
#5
RESISTENZA
UN TIE-IN DI GUERRA DEI MONDI
Di Tobia
“È fuori discussione!
Non ho fondato la REvolution per questo!”
Dwayne Taylor sbatte i pugni sul tavolo. Davanti a lui ci sono i suoi
due soci, Tony Stark e Daniel Rand, ed un ospite, Sebastian Shaw. Shaw
incrocia le mani davanti alla bocca per nasconde un sorriso beffardo.
Tony Stark prende la parola. “Dwayne, ragiona! Non stiamo parlando dell’azienda,
qui c’è in gioco il destino del mondo! Siamo gli unici a poter predisporre
delle difese efficaci contro i Marziani in così poco tempo!”
“E questo dovrebbe portarmi a fare un accordo con Shaw? Sai quante volte
quello… quell’individuo ha cercato di farmi entrare nel suo maledetto Club
Infernale
[i]
?”
Shaw si alza in piedi. “Io la mia disponibilità l’ho data. Le Sentinelle
sono a vostra disposizione per predisporre le difese in Africa. Ho solo
chiesto, e non mi sembra troppo, che eventuali modifiche tecniche apportate
alle mie macchine restino di proprietà delle Industrie Shaw. Vi saluto,
signori. Se si prospetta una guerra, vi sono molte operazione finanziarie
che devo compiere.”
Così dicendo il Re Nero del Club Infernale lascia la stanza.
“Quello squalo! Come hai potuto acconsentire, Tony?”
“Non siamo nella posizione di discutere, Dwayne! Shaw non si fa scrupoli
a sacrificare un intero continente per accrescere il suo potere. Pensaci
un attimo, il posto più scoperto ad un’invasione aliena è
l’Africa. Non possiamo permettere che cada subito in mano ai Marziani, non
con tutte le risorse che possiede.”
Danny Rand si alza “Non dico che sei nel torto, Tony, ma una decisione
del genere dovevi prenderla insieme a noi. Personalmente penso che Shaw sarà
un problema da affrontare dopo l’invasione, sempre che ci sia un dopo…”
“Dannazione, avete ragione. D’altronde sei tu a prendere le decisioni,
Tony. Ma promettimi che nulla prodotto dalla REvolution potrà arricchire
o favorire Shaw!”
“Ti prometto che farò il possibile, ma le Sentinelle vanno adattate
al loro nuovo scopo.”
Dwayne Taylor abbassa mestamente lo sguardo. Tony si dirige verso l’ascensore
per il laboratorio sotterraneo. “Mike!”
“Sono qui, Tony!”
Deathlok sbuca da dietro la gigantesca testa di una Sentinella.
“Sto riprogrammando questi robot. Li ho già interfacciati con le
modifiche che hai realizzato, ora sto modificando le direttive… Entro domattina
dovrei riuscire a consegnarti tutte e duecento le nuove Sentinelle… anche
se non sono sicuro che sia stata una buona idea adattare le armi di Iron
Man a queste macchine assassine.”
“Non c’è tempo per pensare ad alternative, Mike. Devono combattere
alieni, non mutanti. Non ci sono poteri da neutralizzare, ma astronavi
e tripodi da abbattere…”
Il cellulare di Tony suona.
“Rhodey! Come procede il progetto?”
“Tecnicamente sta andando bene, ma non riesco a credere di aver acconsentito…
Piuttosto volevo dirti che l’ONU ci ha messo a disposizione i mezzi di
trasporto aerei dello SHIELD, ma nessun tipo di supporto militare. Possiamo
trasportare le installazioni antiaeree automatiche, ma nient’altro”
“Va bene, dovremo farci bastare le Sentinelle e Iron Man.”
Deathlok interviene
“Beh, questo corpo è fatto apposta per la guerra, credo di poter
essere utile anche io in Africa!”
Sei Danny
Rand. Sei tornato nel tuo appartamento.
