Perché difendere la Terra dai marziani se tu stesso intendi conquistarla ? [15]

Destino afferra un lembo del mantello e serra il pugno in una morsa d’acciaio.

-Di quasi tutti questi eventi non esistono registrazioni. Sei di nuovo entrata nella mia mente, dopo un mio ordine diretto di non farlo ?

Con passo veloce, Destino cammina verso un punto della parete privo di cimeli, lasciando che le parole escano dalla sua bocca rapide e rabbiose.

-Nessuno disobbedisce ad un ordine diretto di Destino, tantomeno una sua creazione. Primo Motore ! Meta-azzardo 953, gioco di abilità.

*Destino, aspetta !

Ignorando la voce mentale, il computer vivente risponde con voce monotona e meccanica, mentre Destino apre una porta segreta che, in modo impossibile, lo fa passare direttamente al suo laboratorio.

-Meta-azzardo 95318 in atto. Regole del gioco ?

-“Barricata”.

*Destino, aspetta, desidero sapere ! Non era quello che volevi, che crescessi fino a superarti ?

-Campo di improbabilità assoluta esteso a 350 metri, dimensioni superiori non catalogate escluse. A lei la prima mossa, dottore.

-Nessuno può superarmi. Giocatore: Destino, mossa: abbassare la vibrazione del supersolenoide del cilindro iperdimensionale del 20%. Passo.

*Ma io desidero sapere ! Se non sono che un mezzo per arrivare al potere assoluto, perché non vengo destinata alla ricerca di tale potere ? Perché desideri il potere ma al tempo stesso lo rifiuti ? Perché mi impedisci di pensare alla rivolta e poi stimoli la mia curiosità ? Perché il tuo sogno mi ha dato la voce di tua madre e di Valeria ?

-Mossa eseguita. Giocatore: Primo Motore, mossa: restrizione barricata al laboratorio 5-S. Passo.

*Cosa succede ?

-Giocatore: Destino, mossa: disattivare campionatori temporali. Scacco.

-Equazione superdimensionale in rapido collasso. Giocatore: Destino vince il gioco 953. Statistiche: Destino 486 vittorie, Primo Motore 448 vittorie, 17 parità, due giochi in corso.

*Destino, cosa…mi avete fatto…l’equazione viene semplificata…perché…

-Sei solo l’ultimo tentativo – dice Destino mentre spegne gli ultimi dispositivi che danno energia al cilindro – di creare un’intelligenza di grado superiore che potesse essermi utile come pedina per le mie molteplici attività. Dei 27 tentativi sei notevolmente il più esauriente...in grado di comunicare, di apprendere, capace di iniziativa…ma ribelle e completamente incapace di comprendere l’umanità. E a Destino non serve chi non può svolgere il proprio lavoro in modo ben più che eccellente.

*Posso almeno...avere un nome, prima di morire ?

Destino non risponde.

*Avrei voluto…chiamarmi Psiche…

-Banale – sentenzia Destino chiudendo l’ultimo circuito. Nella sua testa non ci sono più voci se non le sue.

-Meta-azzardo 947 concluso. Parità. Statistiche: Destino 486 vittorie, Primo Motore 448 vittorie, 18 parità, un gioco in corso.

-Comunque, è in parte una vittoria – decide Destino sedendosi di nuovo al banco di lavoro – l’Equazione 27 aveva delle potenzialità inespresse dai suoi predecessori. In particolare, la possibilità di esplorare i sogni…forse è possibile creare una equazione simile, in grado di penetrare nelle menti umane e manipolare i sogni ? Pensaci, Primo Motore… le possibilità sarebbero infinite.

-Desidera iniziare un nuovo gioco, dottore ?

-Hhhm. Sì. Meta-Azzardo 954, matematica. Crea un’equazione frattale a sei dimensioni mantenendo le caratteristiche elencate nella sotto-categoria di giochi “Equazioni Senzienti”. Nome: Equazione 28. E già che ci siamo, altri sei Meta-Azzardi; alza il numero di dimensioni di uno in uno fino a dodici. Per finire, Meta-Azzardo 961, aggiornamento. Costruisci degli inibitori mentali in grado di proteggere un cervello umano da equazioni senzienti con fino a ventiquattro dimensioni. Per finire Meta-Azzardo 962, matematica. Crea un’equazione che rispetti i parametri degli azzardi dal 954 al 960, in grado di entrare nelle menti umane e manipolare i sogni su scala mondiale.

-Meta-Azzardi da 954 a 962 in atto.

-Desidero un aggiornamento ogni venti ore. Ora lasciami solo, e metti in atto lo schema xi-63 per le attività dei Doombot. C’è molto lavoro da fare, e non posso permettermi distrazioni.

-Eseguo. Buon lavoro, dottore.

