#2

di Fabio Furlanetto

 

L’EDUCAZIONE AL POTERE

Primo atto: il diavolo che conosci

 

Molti anni fa, in un accampamento della tribù Zefiro fuori Goradja. Victor Von Doom ha appena compiuto dodici anni, ma non ha voluto che si gioisse per questo. Avrebbe voluto pregare sulla tomba del padre, ai piedi del monte Malhela, che era però troppo lontano dall’accampamento. E la madre non ebbe mai una degna sepoltura.

Dalla morte del padre, Victor aveva vissuto con Boris, ma il loro rapporto non sembrava quello di un padre col figlio. Victor sembrava piuttosto un amico di vecchia data di Boris. Piuttosto strano, visto che Victor non aveva amici a parte Boris e Valeria. Ormai non passava giorno senza che si vedessero, nonostante i genitori di lei non volessero che i due si frequentassero.

Victor era nella tenda di Boris, in cui gli era sempre stato detto di non entrare. Se non gli fosse stato proibito non lo avrebbe mai fatto, probabilmente…conosceva il suo tutore meglio di quanto conoscesse se stesso.

Non stava cercando niente di particolare, ma un grosso baule chiuso con un lucchetto attirò la sua attenzione. La curiosità ebbe il sopravvento. Per sua fortuna, tra le sue varie professioni Boris era stato anche un maniscalco. Non gli fu difficile rintracciare gli strumenti per scassinare un lucchetto, almeno con un po’ di inventiva.

Il baule conteneva strani oggetti…piccoli contenitori di misteriose erbe, piccole ampolle di liquidi dai vari colori, statuette raffiguranti esseri mitologici, pergamene in lingue sconosciute…

Un oggetto in particolare colpì l’attenzione di Victor…una collana. Ricordava di averla già vista. In una foto in mano al padre che piangeva.

-Mamma…

Boris entrò in quel preciso istante. Comprese subito la situazione. Era inevitabile, del resto.

-Boris, questi oggetti…appartenevano a mia madre, vero ?

-Ti avevo detto di non entrare qui dentro, Victor…

-Perché non ho mai saputo di questo baule ? E cosa sono tutti questi…oggetti !?

-Tuo padre non voleva che tu lo scoprissi. Questi sono oggetti che tua madre ti ha lasciato in eredità.

-Ma non sono altro che…inutili talismani ed erbe medicinali…perché nasconderli ?

-Tua madre era una strega, Victor. Nelle sue mani, una semplice erba diventava una pozione.

-Sono tutte superstizioni, Boris. Non c’è niente di scientifico.

-Tua madre diceva spesso che la scienza non è tutto, Victor.

-La scienza…- sussurrò Victor, osservando le pergamene – aiutami a portare questo baule nella mia tenda, Boris. Devo saperne di più.

-Victor, avrai tutto il tempo di controllarlo…oggi è…

-Una inutile ricorrenza, Boris. Non ho motivo di gioire.

-Valeria è venuta a trovarti.

Victor richiuse il baule, e senza guardare Boris negli occhi rispose:

-Dille di tornare un altro giorno. Ho da fare.

-Victor, non cercare di farmi credere che lei non significhi niente per te. Sei un’altra persona quando lei è presente…assomigliate molto a tuo padre e tua madre,sai?

-Non saprei. Non ricordo molto di mia madre.Ma adesso non ha importanza.

-Victor, tuo padre ha lavorato molto per farti comprendere la scienza…non voltare le spalle ai suoi sforzi…

-Non sto voltando le spalle alla scienza, Boris. Hai detto che la scienza non è tutto, vero ? Lo sarà. Unirò la scienza e la magia.

-Tuo padre voleva anche che tu facessi amicizia con qualcuno.

-Mio padre è morto. Aiutami a portare questo baule nella mia tenda, Boris. Ora.

-Victor, non penso che…- i suoi occhi incrociarono quelli di Victor. Erano gli occhi di qualcuno a cui non si può controbattere.

 

Una volta portato il baule nella tenda di Victor ed aver provato inutilmente a fargli cambiare idea, Boris uscì dalla tenda. Una volta fuori, incrociò la giovane Valeria.

-Boris…dov’è Victor ?

-E’ nella sua tenda. Si…si sente poco bene. Vuole che torni un altro giorno.

-Victor non direbbe mai una cosa del genere. Cosa mi nascondi, Boris ?

-Niente. Io non ti ho incontrato…sei entrata nella tenda quando io già lontano.

-Ma…

-Io non ti ho vista, Valeria. Non ho potuto fermarti. Và a far ragionare quel ragazzo.

-Ci proverò, Boris – rispose lei sorridendo – Anche se temo che anche lui fingerà di non avermi visto.

-Se c’è una cosa che Victor non sarà mai in grado di fare è ignorarti, Valeria. Credimi.

 

Una volta entrata, vide Victor rovistare furiosamente nel baule. No, non furiosamente…non era la rabbia a guidarlo. Era la sete di conoscenza.