Ti siedi, incroci le gambe e inizi a meditare. La Terra si trova di fronte
ad una grande minaccia, forse la più grande affrontata dalla cosiddetta
Crociata dell’Infinito. Iron Fist, l’arma vivente. Il soprannome che ti
hanno affibbiato non ti è mai piaciuto, ma mai come questa volta
devi tenergli fede. Uno strano presentimento ti dice che in Africa non basteranno
le Sentinelle. Sai bene di cosa sono capaci le razze aliene, sei stato
prigioniero degli H’Ylthri per mesi
[ii]
, hai sentito i loro pensieri, il loro odio verso i terrestri, alieni
deformi dal loro punto di vista. Sai che non puoi avere spazio per la pietà
nel tuo cuore. Stai andando incontro alla guerra, non è più
il tempo di farsi domande, chiedersi se è possibile intraprendere
un’altra via. Si tratta di sopravvivenza della specie… Odi i passi di una
persona che si avvicinano alla porta. Ti alzi, e ancora prima che possa
suonare, apri la porta. Davanti a te c’è Misty Knight.
“Danny! Mi hai sentito anche stavolta?”
“Diventa sempre più difficile, stai diventando brava! Entra!”
“Già… Colleen dice che per un’investigatrice è fondamentale
sapere le arti marziali… non ne sono molto convinta ma devo dire che i
suoi tentativi di insegnarmele mi hanno reso molto più furtiva.”
“A proposito, dov’è Colleen?”
“I dubbi che avevi su Stark l’hanno convinta ad indagare un po’. È
convinta che abbia qualcosa da nascondere.”
“Non lo so… senza dubbio è arrogante e egocentrico, ma sembrerebbe
onesto.”
“Sei ancora convinto di andare in Africa?”
“Ho un presentimento, come se ci fosse bisogno di me.”
“Ti posso accompagnare.”
“No, ci saranno anche Iron Man e Night Trasher, ed in un momento del genere
non possiamo lasciare l’azienda senza protezione. Ho ottenuto da Stark
e da Taylor di assumere Luke mentre saremo via, ma c’è bisogno anche
di te e di Colleen.”
“Capisco. Vedi di tornare sano e salvo, ok?”
Così dicendo stringi la tua ragazza in un bacio appassionato. Ti
stai chiedendo se la rivedrai, ma non appena incroci i suoi occhi la domanda
si trasforma in un impegno.
Mattino. Mentre il sole
stenta a illuminare gli stabilimenti quattro elitrasportatori dello SHIELD
atterrano nei pressi della REvolution. Ad attenderli Iron Man, Deathlok
e Night Trasher. Da uno di questi scende un ufficiale dello SHIELD.
“Salve. Abbiamo l’ordine
di trasportate del materiale bellico in Botswana, in Sudan, in Kenya e
nel Mali. ”
“Esattamente.” Iron Man estrae un disco dalla sua armatura “In questo disco
vi sono le esatte coordinate in cui devono essere installare le postazioni.
Deathlok e Night Trasher verranno con voi, io volerò insieme alle
Sentinelle.”
“Ehm, parto anch’io!”
Iron Man si volta.
“Mr. Rand? Non credo sia sicuro…”
“So badare a me stesso, e credo che sia il caso che almeno un rappresentante
della società sia presente alle operazioni.”
Jim Rhodes arriva giusto
in tempo per vedere gli elitrasportatori alzarsi in volo, seguiti poco
dopo da uno sciame impressionante di Sentinelle capeggiate da Iron Man.
Ha partecipato a molte azioni militari nella sua vita, ma queste scene gli
fanno tornare in mente solo i racconti dei generali sulla Seconda Guerra
Mondiale.
Poco dopo è raggiunto da Misty Knight e Colleen Wing.
“Mr. Rhodes? Abbiamo controllato, l’azienda funziona in regime d’emergenza,
solo il personale adibito alla produzione è presente, i reparti
amministrativi sono deserti.”
“Grazie, ragazze. Ma chiamatemi Rhodey in futuro, ok? Il capo qui è
Stark.”
“Misty! Colleen!”
“Luke! Sei arrivato finalmente! Pensavo non ti saresti mai svegliato in
tempo.”
Le due ragazze vanno ad abbracciare l’energumeno appena arrivato.
“Lei dev’essere Cage, giusto?”
