YOURMAN@MARVELIT

Il ritorno!

 

Carissimi adoratori di MarvelIT, vi prego, un po’ di contegno; asciugate la bavetta dall’angolo della bocca e bevete una camomilla prima di riprendere a leggere quest’ultima uscita del Bullpen… l’aspettavate da tanto tempo che vi siete lasciati trasportare un po’ troppo dall’emozione, mi sa…

Dall’ultima edizione del nostro Bull-ettino ne sono successe di cose all’interno della redazione: dall’arrivo di nuovi e volonterosissimi autori come (in ordine di apparizione, come nei vecchi telefilm dei Chips) Mr.Kayak, Nick Thompson, Pablo, Valerio Pastore, Eriugena e Marco Rizzo, ai miracoli legati alla statua di Grant Morrison che, osservandoci in redazione da un obelisco, ultimamente ha iniziato a piangere lacrime che il nostro nuovo EIC Carlo Monni ci assicura essere puro whiskey scozzese… che lo producano in questo modo anche nelle higlands? Comunque, tornando alle cose serie (?), la nuova generazione di MITs promette di assicurare un futuro più che roseo alla nostra fan-fiction, ma soprattutto è per me ottima carne da cannone, anzi, da intervista per rendere sempre più curiosa ed appassionante questa rubrica! Così, ripartiamo in quarta con la nostra Novella 2000 di MIT per farvi conoscere sempre di più e sempre meglio i nostri creatori di sogni, dreamsmiths come direbbero oltreoceano negli uffici della nostra controparte più famosa (ma meno talentuosa)!

 

Il legionario - Fabio “Mr. Kayak” Graziano

Your Man @ Marvelit: Benvenuto, Fabio! (ma quanti ce ne sono, di Fabi, nella nostra redazione?!)

Mr. Kayak: Grazie Yourman, e un saluto a tutti i lettori.

YM: Raccontaci un po’ di te, e di come hai conosciuto MarvelIT.

Mr.K: Beh, io ho vent’anni e studio Cartoni Animati alla Civica Scuola del Cinema di Milano, anche se il mio sogno nel cassetto sarebbe di diventare un giorno un fumettista; MarvelIT l’ho conosciuta, da lettore, attraverso un post che pubblicizzava un aggiornamento del vecchio sito, lasciato in un newsgroup sui comics che frequento ogni tanto. Appena ho avuto qualche idea per una serie però, non ho esitato a farmi avanti e devo dire di essere felice di aver conosciuto gente in gamba come i MITs!

YM: I tuoi colleghi saranno contenti per le sviolinate, Fabio, ma i più attendono di sapere da te qualche chicca sui progetti futuri delle tue serie…

Mr.K: Beh, innanzitutto devo comunicare a tutti una brutta notizia: a causa della mancanza di tempo ho dovuto abbandonare il progetto di “Extreme X-Men” che avevo iniziato con Pablo… la cosa mi dispiace molto, anche perché oltre ad avere delle buone idee era un occasione per lavorare su personaggi che amo molto.

YM: Un vero peccato! E che ci dici invece di X-Legion?

Mr.K: Che quella è la mia creatura e di certo non la lascerò mai nelle mani di nessun altro! ^__- Ora ho quasi finito il terzo episodio, che devo dire mi sta dando molti più problemi del previsto vista la struttura insolita per me che ho voluto dare al racconto… vedrete presto a cosa mi riferisco…

YM: I primi due episodi, introduttivi, presentavano i personaggi e le situazioni della serie…

Mr.K: Non proprio. I personaggi di X-Legion sono destinati ad aumentare nel corso dei prossimi episodi, diciamo che la fase introduttiva della serie è ancora in corso e che, secondo i miei piani, dovrebbe concludersi con il primo ciclo di episodi intorno al numero 6.

YM: Per X-Legion hai scelto una serie di personaggi piuttosto secondari nel Marvel Universe, addirittura sembra che tu abbia intenzione di recuperarne più di uno dal regno dell’aldilà…

Mr.K: Sì, anche se la scelta dei personaggi è stata un po’ forzata dal fatto che, essendo arrivato tra gli ultimi nel gruppo dei MITs, ho potuto scegliere per la mia serie solo tra il ristretto gruppo di personaggi che non erano già stati prenotati da altri, e così mi sono un po’ arrangiato. Devo ammettere però che sono stato fortunato, perché la maggior parte delle idee che ho avuto per X-Legion, comprese quelle che forse mi soddisfano di più, hanno preso forma proprio intorno al cast dei protagonisti.

YM: Non puoi anticiparci nulla a proposito dei prossimi episodi?

Mr.K: Il terzo episodio, come si deduce già dal finale del secondo, sarà ambientato a villa Xavier e darà, credo, una bella spinta in avanti alla storia; per il resto, come ho detto, aspettatevi il recupero di qualche vecchio personaggio da qui al numero 6, per partire poi alla grande con la “vera” X-Legion con il secondo ciclo di episodi.