-Che cos’è quel baule ? – chiese avvicinandosi.

-Cosa ci fai tu qui ? – urlò Victor girandosi di scatto – Nessuno a parte me deve vedere questo !

-Victor…io…so che è passato quasi un anno dalla morte di tuo padre…

Si alzò e si appoggiò ad uno dei legni che sostenevano la tenda, lo sguardo torvo a terra.

-No, Valeria. E’ passato più di un anno…è passata una vita. Mille vite ! [1]

Lei gli mise una mano sulla spalla, ma lui si ritrasse e spostò a caso alcune borse a terra.

-Guarda ! Guarda ! Questo è tutto ciò che mi rimane di mio padre, tutto ciò che rimane a testimoniare che un tempo qui è vissuto un uomo di nome Werner Von Doom ! Questo baule…erbe, ricette e antiche pozioni. A cosa mi serviranno quando ciò che cerco è la vendetta ?

-Victor, calmati ! Vendetta contro chi ? E cos’è quel baule ?

-Vendetta contro gli stolti che hanno ucciso mia madre, Valeria. Vendetta contro il fato che ha ucciso mia madre. Ed ora…ed ora…questo baule, questi strani oggetti…portano il nome di Cynthia Von Doom ! Il nome di mia madre, Valeria ! Ma sono oggetti magici ! Di stregoneria !

Valeria fece un passo indietro, le braccia ritratte in un timido tentativo di difesa da ciò che stava sentendo.

-Victor, non dovresti guardare queste cose…sono cose che dobbiamo dimenticare…cose del passato…

Il ragazzo si alzò in piedi ed afferrò saldamente Valeria alle spalle, scuotendola leggermente.

-Valeria…le voci, le frasi sospese a metà quando si accorgevano che avrei potuto sentire…erano vere !

-Victor, mi stai facendo male !

-Mia madre era una strega, Valeria ! E’ stata uccisa per questo ! Perché temevano il suo potere !

-Oh, Victor…non farti prendere da questa follia…

La spinse via, e raccolse alcuni degli oggetti presi dal baule.

-Questi oggetti sono il mio futuro.

-Oh, Victor, no ! Metti via quegli oggetti malvagi ! Sono stati loro a condurre tua madre alla morte !

-Ma certo ! La gente di qui è stupida e superstiziosa. Ci temono perché siamo zingari ! Chissà quanto devono aver temuto una vera strega ! E quanto temeranno me!

-Ma Victor…in questo modo diventerai pericoloso quanto loro credono che tu sia !

-Occhio per occhio, Valeria. E’ la logica della storia.

-Non posso credere a quello che dici, Victor…mi stai facendo paura…

-No, Valeria. Sei l’unico essere umano che non dovrà temermi. Ora và…devo esercitarmi, per poter comprendere la magia.

 

Qualche anno dopo, la mezzanotte del solstizio d’estate. La tribù si è spostata ancora, tornando più vicino del solito alla valle in cui era morta Cynthia Von Doom. In una grotta vicina, Victor aveva portato una grande vasca circolare, dalla quale uscivano i sinistri fumi provocati dalle pozioni della madre. Valeria era al suo fianco, come sempre.

-C’è stato bisogno di impegno e decisione, Valeria…ma queste cose non mi mancano. La forza di volontà è la mia forza.

-Victor, sei sicuro di aver interpretato bene quelle pergamene ?

-Oggi si compirà il mio trionfo…oggi avrò la mia vendetta, perché io sono Victor Von Doom…

-La vuoi smettere di parlare da solo, Victor ? Stavo parlando con te…

-Sì…sì, naturalmente. Mi spiace, Valeria…ma per controllare la magia è necessario concentrarsi non solo su di essa, ma anche su se stessi. Questo rituale è molto complesso…mia madre stessa avrebbe faticato per portarlo a termine.

-Il rituale per evocare il diavolo…sei certo di volerlo fare ?

-Sì. E’ a questo che ho dedicato gli ultimi anni…ho abbandonato la scienza per studiare la magia, per padroneggiarla…è stato il mio unico pensiero…

-E così facendo mi hai escluso dalla tua mente, Victor. Mentre tu pensavi alla tua vendetta, gli anni sono passati.

-Avremo tutta la vita, Valeria. So che mi hai fedelmente aspettato…presto l’attesa avrà fine, Valeria. Avuta la mia vendetta, penseremo al futuro.

-Una vita…insieme. Senza i fantasmi del passato…da quanto tempo la stiamo sognando…

-E’ il momento, Valeria. Vieni, ho bisogno di te. Mi serve il sangue di un animo puro, per poter attirare il diavolo.

Lei si avvicinò e gli porse la mano. Si avvicinarono alla vasca, dove lui punse la mano con uno spillo che aveva immerso nell’acqua santa per trentatre giorni.

Quando la goccia di sangue cadde, i fumi si fecero molto più densi, si concentrarono mentre salivano e si fermavano a mezz’aria.