“Esatto, fratello. Tu dovresti essere Rhodey, giusto?. Sono stato assunto
per sostituire Iron Man e Night Trasher. Da quel che ho capito devo stare
seduto a guardare la televisione e sgranocchiare patatine finché
non arriva un’astronave o qualcosa di simile. Arrivederci!”
Cage si avvia verso l’interno del palazzo, lasciando uno stupito Rhodey
a domandarsi come fa Tony ad ispirare tanto rispetto…
Per tutto il pomeriggio
e per tutta la notte gli uomini dello SHIELD, Deathlok e Iron Man lavorano
sulle installazioni militari. Quando il sole sorge le installazioni antiaeree
in Sudan e nel Mali sono operative, mentre quella in Botswana è
oggetto degli ultimi ritocchi. Iron Man lavora senza sosta, aiutato da Deathlok
e dai tecnici dello SHIELD. Night Trasher scruta il cielo preoccupato, mentre
Danny Rand osserva i lavori con scarso interesse. Improvvisamente il cielo
si oscura. Iron Man alza lo sguardo e vede una dozzina di dischi volanti.
“Arrivano!”
Deathlok chiude un pannello e imbraccia il fucile. “Il cannone e’ operativo!
Ma il Kenya è scoperto! Mando le Sentinelle a presidiare il sito?”
“Dannazione, no! Ne abbiamo bisogno qui! Penseremo poi al Kenya
[iii]
! Non credevo fossero così tanti! Vorrei non aver lasciato tante
Sentinelle sparse per l’Africa… L'esercito?”
"È impegnato nelle città! Diamine, attaccano dappertutto.
Evidentemente vogliono tenere le forze armate occupate per poter occupare
questo sito ed usarlo come base..."
"Non glielo permetteremo!"
Il boato del cannone antiaereo assorda i soldati, mentre Iron Man decolla
con una mezza dozzina di Sentinelle. Night Trasher si avvicina a Deathlok.
“Hai visto Rand? Quando sono comparsi i Marziani è scomparso!”
“No, trovalo e portalo al sicuro… Io vedrò di rendermi utile!”
-Computer?-
-Operativo-
-Sistema di puntamento autamatico: distanza 400 piedi-
-Precisione: 45 %. Potenza di
fuoco desiderata?-
-Massima, ma mantieni il parametro “Non uccidere” inserito-
-Affermativo-
Deathlok inizia a sparare, ma nessun colpo va a segno.
-Sono ancora troppo lontani. Devo aspettare che si avvicinino!-
Nel frattempo Trasher
entra nella tenda vicino.
“Mr. Rand? Cosa diavolo…?”
Danny ha indosso il costume da Iron Fist, e stringe in mano la bandana.
“Trasher? Beh, come vedi non sono esattamente indifeso, anzi, sono venuto
apposto per dare il mio contributo!” Dicendo questo indossa la bandana.
“Tu sei Iron Fist? Beh, ora non è il momento di fare domande, ci
sono una dozzina di astronavi aliene che stanno attaccando… se dovessero
toccare terra dobbiamo essere pronti!”
Iron Man vede le astronavi avviccinarsi. Da quanto tempo non metteva il
suo genio al servizio della guerra? Aveva giurato di non farlo mai più.
Ora c'è ricascato, vede le armi di Iron Man adattate a robot assassini.
-Ok Tony, penserai più tardi agli scrupoli morali. Ora dobbiamo respingere
questi alieni e difendere il nostro pianeta!- Ordina alle Sentinelle di
attaccare e una tremenda battaglia aerea si accende nei cieli limpidi del
Botswana. Tony è circondato da esplosioni, da rottami di Sentinelle
che precipitano a terra in fiamme e da dischi volanti che cercano di mantenere
disperatamente la quota. Un paio si schiantano, ma un terzo, a pochi metri
da terra, si poggia su degli arti retrattili, diventando un tripode. Immediatamente
si dirige verso il cannone antiaereo. Iron Man se ne accorge, ma è
troppo lontano per intervenire in tempo.
Improvvisamente il tripode perde l’appoggio su un piede e crolla a terra.