YM: Che intendi dire con “vera X-Legion”?

Mr.K: Che per dare un inizio coerente alla mia serie ho dovuto sacrificare un po’ le atmosfere che avevo in mente all’inizio per X-Legion… ma una volta che tutte le pedine saranno al proprio posto, spero di riuscire a tener fede alle mie idee originarie di creare una serie dai toni piuttosto dark, cupi.

YM: E che ci dici di Conan? Sappiamo che l’hai in cantiere da un po’…

Mr.K: Ehm, in effetti è proprio così, ed ho diverse idee che credo buone per iniziare, ma aspetto di avere un po’ più di tempo libero per poterci lavorare in tranquillità. Comunque anticipo che io sono sì un fan del personaggio, ma non ho mai letto uno dei romanzi originali di Howard! Al massimo ho letto diversi episodi del Conan di Thomas e Buscema, senza contare i celebri film… più che altro, sono un fan del fantasy in generale, a cominciare dalle ambientazioni alla Dungeons & Dragons fino ai mondi senza tempo dei romanzi di Moorcock. Insomma, credo che il mio Conan sarà perlomeno originale, almeno per quanto riguarda il punto di vista di chi scrive.

YM: Grazie mille e in bocca al lupo, Fabio!

 

The (almost) amazing - Nick Thompson

YM: Nick, tu sei senza dubbio l'autore di MIT dallo stile più particolare e personale. Qual'è il tuo background letterario, e come si è legato al tuo amore per i comics?
Nick: In realtà non ho nemmeno finito "Guerra e Pace"! E non ne vado affatto fiero... comunque, ritengo di essere in quella sempre più sottile percentuale di esseri viventi che ancora qualcosa legge. Nessun record, sia chiaro. Al massimo qualche libro al mese. Romanzi e saggi. Letture variegate (da Urania a Primo Levi). Quanto allo stile, il mio è un gioco decostruzionista (eh, bum) che guarda alle avanguardie storiche (strano paradosso, fra l'altro...) e semiologicament- Naah, vi faccio una confessione: scrivo caoticamente perché non potrei fare di meglio. E, se fossi un mio ipotetico lettore (molto ipotetico...), non mi piacerei più di tanto: preferisco capirci qualcosa! O, per dirla con Petrolini: "Sì, sì, il teatro sperimentale. Mah, che gli esperimenti se li facciano a casa loro...". Piccolo aneddoto; un mio amico si lamentava sempre di dover studiare James Joyce, perché sosteneva questa tesi, peregrina ma non priva di fondamenta: "Se io scrivessi come fa lui in Finnegans Wake, ecco quale sarebbe il giudizio della prof. -mancanza di organicità, periodi senza uso di punteggiatura, trama inconcludente. voto: 4+ (il più di incoraggiamento)- Che è poi la stessa proposizione logica che fanno certe persone vedendo un Mirò o un Informale. "Disegnano come, no, peggio, di mio figlio". Oppure: "Questo lo facevo anch'io" (quasi fosse la "Settimana Enigmistica"). E non c'è verso di fargli capire che è tutta una ricerca, e che, da bambino, Picasso dipingeva come Raffaello, ma che c'è voluta tutta la sua vita adulta perché dipingesse come un bambino (colpa della Senilità, gli trema la mano, direbbero...). Fine dell'inciso pittorico, che non vorrei far intendere di paragonarmi a chissachì, e nemmeno vorrei rubare al "Buon vecchio Zio Marty" il titolo di LogorRè (Neologismo T.M. all rights reserved). Tornando a Bomba sull'amico, gli ho fatto leggere, qualche tempo fa, ciò che ho scritto per Marvelit. A parte una telefonata allarmatissima all'una di notte per chiedermi: "Ma il tuo regista preferito è ancora Antonio Margheriti? E ridi ancora con Sordi, vero, VERO?" mi ha mandato una mail/recensione da cui, puntualmente, estraggo: "Facile Come - ci prendi tutti per il culo? Facile? -omissis-valutazione: mancanza di organicità, periodi senza uso di punteggiatura, trama inconcludente. voto: 4+ (il più di incoraggiamento)-" Tutto questo per concludere che, come spero di aver dato prova nello sbrodolamento di cui sopra, non ci riesco proprio a scrivere "Straight". E forse è meglio così, perché di ottimi narratori Marvelit è piena, e io con le mie astrusità mi sono ritagliato uno spazietto irregolare che mi sottrae ad una competizione sanguinosissima (eh, ari-bum) ...ah, dimenticavo: risposta incomprensibile, mancanza di organicità, periodi senza uso di punteggiatura, trama inconcludente. voto: 4+ (il più di incoraggiamento)-

YM: Hai altri lavori all'attivo come scrittore oltre alla fanfiction?