 

-Belzebù…Satana…qualunque possa essere il tuo nome…io ti chiamo dalle profondità in cui ti trovi…io ti ordino di venire qui…da me ! [2]

Nel fumo si formò un volto umano…un volto rosso, dai tratti quasi elfici. Sorrideva.

-Ho aspettato a lungo questo momento, zingaro. Sapevo che mi avresti chiamato, anche se non amo usare quei nomi.

-Se conosci le mie intenzioni, sai già che io ti sfido !

-Sfida ? Tra un essere umano ed il diavolo ?

-Io non sono un essere umano qualunque ! Io sono Victor Von Doom…figlio di Cynthia Von Doom, che tu hai condotto alla morte !

-So chi sei, Victor. Aspetto questo momento dalla tua nascita…aspetto da quando incitai la folla per uccidere tua madre…aspetto da quando portai la baronessa alla morte, e tuo padre alla disperazione…

-Sei stato tu a manipolare il mio destino, allora ?

-Nessuno può pretendere di comandare il destino, Victor.

-Ti sbagli, demonio…io sono il destino ! E ti sfido…per avere la vendetta !

-E’ così che sprechi l’odio che ho fatto maturare in te ? Chiedendo perdono per una delle anime più banali della mia collezione ?

 

Victor fece un passo indietro ed ebbe un tremito.

-Tu possiedi…l’anima di mia madre ? No ! non è possibile ! Mia madre era un’anima pura, che è morta per il bene della sua tribù !

-Tua madre era una strega che aveva stipulato un patto col diavolo, Victor…che ha rinnegato il suo dio, e che è morta senza il suo perdono.

-Allora io ti sfido…per il possesso di quell’anima !

-Victor, no !

-Silenzio, donna ! Questa è la mia battaglia ! Cosa decidi, demonio ?

-Sei potente, Victor. Avrò bisogno di molta energia per battermi…voglio delle garanzie.

-Che cosa vuoi ?

-Victor, non puoi negoziare col diavolo !

-Se vinci tu, darò all’anima di tua madre la salvezza dei cieli. Se vinco io, avrò anche la tua anima ! Accetti ?

-Come potrei dire di no ? Non è forse questo il mio destino ?

-Così sia, allora. Victor Von Doom contro Mefisto…in premio il tuo destino !

 

Il demonio prese forma umana dal fumo che riempiva la stanza. Il suo corpo era alto e snello, quasi privo di muscoli, la sua pelle rossa coperta solo da pochi stracci.

-A te la prima mossa, Victor.

-E sia…scelgo i cerchi di Raggador !

Dei cerchi di energia avvolsero Mefisto, che vi camminò attraverso senza sforzo.

-Dovrai fare ben più di questo, giovane stolto.

Ad un cenno di Mefisto, dal terreno spuntarono decine e decine di serpenti, che coprivano il corpo di Victor. Le mani si mossero velocemente, nonostante fossero quasi bloccate dai serpenti, e presero qualcosa dalla borsa che aveva al fianco. Ne estrasse una piccola statuetta, che assorbì tutti i serpenti.

-Dove hai preso quel totem ?

-Era di mia madre, demonio. Come, non l’avevi previsto ?

Mefisto cercò di mordere Victor con le grandi zanne che gli erano appena cresciute, ma lo attraversò. Alle sue spalle, il giovane lo colpì con una boccetta di acqua santa, che bruciò al contatto.

-Ah ! Le immagini di Ikonn possono ingannare persino il signore degli inganni, a quanto pare !

-Sei…pieno di risorse, Von Doom. Mi piacerebbe continuare a vedere come porteresti avanti questa battaglia…ma non mi diverte più.

-Cerchi di prendere tempo, demonio ?

-Ho investito troppo in te per ucciderti, Victor…ma posso renderti inoffensivo…

Dalla bocca di Mefisto uscì uno sciame di orribili insetti, che accerchiarono Victor, pungendolo e mordendolo.

-Vigliacco ! Non è questo il modo di combattere !

-Non avevamo dettato i termini del tipo di lotta, Victor.

-Victor, arrenditi ti prego !

-Ah, la ragazza…davvero un bel bocconcino, Victor ! Ti sei dimostrato una delusione, ma forse posso divertirmi con lei…

-Lasciala…stare…

-Victor, lascia perdere ! Non puoi battere il diavolo !

 

Mefisto si avvicinò a Valeria e le afferrò un braccio. Il vestito iniziò a bruciare al suo tocco, e lei urlò. Mefisto la strinse più forse.

Ogni volta che Victor cercava di avvicinare la mano alla borsa, gli insetti lo fermavano. Quando sentì le urla di Valeria, ignorò il dolore ed aprì la borsa, estraendo una delle pozioni della madre. Gettò a terra la fiala, che si ruppe facendo uscire dei fumi neri che distrussero gli insetti.

-Mefisto ! Lasciala andare !

-Non hai ancora vinto, Von Doom…non hai il diritto di fermarmi !

-Invece sì ! Dovevamo combattere noi due, e noi due soltanto ! Hai infranto l’accordo, la battaglia è finita !