Tony scruta il terreno circostante in cerca della causa e scorge una figura
umana. “Iron Fist? Che diavolo ci fa qui? Beh, ogni aiuto è bene
accetto…ARGGHHH” Un colpo di un disco volante lo fa precipitare a terra.
Rhodey è nel
suo ufficio. Il sostituto di Tony, è questo che è diventato?
Se l’è cavata bene dietro una scrivania l’ultima volta, ma quella
vita non era fatta per lui. È sempre stato un uomo d’azione, non
un uomo d’affari. Forse dovrebbe considerare quella proposta che gli aveva
fatto Fury a suo tempo… No, dopo tutti i casini che ha combinato nei panni
di War Machine lo SHIELD non ne vorrebbe sapere di lui… forse la soluzione
era quella che gli aveva prospettato Tony prima di partire per l’Africa…
Una scossa tremenda fa tremare tutto l’edificio.
Luke Cage sta guardando la televisione. “Dannazione, imbecille! “L’Invasione
degli Ultracorpi!”! Se andassi io in uno di questi quiz e mi facessero
queste domande sul cinema potrei smettere di fare il supereroe… Ma che
diavolo è stato?” Cage esce nel cortile e si ritrova di fronte ad
un tripode marziano.
“Dolce Natale!!! Klaatu baranda niktu!!!” Un raggio d’energia parte diretto
verso Luke, che si scansa appena in tempo. “Ok, ok, la frase era tratta
da “Ultimatum alla Terra”, non da “La guerra dei mondi”, lo ammetto!”
Cage carica il tripode,
ma una spira metallica lo imprigiona.
-Dannazione, non riesco a spezzare la presa… Ci vorrebbe un miracolo!
Almeno sto dando il tempo a Misty e a Colleen di portare in salvo la gente…
Uff, ora dovrei anche respirare…”
Come in risposta alle sue preghiere, un raggio laser trancia di netto
la spira metallica che lo imprigionava. Cage si gira verso il suo salvatore.
“E tu chi saresti? Iron Man che ha perso la vernice?”
“Chiamami War Machine! E non chiedermi perché indosso questa armatura,
non saprei risponderti!”
Sei Iron Fist. Ti hanno
definito l’arma vivente. Ora di fronte a te, privo di sensi, c’è
l’uomo che più di ogni altro può reclamare quell’appellativo:
Iron Man. Un tripode alieno si sta avvicinando. Devi fare qualcosa. Concentri
il tuo ki, la tua energia interiore, nel tuo pugno. Una capacita che fa
di te l’unico possessore del mitico pugno d’acciaio. Ti basta un solo colpo
ed una delle gambe telescopiche si spezza. Il corpo del tripode si schianta
a tre metri da te. Un essere simile ad una medusa ne fuoriesce, visibilmente
scosso. Ora il combattente implacabile che è in te agisce d’istinto:
con un salto ti proietti verso l’alieno, lo colpisci con un calcio ma questo
riesce ad afferrarti la gamba con una sorta di tentacolo. Incroci i suoi
occhi, ed un dolore tremendo ti assale. Capisci che è una sorta
di attacco telepatico. Il dolore si propaga a tutto il corpo. Fai appello
a tutte le tue forze per resistere, ma senti lentamente la tua volontà
cedere. Guardi negli occhi il tuo antagonista. Non vedi nessun barlume
di umanità, nessuna emozione. Poi vedi solo un raggio di energia,
e dove prima c’era la “testa” dell’alieno vi è una poltiglia sanguinolenta.
Iron Man è in piedi, e dal palmo della sua mano crepita ancora il
raggio repulsore.
“Cosa ci fai qui, Iron Fist? Questa missione dovrebbe essere segreta!”
“Non posso spiegartelo ora!”
“Invece me lo spieghi proprio ora! Come diavolo sei arrivato qua?”
“Te lo posso spiegare dopo che avremo respinto gli alieni?”
“…”
“Abbiamo delle priorità adesso!”
“Va bene. Ma non finisce qui!”