Nick: Magari! La mia produzione illetterata (ah, Totò!) è completamente Unpublished (e impubblicabile, secondo alcuni gentiluomini...).

YM: Qual'è il tuo approccio ad un nuovo lavoro? Parti dalla scelta dei pg, da una trama canovaccio, da un'idea folgorante...

Nick: Da un'idea esile esile esile, un bambino del Byafra delle idee, per intenderci. E si vede. se avessi una visione più logica e razionale, non avrei prodotto cosine come "Team up", che considerare più di una barzelletta è ridicolo (ah ah ah, il fine umorista...). Insomma, prima le idee (alla Killgore Trout...), ma avercele!
YM: Le tue serie (Almost Amazing Fantasy, Squadron Supreme) dimostrano, a partire dai titoli, una passione per il passato dei comics Marvel...

Nick: Sì, soprattutto per il passato più oscuro e meno Mainstream dell'Universo Marvel. Ecco, ci dovrebbe essere una legge per obbligarmi a scrivere a scadenza quasi giornaliera (pura Utopia, chiedetemi dov'è "Facile Come2 "...) cose come "Night Nurse", "Shogun Warriors", "San Francesco" (ah, ma quell'incontro con Wolverine, prima o poi...). Già, dovrebbe. Ma non c'è -yuppi, urla e grida di gioia dalla folla-.

YM: Cosa pensi della Marvel attuale?

Nick: La migliore da dieci anni a questa parte. Non che ci volesse poi molto...Comunque un bravo a Joe Quesada, ma per carità, basta con i Promo stile W.W.F.(no, non quelli dei Panda!)

YM: "Facile come" è stato il tuo primo lavoro per MIT. Com'è nata questa mini e la scelta di un protagonista come Doc Samson ha a che fare con una tua predilezione per un approccio psicologico ai personaggi?

Nick: Mah, io ci provo. E poi il buon Lenny ha troppe potenzialità inespresse, insomma, uno psichiatra Ebreo in grado di sollevare tonnellate che ha in cura gli schizzati più potenti del mondo!

YM: Qual è il tuo pg Marvel preferito, e quale ti piacerebbe scrivere se potessi?

Nick:  Non ho proprio un preferito, ma chi vorrei sicuramente scrivere è Howard The Duck! Gerber è sempre stato un sottovalutato di ferro, fra l'altro...

YM: Quali sono i tuoi progetti futuri per MIT?

Nick: Finire quello che ho cominciato? Naah, meglio imbarcarsi in un folle one shot su un ex conoscente di Sun (sì, avete capito bene, ex conoscente...).

YM: Oltre MIT, hai qualche altro tuo progetto personale di cui ti piacerebbe parlarci?

Nick: Un anno addietro giusto giusto ho scritto l'unico monologo comico che abbia mai fatto piangere una persona. LETTERALMENTE. La storia: io nel monologo interpreto Terry Colon, cantante confidenziale a cui hanno sbagliato i turbinati. A un certo punto faccio presente che il monologo è dedicato a "Qualcuno che, purtroppo, non ce l'ha fatta. E' scomparso, ma ricorderemo tutti il suo sacrificio e la sua dura lotta contro il male oscuro". Questo qualcuno è, o meglio era, Linfo, il tumore che è stato colpito da Berlusconi. Silenzio agghiacciante in casa di amici che mi avevano permesso di recitare il monologo al termine di una, per altro riuscita, festa. La padrone di casa scoppia in lacrime e scappa in bagno, seguita dalle amiche più care. Sguardi di disapprovazione (i loro), sguardo in ceca di pietà (il mio). Il padre della ragazza era morto di tumore il mese prima. Cazzo, avvertitemi! faccio io. e proseguo. "la sapete quella su..." La sapevano. Non mi hanno fatto finire il monologo.

 

L’estremo - Paolo Giannuzz

YM: Paolo, a te MIT deve la nascita dell'Extreme universe. come lo paragoni rispetto alla linea Ultimate della Marvel? E che idea hai di questo tipo di progetti?

Pablo: Beh, l'ultimate è una rilettura aggiornata del Marvel Universe, senza eccessivi scossoni, mentre l'Extreme è una rilettura da un angolo diverso del MU, diciamo + realistico, dove Cap è un soldato prima che un super eroe, Tony Stark un imprenditore, ecc. Insomma, la visione cercherà di essere + realistica, spero di riuscirci.

YM: Come è nata in te questa idea? E c'è un legame tra la nascita di Extreme ed eventi come l'11/9?