-Sì, è finita.

Gettò a terra Valeria, che stava piangendo, e si avvicinò a Victor.

-Ma come è finita ? Non hai vinto.

-Nessuno dei due ha vinto, Mefisto.

-L’anima di tua madre non può quindi esserti restituita.

-E tu non puoi avere la mia anima.

-Vero. Ora potrei ucciderti senza il minimo sforzo…ma vanificherei le mie azioni passate. Ti lascerò vivere…ed il tuo odio mi alimenterà.

-Voglio un’altra occasione. E’ mio diritto !

-L’anno prossimo, giovane Von Doom. E quello dopo, e quello dopo ancora. Ogni anno, la mezzanotte del solstizio d’estate, potrai evocarmi e sfidarmi. E perdere.

-Io non perdo mai, Mefisto. Neanche oggi ho perso.

-Allora perderai, Victor…perderai…

 

Mefisto scomparve in mezzo al fumo, che rientrò nella vasca. Victor era in piedi, i pugni serrati e gli occhi fissi sulla vasca.

-Perdonami, madre. Io…ho fallito.

-Victor…

La voce di Valeria lo fece tornare alla realtà. Lei era a terra, mezza nuda e ferita. Piangeva.

-Valeria…non avrei dovuto portarti qui. E’ stata…una mia debolezza. Una mia imperfezione - Si tolse la giacca e la porse a Valeria.

-E adesso, Victor ? Che faremo ?

-Non sono ancora abbastanza potente. Devo imparare…devo conoscere la magia più del diavolo stesso.

-E…la tua passione…per la scienza ?

-La scienza, sì…il diavolo non conosce la scienza. Devo usare entrambe ! Ma certo ! L’anno prossimo io…

-Non puoi sconfiggere il diavolo in un anno, Victor !

-Allora, che sia più tempo…che sia anche una vita intera…darò la pace all’anima di mia madre.

-Una vita…intera ? E la nostra vita, allora ? I tuoi sogni di ridare Latveria agli Zefiro…di migliorare il mondo…i nostri…i nostri figli, Victor…

-Riuscirò a fare tutto questo, e a sconfiggere il diavolo. Io sono Victor Von Doom, Valeria…niente e nessuno può fermarmi. E tu, Valeria, sarai al mio fianco nella mia più grande vittoria !

 

Secondo atto: volontà di conquista

 

Pochi anni più tardi, in una taverna di un paesino vicino Rotner, Latveria. Questa sera la taverna è chiusa ai clienti…il proprietario, per metà zingaro, ha degli ospiti piuttosto particolari…più precisamente, ospiti ricercati dalle forze dell’ordine locali. La maggior parte di loro ha poco più di vent’anni, e sono considerati pericolosi sovversivi dalla monarchia. Uno di loro sembra parecchio nervoso, e ne parla con una delle poche ragazze del gruppo.

-E’ stato stupido venire qui, Hanse ! Tutti riuniti…se la polizia ci trovasse…

-Se non daremo nell’occhio non ci troveranno, Dmitry.

-Non mi piacciono queste riunioni ! Non ho mai visto la maggior parte di queste persone, una di loro potrebbe essere una spia…

-Se ci fossero delle spie, sarebbe più intelligente non gridare.

-Come fai a rimanere calma ?

-E’ stato tutto programmato da Von Doom, Dmitry.

-Proprio per questo non mi fido ! Quel tizio è un pazzo scatenato !

Il chiacchiericcio della stanza si fermò all’istante, e tutti i presenti si voltarono verso Dmitry. Hanse lo prese per un braccio e lo portò in un angolo, dove continuarono a parlare sottovoce.

-Se fortunato che lui non fosse qui. Con che coraggio chiami pazzo chi ci ha organizzato ?

-Hanse, siamo un gruppo di ragazzi senza un minimo di risorse, non ci conosciamo tra di noi e non abbiamo mai ordini precisi… e Von Doom spera di rovesciare il governo grazie a noi !?

-Tu non cogli la grandezza del suo piano – ora non stava più parlando con Dmitry…ma con un pubblico assente, per una professione di fede – noi mostriamo alla popolazione la corruzione dell’aristocrazia, e di come sia il momento di portare Latveria nel ventesimo secolo…le nostre azioni col tempo mostreranno alle nazioni straniere come Latveria non sia un alleato affidabile, costringendogli a negare il proprio sostegno…

-Hanse, siamo solo gli schiavi personali di Von Doom ! Ricordi come abbiamo cominciato ? Von Doom costruiva aggeggi da vendere ai nobili, raggirandoli per avere i loro soldi… [3]

-Non è così, Dmitry. Molti di quegli oggetti contenevano micro-spie che ci permettevano di screditare i nobili ed indignare il popolo, ed i soldi che Von Doom ha preso sono stati usati per costruire le nostre armi, o dati alla povera gente…

-E per i suoi blasfemi esperimenti ! Hai sentito le voci…su Von Doom che ha venduto l’anima al diavolo…

-A volte mi chiedo perché tu sia dei nostri, Dmitry.