Iron Man riprende a
volare. Ha appena ucciso un alieno. È in guerra, e lo sa bene. Ne
ha già discusso una volta con Capitan America, la morale convenzionale
non è applicabile in tempo di guerra. Ironico dire quelle cose a Capitan
America in persona, che ricorda come fosse ieri i combattimenti in Europa
contro i Nazisti. Ora sa bene anche lui cosa vuol dire. La "guerre" galattiche
a cui ha partecipato erano diverse, non era in prima linea, non si scontrava
in campi di battaglia, ma con nemici ben definiti. Ora ha di fronte a sè
un esercito di navicelle, con nemici sconosciuti. Non è così
difficile uccidere in queste situazioni, bisognerà vedere se riuscirà
a vivere con questa consapevolezza.
Micheal Collins non ha mai amato la guerra, anzi. Ha sempre pensato che
essere intrappolato in una macchina bellica fosse un crudele scherzo che
il destino gli aveva riservato. Ma ora si ritrovava con pochi uomini dello
SHIELD a combattere contro degli alieni, e il suo corpo per la prima volta
gli sembra una benedizione. Attorno a lui vari raggi colpiscono il suolo.
Grazie al programma di evasione del computer riesce a schivare tutti i
colpi.
-Attenzione: bersaglio ostile
in avvicinamento. Si consiglia abbattimento-
-Smettila di dare consigli e agisci, computer!-
-Devo prendere possesso delle
attività motorie e offensive?-
-Solo motorie! Mantieni operativo il parametro “Non uccidere”.-
Il cyborg si getta a terra con un poderoso colpo di reni ed esplode in
rapida sequenza tre colpi che colpiscono e fanno schiantare il tripode a
terra. Immediatamente si volta di scatto, spara contro un albero che cadendo
blocca un altro tripode.
-Attenzione! Il bersaglio si
appresta ad attaccare!-
-Dovremmo riuscire a resistere all’attacco, giusto?-
-Ininfluente. Non siamo noi
l’obbiettivo-
-Cosa vuoi dire?-
-Il bersaglio del nemico è
quel gruppo di scienziati s.h.i.e.l.d.-
-Fermiamolo!-
-Impossibile! L’unico modo sarebbe
far saltare il cannone, ma ciò comporterebbe la morte sicura degli
occupanti della navicella. I parametri attivi mi impediscono di compiere
questa azione.-
In un istante un raggio parte dal tripode e investe in pieno gli
uomini dello S.H.I.E.L.D., incenerendoli.
“NOOOO!!! Computer!”
-Attendo comandi.-
-Disattivare paramemetro “non uccidere”!-
-Parametro disattivato.-
-Tira giù tutte quelle dannate navicelle!!!-
New York. Stabilimenti
della REvolution. Cage e War Machine fronteggiano due tripodi.
“Ok Cage. Tu li attacchi dal basso, io dall’alto.”
“Il nero truppa di sbarco e il bianco nell’aviazione, eh?”
“Non dire cazzate, fratello! Di che colore credi che sia la mia pelle
sotto quest’armatura?”
“Wow! Iron Man è un fratello?”
“NON SONO IRON MAN! Non sono nessuno! C’era bisogno di qualcuno che indossasse
quest’armatura e l’ho fatto, ok?”
“Come dici tu…”
War Machine si alza in volo, e colpisce un tripode con il cannone al plasma
installato nella spalla sinistra. Il secondo tripode cerca di afferrarlo
con una spira metallica, la fiamma ossidrica nell’avambraccio sinistro
la trancia di netto, mente una raffica di colpi provenienti dalle due mitragliatrici,
nell’avambraccio e nella spalla destra, investono la cabina di comando.
Il primo tripode si riprende dall’attacco ed inquadra War Machine, ma perde
improvvisamente l’equilibrio. Luke Cage ha afferrato una delle gambe ed
ora fa roteare il mezzo alieno come una mazza facendolo schiantare contro
l’altro. “Altro che Thunderstrike!!!”
Nei cieli dell’Africa
Iron Man si scontra, supportato dalle Sentinelle modificate, contro decine
di navicelle. La lotta è cruenta, e le Sentinelle hanno lo svantaggio
di essere troppo prevedibili. Il loro tempo di reazione è buono,
ma le loro azioni sono troppo prevedibili. Avrebbe dovuto prevederlo. Non
ha avuto il tempo di controllare tutto, ma questo avrebbe dovuto prevederlo.