Pablo: Inizialmente volevo fare il Cap originale legato all'11 settembre, però poi mi sono detto che nel MU eventi come l'11 settembre sono quasi all'ordine del giorno, e che il sense of wonder ne avrebbe risentito; quindi mi sono chiesto se partendo da tabula rasa non avrei raggiunto il risultato che volevo.

YM: Dalle storie Extreme emerge un forte legame tra le serie; sarenno collegate in futuro da eventi in comune come crossover e c.?

Pablo: Beh, in futuro c'è una saga, che dovrebbe chiamarsi Extreme Collision, che metterà contro Doom e Painer come intravisto alla fine del one shot sul signore di Latveria e che introdurrà gli Extremes. In più, ci saranno diverse mini come F4, Devil, Ghost, ecc.

YM: Sei uno scrittore piuttosto prolifico. come affronti la scrittura di un nuovo racconto?

Pablo: Eeee, prolifico da questo mese… in genere comunque decido cosa deve + o - succedere, poi però mi riservo di cambiare gli eventi in corsa: ad esempio, il secondo ciclo di Extreme Cap avrebbe dovuto far entrare in scena Sam Wilson, ma poi gli eventi reali (a cui l'Extreme è legata) mi hanno costretto a cambiare i piani.

YM: Tu sei autore di una serie extra-MIT che vanta un gran numero di episodi, Gauntlet. vorresti parlarcene?

Pablo: Beh, Gauntlet è la mia serie principale, a cui dedicherò il meglio delle mie idee. Non è molto originale come incipit, visto che parla di guanti magici, demoni, maledizione ecc, ma mi piace svilupparla, rendere vivo Jonnhy Corso, divertirmi con le minacce. Attualmente è ferma al 61mo episodio per i problemi del mio vecchio computer, ma è ferma a pochi episodi da un ennesimo giro di boa, e ora tocca puntare al 100, con tutte le sue conseguenze. Comunque una cosa è certa: scrivere Gauntlet mi diverte come non mai, viste le situazioni in cui ho fatto e farò passare il suo personaggio principale. Tra parentesi, presto i suoi episodi saranno ospitati dalla sezione fanfiction di Comicus, acquistando maggiore visibilità.

YM: Complimenti!

Pablo: Denghiu!

YM: C'è molta differenza però tra le tematiche socio/politiche che fanno da sfondo ad Extreme e quelle magiche e sovrannaturali di Gauntlet... con quali ti senti più a tuo agio come scrittore?

Pablo: Beh l'autore, come l'attore, deve alla fine sapersi adattare alle serie che scrive. Certo che magari Gauntlet mi viene un filino meglio probabilmente, perché ho più spazio per lavorare, meno limiti, mentre su extreme devi giocare con situazioni globali, e la cosa è un po’ più complessa in genere. Insomma, il fantasy si lascia plasmare meglio IMHO. Comunque la cosa potrà ribadirsi nella mia nuova serie Marvel, cioè Darkmere.

YM: Oh, Darkmere è il tuo nuovo progetto per MIT, il primo fuori da Extreme: di cosa si tratta?

Pablo: Il secondo, il primo è Punisher #5. Comunque è una serie fantasy-horror piena di mostri, demoni, magie e con un protagonista privo di super poteri accompagnato da una sorta di spettro. Anche se le origini non vengono spiegate del tutto nel primo episodio, anzi si dovrà soffrire un po’ per capire cosa è successo in passato, introdurrò una nuova razza in questa serie chiamata Superni che nelle mie modeste intenzioni saranno la versione horror dei celestiali :)))

YM: Come si colloca Darkmere nel MU?

Pablo: Non avrà grandi riferimenti alla continuity, almeno all'inizio, anche se nel secondo o terzo episodio apparirà Peter Parker, o meglio, l'Uomo Ragno e intorno al 7mo episodio è probabile un crossover con Punitore.

YM: A proposito di Punitore, come intendi affrontare questa serie? Il tuo predecessore ha iniziato risolvendo la questione "angelica" lasciata in sospeso nel pre-Ennis... Tu invece su cosa ti soffermerai?

Pablo: Beh, innanzitutto per rivedere il buon Frank bisognerà aspettare il 3zo episodio, per vederlo in una saga molto complessa; poi ho intenzione di inserire Puni in Inferno2 (la prossima mega saga di MIT, ideata da Fabio Volino, NdR) per fargli fare qualcosa di incredibile, e comunque recuperare la faccenda del Puni "angelico" abbandonata fin troppo presto x me e piena di spunti interessanti.

YM: Hai degli altri progetti in futuro per MIT?

Pablo: Beh, nell'ambito Extreme le idee sono molte, a partire da Extremes; nell'ambito MU avevo in mente una mini su Namor, ma devo ancora contornare bene il progetto prima di proporla.

YM: Ed oltre alla scrittura? C'è qualcosa che hai in serbo o di cui ti occupi di cui vorresti parlarci?