-Ascolta, Hanse…Von Doom vi sta facendo un lavaggio del cervello ! Vi ipnotizza con la sua parlantina e con quella strega che lo accompagna sempre… quella putt-

-Salve, Dmitry – disse una voce inconfondibile che già dominava la stanza – Hanse, tua cugina Valeria ci raggiungerà al più presto.

-Sì, Victor.

-Von Doom…io… - tentò di dire Dmitry, il terrore nel volto.

-Penserò dopo alla tua punizione, Dmitry Stöpfer.

 

Il gruppo fece passare Victor, e si raggrupparono in cerchio per ascoltarlo. Aveva radunato quelle persone solo da un paio d’anni…tutti zingari, stanchi della discriminazione che il re continuava ad alimentare da troppi anni. Ad ognuno di loro dava ordini specifici e non diffondeva mai i suoi piani fino al loro compimento… se la polizia ne avesse arrestato uno, avrebbero saputo ben poco da lui. I loro nomi e volti non erano conosciuti dalla popolazione: solo Von Doom meritava questo onore. La sua fama cresceva, ed iniziò ad essere ricercato in tutto il paese, così come i suoi uomini. Ma i latveriani simpatizzavano con loro…approvavano le loro idee di instaurare una repubblica, dare una costituzione scritta, ed eliminare la classe aristocratica per ridistribuire la loro ricchezza…

Tutto questo, prima che Victor avesse compiuto vent’anni.

-Siamo ad un punto di svolta della nostra opera di rinnovamento dello stato. La prima fase è ormai stata completata: la nostra organizzazione è cresciuta, ora siamo armati e conosciuti, con il sostegno della popolazione. Il popolo deve essere a conoscenza dei difetti del proprio stato, e noi gli abbiamo mostrato quei difetti.

Ma non dobbiamo aspettarci un ulteriore collaborazione da parte loro ! Non tutti gli uomini sono in grado di prendere il destino nelle proprie mani…e questo è il potere più grande che si possa avere ! L’aristocrazia ha avuto in mano il destino di tutti gli zingari di Latveria, ha deciso che non eravamo degni di essere loro pari.

La situazione deve essere rovesciata. Io reclamerò Latveria per darla ai latveriani…e voi siete il mio strumento per questa difficile operazione chirurgica !

Devo essere in ogni regione, in ogni città, in ogni casa…devo essere ovunque e restare unico, perché il popolo possa credere in me e chiedermi di salvarli !

Ormai siamo ovunque…è giunto il momento di colpire ! Le mie conoscenze scientifiche ci garantiscono un potenziale offensivo che ci metterà alla pari con le cosiddette forze dell’ordine…forze che io non riconosco ! L’unica forza che l’uomo deve riconoscere è quella che può esercitare sugli altri !

-Sempre a pontificare sul destino, amato Victor ? – disse sorridendo Valeria, appena entrata nella stanza. Il gruppo la lasciò passare…era la donna del capo, dopotutto. Victor la baciò con passione.

-Il sogno dei nostri antenati, Valeria…Latveria ai latveriani ! Poter dimostrare la nostra superiorità !

-Parlavi di una seconda fase…

-Finora ci siamo organizzati ed ampliati. Ora è il momento di colpire ! Prenderemo d’assalto questa città…ne faremo la nostra testa di ponte, per conquistare l’intera nazione ! Domani ognuno di voi riceverà le istruzioni per il primo attacco. Il futuro di Latveria avrà inizio domani.

Per la mezz’ora successiva, Victor parlò con ognuno dei presenti…galvanizzandoli, facendogli credere con tutte le loro forze che lui fosse il salvatore della patria.

Quando ebbe finito annunciò:

-Ora andate…riposate e preparatevi, perché domani daremo vita ai nostri sogni !

Mentre la taverna si svuotava, Victor afferrò per un braccio Dmitry, che cercava di nascondersi in mezzo agli altri.

- Stöpfer…la tua punizione ti attende.

 

Le voci che aveva sentito su Von Doom potevano essere soltanto superstizioni, ma Dmitry era terrorizzato. Non cercò neanche di difendersi mentre lui lo scagliava contro un tavolo.

-Lurida pezza da piedi ! Come osi criticarmi, tu che non sei mai stato utile all’umanità più di un verme di terra !?

-Io non…non volevo… - non finì la frase, dopo il pugno che gli ruppe il naso.

-Non ti ho dato il permesso di parlare, subumano !

-Valeria…cerca di farlo ragionare…

-Sei un traditore del tuo popolo, Dmitry. Sappiamo che hai parlato di noi alla polizia – rispose lei sprezzante.

Destino lo prese per i capelli e lo mostrò all’amata.

-Lo vuoi, Valeria ? Non desidero sporcarmi le mani con lui.

-Non faccio queste cose Victor, lo sai. Ma se lo merita.