Deve inventarsi qualcosa alla svelta…
-Machine Man?-
-Tony?-
-Tu ricordi ancora gli schemi delle Sentinelle, vero?-
-Certo… Cosa hai in mente?-
-Credi di riuscire a comandarle a distanza? La tua intelligenza artificiale
è anni luce più evoluta della loro…-
-Dovrei riuscire ad operare in multi-tasking, se è questo che intendi.-
-Perfetto! Preparati a “scaricarti” dentro una di loro. Dovresti riuscire
ad inserirti nel loro sistema di comunicazione e comandarle tutte-
Dalla palmo della mano Tony estrae un jack, che collega alla testa di
una sentinella.
Immediatamente le Sentinelle cambiano tattica, comportandosi in maniera
più imprevedibile. Le navicelle aliene sono spiazzate, e diventano
facili bersagli.
-Perfetto! Oh, Machine Man?-
-Si, Tony-
-Quando tutto sarà finito, attiva l’autodistruzione di tutte le
Sentinelle modificate… non mi piace l’idea che Shaw possegga la mia tecnologia.-
Night Trasher e Iron
Fist combattono strenuamente contro i tripodi, spostandosi da un riparo
all’altro e cercando di distogliere l’attenzione delle macchine belliche
dalle postazione di difesa. Iron Man e Machine Man guidano le Sentinelle
nello scontro aereo, ma le navicelle che riescono ad atterrare trovano ben
poca resistenza. Improvvisamente una scarica di colpi esplosivi abbattono
un tripode. Deathlok si lancia all’attacco, inarrestabile come un robot.
Con una precisione incredibile colpisce gli alieni all’interno delle cabine
dei comandi, colpisce i serbatoi di carburante facendoli detonare, evita
ogni colpo. In poco tempo attorno a lui ci sono solo rottami e cadaveri
di marziani. Nel cielo non si scorgono più navicelle. Deathlok è
in ginocchio. Iron Fist gli si avvicina.
“Tutto bene?”
“No! Guarda cosa ho fatto! Da solo!”
“Siamo in guerra, Deathlok. Non abbiamo la possibilità di farci
scrupoli.”
“Questo giustifica questo massacro? Ho spento delle vite, per quanto aliene.
Mio Dio…”
“Non perdere l’equilibrio. Hai fatto quel che dovevi. Saremmo morti altrimenti…”
Iron Man atterra.
“Mi… Deathlok, ottimo lavoro. Ora potrete predisporre le difese. Io dovrò
tornare a New York, mi è giunta comunicazione che Capitan America…
potrebbe essere morto…”
Iron Fist resta impassibile. Night Trasher stringe il pugno e colpisce
il terreno cadendo in ginocchio.
“No! Non è possibile! Non Capitan America!”
Una lacrima scende dall’occhio organico di Deathlok. “Tutta questa morte…
Alieni, uomini… perché?”
“Per sopravvivere. Per sopravvivere…”
FINE
Nel prossimo numero: Le conseguenza della Guerra dei Mondi. Morgan Stark torna in scena, Iron Man dovrà combattere un vecchio nemico che non ricorda e Tony si troverà in una situazione compromettente
Note dell’Autore:
Anche Iron Man, come quasi tutte le nostre serie, viene coinvolto nell’invasione dei Marziani. Come visto nel primo capitolo di questo evento, tutto il mondo è sotto attacco. Su GLI INCREDIBILI X-MEN 5 assisterete alla difesa dell’Australia e scoprirete se il Kenya soccomberà agli invasori. Per seguire Iron Man, invece, dovrete leggere LA GUERRA DEI MONDI 2.
[i] Club Infernale che si avvale nuovamente della leadership di Shaw, come visto su X-MEN 3 e 4.
[ii] Danny è rimasto prigioniero dagli ultimi numeri della collana POWER MAN & IRON FIST (inediti) fino a X-MARVEL 36, dove si libera grazie all’intervento di Namor.
[iii] In realtà ci penserà qualcun altro su GLI INCREDIBILI X-MEN 5.