Pablo: Beh sì, c'è un progetto insieme ad un mio amico di aprire una software house che realizzi applicativi (per lo + giochi) x il settore mobile (cellulari, palmari, ecc.), e che forse a settembre diventerà realtà.

YM: Te lo auguro davvero!

Pablo: A chi lo dici!!!! …ah sì, a me :-P

 

Il prolifico - Valerio Pastore

YM: Tra i nuovi arrivati di MIT, tu ti sei più di tutti messo in luce, non solo per la straordinaria prolificità (degna del miglior Bendis ^__- ), ma anche per la particolarità delle serie che hai proposto, ricche di riferimenti da archeologo al passato Marvel. Da cosa nasce questa passione per i personaggi minori del MU? Era tua intenzione recuperarli fin dall'inizio o sei stato costretto dall'affollata pg list che hai trovato al tuo arrivo?

Valerio: No, è sempre stata mia intenzione, questo recupero. La MUSA/MITA soffre di una preoccupante sindrome del dimenticatoio con personaggi troppo spesso molto interessanti.

YM: In che ordine ha preso vita il processo creativo delle tue serie? Prima i personaggi o la storia?

Valerio: I PG. Le storie le ho recuperate in parte da vecchie produzioni di 10 anni fa quando scrivevo per una APAzine USA.

YM: APAzine?

Valerio: Amateur Press Association Maga-zine. Si chiama ROWRBRAZZLE, specializzata in storie/disegni con i 'furries' cioè gli animali antropomorfi in tutti i generi. Era solo su carta.

YM: Suppongo che Power Pack venga dritto da lì...

Valerio: Strano a dirsi, no. Anzi, c'erano molti più felini... e tutti sul supereroismo classico, non c'era la varietà che ho messo qui adesso.

YM: A proposito di varietà; le tue serie si differenziano molto l'una dall'altra per ambientazione. Quale sfondo preferisci per le tue storie? Non so, il fantasy di KT7, la metropoli di Justice inc, l'horror di Supernaturals...?

Valerio: Sicuramente l'ambiguità del Power Pack: come i lupi mannari, che vivono fra due mondi questa è una serie 'borderline' dove i mannari non-eroi sono non sia una presenza metafisica che un popolo a tutti gli effetti.

YM: La tua è una vera passione per i mannari e, da quanto hai detto prima, credo in generale verso gli esseri animaleschi: che tipo di immedesimazione trovi in questo tipo di pg?

Valerio: Contrariamente alla tradizione popolare, gli animali non possiedono quei tratti in eccesso positivi e negativi che sono propriamente nostri: sono esseri potenti, superiori, saggi, ma anche vittime. Hanno i numeri per essere i migliori, ma sono stati battuti dal soprannumero e dall'ignoranza umana.

YM: Il tema della rivincita sociale è dunque legato al tuo amore per i mannari. in futuro, ti interesserai ad altre tematiche sociali o politiche per le tue storie? E che piano occupano per te questi temi rispetto allo sviluppo del racconto?

Valerio: Attualmente, i Campioni sono un esempio delle altre tematiche: Cap Ultra è un ebreo e la dice lunga, Chip è un mutante, ecc... e operano in un paese come l'Africa. Ci sarà molto da dire in merito al rapporto I/III mondo. Quanto al piano occupato, ci deve essere una stretta interazione: i Rangers per esempio hanno il compito di lottare per la pace sociale fra bianchi e indiani; in KT7, si deve scoprire un mondo intero, con le ombre che esso nasconde, e le alleanze non sono chiare secondo i vecchi meccanismi anni '70. La Justice Inc non fa nepure 'vera' giustizia, anche se non lavorano per la mafia :-) I Supernaturals sono tutti amorali, designati per il loro compito ingrato. Eroi misconosciuti per eccellenza.

YM: Gli anni '70. Li hai citati parlando di KT7, e in effetti moltissimi dei pg che usi provengono da quel periodo di storia Marvel (e dal decennio successivo). il tuo è un amore a tutto tondo per quegli anni o si tratta solo di una coincidenza? :-p

Valerio: No, è proprio un amore a tutto tondo! Dirò di più, il primissimo personaggio Marvel sul quale ho cominciato a fantasticare una storia è stato...il Super Adattoide! Nella versione G.Perez con i poteri di Iron Man/Visione/Scarlet/Cap Marvel I/Bestia. Stargod lo scoprii tempo dopo su UR corno, e naturalmente fu amore a primo ululato!

YM: Leggendo le tue serie viene da pensare, per com'è strutturato lo sviluppo delle trame, che prima o poi potrebbero arrivare ad una conclusione...

Valerio: Esatto! Tutte le 6 serie sono strutturate intorno al misterioso Progetto Exodus, e alla fine il tutto sfocerà in un nuovo megacrossover.