-Valeria è un animo sensibile, Dmitry. Ed hai visto il disprezzo che prova per te. Immagini come possa considerarti io ?

-Cosa vuoi ?

-Voglio che tu mi dica che cosa hanno in mente i nostri oppositori.

-Non ne so niente.

-Risposta sbagliata ! – urlò mentre gli faceva sfondare una finestra con la faccia.

-Te lo giuro ! Non so niente !

-Lo sai perché ti sto facendo questo, Dmitry ? – due denti si rompono una volta sbattuto contro il muro con tutta la forza di Victor – LO SAI !?

Lo lasciò andare, e Dmitry cercò di scappare dalla porta…che però era chiusa a chiave. Victor si avvicinò a passi lenti, mentre Dmitry era contro la porta.

-Eravamo bambini, Dmitry. Mi hai picchiato. [4] Ho perso. Io non perdo MAI, Dmitry ! Non posso perdere !

-Sei un pazzo, Victor ! E’ successo anni fa !

-Ho sognato la mia vendetta per tutti questi anni. Ti ho trovato ed arruolato…per mostrarti che io ero qualcuno, e tu non eri niente. Ti ho dato la possibilità di redimerti lavorando per me…e mi hai deluso, Dmitry. Mi hai DELUSO !

Lo picchiò selvaggiamente, senza dargli il tempo di difendersi.

-Victor, ora basta ! Così lo ucciderai !

-LO SO !

-Non è così che volevi che andasse, Victor ! Ti prego fermati ! – gli afferrò un braccio e cercò di tenerlo fermo, con tutta la sua forza. Victor si voltò di scatto per colpirla, ma si fermò. Respirò affannosamente per qualche istante, prima di calmarsi e di lanciare una chiave a Dmitry.

-Vai, Stöpfer. Vattene se vuoi vivere, e non tornare più.

Dmitry non esitò un istante…aprì la porta con le mani tremanti, la spalancò e corse via il più velocemente possibile.

-Ti devo…delle scuse, Valeria. Non volevo che tu mi vedessi…così.

-Funzionerà tutto questo, Victor ?

-Naturalmente. Ora devo solo fare gli ultimi controlli sul mio esperimento…

 

Il giorno dopo, la polizia fece irruzione nel rifugio di Von Doom, e lo fecero prigioniero con la forza. Era riuscito a sfuggirgli per molte settimane, ma Dmitry aveva rivelato il suo nascondiglio. La gente del quartiere si radunò in strada per vedere di persona il ragazzo che stava guidando una lenta rivoluzione, e molti di loro lanciarono oggetti per difenderlo. Von Doom restava immobile…se non avesse respirato e mosso ogni tanto gli occhi, sarebbe sembrato morto.

Non disse una parola mentre lo misero contro un muro e gli puntarono contro sei fucili. Non rispose alle domande dell’ufficiale, che minacciò di farlo fucilare…

Poi una sola frase, il cui suono aveva un che di inumano:

-Ve ne pentirete amaramente !

La polizia fece fuoco a quelle parole, ma le pallottole rovinarono solo gli abiti di Von Doom, che rimase immobile come un manichino. L’ufficiale si avvicinò per vedere se fosse ancora vivo…il volto di Von Doom cadde, rivelandosi solo una maschera che nascondeva un volto di metallo !

-Non abbiamo affatto catturato lo zingaro ! E’ solo un uomo meccanico !!

 

Nel nuovo rifugio di Von Doom…

-Ah ! Il mio primo automa è stato un completo successo, Valeria ! Cloruro di vinile per imitare la pelle, pistoni interni per la deambulazione, “ossa” in silicone per renderlo leggero, telecamere negli occhi ed un trasmettitore per parlare a nome suo !

-Quell’essere ti è costato molto tempo e fatica, Victor. Non è più riutilizzabile ?

-Tempo sì…fatica ? Non per le mie conoscenze, Valeria ! Ed il suo scopo è stato raggiunto…lanciare un messaggio ben preciso alle forze che rovescerò !

-Gli altri ne saranno entusiasti…

-Temo di no, Valeria. Probabilmente sono già tutti in arresto.

-Come !?

-Da me sono risaliti agli altri…l’intero gruppo è in arresto.

-Hai fatto arrestare tutti !? Anche Hanse ?

-Ho dato a tua cugina un compito molto lontano da Rotner…si sarà salvata. Gli altri erano…superflui, ormai.

-Ed i nostri sogni di instaurare una repubblica ? Di dare Latveria ai latveriani ?

-Quei sogni sono ancora miei, Valeria. Ma dovevo disfarmi degli altri…erano un peso, avendo portato a termine la loro funzione…darmi prestigio, armi e tempo.

-Victor, li fucileranno !

-Martiri per una giusta causa. Quando sarò a capo del governo, avranno solenni funerali di stato. Il mio fine è il potere…la loro morte era il mezzo.

-Dmitry aveva ragione…sei pazzo !

-Dmitry deve solo ringraziare te se è ancora vivo. Cosa che mi prenderò la briga di cambiare.