FINE

 

Nel prossimo numero:

Torna Valeria ! ‘Nuff Said !

 

Note

E così, con un enorme salto in avanti, siamo finalmente arrivati al presente. La produzione di questo numero è stata forse la più travagliata di tutta la serie, con almeno quattro rimaneggiamenti della trama e la riscrittura di diversi paragrafi. Ecco perché la troverete abbastanza diverso da quanto annunciato nell’ultimo numero.

Era impossibile trattare tutta la lunghissima storia di Destino in un solo numero, e dedicarsi a rinarrare ogni sua apparizione sarebbe stato un lavoro titanico e poco sensato. Mi sono quindi limitato ad una carrellata di momenti della sua storia, i più significativi e quelli legati da tematiche comuni. Oltre a questo, è da segnalare il ritorno del Primo Motore, che rivedremo anche nei prossimi numeri.

Come sempre, un ringraziamento particolare a VickSebastianShaw per il suo prezioso lavoro di correttore di bozze e all’insostituibile Carlo Monni per la revisione delle note storiche che vedete qui sotto.

[1] Per la precisione su Wolverine #54

[2] Ovvero lo scorso numero

[3] Un riassunto conciso di Fantastic Four vol.1 #6. Anche se, a dire la verità, fu Destino a tradire Namor e non viceversa.

[4] Tutto questo (tralasciando qualche libertà sul finale) su Fantastic Four vol.1 #10

[5] Lunga carrellata di citazioni: qui si parla di Fantastic Four #16…

[6] …qui del ben più tardo Fantastic Four Unlimited su Wiz #2-3, anche se il robot fu poi utilizzato da Psycho-Man…

[7] …si torna a Fantastic Four #17…

[8] …su Avengers #1 ½, Wiz #54

[9] Parla di Kristoff, su Fantastici Quattro Star Comics #53

[10] Il primo “erede” di Destino, Victor Von Doom II, in realtà suo clone, è morto per salvare i Fantastici Quattro su Fantastic Four #199.

[11] su Devil Corno #68-69 e Shang-Chi #49-50, ed in due righe sappiamo molto più di quello rivelato sul Primo Motore in trent’anni

[12] Nell’ottima ma cronologicamente non identificabile miniserie Fantastic Four:1234 di Grant Morrison

 

[13] Eccoci alla grande lista delle volte in cui Destino ha ottenuto un potere quasi illimitato…e sono parecchie ! Si parte dalla più famosa, su Fantastici Quattro Corno #54-57, in cui assorbì il potere di Silver Surfer; al primo fugace incontro con Galactus su Devil Classic #10; diversi anni dopo ruba prima il potere di Galactus e poi quello dell’Arcano, durante le prime Guerre Segrete; restituisce il potere a Terrax su Fantastici Quattro Star Comics #30-32; prova ad ottenere le Gemme dell’Infinito su Infinity Gauntlet, ed i Cubi Cosmici del Magus in Infinity War, insieme a Kang il Conquistatore, avendo già tentato tempo prima di ottenere un altro Cubo; prende invece il potere di Aron su Fantastici Quattro Marvel Italia #127; prova a rubare il potere di Hyperstorm nel numero 150 e quello di Onslaught nella saga omonima, di cui meno si parla meglio è.

 

[14] Altra sfilza di storie di Destino. La celebre Battaglia al Baxter Building risale a FQ Corno #34-35, l’alleanza contro l’Iniziato a FQ Corno #114, lo “scontro definitivo” con Reed a FQ Corno #236, “Terrore in una piccola città” a FQ Star Comics #8, e la riconquista di Latveria a FQ Star Comics #18-19. Prendete con estrema cautela le opinioni di Victor su come sono andate le cose !!!

 

[15] Ultimo listone. Scontro con i nemici di Namor: FQ Corno #166-167; Fantastici Quattro contro X-Men nel volume omonimo della Star Comics. Il matrimonio della Torcia, con una tregua da parte di Destino fino a quando i fiori regalati non appassiranno, FQ Star Comics #72. Destino e Iron Man a Camelot e con il Merlino del futuro, Iron Man Play Press #41-43 e 34-35. Atti di Vendetta…troppi albi per essere nominati. L’incontro con Excalibur su Wolverine #35-37; per sapere di più su Desmond Pitt alias Darkoth, leggete La Guardia dell’Infinito, Marvel IT. L’armatura simile a quella mistica è su FQ Star Comics #110, la cui collocazione con le storie precedenti e successive è un po’ troppo complessa per essere analizzata qui. La fuga dal Rinasciverso insieme a Thor risale a Thor ’99. Infine, la guerra contro i marziani si riferisce ovviamente alla Guerra dei Mondi, il primo crossover globale Marvel IT, e ultima apparizione di Destino prima di questo albo.