YM: ...che porrà una giusta conclusione alle serie? O che le tramuterà in qualcosa di nuovo?

Valerio: Una serie perirà per lasciare il posto ad un'altra, e una nuova ne nascerà.

YM: Un'altra serie! Sei davvero instancabile ^__^

Valerio: Calma, per quella ci vorrà tempo, e poi si vive una volta sola! Come uso dire 'se ti piace, dai il massimo'!

YM: Qual' è il pg Marvel che ti piacerebbe scrivere, ma che non puoi?

Valerio: Oh, vediamo...i Vendicatori. NO, anzi, i Thunderbolts.

YM: Ok, per concludere: oltre a MIT, hai altri progetti di cui ti piacerebbe parlare un po'?

Valerio: Adoro leggere (esclusa solo la manualistica e l'esoterica, anche se perlopiù romanzi). Adoro i miei cani, e progetto di vincere al superenalotto.

YM: ^__^  grazie valerio, è stata davvero una bella intervista! Sei un grande!

Valerio: Mai come MIT. Grazie di esistere gente!

 

Il filosofo  - Giovanni Scoto “Eriugena”

YM: Nonostante tu abbia pubblicato solo nell'ultimo aggiornamento delle storie tue, è da molto che sei tra i MITs (vedi speciale "MITS a cartoomics", NdR). Come hai vissuto il tuo ingresso a MIT in questo periodo?

Eriugena: Bene. Da subito mi sono sentito in famiglia anche se ci ho messo un po' a carburare, intendo per scrivere ^_^

YM: Non sarà anche che tu ami i progetti ben studiati a lunga scadenza? Mi riferisco alla maxiserie War in Time dei New Warriors...

Eriugena: Beh, WIT è stato un parto particolarmente difficile... tante cose da dire e da fare. L'idea c'era già, ma era precedente al mio ingresso in MarvelIT così ci ho dovuto lavorare un po' su... comunque essendo la mia opera prima come scrittore sono stato molto esigente... spero di ottenere i frutti sperati ^_^

YM: Hai avuto dei problemi di coordinamento con Tobia (lo scrittore della serie regolare dei New Warriors, NdR) nella realizzazione di WIT? Se sì, di che genere?

Eriugena: Nessun problema, anzi senza Tobia WIT non esisterebbe! E' il mio editor e il mio primo fans senza i suoi commenti favorevoli non sarei mai arrivato alla stesura finale!

YM: Anticipaci un po' delle tematiche di WIT. Nell'editoriale dell'aggiornamento di WIT 1, il tuo pseudonimo "eruigena, che richiama alla filosofia (Eriugena era un filosofo, NdR), era paragonato con la scelta di debuttare incentrandosi su di un tema come il tempo…

Eriugena: Beh, WIT racconta una lunga storia che in parte risolve alcuni punti in sospeso delle precedenti gestioni dei NW e inoltre si pongono le basi per la nuova gestione di Tobia. Per quanto riguarda il tempo sarà l'elemento centrarle di tutta la mini che apre uno squarci su una possibile realtà alternativa... di più non posso dir ^_^

YM: Ok, allora parlaci di X-Factor, l'altra tua serie che scrivi con Marco Rizzo. Come è nata la vostra collaborazione e come vi dividete, di fatto, i ruoli?

Eriugena: Beh, per ora uso la faccio da padrone... ma con mio rammarico ^_^  Sono lentissimo a scrivere (Marco hai sentito!!! ^_^).  Per ora la storia di base l'ho gestita io, ma ben presto Marco (che ad onor del vero sta facendo la maturità) si farà sentire!

YM: Su cosa sarà incentrata la serie? Dal primo episodio si nota una certa influenza di manga come Neon Genesis Evangelion…

Eriugena: Beh, più che altro l'atmosfera un po' asfittica che permea l'anime... Comunque aspettatevi grandi cambiamenti di prospettiva ed una testata che ha poco di "mutante" ^_^ Poco mutante nel senso che non verranno trattate quelle tematiche tipiche delle serie mutanti, la storia sarà incentrata sui personaggi e sul misterioso Comitato…

YM: L'atmosfera dei manga e in generale dei comics extra-usa ti influenza molto nel tuo lavoro?

Eriugena: Io sono un americanofilo! Adoro Bruce Willis e cose simili. Tuttavia ammetto che nell'ultimo periodo amo molto la prospettiva più complessa che a volte è presente nei manga, beh, in alcuni manga che leggo ^_^

YM: Com'è iniziata la tua passione per i comics?

Eriugena: Tanto tempo fa.... quando avevo 14 anni durante una gita con mia nonna... comprai un numero dell'uomo ragno... poi sempre più infondo nel baratro T_T

YM: Su quale dei personaggi delle tue serie ti trovi meglio come scrittore?