-Vuoi uccidere anche lui ?

-E’ un traditore. Merita la morte.

-Anche tu hai tradito la nostra causa ! Oh Victor, stavamo per avere tutto…perché l’hai rovinato ?

-L’ho fatto per Latveria…per Latveria e per te, amore mio !

-Come ho potuto…come ho potuto amare un uomo che disprezza così tanto la vita ?

-L’amore…è debolezza, Valeria ! I miei genitori si amavano, ed ora sono morti ! Il potere è l’unica cosa che ci eleva al di sopra degli altri ! Ed è quello che ci unisce, Valeria…il desiderio per il potere !

-No ! A me non interessa il potere ! Non voglio essere superiore agli altri !

-Ah no ? Mi è sembrato di vedere del sottile piacere nel tuo viso, mentre picchiavo Dmitry…

-Non è…non è così…

-Valeria, quando avrai visto cosa posso fare adesso, capirai che la morte di quegli uomini e quelle donne era necessaria…

-No…non…

-Non ti lascerò andare, Valeria. Non posso permettere che tu mi tradisca.

-Sei stato tu a tradirmi, Victor…a tradire noi.

-No, Valeria. Non ti ho tradito…ti ho migliorato. Ti sto rendendo come me…come l’uomo che ami.

La baciò; lei cercò di ritrarsi, ma alla fine si arrese. Ma Victor capiva che qualcosa stava cambiando in entrambi.

 

La voce si sarebbe sparsa velocemente in tutto il paese, facendo diventare Von Doom una sorta di eroe invisibile della rivoluzione, il cui solo nome avrebbe fomentato parecchie rivolte in tutto lo stato.

Latveria aveva appena concluso un’insignificante guerra con uno staterello vicino, quando tutte le forze furono concentrate per catturare Von Doom.

Le poche volte in cui riuscivano a rintracciarlo, le sue “gelo-granate”, i rivestimenti chimici in grado di rendere resistentissima qualunque superficie ed i potenti esplosivi mettevano presto fine agli inseguimenti. [5]

Valeria e Boris seguivano sempre Victor, ma questi si era fatto sempre più distante, ormai del tutto perso nei suoi sogni di potere. Ma quei sogni si infransero lentamente, quando vide che i suoi sforzi erano sempre vanificati. Le sue risorse erano limitate e le idee iniziavano a scarseggiare.

Il popolo smise di appoggiarlo, e col tempo anche i suoi avversargi gli diedero sempre meno peso.

Victor tornò ai suoi esperimenti di magia, ma avrebbe avuto bisogno di troppo tempo per procedere in quel modo. Un giorno, mentre era in una grotta simile a quella in cui aveva combattuto Mefisto, chiese a Valeria di parlarle.

-Victor, ti prego ! Ti scongiuro ! In nome delle promesse che ci siamo fatti da ragazzi. Devi abbandonare questa follia. Riportare i tuoi passi sulla strada della verità! [6]

[-Sprechi il tuo tempo, Valeria. E’ vero, un tempo ti amavo. Ma quei giorni sono passati…passati come i sogni di pace e tranquillità della mia infanzia. Non ci sarà più pace per me, né tranquillità, finché il mondo non sarà in ginocchio ! Finché tutta l’umanità non avrà pagato per i suoi crimini contro il nome dei Von Doom !

-Allora è vero… - Valeria si allontanò e si coprì gli occhi lacrimanti con una mano – l’uomo che amavo…l’uomo dei cui figli ho tanto desiderato essere la madre…è morto. Io…ti compatisco, povero Victor.

-Non devi. Le gioie della famiglia sono per gli inferiori. Victor Von Doom non ha bisogno di amore, sia esso di donna o di bambino. Io sono assoluto ! Solo la conoscenza può appagarmi, Valeria. Perché solo una maggiore conoscenza mi può procurare ciò che cerco, il potere assoluto su tutto ciò che vive…questo è il solo metodo per impadronirmi del mio destino, Valeria ! Non l’hai mai capito ed è questo che ci ha separato.

-E…e adesso ?

-Per fare questo non mi basterà la mia padronanza della stregoneria. Devo impadronirmi dei frutti della moderna magia della scienza ! E a questo scopo dovrò lasciare Latveria per un po’…]

-Come ?

-Studiando, come ho sempre fatto fin dall’infanzia.Ho contattato il decano di una facoltà scientifica americana…la più prestigiosa ! Gli ho mandato i miei progetti più avanzati. Pur di contare sul mio genio mi prenderanno nel loro paese…e sfuggirò alla persecuzione del governo. [7]

-Quindi…questo è un addio. Mi stai chiedendo di uscire dalla tua vita.

-Ormai non ha più senso restare insieme, Valeria. E’ troppo doloroso per te ed è fonte di distrazione per me.

-Non riesci ad ammettere di rimpiangere quello che poteva essere ? Tu non sei più…umano, Victor.

-Hai ragione. Credo di poter essere molto di più.

-Allora…addio, Victor.