Eriugena: Posso dire chi amo di più, ma allo stato attuale non posso proprio dire su chi mi trovo meglio.. ho scritto troppo poco ^_^ Comunque sono John Edwards che ho creato io (^_^) e ovviamente il mio amato Nova (di cui presto scriverò la serie regolare minispoiler). Tuttavia amo anche Speedball e ovviamente sono un ragno fans!

YM: Tu ami molto Spidey e i NW, personaggi dalle mille facce ma che forse sono accomunati da una natura, quella più profonda, molto scanzonata e solare. Si tratta di una questione di affinità? e come si lega alle atmosfere claustrofobiche che hai in mente per X-Factor?

Eriugena: Amo cambiare... amo la "variatio" (così la chiamo io) in tutti i campi della vita. Come mi piace scrivere di cose frivole mi piacciono le atmosfere più realistiche a volte surreali... se tutto va bene primo o poi scriverò anche di un matrimoni ^_^ fate un po' voi. In fondo questa è anche la mia personalità, sfaccettata e mutevole :-P

YM: Oltre ad essere un abile scrittore sei anche un ottimo disegnatore e un perfezionista nella grafica e nell'impaginazione (come si deduce dal look dei tuoi racconti). Cosa viene prima per te, l'amore per la scrittura o per il disegno?

Eriugena: Direi che all'inizio di tutto c'è la mia voglia di fare fumetti (il mio primo "lavoro" l'ho realizzato alle medie) poi il tutto è cresciuto di pari passo. Sono autodidatta, ed ho sempre lavorato da solo così ho sempre fatto tutto io. Di necessità virtù direi ^_^

YM: Oltre a MIT, hai qualche altro progetto di cui vorresti parlare?

Eriugena: Per ora nulla di nuovo all'orizzonte ^_^ anche perché per ora di impegni ne ho più che a sufficienza ^_^

 

L’ospite - Marco Rizzo

YM: Marco, oltre ad essere uno dei nuovi autori di MIT (con un ingresso tra l'altro alla grande, direttamente sull' "ammiraglia" F4), sei anche l'ospite del sito di MarvelIT come webmaster di Comicus: come vivi questo doppio ruolo?

Marco: Così come vivo tutti gl altri impegni che affronto con> passione oltre al ruolo di webmaster di ComicUS. Il fatto che MarvelIT sia ospitato da CUS ha creato poi una certa sinergia e sono stato accolto benissimo. Non è un vero e proprio sdoppiamento, dopotutto.

YM: Hai preso le redini di una serie, F4, che fino ad allora era stata un po' trascurata dai tuoi predecessori. Come hai affrontato il progetto, partendo in pratica quasi liberamente dalla continuity pre-MIT?

Marco: Avevo in mente qualche idea sui F4 dopo aver visto che l'approccio degli autori precedenti stava puntando più sul "maturo". Sono capitato in un momento dove potevo praticamente ripartire da zero, e ho inserito una prima saga, Imperius Rex, concepita per prendere mano con i personaggi, e sopratutto per mandarli nella Spirale, dove si svolgeranno avvenimenti cruciali prossimamente.

YM: Quali sono i tuoi modelli come scrittore? Verso quali temi ed atmosfere vorresti portare la serie?

Marco: Dunque, come scrittore non ho modelli ben precisi, visto che assimilo in continuazione. Per i F4, i cicli che amo di più, sono, come per molti altri, quelli di Byrne e di Lee/Kirby. Un approccio classico, però, mi avrebbe portato a qualcosa di troppo simile al ciclo attuale di Pacheco; infatti sto puntando verso qualcosa di più "maturo", e la sottotrama di Beaumont ne sarà l'esempio + lampante. Certo, comunque l'azione cosmica non mancherà, sono i F4, dopotutto!

YM: Nei tuoi riferimenti ad un ciclo di storie più maturo si nasconde forse anche l'influenza del lavoro sui F4 di Grant Morrison? Sappiamo che l'autore scozzese ha influenzato molto anche il tuo predecessore su F4, Mr. T...

Marco: E' inevitabile. Non solo perché Morrison è attualmente lo scrittore che sto riscoprendo su X-Men e F4, ma anche perché è riuscito come pochi a puntare su un approccio "Vertigo" o comunque sopra le righe senza snaturare i personaggi, ricordo che lo ha dimostrato anche con la JLA. E' un modello di scrittura ideale, insomma, da questo punto di vista.

YM: Parlaci di X-Factor. Nella sua intervista, Eriugena (il co-scrittore della serie insieme a Marco, NdR) ci ha rivelato che per i tuoi impegni per ora non hai ancora avuto tempo di dedicarti come avresti voluto al progetto...

Marco: Sì ed è un vero peccato. Non solo perché è un piacere lavorare con Eriugena, che è una vera fucina di idee, ma perché avevo anche inserito di proposito personaggi come Northstar che avrei voluto affrontare. E' un vero peccato che il mio contributo alla serie dovrà, per forza di cose, affievolirsi sempre di più. Comunque è una serie davvero fantastica, che promette molto bene, e il merito va certamente al mio co-scrittore.

YM: Quali sono le tue idee per il futuro di X-Factor?

Marco: Beh, per quel poco che potrò contribuire, vorrei sviluppare personaggi come Madrox e il già citato Northstar per vedere come sono cambiati in questi anni di oblio.

YM: Hai altri progetti in serbo per MIT, in futuro?

Marco: Purtroppo, a causa del tempo che continua a scarseggiare, credo ce concluderò il mio ciclo su F4 con  il numero 14. Poi vorrei fare qualcosa di autoconclusivo: qualche racconto per la Tela del Ragno (Magari ambientata nel periodo Romita sr) e, se tutto va bene, vorrei contribuire attivamente a JLA/Vendicatori versione MIT, visto che sono un grande appassionato del DCU e credo di conoscere bene alcuni personaggi!

YM: Quale personaggio Marvel ti piacerebbe scrivere se potessi?

Marco: Gli X-Men e Spidey! Insieme ai F4 sono i personaggi che amo di più. In questo periodo poi, grazie al film, mi sono riaffezionato all'Uomo Ragno come quando ero bambino!

YM: Oltre ad essere un ottimo scrittore di fan-fiction, sei già responsabile di un sito avviatissimo e ottimamente realizzato come ComicUS e di progetti interessanti ed ambiziosi come Alienpress. Come sono nati questi progetti e cosa ti hanno dato fino ad ora?

Marco: Ehehe, ComicUS è nato dalla rabbia. Ti spiego, fino a due anni fa, notavo che su Internet mancava un sito italiano paragonabile ai vari Comics Continuum, Newsarama, CBR e così via, mentre i siti sui manga spopolavano. Avevo già un mio minuscolo (e bruttissimo) sito personale, e così piano piano, ho costruito ComicUS. Il fatto di essere unico nel suo genere, la completezza e la vastità del materiale offerto ne ha fatto un punto di riferimento per quelli che come me cercavano un sito italiano dove leggere di comics. E' stato fondamentale l'aiuto di molti collaboratori, come Carlo Coratelli, che con la sua rubrica è con me all'inizio, o Marco Nicoli, vero e proprio factotum o amici "illustri" nel giro come Giuseppe Guidi, che ci ha regalato alcuni dei pezzi più belli che ha scritto. Senza contare i numerosi collaboratori più o meno saltuari o quelli che sono con noi da qualche mese.

YM: E Alienpress?

Marco: ComicUS avrebbe dovuto contenere una sezione di E-Comics, che per i motivi più disparati non è mai riuscita a partire. Qualche mese fa, navigando, ho visto come in USA continuavano a nascere piccole etichette editoriali on line, ma l'illuminazione è venuta con la scoperta di Komikwerks.com. Questo sito americano ospitava infatti fumetti on line gratuiti realizzati da autore di una certa fama: Tony Millionaire, Mark Pacella, Shannon Denton, Shawn McManus. L'idea era quella dunque di affiancare alla traduzione italiana dei fumetti di questi autori, opere di giovani esordienti, stimolati dala presenza di autori affermati con cui misurarsi, ma sopratutto, che possano con la loro fama portare lettori sul sito che magari  possano notare questi esordienti. Finora, sembra che funzioni benissimo, e mi ha dato anche la possibilità di riesumare alcuni progetti fumettistici personali. Insomma, pur essendo prodotti amatoriali, quindi senza alcun ritorno economico (anzi) mi hanno dato molto in termini di soddisfazione ma sopratutto mi hanno fatto inserire nel “giro" permettendomi di fare conoscenze interessanti, di essere conosciuto nel settore e di trovare lavoretti, come alla Play o come alla Lilliput, per cui ho scritto l'introduzione dell'ultima cronologia di Spidey.

YM: Interessante, parlaci un po’ della tua collaborazione con la Play Press: cosa ci racconti di questa esperienza e come è nata?

Marco: A Lucca 2001 sono entrato in contatto con alcuni membri dello staff Down, e un po' scherzosamente mi ero proposto come redattore. Dopo qualche telefonata e parecchie email, sono entrato (come freelance) alla Down, che si occupa dei redazionali e della grafica degli albi. Ho affiancato il già bravo Marco Farinelli su Green Arrow, personaggio che mi piace parecchio specie per i suoi legami col mio favorito, Hal Jordan/Green Lantern. Purtroppo, per la mia distanza da Roma, la mia collaborazione può essere solo saltuaria.

YM: Grazie mille Marco, complimenti ed in bocca al lupo per i tuoi mille, preziosissimi progetti!