-Non addio, Valeria…quando avrò imparato tutto ciò che mi serve, tornerò. Tornerò e conquisterò questa nazione, rendendola un paradiso terrestre…come sognavamo di fare.

-No, io sognavo la possibilità di vivere la nostra vita…tu hai sempre sognato solo il potere.

Valeria uscì dalla grotta. Victor la guardò finché non fu fuori.

-Forse un giorno capirà…che ho ragione. Forse…non è finita. Ma ora basta con questi discorsi…ho ancora una cosa da fare, prima della mia partenza.

 

Victor si rifiutò di parlare con Boris dell’abbandono di Valeria. Gli ordinò di tornare alla periferia di Haasenstadt, senza discussioni. Così fecero.

Qualche giorno dopo, in un accampamento Zefiro vicino, entrò in una tenda.

-Da quanto tempo, Stöpfer.

-Von Doom ! – urlò terrorizzato Dmitry – aiuto ! Aiutatemi !

-Non ti sentiranno…ho piazzato una mia invenzione, uno smorzatore di onde sonore…funziona per poco tempo, quindi devo sbrigarmi.

-Non mi lascerò picchiare ancora !

Dmitry prese Victor alla sprovvista, e gli diede un pugno sul naso. Sanguinava.

-La mia…faccia ! Come osi ? Come OSI !?

Estrasse una pistola e la puntò contro Dmitry.

-Cosa stai facendo ? Fermo !

-Non ti ho ucciso per due ragioni: Valeria ed i miei piani. Ora lei se ne è andata ed i miei piani sono conclusi…

-Aspetta ! Posso lavorare per te !

-Io sono Victor Von Doom. Oltre a me non c’è niente.

Uno sparo dritto al cuore ed uno alla testa. Dmitry Stöpfer morì in pochi secondi. L’anima di Victor Von Doom era morta tempo prima.

 

Due giorni dopo, Von Doom accetta una borsa di studio della State University. Ordina a Boris di occuparsi degli altri, in attesa del suo ritorno…Boris spera che il figlio del suo miglior amico abbia finalmente messo la testa a posto.

Una settimana dopo, su un aereo diretto a New York. Victor sta pensando, in trepidante attesa.

“Così, sono il primo Von Doom a lasciarsi alle spalle i confini della nostra piccola patria. Avverto un grande freddo, un senso di cupezza che pervade il giorno. E’ senza dubbio il pianeta stesso che rabbrividisce, mentre mi avvicino al mio destino finale !” [8]

 

Continua…

 

Note

Un altro tassello dell’origine del Dottor Destino. Nel primo atto abbiamo il primissimo scontro con Mefisto per l’anima di Cynthia Von Doom…ce ne saranno molti nel corso degli anni, pochi dei quali abbiamo visto. Victor riuscirà a liberare la sua anima nella graphic nove “Trionfo e Tormento”, grazie all’aiuto del Dottor Strange… ma, ironicamente, il prezzo sarà la perdita del suo amore.

Ci lascia Valeria, che Destino incontrerà soltanto in un numero di FQ Corno, in cui lei rinnegherà ciò che lui è diventato, ed in un episodio di Hulk, in cui Valeria saboterà uno dei piani di Destino, per poi scomparire ancora. La rivedremo ancora su questa miniserie ? Naturalmente…date tempo al tempo.

Per ulteriori informazioni sulla vita di Victor Von Doom, visitate ovviamente www.antaninet.com/destino !

Nel prossimo numero Destino arriverà a New York, dove incontrerà Reed Richards, Ben Grimm e qualche altra conoscenza…un piccolo spaccato della vita universitaria di Destino, fino al suo tragico epilogo.

 

 

[1] Gran parte delle frasi di Destino in questa scena sono prese (ed adattate) dal #52 dei Fantastici Quattro Star Comics

 

[2] Stessa formula usata da Destino per evocare il diavolo nella prima battaglia che ci è stata mostrata, su Fantastici Quattro Corno #47

 

[3] Nella storia sull’origine di Destino by Lee/Kirby (FQ Corno #28), Destino raggirava i nobili con strani aggeggi…vendeva violini che suonavano da soli ma li rendeva inservibili una volta avuti i soldi, vendeva statue d’oro che col tempo si trasformavano in pietra, rimedi per il mal di testa che causano la calvizie (!)…non tenendosi mai i soldi se non per le sue invenzioni, e dando il resto ai poveri.

 

[4] come visto nel #1

 

[5] Sempre preso dalla storia dell’origine di Destino

 

[6] L’intero dialogo tra parentesi quadre è preso di pari passo da FQ Star #52, tranne qualche mia minima aggiunta

 

[7] Il decano ha poi contattato Destino sempre su FQ Corno #28. Il fatto che conoscesse Destino di fama era un po’ una forzatura, quindi ho supposto che fosse stato proprio lui ad informarlo delle proprie invenzioni, e che Destino abbia solo finto di apprendere la cosa sul momento.

 

[8] Anche questo pensiero è preso pari pari da FQ Corno #52